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Ovest

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Peristeri

Luna di Agosto illumina il bosco

Saltata la consueta riunione del sabato mattina/pomeriggio causa impegni di lavoro di Αττική e altre faccende da sbrigare nei pochi ritagli di tempo che le nostre occupazioni ci consentono di trovare, abbiamo deciso di fare le cose in grande per quanto riguarda la serata. Volendo approfittare della cronica assenza di nubi dal cielo ateniese e della presenza della luna piena, il nostro piano era quello di inerpicarci sulle pendici della nostra città per godere della vista dall’alto della nostra meravigliosa capitale.

Abbiamo scelto come meta il grazioso quartiere (o meglio, comune) di Petroupoli che si trova a ovest del centro, a poca distanza dal popoloso e ampio comune di Peristeri; Petroupoli è meta già ampiamente nota alla mia compagna di blog dato che in questo simpatico e moderno comune ha trascorso diverso tempo durante le sue frequentazioni in terra ellenica prima che vi si stabilisse definitivamente. Non volendo però rivangare tragici pasti di famiglia in locali seppur promettenti (quanto meno per la vista su Atene) abbiamo di comune accordo stabilito di provare qualcosa di nuovo per entrambi e ci siamo mossi in direzione Petroupoli fiduciosi di trovare la meta in relativo poco tempo.

Superate Piazza Syntagma, l’Università, la celeberrima Piazza Omonia, la terribile zona di Metaxourgheio e lasciato l’enorme Viale Athinon (che continuerebbe poi per Corinto, volendo..) eccoci sul lunghissimo viale Thivon che ci introduce a Peristeri; da qui in poi è un continuo salire di quota finché non raggiungiamo il familiare comune di Petroupoli. Trovata in breve tempo la taverna che volevamo testare, rimaniamo abbastanza sconcertati nel vedere che è deserta; Atene tra venerdì sera e sabato mattina/pomeriggio si è letteralmente svuotata (prova ne sono i viali e le vie insolitamente privi di traffico e i numerosi parcheggi disponibili un po’ovunque) e anche a Petroupoli l’effetto si fa sentire. Sentitici abbastanza in soggezione per essere gli unici avventori (erano quasi le 22, nemmeno troppo presto) decidiamo di cambiare rapidamente programma e su consiglio di Αττική scendiamo di qualche centinaio di metri per provare una taverna che la qui di sopra aveva provato solo come take-away ma che in realtà offre anche numerosi posti a sedere per i clienti che desiderano fermarsi.

Il nome della taverna è Κληματαριά (Klimataria) e rimaniamo piacevolmente sorpresi nel constatare che almeno qui non siamo gli unici avventori ma c’è un minimo di movimento. Veniamo rapidamente serviti e prendiamo tra le altre cose crocchette di formaggio, calamari fritti, cotolette di pollo e un buon vino rosè. Il tutto per l’irrisoria cifra di nemmeno 10 euro a testa. Qualità del cibo molto buona e porzioni quantomeno umane e non impossibili anche solo da affrontare. Non so quanto di voi si spingeranno mai a Petroupoli, data la sua posizione abbastanza distante dal centro di Atene e dalle sue attrazioni turistiche ma se vorrete seguire le nostre orme questo è un posto decisamente consigliato dove mangiare qualcosa senza troppe pretese.

Il piano per il dopocena prevedeva di salire fino al Terra Petra, ovvero una sorta di complesso di locali (tra cui ospitato anche un teatro) il cui piatto forte è una vista impagabile e impareggiabile su tutta Atene; durante il tragitto abbiamo però deciso di virare sulla versione popolare del piano, ovvero raccattare qualcosa da bere in un chiosco e fermarci a sorseggiare tranquillamente la nostra bevanda nell’ampio parcheggio (comunque quasi del tutto esaurito anche in questo sabato di Agosto) gustandoci comunque la vista e senza farci rapinare per una bevanda aspettandola un’eternità ed essendo costretti ad ascoltare musica indecorosa. Il risultato non credo sia disprezzabile comunque.

In conclusione, serata tranquilla e piacevole in una meta decisamente fuori dai percorsi più battuti in un’Atene semi-deserta ma sempre affascinante (e finalmente un po’più vivibile grazie al vento settentrionale, il meltemi, che si è riattivato da ieri e che rende la calura meno traumatica rispetto a qualche giorno fa). Se volete sfuggire ai ritmi frenetici e caotici di Atene questo può essere un luogo da prendere in considerazione, a patto che disponiate di un vostro mezzo a motore o di molta pazienza per raggiungerlo coi mezzi pubblici.

 

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Egaleo

Distanti dalla folla, immersi nel fresco

Pochissimi stratagemmi funzionano magnificamente per riprendersi dal caldo torrido dell’estate ateniese come pranzare leggero e rinfrescarsi trangurgitando qualche bevanda alla giusta temperatura. Se riuscite a fare entrambe le cose in un’amena e tranquilla zona della capitale dopo esservi seduti in una taverna dall’aspetto invitante e dal menù ancor più attraente, avete veramente trovato la formula vincente per resistere splendidamente alle temperature tropicali del mezzogiorno ellenico.
Quanto a noi possiamo affermare senza dubbio di essere riusciti nell’intento, addentrandoci per di più in una delle immediate periferie ateniesi, in quei sobborghi insomma, che in questo momento hanno conquistato la nostra sempre vivida attenzione alle realtà cittadine meno banali.
Destinazione che ci ha visti piacevolmente sorpresi è stata questa volta Egaleo, zona che prende il nome dall’adiacente monte, già teatro di avvenimenti storici in epoca greca classica. Da una postazione sul suddetto monte, narrano le fonti storiche, il re persiano Serse assistette alla clamorosa ed imprevista disfatta della sua flotta navale nella famosa battaglia navale di Salamina.
Ma torniamo ai giorni nostri per confermare che Egaleo ha comunque conservato un legame abbastanza forte col passato pur potendosi definire a tutti gli effetti un quartiere moderno e molto vivibile.
I resti della Ierà Odòs, della Via Sacra che conduceva da Eleusi all’Acropoli, sono ben visibili a cielo aperto alla fermata della metro che serve la zona ma sono incastonati tra un intricato reticolo di strade disseminate di locali ricercati, negozi illuminati e abitazioni ben curate.
La scelta del posto da visitare per il nostro rapido desinare è avvenuta un po’ perchè siamo stati tentati dallo scoprire qualcosa di inesplorato e un po’ perchè Egaleo si trova a poca distanza da Tavros, dove la qui presente autrice di queste modeste righe ha l’onore di lavorare.
Dopo i consueti straordinari del sabato mattina da parte mia, il nostro immancabile Αλβέρτος è passato a prendermi e ci siamo recati con la mia collega Silva (anche lei trascinata nella spirale dell’extra-lavoro mattutino) a spiluccare qualcosina alla piacevole taverna O Tasos. 
Caratterizzata dall’essere uno dei pochi ritrovi della parte di Egaleo dove ci siamo spinti, una zona molto verde che fa dimenticare per un attimo all’avventore che il cemento rovente del centro si staglia a poca distanza, la taverna si distingue per l’ampio spazio riservato ai tavoli nel cortile esterno.

Il menù ci ha riservato, dobbiamo ammetterlo, poche sorprese, ma i piatti ordinati si sono dimostrati all’altezza delle positive recensioni che abbiamo letto e che ci hanno fatto propendere per una, seppur rapida, incursione.
Insalata verde con aneto ed erba cipollina, tiropitakia (triangolini di sfoglia ripieni di formaggio) caserecci, involtini di altrettanta sfoglia tirata a mano con formaggio e prosciutto, mono-spedino di pollo (ma di dimensioni che sono bastate a sfamare me e compare), tre birre e anguria offerta dalla gestione; il tutto per un prezzo più che accettabile in un locale dall’aria e dalla conduzione molto gioviale che vanta oltretutto clienti illustri (si mormora della visita del capitano della squadra di basket dell’Olympiakos, Spanoulis, ma alle pareti non abbiamo trovato traccia di documentazione fotografica dell’evento).
Sfreccianti come siamo arrivati (le strade erano quasi vuote a quell’ora, complice il caldo e il weekend incombente), siamo ripartiti sulla nostra macchinetta alla volta delle rispettive zone di appartenenza, dopo esserci goduti un pranzo soddisfacente in un clima che i ventilatori alla massima potenza hanno contribuito a rendere fresco e corroborante.
Accompagnata l’amica Silvia alla più vicina fermata della metro, non prima di aver deciso con la medesima ora e luogo di incontro per la serata, ci siamo salutati per separarci in realtà per poche ore. Su consiglio della stessa Silvia ci siamo accordati per cenare in una locanda in zona Chalandri, un posto già perlustrato dalla nostra amica e che le ha lasciato un’impressione tanto positiva da volerci senza dubbio tornare. Ovviamente c’è tornata con noi che tra poco vi spiegheremo nei dettagli come abbiamo trascorso una calda sera di metà estate in un’ Atene svuotata e irriconoscibile ma pur sempre carica di fascino.

Indirizzo:

Eginis 9, Aigaleo, 210  5616106

Come arrivare:

Stazione Aigaleo (metropolitana linea blu), fermata 3i Korydallou (autobus 806, 807, 831)