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Kypseli

2015-09-1211.41.09
Kypseli

Kipseli, popolare e vivace, passa a pieni voti

Attratti come siamo da posti poco consueti e molto popolari in un sabato mattina di quasi fine estate abbiamo virato, per una delle nostre solite incursioni del weekend, in direzione Kipseli, un’estesa zona del Dìmos Athinòn (comune di Atene) comunque decisamente lontana dalle strade dove si aggirano di solito i visitatori della capitale.
Per chi segue la politica greca una menzione al fatto che questo fosse il quartiere dove dimorava Alexis Tsipras prima di trasferirsi al Mègaro Maxìmou (la residenza del Primo Ministro Greco), è sicuramente d’obbligo.
Dopo aver condotto le solite indagini sulla possibilità di trovare in loco taverne, kafetèrie, ouzeria e quant’altro, e rassicurati dall’inaspettata quantità di locali presenti, ci siamo con decisione diretti, sfruttando i comodi mezzi di trasporto ateniesi, dal centro verso la parte di odòs Patissìon che confina con Kipseli.
Parlando di Kipseli v’è infatti da riferire senza dubbio come questa zona si sviluppi partendo da una delle strade più centrali e più pianeggianti della città e si arrampichi leggermente lungo le pendici di una delle tante collinette che costellano la distesa metropolitana di Atene. Da sempre affollata (il suo nome in greco significa “alveare”), è una delle parti più multietniche della città e mostra senza ombra alcuna i segni del tempo sui muri dei suoi edifici. Stiamo parlando infatti di un complesso residenziale tra i primi ad essere eretti quando Atene si affrettava a passare, all’inizio del secolo scorso,  da semplice città con relativamente pochi abitanti alla tentacolare agglomerato urbano che conosciamo oggi.
La connotazione di quartiere dove risiedono diverse comunità provenienti da tutti gli angoli del globo (con una netta prevalenza però per quelle africane ed asiatiche) e la storicità dell’agglomerato potrebbe a prima vista far pensare che Kipseli condivida col centro più profondo di Atene una certa decadenza  e trascuratezza. Nulla di più sbagliato. Pur dovendo ammettere che abitazioni ed esercizi commerciali in alcune vie (e non in tutte) avrebbero decisamente bisogno di una rinfrescata non possiamo però esimerci dal constatare che il quartiere, nonostante la sua vena popolare, è abbastanza ben tenuto e comunque molto vivace.
Di queste caratteristiche ci siamo accorti quando, non appena scesi dal trolley che ci ha lasciato appunto in Odòs Patissìon, ci siamo incamminati verso una delle vie che costituiscono il cuore pulsante della zona, ovvero laddove il socio aveva individuato la presenza più rilevante di locali dove sedersi a sorseggiare un caffè o a mangiare.
Come ormai nostro solito ci siamo indirizzati prima di tutto verso una kafetèria per la solita- ormai- ordinazione: un meritato cappuccino freddo e un altrettanto meritato frappè. Ci siamo subito stupiti della quantità di locali dove era possibile celebrare il rito del caffè del sabato mattina. Una dietro l’altra, eleganti e colorate, le kafetèrie di Kipseli si estendono dalla parte bassa fino a circa metà quartiere. Inframmezzate da qualche kafenìo tradizionale lasciano il posto ad un certo punto ai ritrovi dedicati alla ristorazione vera e propria. Da segnalare la presenza di molti locali destinati all’uso del narghilè che immigrati più avvezzi dei greci fumavano già di prima di mezzogiorno.
La nostra scelta è caduta comunque sulla kafetèria Soulatso, il cui nome, che ricorda molto la parola italiana “sollazzo”, ha guadagnato subito la nostra simpatia. Servizio celere e cortese, buona esecuzione del cappuccino freddo e, mi spingerei ad affermare viste i riscontri del socio, pure del frappè.

Finito di suggere le nostre bevande e vista l’ora abbastanza indecente per andare a mangiare (non era nemmeno l’una e nelle taverne gli avventori erano molto sparuti), per evitare insulti interiori da parte dei gestori in alcuni casidel tutto impreparati ad accoglierci, ci siamo spinti fino alla parte “alta” di Kipseli.  Personalmente ho scoperto di essere già stata nella piazzetta centrale che la contraddistingue ma ho fatto notare al compare di esserci arrivata per altra via. Ora le due parti di Kipseli si univano in maniera perfetta nella mia mente.
Ridiscesi, ci siamo segnati velocemente alcuni locali dove ci sarebbe potuto piacere consumare il pranzo per varietà di menù e impressione generale esterna. Siamo voluti andare però, prima di effettuare una scelta decisiva per il capitolo cibo, a scovare una statua presente nella striscia verde adibita a giardino che attraversa questa parte di Kipseli. Il monumento, alquanto singolare, rappresenta un cane e sta a testimoniare come quello dove ci trovavamo fosse il luogo prediletto, ieri come oggi, per le passeggiate degli abitanti con i loro fedeli quadrupedi.

Per sfamarci ci siamo diretti su una quasi deserta taverna dal nome Mezedomachìes, un simpatico gioco di parole che significa “battaglie di mezedes”. Ammettendo l’originalità di Kipseli in quanto a nomi, dobbiamo segnalare il piacevole allestimento del locale e la gentilezza con cui siamo stati serviti.

 

Informati sui piatti del giorno, abbiamo ordinato un’eccellente melitzanosalata, dei profumati soutzoukakia smirneika (polpette di carne speziate) e dei gustosi biftekia. La scelta di orientarci sui piatti del giorno è stata premiata. Abbiamo mangiato benissimo e quindi promuoviamo a pieni voti il locale. Ultima nota positiva: ci è stato offerto il dolce e sia lo yogurt al miele sia il kalvàs che sono arrivati possono essere definiti più che gradevoli.
Come al solito, durante il pranzo e sulla via del ritorno (mentre aspettavano a lungo un trolley che ci riportasse dalle parti del centro) abbiamo progettato la serata. In realtà, le idee su come trascorrerla circolavano già da un po’ e non ci è rimasto che scegliere tra le proposte già in precedenza avanzate.
Ma, ovviamente, per informarvi sul dove e sul come si è svolta la serata lascio la parola al mio fidato socio di blog.
Ad entrambi è rimasta comunque un’ottima impressione della parte da noi visitata di Kipseli che ci ha indotto a progettare di ritornarci. E ci siamo sentiti un po’ come le api che ritornano all’alveare.:

Indirizzi:

Soulatso: Odòs Fokìonos 34

 

Come arrivarci:

Trolley: 2, 3, 4, 5

Autobus: 035, A8

 

Mezedomachies: Odòs Fokìonos, 49

 

Trolley: 2, 3, 4, 5

Autobus: 035, A8