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Psirri

Ambiente-vintage
Mangiare e bere, Psirri

Lì dove non vi “accalappiano” i camerieri ma i sapori…

Vi è mai capitato di voler provare un ristorante per qualche motivo che poco c’entra con le critiche (positive) alla sua cucina? Magari ispirati da un dettaglio, da un particolare che avete notato passandoci davanti e che vi ha fatto intuire che fermarsi ad uno dei suoi tavoli era un’esperienza che andava fatta?

A noi sì, è successo e più precisamente quello che ha attirato la nostra attenzione prima e guadagnato la nostra fiducia poi è stato un cartello esposto sulle “tabeles” che riportavano il menù del ristorante. In poche parole il messaggio sottolineava come la gestione si schierasse a favore della libertà di scelta dei clienti e che in quel locale non si praticasse il famigerato “accalappiamento turisti”. Chi conosce bene il centro di Atene (o le isole greche più inflazionate) sa che non si può passeggiare tranquillamente in alcune vie senza venire adescati dai camerieri o da appositi “buttadentro” che propongono (alcuni con un’insistenza deleteria) i piatti del menù. Gli unici modi per sottrarsi sono evitare accuratamente certi percorsi o, dal momento che l’addetto inizia a parlarvi in italiano (chi fa questo mestiere ha un orecchio finissimo per individuare a distanza la lingua dei potenziali clienti), zittirlo in modo cortese ma fermo rispondendo in greco e imitando l’accento del Pireo.

Stanchi di doverci fingere abitanti di Neo Faliro ad ogni occasione (se vi sentono proseguire in italiano certi iniziano con un repertorio assurdo di frasi fatte da togliere la voglia di mangiare per ore) non potevamo che accogliere con gradimento questa iniziativa. Finalmente- ci siamo spinti a commentare- un locale che affida il proprio successo ad un servizio non invadente e alla qualità della propria cucina; non il solo, ovviamente, ma comunque un’eccezione abbastanza rara in una zona come Psirri, ad alto tenore di passaggio turisti.

La sera scelta per provare il Krassopouliò tou Kokkora siamo arrivati ad un orario non da calca assicurata e ci siamo infilati all’interno del locale dove siamo stati accolti calorosamente ma senza enfasi da gestori e camerieri.

A essere sinceri non avevamo adocchiato questo ristorante solo per la decisione di non procacciarsi i clienti in maniera talvolta controproducente ma soprattutto, oltre che per le proposte della cucina,  per l’arredo colorato e l’aria vintage. Foto dell’altro secolo e  pubblicità di alcuni decenni fa si alternano, infatti, sulle pareti mentre i tavoli e le sedie sono variamente assortiti  a creare delle combinazioni sempre nuove e diverse.

Venendo alle proposte del menù- ampio e ben strutturato dagli antipasti ai dolci e con proposte classiche ed innovative insieme-, avremmo voluto ordinare tanti piccoli assaggi (tanto i piatti sembravano invitanti) ma l’ora più da aperitivo che non da cena completa ci ha fatto optare per delle semplici mezedes.

La nostra ordinazione-non era facile scegliere tra tanti orektikà e piatti principali di carne e di pesce- si è composta di patatosalata, falafel, calamari fritti ed è stata accompagnata da del buon vino rosè. Siamo rimasti ampiamente soddisfatti dalla qualità del cibo; tutto era più che all’altezza e le porzioni assolutamente ricche. Avremmo potuto ordinare qualche altro piatto della tradizione come tirokroketes (crocchette di formaggio), tzatziki, gavros marinatos per verificare la tenuta della qualità su ricette tipiche ect..ma l’esecuzione di quello che abbiamo preso ci ha lasciato comunque soddisfatti.

A fine cena abbiamo ordinato una porzione di  chalvàs  e ce ne è stato servito un pezzo davvero enorme per un prezzo irrisorio; ci siamo compiaciuti della decisione, il dolce era davvero squisito, morbido e dal gusto impareggiabile.

Uscendo, abbiamo pensato a come un locale così riuscito non abbia certo bisogno di altra pubblicità se non quella della propria eccellente cucina, del  servizio attento e gentile, dei prezzi assolutamente competitivi. Noi però vogliamo fare la nostra parte e consigliarvi il Krassopouliò tou Kokkora in caso vi troviate a Psirri e vogliate passare una serata vivace allietata da buoni piatti e da un clima di tranquilla spensieratezza.

 

Indirizzo: 

To Krassopouliò tou Kokkora: Esopou 4, telefono 210 3211565

 

Come arrivare:

Metropolitana: linea blu (fermata Monastiraki)

Ilektrikòs: fermata Monastiraki

 

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Mangiare e bere, Psirri

Quella vecchia enoteca a Psirri

Come avrete potuto intuire dai nostri ultimi post, una delle zone da noi più frequentate nell’ultimo periodo è quella di Psirri. Caratterizzata da piccole stradine che brulicano di locali di ogni genere a noi piace per la sua vitalità, per la sua offerta di divertimenti e perché no, per l’atmosfera un po’decadente che si respira in questo che è uno dei quartieri storici della capitale.

Nel cuore di Psirri, su via Eschilo, si trova uno dei locali storici di Psirri ovvero l’Oinopoleion. Il termine significa “enoteca” ed è proprio così che nacque nel lontano 1928; nel 2011 la famiglia Markou decise di trasformare lo spazio commerciale in locale atto alla ristorazione, prendendo le sembianze di una tipica taverna greca, o meglio un magheirio (assimilabile alla nostra gastronomia o tavola calda).

La cucina propone la classica offerta ellenica con leggera inclinazione verso pietanze di carne nei piatti principali; durante la Quaresima però non mancano le alternative di pesce o comunque rispettose del periodo di penitenza e infatti non perdiamo occasione di ordinare un ottimo polipo all’aceto, taramosalatatabouleh (una sorta di cous cous freddo con basilico, cetrioli, pomodori tra i vari ingredienti) e le immancabili polpettine di zucchine e pomodoro. Essendo il locale in origine un’enoteca non si può non provare uno dei vini della casa, un bianco che rivelerà essere di ottima qualità; in realtà l’Oinopoleion era già stato oggetto di una nostra visita a fine dicembre e le ottime sensazioni provate allora vengono riconfermate anche in quest’occasione; servizio attento ma non invadente (il buttadentro, che spesso e volentieri è proprio il padrone del locale è molto discreto e non insistente) e soprattutto veloce. Non manca la presenza dei turisti, ma anche gli ateniesi stessi vengono a rifocillarsi e a divertirsi all’Oinopoleion; vi ricordiamo che è buona norma prenotare soprattutto se intendete venire durante il weekend e siete più di 2-3 persone. Il locale è su due piani (un microscopico “dehors” dove possono stare 3-4 tavoli, piano terra e piano sotterraneo, dove una volta era locata la cantina dei vini) e al piano sotterraneo spesso e volentieri vengono organizzate serate con musica dal vivo; da ricordare che ogni mercoledì vi è la serata dedicata all’Asia Minore che ricorda le tradizioni e le canzoni dei greci che vivevano in quel territorio.

Il conto rivelerà essere assolutamente in linea con la media di Atene e se davvero vi sentite in vena di spendere più di 20 euro a testa dovrete davvero impegnarvi nell’ordinare pietanze e bevande perché altrimenti la spesa sarà inferiore. Psirri come abbiamo già detto è un quartiere ricco per quanto concerne l’ offerta ristorativa ed è davvero difficile per noi scegliere quale locale sia il migliore, ma l’Oinopoleion rappresenta sempre una sicurezza per quando siamo alla ricerca di buon cibo a prezzi modici e in un ambiente tradizionale.

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Indirizzo:

Eschilou 12, tel. 213 0081461

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos).

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Mangiare e bere, Psirri

Una domenica diversa dalle altre tra OAKA e Psirri

Dopo la due giorni di sapori asiatici a cui abbiamo partecipato è ora di ritornare a consuetudini più elleniche e quale modo migliore per fare ciò che non andare ad assistere alla finale di coppa di Grecia di pallacanestro? L’organizzazione di questa manifestazione non brilla per acume e dopo aver rinviato la finale dal 21 febbraio al 6 marzo anche la vendita dei biglietti è andata a rilento aprendo solo qualche giorno prima del grande evento. Il motivo forse è da ricercarsi nel fatto che a contendersi l’ambito trofeo sono il “nostro” Panathinaikos e la formazione rivelazione dell’anno, il Faros di Keratsini – un sobborgo del Pireo in cui forse potremmo anche spingerci in futuro – che milita nella serie A2 ellenica.

Acquistati i biglietti con largo anticipo, l’appuntamento è come al solito alla stazione di Evangelismos per raggiungere il complesso olimpico ateniese dell’OAKA in quel di Marousi; il fischio d’inizio è fissato per le 17.30 e questo ci rende possibile prendercela comoda e pensare a cosa faremo nel dopopartita (ma di questo parleremo a breve). Arrivati all’OAKA ci rendiamo conto di come le misure di sicurezza siano draconiane, con polizia in assetto anti-sommossa ovunque e perquisizioni corporali molto attente (a differenze di molte altre volte); questo per evitare che in mezzo ai pacifici tifosi del Keratsini si intrufolassero simpatizzanti dell’Olympiacos -che avrete capito essere i nostri acerrimi nemici, sempre in senso sportivo si intende-

La partita non è il massimo dello spettacolo, giacché il divario tra le due squadre è veramente troppo ampio. La finale si concluderà in un tempo record con l’incredibile punteggio di 101 a 54, record per la competizione. Assistiamo ovviamente alla premiazione e incredibilmente si sprecano applausi anche per la formazione sconfitta, segno che l’impresa di arrivare in finale è stata davvero apprezzata anche dal pubblico biancoverde. Esserci alzati dai seggiolini con qualche minuto di anticipo ci facilita il compito di spingerci verso la stazione dell’ilektrikos di Eirini senza dover avere a che fare con la folla proveniente dalla partita; ma che cosa fare dopo questa coppa conquistata con il minimo sforzo?

L’idea è quella di spingerci verso Psirri, il quartiere più in voga sulle rive del Kifissos ultimamente, per provare alcuni locali che ci incuriosivano da tempo; in poco tempo da Monastiraki raggiungiamo il pittoresco quartiere e propendiamo per accomodarci dentro l’accogliente Oineas una taverna che nella classifica dei 30 migliori ristoranti di Atene secondo gli utenti di Tripadvisor si classifica in un più che decoroso settimo posto . Ammettiamo di non sentircela di sederci fuori nonostante alcuni turisti si spingano a tanto ma preferiamo l’interno del locale anche perché l’ambiente ricorda molto gli anni ’50 e ’60 con una serie di quadri raffiguranti vecchie pubblicità greche.

Veniamo subito serviti con la classica acqua (imbottigliata) e il menu, dal quale scegliamo abbastanza celermente un classico σαγανάκι (saganaki) , τυροπιτάκια με φύλλο καταιφι (tyropitakia me fillo kataifi, ovvero tortini di formaggio avvolti in pasta kataifi – una sorta di pasta fillo molto sottile) e una porzione di γαριδομακαρονάδα (garidomakaronada, una spaghettata con gamberi e vongole con sugo rosso) da dividere. Non nascondiamo che il piatto che spiccherà tra questi si rivelerà essere quello a base di pasta kataifi, che ha donato croccantezza e sapore ai tortini di formaggio; una novità mai assaggiata in questi mesi di girovagare in taverne che sicuramente riproveremo se la ritroveremo in qualche menu.

Per finire, oltre ad avere fatto amicizia con la coppia proprietaria del locale che parlano un buon italiano (lui ha vissuto a Parma per qualche tempo) spinta dalla loro curiosità nel vedere due italiani che parlavano greco, ci viene offerto un ottimo dolce sempre a base di pasta kataifi ma questa volta con del gelato oltre a un sempre gradito bicchierino di rakì. Il conto totale sarà di 29 euro, davvero molto conveniente considerate le porzioni (giuste), la qualità del cibo, il servizio e l’ambiente che ci è davvero piaciuto tanto. Ci sentiamo davvero di consigliarvi questa taverna durante il vostro soggiorno ateniese perché pensiamo che non rimarrete affatto delusi; è consigliata la prenotazione soprattutto nel weekend, in quanto l’Oineas è molto frequentato anche da turisti.

Indirizzo:

Aisopou 9, Atene telefono: 210-3215614.

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)

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Mangiare e bere, Psirri

Originalità a marchio Psirri

In questo periodo, non ne facciamo mistero, siamo particolarmente attratti da Psirrì. L’esserci passati di sfuggita qualche settimana fa diretti alla Klimatarià non ha fatto altro che acuire il nostro desiderio di conoscere meglio questa centralissima zona. La nostra curiosità ultimamente si è orientata però verso la scoperta di quella parte di Psirrì leggermente meno esposta al passaggio di turisti rispetto a Platìa Agiòn Anargìron e dintorni.

Questa volta abbiamo voluto scegliere come destinazione per il nostro consueto caffè del sabato un locale davanti al quale siamo passati molte volte senza però fermarci. Ammettiamo che il posto in questione però ci ha sempre attirato, un po’ per lo stile originale un po’ per la presenza fissa tra i tavolini di un simpatico felino sempre in cerca di coccole.

Forse proprio a questo simpatico quattrozampe deve il proprio nome lo Psipsìna, che in greco è il modo affettuoso con cui si chiamano i nostri amici gatti (l’equivalmente di “micio”, per intenderci). Qui è doverosa una parentesi per spiegare che in greco si tende a vedere i gatti come animali prevalentemente di genere femminile; per questo motivo il nome del locale in questione suonerebbe come “micetta”.

L’orientamento pro-felino del locale è chiaro fin dal menù, che ritrae in copertina, appunto delle figure a metà strada tra donna e gatto. La ruota dell’ingranaggio che si può ammirare in sottofondo è un’altra caratteristica del locale i cui tavolini all’esterno hanno proprio questa forma.

Noi ci siamo “accontentati” di un frappè e di un capuccino freddo ma annotiamo con piacere che la lista delle bevande e degli spuntini offerti dal locale è piuttosto vasta. Si va per le bevande da quelle calde e fredde per eccellenza alle birre e al vino mentre per gli snack è prevista una buona varietà di spezza-fame dolci e salati. Da segnalare quattro diverse proposte per la prima colazione, dei piccoli menù a prezzo fisso che spaziano dai più leggeri con caffè, spremuta e tost a quella più sostanziosi con dolci e non solo.

Con le nostre ordinazioni, al posto del solito biscotto preconfezionato, sono arrivati tre pezzetti di torta al cioccolato davvero gustosa- una variazione che abbiamo accolto con deciso entusiamo. Il servizio è stato gentile, rapido, presente ma non invasivo e il prezzo pagato assolutamente in media con il resto della zona.

Insomma, consigliamo lo Psipsina a coloro i quali vogliono sperimentare una Psirrì un po’ diversa, sempre vivace ma meno affollata. L’ubicazione del locale in uno dei vicoli più pittoreschi unitamente alla dosata stravaganza dell’arredo ve lo faranno adorare.

Se vi state convincendo che volete assolutamente scoprire meglio Psirrì non avete che da aspettare i prossimi post dove vi assicuriamo ci saranno altre dritte su questa zona sempre ricca di nuove scoperte.

Indirizzo:

Psipsina: Odòs Ag. Anargìron 43

 

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki)

Ilektrikòs: fermata Monastiraki

 

 

Mangiare e bere, Psirri

Sotto il pergolato…una gemma ateniese nascosta

 

Vi è mai capitato che un amico vi desse una dritta per un locale dove si è trovato benissimo e che voi non vediate l’ora di andarci per verificare se il suo entusiasmo vi contagerà? Immaginiamo di sì e vi capiamo visto che la stessa cosa è successa a noi più volte e, dobbiamo ammettere, che fino ad ora i consigli dei nostri amici si sono rivelati preziosi.

Questa volta però il consiglio, pur validissimo, non ci è arrivato da una nostra conoscenza vera e propria ma da un “amico di blog”- chiamiamolo così. Alzi la mano di chi di voi non ha seguito nemmeno una puntata Masterchef Italia…Ok, bene. Tra gli altri ci sarà sicuramente qualche appassionato che si ricorda addirittura della prima edizione, quella vinta da Spyros Theodoridis, il simpatico concorrente di origine greca- eh sì, un collegamento con la Grecia, c’era in tutto questo preambolo! Il suo coloratissimo e – scommettiamo- saporitissimo blog ” Spyros, il giro del mondo in 80 piatti” non poteva che iniziare il suo viaggio che dalla sua amata Atene.  Leggendo i suoi post ci ha fatto particolarmente piacere vedere che annovera tra i suoi locali preferiti alcuni che abbiamo visitato in passato come il “Bougatsadiko Thessaloniki” e “Serbetia” a Psirri o il “Mavro Provato” a Pagrati.

Tra le destinazioni enogastronomiche di cui Spyros parla a proposito della città ci ha particolarmente incuriosito una taverna, la “Klimatarià” (pergolato) di cui il nostro cuoco-blogger riferisce con toni esaltanti. Sebbene la qualità della sua cucina sembra essere ormai conosciuta tanto da greci quanto da stranieri il locale da trova già in quella parte di Atene non propriamente turistica che va dalla fine di Psirri ad Omonia e questo ce l’ha resa subito interessante.

Alla Klimatarià siamo arrivati da Psirri passando ad un certo punto tra stradine un po’ degradate che consiglieremmo vivamente di attraversare solo di giorno come abbiamo preferito fare noi. Fortunatamente, pur conoscendo l’indirizzo, abbiamo notato che la taverna è segnalata con dei cartelli all’incrocio con le vie limitrofe e questo comunque facilita chi, non conoscendo la zona, difficilmente penserebbe di trovare un locale rinomato in questo intrico di viette scalcinate.

Al nostro solito siamo arrivati abbastanza presto perché, non avendo prenotato, immaginavamo che sarebbe stato difficile trovare un tavolo disponibile. E abbiamo fatto bene visto che un po’ alla volta il locale si è riempito in ogni ordine di tavoli e ad alcuni clienti è stato comunicato che non c’erano più posti dove sedersi.

Al nostro arrivo ci sono stati subito offerti del tsipouro e un’insalata di capperi. Per chi se lo chiedesse la kaparosalata assomiglia moltissimo all’apparenza ad uno tzatziki realizzato con l’aneto ma senza cetriolo ma poi il gusto lascia intendere che il sapore prevalente è quello del cappero.

Esteticamente il locale è molto rustico, con elementi che richiamano la vita agreste sparsi un po’ dappertutto. L’illuminazione di giorno è quella che filtra dal soffitto e risulta piacevolmente soffusa. Ad una parete sono addossate ad ornamento delle botti di legno mentre le fronde di alcuni alberi entrano da un edificio adiacente e regalano una nota di verde all’insieme.

Dal menù abbiamo scelto melitzanosalata, filetto di pollo e calamaro ripieno di verdure (uno solo e di proporzioni considerevoli), innaffiando il tutto con mezzo litro di vino rosso. Abbiamo deciso questa volta di non provare le decantate torte salate per cui Spyros ha parole di ammirazione perché già sazi dopo aver gustato le nostre ordinazioni- le porzioni sono più che abbondanti. Ci è dispiaciuto particolarmente non poter ordinare gli involtini di vite che devono essere straordinari, a quanto pare, ma non erano presenti nel catalogo. Ma non ci lamentiamo affatto; quello che abbiamo provato era assolutamente di buon livello. Avremmo però preferito essere di più per poter gustare più piatti e poter elaborare un giudizio più complesso. Più o meno come ha fatto una signora seduta accanto a noi che, indecisa se ordinare o meno il calamaro ripieno ha chiesto ad una ragazza ad un altro tavolo che lo stava gustando se poteva fargliene assaggiare un po!

Alla fine del nostro pranzo abbiamo corrisposto una cifra tutto sommato equa e possiamo quindi ritenere la nostra esperienza alla Klimatarià più che soddisfacente. Il nostro desiderio sarebbe quello di ritornarci la sera, quando l’atmosfera con la musica dal vivo deve essere molto suggestiva. Ma per allora sarà sicuramente meglio prenotare…

Dopo aver verificato la validità delle scelte di Spyros- ma non avevano dubbi in merito- ci siamo ripromessi di visitare altri locali da lui suggeriti nei suoi consigli su Atene. Quali saranno i prossimi dove andremo? Per scoprirlo non vi resta che rimanere sintonizzati sul nostro blog ateniese!

 

Indirizzo:

Klimatarià: Platìa Theatrou 2

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki) e rossa (fermata Omonia)

Ilektrikos: (fermata Omonia)

Autobus: 21, 049, 813, 815, 856, Β18, Γ18

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Mangiare e bere, Psirri, Thiseio

Arriva la primavera già a Febbraio? Sulle rive del Kifissos questo ed altro..

Come avranno già saputo i nostri lettori più fedeli che ci seguono sulla nostra pagina Facebook, sabato 20 è stato designato come il giorno dedicato al nostro appuntamento mensile dell’aperitivo tra italiani (e non) ad Atene. Luogo dell’incontro il ben noto Underdog,  un bar specializzato in caffè e birre provenienti da tutto il mondo nei pressi di Thiseio, ovvero nel centro più turistico di Atene a pochi passi da via Ermou.

Giunto alla stazione dell’ilektrikò di Thiseio in largo anticipo grazie all’efficienza degli autobus che transitano in quel di Nea Smirni (che evitano chirurgicamente il centro) attendo la compagna di blog Αττική la quale invece deve sopportare l’affollamento dell’ilektrikò proveniente dal centro e il ritardo che ne consegue, dovuto all’insana abitudine di voler prendere a tutti i costi il convoglio già presente in banchina invece di attendere quello successivo per pochi minuti nonostante non vi entri nemmeno più uno spillo. Poco male perché comunque arriviamo all’Underdog in perfetto orario. Con nostra somma gioia scopriamo che ci è stato riservato il tavolo dedicato a Star Wars, più che perfetto per ospitare il numero degli invitati.

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Avendo lasciato i nostri numeri di telefono a disposizione per chi non conoscevamo già, siamo fiduciosi del fatto che i “nuovi” non avranno problemi a trovare il locale e infatti dopo poco tempo arrivano i primi partecipanti di cui facciamo molto volentieri la conoscenza e di cui scopriamo i retroscena del loro trasferimento ad Atene. Tra chi è venuto qui per lavoro, chi ci lavora ma per scelta propria, chi si è trasferito per amore ci troviamo tutti d’accordo che questa è una gran bella città che merita di essere vissuta in tutte le sue sfaccettature. Tra birre inglesi (dal costo quanto mai esagerato tuttavia), vino, sandwich e succhi di frutta le conversazioni tra di noi spaziano da esperienze passate a progetti futuri da compiersi sotto il Partenone (restate dunque sintonizzati su questo blog, perché c’è sempre qualcosa da fare ad Atene..) Fattasi quasi ora di abbandonare il piacevole ambiente dall’Underdog per dirigerci a mettere qualcosa sotto i denti ecco raggiungerci la nostra cara amica Nevila, la quale per farsi perdonare l’assenza all’aperitivo ci farà compagnia durante la cena.

Congedati i partecipanti all’aperitivo  ci dirigiamo insieme a Nevila verso una nostra vecchia conoscenza, il Βολιωτικό Τσιπουράδικο Ψηρρή (Voliotikò Tsipouradiko Psirri), ovvero il simpatico e caratteristico locale che ci ha visti già ospiti dopo l’aperitivo organizzato a Gennaio. La distanza tra Underdog e Voliotikò non è molta e in una decina di minuti siamo fuori dal ristorante e veniamo subito accolti dal “buttadentro” il quale ci fa intendere che senza prenotazione non sarà assolutamente possibile accomodarci a uno dei tavoli. Per fortuna, ormai esperti della tradizionale ressa del sabato sera, avevamo provveduto ad assicurarci un tavolo per tre; il Voliotikò è effettivamente strapieno e veniamo fatti accomodare nell’unico tavolo disponibile. Il servizio non è velocissimo, ma è comprensibile data l’affluenza decisamente importante di questa serata. Ordiniamo un saganaki di pesce, haloumi (formaggio cipriota) alla griglia, patatosalata, midopilafo (una sorta di riso pilaf alle cozze) e seppie al vino. Non possiamo che confermare le buone cose scritte in precedenza sul Voliotikò per quanto riguarda il cibo, mentre questa sera il tasto dolente è la musica dal vivo: non certo per la qualità, ma per il volume davvero eccessivo che rende praticamente impossibile sostenere una qualsivoglia forma di dialogo sebbene siamo seduti allo stesso tavolo. Stremati da cotanta difficoltà nel parlarci decidiamo di rimandare a un’altra occasione un giro di tsipouro e cerchiamo di allontanarci quanto prima dalla taverna, non mancando di saldare il conto che risulterà essere sui 40 euro. Un buon rapporto qualità prezzo considerando la musica dal vivo, la location decisamente centrale e la qualità del cibo.

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La serata si avvia verso la conclusione e durante il tragitto verso la stazione della metropolitana di Monastiraki ci accorgiamo di come, nonostante siamo venuti già diverse volte a visitare Psirri, lo stesso quartiere ospiti una serie di locali decisamente interessanti e che destano la nostra attenzione. In vista di casa pianifichiamo le nostre prossime mosse, che già sabato prossimo ci vedranno a…(beh per saperlo dovrete continuare a leggerci)

 

Indirizzi:

Underdog: Iraklidon 8

Voliotikò Tsipouradiko Psirri: Lepeniotou 1

 

Come arrivare:

Underdog: ilektrikò (fermata Thiseio),

Voliotikò Tsipouradiko Psirri: metropolitana linea blu (fermata Monastiraki), ilektrikò (fermata Thiseio).

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Mangiare e bere, Psirri

Aperitivo italiano e cena di alto livello nella Psirri più autentica

Una volta al mese, come saprete, ci troviamo con gli altri italiani che vivono ad Atene per trascorrere una serata “italiana”, un’occasione per trascorrere qualche ora insieme agli amici connazionali (o che parlano italiano).
Il nostro appuntamento mensile con l’aperitivo questa volta ci ha visto ospiti del vivace e modaiolo Psirri, una delle zone più note per il divertimento e a pochi passi da Monastiraki.
Per il nostro consueto raduno abbiamo scelto un locale che ben conoscevamo in Odòs Agiòn Anargiròon -una delle vie centrali del quartiere- e che ci aveva colpito per l’arredo originale e per la buona qualità delle bevande. Inoltre, un punto a favore di locale da noi eletto a ritrovo della serata è sicuramente che fino ad una certa ora- sabato incluso- è possibile conversare amabilmente senza essere infastiditi da musica ad alto volume o eccessivo brusio degli altri avventori; lo Styl & Cafè, infatti ci ha accolto come le precedenti volte facendoci sentire subito a nostro agio in un’atmosfera rilassata ed amichevole.
Quello che ci ha sempre affascinato del locale sono le decorazioni delle pareti che consistono in delle casette di cartone adornate a seconda della stagione con neve, fiori e quant’altro dia l’impressione del periodo dell’anno nel quale ci si trova. In questo momento sono chiaramente cosparse di neve e di regali natalizi.

 

Arrivati, noi due organizzatori, al solito un po’ in anticipo abbiamo ordinato due bicchieri di vino rosso in attesa che gli altri partecipanti ci raggiungessero.
L’immancabile Nevila non si è fatta attendere come pure i nostri amici Claudia e Paolo. Purtroppo altri simpatici ragazzi delle altre “edizioni” non sono potuti venire perché fermati da malanni di stagione. Speriamo comunque di rivederli ai prossimi appuntamenti all’insegna di qualche chiacchiera in italiano che organizzeremo (o perlomeno tenteremo di organizzare) con scadenza mensile.
Mentre ascoltavano le novità dei nostri amici – che ci hanno ragguagliato su come hanno passato le feste- e rispondevamo alle loro domande sui nostri impegni nei giorni tra Natale e Epifania io e il mio socio Albertos abbiamo ovviamente provveduto a finire il nostro buon bicchiere di Agiorgitiko, trovandolo estremamente piacevole.
Tra una discussione sui recenti sviluppi politici nazionali ellenici e qualche altra facezia più lieve si è fatta l’ora di mettere qualcosa sotto i denti tanto più che l’aperitivo, appunto, ci aveva convogliato un certo appetito.
Su consiglio del sempre solerte Albertos- che aveva provveduto a rintracciare i migliori posti dove cenare in zona- abbiamo voluto puntare ad un promettente mezedopoleio “voliotiko” (con cucina ispirata a quella tipica della città di Volos).
A tenerci allegri durante la cena hanno pensato Nevila e Claudia che si sono unite a noi, mentre Paolo ha preferito, con nostro sottile dispiacere, dirigersi verso casa.
Il mezedopoleio in questione si trova veramente a breve distanza dal locale scelto per l’aperitivo e, potremmo spingerci a sottolineare, nella parte meno rumorosa ed affollata di Psirri.
All’entrata, l’ambiente con le pareti di pietra ci ha subito impressionato come il fatto che fosse prevista della musica greca live ad accompagnare il cibo.

 

Molto ampio e interessante il menù offerto dal locale, che spazia dagli antipasti ai dolci con proposte di carne e di pesce. Dalla tradizione greca abbiamo voluto scegliere un’insalata di patate ed una melitzanosalata, gavroi (alici) marinati e fritti, soutzoukakia (polpette di carne in salsa di pomodoro), polpette di polipo (una prima assoluta) e riso alle cozze dividendo in sostanza quasi tutte le porzioni tra i commensali.

Tutti i piatti si sono dimostrati assolutamente all’altezza- abbiamo avuto la conferma di questo dalle nostre due amiche che hanno appunto assaggiato le nostre scelte e ci hanno a loro volta fanno gustare le loro- con il risotto che si è rivelato un vero e proprio piatto da applauso.
Allietati dalla musica diffusa in sottofondo dai musicisti abbiamo concluso la nostra piacevole cena a cui però sembrava mancare un buon dolce e un corrispondente buon digestivo.
Con la promessa di tornare a gustare le prelibatezze del Voliotiko– che tanto successo hanno avuto tra le nostre Claudia e Nevila- ci siamo diretti nel posto del dolce e del rakomelo per eccellenza.

Il Serbetia ci ha permesso di finire la serata in gran stile con favolose cheseecake alla fragola (per Nevila e Claudia) e alla ciliegia (per noi); il tutto innaffiato da un eccezionale rakomelo (sulla cui qualità non si discute).
Dopo questo ultimo momento di irresistibile tentazione pasticcera si è conclusa la nostra serata insieme agli amici italiani. Aspettiamo con ansia di rivederli nuovamente alla prossima uscita “italiana”, per passare qualche momento di buona conversazione e di buona cucina con i nostri simpatici connazionali.

Indirizzi:


Voliotiko Tsipouradiko: Taki, Navarchou Apostoli e Lepeniotou 1

Ta Serbetia stou Psirri: Eschilou 3

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)

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Pangrati, Psirri

Il secondo giorno di Natale tra Vespe Rosse e bottiglie con trifogli..

Passato il Natale e le sue libagioni (per noi alquanto ridotte rispetto allo standard greco) ecco anche in Grecia arrivare il giorno di Santo Stefano; o meglio, il secondo giorno di Natale perché qui Santo Stefano viene festeggiato dalla Chiesa Ortodossa il giorno seguente, il 27 dicembre. Che cosa fare dunque a Santo Stefano (cattolico) ad Atene? Riprendersi dalle mangiate dei giorni precedenti e/o andare al cinema. Scartata l’idea del cinema per il pericolo di ritrovarsi insieme a una folla immane (soprattutto negli spettacoli del primo pomeriggio e della sera inoltrata) abbiamo deciso di riposarci e lavorare durante il giorno per poi darci alla pazza gioia in serata.

Il programma della serata prevedeva di fare visita a un locale di cucina italiana nel nostro quartiere di Pangrati di cui avevamo sentito parlare  e che volevamo dunque provare di persona. Stiamo parlano della Osteria Vespa Rossa , situata a poca distanza dalla stazione della metropolitana di Evangelismos. Prenotato un tavolo per le 21.30 veniamo accolti dalla signorina addetta allo “smistamento” dei clienti e dopo aver verificato la validità della nostra prenotazione ci accomodiamo al nostro tavolo. Il menu ci viene portato a breve e subito notiamo dei terribili errori (od orrori) di ortografia come oreccIette o fiNNoCCiona che farebbero rabbrividire qualunque italiano. Troviamo la cosa particolarmente sgradevole poiché nonostante il locale si definisca “osteria” l’ambiente è comunque raffinato e anche piacevole, nonostante la musica a un livello decisamente alto per un ristorante.
Ordiniamo senza troppi indugi dei crostini con crema di ceci e code di gambero, un risotto ai gamberi, gnocchi alla bottarga e una polenta nera al tartufo più un bicchiere di Chardonnay delle Langhe. Il cameriere con fare saccente ci chiede se vogliamo ricevere tutti i piatti allo stesso istante o separatamente, facendoci notare che la polenta sarebbe un contorno; evidentemente non era a conoscenza del fatto che essendo italiani sappiamo perfettamente cosa sia un contorno e come e soprattutto quando si mangi la polenta.
I crostini passano il severo esame del nostro palato essendo molto gustosi e non eccessivamente duri; le note dolenti arrivano con i primi. I gnocchi, seppur molto buoni nella loro salsa al limone, sono veramente pochi rispetto al prezzo (13 euro) e soprattutto la famosa bottarga che mi ha fatto propendere per la loro scelta non è assolutamente visibile e non si sente al palato se non in minima parte. Il risotto ai gamberi -seppur non di sapore cattivo- viene presentato nello stesso piatto dei gnocchi e letteralmente annegato nel suo brodo. Per noi questo non è assolutamente un risotto, bensì un riso bollito annegato in un liquido; la porzione inoltre è letteralmente sproporzionata rispetto alla mia di gnocchi. Il piatto migliore si rivelerà la polenta, con un tartufo letteralmente divino che in parte ci risolleva dalla delusione dei primi piatti. Finiamo la cena volendo testare il tiramisù della casa, rimanendo leggermente delusi anche in questa occasione dal momento che non vale assolutamente il prezzo proposto (6 euro).
Il giudizio quindi sulla Vespa Rossa è altalenante: buona l’atmosfera e il servizio, meno buoni i primi e veramente pessimo il rapporto qualità-prezzo dal momento che abbiamo speso 55 euro in 2. Non sarebbe un prezzo fuori dal mondo se le porzioni fossero state anche solo leggermente più ricche, perché il buon cibo italiano ad Atene si paga, ma l’esperienza complessiva ci fa pensare che non valga i soldi spesi.
Il proseguo della serata prevede una puntata a Psirri per il dopocena con Marco, un ex-compagno di scuola di Αττική momentaneamente ad Atene per impegni famigliari; in teoria saremmo dovuti andare a un rebetikò -ovvero un locale dove ascoltare l’omonimo genere musicale greco dal vivo- però lo scarso affollamento del locale e la tarda ora (lo spettacolo era cominciato 2 ore prima) ci fanno propendere per la classica e sempre apprezzata visita alla Serbetia tou Psirri, ovvero una delle migliori pasticcerie del centro di Atene dove oltre a dolci sopraffini si può bere un ottimo rakomelo. Con nostra grande sorpresa i gestori del locale sono evidentemente grandi sostenitori del Panathinaikos, dal momento che la bevanda viene servita in queste bottiglie:

 

Terminata la necessaria dose di rakomelo settimanale ci incamminiamo verso la metropolitana di Monastiraki non senza mancare di immortalare il nostro amato Partenone by night, che fa sempre la sua imponente figura.

Indirizzi:


Vespa Rossa: Naiadon 2, Atene

Serbieta tou Psirri: Eschilou 3, Atene

Come arrivare:


Vespa Rossa: stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Rizari o fermata Evangelismos (linee bus 054, 203, 204, 732)

Serbieta tou Psirri: stazione Monastiraki (metropolitana linea blu)

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Psirri

Imprevisti, cambiamenti di programma e piacevoli ri-scoperte a Psirri

Succede, alcuni giorni, che si capisca subito che qualcosa non andrà come previsto. Non che la cosa in sé dispiaccia, soprattutto quando il dover cambiare programma ti porta a rivedere qualcosa di assolutamente piacevole.
Una giornata di dicembre dal clima più autunnale che invernale, Babbi Natale che sembrano fuori posto, decorazioni natalizie che pensi messe lì solo per rendere belle le vetrine e vendere di più, persone che più che assaltare i negozi camminano pigramente per le vie del centro senza nemmeno tentare di entrare ad acquistare il più che modesto regalo.
Dopo aver annaspato nel raggiungere Plateia Kapnikarea da Monastiraki tra marciapiedi troppo stretti, folla delirante e spintoni vari, decidiamo di sfidare il clima mite e di concederci una cioccolata nel locale in cui siamo riusciti tanto faticosamente a raggiungere. Ho trascinato Albertos fino a qui spinta dalla voglia di assaggiare la bevanda invernale per eccellenza che nel minuscolo Sokolata 56 pare essere la migliore servita ad Atene.

Il socio mi segue benevolmente seppur non disposto a trangurgitare il nettare degli Atzechi poichè l’ora si addice quasi più al pranzo che alla colazione. Nessun problema, dopo aver scorto il katalogos si orienta per una spremuta di arancia mentre io, al contrario, mi perdo tra i molteplici gusti delle cioccolate, divise in tre categorie: bianche, al cioccolato al latte e al cioccolato fondente. Urge una decisione, mi faccio tentare da una suadente cioccolata alla nocciola e attendo speranzosa la bevanda corroborante,
Nel frattempo non possiamo fare a meno di notare l’arredamento del locale che alle parete sfoggia molte pubblicità d’antan delle cioccolate internazionali più famose. L’insieme, molto colorato, pareggia il fatto che i tavolini all’interno non siano che un paio e che molti avventori, attratti dalla fama del posto, siano costretti ad accomodarsi all’esterno.
Arrivano dunque le bevande e quel che in un primo momento mi colpisce della mia bevanda è che, nonostante si sia fatta aspettare un bel po’, non abbia la consistenza densa che di solito abbino ad una buona preparazione cioccolatosa. Voglio dare però una possibilità alla mia bevanda e la accosto alle labbra per un assaggio. Questa volta il gusto non mi delude, corposo e ben bilanciato; le note di nocciola si percepiscono bene e posso decretare che pure la consistenza non è tanto liquida come pensavo. Cioccolata promossa in pieno come gusto con l’unica annotazione che 6 euro per una tazza non poi così generosa sono un po’ troppi.
Terminato il momento dolce ci dirigiamo a Psirri in cerca di un “magireio” di cui abbiamo sentito parlare molto bene. Difficile da trovare perché abbastanza nascosta (l’insegna è sviante e in vetrina appaiono altri articoli), situata in odòs Sarri al limite di Psirri, la piccola cucina tradizionale che serve la zona da diversi anni si può scorgere solo da alcuni tavoli che appaiono nel fondo del locale. Entrati dopo qualche esitazione (il socio non era del tutto convinto dall’aspetto un po’ dimesso dell’esercizio), scopriamo con sorpresa che ci sono solo un paio di piatti del giorno ed entrambi sono di carne. Volendoci orientare su qualcosa di un po’ più variegato prendiamo la decisione di rimandare la nostra visita al famoso mageirio che sarà pure di qualità ma che il sabato offre davvero una scelta limitata.
Dal momento che ci troviamo in zona Psirri mi viene in mente che potremmo accomodarci ad un altro magireio della zona (questa volta già testato) che si trova in odòs Agìon Anargìron, una delle più centrali della zona. Sebbene nella stagione estiva si possano vedere dei turisti seduti a mangiare all’esterno- più che altro perché Psirri si trova poco lontano da Monastiraki e qualche straniero si spinge fino a qui- il locale è frequentato in maggioranza da greci che si posizionano tanto al di fuori quanto all’interno del locale.
Sfruttando la giornata più che mite e il fatto che ci siano delle stufe a riscaldare i tavoli esterni decidiamo di sederci sul marciapiede e veniamo prontamente serviti dal cameriere che ci consegna il menù del Nikitas.

Piatti tradizionali- che mi ricordo ben eseguiti- prezzi più che abbordabili, porzioni sostanziose; prendiamo un maiale al sedano, cannelloni al ragù (per provarne l’esecuzione, non ci incolpate di essere nostalgici), broccolo al vapore e il solito vino rosso ad annaffiare il tutto.
La cucina del mageirio, semplice e gustosa, non ci fa rimpiangere le nostre scelte. I piatti sono prelibati e concludiamo il pranzo sazi e soddisfatti. Abbiamo nel frattempo nutrito con della carne uno dei simpatici felini che si insinuano tra i tavoli in cerca di un pasto in cambio di qualche miagolio.

Insomma, il cambio di programma sul luogo dove mangiare non si è mostrato per nulla sfavorevole. Di solito abbastanza scettici sui luoghi centrali  a rischio turismo dobbiamo ammettere che il Nikitas ci ha regalato una buona esperienza culinaria. Forse sarà per questo che spesso è affollato di autoctoni che si godono la buona cucina e la piacevolezza di ritmi rilassati di Psirri (fino alla sera, quando la zona cambia totalmente carattere e diventa praticamente impossibile trovare posto in un qualsivoglia locale).
Allontanatici da Psirri, pensiamo a come organizzarci per la sera. Abbiamo già in mente di far visita ad un ristorante di Kallithea che si trova tra i locali candidati per trascorrere il Capodanno. Prenotazione fatta, non ci resta che sperare che i mezzi con cui ci recheremo fin nel dimos di Kallithea non ci facciano aspettare troppo visto che le temperature la sera sono decisamente meno miti. E ci sarebbe da tener presente il traffico che in questi giorni è particolarmente intenso. Ma ci penseremo stasera, intanto già pregustiamo i raffinati piatti che assaggeremo; dal menù che abbiamo letto sul loro sito ci sembrano proposte molto interessanti e ci prepariamo di nuovo ad altra intrigante esperienza sensoriale .

Indirizzi:

Sokolata: Ermou 56, Atene

Nikitas: Agion Anargiron 19, Atene

Come arrivare:
Sokolata: fermata Syntagma (metropolitana blu)

Nikitas: fermata Monastiraki (metropolitana blu e linee bus 025,026,027,035,227)

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Psirri

Bougatsa (quella originale) tra amici a Psirri

Questo fine settimana è stato molto intenso e colmo di avvenimenti per il nostro blog. Innanzitutto perché in questi giorni sono venuti a trovarci due amici dall’Italia che hanno colto l’occasione della loro venuta nella capitale greca per una quattro giorni di partite, arte e bagordi.
Per loro fortuna hanno potuto condensare ben tre competizioni sportive delle più importanti squadre di Atene in poche serate e sono riusciti a vedere due partite di basket e una di calcio. Il tutto, come prima accennato, condito da qualche incursione dedicata ai monumenti imperdibili della capitale e da molti assaggi della cucina (e delle bevande) locali.
Il sabato mattina, quando li abbiamo recuperati in piazza Syntagma, erano già reduci da una divertente quando disastrosa (per la compagine sostenuta dai nostri) partita di basket tra Olympiakos e Olimpia/Armani al Pireo e da un più soddisfacente match tra Panathinaikos e Barcellona all’Oaka.
Affamati e desiderosi di narrarci quanto visto e vissuto ci hanno chiesto di condurli dove si potesse consumare una colazione in stile ellenico e bere un buon caffè (greco, possibilmente).
Dopo averci pensato un po’ abbiamo individuato una probabile destinazione in un locale di Psirri nel quale non eravamo stati ma che ci sarebbe piaciuto provare (e far provare agli amici). Prendendo come scusa la loro insana voglia di bougatsa di prima mattina ci siamo diretti verso il Bougatsadiko Thessaloniki. Il nome richiama subito la città di origine della bougatsa (ovvero una sfoglia farcita con crema pasticcera nella versione dolce o con prosciutto e formaggio in quella salata) e propone entrambe le versione del famoso spuntino macedone. Per la versione salata sono addirittura presenti farciture con solo formaggio o salsiccia ma noi abbiamo preferito attenerci alla tradizione e abbiamo ordinato quella dolce e quella prosciutto e formaggio. Il giusto completamento della nostra ordinazione l’abbiamo trovato nel famoso caffè greco, scelto perché preparato nella sabbia rovente e non sulla fiamma (o con la macchina del caffè, nel peggiore dei casi).
Arrivate le bougatse ne abbiamo elogiato la bontà, approvazione puntualmente ripetuta da lì a poco quando ci è stato servito il caffè.

Insomma, pur trovandosi in un posto centrale e mediamente affollato dobbiamo segnalare questo locale per la qualità dei prodotti e per la piacevolezza dell’ubicazione. Situato proprio nel mezzo di Psirri, dispone di qualche posto all’interno e di numerosi tavolini all’esterno. Il clima mite dell’autunno ateniese ci ha permesso di scegliere l’opzione di gustare le nostre prelibatezze all’esterno.
In una zona molto frequentata di sera ma decisamente più calma e vivibile la mattina abbiamo avuto occasione di chiacchierare di molte questioni, dalle prime impressioni degli amici su Atene al programma della serata.
Per soddisfare le loro richieste di assaggiare del buon pesce ci siamo orientati su Koukaki dove avevamo già qualche ristorante collaudato di buon livello. Dove ci siamo diretti ve lo spiegherà il socio nella sua narrazione della serata ateniese di stravizi culinari e di dopo cena al rakomelo nostra e dei nostri entusiasti ospiti.

Indirizzo: Plateia Iroon 1, Psirri (Atene)

Come arrivare: fermata Monastiraki (metropolitana linea blu)

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Psirri

Vicoli angusti e piacevoli sorprese

Dopo quasi una settimana nella quale sono stata sola al comando di questo blog tentando di reggerne saldamente il timone e soprattutto di non creare spiacevoli incidenti, il vostro duovirato preferito si è ricomposto e ha ripreso le abitudini interrotte solo per pochi giorni.
Dopo la solita birra del venerdì sera questo sabato abbiamo però dovuto modificare temporaneamente l’usanza del caffè mattuttino ad Exarchia a favore di un pranzo veloce in zona Monastiraki verso le 14 di pomeriggio.
Impegni di lavoro hanno fatto sì, appunto, che il solito ritrovo antemeridiano venisse abrogato e che, vista l’ora in cui ci siamo dati appuntamento, venisse sostituito da un più solido desinare all’ombra dell’Acropoli.
Da settimane avevamo puntato un locale nei paraggi dell’omonima fermata della metropolitana che lambisce Monastiraki, una specie di mezedopolìo che ci aveva attirato e che volevamo provare. La settimana scorsa, alla fine, pur trovandoci in zona, abbiamo virato dai nostri piani all’ultimo momento, preferendo il Dipilo che aveva una cucina più variegata del locale in questione, il quale propone quasi esclusivamente piatti di pesce. Il nome, infatti, Atlantikòs, non lascia spazio ai dubbi: qui si serve una cucina improntata sulla valorizzazione organolettica di pesce e crostacei accompagnati quasi sempre, come tradizione vorrebbe, da uno o più bicchieri di ouzo.
Trovare il locale, se non conoscete l’indirizzo, non sarà facile. Pur affacciandosi su una delle traverse di odòs Ermoù (sulla parte che va da plateìa Monastirakìou verso il Keramikòs), in un punto abbastanza degradato della strada, trovandosi abbastanza all’interno e non visibile subito dalla strada, la gestione si è affidata ad uno striscione artigianale col nome del locale per segnalare la presenza del loro micro-ristorante. Collocato in un punto dove difficilmente ci si potrebbe immaginare un caratteristico mezedopolìo ateneniese, il locale è veramente di dimensioni ridotte, dovute da una parte alla ristrettezza della via in cui si trova, che non permette l’approntarsi di molti tavoli all’esterno, dall’altra dall’esiguità dello spazio interno. La proprietà avrebbe a disposizione anche un semi-cortile per apparecchiare i tavoli ma, misteriosamente, ha preferito adibirlo a magazzino.
Arrivati e ben consci dei pochi posti in dotazione (avevamo studiato prima di decidere di farci una visita), ci siamo messi all’interno accanto al bancone centrale, non rimurginando troppo sul fatto che non si potesse approfittare del cortile o dei tavoli sistemati nella via, inutilizzabili per il sole cocente che si colpiva.
La lista ufficiale che ci hanno portato era all’insegna del pesce e non ha deluso le aspettative, ma un catalogo improvvisato con i piatti del giorno che ci è stato consegnato in aggiunta presentava piatti più diversificati.

La nostra scelta è caduta su una più che apprezzabile spaghettata ai gamberi e su una varietà di frutti di mare. La pasta, oltre che per gli ingredienti, era stata scelta per testare l’abilità del cuoco di servirla al dente. Prova passata, spaghetti non collosi e gusto armonioso.
Il misto di mare ce lo aspettavamo diverso, un’insalata fredda quasi; è arrivato un fritto di gamberetti, cozze e alici. Nonostante la sorpresa, la friggitura era leggera e gli ingredienti ottimi; approvato all’unanimità.
Pur trovandoci in un locale abbastanza tipico (nemmeno un turista, sebbene si fosse a pochi passi dal centro più ) abbiamo infranto la regola e abbiamo pasteggiato non con ouzo ma con del piacevole vino bianco. Ammettiamo che facesse troppo caldo per arrischiarci con superalcolici, per quanto annacquati. La scelta di ouzo era tuttavia veramente ampia, e come si può notare, faceva bella mostra di sè sopra il bancone.

Alla fine del pasto e al momento del pagamento, la comunque ragionevolissima cifra da corrispondere è stata resa più dolce non dal solito dessert offerto dal locale ma da due sostanziose caramelle zuccherose.
Mentre terminavamo il nostro vino abbiamo pensato come organizzarci per la sera; la zona prescelta è stata decisa soprattutto per il fatto che non fosse una di quelle già sperimentate; volevamo, infatti, qualcosa di totalmente nuovo.
Se siete curiosi di sapere dove ci siamo spinti, non vi resta che leggere il prossimo post che vi svelerà i segreti della nostra serata.

 

Indirizzo:

Avliton 7, 213 0330850

Come arrivare:

Stazione Thiseio (ilektrikos), stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)

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Psirri

Il giorno dopo (e il giorno durante)

Ed eccoci qui, nella Grecia del giorno dopo. Dopo la sonante vittoria dell’ ΌΧI, molto più di quanto fosse lecito attendersi secondo tutti i sondaggi pubblicati in questa settimana, e una notte di festeggiamenti che hanno avuto come sede Piazza Syntagma e i suoi dintorni. Come abbiamo più volte ripetuto, stiamo vivendo momenti storici per questo Paese e per l’Europa intera e gli sviluppi politici continuano a essere rapidi e sorprendenti; non può che essere sorprendente infatti la notizia delle dimissioni di quella icona che ormai era diventato il ministro delle Finanze Yannis Varoufakis. Notizia che ha gettato nello sconforto molti suoi ammiratori, ma che avrà fatto piacere a molti altri sia qui in Grecia, sia a Bruxelles. Altra notizia di poco fa è che le banche rimarranno chiuse almeno fino a mercoledì (prima si era addirittura paventata l’ipotesi di venerdì o lunedì 13) ma con il limite di prelievo di 60 euro inalterato. C’è però da dire che in molti bancomat ormai il prelievo massimo consentito è di 50 euro, perché le banconote da 20 cominciano a essere merce molto rara e non sempre -per usare un eufemismo- i bancomat ne vengono riforniti.

Come abbiamo vissuto la giornata di ieri? Abbiamo approfittato dell’alta pressione ormai stabile su Atene e abbiamo deciso di recarci per un simpatico aperitivo in zona Monastiraki, dal momento che un amico (o meglio scocciatore secondo la definizione della mia compagna di blog -sì amico Solonas, ho la schermata whatsapp che lo conferma) di Αττική ha pensato di fare una rimpatriata ad Atene in una giornata che si è rivelata poi storica causa referendum. L’idea era quella di muoverci verso la famosa Piazza Agias Eirinis, ma scendendo alla fermata di Monastiraki ci è venuta una grande idea; quella di incamminarci in un vicolo abbastanza orrendo esteticamente, ma che nasconde una gemma. Il Six d.o.g.s. è infatti una gemma ben nascosta, e assolutamente introvabile se non si conosce in precedenza, perché si tratta di un bar all’aperto (almeno d’estate o finché non piove).

 

Locale frequentato da gente giovane, buona scelta di birre (tra cui una mai provata in precedenza, la locale Athinaio) e un ottimo vino di Samos. Preparatevi a fare battaglia per trovare un posto nel weekend, perché anche alle 19 di domenica era pressoché pieno. Prezzi nella media: 10 euro per una birra e un bicchiere di vino. Musica decisamente fuori stagione, ma se avete nostalgia del Natale potreste anche apprezzarla e dimenticare per un attimo il caldo africano che è ritornato in questi giorni dopo una settimana all’insegna della variabilità e delle temperature abbastanza umane.

Insomma, per spendere gli ultimi euro rimasti è un locale decisamente consigliato (si può anche mangiucchiare qualcosa) e siamo sicuri che lo apprezzerete. Da Monastiraki lo si raggiunge prendendo l’uscita su via Athinas, attraversando la strada, girando a destra su via Agias Eirinis e ancora girando a sinistra al primo vicoletto che incontrate. Scendete le scale e sarete in questo ampissimo cortile (in terra battuta, quindi signore non venite con tacchi troppo alti).

Indirizzo:

Avramiotou 6-8, 210 3210510

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)

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Psirri

Sì o No? Noi votiamo Psirri

Dovete sapere che a volte le nostre giornate seguono un filo logico anche quando i programmi che avevamo prestabilito vanno a gambe all’aria. Questo è il prologo necessario a spiegare il nostro sabato in quel di Ψηρή (Psirri); quartiere ateniese che si trova tra la Plaka e Piazza Omonia. La Psirri odierna presenta due facce; quella tra la via Ermou e la piazzetta centrale, ovvero Piazza Iroon (Πλατεία Ηρώων), riqualificata e piena di locali vivaci -da taverne a caffetterie e bar – mentre la parte che da Piazza Iroon conduce verso le vie Evripidou e Athinas, sebbene non sia più nelle condizioni disastrate di 20-30 anni fa, risente ancora di un certo degrado ed è abitata perlopiù da immigrati. E’una di quelle parti di Atene in cui è consigliabile non avventurarsi troppo a cuor leggero, soprattutto di sera, anche per il semplice motivo che le viette interne sono veramente poco illuminate.

L’idea era quella di prendere il solito caffè del sabato mattina a Psirri, per poi la sera provare una tavernetta tipica dell’Epiro situata all’interno dei mercati generali ateniesi, tra Evripidou ed Aiolou. Incontratici a una buon’ora (per gli standard locali) alla stazione della metropolitana di Monastiraki ci siamo incamminati verso la via Agion Anargiron (Αγίων Αναργύρων) che già conoscevamo come sede di numerosi bar. La nostra scelta è ricaduta sul Stil & Cafè, che ci aveva già visti ospiti durante il periodo delle vacanze pasquali ortodosse. Data la velocità con cui la cameriera ci ha sottratto dalle mani il menu non siamo riusciti a recuperare la nostra classica foto di introduzione delle nostre recensioni. Abbiamo però immortalato lo zaino di questa turista nordica, dal momento che aveva una caffettiera legata a esso. Bizzarro avvenimento, forse non pensava che qui le caffettiere si trovano in qualsiasi negozio di casalinghi, oppure era particolarmente affezionata a quella specifica caffettiera.

 

Il bar è senza infamia e senza lode, come molti qui nella zona. 5 euro e 50 per un caffè greco e un freddoccino sono la norma per il centro (non malfamato) di Atene. Tornati verso il nostro quartiere abbiamo trovato segni inequivocabili del referendum di oggi e per par condicio ve li mostriamo entrambi.

 

Per la cena, e per festeggiare una ricorrenza -che ricadrebbe oggi ma che abbiamo deciso per vari motivi di celebrare ieri- volevamo provare la taverna Epirus, situata come abbiamo detto in precedenza, all’interno dei mercati generali di Atene. Peccato che una volta giunti lì -passando davanti a un seggio elettorale sorvegliato da poliziotti in tenuta antisommossa- la taverna in questione fosse chiusa come tutti i locali in zona. Davvero strano considerato che si trattava di un sabato sera estivo. Attirati dalla piccola Karamanlidika tou Fani – piccola macelleria sulla via Evripidou che ha al suo interno anche pochi tavoli a sedere – abbiamo provato a vedere se riuscivamo a ottenere un tavolino per due, ma con risultati evidentemente disastrosi dato che il solerte cameriere ci ha preannunciato un’attesa di almeno un’ora. Sarà per un’altra volta, magari durante la settimana quando si spera che il locale sia meno invaso da turisti.

Ritornando verso Psirri, abbiamo finalmente deciso di fare un salto nel passato (prossimo) e di cenare presso la Taverna tou Psirri; dico che abbiamo fatto un salto nel passato perché eravamo venuti a mangiare qui – su consiglio dell’esperta Αττική – la prima volta che ci ha visti insieme ad Atene.
La taverna è tipicamente greca, ma non risulta essere una trappola per turisti sia per il prezzo decisamente contenuto sia per l’ospitalità offerta agli avventori.

 

La prima immagine rappresenta una sorta di “decalogo” dell’ubriaco, dove dopo il settimo bicchiere -serie inframezzata da grossolani errori di ortografia provocati dall’alcool – la polizia si prenderà cura di te e della tua ubriachezza molesta.
Sapevamo di andare sul sicuro; una salsa ai peperoni piccanti, feta, pollo con patate e acciughe fritte, mezzo litro di vino rosso per esattamente 26 euro. Le porzioni non erano certo da nouvelle cuisine, dal momento che il proprietario ci ha chiesto come mai non avessimo finito tutto quanto vi fosse nei piatti. La spiegazione che ci ha salvato la vita e che ci permetterà di tornare ancora lì è stata che le porzioni erano veramente troppo abbondanti e non ce l’avremmo umanamente fatta a finire tutto.

Per il dopocena abbiamo deciso di camminare per esattamente metri 2 e di sederci ai tavolini dell’adiacente Serbetia stou Psirri; ovvero una deliziosa pasticceria assolutamente da non perdere durante il vostro soggiorno ateniese.

Con le nostre ultime forze abbiamo deciso di ordinare due porzioni di cheesecake, assolutamente sublime. Ma non ce l’avremmo mai fatta a sopportarla senza innaffiarla con una caraffetta di rakomelo.

 

Per farvi capire quanto sia conveniente -ma non scadente di qualità la Taverna tou Psirri – vi basti sapere che le due cheesecake e il rakomelo ci sono costati quasi quanto ciò che avevamo mangiato poco prima.

In conlusione, giornata davvero piacevole in cui abbiamo volutamente scelto di non pensare a ciò che accadrà oggi. Comunque andranno le cose. Ve lo confessiamo, quando c’è lei che veglia su questa città è molto più facile non pensare -per il momento- al futuro e concentrarsi sul meraviglioso presente che Atene offre.

 

ps: modifica del lunedì: abbiamo recuperato la foto del menù del Stil & Cafè (mi era sfuggito che la lesta Αττική era riuscita a fotografarlo) e di un meraviglioso labrador da cui non riuscivamo a staccare gli occhi di dosso.

Indirizzi:

Stil Cafè: Agion Anargiron 12, 210 3250373

Taverna tou Psirri: Eschilou 12, 210 3214923

Ta Serbetia stou Psirri: Eschilou 3, 210 3245862

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)