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Nea Filadelfia

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Nea Filadelfia

Un salto a Filadelfia (no, non quella americana)

Dopo l’esauriente racconto del nostro sabato mattina -e primo pomeriggio- in quel del centro eccoci a presentarvi le nostre scorribande della sera. Sempre desiderosi di andare alla scoperta di posti nuovi, la nostra scelta su dove trascorrere l’agognato sabato sera -momento clou del weekend- è caduta sul quartiere di Nea Filadelfia. Piccola annotazione storica: la zona era solita chiamarsi Podoniftis, dal nome di un misero torrente, peraltro affluente del nostro amato Kifissos, che scorre nella zona (ovviamente quasi del tutto interrato, quindi invisibile agli occhi umani). Mi prendo la responsabilità di definire “misero” questo torrente perché l’etimologia del nome suggerisce proprio che la portata d’acqua era così di infima quantità che bastava a malapena per lavarsi i piedi..
La tragedia dei profughi greci provenienti dall’Asia Minore a partire dal 1922 ha però rivoluzionato il toponimo del quartiere; molti di essi erano stati provvisoriamente sistemati in quelle che oggi definiremmo baraccopoli nei pressi della zona di Ambelokipoi. Un incendio di vaste proporzioni determinò la distruzione di molte di esse, costringendo il governo dell’epoca a trovare nuove soluzioni per la crescente emergenza umanitaria. Tra le sedi prescelte per la costruzione di una nuova “città” per questi rifugiati provenienti dall’odierna Turchia vi fu proprio la zona che oggi viene chiamata Nea Filadelfia. Il nome prende origine dall’antica città di Filadelfia, dove oggi sorge la città turca di Alasehir; non è ovviamente il solo quartiere di Atene (in realtà più che quartiere dovremmo definirlo comune perché siamo oltre i confini istituzionali del comune di Atene vero e proprio) a prendere il nome da una città dell’Asia Minore. I più informati sapranno citare per esempio anche Nea Smyrni, ovvero Nuova Smirne, comune situato tra Atene e il Pireo dove i vostri eroi potrebbero anche decidere di fare tappa per vari motivi. Non ultimo perché sede della nostra seconda polisportiva preferita, ovvero il Panionios – o per gli amici PaGNoGNos – ma questo sarà oggetto di altri post in futuro.

Nea Filadelfia si presenta come un quartiere molto diverso da ciò che la gente si immagina quando pensa ad Atene; il verde qui non manca (le villette all’epoca della costruzione del quartiere avevano quasi tutte il proprio giardinetto privato) e il traffico non è caotico come nel centro della capitale. Il viale principale (Leoforos Dekelias) è affollato da molti ristorantini e caffetterie, che danno il “meglio” di loro durante i mesi estivi in cui gli avventori possono consumare le loro ordinazioni comodamente seduti nei tavolini all’esterno. Sotto la mia responsabilità il locale dove abbiamo deciso di ritrovarci (Αττική, colleghi + parenti + compagni e il sottoscritto) è stato un mezedopoleio (ormai dovreste sapere di cosa si tratta se ci leggete fedelmente) chiamato H Avli (Η Αυλή) ovvero “Il cortile”.
Come lascia intendere il nome -peraltro con ben poca fantasia- si tratta di un locale all’aperto, peraltro abbastanza grande, all’incrocio con Leoforos Dekelias e una delle viette laterali -in cui vigono sensi unici assolutamente autodeterminati e senza nessuna indicazione da parte della segnaletica verticale, nonché queste viette il sabato sera sono solite trasformarsi in aree pedonali su iniziativa unilaterale dei locali cittadini. La serata è calda, ma abbastanza ventilata e riusciamo a trovare un tavolo sufficiente per tutti ma abbastanza piccolo per tutti i piatti e le bottiglie che avevamo intenzione di ordinare. A farci compagnia lui, che ha dormito per quasi tutto il tempo sul divanetto davanti a noi.
L’immancabile lista:
Il menù è solo in greco, quindi questo lascia intuire come L’Avlì non sia affatto luogo per turisti (e chi verrebbe a Nea Filadelfia in fin dei conti? Attrazioni turistiche qui ve ne sono ben poche) . Cucina tradizionale greca, con alcuni piatti però interessanti. Ottima insalata di gamberi (la migliore che abbia mai mangiato ad Atene), arrosto di maiale gustoso e non troppo pesante. Peccato che una buona cena sia stata quasi rovinata da un’anguria con feta, peraltro offerta dalla casa, di una pesantezza unica (anguria che definire acerba era farle un complimento).
Insomma, il locale ha i suoi pregi ma qualche difettuccio ce l’ha (servizio non proprio velocissimo quando si è trattato di pagare e mancia semi-imposta dai camerieri dal momento che forse saremmo ancora lì se avessimo aspettato il resto). Con poco più di 10 euro a testa però si mangia anche bene e si beve ancora meglio forse.Nea Filadelfia è un quartiere sicuramente meritevole di una visita (se siete tifosi dell’AEK Atene questo però è il quartiere che fa per voi, perché è tutto impregnato di giallonero dal momento che il club fu fondato proprio da profughi greci provenienti dall’Asia Minore) se desiderate allontanarvi dal caos del centro di Atene. Più alla portata, economicamente, di Neo Psychikò ma altrettanto caratteristico nella sua similitudine a una cittadina del nord Italia ma con l’immancabile tocco greco. Non mancheranno occasioni di ristoro e passeggiate circondati dal verde. Se non siete automuniti lo si può raggiungere coi filobus 3 o 6 dal centro oppure con la metropolitana leggera che collega Kifissià al Pireo scendendo a Perissos e da lì in pochi minuti a piedi sarete su Leoforos Dekelias.

Indirizzo:

Leoforos Dekelias 134, Nea Filadelfia, 210 2515118

Come arrivare:

Capolinea filobus 3, fermata Pindou (filobus 6)