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Mangiare e bere, Zografou e Ilisia

Come tornare a scuola a Zografou

Dopo alcuni mesi di assenza da Zografou decidiamo di tornare per provare uno dei locali del quartiere che più ci incuriosiva, ovvero lo Scholarcheio . Nonostante il nome greco è facilmente intuibile come il concept del locale sia quello di ricreare l’atmosfera di una scuola; in un quartiere popolato da moltissimi studenti come Zografou possiamo affermare che i proprietari dello Scholarcheio siano andati sul sicuro.

Raggiunto (su un affollatissimo autobus, come ogni sabato sera) il locale veniamo prontamente fatti accomodare e il fatto che il locale sia pressoché vuoto ci fa ben sperare sul fatto che non vi sia troppa confusione (in ogni caso avevamo prontamente prenotato). Il menu ha le simpatiche sembianze di una pagella con le classiche divisioni in trimestri ed è arricchito, causa quaresima da poco iniziata, da pietanze a base di crostacei e verdure. Ordiniamo senza troppi indugi taramosalata, insalata di patate, dakos, baccalà all’aglio, polpette a base di tarama, polipo all’aceto e polpette di zucchine. L’esigua superficie disponibile del tavolo (siamo in 3 dato che questa sera ci farà compagnia la nostra amica Claudia) ci metterà pressoché subito in difficoltà per la quantità di piatti ordinati; il servizio non proprio all’altezza  della situazione non faciliterà le cose facendoci arrivare quasi tutti i piatti in contemporanea, ma la nostra esperienza in questo genere di sfide alla “tetris” ci consentirà di fare spazio e non rovesciare nessun piatto per terra.

La qualità generale dei piatti è senza infamia e senza lode e man mano che il locale si riempie di studenti capiamo come in realtà lo Scholarcheio venga considerato dai locali più come posto dove bere qualcosa la sera piuttosto che luogo dove mangiare di qualità. Non possiamo affermare di aver mangiato male, ma ad Atene si può trovare sicuramente di meglio. Una volta terminata la cena l’impresa di intercettare un cameriere e soprattutto farsi portare al tavolo il conto e ancora peggio pagare il dovuto si rivelerà essere un’impresa al limite dell’impossibile; l’affluenza davvero importante e la musica ad alto volume rendono difficile la comunicazione sia tra di noi sia verso il personale.

Riusciti nel nostro intento di pagare (una cifra consona alla qualità di quanto mangiato e bevuto, ovvero circa 12 euro a testa) cerchiamo -con successo- di rientrare verso il centro di Atene correndo verso la fermata dell’autobus; Zografou purtroppo non è direttamente servito dalla metropolitana ma è necessario ricorrere ad alcuni autobus da e per la stazione di Megaro Mousikis o Evangelismos. In conclusione lo Scholarcheio non rientra nelle prime posizioni della nostra classifica dei migliori ristoranti (divisi per categoria) di Atene ma è comunque una discreta alternativa qualora vogliate vivere una serata da studenti ateniesi in uno dei quartieri più vivaci della capitale ellenica.

Indirizzo:

Grigoriou Kousidi 30, Zografou, tel. 210 7798304

Come arrivare:

Fermata 9η Zografou (autobus 608, 230)

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Zografou e Ilisia

Sapori di Costantinopoli e di Antiochia..a Ilisia

Un paio di settimane di lontananza forzata da Atene; voi penserete che le buone abitudini vadano irrimediabilmente perse durante l’assenza, invece basta rimettere piede sul suolo ellenico che pare non essere mai andati via. Il sabato sera, come d’uopo, si va alla ricerca di locali nuovi sia per noi ateniesi, sia per voi visitatori. L’unico dilemma era la zona da battere alla ricerca di qualcosa di interessante da recensire; dilemma presto risolto perché il direttivo del blog ha convenuto molto celermente sul dirigersi nuovamente nel dimos di Zografou, questa volta nella zona di Ilisia.

Ilisia sorge in prossimità delle facoltà di scienza, filosofia e teologia dell’Università Capodistriana di Atene e questa sua ubicazione la rende ovviamente un quartiere vivace, giovane e molto ben fornito per quanto riguarda locali e luoghi di ritrovo dove gli studenti possono bere e mangiare a prezzi onesti; a tal proposito segnaliamo una delle vie principali del quartiere, via Grigoriou Afxentiou, peraltro sul tragitto necessario a raggiungere il mezedopoleio di cui parleremo a breve.

Sottoposto alla compagna una breve lista di tre locali ove recarsi a mangiare, conveniamo sul più particolare ovvero un mezedopoleio microasiatico; come avrete ormai imparato il termine microasiatico denota i greci originari dell’Asia Minore, forzatamente immigrati in Grecia nella prima metà del ventesimo secolo e di cui Atene è una delle città che può vantare il maggior numero tra i suoi abitanti. Il locale non si sforza molto di nascondere le sue origini e infatti il nome è semplicemente Mikrasiatiko Mezedopoleio .

Veniamo accolti da una temperatura quasi estiva al suo interno, merito (o colpa) di due enormi funghi a gas il cui compito è riscaldare la zona esterna del mezedopoleio; sebbene ci sia un leggero vento da nord, il clima è tutt’altro che autunnale e non giustifica affatto tale calura all’interno del locale. Purtroppo gli unici tavoli non prenotati da due sono in prossimità di questi funghi, per cui ce ne faremo una ragione e sopporteremo. La velocità del servizio non è il forte di questo mezedopoleio, ve lo diciamo subito, giacché aspettiamo qualche minuto sia per ricevere il menu sia per la proverbiale acqua offerta dalla casa; ma soprattutto aspettiamo un’eternità per poter ordinare.

Il menu ovviamente racchiude al suo interno molti piatti della cosiddetta politiki kouzina (ovvero la cucina di Costantino-poli) che ammettiamo di non conoscere al 100% ; infatti alcuni delle pietanze proposte erano per noi totalmente sconosciute, sebbene il nome fosse invitante. Scegliamo saganaki di pomodoro, feta e olio di oliva, sheftalia, humus e soutzoukakia di Smirne; le noti dolente riguardanti i tempi del servizio vengono subito cancellate dalla bontà dei piatti. Il saganaki è eccezionale e ottimo è l’accostamento tra formaggio e pomodoro condito da un buonissimo olio di oliva; lo sheftalia (che poi scoprirò essere piatto di origine cipriota) è una sorpresa -del resto ammetto di aver ordinato alla cieca, incuriosito dal nome- e su questo piatto merita di essere spesa qualche parola. Si tratta di piccole salsicce di maiale (o agnello, ma non era questo il caso) speziate e avvolte nella retina dello stomaco del suino servite con contorno di verdure oppure come in questo mezedopoleio con pita e patatine fritte. Degni di nota anche l’humus ordinato dalla socia così come le soutzoukakia. Il tutto ovviamente condito da un buon vino rosso che sposa molto bene la cena a base di carne di questa sera.

Per un conto finale di 30 euro in due (con annesso dolce offerto dalla casa e arrotondato con mancia) si mangia e si beve più che a sufficienza a base di piatti della tradizione microasiatica, da Costantinopoli ad Antiochia, in un ambiente rilassato e con un servizio non rapidissimo ma connotato da camerieri gentili e precisi. Sicuramente da provare se siete in zona Ilisia, zona che merita di essere ancora oggetto delle nostre indagini e lo sarà sicuramente in futuro.

Indirizzo:

Odos Galini 10, Zografou

Come arrivare:

fermata bus 5η Ilision (linea bus 220, 221)

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Zografou e Ilisia

Casa è…uno tsipouradiko a Zografou

Dopo aver letto la sempre avvincente recensione, o meglio, il racconto sulle nostre avventure ateniesi del sabato mattina/pomeriggio da parte di Αττική è giunto il momento di rendervi partecipi di ciò che abbiamo fatto il sabato sera.

Niente di scandaloso o turpe, semplicemente la nostra idea era quella di esplorare il dimos di Zografou che sorge appena a est di Atene; questo comune prese il nome dall’omonimo politico Ioannis Zografos il quale venne in possesso di una cospicua porzione di territorio dell’allora quartiere ateniese di Goudi e la mise in vendita dopo averla divisa per lotti. Nella prima metà dello scorso secolo l’espansione urbanistica dell’odierna Zografou fu notevole tant’è che nel 1929 divenne unità municipale autonoma da Atene.

La Zografou odierna è caratterizzata dall’esistenza di un campus molto importante dell’Università Capodistriana di Atene e dalla conseguente presenza di un gran numero di locali e di giovani che li frequentano e che abitano in questo comune; proprio il carattere vivace e studentesco di Zografou è l’aspetto che ci incuriosisce e che ci ha spinti a esplorare questa ennesima parte della capitale.

Il tragitto da Pangrati a Zografou non richiede molto tempo, nemmeno con i mezzi di trasporto; un veloce cambio di autobus all’altezza del celeberrimo hotel Hilton presso Evangelismos e siamo già quasi arrivati, tra vie a senso unico e strette curve che l’autista del 622 affronta molto allegramente sicuro delle doti di tenuta stradale (??) dell’obsoleto mezzo di cui è alla guida. Già dai finestrini possiamo ammirare la gran quantità di kafeteries, bar, pub e taverne che costella Zografou ma in poco più di 10 minuti arriviamo nella graziosa Plateia Eleftherias (Piazza della Libertà) dove ha sede lo tsipouradiko che abbiamo scelto come meta del nostro sabato sera. Stiamo parlando dell’ Elaikon (che scopriremo avere una “succursale” anche a Vyronas, a poca distanza dal nostro amato quartiere di Pangrati).

Veniamo accolti da una cameriera intenta a degustare la sua cena (e per averla disturbata ci avrà maledetto per tutta la serata) ma che ci fa accomodare in men che non si dica in uno dei tavoli esterni dal momento che la temperatura lo consente ancora sebbene siano le 21 passate di una serata di quasi metà ottobre. Quasi subito ci porta la consueta bottiglia di acqua (del rubinetto) offerta dal 99% dei locali greci e un menu dallo stile retro che a noi piace tanto (e che si intonerebbe perfettamente con quello del Barbadimos di Drapetsona frequentato poche ore prima).

 

Come avrete notato tra l’altro non può mancare l’immancabile felino ormai presente in molti dei locali da noi frequentati in questi mesi; dev’essere accudito dai proprietari dello tsipouradiko o quanto meno essere abituato alla frequentazione dei clienti perché non si fa problemi ad accomodarsi sulle panche destinate ai commensali. Il menu è composto da molti piatti interessanti e da una lunga lista di tsipouro e ouzo, come farebbe pensare il tipo di locale. Sotto a quasi ogni pietanza vi è una frase che caratterizza il piatto. Per esempio sotto i calamari fritti che ordinerà il sottoscritto vi è citato “cozze e calamari li mangiano quelli che se la passano bene” così come vi sono massime di famosi autori greci del passato tra cui segnalerei la massima “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” di Ippocrate.

Decidiamo come detto per i calamari fritti, keftedakia (polpette di carne) e soprattutto per un piatto inusuale: bucce di patate fritte. In realtà lo strato di buccia si rivelerà molto sottile e saranno in pratica patate. Il risultato è pero gradevole al palato ed è un piatto che -almeno per quanto mi riguardava era una novità- ordinerei di nuovo qualora lo ritrovassi in un altro menu in giro per la Grecia.
L’atmosfera invoglia alla conversazione e al relax, nonostante il locale si riempia in poco tempo e lo spazio tra i tavoli non sia enorme; nel frattempo sorseggiamo un buon rosé e una volta terminate le nostre portate e finita la caraffa di vino decidiamo di affrontare il dolce. Ordiniamo un’invitante panna cotta che con nostra somma gioia verrà offerta dalla casa; probabilmente ci avrebbero chiesto se avessimo voluto un dolce quando si sarebbe trattato di saldare il conto, ma avendolo ordinato prima noi ce l’hanno portato al tavolo in men che non si dica.

Per un totale di poco più di 20 euro abbiamo mangiato molto bene, con porzioni decisamente adeguate (abbiamo purtroppo dovuto avanzare molte bucce di patate perché già sazi) per non dire quasi abbondanti. Servizio cortese e preciso senza sbavature; atmosfera invitante e tranquilla nonostante sia un locale molto frequentato il sabato sera (se siete in più di due consigliamo la prenotazione per il weekend). Ritorniamo verso Pangrati su un altro 622 dalla guida sempre molto allegra (sarà lo stesso conducente di prima?) attraversando Goudi e Ilissia ovvero due quartieri di una Zografou che non ci ha affatto deluso e in cui anzi vorremmo ritornare quanto prima per provare altri locali.

Indirizzo:

Ifestionos 12 (Plateia Eleftherias), Zografou

Come arrivare:

Fermata Plateia Eleftherias (autobus 32, 230, 622, 815)

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Kesariani

Attenti al gatto (e alla sua cantina)

Domanda: se il direttivo di questo blog trascorre la mattinata e pranza a Kipseli, dove potrà mai recarsi la sera? La risposta a questo quesito tra poche righe. Fattosi pomeriggio e recatici molto rapidamente sulla prestigiosa (per la presenza di numerosi negozi griffati) via Ermou per compiere veloci acquisti, dobbiamo decidere la meta delle nostre peregrinazioni di questo ennesimo sabato sera ateniese, nessuno mai uguale a quello precedente tra l’altro. Αττική e il sottoscritto hanno l’innata capacità di raggiungere un accordo in tempi brevissimi, un po’su tutto e non sarà da meno anche il luogo delle nostre libagioni.

Decidiamo infatti di provare una taverna che ci incuriosisce da un paio di mesi e che non si trova nemmeno distante da dove abitiamo. Stiamo parlando del To kelari tou gatou ovvero “la cantina del gatto”, oinomagereio (letteralmente cucina a base di vino) che si trova a Kesariani a poca distanza dalla vivace piazza centrale del dimos dove due settimane fa ci siamo recati a provare il ristorante cretese To rakaki.
 
L’insegna parla da sola: la zona (molto residenziale; To kelari tou gatou è l’unico esercizio commerciale nel giro di 200 metri circa) pullula di gatti ed è per questo, probabilmente, che il proprietario della taverna ha deciso di chiamare così la sua “creatura”.
Prendiamo subito posto nel minuscolo cortile della taverna (cortile condiviso con dei condomini peraltro) nell’unico tavolo da due presente e libero; nonostante sia ancora abbastanza presto per i canoni greci della cena vi sono altre due tavolate di persone.
Quello che crediamo sia il proprietario viene (non proprio celermente) a portarci il menu da cui scegliere le pietanze di nostro gradimento e non possiamo che soffermarci su questa immagine, nella pagina dedicata al pesce.
Reduce dall’hamburger mangiato a Kipseli avrei voluto proprio mangiare pesce, peccato che per la mia somma insoddisfazione l’unico piatto di pesce disponibile fosse baccalà con salsa all’aglio; normalmente l’avrei ordinato, ma l’aglio presente nell’hamburger odierno si fa ancora sentire per cui viro su un altro hamburger, stavolta di vitello, e su delle zucchine alla griglia decisamente di ottimo livello, mentre la compagna di blog si butta su delle polpette di pomodoro che in realtà saranno più delle polpette di zucchine. Come al solito, pensando che vogliamo dividere TUTTI i piatti che ordiniamo, le porzioni sono degne di nota e l’hamburger di vitello ordinato si moltiplica misteriosamente nel tragitto cucina>tavolo di Sullerivedelkifissos.it per cui ho davanti a me ben due hamburger e nemmeno tanto piccoli, accompagnati da un riso alle verdure molto saporito e che nonostante tutto riesco, col prezioso aiuto di Αττική, a finire.
Tra gattini neri che passano di fianco al nostro tavolo e bambini che vanno alla ricerca di gatti, si fa ora di saldare il conto e andare via; per meno di 20 euro abbiamo mangiato decisamente bene (e bevuto altrettanto bene). Piccola nota di demerito per il pesce quasi del tutto non disponibile e per il fatto che non venga offerta l’acqua come in tutte le altre taverne che abbiamo visitato; non pensiamo sia però assolutamente il caso di sconsigliarvi questo posto. Ci sentiamo anzi di consigliarvelo, soprattutto se siete amanti dei gatti perché la location è davvero piacevole e degna di visita. Non sappiamo quanto sia grande il locale all’interno, ma di sicuro non è enorme per cui una prenotazione potrebbe essere necessaria soprattutto nel weekend e nel caso siate più di due persone.
Nel tragitto di ritorno verso la nostra bella Atene (a piedi ovviamente, questo è il bello..su un lato di via Formionos si è a Kesariani, dall’altro nel comune di Atene) prepariamo il piano di azione per la domenica; ma questa è un’altra storia..
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Kesariani

Sabato sera a Creta? Sì, ma a Kesariani

Qualche ora dopo esserci salutati Αττική e io ci ritroviamo per la nostra solita cena del sabato sera. Come già preannunciato per questa volta non volevamo spostarci eccessivamente dal nostro quartiere, dal momento che la sveglia sarebbe suonata presto per entrambi la domenica mattina. Su consiglio di Αττική dirigiamo le nostre attenzioni verso Kesariani, ovvero un quartiere (anzi, comune) letteralmente confinante con il comune di Atene al punto che una via può cominciare nel comune di Atene e finire in quello di Kesariani. Sul grande e trafficato viale Ethnikis Antistaseos (resistenza nazionale), che porta alla circonvallazione chiamata Periferiaki Ymittou e da qui all’Attiki Odos – una sorta di tangenziale nord di Atene che conduce tra l’altro all’aeroporto – vi è una piazzetta pedonale piena zeppa di taverne di pesce, mezedopoleio, kafeneio e locali vari. Una vera sorpresa per una zona della grande Atene tutto fuorché turistica.

Se Αττική si è occupata di scegliere la zona dove recarci, a me è toccato scegliere il locale -e dopo essermi accertato in mattinata che non fosse ancora chiuso per le interminabili vacanze estive ateniesi- ovvero il ristorante cretese Rakaki. Dopo quasi un anno di assenza da Creta per il sottoscritto la voglia infatti di mangiare piatti cretesi era tanta.
Ci accomodiamo nei tavolini esterni, dal momento che la serata era gradevole grazie al solito meltemi che spira forte da nord; meno male che non siamo arrivati troppo tardi perché molti tavoli erano riservati e quelli liberi da prenotazione si sarebbero riempiti non molto tempo dopo il nostro arrivo.
Il menù è decisamente invitante, ma vuoi per la temperatura che non consigliava ancora abbuffate di carne, vuoi perché abbiamo pranzato all’incirca alle 15, non avevamo una fame da lupi. Dopo aver ricevuto la classica acqua e due bicchierini di raki come tipico benvenuto cretese, optiamo per peperoni ripieni, foglie di vite ripiene e un filetto di pollo alla griglia con contorno di verdure e patate. Degni di nota i peperoni, con una nota dolce che fa da contraltare a una piccantezza non troppo eccessiva e la carne cotta al punto giusto. Gradevole anche il vino bianco servito in una caraffa di una tonalità di azzurro molto piacevole alla vista.
Il vero clou della serata è stata però la crostata alla banana da noi scelta come dessert; si è fatta attendere per molto tempo, tanto che volevamo addirittura desistere e andarcene, ma l’attesa è stata ripagata perché si è rivelata essere uno dei dolci più buoni da noi mangiati in Grecia.
In conclusione: non è sicuramente il più economico ristorante cretese della zona di Atene (ma i veri ristoranti cretesi sono leggermente più cari degli altri, dal momento che le materie prime arrivano direttamente da Creta con le navi) ma la qualità è indiscutibile. Servizio non rapidissimo, ma cortese; apprezzabile che si siano scusati per l’attesa del dolce e in effetti il locale era pressoché pieno. Con 18 euro a testa non abbiamo mangiato da riempirci allo sfinimento, ma abbiamo mangiato molto bene. Un locale da provare, a nemmeno venti minuti da piazza Syntagma e dalle attrazioni turistiche del centro di Atene.