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Marousi

Mangiare e bere, Marousi

A Maroussi con allegria

Archiviata la parentesi Klimataria, di cui vi ha già raccontato ampiamente Attiki, è già ora di pensare a come trascorrere questo sabato sera di tardo febbraio. Non siamo soliti farci trovare impreparati perciò avevamo già preso accordi con la sempre disponibile Nevila per una nostra gita in quel di Maroussi, dove del resto abita la fanciulla. La rete di trasporti pubblici ateniesi fa sì che il luogo migliore dove incontrarsi con Attiki sia ancora una volta Monastiraki e in poco tempo la raggiungiamo dalle nostre rispettive zone di residenza. L’ilektrikos per fortuna non è affollato come potrebbe esserlo in settimana e troviamo addirittura posto a sedere; il tragitto durerà poco più di una mezz’ora durante le quali attraversiamo dapprima il centro e poi i quartieri più settentrionali senza tralasciare la fermata dell’OAKA che è un po’la nostra preferita per ovvi motivi sportivi. Arriviamo in una fredda (rispetto almeno a Nea Smirni, ma c’è da considerare che in questo periodo c’è una marcata escursione termica tra giorno e notte ad Atene) Maroussi in perfetto orario dove troviamo la solerte Nevila ad attenderci. Dopo una discreta camminata nella zona pedonale (e commerciale) del comune ateniese giungiamo al mezedopoleio prenotato dalla nostra amica ovvero lo Spirto. Il locale si presenta pressoché vuoto ma è dovuto all’orario abbastanza antelucano per fare baldoria; trattasi di mezedopoleio ma non vi è dubbio che il locale sia più improntato alla parte drink rispetto a quella food quindi riteniamo che andrà affollandosi nel dopocena che qui vi ricordiamo non cominciare normalmente prima delle 23. Accomodatici ordiniamo praticamente tutti i piatti presenti sul menu, facendo eccezione per quelli non disponibili in giornata; nello specifico scegliamo una tirokafteri (una salsa al formaggio a base di feta piccante), l’immancabile polipo all’aceto, ntakos (una sorta di bruschetta tipica di creta), salsiccia e due insalate di patate. Il tutto innaffiato da un mezzo litro di vino rosso. Le porzioni sono adatte a un mezedopoleio, ovvero da smangiucchiare e dividere tra commensali e non a nuocere alla linea e alla salute dei medesimi commensali come ci è capitato in molti altri mezedopolii. Durante la cena non possiamo che apprezzare l’atmosfera e lo stile dello Spirto, rilassato e minimalista così come il servizio attento e gentile. Data la grande quantità di mezedes ordinate facciamo quasi fatica a terminare tutto ciò che è nei nostri piatti nonostante le porzioni decisamente affrontabili; forse avremmo potuto risparmiarci un’insalata di patate ma il prezzo decisamente economico ci aveva fatto pensare a una quantità di cibo nel piatto inferiore a quanto realmente ci è stata poi offerta. Proprio il prezzo è uno dei punti a favore dello Spirto; dopo avere infatti mangiato e bevuto tutto ciò che vi abbiamo appena elencato la spesa a testa risulterà essere di 10 euro (contando la sempre gradita mancia al cameriere); 27,50 euro per un quartiere non proprio economicissimo come Maroussi è un prezzo decisamente concorrenziale e non facciamo fatica a credere che lo Spirto sia sempre affollato.

Cosa fare nel dopocena? Il desiderio di rakomelo è insito in tutti e tre e ci affidiamo alla sapiente guida di Nevila per indirizzarci a bere una karafaki  di una delle nostre bevande preferite. Percorrendo a ritroso la strada che ci ha condotto allo Spirto dalla stazione dell’ilektrikos giungiamo, dopo una minima deviazione, al Rakobeladiko, che sfrutta un simpatico gioco di parole tra rakomeladiko (locale dove si beve rakomelo) e il belare *. Sebbene Nevila abbia messo le mani avanti, sostenendo di non essere mai stata cliente di questo locale, la prima impressione è ottima. Il Rakobeladiko è quantomeno affollato e questo è sempre un buon segno; dobbiamo addirittura accomodarci in un tavolo appena abbandonato da altri commensali che avevano appena finito di cenare, ma che viene subito ripulito da uno dei camerieri in servizio. Il momento della scelta dell’ordinazione è molto rapido, giacché sappiamo benissimo cosa desideriamo: particolarità del Rakobeladiko è il fatto di dover scrivere a mano la comanda, indicando a penna il numero delle porzioni che si desiderano. Personalmente lo ritengo un metodo molto efficace e che riduce al minimo le possibilità di errore dovuti a eventuali incomprensioni tra camerieri e ospiti. Tempo di scaldare il rakomelo ed eccocelo servito in una karafaki da 250 ml. Il giudizio non è entusiasmante; non che fosse cattivo ma non regge il paragone con il rakomelo bevuto allo Svoura e alla Serbetia tou Psirri ma ci accontenteremo per questa sera. Presi accordi con Nevila per le nostre prossime mosse in quel della capitale ellenica giunge il momento di accomiatarci per essere sicuri di non perdere l’ultimo ilektrikos della giornata che ci ricondurrà a Monastiraki per proseguire con la metropolitana fino a Evangelismos.

Il giudizio complessivo sul Maroussi e sui locali è molto buono; eravamo già stati nel sobborgo settentrionale in occasione di un dopo-partita del Panathinaikos e ci aveva fatto un’ottima impressione. Zona tranquilla, con locali interessanti e negozi di rango; cercheremo di tornarci con la luce del giorno per avere un ulteriore conferma sul fatto che sia una meta da consigliare ai nostri lettori.

* = stavamo scherzando, in realtà oltre al belare il gioco di parole è anche grazie alla parola greca o belas (il guaio), quindi il rakobeladiko è un posto dove si beke rakomelo..mettendosi nei guai!

 

Indirizzi:

To spirto, vasilissis sofias 81, maroussi

Rakobeladiko, dimitras 12, maroussi

Come arrivare:

Ilektrikos, stazione Maroussi

 

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Koukaki, Marousi

Calcio, basket, pesce, rakomelo, birra. Atene cosa ti manca?

Weekend intenso quello appena trascorso, grazie alla presenza dei nostri amici Francesco e Mauro giunti appositamente dal Belpaese per un tetraimero, ovvero una quattro giorni di pallacanestro e calcio in quel di Atene e dei suoi paraggi (Pireo tra tutti). Dopo una bougatsa ristoratrice di prima mattina (quindi verso mezzogiorno) non potevamo che proseguire il tour gastronomico di Atene by Sullerivedelkifissos portando i nostri ospiti e la sempre fedele Nevila allo Skoumbri; i più attenti di voi sapranno che si tratta di uno dei primi locali da noi recensiti, in quel di Koukaki; quartiere tra i nostri preferiti di Atene per la sua vita notturna vivace ma al tempo stesso dall’atmosfera rilassata.

Memori della sua qualità e della freschezza del pesce abbiamo avuto pochi dubbi quando ci è stato richiesto un buon ristorante di pesce nel centro di Atene (data la stagione e la mancanza di un automezzo a nostra disposizione abbiamo preferito non spingerci fino al Pireo, anche se in quella zona vi sono forse i migliori ristoranti di pesce della regione ateniese). L’atmosfera è sicuramente diversa da quella estiva e i tavolini all’esterno illuminati da una flebile ma romantica candela sono ormai vuoti (e in quantità notevolmente inferiore all’estate); atmosfera diversa, ma non peggiore, poiché all’interno si è più raccolti e la conversazione viene facilitata dall’assenza del rumore proveniente dall’adiacente via. Dopo una lunga scelta per le pietanze (dovuta al fatto che abbiamo dovuto tradurre quasi tutto il menu) abbiamo ordinato un discreto numero di piatti, la maggior parte dei quali destinata alla condivisione tra i commensali. Da segnalare un ottimo polipo alla griglia e i calamari fritti, senza tralasciare la solita spaghettata ai gamberi che io e Αττική abbiamo riassaporato dopo quasi 6 mesi. Tra piatti di pesce, calici di vino, racconti di vita vissuta abbiamo ben presto fatto venire l’ora di saldare il nostro conto; ricordavamo bene il rapporto qualità-prezzo che è tra i migliori di Atene per questo tipo di ristorante e con circa 18 euro a testa lasciamo il ristorante sazi e soddisfatti.

Non c’è visita a Koukaki che non comprenda però una capatina allo Svoura: ovvero un microscopico bar a pochissima distanza dallo Skoumbri, in direzione viale Syggrou. Non potevamo infatti non fare assaggiare ai nostri due ospiti il rakomelo, che ha avuto un discreto successo soprattutto nei riguardi di Francesco. Locale affollato, tavolini all’esterno inavvicinabili, ma per fortuna un angolino per 5 persone è stato trovato e abbiamo concluso in bellezza un sabato sera rilassato e piacevole tra amici.

L’indomani, volendo prendere i cosiddetti due piccioni con una fava, ci siamo organizzati per compiere visita alla nostra cara amica Nevila in quel di Maroussi. Maroussi è uno dei comuni facenti parte della periferia nord di Atene, a poca distanza da Kifissia e in cui è ubicato il complesso olimpico di Atene, il cosiddetto OAKA. E proprio allo stadio olimpico di Atene si erano diretti nel pomeriggio i nostri Francesco e Mauro, per assistere al big-match (???!) tra AEK Atene e AEL Kalloni Lekanopedio, ovvero la squadra dell’isola di Lesbo. Risultato scontato e grande esperienza di vita vissuta per i due nostri connazionali. Nel frattempo io e Αττική, nel tentativo di raggiungere Maroussi tra un centro di Atene in stato di guerra causa disordini tra anarchici e polizia e un ilektriko gremito all’inverosimile causa chiusura della stazione della metropolitana di Syntagma, veniamo simpaticamente accerchiati sul nostro vagone da dei tifosi gialloneri dell’AEK entusiasti per la vittoria. Presto fattasi ora di scendere e di accomiatarci dai sostenitori kitrinomavroi (gialloneri), troviamo ad accoglierci in quel di Maroussi Nevila e dopo una discreta attesa veniamo raggiunti da Francesco e Mauro.

La destinazione è L’Ambassadeur Bar , un pub dal chiaro stile britannico a poca distanza dalla stazione dell’ilektrikò di Maroussi. Veniamo calorosamente accolti dalla cameriera, anche perché siamo gli unici avventori della serata fino a quel momento. Chiaramente la fa da padrona la birra, ma da buon pub in stile anglosassone non mancano alcuni piatti per placare l’inevitabile stato di ebbrezza che vi coglierà sorseggiando le numerose birre di cui si compone il menu dell’Ambassadeur.

 

Tra birre chiare, scure e una…Fanta (?!) e un succulento piatto di carne destinato alla condivisione tra noi cinque, la conversazione scorre fluente ma essendo domenica sera il weekend giunge al termine e si fa quasi ora di ritornare a casa in vista di un lunedì intenso tra lavoro e altre commissioni. L’Ambassadeur è un pub con un’ottima selezione di birre, quasi del tutto straniere, che non può mancare dal vostro itinerario tra i “sobborghi del nord” di Atene. Ci riserviamo di ritornare quanto prima a Maroussi per scoprire altri locali meritevoli del luogo, ma per il momento ci riteniamo soddisfatti di questa scoperta enogastronomica e non possiamo che ringraziare Nevila per averci condotto in loco.

Skoumbri:

Indirizzo: Drakou 14, Atene

Come raggiungerlo: fermata Syggrou-fix (metropolitana linea rossa), fermata Fix (tram linea 4,5), fermata Gargaretta (filobus 1,5,15)

Svoura:

Indirizzo: Drakou 8, Atene

Come raggiungerlo: vedere Skoumbri

L’Ambassadeur Bar:

Indirizzo: Dimitras 1, Maroussi

Come raggiungerlo: fermata Maroussi (ilektrikò)