Stadi ateniesi

Sì cari lettori, Atene non è solo monumenti storici, archeologia, cultura, elezioni ogni pochi mesi, caffè, frappè, taverne e vita notturna. Atene è anche sport e ovviamente tra gli sport più seguiti dagli ateniesi (e dai greci in generale) vi è il calcio; è per questo motivo che abbiamo deciso di visitare (almeno dall’esterno) i maggiori tra gli stadi di calcio presenti nella grande Atene e di parlare brevemente delle squadre che vi giocano.

Cominciamo la nostra carrellata dal Panionios GSS (dove il GSS sta per il greco di club di ginnastica di Smirne) dal momento che come avrete intuito dalla denominazione questo club ha sede a Nea Smirni e questo quartiere è stato “bersaglio” delle nostre scorribande sabato scorso. Il Panionios è stato fondato nell’odierna Smirne nel 1890 ed è per questo che si colloca tra i primi club calcistici greci della storia; dopo la sconfitta nella guerra turco-greca del 1922 anche il nostro Panionios è stato costretto a trasferirsi in Grecia e per la precisione a Nea Smirni.
Dopo i primi difficili tempi in cui il club era sprovvisto di ogni forma di struttura sportiva, nel 1939 viene finalmente completato lo Stadio Comunale di Nea Smirni, che sarà e che continua a essere la casa del Panionios ancora oggi. Lo stadio ha subito opere di ristrutturazione nel 1998 e nel 2003 che hanno ridotto la sua capienza da circa 20000 spettatori a 11700, a causa del divieto della federazione europea di calcio di avere posti in piedi nelle competizione europee. Sì, perché il nostro Panionios ha vinto una delle sue due coppe di Grecia nel 1998 e ha partecipato alla Coppa delle Coppe dell’anno successivo.
Il Panionios non è esattamente tra i club più vincenti della Grecia, avendo vinto solo due coppe di Grecia nella sua storia e nemmeno ha la forza e il potere economico dei 3 club storici ateniesi (Panathinaikos, Olympiacos e AEK Atene) o dei 2 di Salonicco (PAOK e Aris, quest’ultimo però caduto in disgrazia e fallito lo scorso anno) ma ciò non è un problema per i suoi tifosi, molti ovviamente discendenti dei profughi greci di Smirne e concentrati a Nea Smirni e dintorni, che seguono con passione il proprio club a dispetto dei successi decisamente rari.
Ammettiamo che il Panionios ci sta molto simpatico, un po’per il nome e un po’per la sua storia di tutto rispetto che seppur avara di trofei conquistati ha visto tra le sue fila giocare importanti calciatori quali Dimitris Saravakos -uno dei più grandi giocatori greci di tutti i tempi- e il più noto almeno a noi italiani Alvaro Recoba.
Ma torniamo allo stadio: dall’esterno si presenta come una struttura che sente il peso dei suoi 76 anni, mentre se si ha la possibilità di osservare l’interno si notano i seggiolini rossi con scritte blu a simboleggiare i colori sociali del club. Non possono mancare, come in altri stadi greci, il negozio ufficiale del club, un kafeneio (chissà se aperto a tutti, ci piacerebbe provarlo), gli uffici del club (con trofei, crediamo quelli conquistati dalle squadre giovanili, in bella mostra) e ovviamente i club dei tifosi più accesi; a differenza degli stadi italiani qui spesso e volentieri è tutto concentrato in un unico luogo. Un’esperienza interessante per gli appassionati di calcio e non solo, dato che Atene è anche questa: una rete di club calcistici più o meno famosi e più o meno grandi, ma tutti con un seguito di tifosi fedeli e affezionati al proprio club.

Proseguiamo questa nostra rassegna degli stadi ateniesi con quello che, nostro malgrado, reputiamo il nostro preferito. Non nascondiamo infatti la nostra predilezione per il Panathinaikos PAO (dove PAO sta per Club Sportivo Panateniese) in tutte le sue forme agonistiche: calcio, basket, pallavolo e tutti gli altri sport di questa gloriosa polisportiva. Non ce ne vogliano i nostri amici che tifano Olympiacos, ma non ci si può non innamorare di questi colori soprattutto dopo aver assistito a una partita in mezzo al Thyra 13, ovvero il gruppo più acceso di tifosi della polisportiva ateniese.
Il Panathinaikos gioca ormai da qualche anno nel suo stadio storico, ovvero l’Apostolos Nikolaidis -uno dei passati presidenti del club- o per i più il Leoforos, dal momento che è ubicato sull’importante Leoforos Alexandras (viale Alessandra) che collega il centro di Atene da viale Patission a viale Kifissias ovvero ai sobborghi settentrionali della capitale ellenica.
Si nota fin dall’esterno il grande senso di appartenenza dei propri tifosi a questo club, dall’enormità di graffiti rappresentanti quasi tutti i club organizzati di tifosi (dalle maggiori città greche). Come nel caso del Panionios anche qui vi sono la sede sociale e le sedi delle varie sezioni della polisportiva (tiro a segno, basket giovanile ecc..) così come i negozi ufficiali (ben due, calcio e basket). Caratteristica di questo stadio è l’avere raffigurate al suo esterno diapositive di partite storiche del Panathinaikos, tra cui -purtroppo (nota del sottoscritto/per fortuna nota di Αττική)- la ben nota partita Juventus-Panathinaikos 3-2 del 1988 che ha visto la qualificazione dei biancoverdi ateniesi agli ottavi di finale della coppa UEFA e un’altra partita tra Juventus e Panathinaikos, stavolta risalente alla Coppa dei Campioni 1961-62 che però ha visto la qualificazione della squadra torinese; immortalati in questa occasione il famoso e ahimè scomparso John Charles e Kostas Linoxilakis, ex-difensore del Panathinaikos.