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Pasalimani

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Pasalimani

Il Pireo o meglio i suoi dintorni…una sicurezza per i momenti importanti

Questa settimana il venerdì sera non è stato unicamente la serata che dà inizio al solito weekend lungo ma una vera e propria occasione di festa. Sì, perché questa volta toccava alla qui presente festeggiare il proprio genetliaco e per farlo abbiamo deciso univocamente di visitare uno dei locali di pesce che si affacciano sul Pasalimani. Un po’ la voglia di pesce, un po’ il desiderio di rendere eccezionale questo avvenimento ci è sembrata un’ottima pensata quella di cenare a pochi passi dal mare (in riva sarebbe stato difficile, viste le temperature che non lo consentivano più moltissimo). Lasciata l’organizzazione dell’uscita al socio- il quale si è prodigato a fornire ben tre possibili destinazioni- non rimaneva altro che decidere quale ristorante attirava di più la nostra curiosità. Non abbiamo però voluto tralasciare al momento della scelta un elemento a favore del possibile vincitore, ovvero la facilità con cui saremmo arrivati in loco. Non essendo infatti Pasalimani e Pangrati propriamente confinanti ci serviva un locale che non ci costringesse a troppi cambi con i mezzi e ad un tragitto interminabile di andata e ritorno.
Rapidamente individuato il prescelto, comodamente raggiungibile dopo un relativamente breve tragitto con metro e trolley numero 20 (sì, sempre quello ma stavolta in direzione contraria rispetto a Drapetsona) il socio mi rivela che lo stesso ristorante lo aveva particolarmente attratto per il menù proposto.
Per farvela breve, all’orario comunicato al ristorante per il nostro arrivo – per non rischiare avevamo prenotato il tavolo- eravamo già davanti all’insegna dello stesso, il cui nome, Ω3, (Omega 3) lascia chiaramente trasparire l’orientamento della cucina servita.
In un luogo come Pasalimani ci si aspetterebbe di trovare numerosi ristoranti di pesce ma purtroppo abbiamo dovuto constatare che non è così. Pochi sono i locali che propongono, se non esclusivamente, perlomeno prevalentemente specialità di mare. Il nostro era uno di quelli e, nonostante l’ora non proprio consona alle abitudini dei greci, non ci aspettavamo di essere i primi clienti.
Fatti accomodare da un solerte cameriere all’interno (non ci siamo arrischiati fuori) abbiamo subito notato l’arredamento molto moderno e informale con piatti colorati e sapienti pennellate che ricordavano le profondità oceaniche.
Servitici un cestino di pane, una salsa di pasta di olive e l’immancabile acqua abbiamo iniziato a a scorrere il menù, ricco di proposte interessanti.

Ci siamo orientati su un’originale taramosalata (crema di uova di pesce) bicolore – la parte nera era colorata con nero di seppia- cozze marinate, risotto ai gamberi e spiedini di salmone alla griglia.
Già dagli antipasti abbiamo capito che il ristorante non ci avrebbe deluso. Le nostre portate infatti erano ben preparate e presentate e ce le siamo davvero gustate.
Ma il meglio doveva arrivare con i piatti più sostanziosi. Ognuno di noi ha assaggiato il piatto dell’altro e il giudizio è stato univoco; risotto come raramente se ne vedono e mangiano da queste parti e spiedini da applauso.

Durante la cena abbiamo discusso del fatto che i prezzi erano tutt’altro che esagerati vista la cucina, la posizione e la sistemazione del locale e alla fine abbiamo concordato che le porzioni erano proprio come piacciono a noi ovvero sostanziose ma affrontabili.
L’unico particolare che ci ha lasciato sorpresi è stata la mancanza di avventori per tutta la durata della nostra permanenza nel locale. Solo verso il momento in cui eravamo pronti per accomiatarci un’altra coppia ha preso posto ad un tavolo non lontano dal nostro. Vista però la qualità del cibo servito abbiamo ipotizzato che il ristorante in questione si riempa durante il sabato e la domenica e il venerdì sicuramente ad un’ora più tarda.
Dopo aver ringraziato il socio per l’ottima proposta ci siamo incamminati verso la fermata del 20 che ci avrebbe riportato verso il capolinea dell’ilektrikos al Pireo.  Nel tragitto abbiamo avuto modo di tessere nuovamente le lodi del ristorante ma non solo. Abbiamo deciso a somme linee cosa avremmo fatto il giorno dopo, soprattutto la sera dal momento che a noi si sarebbero unite, per un’ultimo scampolo di festeggiamenti le nostre amiche Nevila e Ioanna.
Insomma, la zona del Pireo si conferma come la nostra preferita per le grandi occasioni e con il proposito di voler passare un’altrettanto piacevole serata il giorno dopo abbiamo concluso che ci saremmo addentrati alla scoperta di un ritrovo nuovo ma in zona conosciuta. Anzi, conosciutissima. E non chiedeteci dove perchè se ci seguite speriamo che abbiate qualche sospetto che comunque vi sarà confermato o smentito a breve. Vi aiutiamo…si tratta di una zona di Atene a cui siamo molto affezionati e dove vi porteremo per un sabato sera molto vivace. Per il momento.. vi lasciamo alla vostra curiosità sperando che la scelta vi piaccia.

Indirizzo:

Angelou Metaxà 7-9, Pasalimani, Pireo.

Come arrivare:

Fermata metropolitana Pireo (Ilektrikò), fermata Limni Zeas (filobus 20)

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Pasalimani

O Pireo salvaci tu dall’umidità padana di questo Ferragosto ateniese

Dopo l’interessante e sempre attuale visita ai resti archeologici del tardo pomeriggio di cui vi ha già narrato Αττική ci dirigiamo -provati dall’umidità insolitamente a livelli padani di questo Ferragosto ateniese edizione 2015 e dopo una necessaria sosta a un Ok Market (una catena di supermercati sempre aperti, 365 giorni all’anno, ovvero una rarità nella grande distribuzione organizzata greca) per dissetarci e reidratarci – verso il Pireo, che è un po’diventata la meta delle grandi occasioni dal momento che ci ha visti protagonisti sia per il mio genetliaco, sia per Ferragosto. Il piano originario avrebbe previsto che ci dirigessimo a Petralona, un quartiere semi-centrale di Atene rinomato per le sue taverne e i suoi kafeneio, ma l’umidità e il caldo ci hanno suggerito di dirottare le nostre accaldate membra alla ricerca di un misero refrigerio in riva al mare.

Preparata una lista di possibili mete da esplorare (nel caso uno o più locali fossero stati chiusi per la ben nota festività) facciamo rotta verso la zona di Pasalimani (o baia di Zea per chi non sopportasse l’idea che si chiami porto del pascià), un’incantevole baia situata a est del trafficatissimo porto del Pireo e della zona già visitata di Peiraiki. Il tragitto Atene-Pireo viene coperto in men che non si dica, grazie alle strade deserte e in poco tempo -anche a una gran dose di fortuna nel trovare parcheggio a distanza ravvicinata dal locale- raggiungiamo il locale che occupava la prima posizione nella nostra lista dei possibili luoghi dove cenare, ovvero Τα κατσαρολάκια (Ta Katsarolakia) che come potrebbe suggerire il nome in italiano significa “Le casseruole(tte)”.

Data l’ora quasi antelucana per la cena a queste latitudini troviamo un tavolo per due senza alcun problema; tavolo fornito di questo panorama.

 

 

Le t-shirt sono una simpatica iniziativa per attirare le famigliole che si trovano a passeggiare sul Pasalimani, con i nomi dei piatti in greco e in inglese (perché le famigliole forestiere sono sempre ben accette soprattutto se lasciano sul tavolo simpatiche banconote colorate di taglio alto e cospicue mance; nel caso contrario potrebbero finire accettate..).
Venendo alla proposta culinaria del mezedopoleio (forse era un mezedopoleio qualche anno fa, perché il “mood”, dalle divise dei camerieri, all’organizzazione del servizio, così come le porzioni, sono da ristorante e nemmeno da taverna) ovviamente il pesce la fa da padrone.
Ordiniamo (dopo un’attesa abbastanza fastidiosa dal momento che abbiamo ripetuto un paio di volte che eravamo pronti a ordinare;  ma si sa che in diversi ristoranti c’è l’avvenente ragazza che intorta i possibili clienti, poi il cameriere che si occupa di portare le ordinazioni ai tavoli e per finire il caposala che prende le ordinazioni e mai nessuno di loro farà mai un compito che non sia quello assegnatogli) delle bruschette con τάραμοσαλατα (una salsa a base di uova di pesce), limone, aglio, κολοκυθοκεφτέδες ovvero polpette di zucchine, salmone alla griglia con contorno di maionese, riso e patate e pesce spada alla griglia. Il servizio al tavolo per fortuna è più veloce dell’ordinazione e anche la qualità è degna di nota. Finita la nostra cena, sazi e soddisfatti, tenteremmo di pagare il conto ma veniamo ancora una volta abbandonati al nostro destino, sommersi dai piatti e ignorati dai camerieri anche una volta giunto il momento di farsi pagare. Intercettiamo prontamente il caposala e gli versiamo l’obolo; per poco più di 20 euro a testa abbiamo mangiato decisamente bene, ma il servizio è rivedibile giacché se la sera di Ferragosto con un ristorante popolato ma non strapieno ci sono queste lentezze possiamo immaginare quale sciagura sia un normale sabato sera non di agosto. A parte questo, se non avete particolare fretta e siete in zona Pasalimani questo è un locale assolutamente da consigliare per la qualità delle pietanze proposte; caldamente suggerita la prenotazione, soprattutto nei weekend. Apprezzabile il fatto che dopo la cena la ragazza “intortatrice” ci abbia chiesto se avessimo gradito la cena e che ci abbia lasciato un buono del 15% per la prossima visita al locale. Non ci è stato offerto né dolce né digestivo, ma questo viene compensato da questo atto di fidelizzazione verso il cliente.
Per concludere la serata ci lanciamo in una passeggiata sul Pasalimani, che terminerà alla vista di una gelateria “italiana” a poca distanza dal ristorante. Italiana tra virgolette perché a parte qualche nome di ingrediente scritto nella lingua di Dante non vi è nulla che lasci presagire che questo sia un locale italiano; né dal nome “Fanis” , né dai gestori greci al 100%. Scegliamo due piccole coppette e almeno la mia con mastixa e cheese-cake alla fragola era davvero degna di nota. Di fianco a questa gelateria vi è quella dell’Haagen-Dazs, la cui fama precede il nome; ma se volete spendere qualcosa di meno e vi preme provare un gelato “italiano” entrate senza indugi da Fanis. Il gelato ha chiuso in bellezza una serata all’insegna della tranquillità (come tutti i Ferragosti nelle grandi città) in un’Atene e un Pireo quasi del tutto frequentati da turisti ma sempre vivibili e pieni di luoghi da scoprire e da ri-scoprire.