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Petralona e Kallithea

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Mangiare e bere, Petralona e Kallithea

Taverna + Petralona = la serata perfetta

In una tiepida serata di metà settembre, quando ancora molti ateniesi si concedono qualche giorno di villeggiatura fuori dalla capitale, eccoci salire sull’ilektrikos in quel di Monastiraki in direzione Pireo per scendere in uno dei quartieri di Atene a noi più cari ovvero Petralona.

Petralona ci piace per il suo carattere popolare, la sua tranquillità ma anche per la ricchezza per quanto concerne l’offerta di locali. Qui infatti si susseguono mezedopoleia, taverne, rakomeladikaouzeri, ristoranti, souvlatzidikakafeneia senza soluzione di continuità, donando a Petralona una vitalità ancora superiore alla media -seppur già alta- della capitale. Ι locali si trovano soprattutto su due vie, parallele tra di loro, Troon e Kallisthenous; in una delle strade che le collegano, la via Kidantinon, troviamo la nostra meta di questa serata ovvero il Θεραπευθήριο (Therapeftirio) suggeritoci dalle ottime recensioni presenti su alcuni siti specializzati.

Il locale si definisce ristorante, ma in realtà trattasi più di taverna, sia per il servizio, sia per l’arredamento del locale, sia soprattutto per i prezzi. La cucina proposta è la classica greca con poche se non nulle variazioni a carattere regionale; nota di merito per gli spaghetti di mare, non scotti (e non è sempre così facile trovarli così in Grecia) e appetitosi. Ci piace pensare che abbiano avuto un occhio di riguardo per noi perché italiani, infatti i camerieri capiscono e parlano un po’di italiano; il locale infatti deve avere una certa nomea positiva tra i turisti che soggiornano a Petralona soprattutto tra i francesi perché durante la nostra permanenza al tavolo sono arrivati diversi turisti transalpini desiderosi di godersi una buona cena greca al Therapeftirio. Niente male anche le sardine grigliate , la fava e le polpettine di zucchine tra le altre pietanze che abbiamo ordinato.

Il servizio è quello che ci si aspetterebbe in una taverna (magari non in un ristorante vero e proprio): cortese, basilare ma comunque efficace; da premiare il fatto che ci sia stata offerta dell’anguria dopo aver terminato la cena. L’ambiente è quello di un classico locale ateniese ma a dirla tutta -nonostante i tavolini all’esterno siano d’obbligo durante la prolungata estate ateniese- d’inverno il Therapeftirio ha una marcia in più grazie alla stufa che, siamo sicuri, riscalderà gli avventori nelle (poche) fredde serate di Atene. Per quanto concerne il prezzo siamo nella media di una taverna e di un quartiere popolare come Petralona, attestandoci sui 12-13 euro a testa con un antipasto e una portata principale a testa più mezzo litro di vino.

Dobbiamo però segnalare che subito non ci è stato portato lo scontrino fiscale (ma solo il riepilogo delle comande col prezzo), tuttavia chiedendolo esplicitamente il cameriere lo ha portato. Non ci stancheremo mai di ricordarvi di chiedere (anzi, esigere) lo scontrino fiscale primo perché in mancanza di esso siete assolutamente autorizzati a non pagare il conto e in secondo luogo per una questione di rispetto delle regole a cui dobbiamo sottostare tutti, nonostante la tassazione sia davvero gravosa ormai per le imprese in Grecia.

In conclusione riteniamo il Therapeftirio una buona scelta se decidete di trascorrere una serata in quel di Petralona; ci riserviamo di provarlo in inverno per verificare se l’atmosfera risulta più coinvolgente all’interno del locale invece che all’esterno!

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Indirizzo:

Kidantinon 41, telefono 210 3412538

Come arrivare:

Stazione Petralona (ilektrikos Kifisia-Pireo), fermate Treis Ierarxes e Treis Ierarxai (autobus 227)

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Mangiare e bere, Petralona e Kallithea

Capodanno a Petralona, capodanno da ateniesi doc

Eccoci giunti all’ultima sera dell’anno, la fatidica serata di Capodanno. Ovviamente da trascorrere ad Atene e allietata dalla compagnia degli zii del sottoscritto – i quali, incuriositi dai racconti di noi due, non hanno potuto fare a meno di trascorrere alcuni giorni sotto l’Acropoli in occasione delle festività di fine anno.  Dopo alcune giornate di pausa dal lavoro, durante le quali abbiamo tentato di fare da guide turistiche (ed eno-gastronomiche) della capitale ellenica, il momento clou di queste giornate di festa è stata sicuramente la serata del 31 dicembre. Già, ma dove trascorrerla? L’opera di selezione e ricerca di un ristorante dove -a prezzi sensati e senza l’affollamento dei turisti- ci ha impegnati per circa un mese e alla fine dopo un’oculata ricerca abbiamo deciso di prenotare un tavolo al Kipos tis Troon , ovvero una taverna di medio-alto livello a Petralona, che ci aveva visti già ospiti a settembre.

La sera di capodanno il 99% delle taverne e dei ristoranti ateniesi propone un menu speciale (fisso) a prezzi ben più alti di quelli canonici; non è quindi facile cercare un buon rapporto qualità-prezzo e fare bella figura con degli ospiti che vengono dall’estero, attenti alla buona cucina. Memori della buonissima esperienza avuta al Kipos, ci dirigiamo fiduciosi (non senza aver dovuto attendere un bel po’ per un taxi che ci conducesse dall’albergo dove alloggiano gli zii) verso Petralona. Prenotazione (obbligatoria) andata a buon fine e proprietario che ci fa accomodare al nostro tavolo; con nostra sorpresa, seppur fossero “solo” (in vista della mezzanotte) le 22 c’erano già alcuni avventori intenti ad assaporare le pietanze proposte dal “Giardino” (Kipos).

In poco tempo ci viene consegnato il menu della serata: nonostante le assicurazioni fatteci per telefono, il menu classico della taverna questa sera viene sostituito da un menu speciale per la serata. Rimaniamo leggermente delusi, perché avremmo preferito scegliere dall’ottima lista delle pietanze che viene proposta di solito, ma il lato positivo è che si tratta di un menu non a prezzo fisso ma con possibilità di scelta tra i diversi piatti.

Accompagnati da un’ottima bottiglia di Cabernet Sauvignon del Peloponneso scegliamo questi piatti: antipasto misto di formaggi, insalata “giardino”, “nido” di melanzane con funghi,bacon e salsa al pesto, filetto di maiale ripieno con prugne, pollo alla birra scura con riso aromatico e maiale affumicato con patate e salsa piccante.

 

Il servizio è estremamente veloce (anche troppo forse) e i piatti strabordano sul nostro tavolo. Menzione particolare meritano le crocchette al formaggio comprese negli antipasti e il filetto ripieno alle prugne, davvero ben presentato e ottimo come gusto. La conversazione scorre, così come il tempo e man mano che ci avviciniamo alla mezzanotte ci chiediamo come possiamo far arrivarla senza avere finito la nostra cena; ordiniamo dunque altre portate, invogliati dalle porzioni certo non enormi e dal prezzo contenuto delle pietanze. Chiediamo alla solerte cameriera una pastroumadopita, ovvero una torta salata a base di un salume locale (pastourmas, fatto con i tagli laterali della carne di manzo, agnello, vitello, capra ecc..) che ci viene servita dopo poco tempo. Nel frattempo alterniamo al vino della sangria offerta gentilmente dal Kipos ai suoi avventori, che fa aumentare il tasso alcolico della serata ma che risulta piacevole da sorseggiare tra una portata e l’altra.

Potremmo omettere i dolci in questa serata di “eccessi” gastronomici? Ma assolutamente no e infatti ordiniamo (essendo in 4) i 4 dolci proposti dal locale in questa serata, tra cui spiccano una creme-brulee di ottimo livello e un’altrettanto buona torta Pavlova; dal momento che forse sembravamo ancora affamati, il simpatico e loquace proprietario del Kipos ci offre altri due dolci che finiremo a stento.

Giunte finalmente le 24 viene acceso il proiettore sintonizzato alla tv pubblica che trasmette l’equivalente del concerto di capodanno di Rai 1 (ma senza le ignominie mandate in onda in Italia) proprio nel momento in cui ufficialmente Atene e la Grecia entrano nell’anno nuovo. Auguri e brindisi di rito, coriandoli sparati con apposito cannoncino dai camerieri sugli avventori festanti e via a riprendere le libagioni rimaste in sospeso. Non potremmo concludere degnamente la serata senza ordinare una bottiglia di ouzo e una di tsipouro, prelibatezze alcoliche locali difficilmente reperibili in Italia e apprezzate dai nostri ospiti, che vengono diligentemente divise e svuotate da noi quattro. Allo scoccare dell’1 e 30 conveniamo che sia ora di cercare di intercettare un taxi (i mezzi pubblici terminavano il loro servizio intorno alle 22 quindi i taxi diventavano l’unico servizio di mobilità disponibile per il cittadino ateniese e il turista); cerchiamo di chiedere al solerte proprietario di chiamarcene uno e dopo aver saldato il conto e lasciato una lauta mancia il nostro eroe-motivato ancor di più da quest’ultima- dapprima ne blocca uno sulla strada il quale però risulterà essere già prenotato da due ragazzi, poi si getterà (in maniche di camicia in una delle serate più gelide dell’anno sia trascorso, sia appena inaugurato) alla ricerca di un altro taxi apposta per noi in prossimità della stazione dell’ilektrikos di Petralona. Dopo non averlo visto ritornare per più di 5 minuti e credendolo ormai assiderato o semplicemente senza averne trovato uno, ci cominciamo a chiedere come riusciremo a tornare all’albergo degli zii -che seppur non distantissimo non si trova a una distanza percorribile a piedi, soprattutto vista la temperatura percepita molto prossima allo zero- quando all’improvviso vediamo sbucare dall’incrocio un taxi e il proprietario scenderne trionfante annunciandoci che era tutto per noi.

La serata quindi si conclude poco dopo in hotel per gli zii, mentre noi proseguiamo sullo stesso taxi per il nostro caro quartiere di Pangrati. Capodanno tranquillo, senza eccessi, ma molto piacevole da tutti i punti di vista; si è mangiato e bevuto bene a un prezzo decisamente accettabile vista la particolarità della serata (circa 150 euro in 4 con molte pietanze e bevande ordinate) e abbiamo apprezzato l’enorme ospitalità e gentilezza del proprietario del Kipos tis Troon, che se già da prima era tra i nostri locali preferiti di Atene dopo la serata del 31 dicembre diventerà ancora di più uno dei nostri punti di riferimento del panorama food&beverage della capitale ellenica.

Indirizzo:

Troon 37, Atene

Come arrivare:

Ilektrikos (fermata Petralona), autobus 227 (fermata Treis Ierarches)

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Petralona e Kallithea

Il Fiore dei Gusti..un’altra scoperta made in Kallithea

Questo sabato sera pre-natalizio in un’Atene ancora più caotica e con i suoi cittadini alle prese con gli ultimi regali nelle vie del centro strabordanti di persone (poco propense all’acquisto e molto di più a passeggiare) ci vede protagonisti nella ricerca di un ristorante dove trascorrere l’ormai prossimo cenone di Capodanno.

La frenetica ricerca di un locale che facesse un menù confacente ai nostri gusti ma al tempo stesso poco costoso (i prezzi dei ristoranti in quest’occasione si duplicano se non triplicano e le portate offerte spesso non corrispondono all’aumento in questione, quindi il rischio di incorrere in una fregatura è alto) ci ha portato a considerare un ristorante in quel di Kallithea: l’Anthos Gefseon (il fiore dei gusti). Sulla sua pagina facebook erano comparsi pochi giorni prima degli invitanti piatti a base di tartufo e funghi di Xanthi (città del nord della Grecia) a cui non potevamo davvero rinunciare.
Giunti in prossimità del locale in modesto ritardo (grazie al traffico fuori controllo del centro che ha ingabbiato anche i mezzi pubblici) veniamo accolti calorosamente dalle giovani cameriere, anche se quest’ultime non avevano traccia della prenotazione effettuata su internet qualche giorno prima. Accomodatici in un grazioso ma stretto tavolino ci viene subito portato il menu, integrato dai succulenti piatti del giorno a base dei due ingredienti di stagione ovvero un risotto al tartufo e delle tagliatelle con funghi e tartufi.

 

Come già detto, la tentazione di assaggiare il tartufo ellenico è grande e ordiniamo il risotto e le tagliatelle; Αττική attirata da una vellutata di zucca non si sfuggire l’occasione e l’idea merita la mia approvazione, nonostante una nota di peperoncino a cui io personalmente non faccio molto caso ma che non risulta essere di molto gradimento alla compagna di blog.
Dopo un’attesa non brevissima, allietata però da una buona bottiglia di vino rosso a marchio Anthos, arrivano i primi piatti e il responso è molto buono. Porzioni generose ma non esagerate, tagliatelle molto saporite con una nota di tartufo che si sposa alla perfezione con i funghi. Il risotto -cotto in maniera accettabile- non è accompagnato dalla verve del tartufo italiano, ma in mancanza dell’originale quello ellenico è un buon surrogato decisamente meno forte del nostrano. Finiamo non senza difficoltà (dovuta solo alle porzioni, non certo alla loro bontà) le nostre pietanze e presto arriva il momento del dolce. Scegliamo senza indugio due pannacotte ma la cameriera – dopo averci visto particolarmente attratti dal gelato al melomakarona – ce ne porta una porzione offerta dalla casa.
Il gelato è eccezionale e il gusto del melomakarona (ovvero un dolce tipico della tradizione natalizia a base di miele e frutta secca) la fa da padrone. Anche le pannacotte passano il nostro (severo) esame da intenditori della materia e l’ottima parentesi del dolce ci fa chiedere soddisfatti il conto; 42 euro il responso finale e per un antipasto, due primi (esotici per gli standard della cucina greca più tradizionale), un dolce (e uno offerto) e una bottiglia di vino non è assolutamente un prezzo esagerato, ma che anzi ci fa propendere per un ritorno al Fiore dei Gusti.
La nota folcloristica della serata la dobbiamo a un uomo in preda ai fumi dell’alcool che ha avuto la geniale idea di bloccare un camion della nettezza urbana in una delle vie a senso unico di Koukaki (quartiere ateniese in prossimità dell’Acropoli) bloccando il traffico dei mezzi pesanti tra cui il filobus su cui ci siamo accomodati sperando di tornare a casa in tempi brevi. Dopo circa 40 minuti di attesa in cui la polizia ha tentato di trascinarlo via dalla strada la circolazione è potuta riprendere con l’autista del filobus impegnato in nuovi tentativi di battere il record di velocità del mezzo in questione pur di tornare a casa; almeno lui a differenza nostra non avrà dovuto prendere un taxi..perché è questo il destino di chi abita a Pangrati, non dispone di un’auto e torna a casa dopo il passaggio dell’ultimo autobus.
Indirizzo:

Anthos Gefseon: Evangelistrias 96, Kallithea

Come arrivare:
 
Fermata Karagianni (linee filobus 1,5)
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Petralona e Kallithea

Petralona, una serata nella Atene più popolare (con un salto a Troia..)

Soddisfatti dal nostro girovagare della mattina/primo pomeriggio, provati dalle temperature ancora decisamente estive di questo settembre ateniese, ma lungi dall’essere stanchi e desiderosi di rimanere a casa, ci dirigiamo verso il popolare quartiere di Petralona.

Da tempo desideravamo girovagare per questa importante parte di Atene, che insieme a Kypseli, Patissia e Pangrati rappresenta un po’il cuore storico della capitale ellenica; la grande quantità di posti da visitare ha fatto sì che vi arrivassimo solamente ieri, ma come si suol dire meglio tardi che mai!
Il programma della serata prevede di recarci a cenare in una taverna cretese di cui avevamo sentito parlare molto bene, la Taverna tou Diomatari; arrivati a Petralona con largo anticipo sulla tabella di marcia -grazie a coincidenze alquanto celeri nella metropolitana e nel cosiddetto ilektrikò, ovvero la ferrovia che da Kifissia si dirige verso il Pireo e che peraltro divide in due Petralona- troviamo la ex collega di Αττική Nevila ad attenderci sulla banchina. Incamminatici verso la taverna di cui sopra (e non senza sentire le salite di cui Petralona è ricca; ma suvvia Atene non è certo una città pianeggiante) la raggiungiamo dopo una passeggiata su via Dimofontos che presenta alcuni locali dove si potrebbe trascorrere il dopocena, tra cui il Kyrios Xou (nient’altro che il modo greco di scrivere Mister Hu) che ci proponiamo di tornare a visitare in un’altra occasione.
Arrivati alla taverna tou Diomatari la clamorosa delusione: il cameriere ci respinge dal momento che non avevamo prenotato. Da notare come fossero appena le 21 e il locale fosse deserto; ammettiamo che ci sarebbe piaciuto cenare nella terrazza situata sul tetto, ma ci saremmo accontentati anche della sala interna. Niente da fare, il cameriere ci caccia via in maniera cortese ma ferma. Che fare? Panico? Si ritorna a casa senza cena? Niente di tutto ciò. perché Sullerivedelkifissos ha sempre un piano B.
Il piano B prevede di recarci nella via parallela a Dimofontos, ovvero via dei Troiani, che ha visto negli anni passati aprire una successione di taverne, mezedopoleii, caffetterie e quant’altro dove gli abitanti del luogo e i forestieri possono cibarsi tranquillamente. Al numero 37 di questa via (e a poca distanza da uno striscione del Partito Comunista greco, per ricordare a tutti noi che domani ci sono le elezioni e il “background” del quartiere) ecco a voi, signore e signori, il Kipos (tis Troon), ovvero il Giardino (della via dei Troiani); come si può intuire dal nome, è il verde a farla da padrone e difatti il ristorante consiste in uno spazio aperto circondato da piante. L’effetto è sicuramente rilassante; vi sono già diversi avventori, ma anche grazie a un’illuminazione soffusa ci si sente subito a proprio agio.
Fatti accomodare celermente dal nostro cameriere, molto cortese e attento alle nostre esigenze, scegliamo le nostre pietanze tra cui spiccano polipo alla griglia, sardine, l’insalata della casa e polpette di zucchine; il tutto innaffiato da un litro (grazie alla presenza di Nevila) di vino bianco che si rivelerà molto leggero e piacevole da sorseggiare. La serata prosegue piacevole fino al momento di decidere se ordinare o meno il dolce; raggiunto un accordo su cosa ordinare, quest’ultimo viene stracciato dal fatto che il dolce della casa che tanto ci incuriosiva non risulta essere disponibile questa sera; evidentemente questa è serata da piani B in tutto e per tutto, ragion per cui ordiniamo altri dolci (peraltro molto buoni) e finiamo molto soddisfatti questa cena in quel di Petralona. Da notare il modo alternativo di servire a tavola i i cucchiai da dolce in questo locale.
Ovvero bicchiere con effige dell’ouzo Varvagianni che scritto in greco ricorda molto l’epiteto “barbagianni”, diffuso nel nord Italia e solito essere rivolto a persone non molto sveglie giacché il povero rapace non ha l’aria di essere l’animale più furbo del pianeta.
E con questa simpatica nota di folclore chiudiamo questa recensione non potendo che consigliare di venire a Petralona (sono solo 2 fermate di ilektrikò dalla centralissima Monastiraki) a trascorrere una serata in uno dei quartieri storici e più popolari di Atene; il Giardino non vi lascerà delusi. Cibo di ottima qualità, porzioni umane (abbiamo imparato ultimamente a considerare questo come pregio o difetto a seconda della loro proporzione), servizio preciso e veloce il tutto per circa 20 euro a testa comprensivi come già detto di dolce e litro di vino.
Giunta l’ora di ritornare nella nostra Pangrati ci prepariamo per la domenica (elettorale), il cui racconto arriverà prossimamente su questi schermi..
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Mikrolimano e Kastella, Petralona e Kallithea

Una domenica tra Mikrolimano e Kallithea

Come avrete potuto dai nostri post dei giorni scorsi, un’ondata di caldo si sta abbattendo sulla nostra simpatica capitale; ondata che dovrebbe raggiungere il suo culmine dopodomani quando si dovrebbero raggiungere i 38-39 gradi, per poi sparire rapidamente giovedì quando si prevedono piogge e/o temporali.

Ma non starò qui ad ammorbarvi con noiose previsioni del tempo, bensì sarà mia cura rendervi partecipi della domenica che Αττική e io abbiamo trascorso tra Mikrolimano e Kallithea. Il primo è un porticciolo, il più piccolo, del Pireo mentre il secondo è un sobborgo popolare a sud di Atene, ubicato tra il centro di Atene e il Pireo.

Ciò che rende molto caratteristico Mikrolimano è la quantita di ristorantini, bar, pub, caffetterie e chi più ne ha più ne metta che vi sorgono; tutti rigorosamente con vista mare (e Atene). Abbiamo scelto il Κοκόυν poiché era quello con più tavoli disponibili anche se quelli più esposti sul mare erano ahimè tutti già occupati. Localino nella norma, senza infame e senza lode. Ouzo con ghiaccio rigorosamente a parte per noi due e poi tutti verso la stazione della metro di Faliro (sulla linea 1 che collega il Pireo ad Atene) per riavvicinarci al centro di Atene.

 

 

(la lista col nome Cosmopolitan non vi tragga in inganno, il locale si chiama davvero Kokoun ma evidentemente i menu sono reduci dalla gestione precedente).
Piccola digressione su come raggiungere Mikrolimano da Atene: logica vorrebbe che si prendesse la metro 1 e si scendesse a Faliro oppure il tram da piazza Syntagma verso il palazzo dello sport SEF (Στάδιο Ειρήνης και Φιλίας ovvero Stadio della Pace e dell’Amicizia – mai definizione fu meno appropriata visto che è il palazzo dove gioca l’Olympiacos ed è spesso teatro di risse se non tra tifosi, poiché qui le trasferte dei tifosi sono vietate da moltissimo tempo, tra giocatori delle diverse squadre) e si prendesse il τρόλλεϋ, ovvero il filobus numero 20 dal capolinea. Peccato che vi siano cartelli numero ZERO che indichino la direzione da seguire per i coraggiosi che arrivano con la metro/tram e sia quindi pressoché impossibile per i non locali capire che bisogna oltrepassare la stazione del tram, passare tra i lavori in corso del prolungamento della linea tramviara -credo- attraversare la strada e raggiungere belli paciarotti il suddetto capolinea. Αττική e io l’abbiamo capito solo al ritorno, seguendo la fauna locale, mentre l’andata ce la siamo sciroppata a piedi sotto la canicola del Pireo. Non è impossibile percorrere il tragitto stazione Faliro/stazione SEF > Mikrolimano a piedi, dal momento che bisogna costeggiare il palazzo dello sport, entrare nel simpatico parchetto che sorge accanto, seguire le indicazioni per il teatro locale, oltrepassare un ponticello e percorrere la strada che costeggia il canale (artificialissimo) creato a uso e consumo dei natanti locali. Onestamente io però lo sconsiglierei soprattutto in queste giornate estive e poi perché il parco dopo una certa ora potrebbe non essere frequentato da persone molto piacevoli.

Tornando verso Atene ci siamo in seguito fermati a Kallithea, dal momento che Αττική e io volevamo fermarci in uno dei Goody’s ovvero una catena di fast-food greca, ispirata alla più famosa McDonald’s ma di qualità -devo ammettere io che non sono personalmente un cultore dei fast-food- superiore. Purtroppo o per fortuna per voi, niente foto, dal momento che la location non era niente di particolare. Degna di nota invece la salsa Goody’s, nella quale affogare le patatine fritte che non possono non accompagnare ciò che ordinerete.

Indirizzi:

Kokoun: Akti Koumoundourou 24, Pireo

Come arrivare:

Fermata Skalakia (filobus 20)

Aggiornamento del 26/04/16: Il Cocoon risulta chiuso definitivamente..