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Il Pireo

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Mangiare e bere, Mikrolimano e Kastella

Mikrolimano per tutte le tasche

Dopo il genetliaco del sottoscritto in versione ristretta SRDK è giunto il momento di festeggiare in maniera più ampia con i nostri più fedeli sostenitori. La scelta della zona è stata quanto mai facile dal momento che era ben chiara per l’occasione l’intenzione di ritornare, dopo lo scorso anno, al Pireo. A differenza del 2015 però abbiamo deciso di spostarci di qualche chilometro da Piraiki verso Mikrolimano. La zona di Mikrolimano pullula di locali ma spesso e volentieri costosi (è una delle zone migliori e più chic del Pireo) e non sempre la qualità giustifica il prezzo; una domenica trascorsa al Mikrolimano ci ha fatto propendere per l’Ammos, un mezedopoleio che ci ha ispirati per i prezzi modici, per la vista sul porticciolo e per l’arredamento che richiama la classica isola ellenica.

Dopo la prenotazione – quanto mai necessaria durante il weekend – eravamo sicuri di trovare posto nonostante fossimo una tavolata di 6 persone e infatti veniamo subito fatti accomodare nel centro della sala; come si può dedurre dal nome del locale (sabbia in italiano) il menu è fortemente orientato sul pesce. Del resto era proprio quello che il festeggiato richiedeva per il suo compleanno! Tra cozze, risotto ai frutti di mare, sgombro alla piastra, calamari fritti e spaghettata di mare ai gamberi – per citare solo alcuni tra i piatti ordinati – l’offerta culinaria dell’Ammos rientra tra quelle del mezedopoleio di mare a prezzi modici.

Per quanto riguarda il servizio come in altri locali di Atene soffre della sindrome del “tutto contemporaneamente”, ovvero i piatti arrivano quasi tutti nello stesso istante azzerando il già poco spazio disponibile nel tavolo e anche il pagare è stata impresa abbastanza ardua dal momento che abbiamo dovuto attendere e non poco di essere considerati e di poter versare quanto dovuto nelle mani dei solerti ma disorganizzati camerieri. A parte questo possiamo tranquillamente affermare che il servizio è stato nella media, niente di eccezionale ma nemmeno niente di tremendamente negativo da segnalare. Il costo, come già anticipavamo, è stato decisamente contenuto trattandosi di Mikrolimano. Non lesinando sulle ordinazioni abbiamo sborsato una media di circa 15 euro a testa.

In conclusione non possiamo che confermarvi che se siete alla ricerca di un locale economico, ma dove si mangia bene, in quel di Mikrolimano l’Ammos è ciò che fa per voi; abbiate solo l’accortezza di prenotare se avete in programma di visitarlo durante il weekend perché è molto gettonato da greci soprattutto.

Indirizzo:

Akti Koumoundourou 44, Pireo telefono: 210 4221868

Come arrivare:

Fermata Skalakia (filobus 20)

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Mangiare e bere, Peiraiki

Un sabato sera al Pireo tra pesce e panorama impagabile

Lo ammettiamo, una delle zone preferite di Atene e del suo circondario è quella di Πειραïκι, la prima delle baie del Pireo partendo dal porto passeggeri. Sarà perché la strada (il lungomare è dedicato a Temistocle, ovvero colui che fortificò il Pireo) corre veramente a poca distanza dal mare, sarà per i tramonti mozzafiato, per la vista sull’intera costa fino quasi a Capo Sounio, sarà per l’ampia scelta di locali di vario tipo presenti in questa zona, sta di fatto che SRDK viene spesso a Piraiki per rilassarsi e per avere l’impressione di essere in vacanza in una località balneare ellenica a circa 25 minuti dal centro di Atene.

Questa volta accompagnati dal fido amico Christian decidiamo di provare uno dei bar con la vista migliore sulla baia, l’Aqua Blue. Prezzi decisamente contenuti vista la zona (che comunque non si discosta molto da Atene come prezzi) dal momento che un bicchiere di ouzo e un bicchiere di vino costano solo 4 euro. Il bar è disposto su diversi spazi contigui tra di loro e non comunicanti per cui dovrete magari attendere qualche istante (soprattutto se il locale non è molto frequentato) che uno dei camerieri si accorga della vostra presenza, ma una volta fatto il servizio è veloce e attento (vengono anche portate delle mezedes insieme all’ouzo).

Per la cena eravamo desiderosi di provare -fin dal giorno di Kathara Deftera– una taverna di pesce a poca distanza dall’Aqua Blue, la Ψαρόσκαλα (Psaroscala) attirati dalle recensioni molto positive su di essa. Con una vista impagabile sul mare questa taverna è tra le prime scelte dei pireoti e degli ateniesi per trascorrere un sabato sera cenando a base di pesce e bevendo ouzo; la prenotazione è caldamente consigliata soprattutto nei weekend, se volete accaparrarvi i tavoli più vicini al mare. Il menu è a base quasi esclusivamente di pesce con alcuni antipasti a base di verdure. Decidiamo di provare un risotto al nero di seppia, una taramosalata, polpette di zucchine e una tartare di salmone; il responso è davvero positivo soprattutto per la tartare di salmone decisamente accattivante, con un’aggiunta di pepe che dona carattere al piatto. Le porzioni sono abbastanza generose, quindi se avete un appetito normale potreste benissimo dividere un piatto principale tra due persone. Alla fine viene dopo aver chiesto il conto vi verrà offerto un dolce, in questo caso della chalvas. Avendo speso 45 euro in 3 persone possiamo affermare che la Psaroscala sia una delle migliori taverne di pesce di Peiraiki con un rapporto qualità-prezzo davvero intrigante.

Per il dopocena potreste proseguire in direzione Pasalimani e fermarvi a bere qualcosa in uno dei numerosi bar: ve ne consigliamo uno in particolare, l’Entexnon, dall’atmosfera (e musica) rock-metal che ci ha visti ospiti. Vi raccomandiamo, se non siete automuniti, di prestare particolare attenzione alle ultime corse dei mezzi (autobus 904 dalla stazione del Pireo e ilektrikos per la tratta Pireo-Atene); l’autobus termina il servizio intorno alle 23.30 mentre l’ilektrikos ha la sua ultima corsa verso piazza Omonia alle 00.30 (00.15 se proseguite oltre Omonia). Dopo queste possibilità dovrete ricorrere a un taxi oppure cercare la più vicina fermata dell’autobus 040 (che viaggia tutta la notte) per raggiungere piazza Syntagma.

In conclusione non possiamo che consigliarvi di venire a trascorrere almeno una serata a Piraiki, che mantiene ancora un carattere poco turistico e dove potrete godere di una vista senza uguali sul Golfo Saronico a poca distanza dal centro di Atene. Un bicchiere di ouzo e un buon piatto di pesce davanti al tramonto qui vi faranno sembrare di essere su un’isola senza esservi mossi dall’Attica.

NdA: le foto del lungomare di Peiraiki risalgono a marzo 2016

Indirizzi:

Aqua Blue: Akti Themistokleous 146-48, tel. 210 45 81 333

Psaroskala: Akti Themistokleous 214, tel. 210 45 38 227

Entexnon: Akti Themistokleous 154, tel. 210 45 26 683

Come arrivare:

Aqua Blue ed Entexnon: fermata Skafaki (autobus 904)

Psaroskala: fermata Argyri (autobus 904)

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Mikrolimano e Kastella

Natale alla Mecca? No, al Mecca di Mikrolimano!

Natale 2015 ad Atene. Come trascorrere lontano dalle famiglie questo giorno che la tradizione ci vorrebbe festeggiare riuniti con i propri cari? Le alternative in una città come la capitale ellenica non mancano. Partiamo dal presupposto che la stragrande maggioranza dei greci festeggia il Natale la sera della vigilia, con il classico veglione caratterizzato da un numero imprecisato di portate che fa seguito alla Messa di mezzanotte. Questo modo di festeggiare è abbastanza distante dalla nostra tradizione (da buoni italiani settentrionali) di festeggiare principalmente il giorno di Natale con il pranzo a ricoprire il ruolo di pasto più importante. Ovviamente le nostre abitudini hanno avuto molto peso nello stilare i programmi per la nostra giornata natalizia; scartati i vari veglioni natalizi nelle taverne e nei ristoranti, con menù fissi e prezzi fuori dalla norma ateniese, abbiamo deciso di restringere la nostra ricerca a quei (pochi) ristoranti che fossero aperti il giorno di Natale per un tradizionale pranzo.

La scelta è ricaduta sul Mecca un ristorante situato a Mikrolimano, uno dei quartieri a noi più cari del Pireo e che vorremmo visitare più spesso ma che la moltitudine di locali e di zone da esplorare nella metropoli ateniesi ci impedisce spesso di fare. La giornata è quanto meno primaverile con una temperatura di quasi 20 gradi, poco consona al periodo e che non aiuta decisamente l’atmosfera natalizia. Ce ne faremo una ragione e apprezziamo comunque la calura fuori stagione che rimpiangeremo una settimana dopo (ma questa è un’altra storia..).

Il caldo non si fa sentire solo per noi umani, ma anche i nostri amici quadrupedi sembrano stupiti da tanto caldo fuori stagione.

Arrivati in poco tempo dalla fermata del filobus al Mecca veniamo accolti da un solerte cameriere, che dopo aver verificato la nostra prenotazione, ci fa accomodare al nostro tavolo al piano superiore da cui si ha una visuale decisamente piacevole sul Mikrolimano e su Atene.

Il Mecca non ha menù speciale a prezzo fisso per il pranzo di Natale, ma ha il proprio menu standard da cui scegliamo senza indugi un’insalata al salmone e un pollo in crosta di parmigiano con una salsa al basilico che riscontrerà i nostri favori.

Siamo gli unici avventori del locale, vuoi per l’ora antelucana (le 13…) vuoi perché la maggior parte dei greci sono ancora intenti a digerire la cena della vigilia; grazie a questo il servizio è abbastanza veloce, anche se un po’ assente. Ordiniamo come dolce una cheesecake alla ciliegia che chiuderà in bellezza il nostro pranzo natalizio e paghiamo un conto davvero irrisorio (31 euro) per quanto mangiato e bevuto. In definitiva siamo rimasti decisamente soddisfatti della location; il Mecca è un bar-ristorante elegante ma non stucchevole, dove poter venire semplicemente a bere qualcosa (lo spazio destinato al bar è in riva al mare, mentre il locale ristorante è sulla strada) o dove mangiare piatti gustosi e non banali a un prezzo ragionevole. Nel fine settimana o comunque per cenare è indispensabile la prenotazione, dal momento che vi è spesso musica dal vivo.

Ce ne ritorniamo ad Atene felici del Natale trascorso in terra ellenica; non sarà la Pasqua ortodossa per cui tutti i greci impazziscono, ma è sempre una ricorrenza e festività molto importante e sentita e trascorrerla con queste temperature ha reso la giornata ancora più piacevole.

Indirizzo:

Akti Koumoundourou 62, Pireo.

Come arrivare:
Stazione Neo Faliro (ilektrikos), fermata Nautilos Omilos (filobus linea 20)

 

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Pasalimani

Il Pireo o meglio i suoi dintorni…una sicurezza per i momenti importanti

Questa settimana il venerdì sera non è stato unicamente la serata che dà inizio al solito weekend lungo ma una vera e propria occasione di festa. Sì, perché questa volta toccava alla qui presente festeggiare il proprio genetliaco e per farlo abbiamo deciso univocamente di visitare uno dei locali di pesce che si affacciano sul Pasalimani. Un po’ la voglia di pesce, un po’ il desiderio di rendere eccezionale questo avvenimento ci è sembrata un’ottima pensata quella di cenare a pochi passi dal mare (in riva sarebbe stato difficile, viste le temperature che non lo consentivano più moltissimo). Lasciata l’organizzazione dell’uscita al socio- il quale si è prodigato a fornire ben tre possibili destinazioni- non rimaneva altro che decidere quale ristorante attirava di più la nostra curiosità. Non abbiamo però voluto tralasciare al momento della scelta un elemento a favore del possibile vincitore, ovvero la facilità con cui saremmo arrivati in loco. Non essendo infatti Pasalimani e Pangrati propriamente confinanti ci serviva un locale che non ci costringesse a troppi cambi con i mezzi e ad un tragitto interminabile di andata e ritorno.
Rapidamente individuato il prescelto, comodamente raggiungibile dopo un relativamente breve tragitto con metro e trolley numero 20 (sì, sempre quello ma stavolta in direzione contraria rispetto a Drapetsona) il socio mi rivela che lo stesso ristorante lo aveva particolarmente attratto per il menù proposto.
Per farvela breve, all’orario comunicato al ristorante per il nostro arrivo – per non rischiare avevamo prenotato il tavolo- eravamo già davanti all’insegna dello stesso, il cui nome, Ω3, (Omega 3) lascia chiaramente trasparire l’orientamento della cucina servita.
In un luogo come Pasalimani ci si aspetterebbe di trovare numerosi ristoranti di pesce ma purtroppo abbiamo dovuto constatare che non è così. Pochi sono i locali che propongono, se non esclusivamente, perlomeno prevalentemente specialità di mare. Il nostro era uno di quelli e, nonostante l’ora non proprio consona alle abitudini dei greci, non ci aspettavamo di essere i primi clienti.
Fatti accomodare da un solerte cameriere all’interno (non ci siamo arrischiati fuori) abbiamo subito notato l’arredamento molto moderno e informale con piatti colorati e sapienti pennellate che ricordavano le profondità oceaniche.
Servitici un cestino di pane, una salsa di pasta di olive e l’immancabile acqua abbiamo iniziato a a scorrere il menù, ricco di proposte interessanti.

Ci siamo orientati su un’originale taramosalata (crema di uova di pesce) bicolore – la parte nera era colorata con nero di seppia- cozze marinate, risotto ai gamberi e spiedini di salmone alla griglia.
Già dagli antipasti abbiamo capito che il ristorante non ci avrebbe deluso. Le nostre portate infatti erano ben preparate e presentate e ce le siamo davvero gustate.
Ma il meglio doveva arrivare con i piatti più sostanziosi. Ognuno di noi ha assaggiato il piatto dell’altro e il giudizio è stato univoco; risotto come raramente se ne vedono e mangiano da queste parti e spiedini da applauso.

Durante la cena abbiamo discusso del fatto che i prezzi erano tutt’altro che esagerati vista la cucina, la posizione e la sistemazione del locale e alla fine abbiamo concordato che le porzioni erano proprio come piacciono a noi ovvero sostanziose ma affrontabili.
L’unico particolare che ci ha lasciato sorpresi è stata la mancanza di avventori per tutta la durata della nostra permanenza nel locale. Solo verso il momento in cui eravamo pronti per accomiatarci un’altra coppia ha preso posto ad un tavolo non lontano dal nostro. Vista però la qualità del cibo servito abbiamo ipotizzato che il ristorante in questione si riempa durante il sabato e la domenica e il venerdì sicuramente ad un’ora più tarda.
Dopo aver ringraziato il socio per l’ottima proposta ci siamo incamminati verso la fermata del 20 che ci avrebbe riportato verso il capolinea dell’ilektrikos al Pireo.  Nel tragitto abbiamo avuto modo di tessere nuovamente le lodi del ristorante ma non solo. Abbiamo deciso a somme linee cosa avremmo fatto il giorno dopo, soprattutto la sera dal momento che a noi si sarebbero unite, per un’ultimo scampolo di festeggiamenti le nostre amiche Nevila e Ioanna.
Insomma, la zona del Pireo si conferma come la nostra preferita per le grandi occasioni e con il proposito di voler passare un’altrettanto piacevole serata il giorno dopo abbiamo concluso che ci saremmo addentrati alla scoperta di un ritrovo nuovo ma in zona conosciuta. Anzi, conosciutissima. E non chiedeteci dove perchè se ci seguite speriamo che abbiate qualche sospetto che comunque vi sarà confermato o smentito a breve. Vi aiutiamo…si tratta di una zona di Atene a cui siamo molto affezionati e dove vi porteremo per un sabato sera molto vivace. Per il momento.. vi lasciamo alla vostra curiosità sperando che la scelta vi piaccia.

Indirizzo:

Angelou Metaxà 7-9, Pasalimani, Pireo.

Come arrivare:

Fermata metropolitana Pireo (Ilektrikò), fermata Limni Zeas (filobus 20)

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Sobborghi del Pireo

Drapetsona, desueta quanto basta per un salto negli anni splendenti del secolo passato

Il motivo che ci ha spinto a visitare Drapetsona ce lo siamo domandati noi per primi. Voglia di vedere se rimane traccia del sobborgo popolare cantato nella canzone interpretata, tra gli altri, da Mitropanos? Esigenza di sconfinare nella provincia del Pireo (noi che siamo ateniesi convinti e molto attaccati alla nostra città adottiva)? Interesse per qualcosa di veramente al di fuori delle rotte turistiche e delle zone conosciute dall’ateniese medio?
Quale che possa essere comunque la ragione che ci ha spinto a varcare i confini della municipalità di Atene, di sbarcare (visto il porto) al Pireo e di addentatarci -per quanto i mezzi di pubblico servizio ce lo permettessero- nel dimos Drapetsona Keratsini, ci viene da affermare che la nostra esperienza se non propriamente esaltante è stata sicuramente particolare.
Saliti dopo pochi minuti di attesa sull’ilektrikos (la metropolitana verde) ad una gremita fermata di Monastiraki siamo giunti, dopo una decina di minuti, su un vagone decisamente più vuoto all’arrivo che non alla partenza, al capolinea della linea ovvero alla stazione del Pireo.
Usciti dalla magnificente struttura- il porto davanti a noi- dopo alcuni minuti siamo saliti su una nostra vecchia conoscenza, il famigerato trolley 20 (ricorderete la difficoltà di reperirne a neo Faliro il punto di partenza), in direzione appunto Drapetsona ed affini. Il mezzo in questione, è bene saperlo, corre lungo l’entrata principale del porto e poi si insinua nel dimos sopraccitato lasciando trapelare, nel suo percorso, le prime abitazioni scalcinate e l’urbanistica poco spiegabile del quartiere.
Scesi dopo poco (il tragitto era breve ma inaffrontabile a piedi) e fattasi ora conveniente per il pranzo- avevamo infatti studiato nei minimi dettagli il nostro arrivo a Drapetsona in modo da non dovere aspettare troppo per sederci e goderci le prelibatezze di qualche taverna- il socio, come al solito, ha snocciolato la lista delle possibili destinazioni tra cui decidere.
Incamminatici su quella che viene presto denominata dal compare “una delle strade principale della zona” non possiamo non notare come la crisi abbia colpito duramente i vari esercizi commerciali presenti nei dintorni. Molte sono le serrande abbassate e parecchi i negozi chiusi e il clima generale che ci circonda è quello di una periferia che fa fatica a tirare avanti. Sapevamo che Drapetsona fosse un sobborgo non dei più ricchi ma non ci aspettavamo certo una desolazione tanto diffusa. Questo ci ha fatto sospirare amaramente sui effetti della recessione che da anni attanaglia soprattutto le fasce più esposte della popolazione.
Prova di questa difficoltà attraversata dal luogo il fatto che la prima destinazione possibile per il pranzo fosse implacabilmente chiusa di una chiusura certo non temporanea.
Passando sulla via principale la nostra attenzione ci è caduta però su un locale molto promettente e curato, in netta antitesi con il paesaggio circostante. Vinte le nostre esitazioni- il ristorante era quasi vuoto- entriamo e veniamo serviti subito da un cameriere celere e competente. Il giovane, forse per adattarsi allo stile del locale, che ricorda i fasti dell’Atene anni ’50, sfoggia dei baffi inconsueti assolutamente particolari ma decisamente più adatti ad un’epoca passata.
I tavolini sono adornati ciascuno con una bottiglia di ouzo e di vino, che danno un tono molto caldo al tutto ma che però vengono immediatamente portati via dal cameriere all’accomodarsi dei commensali.

Dal menù che ci viene consegnato apprendiamo che il posto che abbiamo scelto per ristorarci- che si chiama Barbadimos– fa parte di una catena diffusa un po’ in tutta Atene e questo spiega il perché della diversità del locale rispetto a quelli più tradizionali della zona. Particolari molto curati nell’arredamento danno l’impressione di trovarsi in un luogo a metà strada tra una vecchia drogheria e la tipica taverna in voga alla metà del secolo scorso.

Pubblicità ai muri di spettacoli dell’età d’oro, quando il teatro e il cinema greco erano all’apice, e di prodotti famosi anni addietro ma ormai sorpassati completano l’immagine di questo ristorante in fondo abbastanza ricercato.

Scegliamo hummus, taboulè olè-olè (così lo riporta il menù!!!), spiedini di pollo e soutsoukakia smirnaika. Ci viene offerto un piattino con delle verdure sott’olio molto promettenti che gustiamo con del pane.

Le portate arrivano abbastanza in fretta (ad eccezione del taboulè che dobbiamo cortesemente richiedere), sono tutto sommato ben cucinate ma la carne nei piatti è poca e il prezzo pagato non è sostanzialmente giustificato. Le porzioni sono più che altro ricche di pane sotto forma di pita, presentano delle verdure di contorno che dovrebbero essere alla griglia ma che sono decisamente troppo bruciate e non si distinguono per la qualità dell’ingrediente principale. Il locale si riempe velocemente pensiamo più per l’ambiente gradevole e per la mancanza di altri ritrovi affidabili in zona che per il valore della cucina. Il vino è sicuramente molto buono ma per la stessa cifra abbiamo mangiato meglio.
Ritorniamo al porto del Pireo con lo stesso mezzo; nel frattempo dal cielo nuvoloso che ci ha accompagnato tutta la mattina fino ad ora inizia a scendere una pioggia sferzante. Decidiamo di goderci la vista dell’attracco portuale dall’alto di una kafetèria in cui ci siamo infilati aspettando che il peggio passi. Il clima sembra essere virato improvvisamente verso l’autunno e il rovescio temporalesco sembra da un lato contribuire al senso di decadenza che pervade questo luogo ma dall’altro pare regalargli un’aria assolutamente affascinante. A noi ricorda l’atmosfera di una città italiana che adoriamo seppur nella sua particolarità, Genova. Ce ne torniamo a Monastiraki mentre la pioggia non smette e si adagia sui vetri del finestrino della metro. Ai lati del vagone scorrono prima il Pireo, poi i primi sobborghi di Atene e infine arriviamo in centro. Il convoglio si svuota alla nostra fermata, Drapetsona, un po’ l’emblema della crisi, sembra lontana ma è solo a qualche kilometro dal centro vivace e spensierato di Atene. Per la serata, vogliamo muoverci sullo stesso stile; niente luci della ribalta, altra zona periferica semi sconosciuta ma sempre la stessa voglia di scoprire qualcosa di particolare. Ci riusciremo?

Indirizzo:

Ethnikis Antistaseos 29, Drapetsona

Come arrivare:

Fermata metropolitana Pireo (ilektrikò), fermata Sokratous (filobus 20, autobus 843)

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Peiraiki

Serata di fine estate a Peiraiki

Dopo l’esauriente – e avvincente – racconto delle nostre peripezie mattutine da parte di Αττική tocca al sottoscritto narrarvi come abbiamo trascorso questo sabato sera ateniese. Di una cosa eravamo certi; finché il clima estivo ce lo avesse permesso, volevamo trascorrerlo in riva al mare e nello specifico al Pireo, che negli ultimi mesi ci ha regalato molte fonti di ispirazione e sorprese per quanto riguarda locali e scorci paesaggistici. Questa volta la scelta della taverna o del ristorante non sarebbe stata così importante come magari altre volte era capitato, ma volevamo lasciarci incuriosire e decidere sul momento il luogo che ci avrebbe visto come commensali.

Dopo un pomeriggio ricco di nuvole, ma comunque tremendamente afoso, qualche goccia di pioggia ci ricorda che, sebbene ci troviamo a latitudini non proprio scandinave, siamo comunque nell’ultima decade di Agosto e che il clou dell’estate ormai è dietro a noi; questo non vuol dire che non potrebbero tornare temperature sahariane anche a Settembre, ma qualche acquazzone o temporale potrebbe benissimo fare capolino ormai. Ovviamente ci vorrebbe ben altro per farci cambiare idea e piani sulla serata, ragion per cui ci dirigiamo senza indugi verso il quartiere di Peiraiki, ovvero dove abbiamo trascorso la serata del mio genetliaco.

Il traffico è ancora ben lontano dall’essere quello canonico ateniese del sabato sera; molti sono ancora in villeggiatura e si tornerà gradualmente alla normalità forse a partire dalla prossima settimana e durante la prima settimana di Settembre. In poco tempo raggiungiamo quindi il sempre accogliente Pireo (evitando di guardare scritte rosse sui muri che ci ricordano che siamo a casa dei nostri acerrimi nemici -sportivamente parlando- dell’Olympiacos) e tra sensi unici, lavori in corso per il prolungamento della linea tranviaria, corsie riservate ai mezzi pubblici pericolosamente contromano rispetto allo scorrimento del traffico e ciclomotori datati e sovraccarichi che coraggiosamente e fastidiosamente si pongono al centro della carreggiata arriviamo in Akti Themistokleous, ovvero il lungomare di Peiraiki.

All’angolo tra Akti Themistokleous e la via dove troviamo fortunosamente parcheggio si trova un ristorante di mare di cui avevamo letto ottime recensioni, ovvero la ΑγκυροΒολι του Σωτηρη (L’ancoretta di Sotiri, nome greco). Come detto le poche gocce cadute e il vento che soffia con discreta forza non permettono di sederci all’esterno, ma troviamo comunque un tavolo con vista mare. Si capisce subito che si tratta di una taverna a conduzione familiare, con il padre (supponiamo il signor Sotiris) che ci fa accomodare, il figlio a fare da cameriere e a prendere le ordinazioni e la moglie alla cassa e a occuparsi dei conti.

Non in tutti i menu vi è il prezzo, ma non preoccupatevi dal momento che i prezzi sono non da taverna dello zozzone ma nemmeno da ristorante stellato. Optiamo per crocchette di formaggio (che si riveleranno stranamente piccanti grazie a un peperone verde locale, il cui gusto assomiglia a quello del pepe), saganaki di gamberi e la nostra solita pasta ai gamberi (piatto su cui ci piace giudicare le varie taverne di pesce che visitiamo; in realtà avremmo voluto pasta agli scampi, ma era purtroppo indisponibile). Aspettiamo i nostri piatti sorseggiando un discreto rosè e ammirando i traghetti che partono dal vicino porto (i due verso Creta che partono a poca distanza temporale per poter compiere la “traversata” in compagnia, nel caso succedesse qualche inconveniente a una delle due imbarcazioni ) e che vi giungono, senza tralasciare una nave da crociera che lascia il Pireo per dirigersi forse verso una delle isole delle Cicladi (?)

Come già detto le crocchette di formaggio si rivelano estremamente piccanti ma gradite (l’acqua offerta come consuetudine ci è durata ben poco grazie a loro), il saganaki di gamberi altrettanto cucinato bene ma la vera “bomba” della serata è la pasta (fortunatamente linguine) ai gamberi; abbiamo ordinato UNA PORZIONE di essa, ben sapendo come sono le porzioni greche e anche giudicandola dal prezzo (doppio rispetto a una normale, o meglio dire umana, porzione). Ci è stato portato un piatto ripieno di gamberi e di linguine che anche tre persone avrebbero fatto fatica a finire. Sia Αττική che io ci chiediamo come faccia una persona sola a poter mangiare un tale piatto senza finire al più vicino nosocomio in preda a indigestione, ma vogliamo sperare che il signor Sotiris abbia riferito al cuoco di mettere insieme due porzioni in una, poiché era chiaro il nostro intento di dividere il piatto. In ogni caso anche in due ci è stato letteralmente impossibile di finire il piatto, nonostante l’ottima qualità sia dei gamberi (freschissimi) sia della pasta (assolutamente non scotta e non è così scontato qui in Grecia).

L’efficiente figlio del signor Sotiris ci offre una succosa fetta di anguria al momento di estinguere il nostro debito verso questa simpatica impresa di ristorazione a conduzione familiare. 40 euro ci sembra un prezzo equo per servizio, porzioni e qualità di quanto mangiato considerato che siamo in riva al mare in una location turistica (magari più locale e non famosa quanto Pasalimani e Mikrolimano, ma molto più tranquilla). Provati dall’enorme porzione di pasta ci sembra il caso di fare due passi sul lungomare, chiedendoci a quale città appartengano le luci che vediamo in lontananza.

 

Ovviamente la prima foto riprende il porto del Pireo, nella seconda crediamo si trovi l’isola di Salamina mentre tentiamo di capire quali altre città si vedono (non immortalate in queste due foto).  Giungiamo alla conclusione che si tratti dei paesi situati sull’autostrada che porta a Corinto (che in giornate limpide si può benissimo intravedere dal Pireo) e le poche luci che svettano nel buio siano quelle delle raffinerie ubicate a ovest del Pireo.

In conclusione, serata dal clima tardo estivo ma molto più gradevole rispetto a una settimana fa quando si poteva nuotare dall’umidità presente nell’aria; L’ancoretta di Sotiri è un’altra taverna di mare decisamente consigliata (insieme a O Diasimos, a poche decine di metri di distanza, che abbiamo recensito poche settimane fa) ma pensate a prenotare se volete recarvici nel weekend, poiché anche in un sabato sera dal sapore ancora vacanziero era discretamente piena. Il Pireo rimane un luogo magari poco considerato dal punto di vista turistico a parte le zone citate qualche riga sopra, ma offre sempre spunti interessanti a poca distanza dal centro di Atene. Non è certo il luogo dove fare il bagno o dove andare in spiaggia (chi a Genova farebbe il bagno a poca distanza dal porto?) ma per trascorrere una serata tranquilla con una vista gradevole sul mare è una meta da tenere in considerazione. Prossimamente ci impegneremo a recarci anche a Kastella; una collina sovrastante il Mikrolimano, per godere del panorama anche dall’alto. Restate sintonizzati…

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Pasalimani

O Pireo salvaci tu dall’umidità padana di questo Ferragosto ateniese

Dopo l’interessante e sempre attuale visita ai resti archeologici del tardo pomeriggio di cui vi ha già narrato Αττική ci dirigiamo -provati dall’umidità insolitamente a livelli padani di questo Ferragosto ateniese edizione 2015 e dopo una necessaria sosta a un Ok Market (una catena di supermercati sempre aperti, 365 giorni all’anno, ovvero una rarità nella grande distribuzione organizzata greca) per dissetarci e reidratarci – verso il Pireo, che è un po’diventata la meta delle grandi occasioni dal momento che ci ha visti protagonisti sia per il mio genetliaco, sia per Ferragosto. Il piano originario avrebbe previsto che ci dirigessimo a Petralona, un quartiere semi-centrale di Atene rinomato per le sue taverne e i suoi kafeneio, ma l’umidità e il caldo ci hanno suggerito di dirottare le nostre accaldate membra alla ricerca di un misero refrigerio in riva al mare.

Preparata una lista di possibili mete da esplorare (nel caso uno o più locali fossero stati chiusi per la ben nota festività) facciamo rotta verso la zona di Pasalimani (o baia di Zea per chi non sopportasse l’idea che si chiami porto del pascià), un’incantevole baia situata a est del trafficatissimo porto del Pireo e della zona già visitata di Peiraiki. Il tragitto Atene-Pireo viene coperto in men che non si dica, grazie alle strade deserte e in poco tempo -anche a una gran dose di fortuna nel trovare parcheggio a distanza ravvicinata dal locale- raggiungiamo il locale che occupava la prima posizione nella nostra lista dei possibili luoghi dove cenare, ovvero Τα κατσαρολάκια (Ta Katsarolakia) che come potrebbe suggerire il nome in italiano significa “Le casseruole(tte)”.

Data l’ora quasi antelucana per la cena a queste latitudini troviamo un tavolo per due senza alcun problema; tavolo fornito di questo panorama.

 

 

Le t-shirt sono una simpatica iniziativa per attirare le famigliole che si trovano a passeggiare sul Pasalimani, con i nomi dei piatti in greco e in inglese (perché le famigliole forestiere sono sempre ben accette soprattutto se lasciano sul tavolo simpatiche banconote colorate di taglio alto e cospicue mance; nel caso contrario potrebbero finire accettate..).
Venendo alla proposta culinaria del mezedopoleio (forse era un mezedopoleio qualche anno fa, perché il “mood”, dalle divise dei camerieri, all’organizzazione del servizio, così come le porzioni, sono da ristorante e nemmeno da taverna) ovviamente il pesce la fa da padrone.
Ordiniamo (dopo un’attesa abbastanza fastidiosa dal momento che abbiamo ripetuto un paio di volte che eravamo pronti a ordinare;  ma si sa che in diversi ristoranti c’è l’avvenente ragazza che intorta i possibili clienti, poi il cameriere che si occupa di portare le ordinazioni ai tavoli e per finire il caposala che prende le ordinazioni e mai nessuno di loro farà mai un compito che non sia quello assegnatogli) delle bruschette con τάραμοσαλατα (una salsa a base di uova di pesce), limone, aglio, κολοκυθοκεφτέδες ovvero polpette di zucchine, salmone alla griglia con contorno di maionese, riso e patate e pesce spada alla griglia. Il servizio al tavolo per fortuna è più veloce dell’ordinazione e anche la qualità è degna di nota. Finita la nostra cena, sazi e soddisfatti, tenteremmo di pagare il conto ma veniamo ancora una volta abbandonati al nostro destino, sommersi dai piatti e ignorati dai camerieri anche una volta giunto il momento di farsi pagare. Intercettiamo prontamente il caposala e gli versiamo l’obolo; per poco più di 20 euro a testa abbiamo mangiato decisamente bene, ma il servizio è rivedibile giacché se la sera di Ferragosto con un ristorante popolato ma non strapieno ci sono queste lentezze possiamo immaginare quale sciagura sia un normale sabato sera non di agosto. A parte questo, se non avete particolare fretta e siete in zona Pasalimani questo è un locale assolutamente da consigliare per la qualità delle pietanze proposte; caldamente suggerita la prenotazione, soprattutto nei weekend. Apprezzabile il fatto che dopo la cena la ragazza “intortatrice” ci abbia chiesto se avessimo gradito la cena e che ci abbia lasciato un buono del 15% per la prossima visita al locale. Non ci è stato offerto né dolce né digestivo, ma questo viene compensato da questo atto di fidelizzazione verso il cliente.
Per concludere la serata ci lanciamo in una passeggiata sul Pasalimani, che terminerà alla vista di una gelateria “italiana” a poca distanza dal ristorante. Italiana tra virgolette perché a parte qualche nome di ingrediente scritto nella lingua di Dante non vi è nulla che lasci presagire che questo sia un locale italiano; né dal nome “Fanis” , né dai gestori greci al 100%. Scegliamo due piccole coppette e almeno la mia con mastixa e cheese-cake alla fragola era davvero degna di nota. Di fianco a questa gelateria vi è quella dell’Haagen-Dazs, la cui fama precede il nome; ma se volete spendere qualcosa di meno e vi preme provare un gelato “italiano” entrate senza indugi da Fanis. Il gelato ha chiuso in bellezza una serata all’insegna della tranquillità (come tutti i Ferragosti nelle grandi città) in un’Atene e un Pireo quasi del tutto frequentati da turisti ma sempre vivibili e pieni di luoghi da scoprire e da ri-scoprire.
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Peiraiki

Un genetliaco al Pireo..è per sempre

Come preannunciato la settimana scorsa ieri cadeva il genetliaco di uno di noi due, precisamente del sottoscritto. Ben 32 anni or sono infatti in una (poco) ridente cittadina del Piemonte, ma al confine con la Liguria, veniva alla luce questa mente eccelsa da cui forse per prima è scaturita l’idea di creare questo blog; ma quest’ultimo senza il prezioso contributo di Αττική sarebbe ben poca cosa, così come la vita del suo collega di blog.

Ce ne saremmo potuti stare a casa in un’occasione tanto importante? Ma anche no, ragion per cui una volta recuperata Αττική dal duro lavoro quotidiano ci siamo diretti verso Il Pireo per una cenetta in riva al mare. Sarebbe più corretto dire che abbiamo sconfinato verso Il Pireo, dal momento che quest’ultimo è comune a sé stante e non solo; sarebbe infatti paragonabile alle nostre province poiché costituisce unità periferica ben distinta da Atene e dalle altre dell’Attica. Ciononostante molti continuano a ignorare questo fatto e a considerarlo parte di Atene e suo prolungamento marittimo. Niente di più errato; provate a dire a un abitante del Pireo che è un ateniese (soprattutto se tifoso dell’Olympiacos) e probabilmente vi farà cambiare idea a suon di sberle. Atene ha molti pregi, ma non quello di essere affacciata sul mare; a meno che vogliamo bellamente fregarcene delle divisioni amministrative e considerare un po’quello che piace a noi.

Terminata la puntualizzazione geografica torniamo al racconto della serata; la zona da noi prescelta era quella di Πειραϊκή (Peiraiki) ovvero un quartiere del Pireo a est del porto caratterizzato dalla presenza di numerose taverne di pesce e locali notturni, nonché dall’estrema vicinanza al mare (la via principale è Akti Themistokleous, ovvero Riva Temistocle, il ché vi fa capire che siamo praticamente a strapiombo sul mare). Destreggiatici tra divieti di sosta non scritti davanti alle taverne, sensi unici da rompicampo e turisti che pensano di poter parcheggiare un SUV in una stradina larga qualche metro e di non chiudere nemmeno gli specchietti esterni, abbiamo raggiunto il ristorante da noi desiderato ma lo abbiamo trovato desolatamente chiuso per..ferie. Fatte le nostre considerazioni sull’opportunità di chiudere nel momento più importante della stagione turistica, non ci siamo persi d’animo e abbiamo trovato ampia disponibilità alla taverna Ο Διασημος (Diasimos); l’ultima parola doveva spettare ad Αττική e a posteriori la scelta è stata ottima. Ma andiamo per ordine.

Questo è il panorama dal nostro tavolo:

 

E questo il menù, nostro cavallo di battaglia e segno di riconoscimento.

La taverna deve riscuotere particolare successo, perché dispone di molti coperti sia all’esterno che all’interno; il week-end è decisamente consigliato prenotare, anche durante la stagione estiva. Ci siamo decisi abbastanza rapidamente per un’insalata di gamberi e di granchio (o meglio, due cocktail visto che ci sono stati serviti in due bicchieri) dove la salsa meritava una menzione particolare per la sua bontà. Proseguiamo nell’ordinazione con una spaghettata con gamberi da dividere in due. E qui vengono le note dolenti perché la pasta (seppur buona in sé, così come i gamberi assolutamente freschissimi) conteneva anche pezzettini di un qualche tipo di formaggio salato; entrambi siamo rimasti sorpresi perché non capiamo chi possa avere insegnato allo chef che in una pasta con del pesce ci voglia del formaggio. Saremo tradizionalisti, ma per noi la pasta al pesce non necessita di alcun tipo di formaggio. In ogni caso, il salato del formaggio non ha rovinato il gusto del piatto e alla fine possiamo dire di essere rimasti soddisfatti però dobbiamo ammettere (o forse parlo solo per me) che le spaghettate ai gamberi dello Skoumbri e dell’Atlantikos erano forse leggermente superiori.

Sazi, ma altresì stanchi dopo una dura giornata di lavoro chiediamo il conto e lo riceviamo dopo circa un quarto d’ora (da un cameriere che sembrava quantomeno inglese od olandese, infatti è stato da noi battezzato Dimitris van de Kerkhofen, ma era greco a tutti gli effetti) accompagnato da questi due ottimi gelati.

Qualcuno può storcere il naso perché qui vengono offerti dalla casa cibi confezionati, però credeteci che dopo una cena del genere ci sono stati divinamente e hanno aiutato la digestione. Per concludere: con 30 euro abbiamo mangiato e bevuto (bene) in due. Ci torneremmo? Probabilmente sì, anche se questa zona è davvero piena di taverne che meriterebbero di essere provate tutte. Questo quartiere ha una vista spettacolare sul Pireo e sulle isole più vicine ad Atene ed è forse meno turistico delle zone di Mikrolimani e Passalimani. Lo si raggiunge con l’autobus 904 dalla stazione della metropolitana leggera e dal porto del Pireo oppure con l’auto (se lo fate nel weekend prevedete di avere problemi nel trovare parcheggio).

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Mikrolimano e Kastella, Petralona e Kallithea

Una domenica tra Mikrolimano e Kallithea

Come avrete potuto dai nostri post dei giorni scorsi, un’ondata di caldo si sta abbattendo sulla nostra simpatica capitale; ondata che dovrebbe raggiungere il suo culmine dopodomani quando si dovrebbero raggiungere i 38-39 gradi, per poi sparire rapidamente giovedì quando si prevedono piogge e/o temporali.

Ma non starò qui ad ammorbarvi con noiose previsioni del tempo, bensì sarà mia cura rendervi partecipi della domenica che Αττική e io abbiamo trascorso tra Mikrolimano e Kallithea. Il primo è un porticciolo, il più piccolo, del Pireo mentre il secondo è un sobborgo popolare a sud di Atene, ubicato tra il centro di Atene e il Pireo.

Ciò che rende molto caratteristico Mikrolimano è la quantita di ristorantini, bar, pub, caffetterie e chi più ne ha più ne metta che vi sorgono; tutti rigorosamente con vista mare (e Atene). Abbiamo scelto il Κοκόυν poiché era quello con più tavoli disponibili anche se quelli più esposti sul mare erano ahimè tutti già occupati. Localino nella norma, senza infame e senza lode. Ouzo con ghiaccio rigorosamente a parte per noi due e poi tutti verso la stazione della metro di Faliro (sulla linea 1 che collega il Pireo ad Atene) per riavvicinarci al centro di Atene.

 

 

(la lista col nome Cosmopolitan non vi tragga in inganno, il locale si chiama davvero Kokoun ma evidentemente i menu sono reduci dalla gestione precedente).
Piccola digressione su come raggiungere Mikrolimano da Atene: logica vorrebbe che si prendesse la metro 1 e si scendesse a Faliro oppure il tram da piazza Syntagma verso il palazzo dello sport SEF (Στάδιο Ειρήνης και Φιλίας ovvero Stadio della Pace e dell’Amicizia – mai definizione fu meno appropriata visto che è il palazzo dove gioca l’Olympiacos ed è spesso teatro di risse se non tra tifosi, poiché qui le trasferte dei tifosi sono vietate da moltissimo tempo, tra giocatori delle diverse squadre) e si prendesse il τρόλλεϋ, ovvero il filobus numero 20 dal capolinea. Peccato che vi siano cartelli numero ZERO che indichino la direzione da seguire per i coraggiosi che arrivano con la metro/tram e sia quindi pressoché impossibile per i non locali capire che bisogna oltrepassare la stazione del tram, passare tra i lavori in corso del prolungamento della linea tramviara -credo- attraversare la strada e raggiungere belli paciarotti il suddetto capolinea. Αττική e io l’abbiamo capito solo al ritorno, seguendo la fauna locale, mentre l’andata ce la siamo sciroppata a piedi sotto la canicola del Pireo. Non è impossibile percorrere il tragitto stazione Faliro/stazione SEF > Mikrolimano a piedi, dal momento che bisogna costeggiare il palazzo dello sport, entrare nel simpatico parchetto che sorge accanto, seguire le indicazioni per il teatro locale, oltrepassare un ponticello e percorrere la strada che costeggia il canale (artificialissimo) creato a uso e consumo dei natanti locali. Onestamente io però lo sconsiglierei soprattutto in queste giornate estive e poi perché il parco dopo una certa ora potrebbe non essere frequentato da persone molto piacevoli.

Tornando verso Atene ci siamo in seguito fermati a Kallithea, dal momento che Αττική e io volevamo fermarci in uno dei Goody’s ovvero una catena di fast-food greca, ispirata alla più famosa McDonald’s ma di qualità -devo ammettere io che non sono personalmente un cultore dei fast-food- superiore. Purtroppo o per fortuna per voi, niente foto, dal momento che la location non era niente di particolare. Degna di nota invece la salsa Goody’s, nella quale affogare le patatine fritte che non possono non accompagnare ciò che ordinerete.

Indirizzi:

Kokoun: Akti Koumoundourou 24, Pireo

Come arrivare:

Fermata Skalakia (filobus 20)

Aggiornamento del 26/04/16: Il Cocoon risulta chiuso definitivamente..