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Nea Iraklio

2015-12-2718.01.18
Mangiare e bere, Nea Iraklio

E dopo un’avvincente partita ad Atene…ad Iraklio!

Il giorno seguente alla serata del rakomelo targato Panathinaikos abbiamo deciso di andare a passare una divertente domenica di basket all’Oaka, ovvero al palazzetto dove gioca le partite in casa appunto il Panathinaikos. In realtà venivamo già da una partita del campionato a cui avevamo assistito il mercoledì prima; in quell’occasione la squadra di Atene aveva affrontato, umiliandola nel punteggio, la rappresentativa del Kavàla b.c. Stavolta avevamo preso i biglietti per gustarci il match contro un avversario ben più impegnativo, l’ Aris Salonicco, in un incontro valevole per l’accesso alla finale di coppa di Grecia.

 

 

 

Contro l’inoffensivo Kavàla eravamo giunti (meglio, Albertos per farmi un regalo di Natale strabiliante) a prendere dei posti V.I.P. che ci hanno garantito un posto letteralmente in prima fila ad un passo dal campo. Capirete la nostra (soprattutto mia) gioia nel poter ammirare i campioni della compagine bianco-verde in azione a pochissima distanza dalla nostra poltrona (perché di poltrona di pelle bianca si trattava). Qui è necessario comunque spiegare che il basket è una nostra passione condivisa e che ha rivestito un ruolo importante affinché io ed Albertos ci incontrassimo (ma non vi annoieremo con i particolari di quando eravamo in patria). Arrivati ad Atene abbiamo simpatizzato per la squadra della capitale da subito, un po’ perché fans da tempo di alcuni dei suoi giocatori un po’ perché, ammiratori di Atene, tifare Panathinaikos ci sembrava la scelta più adatta.
Dopo la meravigliosa esperienza col Kavàla, grazie ad Albertos e alla sua abilità nel prendere i biglietti, siamo riusciti ad accaparrarci degli altrettanto ottimi posti, questa volta alle spalle della panchina del Panathianikos, comunque sempre a qualche metro dai nostri idoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre la partita col Kavàla non aveva presentato problemi, quella con l’Aris, dopo un avvio scoppiettante, ha costretto i nostri ad impegnarsi in misura superiore per assicurarsi la vittoria, arrivata comunque alla fine di larga misura. Le coreografie e i cori della curva (che nel precedente scontro era assente per protesta contro le norme che rendono in teoria necessaria dall’inizio di quest’anno la tessera del tifoso per accedere alle partite) hanno reso il tutto più vivace e piacevole.
Al termine della partita, fattasi ora di cena, ci siamo voluti dirigere  verso un mezedopoleio a Irakleio (la fermata prima, venendo dal centro di Atene con l’elektrikos, di quella dove si trova l’Oaka) che avevamo tentato di provare, senza riuscirci, quando ci eravamo spinti fino a lì qualche mese fa.
Trovando, stavolta, il mezedopoleio in questione aperto ci siamo infilati con fiducia nel promettente locale, già completo al piano inferiore.
Poiché però l’Estia è dotata di tavoli al livello superiore, il solerte cameriere che ci ha accolto, ci ha fatto prontamente accomodare di sopra, dove abbiamo potuto con comodità scegliere il tavolo che più ci aggradava.

Una veloce scorsa al menù e abbiamo ordinato alici marinate, pollo ripieno di formaggio, polpette di zucchine e- come al solito -vino rosso trovando con grande soddisfazione, tutte le portate gustose e saporite. Mentre attendevamo i piatti e, in seguito, mangiavamo, il locale si è riempito completamente e non ci è stato difficile capire il perché. La qualità dei cibi, unita al prezzo più che abbordabile e  il servizio efficiente e rapido ne fanno una destinazione quasi obbligata per chi si trova nei dintorni.
Abbiamo voluto concludere la serata festeggiando la vittoria con un karafaki (una piccola bottiglia) di rakì che abbiamo bevuto mentre ci chiedevamo chi, tra Paok e Keratsini, sarebbe stato il nostro avversario in finale, La squadra di Salonicco sicuramente era favorita nello scontro contro quella quasi sconosciuta del Keratsini (un comune autonomo in provincia del Pireo), ma vi sveliamo che quest’ultima è riuscita a guadagnare il diritto di sfidare il Panathianikos dopo una partita al limite dell’incredibile.
Siamo ripartiti da Iraklio dopo un pomeriggio soddisfacente dal punto di vita atletico ed una sera altrettanto piacevole per quel che riguarda il ristoro. Il mezedopoleio visitato ci ha fatto, infatti, una buonissima impressione e siamo stati felici, dopo mesi di attesa, di averlo provato. Senza dubbio, abbiamo concluso, allontanandoci dalla fermata dell’ilektrikos a bordo del nostro sferragliante vagone, ci sentiamo di consigliarlo a quanti si trovino a passare da quelle parti. Per quanto riguarda noi aspettiamo solo il pretesto di poter tornare in zona poiché abbiamo già individuato qualche altro locale che ci piacerebbe sicuramente provare. Appuntamento quindi con Iraklio alla prossima volta sperando ovviamente in piacevoli scoperte di questo genere.

Indirizzo:

Kifisias 1, Neo Iraklio.

Come arrivare:

Fermata Neo Iraklio (Ilektrikos)

2015-10-1112.37.08
Nea Iraklio

Una domenica a Iraklio..tra lampi, tuoni, souvlaki e gatti ciccioni

Un interrogativo ci sorge durante il nostro ritorno dalla simpatica gita in quel di Zografou; cosa fare l’indomani, ovvero domenica? La risposta è presto trovata: prendiamo l’ilektrikò -ovvero il treno che collega il Pireo ad Atene e ai sobborghi settentrionali- in direzione Kifisia e decidiamo dove scendere! E che problema c’è? Troveremo sicuramente qualche posto da esplorare e soprattutto dove trovare ristoro.

La scelta, dopo una breve ricerca su cosa offre l’ambiente adiacente le stazioni dell’ilektrikò di nostro interesse (tra Perissos e Iraklio fondamentalmente) ci porta a prediligere la zona appunto di Iraklio. un dimos a poca distanza da Maroussi e Kifisia (da non confondersi con la ben più nota e omonima città, capoluogo di Creta) dove sappiamo esserci una discreta quantità di caffetterie, bar, mezedopoleii e souvlakerie. Accolti da un clima tropicale (vento caldo e umido proveniente da sud) non appena usciamo di casa raggiungiamo in poco tempo la fermata di Monastiraki da dove cominciamo il nostro viaggio verso nord. Scorrono le stazioni, una dopo l’altra e più il nostro sferragliante trenino si svuota e si allontana dal centro più ci avviciniamo alla nostra meta.
La stazione di Iraklio sorge (sopraelevata rispetto al piano stradale) in prossimità di una piazzetta in cui fa una bella mostra di sé un busto dedicato all’importante generale greco Theodoros Kolokotronis e dove sorgono alcuni invitanti locali brulicanti di cittadini alle prese col primo caffè (o frappè) della domenica (non pensiate che siamo mattinieri, sono pur sempre quasi le 13); intrigati da una birreria con un bel pentagramma sull’insegna luminosa al suo esterno constatiamo tristemente la sua chiusura. Non ci scoraggiamo però e proseguiamo pochi metri per accomodarci in una caffetteria, la Envy.
Ordiniamo senza indugi il solito, un freddo cappuccino dolce e un frappè; mentre sorseggiamo senza fretta le nostre bevande cominciamo a ragionare sui prossimi eventi organizzati dal nostro modesto blog, sull’onda dell’entusiasmo dell’aperitivo italiano della settimana scorsa. Ci impegniamo a organizzare un evento almeno una volta al mese; intento impegnativo che spetterà a noi rispettare!
Dopo aver terminato il caffè domenicale ci dirigiamo alla ricerca di un posto dove pranzare. L’idea era quella di sederci in un mezedopoleio chiamato Estia, a poca distanza dall’Envy e dalla stazione dell’ilektrikò; purtroppo il piano di sullerivedelkifissos.it trova un ostacolo, ovvero l’orario di apertura del locale. Nonostante infatti siano le 13.30 passate il locale è ancora chiuso -sebbene intravediamo movimento in cucina- e non sembra poter aprire a breve. Evidentemente a Iraklio si mangia non prima delle 15! La camminata fino al mezedopoleio non è però vana dal momento che ci rifacciamo gli occhi con questo bell’esemplare di felino pasciuto addormentatosi in una posizione quantomeno strana.
Ci dirigiamo, ora sì affamati, verso una delle vie principali di questo tranquillo sobborgo settentrionale e troviamo uno dei pochi luoghi aperti dove potersi nutrire, l’Angelakia, che possiamo definire taverna/souvlakeria.
Ci sediamo all’esterno, protetti da un tendone dalla pioggia che a breve cadrà copiosa su tutta la capitale; il vento infatti, aumentato notevolmente di intensità, sta portando nubi cariche di precipitazioni come hanno ampiamente anticipato le previsioni del tempo. Da notare come siamo quasi gli unici avventori che stoicamente scegliamo di sederci all’esterno non facendoci spaventare dalle condizioni climatiche. Ordiniamo senza troppi indugi un’insalata “cicladica” a base di olive, pomodori, cipolle (molte cipolle) e formaggio e una porzione di souvlaki di pollo più due birre di cui una la famosa Vergina finora mai provata e che si rivelerà essere una delle cose più buone di questo pranzo. L’ambiente è comunque apprezzabile e all’esterno il verde fa la sua bella presenza.

La qualità non è malvagia ma non è nemmeno il miglior souvlaki mangiato ad Atene; anche le porzioni non sono eccezionali per il prezzo che andremo a pagare. Bisogna però riconoscere che si tratta di un quartiere non facoltoso ma nemmeno popolare, per cui non si può pretendere di pagare lo stesso prezzo che pagheremmo a Tavros o a Petralona. Vorremmo spingerci al dolce, ma l’affollamento domenicale del pranzo e la lentezza dei camerieri ci spingono a desistere. Paghiamo (più di 20 euro, non pochissimo come detto per quanto mangiato; ad Atene si può spendere molto meno e mangiare molto di più) e corriamo verso la stazione di Iraklio giusto in tempo per essere sotto la pensilina quando si scatenerà un nubifragio condito da lampi e tuoni che ci accompagnerà quasi fino all’ingresso del tunnel della fermata di piazza Viktoria. Da segnalare alla fermata di Omonia un gruppo di vocianti tifosi ungheresi -nei cui corpi erano già presenti litri e litri di birra- giunti ad Atene per la partita (inutile) di qualificazione agli europei del 2016 Grecia-Ungheria che vedrà la vittoria (più che inutile) dei padroni di casa per 4-3 che almeno consentirà loro di chiudere il girone con meno ignominia dopo le raccapriccianti sconfitte contro le isole Far Oer.In conclusione il giudizio sulla gita è positivo, perché a noi piace sempre girare in lungo e in largo per Atene e non potremmo MAI rimanere delusi da questa città; onestamente però vi consiglieremmo altri posti dove mangiare a Iraklio, tra cui l’Estia (da informarsi sugli orari di apertura), la già menzionata birreria Pentagram, la souvlakeria Ypourgheio ton Gefseon (il ministero dei gusti) e la birreria Litharia. Non mancheranno occasioni future per ritornare a Iraklio e provare alcuni di questi locali; il quartiere si presenta bene, con molto verde e l’aria che si respira è di tranquillità. Siamo distanti dal caos del centro ma non siamo nemmeno nell’esclusiva Kifisia. Un buon compromesso a volte è proprio ciò che ci vuole nella vita.

Indirizzi:Envy: Filiron 9, Iraklio

Angelakia: Antypa Marinou 62-66, Iraklio

Come arrivare:

Fermata metropolitana Iraklio (Ilektrikò)