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Panormou

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Mangiare e bere, Panormou

Un rebetadiko gremito per ricordare i vecchi tempi

La zona di Panormou, che prende il nome dalla strada a forma di arco che collega viale Kifisias con viale Alexandras è ricca di kafeteries, bar, birrerie ma anche di locali dove mangiare tipica cucina greca a prezzi più che accessibili. Non dovrebbe essere dunque un mistero per i nostri lettori più affezionati che sia una delle nostre mete preferite e che esploreremo maggiormente nel prossimo futuro. In questa calda domenica di inizio giugno, dove solo un leggero venticello smorzava la calura ateniese, abbiamo dunque deciso di provare una taverna che da qualche giorno ci incuriosiva ovvero l’Αδιαχώρητο (Adiachorito) che in italiano significa “gremito”

Punto di forza della taverna è quello di offrire una ricca proposta musicale dal vivo soprattutto nei fine settimana; a essere precisi l’Adiachorito non è una taverna, bensì si definisce rebetadiko ovvero una taverna dove le libagioni sono accompagnate dalle note del rebetiko. L’atmosfera è quella tradizionale di questo genere di  locali; bouzoukia, chitarre e baglamas sono appesi in bella vista sulle mura dell’Adiachorito insieme a vari utensili, pentole e anticaglie che ricordano un’epoca passata.

Dal punto di vista strettamente culinario andiamo subito al sodo: non è certo il posto dove mangerete meglio ad Atene, nemmeno quello dove mangerete peggio. Abbiamo scelto dal comunque vasto menu una tyrokafteri (una salsa a base di feta e peperoncino piccante), dakos (ormai dovreste conoscerlo!), tyropitakia (delle piccole tortine di feta) e delle sardine alla griglia; il tutto accompagnato da un buon rosè. Non ci possiamo lamentare certo delle porzioni (le sardine erano 15, contate) ma nessun piatto ci ha lasciato particolarmente a bocca aperta dal momento che abbiamo provato tutte queste pietanze in altri locali e abbiamo trovato delle versioni migliori.

Siamo però convinti che questo sia un posto dove venire a divertirsi in compagnia di amici o parenti per trascorrere una bella serata a base di rebetiko e non un posto da gourmet o da fini intenditori di cucina. Proprio in base a questo e alla simpatia che ci ha ispirato l’arredamento non possiamo che consigliarvi l’Adiachorito nel caso vogliate vivere una serata da veri greci lasciandovi prendere dalla musica e dall’atmosfera. Altro punto a favore è la gentilezza dei proprietari e il servizio comunque attento e cortese (ci è stata offerta un’ottima chalvas al momento di richiedere il conto).

Indirizzo:

Doukissis Plakentias 120, telefono 210 699 0920

Come arrivare:

Stazione Panormou (metropolitana blu), fermata Erythros Stavros (filobus 3,10, 14, 18, 19 autobus 550, 602, 610, A7)

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Mangiare e bere, Panormou

Ambiente “agreste” e piatti da intenditori a Panormou

In questo periodo stiamo approfittando di varie occasioni per ritornare a far visita a ristoranti che ci avevano particolarmente colpito all’epoca in cui ancora non avevamo il blog e che quindi erano rimasti ingiustamente senza recensione.

Questa volta il pretesto è stato la necessità di darci appuntamento per una cena con la nostra amica Claudia in luogo a metà strada tra Pangrati e Patissia che fosse comodo per tutti. Dopo un po’ di riflessioni, volendo evitare il centro e i soliti posti affollati nel week-end, ci siamo ricordati della Paranga tou Sotiri, una delle prime taverne in cui io e Albertos siamo stati insieme qui ad Atene, più precisamente a Panormou. C’eravamo trovati davvero bene e quindi abbiamo velocemente dirottato la serata da quelle parti, desiderosi allo stesso tempo di ripetere la piacevole esperienza e di far provare a Claudia un dei nostri locali preferiti.

Visto l’orario più da aperitivo che da cena, non è stato necessario prenotare; anzi, quando siamo arrivati abbiamo trovato molti tavoli disponibili ed è stato quindi facile scegliere una posizione strategica che ci permettesse di cogliere delle suggestive istantanee del locale.

La nostra uscita è stata impostata non come una propria e vera cena ma sull’ordinare piuttosto delle mezedes e accompagnarci del vino. Fortuna ha voluto che, essendo la domenica prima di Pasqua, la tradizione prescrivesse di consumare quasi solo pesce; la taverna in questione, oltre ai piatti del menù aveva appositamente preparato dei nistissima fagità (cibi da digiuno) per adattarsi alla particolarità della giornata; da questi ultimi, nutrendo una debolezza per il pesce, abbiamo scelto degli succulenti gamberi dopo averli letteralmente visti esposti in una vetrina insieme ad altre squisitezze.

Il tratto distintivo del locale è infatti quello di essere una commistione tra una taverna e un maghirio (una specie di rosticceria con i piatti a vista). In aggiunta ai piatti disponibili nel katalogos ce ne sono sempre alcuni in bella mostra davanti alla cucina, preparati di fresco e pronti ad essere serviti agli avventori che ne vengono irresistibilmente attratti. In genere queste specialità giornaliere comprendono legumi in salsa (fagioli, ceci, etc…), pollo o maiale in diverse varianti, riso con carne o con pesce, verdure assortite, moussakas o pastitsio.

Oltre ai gamberi alla brace abbiamo ordinato della fava e un midopilafo, ovvero un risotto alle cozze. Nel frattempo, aspettando i piatti abbiamo scambiato due chiacchiere sull’arredo del locale che richiama molto un ambiente di campagna, con gli attrezzi per il lavoro nei campi alle pareti, inframmezzati da katroutsia, i tipici recipienti metallici con cui  si serve il vino nelle taverne. Insomma, un tocco molto agreste e popolare che ben si adattava all’idea di  paragka (scherzosamente “bettola”).

Le nostre attese sulla cucina non sono state deluse. Orektikò, riso e gamberi erano davvero deliziosi e nonostante non avessimo ordinato molti piatti le porzioni sono state sufficienti a saziarci. Al termine del nostro “aperitivo” c’è stato portato del gustoso chalvàs e ci siamo alzati soddisfatti una volta di più per il cibo, il servizio, la cortesia  e i prezzi sicuramente modici.

Se vi trovate dalle parti di Panormou questa taverna vale veramente una visita. La sera ci è capitato di assistere a musica dal vivo, un momento divertente di cultura popolare che vi consigliamo di sperimentare. La cucina chiude a mezzanotte; come avverte un cartello all’entrata “ noi cuciniamo fino a quell’ora…più tardi se ne occupa vostra moglie”. Un avvertimento molto in sintonia con lo spirito leggero del locale che sicuramente ha tra le sue qualità quella di risultare subito piacevole agli occhi e … al gusto degli avventori.

Indirizzo: 

I Paragka tou Sotiri: Doukissis Plakentias 76

 

Come arrivare:

Metropolitana: linea blu (fermata Panormou)

Autobus: 550, 602

 

 

 

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Mangiare e bere, Panormou

Voglia di Cina in quel di Atene? Basta andare a Panormou

Possiamo affermare con sicurezza che il primo weekend di marzo sia stato (in parte) dedicato alla scoperta di nuovi sapori, diversi da quelli classici ellenici. Dopo l’incursione del sottoscritto in quel dell’Indian Haveli ci dirigeremo infatti verso il quartiere di Panormou per provare un ristorante cinese tra i migliori di Atene per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo.

Raggruppato un buon numero di persone (saremo infatti otto alla fine) ci incontriamo con la sempre fedele Claudia alla stazione della metropolitana di Panormou, fatto che non può non rievocarmi lieti ricordi dal momento che si tratta -oltre che uno dei nostri quartieri preferiti e di cui approfondiremo meglio la scena food&drink nei prossimi mesi- della zona dove ho soggiornato durante il mio primo viaggio ateniese. A differenza però di quel periodo ci inerpicheremo (è il caso di usare questo termine, le salite a Panormou possono essere decisamente ripide) verso la zona alta del quartiere che presenta a dir la verità meno locali rispetto alla vivace parte bassa che pullula di locali adatti sia per mangiare sia per bere.

Giunti al locale possiamo svelarvi il nome di esso, lo Spring Roll che non lascia dubbi sulla tipologia di cucina proposta e sulla provenienza dei gestori. Il locale è pressoché vuoto, ma altresì piccolo per cui la prenotazione è stata provvidenziale. In attesa degli altri commensali ci viene subito proposto il menu, il quale presenta decisamente molte proposte tutte improntate alla cucina cinese più classica e senza molti adattamenti ai gusti locali. come del resto pensiamo che sia giusto.

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Ancora lungi dallo scegliere le pietanze che ordineremo ecco raggiungerci gli altri commensali, tra cui spiccano la new entry delle nostre uscite, Daniela (alessandrina di origine quindi praticamente una conterranea del sottoscritto, ma ateniese di residenza) e il suo compagno greco con cui scopriremo -durante la serata- di condividere la simpatia verso la vera squadra di Atene ovvero il Panathinaikos. Pronti per l’ordinazione quest’ultima non si rivelerà impresa semplice dato il numero di commensali; decidiamo dunque di procedere uno alla volta con bene impressa l’idea di dividere con tutti quanti le pietanze di nostra scelta. Ordineremo piatti a base di riso, pollo, gamberi e maiale ovvero alcuni degli ingredienti principali della cucina cinese, il tutto innaffiato da litri di vino rosé e bianco.

La condivisione delle pietanze verrà facilitata da un grosso piatto rotante di legno su cui verranno appoggiati i cibi e fatti girare in modo che tutti possano assaggiare ciò che anche gli altri hanno ordinato; il responso sul cibo è decisamente positivo, comprese le porzioni che anzi risultano essere fin troppo abbondanti ma questo è un aspetto dei ristoranti greci a cui siamo ormai abituati e per il quale non ci stupiamo più. Menzione particolare merita il vino rosé, la cui gradazione alcolica non lascerà certo indifferenti e anzi favorirà il fluire della conversazione tra tutti noi.

Finiremo per pagare una cifra veramente irrisoria, 108 euro per 8 persone che diventeranno 110 con la mancia fanno sì che con meno di 14 euro a testa ci si sia riempiti di succulenti cibi cinesi in un ambiente accogliente, tranquillo ma al tempo stesso caldo. Per alcuni piatti l’attesa è stata superiore al previsto ma è pur sempre comprensibile dal momento che le ordinazioni si sono accavallate quasi nello stesso istante. Per concludere non possiamo che consigliare questo ristorante cinese e per il dopo cena potrete scendere verso la parte bassa di Panormou per proseguire la serata nelle numerose birrerie situate in prossimità della fermata della metropolitana.

Indirizzo:

Trifillias 91, Atene

Come arrivare:

Stazione Panormou (metropolitana linea blu), fermata 4h Psichikou (autobus 036 e 651)

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Nord, Panormou

Per quartieri sconosciuti e gatti famelici

Come trascorrere una domenica pomeriggio in un modo migliore se non quello di esplorare zone sconosciute a entrambi della nostra bella Atene? È con questa intenzione che i nostri eroi hanno sfidato la canicola ateniese (a dir la verità oggi il clima era migliore di ieri, meno umidità e più ventilato) per dirigersi nel quartiere di Neo Psychikò (Νέο Ψυχικό), nella zona settentrionale della capitale, alla ricerca di posti nuovi da recensire per voi, cari lettori.

Sapevamo fin dall’inizio che si trattava di una delle zone più benestanti della città, e con tale animo eravamo pronti a farci “spennare” in una delle caffetterie in cui saremmo stati ospiti. La zona in effetti si presenta davvero elegante e vivibile; assomiglia indicativamente a una cittadina del Nord Italia con molto verde, villette e condomini non troppo elevati. Si fa davvero fatica a immaginare di essere nella stessa città di piazza Omonia, via Kapodistriou, via Menandrou e altre vie degradate del centro di Atene ma tale è la realtà e purtroppo la disparità di condizioni sociali risulta notevole ai nostri occhi.

Scesi al capolinea del filobus 3 (che collega Neo Psychikò a piazza Syntagma e al centro) ci siamo diretti verso la zona dei bar e delle caffetterie e attirati dalla folta clientela e dall’aria un po’intellettuale del locale ci siamo seduti al Gaspar Food’n’mood.



Come supponevamo i prezzi sono adeguati al tenore di vita del quartiere e un frappè + caffè freddo ci sono costati ben 8 euro e 10 centesimi. Niente da dire sulla qualità, ma si paga più la zona che altro. Il locale si presenta sicuramente bene; divanetti in pelle, sedie ergonomiche, cameriere di bella presenza (ma poco utili al servizio vero e proprio, dal momento che una di loro non faceva nulla se non sorridere ai nuovi avventori) e una collezione di liquori davvero notevole. Se siete alla ricerca di un bar trendy e di una zona “in” diversa dalle inflazionate Glyfada, Kolonaki, Kifissià allora Neo Psychikò fa per voi.

Il nostro piano avrebbe previsto un caffè e poi visitare un mezedopoleio per sorseggiare un ouzo sgranocchiando qualcosa, ma il locale da noi prescelto stava per chiudere e i camerieri ci hanno gentilmente respinto. Ci chiediamo a che cosa serva agli affari chiudere alle 19 di domenica, ma questo aprirebbe una serie di considerazioni che preferiamo rimandare ad altra sede. Sconsolati, ma non troppo, decidiamo di abbandonare la tranquilla Neo Psychikò per riavvicinarci al cuore di Atene non prima di aver però raggiunto il Nirvana.

Alla sempre attenta Αττική viene in mente di visitare la zona di Panormou, sia perché di strada per il ritorno nel quartiere in cui viviamo, sia perché trattasi di quartiere già ben noto a entrambi;per me dal momento che lì presi in affitto il mio primo appartamento ateniese nel lontano novembre 2014 e per la mia compagna perché aveva già frequentato i locali della zona nelle sue frequenti scorribande ateniesi negli anni passati.

La scelta non è difficile; ci sediamo alla trattoria Filadelfi su consiglio di Αττική, dove mettiamo in atto l’idea originaria di cenare dividendo qualche piatto.

Dobbiamo essere sinceri; cameriere (o proprietario, o meglio figlio di proprietario) molto gentile e affettuoso -pure troppo nei miei confronti, ehm..- ma un po’sbadato dato che (ed eravamo gli unici clienti) tempo cinque minuti dopo l’ordinazione e si era già dimenticato la nostra comanda. Rispedita al mittente un’inutile e non richiesta insalata, i piatti hanno cominciato ad arrivare al nostro tavolo e ne abbiamo apprezzato la qualità. Non solo noi, a dirla tutta.

La gatta in questione ci ha infatti aiutato a mangiare il filetto di pollo in questione, con buona soddisfazione di tutti. Apprezzabile il fatto che a fronte comunque di un conto irrisorio per quanto ordinato (26 euro per mezzo litro di vino, polpette di zucchine, filetto di pollo e moussaka) ci è stata offerta un’anguria e un’ulteriore caraffa di vino.

Salutati gatta e cameriere ci siamo incamminati verso casa, non prima di avvertire i sentori di una nuova manifestazione a Syntagma dal momento che facevano capolinea nei pressi della fermata della metropolitana di Evangelismos alcuni autobus assolutamente fuori zona, quale il diretto X95 per l’aeroporto. Dopo l’estenuante camminata di venerdì sera ci siamo assolutamente rifiutati di sorbirci un’ulteriore scarpinata e abbiamo contribuito al benessere della categoria dei tassisti per il solito tragitto, finora esclusiva del sabato sera, fino alle vicinanze delle nostre abitazioni.

Per alcuni giorni lascerò il blog nelle ottime mani di Αττική, dato che improrogabili impegni di vario genere mi attendono nel Belpaese ma questione di qualche giorno e sarò di ritorno -sempre che la Grecia esista ancora come Stato indipendente e non come protettorato tedesco- per la seconda parte di questa lunga e strana estate 2015.