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Pangrati

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Mangiare e bere, Pangrati

Un angolo di mare appena fuori dal centro

Nonostante la crisi che perdura da anni nell’Ellade non manca qualche coraggioso imprenditore che si lancia nel mondo della ristorazione, che rappresenta una delle poche opportunità in cui si può ancora avere successo se si hanno le idee chiare e si vende un buon prodotto.

È il caso del Varka, ovvero barca in greco, un mezedopoleio specializzato in pesce che ha aperto da pochi mesi nella piazzetta dietro all’hotel Caravel e a poca distanza dall’Hilton, due degli hotel più famosi di Atene; per dare un riferimento geografico siamo al confine tra il comune di Kesariani e il quartiere di Pangrati, tra le zone più tranquille della capitale frequentate anche da un certo numero di turisti stranieri ospiti di questi due alberghi.

Il Varka ha optato per un arredamento stile taverna di pesce, ma senza eccessi pacchiani, che dà subito l’idea del tipo di locale in cui si sta per entrare: per chi non ama mangiare pesce c’è comunque una discreta scelta anche di verdure e di carne. Per esempio i piatti del giorno (sempre diversi e visualizzabili sul sito sempre aggiornato) nell’occasione della visita di SRDK erano gemista e moussaka; allo stesso tempo i camerieri avvertono gli avventori dei pesci del giorno, a seconda del pescato.

I piatti provati da SRDK sono stati polipo marinato e giouvetsi thalassinon, ovvero la versione di mare del famoso piatto della cucina ellenica con gamberi e calamari. Buono il sapore e le porzioni sono non scarne ma nemmeno abbondanti, affrontabili anche da una persona sola; apprezzabile anche il fatto che l’acqua venga fatta scegliere se venire servita imbottigliata o in caraffa (a volte l’acqua del rubinetto ad Atene ha un fastidioso sapore di cloro). Molto attento e cortese il servizio; i camerieri infatti chiedono spesso se il piatto è stato di gradimento o meno. In conclusione il dolce: una fetta di portokalopita (ovvero torta all’arancia) che anche se non paragonabile a quelle di pasticcerie vere e proprie, risulta apprezzabile e addolcisce il palato.

Il responso di SRDK è sicuramente positivo: per poco meno di 20 euro a testa si mangia buon pesce, con dolce, due cestini di pane e vino. Nella zona è tra le alternative più economiche, poiché la concorrenza -anche in base al fatto che la clientela che frequenta l’”isolato” è di un certo livello, dal momento che gli hotel che abbiamo citato prima non sono propriamente economici, anzi – ha dei prezzi maggiori rispetto alla media del centro di Atene e si compone quasi esclusivamente o di ristoranti veri e propri o di fast-food; il Varka è quindi la via di mezzo che mancava in questo angolo della capitale per chi soggiorna in alberghi e non si vuole spingere troppo distante o per chi decide di trascorrere qualche ora lontano dai sentieri più battuti del centro di Atene.

Indirizzo:

Iofontos 31, telefono: 210 7258826

Come arrivare:

Stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Caravel (linee autobus 221, 224, 250)

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Mangiare e bere, Pangrati

Come andare in Italia..rimanendo a Pangrati

L’appuntamento per l’evento di marzo del nostro blog è stato fissato per sabato 19; un insolitamente caldo (tardo) pomeriggio ateniese ha fatto da cornice al nostro aperitivo mensile. Questa volta la scelta del locale è caduta sul Gush, un interessante bar situato a Pangrati a poca distanza dalla fermata della metropolitana di Evangelismos e da alcuni degli hotel più famosi di Atene, l’Hilton e il Caravel. Punto di forza del Gush sono sicuramente l’ampia vetrata panoramica di cui dispone al terzo piano (da cui si può ammirare il monte Ymittos tra le altre cose) e il giardino che lo circonda; come avrete già intuito il locale si dispone su più piani rendendolo adatto per serate in compagnia anche se siete in numero elevato. Servizio non proprio da 10 e lode (la nostra prenotazione è stata temporaneamente dimenticata e la cameriera ha dovuto far alzare alcuni avventori da quelli che erano i tavoli sullerivedelkifissos) ma prezzi nella media, vino di buona qualità e un’ampia scelta generale oltre che di bevande anche di dolci (apple pie da ottimo voto in pagella). Ci ha fatto molto piacere avere avuto nuove adesioni che speriamo ci seguiranno nei prossimi eventi e ci ha fatto altresì piacere rivedere altri nostri fedeli fan che già avevano partecipato ad alcuni precedenti eventi.

Dopo un piacevole aperitivo è giunta l’ora di andare a cena e quale migliore occasione di un sabato sera a Pangrati per provare un nuovo ristorante italiano, aperto da pochi mesi, situato a poca distanza dallo stadio panatenaico? Stiamo parlando del Ristorante Italia un locale gestito da greci di lontane origini italiane che dopo una felice esperienza nell’isola di Tinos hanno deciso di lanciarsi nel magico mondo della ristorazione ateniese. Il ristorante si trova in una vietta pedonale appena dietro a viale Vasileos Kostantinou, la strada che si affaccia come detto allo stadio panatenaico; una piccola insegna segnala il locale, ricavato dentro un condominio che risalirà almeno agli anni ’50 (se non di più). Veniamo subito accolti dal solerte cameriere che ci fa accomodare al tavolo (assolutamente obbligatoria la prenotazione nel fine settimana e vivamente consigliata anche durante la settimana perché il ristorante è davvero piccolo) e scegliamo senza troppi dubbi una bruschetta caprese, una pasta alla carbonara (per testare se la ricetta è aderente all’originale) e gnocchi al pesto; il tutto accompagnato da un (abbondante) bicchiere di Cabernet Sauvignon direttamente proveniente dall’Italia. Dal momento che anche alle 22 passate il ristorante è tutto esaurito le portate si fanno attendere un po’, ma l’attesa è mitigata dalla bontà della bruschetta che ci soddisfa appieno. Meno ci soddisfano i nostri piatti di pasta, non tanto per il sapore quanto per la poca aderenza alle ricette classiche italiane (carbonara con pancetta invece del guanciale e degli improbabili pomodori serviti insieme agli gnocchi al pesto). Nonostante tutto riteniamo che l’Italia abbia le potenzialità per essere considerato tra i migliori ristoranti italiani di Atene sia per la cortesia del servizio sia per l’ambiente, improntato a ricreare l’atmosfera di un’osteria italiana degli anni ’60 (tentativo riuscito perfettamente sia per l’arredamento sia per la musica di sottofondo) e seguendo la sua pagina facebook non possiamo che essere felici per il successo che sta ottenendo tra gli ateniesi. Come detto a parte alcuni scivoloni sulle ricette la qualità generale del cibo è molto buona e ci ripromettiamo di tornarci per provare altri piatti del menu. Conto finale di 36 euro più che adeguato considerato ambiente, servizio, porzioni e qualità generale. Peccato per l’ultima porzione di pannacotta che avremmo voluto provare ma che è andata a un altro tavolo lasciandoci a bocca asciutta.

Indirizzi:

Gush: Ionos Dragoumi 58, 210 7221054

Italia: Ironda 8, 210 7252003

 

Come arrivare:

Gush: stazione Evangelismos (metropolitana linea 3), fermata Karavel (bus 221, 224, 250)

Italia: fermata Stadio (filobus 2,4,10,11 autobus 209, 550)

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Mangiare e bere, Pangrati

Attraversare la strada e trovarsi a Creta? Se passate dalle parti del centro per una cioccolata si può!

Trascorso un piacevole sabato sera con le amiche italiane tra ottime portate greche e piacevole rakomelo ad Ano Patissia – quindi un po’ distante da noi- per la domenica abbiamo deciso di perlustrare meglio qualche interessante locale a Pangrati “bassa”. Questa dicotomia- alta e bassa- di nostra invenzione, serve a  distinguere la parte più vicina al centro della capitale di questa zona da quella che già si inerpica sulle pendici dell’Imittos. Quest’ultima è da lungo tempo terreno delle nostre scorribande eno-gastronomiche e possiamo sostenere di conoscerla abbastanza bene. Eravamo quindi giustamente attratti dall’altra promettente Pangrati, quella più pianeggiante- chiamiamola così- che si sviluppa a ridosso della stazione della metro di Evangelismos, a pochi passi dal Parlamento e dalla dimora del Primo Ministro.
Siamo stati tentati sopratutto dall’ approfondire la conoscenza di alcuni tra i molti ristoranti, mezedopoleia, bar e quant’altro che si spartiscono lo spazio abbastanza ristretto, fatto di vicoli e stradine ombrose, nel quale si dirama Pangrati “bassa”. Qui la concentrazione di locali e localini è davvero singolare e in una sola vietta può capitare- come è capitato a noi- di trovare tutto quello che serve per aperitivo, cena e se, del caso, dopocena.
Quello che ha fatto scaturire il nostro interesse per questo serrato intreccio di strade è stato, tra i tanti moventi, la superba esperienza che abbiamo avuto al “Mavro Provato”, un mezedopoleio di alto livello che si trova proprio da queste parti. Oltre alla vivacità della zona in sé e per sé, abbiamo voluto verificare, infatti, se qualcun altro dei locali limitrofi potesse offrire la stessa gradevole varietà di sapori.
Volendo però iniziare la serata con un aperitivo abbiamo puntato ad una cioccolateria-kafeteria di recente apertura in odos Aminta. Non conoscevamo il posto ma la sua atmosfera rilassata e la sua aria un po’ retrò ci hanno indotto ad entrare senza indugi.
Il Petite Fleur fa affidamento su un arredamento molto curato e su un ridotto numero di tavoli per garantire ai suoi ospiti un ambiente conviviale e colorato. La musica, in prevalenza jazz, completa l’immagine di un ritrovo uscito da un’altra epoca e inonda con le vibrazioni positive il raccolto spazio tra bancone e porta d’ingresso.

Per essere sinceri lo stile a cui abbiamo accennato non è stato pensato solo per questo locale perchè la cioccolateria in questione fa parte una catena che si compone di altri locali simili sparsi tra  Kolonaki, Chalandri e  Nea Erithrea ma resta comunque abbastanza originale.
Poiché la specialità di queste kafeterie è proprio la cioccolata per cui sono rinomate ho deciso, senza ripensamenti, che ne avrei provata una e che l’avrei confrontata con le altre assaggiate in città per vedere quale poteva vantarsi del premio di migliore bevanda. Il mio socio ha preferito, visto che si avvicinava l’ora di cena, virare verso un bicchiere di vino rosso, prendendo alla lettera l’iniziale propensione per l’aperitivo. Pur essendo chiara l’inclinazione di questo particolarissimo magazì verso bevande calde come the e caffè, infatti, è possibile scegliere tra diversi vini e cocktails. Per accompagnare la propria ordinazione si possono scegliere diversi dolci tra cui alcune allettanti torte al cioccolato o al limone e se si preferisce qualcosa di salato sono a disposizione delle prelibatezze che soddisfano ogni esigenza.
Dopo aver passato una buona manciata di minuti indecisa tra i molteplici gusti di cioccolata- con buccia d’arancia, miele e brandy o alla noce moscata e bourboun oppure alla cannella o alla vaniglia…- mi sono decisa ad ordinarne una al cardamomo, una variante mai sentita prima.

 

La preparazione della cioccolata dura una decina di minuti, passati i quali la bevanda arriva a temperatura inavvicinabile. Dopo aver pazientemente atteso che diventasse da bollente perlomeno calda ho gustato una buona cioccolata a cui ho dovuto però aggiungere dello zucchero (il cioccolato sciolto per prepararla era infatti quello fondente). La quantità servita è decisamente elevata e, volendo serbarmi l’appetito per la cena, ho rinunciato a finire gli ultimi sorsi.
Soddisfatto altrettanto Albertos del suo vino ci siamo congedati e ci è bastato attraversare la strada per giungere al locale dove avremmo cenato.
Il Katsourbos, a differenza della cioccolateria trovata quasi per caso, ci era stato consigliato da un amico. Quando siamo entrati ci siamo accorti di essere i primi clienti della serata ma subito dopo il nostro arrivo sono apparsi altri clienti e molti tavoli si sono velocemente riempiti.
Il ristorante propone una cucina cretese molto variegata che va dagli antipasti ai dolci passando per la pasta fatta a mano e i secondi di carne e di pesce e la serve in un ambiente semplice ed improntato alla rusticità.

Il cameriere, da solo a servire tutti gli avventori, ci ha celermente portato due menù (uno per i piatti fissi del locale e uno con le pietanze che cambiano di mese in mese) e un piccolo antipasto costituito da diversi tipi di fagioli lessati, conditi con un ottimo olio.
La lista dei piatti, come accennavamo, è davvero sterminata e va dai piatti più classici della tradizione greca come la melitzanosalata e i keftedakia a preparazioni della cucina più tipicamente cretese come il gamopilafo (un risotto che si mangia ai matrimoni- il riso viene cotto nel brodo preparato con tre tipi di carne diversa) all’omelette con la staka (un formaggio cretese, appunto).
Noi abbiamo deciso di prendere hummus, involtini di vite, involtini di melanzana al pomodoro e uno iuvetsi di mare (un piatto preparato con della pasta a forma chicchi di riso e in genere carne che qui viene sostituita con dei frutti di mare).
Sono arrivati subito il pane (fatto da loro) e il vino che avevamo ordinato per completare degnamente la nostra cena che appariva più che promettente.
Non siamo rimasti delusi: tutte le portate erano fantastiche, saporite e preparate e presentate in modo eccellente. La quantità decisamente buona e il prezzo pagato più che ragionevole.
Questo primo assaggio del Katsourbos ce lo fa sicuramente inserire tra i migliori locali di Atene che abbiamo provato e ci fa apprezzare una volta di più la cucina della nostra amata Creta.
Oltre al consiglio di visitarlo se vi trovate in zona vi suggeriamo calorosamente di prenotare soprattutto nel week-end perché la cucina deliziosa e il poco spazio all’interno rendono difficile trovare posto in particolare nella stagione invernale.

Indirizzi:

Petite Fleur: Aminta 1

Katsourbos: Aminta 2

Come arrivare:

Petite Fleur, Katsourbos: stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Ethniki Idryma Erevnon (filobus 10, autobus 550)

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Pangrati, Psirri

Il secondo giorno di Natale tra Vespe Rosse e bottiglie con trifogli..

Passato il Natale e le sue libagioni (per noi alquanto ridotte rispetto allo standard greco) ecco anche in Grecia arrivare il giorno di Santo Stefano; o meglio, il secondo giorno di Natale perché qui Santo Stefano viene festeggiato dalla Chiesa Ortodossa il giorno seguente, il 27 dicembre. Che cosa fare dunque a Santo Stefano (cattolico) ad Atene? Riprendersi dalle mangiate dei giorni precedenti e/o andare al cinema. Scartata l’idea del cinema per il pericolo di ritrovarsi insieme a una folla immane (soprattutto negli spettacoli del primo pomeriggio e della sera inoltrata) abbiamo deciso di riposarci e lavorare durante il giorno per poi darci alla pazza gioia in serata.

Il programma della serata prevedeva di fare visita a un locale di cucina italiana nel nostro quartiere di Pangrati di cui avevamo sentito parlare  e che volevamo dunque provare di persona. Stiamo parlano della Osteria Vespa Rossa , situata a poca distanza dalla stazione della metropolitana di Evangelismos. Prenotato un tavolo per le 21.30 veniamo accolti dalla signorina addetta allo “smistamento” dei clienti e dopo aver verificato la validità della nostra prenotazione ci accomodiamo al nostro tavolo. Il menu ci viene portato a breve e subito notiamo dei terribili errori (od orrori) di ortografia come oreccIette o fiNNoCCiona che farebbero rabbrividire qualunque italiano. Troviamo la cosa particolarmente sgradevole poiché nonostante il locale si definisca “osteria” l’ambiente è comunque raffinato e anche piacevole, nonostante la musica a un livello decisamente alto per un ristorante.
Ordiniamo senza troppi indugi dei crostini con crema di ceci e code di gambero, un risotto ai gamberi, gnocchi alla bottarga e una polenta nera al tartufo più un bicchiere di Chardonnay delle Langhe. Il cameriere con fare saccente ci chiede se vogliamo ricevere tutti i piatti allo stesso istante o separatamente, facendoci notare che la polenta sarebbe un contorno; evidentemente non era a conoscenza del fatto che essendo italiani sappiamo perfettamente cosa sia un contorno e come e soprattutto quando si mangi la polenta.
I crostini passano il severo esame del nostro palato essendo molto gustosi e non eccessivamente duri; le note dolenti arrivano con i primi. I gnocchi, seppur molto buoni nella loro salsa al limone, sono veramente pochi rispetto al prezzo (13 euro) e soprattutto la famosa bottarga che mi ha fatto propendere per la loro scelta non è assolutamente visibile e non si sente al palato se non in minima parte. Il risotto ai gamberi -seppur non di sapore cattivo- viene presentato nello stesso piatto dei gnocchi e letteralmente annegato nel suo brodo. Per noi questo non è assolutamente un risotto, bensì un riso bollito annegato in un liquido; la porzione inoltre è letteralmente sproporzionata rispetto alla mia di gnocchi. Il piatto migliore si rivelerà la polenta, con un tartufo letteralmente divino che in parte ci risolleva dalla delusione dei primi piatti. Finiamo la cena volendo testare il tiramisù della casa, rimanendo leggermente delusi anche in questa occasione dal momento che non vale assolutamente il prezzo proposto (6 euro).
Il giudizio quindi sulla Vespa Rossa è altalenante: buona l’atmosfera e il servizio, meno buoni i primi e veramente pessimo il rapporto qualità-prezzo dal momento che abbiamo speso 55 euro in 2. Non sarebbe un prezzo fuori dal mondo se le porzioni fossero state anche solo leggermente più ricche, perché il buon cibo italiano ad Atene si paga, ma l’esperienza complessiva ci fa pensare che non valga i soldi spesi.
Il proseguo della serata prevede una puntata a Psirri per il dopocena con Marco, un ex-compagno di scuola di Αττική momentaneamente ad Atene per impegni famigliari; in teoria saremmo dovuti andare a un rebetikò -ovvero un locale dove ascoltare l’omonimo genere musicale greco dal vivo- però lo scarso affollamento del locale e la tarda ora (lo spettacolo era cominciato 2 ore prima) ci fanno propendere per la classica e sempre apprezzata visita alla Serbetia tou Psirri, ovvero una delle migliori pasticcerie del centro di Atene dove oltre a dolci sopraffini si può bere un ottimo rakomelo. Con nostra grande sorpresa i gestori del locale sono evidentemente grandi sostenitori del Panathinaikos, dal momento che la bevanda viene servita in queste bottiglie:

 

Terminata la necessaria dose di rakomelo settimanale ci incamminiamo verso la metropolitana di Monastiraki non senza mancare di immortalare il nostro amato Partenone by night, che fa sempre la sua imponente figura.

Indirizzi:


Vespa Rossa: Naiadon 2, Atene

Serbieta tou Psirri: Eschilou 3, Atene

Come arrivare:


Vespa Rossa: stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Rizari o fermata Evangelismos (linee bus 054, 203, 204, 732)

Serbieta tou Psirri: stazione Monastiraki (metropolitana linea blu)

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Cosa vedere, Pangrati, Syntagma

E’ estate ma aspettiamo l’aperitivo d’autunno…

Lo scorso sabato mattina, non lo nascondiamo, è stato per noi all’insegna dell’attesa per l’evento che si sarebbe svolto la sera stessa, ovvero l’attesissimo aperitivo organizzato dal nostro blog.
Questa nostra simpatica iniziativa ha avuto giustamente il potere di oscurare ogni altro nostro impegno provocando nel contempo in noi promotori una moderata ansia da perfezionismo e una giusta dose di curiosità verso i partecipanti.
Ci hanno assalito, infatti, parecchie domande- destinate peraltro a rimanere senza risposta fino a sera- alle quale abbiamo tentato di dare un’approssimativa risposta durante il nostro caffè mattutino in centro.
Quante persone verranno alla fine? Domanda non stupida; sapevamo che i “parteciperò” che avevano inondato con nostro sommo piacere la bacheca del nostro evento potevano forse non corrispondere alla realtà.
Come saranno i nostri partecipanti? Bisogna che vi chiarisca che trattandosi di una prima assoluta non conoscevamo se non superficialmente il 90% di loro e quasi non ne sapevamo con sicurezza i nomi. Quindi era legittimo chiedersi se sarebbero stati piuttosto giovani o meno- in fondo sulle foto profilo è sempre possibile mettere un po’ quel che si vuole.
Avremmo prenotato abbastanza posti? Un momento di orrore in cui abbiamo previsto orde di inviati non contemplati ed infilatisi all’ultimo istante, dobbiamo essere sinceri, l’abbiamo passato.
A questi ed altri quesiti abbiamo appunto cercato di rispondere seduti in Platìa Agias Irinis – che i più assidui di voi già conosceranno per essere stata già in un recente passato destinazione dei nostri sabato mattina ateniesi- sorseggiando nel frattempo un amabile caffè.
Questa zona ci vede infatti frequentatori dei molti locali che si affollano qui uno dietro l’altro solitamente quando abbiamo- come stavolta- necessità di recarci in centro per qualche motivo.
Stavolta abbiamo deciso di tornare in un ritrovo che avevamo visitato tempo fa quando la creazione del nostro blog non era per il momento pervenuta alle nostre acerbe menti.
Passando davanti al Kapaki che ricordavamo a ragione come posto colorato, dal servizio celere e dalla buona qualità delle bevande servite, non abbiamo perso nemmeno un secondo e ci siamo seduti ad uno dei- in realtà molto piccoli- tavolini esterni. Per la cronaca, l’altra volta il clima non era così favorevole trattandosi di primavera e ci eravamo inerpicati all’interno su una scala che portava al primo piano- ballatoio.

 

Dopo aver gustato un caffè che possiamo definire di buon livello nel piacevole locale che avevamo scelto e aver bevuto parecchia acqua nei nostri policromi bicchieri- viste le temperature in netto aumento dopo una settimana abbastanza fresca-  ci siamo diretti verso Platia Sintagma per ritornare nei nostri paraggi.
Arrivata ormai l’ora di pranzo abbiamo deciso consensualmente di evitare infatti la ressa del centro- ressa che il sabato raggiunge livelli impressionanti- e di fermarci per un veloce pranzo in un mezedopolio di sicura qualità. Ci siamo diretti a passo rapido verso To Mavro Provato in zona Pangrati, locale che l’altra volta ci aveva garantito un’esperienza d’alto valore culinario ad un tutto sommato modico prezzo.
Stavolta, giunti un po’ più tardi che in precedenza, abbiamo trovato quasi tutti i tavoli prenotati- indizio questo della buona fama di cui gode il locale- ma siamo riusciti comunque a sederci all’interno del locale.
Le portate che abbiamo ordinato sono state precedute da alcune bruschettine e da due bicchieri di rakì (la grappa cretese, che abbiamo riservato per la fine del pranzo). Tra i piatti ordinati alcuni erano già stati provati e approvati mentre abbiamo voluto sperimentare le polpette alla menta e ouzo, trovandole appetitose.
Finito di pranzare, avevamo il pomeriggio per sbrigare le ultime incombenze e poi ci saremmo preparati alla seratona italo-greca (era infatti possibile la partecipazione se si era greci italofoni).
Volete sapere come è andata? Siete curiosi di conoscere dettagli sulla vita dei nostri connazionali ad Atene? Desiderate conoscere alcune delle opinioni di italiani che risiedono nella capitale ateniese da più o meno tempo? E allora non potete non leggere il post che seguirà, dove vi descriveremo- o perlomeno tenteremo- il nostro primo aperitivo, a cui abbiamo voluto dare una connotazione autunnale.

Indirizzo:

Kapaki: Platìa Agìas Irinis 6

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki)

 

To Mavro Provato: Arrianou 31

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Evangelismos)

Autobus: 054, 203, 204, 550

 

 

 

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Pangrati

Personaggi in cerca di evasione

Mattino presto (relativamente, sono le 10), sabato, capitale greca, fermata della metro Evangelismòs. Due figure si sono date appuntamento all’ombra degli alberi che costeggiano la stazione omonima. Fa caldo, non c’è in giro nessuno. Si passa comodamente col rosso in incroci solitamente molto trafficati. I due personaggi si incontrano, si salutano, parlano brevemente. Decidono di non scendere nella metropolitana ma aspettare l’autobus 732 che li condurrà più vicini alla loro destinazione. Sfidano l’afa torrida ma sono consapevoli della scelta; li aspetta una breve attesa, poi saliranno sul mezzo, alla volta del centro (vero) di Atene. Sanno che la zona dove sono diretti non è certo turistica e nemmeno troppo sicura. E allora, perché ci stanno andando? Semplicemente perché laggiù devono sbrigare qualche commissione; sperano di farcela in fretta, poi svolteranno verso qualche quartiere più appetibile. Ma appetibile per chi? A loro Atene piace così, non solo Acropoli e Monastiraki ma anche Platìa Victoria ed Eksarchia. I turisti generalmente snobbano queste zone, le considerano addirittura da evitare, ma i due ogni tanto si arrischiano in vie secondarie, poco conosciute e molto popolari. Ben inteso, stanno alla larga da situazioni spiacevoli ma non disdegnano i quartieri meno abbienti della capitale.
Il programma prevede una sosta in un negozio tra odòs Patissìon e un’altra via dal nome impronunciabile. Arrivatici a piedi quasi da Omonia, dove l’autobus li ha lasciati, hanno potuto notare lungo il percorso il carattere un po’ decadente degli isolati che hanno attraversato; abitazioni che avrebbero bisogno di restauro immediato, negozi chiusi da tempo, macchine ormai desuete parcheggiate lungo i marciapiedi scalcinati. Svolto il loro breve sopralluogo al negozio, ripartono alla volta di una via poco distante che da tempo avevano in mente di visitare. Nessun motivo particolare attrarrebbe qualcuno lì dove sono diretti, senonché i due sono appassionati di personaggi storici greci dalla personalità contrastante. E chi meglio di Alkiviàdis rappresenta questo ideale? Lo stratega ateniese dalla discussa fama e dalla parimenti discussa moralità esercitava un’ innegabile fascino sui suoi contemporanei ed un’eco delle sue imprese è rimasta intatta fin ai giorni nostri. E come rendergli più sentito omaggio se non spingendosi sino alla via che porta il suo nome? Questo, appunto, hanno deciso i due che, per raggiungere il loro obiettivo, si sono addentrati in vicoli secondari e ombreggiati dove hanno assistito a scene della più banale ma sincera quotidianità; gente intenta a lavorare, genitori che passeggiano con bambini al seguito, cani sdraiati in cerca di frescura: niente di eccezionale, tutto avvolto nella più tipica consuetudine nei quartieri meno famosi di Atene.
Scattano pure una commemorativa dell’evento, una volta giunti sul posto.

Se ne vanno poi in fretta, invogliati a cercare tranquillità e distensione lontano da una zona arroventata e un po’ chiassosa.
Rotta verso Eksarchia, a dare un’occhiata al mercato del sabato. Non ci si può arrivare a piedi, meglio due fermate di autobus e poi una breve camminata fino al cuore del quartiere anarchico.
Arrivano sul posto subitamente, la strada si inerpica un tantino, ma solo per qualche metro. Una rapida ispezione alle bancarelle e ci si perde tra mille odori e colori. Le melanzane col loro viola brillante fanno da contrasto all’uva dolce e profumata, le spezie spandono note inconfondibili, il miele sembra davvero invitante. Le voci degli ambulanti decantano le prelibatezze in vendita, qualcuno scherza, altri parlano degli sviluppi politici.
La voglia di una bevanda rinfrescante si fa sentire; scovato un locale seminascosto dalle bancarelle, entrano senza esitazione, attirati dal piacevole giardino che si apre oltre il cancello spalancato.

Posto gradevole davvero, ombra apprezzata e fiori tutt’intorno; arredamento minimale ma elegante che cattura immediatamente i favori dei due avventori. Stranamente, appese ad un ramo fanno bella mostra delle decorazioni natalizie (o perlomeno questo sembrano le palline attaccate ad uno degli alberi) ma, per quanto fuori stagione, sembrano avere un loro perché.

Qui al Ama Laxi i ritmi sono rilassati, il luogo stesso, col suo carattere inaspettato, emerge come inatteso spazio distensivo dallo snervante cemento del centro di Atene,
Finita la pausa rilassante, i nostri riprendono il cammino; si riimmergono per un attimo nei profumi della laikì, ovvero del mercato rionale e poi si dirigono altrove. A quest’ora Atene ha ripreso ad essere abbastanza trafficata ma non c’è paragone con gli altri giorni dove la capitale non rimane preda dei soli turisti.
Le frequenze dei mezzi sono rare ma un autobus che fa al caso dei due passa quasi subito. Tragitto compiuto in tempo quasi inimmaginabile; scendono e fanno volta verso una zona non lontana da Evangelismòs che vorrebbero esplorare meglio e dove in teoria dovrebbero trovare qualcosa di aperto. Il periodo non aiuta, molto locali sono chiusi, altri apriranno solo per la sera; che si debba desistere?
All’angolo di una via che stanno percorrendo notano tavolini fuori e qualche avventore. Il locale sembra attraente già dal nome, To Mavro Provato, la pecora nera. Decidono di sedersi dentro e di approfittare dell’aria condizionata; le ampie vetrate non nascondono nulla della vista esterna.
Vengono accolti con gentilezza e professionalità, acqua e lista arrivano in un lampo. Li incuriosisce lo stile del locale, in particolare i toni sul grigio-nero alle pareti che sono state coperte di scritte in greco e in altre lingue.

Ordinano piatti semplici ma peculiari, le porzioni ridotte li aiutano a non avanzare nulla; con questo caldo impossibile un pranzo completo. Soddisfatti del cibo e dell’atmosfera, sorseggiando la rakì portata ad inizio pasto ma consumata solo alla fine, i due parlando di chi si occuperà di recensire i locali odierni e di come organizzeranno la serata. Infine pagano, si alzano e si avviano. Non sanno di preciso dove andranno tra poche ore, vogliono lasciarsi guidare dall’istinto, che nella capitale greca raramente li ha ingannati. Si tratta solo di come passare qualche ora ma per loro ogni parte di Atene ha un che di meraviglioso e attraente. Tra le molte incognite della loro permanenza qui, tra crisi e tensioni, hanno comunque una certezza: scriveranno di sicuro qualche riga sul loro blog sulla come fanno sempre, da qualche tempo a questa parte, per condividere con chi li segue i momenti più rilevanti della loro estate ateniese.