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Pensieri ateniesi

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Pensieri ateniesi

Pro e contro del vivere in Grecia

Volevo affrontare l’argomento sui lati positivi e negativi del vivere in Grecia già da parecchio tempo. L’ispirazione me l’hanno data i tanti post e i tanti commenti che leggo sui social e che vedono contrapposti due schieramenti: da una parte coloro che pensano (e sono tanti) che in Grecia o ad Atene la vita si possa definire idilliaca o comunque decisamente migliore che in altri posti; dall’altra coloro che invece sono più cauti nell’esprimere un giudizio interamente positivo quando addirittura non ne hanno uno negativo.

Sarebbe inutile sottolineare che nè gli uni nè gli altri possono definirsi obiettivi; un po’ perchè – ho notato- quasi tutti quelli che decantano senza mezzi termini la vita in Grecia non ci hanno mai davvero vissuto per un periodo di tempo abbastanza lungo da comprendere i difetti  e le difficoltà del Paese. Un po’ perchè chi invece vede solo negatività e critica selvaggiamente le inefficienze greche- mi pare di capire- parte decisamente prevenuto e spesso non ha granchè voglia di cambiare opinione.

Dove sta insomma la verità? Entrambe le prese di posizione in realtà hanno ragione su certi punti ma esagerano su altri. Questo perchè  ovviamente accanto a condizioni decisamente più favorevoli di quelle presenti da altre parti ce ne sono alcune, secondo il mio parere, a cui si fa più fatica ad abituarsi.

Quella di seguito è comunque la somma di considerazioni personali e di esperienze di amici e conoscenti ed pertanto viene presentata senza la pretesa di essere esaustiva.

Pro:

Clima più mite: Non è certo un mistero; in genere il clima in Grecia (esclusa la zona più a nord) è decisamente più “amichevole” che altrove in Europa, soprattutto durante la stagione fredda. Questo permette di godere appieno ogni aspetto della vita qui -in particolare lo stare all’aria aperta più a lungo- e quindi spinge ad appropriarsi e a sfruttare il più possibile i luoghi esterni.

Luoghi meravigliosi e mare da incanto: Non basterebbe un intero post per elogiare la bellezza della terra ellenica, dai suoi luoghi più aspri ed impervi sino alle coste lambite dal mare. Sebbene proprio i colori inarrivabili di quest’ultimo attraggano ogni anni milioni di turisti da ogni dove la Grecia, oltre alle isole, offre infinite possibilità di ammirare scorci impagabili e provare sensazioni incomparabili.

Cultura in ogni angolo: La straordinaria natura greca è accompagnata dovunque da un apparato culturale e storico senza paragoni. Le vestigia delle epoche passate sono presenti un po’ dappertutto e sono ammantate tuttora dalla loro imponente energia. La Grecia è inoltre una terra ricca di tradizioni tuttora vivissime e assistervi è sempre un’esperienza unica.

Costo della vita più sopportabile: La crisi può aver piegato il Paese con l’abbassamento delle retribuzioni e l’innalzamento delle tasse ciononostante la Grecia resta un luogo dove vivere può considerarsi tuttora abbastanza conveniente soprattutto se non si insegue uno stile di vita consumistico. Attenzione però: alcuni beni e servizi di prima necessità sono decisamente cari (ne abbiamo parlato in diversi post) e per tirare avanti decentemente ormai ci vogliono entrate superiori ai 1000€ per persona.

Rapporti umani più immediati: Se non siete timidi e, al contrario, vi relazionate facilmente con chi vi sta intorno la Grecia è il Paese che fa per voi. Qui le persone sono sicuramente più dirette e meno cerimoniose a scapito però della privacy e, a volte, di un po’ di formalità. Se siete disposti a passarci sopra di sicuro stringerete amicizia senza problemi e, se in difficoltà, vi troverete talvolta ad essere aiutati senza nemmeno averlo chiesto.

Felicità a basso prezzo: A patto che non apparteniate alla categoria delle persone materialiste, la Grecia ha tutto quello che un Paese può offrire per rendere felice un individuo. Se cercate appagamento (spirituale, culturale, mentale) o inseguite il vostro “cambio di vita” qui vi troverete a vostro agio senza dover investire cifre esorbitati per raggiungere il proprio obiettivo.

Contro:

Educazione sociale limitata: Su alcune tematiche di impatto sociale purtroppo la Grecia arranca. Dall’educazione stradale alla protezione dell’ambiente, dal volontariato alla manutenzione dei beni pubblici sarebbero tanti i settori dove si dovrebbe e si potrebbe fare di più. Se siete particolarmente attenti a questi temi forse in Grecia troverete qualche difficoltà.

Mercato del lavoro bloccato: Purtroppo la crisi greca ha portato ad un periodo di stagnazione per quanto concerne il settore lavorativo. Inefficaci nel trovare soluzioni ai problemi legati alla recessione, le politiche del lavoro in Grecia paiono inadeguate ad affrontare le sfide della nuova economia. Si cerca di mantenere le vecchie abitudini e i vecchi privilegi senza sperimentare orari o forme di collaborazione alternative e in questo modo si esce sconfitti dalla lotta contro la disoccupazione dilagante. Il mercato non è quindi flessibile e per trovare una nuova occupazione spesso c’è bisogno di mesi.

Tasse elevate: Nonostante il governo abbia abbassato alcune tasse e imposizioni per favorire sopratutto la piccola impresa alcuni balzelli in Grecia sono decisamente elevati se si considerano le retribuzioni attuali. Soprattutto prima di aprire un’attività propria è necessario quindi capire bene quanto dei guadagni se ne andrà in tasse per accertarsi se convenga o meno fare questo passo.

Burocrazia nemica: Negli ultimi anni è diminuito il numero dei documenti da dover produrre per ogni singolo permesso, certificazione o altro. Questo non toglie che andare per uffici resti una pratica avversa per il cittadino. Il problema è spesso rappresentato da indicazioni poco chiare sulle procedure da seguire e sulla documentazione da portare sopratutto- va sottolineato- a causa della superficialità o della poca preparazione di alcuni impiegati. Se a questo si unisce spesso un atteggiamento arrogante nei confronti del pubblico è facile comprendere come la burocrazia non venga particolarmente amata da chi la deve affrontare.

Poco aiuto dallo Stato: La Grecia purtroppo non si distingue particolarmente per il sostegno alle fasce deboli della popolazione. Lontana dal welfare di altri Paesi più attenti alle esigenze dei propri cittadini più bisognosi, la Grecia non spende quanto dovrebbe per situazioni di disagio sociale, fisico o d’altro genere. Purtroppo la crisi ha ulteriormente prosciugato i fondi a disposizione di parecchi progetti di sostegno al reddito lasciando una sostenuta fascia della popolazione senza aiuti economici.

Questi in breve i vantaggi e gli svantaggi del vivere in Grecia. Sicuramente la trattazione non ha toccato tutti i punti possibili ma ha cercato perlomeno di allargarsi in diversi settori. Analogamente al proprio settore di interesse o di competenza ciascuno di coloro che vivono qui potrebbe ovviamente aggiungere alla trattazione ulteriori pro e contro.

Il post, va chiarito, è stato scritto senza volontà di critica nei confronti dello Stato greco e della sua popolazione ma con la speranza che possa essere utile nel fare le dovute considerazioni a chi insegue il progetto di trasferirsi qui.

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Atene, una città esteticamente piacevole?

Una delle domande ateniesi che più mi tengono impegnata in quest’ultimo periodo è come mai la capitale greca non trovi tutti concordi nel definirla entusiasmante dal punto di vista estetico.

Sono cosciente che chiedere ad un filellenico se Atene è una città bella equivale a fare una domanda retorica ma provo lo stesso ad interrogarmi su questo argomento e a cercare di capire perchè non tutti la pensino in questo modo. Del resto mi capita di parlare con gente (sui social e nella quotidianità) che non si può definire completamente filellenica o “estremista” della Grecia e di scoprire che alcuni individui non hanno un’opinione di Atene così favorevole.

In questo dibattito sulla piacevolezza e sulla “bellezza” della città si scontrano da una parte coloro che considerano Atene affascinante a prescindere e dall’altra coloro che sono pronti ad comprovarne minuziosamente le mancanze; tutte e due gli schieramenti, devo ammettere, sono piuttosto agguerriti e le discussioni che seguono, in caso di confronto, altrettanto accese.

Ad esempio, chi esalta solamente le meraviglie di Atene, lo spettacolo inequiparabile dell’Acropoli di sera, la sua atmosfera cittadina unica, i suoi luoghi storici, il suo spingersi sino al mare (quello sarebbe Pireo ma va bene lo stesso) non vede o passa sopra ad alcune brutture architettoniche, alle case tutte uguali, all’immondizia fuori dai cassonetti, al poco verde a disposizione.

D’altro canto i pessimisti e i delusi parlano solo di marciapiedi sconnessi, di degrado, di sporcizia un po’ ovunque, di autobus in ritardo, di inquinamento e tralasciano quanto di meraviglioso rende questa città così particolare, le recenti migliorie apportate in molti settori, la sicurezza moltiplicata, le nuove costruzioni che proiettano Atene in una dimensione più moderna.

Gli entusiasti sottolineano l’incanto di uno dei centri storici europei più belli, i denigratori puntano il dito contro le condizioni inqualificabili di alcune zone della capitale greca. Chi ama Atene adora la sua vitalità ma chi la sottovaluta fa notare come lo sviluppo urbano non abbia avuto delle direttive serie.

Atene è vero, non è una città cresciuta urbanisticamente in modo pianificato e spesso i suoi edifici soprattutto quelli a scopo abitativo, sono il risultato della fretta di qualche decade fa, di stipare tanta gente in poco tempo e in poco spazio. Gli studi approfonditi sui bisogni sociali ed individuali, soprattutto nei quarteri più popolari, sono stati messi da parte per far posto a manovre speculative. Questo ha creato i problemi con cui la capitale odierna si confronta senza sosta.

Inoltre la capitale trascura in parte il decoro urbano, non valorizzando e non sovvenzionando ristrutturazioni alle tante costruzioni d’epoca presenti in centro; in zone turistiche come Psirrì non è raro imbattersi in edifici fatiscenti e in strade con asfalto sconnesso e spazzatura abbandonata ai margini .

A favore di Atene però va decisamente sostenuto quanto la città- secondo l’opinione di molti-sappia donare sensazioni senza paragoni nonostante tutte queste presunte manchevolezze.

L’ inarrivabile fascino di Atene risiede sicuramente in quei luoghi ricchi di cultura ed intensi a tal punto che una visita ad un sito archeologico si tramuta spesso in un vivido salto nel passato. Ogni pietra è impregnata di essenza millenaria e concorre a creare un’atmosfera difficilmente percepibile altrove.

Ma non solo.

A coloro che preferiscono la modernità la capitale non volta le spalle e dà la possibilità di passeggiare in una città in bilico tra Oriente ed Occidente, odorosa di spezie e tenacemente attaccata ai propri valori. La vitalità greca si esprime in un insieme di colori, di sapori, di tradizioni, che lascia letteralmente incantati i visitatori (e non solo). I quali, di buon grado, sono pronti a dimenticare o a minimizzare gli aspetti meno positivi della capitale greca.

Insomma, sono conscia che il mio punto di vista possa essere accusato di poca obiettività però, nonostante cerchi di essere equilibrata quando si parla di Atene non posso non pensare che la città si faccia perdonare ampiamente i suoi difetti. Per me- e credo per molti- Atene è un posto che possiede talmente tanto fascino da non poter nemmeno essere descritto.

Non è la città perfetta, ovvio, ma è una città unica che il passare del tempo ha potuto rendere solo più attraente

 

 

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Atene, la città che i greci stranamente non amano

Abitando in Grecia mi è sempre apparso strano che, pur elogiandola per la sua indiscussa importanza culturale e storica, i greci non apprezzino Atene quando dovrebbero. Non è raro sentire qualcuno di loro parlarne con tono tutt’altro che entusiasta criticandone a volte il caos snervante, l’architettura approssimativa, il degrado crescente, i rapporti umani deteriorati. In questo non c’è differenza tra i greci che abitano altrove (a Salonicco ad esempio sono molto poco generosi verso la capitale) e chi invece qui ci vive.

Un motivo però c’è: tantissimi degli abitanti della capitale non sono originari di Atene ma provengono da altre città o villaggi, spesso da qualche isola. Nonostante vivano magari qui da anni non solo non percepiscono Atene come la “loro” città ma motivano il trasferimento più che altro come una necessità irrinunciabile dovuta agli studi o al lavoro. E’ impressionante vedere come solo le persone più giovani- magari studenti giunti qui da altre località- per cui Atene significa evasione, divertimento e realizzazione delle proprie ambizioni abbiano una buona considerazione della metropoli. Spesso però non succede nemmeno questo e moltissimi giovani non aspettano altro che terminare gli studi per sperare in un’occupazione nella loro terra d’origine. Lo stesso accade a chi ha un impiego e agogna il ritorno al proprio villaggio o alla propria isola una volta smesso di lavorare.

Ovviamente si può capirli: la Grecia è così bella nelle sue città di provincia, nei suoi villaggi e nelle sue isole che i grigi quartieri di Atene, costruiti in fretta e furia senza molta attenzione alle necessità degli abitanti appaiono a molti davvero traumatici. Inoltre c’è da tenere presente quanto la recente crisi economica abbia modificato le condizioni di vita, rendendo difficile arrivare alla fine del mese e privando spesso le persone di quegli incentivi che facevano apparire Atene come un miraggio di benessere e di stabilità economica.

Sicuramente la metropoli non è estranea ai problemi che ogni altra grande città affronta; avevo già parlato però del pericoloso degrado che avvolge il centro e che rende la situazione ateniese abbastanza particolare e difficoltosa. Atene è inoltre una città immensa, cresciuta in fretta, a tratti occludente per la mancanza di spazi collettivi e di luoghi verdi. Non stupisce che in occasione dei weekend, della Pasqua e di vacanze più o meno lunghe la capitale si svuoti. Gli ateniesi alla prima occasione evadono letteralmente e cercano nei loro luoghi di origine quella calma, quel rapporto con la natura, quella profondità umana che la tentacolare Atene non può dare.

Un tempo la città era più curata, Atene splendeva delle sue tante attrazioni, le relazioni tra individui erano più facili e durature. Ora, la metropoli con i suoi ritmi frenetici garantisce solo un anonimato pesante che si diluisce spesso in una quotidianità irta di ostacoli.

Forse per instillare un po’ di amore in più nei greci verso la loro gloriosa capitale bisognerebbere che le condizioni tornino quelle di un po’ anni fa; retribuzioni decenti, trasformazioni urbane e sociali importanti che rendano chi abita qui fiero della sua scelta. Ci vorrà sicuramente tempo ma sono fiduciosa che arriverà un momento in cui apprezzaranno Atene per il suo indiscusso fascino non solo i turisti e i filellenici che la visitano ma soprattutto i tanti greci- ateniesi d’adozione- che la abitano e che in fondo, della loro Atene, difficilmente potrebbero fare a meno.

 

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Atene, la città dal clima (quasi) perfetto!

Ogni volta che penso al successo che Atene suscita tra i turisti, i visitatori e gli stessi greci non posso non soffermarmi sull’ importanza rappresentata dal suo microclima e dalla sua posizione. Non c’è quasi nessuno- turista o abitante- che non ne sottolinei l’impatto positivo sull’umore e, in generale, sulla quotidianità.

E come non dare ragione agli entusiasti del clima ateniese? Estati lunghe, poche precipitazioni nei mesi invernali e la presenza di venti moderati rendono la città “vivibile” quasi tutto l’anno. Pochissimi weekend rovinati dalla pioggia, temperature miti e decisamente piacevoli da marzo a novembre: cosa si può volere di meglio?

Se parlate in particolare con i greci- indipendentemente dalla loro provenienza- vi faranno notare come il clima dell’Attica venga definito da più parti come il migliore della Grecia (che già gode di una posizione privilegiata all’interno del Mediterranneo).

Ma Atene dove si colloca climaticamente? La metropoli, un agglomerato abbastanza esteso di 400 km2, rappresenta un po’ una particolarità; basti pensare che i sobborghi a nord come Maroussi o Kifissia rientrano nella fascia temperata (con inverni freddi e umidi ed estati calde e secche) mentre quelli a sud in quella mediterranea (con inverni più miti ed estati decisamente calde e secche)! Provate a partire dal centro della città e a dirigervi verso nord; inverno o estate percepirete una netta differenza di temperatura nonostante i pochi kilometri percorsi. Non sembra, ma verso nord si sale; Kifissia si trova a quasi 300 metri di altitudine!

L’enormità di Atene porta però con sè una conseguenza piuttosto negativa d’estate; il cemento e le attività umane provocano un’innalzamento delle temperature di diversi gradi rendendo davvero difficile sopportare gli oltre 40 gradi che si verificano facilmente nei mesi più caldi. Di contro, l’inverno, grazie alla concentrazione di edifici e al calore emanato da essi, non è mai troppo rigido.

La fortuna di Atene comunque sta davvero nella sua posizione: circondata dall’Imittos e dal Parnitha che la proteggono dai freddi venti provenienti da nord, approfitta dell’azione mitigatrice dal mare a sud. Il pericolo nevicate è quasi sempre scongiurato ma non del tutto assente. In caso cadano i primi fiocchi di neve ci si affretta a chiudere le scuole e a barricarsi in casa- o in qualche kafeteria; si sa già che la città rimarrà bloccata fino alla passata emergenza.

 

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Atene coperta dalla neve: raro, ma può succedere

L’unico problema serio dato dal clima secco però, a mio avviso, resta la mancanza di pioggia. E’ piacevole all’inizio non doversi preoccupare che qualche precipitazione improvvisa costringa a cambiare programma durante la giornata. Non piovendo quasi mai la città però non viene “lavata” a dovere e questo ha di sicuro delle ripercussioni. Non solo; spesso i rovesci- dopo mesi di siccità- sono così intensi che le strade diventano presto impraticabili e la circolazione di veicoli e pedoni si blocca. Gli allagamenti sono tutt’altro che infrequenti…ma ci si fa l’abitudine. La pioggia non dura mai molto ad Atene; dopo poco di solito torna il sereno (e spesso, il caldo).

E’ indubbio che il clima mite abbia determinato condizioni favorevoli per lo sviluppo della città sin dall’antichità e abbia contribuito alla sua ascesa come potenza del Mediterraneo. Attualmente, quello stesso felice connubio di eventi atmosferici la rende la destinazione preferita di migliaia di visitatori durante tutto l’anno. L’Atene turistica non si riposa quasi mai: solo nei mesi più “freddi” si ha un calo delle presenze ma c’è comunque chi sfrutta la poca confusione per gustarla al meglio.

Insomma, tranne qualche piccola imperfezione si può affermare che Atene abbia il clima quasi perfetto per godersi la città appieno; stare all’aperto, organizzare qualche escursione nei dintorni (l’Attica è davvero meritevole), andare al mare il più spesso possibile sono tutti progetti realizzabili in poco tempo e senza spendere troppo. Nel caso però Atene vi attiri ma non sopportiate il caldo o amiate la pioggia e le nuvole (come me), non disperate: al nuovo clima- e ai suoi vantaggi- ci si abitua davvero in fretta!

 

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Il centro trascurato e la strana immagine che Atene dà di sé

Spesso mi è capitato di parlare con persone che sono state ad Atene per turismo o che ci hanno abitato per un breve periodo; accanto a coloro che tornano frequentemente qui  e che amano profondamente la città al punto da passare sopra ai suoi tanti problemi, ci sono quelli, e sono tanti, che si lamentano delle condizioni in cui versa la città. Quando provo a chiedere cosa non gli è piaciuto rispondono di solito che Atene secondo loro è sporca, caotica e maltenuta. In genere, se ci sono venuti da turisti, si tratta di persone che si sono aggirate per lo più in centro e che hanno scelto frettolosamente un hotel a prezzo conveniente a Metaxourghio o- peggio- dalle parti di Omonia e hanno davvero visto la parte peggiore della metropoli.

Se provo a spiegare che Atene non è tutta così e che anzi alcune zone sono così verdi e ben tenute che non pare neppure trovarsi nella stessa città sostengono che quello che hanno visto è bastato a farsi di Atene un’opinione non proprio esaltante.

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Edifici abbandonati in centro

Il punto è: posso dare loro torto? In tutta sincerità, no. Chi mi conosce bene sa quanto ami questa città; ma come si fa a restare indifferenti al degrado in cui versa buona parte del centro? Degrado che è inammissibile per due fattori principali: perché non è degno di una metropoli europea e perché, inaspettatamente, va a colpire proprio quelle zone che di solito, in altre realtà, turistiche o no, sono le meglio tenute- la vetrina del luogo si potrebbe affermare. Ma che vetrina offre Atene ai visitatori oltre all’Acropoli e alla Plaka? Poco lontano da Monastiraki, a Psirrì, ci sono edifici fatiscenti che preannunciano la catastrofe dei dintorni di Omonia. Alcuni di questi sono abbandonati, apparentemente senza proprietario e sono quasi sul punto di crollare. In altri abitano per lo più stranieri che in hanno trasformato la zona in una specie di ghetto multietnico.

Per quanto paradossale, il rapido e a prima vista inspiegabile degrado che avvolge le adiacenze di Omonia un motivo ce l’ha. Atene è una città relativamente nuova costruita quasi interamente dopo il 1830. All’inizio, in zone come Patissia e Kipseli abitavano ovviamente le fasce più benestanti. Gradualmente, col rapido sviluppo della metà del secolo scorso, gli edifici si sono ammassati l’uno addosso all’altro, il centro è diventato caotico e ha perso il suo fascino. Chi poteva si è trasferito fuori dalla città  nei quartieri verdi e ben tenuti del Nord come Kifissià e Maroussi. Una sorta di “gentrificazione”* al rovescio, in altre parole.

*= Il termine gentrificazione  (dalla parola inglese gentrification, derivata da gentry, dapprima la piccola nobiltà inglese e in seguito la borghesia o classe media) ed indica l’insieme dei cambiamenti urbanistici e socio-culturali di un’area urbana abitata da classi operaie, risultanti dall’acquisto di immobili e terreni da parte di una classe sociale più elevata.

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Omonia in un’immagine dei primi anni del secolo scorso

 

Il centro ha subito un lento declino, molti negozi importanti sono stati rilevati e poi chiusi. La zona, non più appetibile, ha iniziato a perdere valore e ad essere trascurata dai proprietari e ignorata dal settore pubblico. I greci si sono allontanati e hanno fatto spazio alla nuova immigrazione del decennio scorso. Passeggiare in alcune strade – un tempo tra le più vivaci (Socratous e Evripidou)- significa trovare una miriade di negozi etnici o gestiti da stranieri; le poche attività commerciali in mano ai greci e sono comunque, tranne rare eccezioni, di basso livello qualitativo ed estetico.

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Degrado e saracinesche abbassate

La sicurezza ad Atene ultimamente è più alta che in altre città di Europa grazie alla creazione di squadre speciali di polizia in moto, rapide ed efficienti. Solo pochi anni fa però intorno ad Omonia non si aggirava nessuno con un minimo di buonsenso, nemmeno di giorno. Gli scippi violenti erano una triste consuetudine a pochissimi passi dal Municipio. Il fenomeno migratorio era stato gestito approssimativamente e aveva creato una terra di nessuno proprio davanti agli edifici istituzionali. Ora, dopo una prima azione delle forze dell’ordine che ha portato all’allontanamento degli elementi più pericolosi, si può circolare senza problemi un po’ perché le pattuglie girano senza sosta e un po’ perché ormai immigrazione si è fatta, per certi versi, più stabile e tranquilla.

Tuttavia a meno che non ne abbiano bisogno i greci preferiscono stare lontano da certe strade o, al più, passarci velocemente. Non è infrequente sentire di auto rubate da queste parti- spesso a danno di turisti ignari del posto dove sono capitati.

Ma i problemi non li ha portati solo l’immigrazione deregolamentata. La crisi ha fatto la sua parte chiudendo molte delle attività commerciali che sopravvivevano e questo certo non aumenta la sensazione di tranquillità generale. Un sentore di abbandono e di insicurezza pervade chi percorre Patission; molte saracinesche abbassate e tanti muri sfregiati da improvvisata arte di strada.

Dalle parti di Plateia Lavriou si aggirano personaggi loschi a cui è meglio non prestare troppa attenzione; non è difficile scorgere a pochi metri la prostituzione di strada. Poco distante, in plateia Kannigos, i giovani emaciati che hanno acquistato la loro dose la consumano sotto gli occhi indifferenti dei passanti.

A fare da contorno a tutto questo marciapiedi sconnessi, cassonetti della spazzatura quasi sempre strapieni, strade sporche e maleodoranti, spazi verdi trascurati.

A guardarla nei film della metà del secolo scorso fa Atene era diversa, ben tenuta, ordinata. Ora non la si riconosce più, aggredita com’è dall’incuria e dall’abbandono.

download (1) Omonia come la si vede nei vecchi film

Da molte parti ho sentito affermare che il degrado del centro è voluto; i prezzi degli immobili sono crollati. Una disgrazia per chi li possiede, una fortuna per chi li comprerà tra qualche anno, quando si prevede che i ruderi verranno sgomberati e successivamente sistemati o abbattuti. La zona acquisirà valore nuovamente grazie ad un’enorme speculazione immobiliare.

Nel frattempo l’immagine che Atene dà ai visitatori resta ambivalente; da una parte la gloria del suo passato, dall’altra, in alcune parti, il declino del suo presente. Il problema del degrado è più sentito nel dimos Athinòn, il centro dell’immensa metropoli, lasciato all’indifferenza dilagante; altrove l’iniziativa privata (basti pensare alla fondazione Niarchos a Kallithea) ha realizzato progetti eccelsi.

Nel mezzo quei tanti ateniesi che ogni giorno assistono inermi al declino loro centro, lamentandosi dell’immobilità dei politici, dell’inadeguatezza del sindaco, del poco senso civico dei propri concittadini. 

 

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Il nuovo aspetto di Plateia Vathi; verde e piante su iniziativa privata

Fonte: e-report

A restituire dignità al centro di Atene basterebbe qualche incentivo per la ristrutturazione degli edifici e detrazioni fiscali a favore dei privati che si impegnano a migliorare il decoro urbano (come ha fatto qualche coraggioso in plateia Vathi) e un po’ più di impegno da parte delle istituzioni nel non lasciare decadere completamente quello che già si trova in stato pietoso. Qualcosa si muove dalle parti di Metaxourghio, dove alcuni investitori esteri hanno già iniziato a sistemare alberghi ed edifici. Ma ci vorrebbe di più- un impegno pubblico più deciso-  perché la ripresa di Atene non vada a beneficio solo di alcuni e perché l’irrinunciabile rinnovo diventi finalmente un momento di orgoglio cittadino. Lo sperano tutti coloro, greci e non, ateniesi o “importati” , che sentono Atene come la loro città e i tanti visitatori che, colpiti dal suo fascino millenario, non smettono di ammirarla.