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Mangiare e bere, Pangrati

Un angolo di mare appena fuori dal centro

Nonostante la crisi che perdura da anni nell’Ellade non manca qualche coraggioso imprenditore che si lancia nel mondo della ristorazione, che rappresenta una delle poche opportunità in cui si può ancora avere successo se si hanno le idee chiare e si vende un buon prodotto.

È il caso del Varka, ovvero barca in greco, un mezedopoleio specializzato in pesce che ha aperto da pochi mesi nella piazzetta dietro all’hotel Caravel e a poca distanza dall’Hilton, due degli hotel più famosi di Atene; per dare un riferimento geografico siamo al confine tra il comune di Kesariani e il quartiere di Pangrati, tra le zone più tranquille della capitale frequentate anche da un certo numero di turisti stranieri ospiti di questi due alberghi.

Il Varka ha optato per un arredamento stile taverna di pesce, ma senza eccessi pacchiani, che dà subito l’idea del tipo di locale in cui si sta per entrare: per chi non ama mangiare pesce c’è comunque una discreta scelta anche di verdure e di carne. Per esempio i piatti del giorno (sempre diversi e visualizzabili sul sito sempre aggiornato) nell’occasione della visita di SRDK erano gemista e moussaka; allo stesso tempo i camerieri avvertono gli avventori dei pesci del giorno, a seconda del pescato.

I piatti provati da SRDK sono stati polipo marinato e giouvetsi thalassinon, ovvero la versione di mare del famoso piatto della cucina ellenica con gamberi e calamari. Buono il sapore e le porzioni sono non scarne ma nemmeno abbondanti, affrontabili anche da una persona sola; apprezzabile anche il fatto che l’acqua venga fatta scegliere se venire servita imbottigliata o in caraffa (a volte l’acqua del rubinetto ad Atene ha un fastidioso sapore di cloro). Molto attento e cortese il servizio; i camerieri infatti chiedono spesso se il piatto è stato di gradimento o meno. In conclusione il dolce: una fetta di portokalopita (ovvero torta all’arancia) che anche se non paragonabile a quelle di pasticcerie vere e proprie, risulta apprezzabile e addolcisce il palato.

Il responso di SRDK è sicuramente positivo: per poco meno di 20 euro a testa si mangia buon pesce, con dolce, due cestini di pane e vino. Nella zona è tra le alternative più economiche, poiché la concorrenza -anche in base al fatto che la clientela che frequenta l’”isolato” è di un certo livello, dal momento che gli hotel che abbiamo citato prima non sono propriamente economici, anzi – ha dei prezzi maggiori rispetto alla media del centro di Atene e si compone quasi esclusivamente o di ristoranti veri e propri o di fast-food; il Varka è quindi la via di mezzo che mancava in questo angolo della capitale per chi soggiorna in alberghi e non si vuole spingere troppo distante o per chi decide di trascorrere qualche ora lontano dai sentieri più battuti del centro di Atene.

Indirizzo:

Iofontos 31, telefono: 210 7258826

Come arrivare:

Stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Caravel (linee autobus 221, 224, 250)

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Mangiare e bere, Patissia

L’inusuale creatività mediterranea in cucina

 

Per quanto possa sembrare strano più la conosciamo, più Ano Patissia si rivela a buon titolo tra le zone più promettenti della capitale in termini di buona cucina. La conferma definitiva a questa nostra intuizione è arrivata dal Pantos Kairou, locale di cucina fusion mediterranea che siamo arrivati a scoprire grazie allo chef che ne dirige la cucina. Entrati in comunicazione con Alessandro al fine di raccogliere la sua esperienza di cuoco italico qui in Grecia per la nostra sezione dedicata ai connazionali che lavorano ad Atene, abbiamo ascoltato con vivo entusiasmo il catalogo delle specialità che propone al Pantos Kairou; ovviamente, ci è venuta subito voglia di provarle. Non abbiamo perso l’opportunità quindi di andare ad assaggiare le squisitezze della cucina e di fare due chiacchiere con l’artefice delle stesse sperando che avesse un momento da dedicarci nonostante la frenesia del lavoro.

Una volta arrivati al locale e accomodati ai nostri posti (il nostro amico aveva provveduto a riservarci un tavolo ampio, cosa che abbiamo apprezzato molto) l’ampia varietà del menù si è dischiusa davanti a noi. La prima cosa è ci ha colpito sono state le chiarificazioni- inserite prima dell’elenco dei piatti- che spiegano, ad esempio, come gli acquisti di frutta e verdura vengano fatti giornalmente, la pasta servita venga fatta a mano, l’olio utilizzato provenga da coltivazioni biologiche e così via.

Tra gli antipasti hanno attratto la nostra attenzione la zuppa del giorno (che non viene proposta in molti locali) e il fricassè di funghi (un’altra proposta abbastanza inusuale). Tra i primi risaltano il risotto pere e provola al profuno di cannella e la zuppa di sedano rapa e finocchio con caramello alla mentuccia. Non mancano per chi volesse provare sapori più consueti, filetto di maiale al marsala con uvetta e mandorle e salmone alla griglia con saltata d’autunno. Noi ci siamo orientati su una tartare di salmone, orecchiette ai gamberi e spaghetti “mediterranei” (con salsa olive, capperi e pomodoro). Prima che la nostra ordinazione arrivasse in cucina, Alessandro è venuto a salutarci, garantendoci che avrebbe cucinato in maniera assolutamente italica come fa di solito quando ha per clienti dei connazionali.

Il risultato del lavoro pluriennale del nostro cuoco in Grecia- lo scriviamo con assoluta obiettività e anzi, invitiamo chi ci segue e ha la possibilità ad andare a verificare quanto affermiamo- è stato davvero sorprendente. Volendo tralasciare il pur importantissimo fattore cottura della pasta e del riso- erano davvero perfetti!-  e concentrandoci sul gusto, possiamo sostenere che i piatti fossero validissimi; senza ombra di dubbio ci hanno lasciato assolutamente soddisfatti. Allo stesso modo hanno decisamente guadagnato la nostra stima (e la nostra riconoscenza, da bravi golosi che siamo) la cheesecake alla marmellata di fico e la pannacotta al basilico. Quest’ultima va sicuramente premiata per l’originalità, per la presentazione e per l’inaspettata esperienza organolettica che offre.

Il Pantos Kairoù ci è piaciuto in particolare per il coraggio di proporre alla clientela un menù non banale che prende le mosse dalla cucina locale e che la amplifica portandola a livelli più raffinati. La politica dei prezzi, è assolutamente ragionevole (e comunque inferiore ad quello di altri ristoranti più pretenziosi in cui le porzioni sono ridotte al minimo) e questo elemento è da ritenersi, a nostro avviso, molto positivo.

Sicuramente rifaremo una visita per provare qualche altra portata del menù che è in costante evoluzione e consigliamo appassionatamente questo locale non solo ai nostri connazionali ma a tutti coloro che vogliono assaggiare qualcosa di diverso dalla (pur apprezzabile) solita cucina greca rimanendo in ambito mediterraneo.

 

Indirizzo:

Pantòs Kairoù: Drosini 17

 

 

Come arrivare:

Autobus 054

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Mangiare e bere, Patissia

Il locale perfetto per una serata tra amici

Nonostante la nostra curiosità ci porti spesso a variare i locali che visitiamo, talvolta ritorniamo in una taverna o in un mezedopoleio per il semplice fatto di essere rimasti colpiti dal cibo, dal servizio e dall’ambiente.

E’ quello che è successo con la straordinaria taverna Epì to laikoteron ad Ano Patissia, dove siamo stati condotti da amici italiani che vivono in zona. Le loro positive critiche al locale e al menù ci hanno fatto accogliere con entusiasmo la proposta di trascorrere una serata all’insegna del buon cibo da quelle parti.

Vi preannunciamo subito che siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’atmosfera e dalle proposte culinarie; il servizio premuroso e cordiale ci ha fatto sentire assolutamente a nostro agio. Come accennavamo, in virtù della magnifica esperienza, siamo tornati più volte a gustare le specialità dell’ampio catalogo e abbiamo avuto la possibilità di cenare tanto all’interno quanto nel giardino; in entrambe le sistemazioni siamo stati soddisfatti della scelta poichè l’ambientazione complessiva della taverna è davvero riuscita.

La cucina fa della sua varietà e della qualità il suo forte; numerosi gli orektikà, le insalate, i piatti unici tra cui scegliere se assaporare carne o pesce. Imperdibili le melanzane al pomodoro cotte al forno, il gavros marinatos, la melitzanosalata (preparata davvero come si deve), la feta al forno, il loukaniko, la garidomakaronada all’ouzo. Buone critiche accolgono i piatti di carne, dal pollo alle braciole, proposti sempre con ricette insolite ma gustose. Alla fine della cena- punto a favore del servizio- viene offerto un dolce in inverno e della frutta in estate.

Oltre ad essere una taverna che cerca di assecondare il palato e le esigenze di tutti, l’Epì to laikoteron è il posto giusto se decidete di unire al cibo della musica tradizionale. Il venerdì sera ed il sabato vi aspetta infatti uno spettacolo di musica dal vivo che vi permetterà di immergervi veramente nello spensierato spirito greco.

Se siete da quelle parti il nostro consiglio è di provare senza remore questa taverna che merita comunque una sortita qualora non foste della zona.

 

Indirizzo:

Epì to laikoteron: Agias Lavras 13, Ano Patissia

tel: 210 2111887

 

Come arrivare:

Autobus: 054, 444

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Mangiare e bere, Thiseio

Mangiare come ateniesi a Thisio? Con SRDK si può!

In un torrido fine settimana d’estate  quale zona migliore della capitale di Thisio in cui uscire per un aperitivo e una cena da veri ateniesi? Sì, è una delle zone più turistiche di Atene ma ciò non ci impedisce di scoprire vere e proprie gemme nascoste dove la presenza di visitatori stranieri è davvero ristretta.

Per l’aperitivo vi possiamo svelare che abbiamo visitato una delle terrazze più famose della capitale con vista Acropoli, ma per i dettagli vi rimandiamo a un altro post dedicato ai migliori locali con vista panoramica della capitale.

Fattasi ora di cena decidiamo di inoltrarci nelle vie più interne di Thisio per visitare un maghirio (gastronomia) dall’invitante nome di Γεύομαι και Μαγεύομαι (Ghevome ke Maghevome) , una simpatica locuzione che in italiano si può tradurre con “assaggio e vengo incantato” . L’interno del locale è molto semplice, senza spazi esterni ma per fortuna nei mesi estivi il condizionatore assicura un clima gradevole anche nelle serate più roventi.

L’aria quasi “spartana” del Ghevome ke Maghevome è confermata dal menu e dai piatti del giorno, scritti a penna su un foglio svolazzante. L’aspetto più “casalingo” del maghirio è quello che la password del wi-fi viene timbrata sul foglio scritto a penna dei piatti del giorno; metodo artigianale ma in questo modo non c’è possibilità di errore. Non fatevi trarre però in inganno, anche se si tratta di un maghirio a gestione familiare la qualità non è messa in secondo piano; il servizio infatti è amichevole e attento e in poco tempo ordiniamo un polipo alla griglia, zucchine fritte, polpette di pomodoro e l’immancabile mezzo litro di vino (rosè per l’occasione). Gli avventori sono quasi tutti greci fatta eccezione per una coppia di ragazze americane che per il nostro orrore ordinano spaghetti con polpette.

Dopo alcune considerazioni sulle preferenze gastronomiche delle nostre amiche a stelle e strisce e dopo esserci riempiti la pancia con le pietanze del Ghevome ke Maghevome decidiamo che è ora di tornare a casa e dopo aver pagato circa 12 euro a testa ci dirigiamo verso la stazione dell’ilektrikos di Thisio. Il Ghevome ke Maghevome è un locale semplice ma ideale se cercate un locale da veri ateniesi distante dalle zone più turistiche di Thisio è ciò che fa per voi, per cui non esitate: assaggiate e fatevi incantare dalla cucina di questo maghirio!

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Ιndirizzo:

Nileos 11, telefono 210 3452802

Come arrivare:

Stazione ilektrikos Thisio

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Mangiare e bere, Monastiraki

Tranquillità e fermento nel mezzo di Monastiraki

Sembra incredibile ma nel centro più centro di Atene, in una delle zone più brulicanti di turisti, si nascondono delle vere e proprie oasi di tranquillità che fanno dimenticare di trovarsi nella caotica Monastiraki. Proprio a causa, mettiamola così, di questo suo essere tanto frequentato (soprattutto d’estate) tendiamo ad evitare questo agglomerato di vicoli rumorosi e affollati e lo riserviamo per altre stagioni meno impegnative. Però capita ogni tanto, come questa volta, di voler sfidare i nostri stessi pregiudizi e di concederci un giro nei dintorni per scovare magari novità imperdibili.

Per fortuna, grazie alla connotazione urbanistica che ricorda quella di una tela intessuta da tante piccole stradine, a Monastiraki basta allontanarsi dai circuiti più inflazionati e buttarsi in qualche vietta trasversale per lasciarsi alle spalle la folla e riprendere fiato.

Se insomma vi trovate da quelle parti e necessitate come noi di una pausa dal caldo, dallo stress e dal rumore provate a dirigervi in odòs Normanoù e non rimarrete delusi. Non fatevi spaventare dall’aria un po’ decadente degli edifici e proseguite fino a che non incontrerete la piccola insegna che segnala il Taf. Noi ci siamo arrivati quasi per caso, diretti ad un altro locale, ma poi la curiosità ha avuto il sopravvento e, intrigati dal cortiletto che si scorge dalla strada, dagli scalini e dall’atmosfera rilassata abbiamo abbandonato il nostro progetto iniziale e abbiamo varcato trepidanti l’entrata.

Nel cortile ricavato tra le mura degli edifici circostanti e ristrutturato con gusto l’antico si combina con il moderno in un connubio molto riuscito. Alcune pareti sono state ricostruite in mattoni come una volta mentre la zona bar e l’illuminazione decorativa affidata a dei globi dal design semplice e d’effetto permettono alla contemporaneità di esprimersi senza eccessi.

Per chi si vuole sedere a prendere qualcosa da bere tavoli con sgabelli- scelta abbastanza controcorrente rispetto alle solite kafeterie con poltrone o con sedie che si vedono di solito.

Vista l’ora non proprio da caffè, ci siamo affidati ad un buon bicchiere di vino e ad una birra per testare servizio e qualità del beveraggio (l’ambiente ci ha ammaliato subito) trovando tutto più che all’altezza- prezzo compreso, abbiamo pagato una cifra senza eclatante sovrapprezzo centro.

Abbiamo scoperto infine con piacere che il Taf  (ovvero The Art Foundation) ha un’ala, all’interno, dedicata alle mostre artistiche e ci è sembrato alquanto ardimentoso ma di successo l’abbinamento tra arte e kafeteria.

Il nostro guidizio insomma è più che positivo per questa piccola gemma che, come ad esempio il Six Dogs, non rientra proprio nella lista dei posti più conosciuti dagli stranieri. Prova ne è il fatto che gli avventori per quanto ci è stato possibile intuire, nonostante il locale si trovi a Monastiraki, fossero tutti greci. L’impressione è che qui si arrivi o per caso o su consiglio di qualche amico ellenico.

Questa gradevole ed imprevista scoperta ci ha dato la riprova che Atene è capace di riservare sorprese  dove meno lo si aspetti e che basti un po’ di curiosità e voglia di deviare dai soliti percorsi per rimanere ogni volta affascinati da questa capitale così imprevedibile.

 

Indirizzo:

Taf (The art foundation): Normanoù 5,  tel:  210 3238757

 

Come arrivare:

Metropolitana: linea blu (fermata Monastiraki)

Ilektrikòs: fermata Monastiraki

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Koukaki, Mangiare e bere

Aperitivo a base di mezedes a Koukaki

Potrebbe capitarvi un’improvvisa voglia di una birra ghiacciata (soprattutto in questo periodo di calura estiva, peraltro insolitamente caratterizzata dall’umidità) oppure di un buon bicchiere di vino ma al tempo stesso venirvi un languorino non tale comunque da richiedere un pasto completo. In Italia si potrebbe ovviare (se l’orario lo consente) con un aperitivo o con un’apericena dove insieme alla bevanda viene offerto di solito un buffet di cibo compreso nel prezzo della consumazione alcolica; in Grecia le cose sono leggermente diverse. Qui infatti c’è il concetto di happy-hour ma di solito viene concepito come un’offerta per quanto riguarda l’alcool (2 bevande di cui 1 a un prezzo ridotto oppure un giorno della settimana in cui una bevanda costa meno del solito) e non è quasi mai contemplato il servire la quantità di cibo con cui si accompagnano le bevande alcoliche in Italia; al limite infatti vengono portate al tavolo alcune noccioline o patatine e se si ha più fame bisogna ordinare separatamente il cibo.

Una via di mezzo tra l’aperitivo in stile italiano e quello greco è rappresentato dal Syggrouomeno. Qui infatti oltre all’abbondanza dell’offerta alcolica è presente anche un buon numero di mezedes (una sorta di antipasti) dal costo contenuto e dalle porzioni più che abbondanti, ideali per essere divise tra amici. Ogni giorno ciò che vedete sul menu è integrato dai piatti del giorno prontamente enunciati dal cameriere una volta che vi sarete accomodati al tavolo e vi verrà servita la consueta caraffa di acqua offerta dalla casa.

Il locale è molto in voga tra i giovani della zona per i prezzi modici e per la qualità del servizio; si tratta infatti di un’ottima alternativa per la cena rispetto a un ristorante o a una taverna. L’ambiente è molto rilassato e se si visita il locale durante l’estate il consiglio è quello di sedersi (se trovate posto, il weekend potrebbe essere molto affollato) nei tavolini esterni situati su un ampio spiazzo adornato da alcune piante. Vi consigliamo inoltre di seguire la pagina facebook del locale dal momento che spesso e volentieri ci sono spettacoli musicali dal vivo che potrebbero ulteriormente allietare la vostra serata.

Il Syggrouomeno fa parte di quella cerchia di locali di Koukaki da veri ateniesi e assolutamente da provare (noi ci siamo già stati 2 volte e non saranno certo le uniche) che fanno di questo quartiere una delle mete dedicate al divertimento che non potrete non visitare.

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Indirizzo:

Falirou 57, telefono 2109227270

Come arrivare:

Stazione Syggrou-Fix (metropolitana linea rossa), fermata Syggrou-Fix (filobus 10, autobus 040,550,A2,B2,E90)

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Mangiare e bere, Psirri

Lì dove non vi “accalappiano” i camerieri ma i sapori…

Vi è mai capitato di voler provare un ristorante per qualche motivo che poco c’entra con le critiche (positive) alla sua cucina? Magari ispirati da un dettaglio, da un particolare che avete notato passandoci davanti e che vi ha fatto intuire che fermarsi ad uno dei suoi tavoli era un’esperienza che andava fatta?

A noi sì, è successo e più precisamente quello che ha attirato la nostra attenzione prima e guadagnato la nostra fiducia poi è stato un cartello esposto sulle “tabeles” che riportavano il menù del ristorante. In poche parole il messaggio sottolineava come la gestione si schierasse a favore della libertà di scelta dei clienti e che in quel locale non si praticasse il famigerato “accalappiamento turisti”. Chi conosce bene il centro di Atene (o le isole greche più inflazionate) sa che non si può passeggiare tranquillamente in alcune vie senza venire adescati dai camerieri o da appositi “buttadentro” che propongono (alcuni con un’insistenza deleteria) i piatti del menù. Gli unici modi per sottrarsi sono evitare accuratamente certi percorsi o, dal momento che l’addetto inizia a parlarvi in italiano (chi fa questo mestiere ha un orecchio finissimo per individuare a distanza la lingua dei potenziali clienti), zittirlo in modo cortese ma fermo rispondendo in greco e imitando l’accento del Pireo.

Stanchi di doverci fingere abitanti di Neo Faliro ad ogni occasione (se vi sentono proseguire in italiano certi iniziano con un repertorio assurdo di frasi fatte da togliere la voglia di mangiare per ore) non potevamo che accogliere con gradimento questa iniziativa. Finalmente- ci siamo spinti a commentare- un locale che affida il proprio successo ad un servizio non invadente e alla qualità della propria cucina; non il solo, ovviamente, ma comunque un’eccezione abbastanza rara in una zona come Psirri, ad alto tenore di passaggio turisti.

La sera scelta per provare il Krassopouliò tou Kokkora siamo arrivati ad un orario non da calca assicurata e ci siamo infilati all’interno del locale dove siamo stati accolti calorosamente ma senza enfasi da gestori e camerieri.

A essere sinceri non avevamo adocchiato questo ristorante solo per la decisione di non procacciarsi i clienti in maniera talvolta controproducente ma soprattutto, oltre che per le proposte della cucina,  per l’arredo colorato e l’aria vintage. Foto dell’altro secolo e  pubblicità di alcuni decenni fa si alternano, infatti, sulle pareti mentre i tavoli e le sedie sono variamente assortiti  a creare delle combinazioni sempre nuove e diverse.

Venendo alle proposte del menù- ampio e ben strutturato dagli antipasti ai dolci e con proposte classiche ed innovative insieme-, avremmo voluto ordinare tanti piccoli assaggi (tanto i piatti sembravano invitanti) ma l’ora più da aperitivo che non da cena completa ci ha fatto optare per delle semplici mezedes.

La nostra ordinazione-non era facile scegliere tra tanti orektikà e piatti principali di carne e di pesce- si è composta di patatosalata, falafel, calamari fritti ed è stata accompagnata da del buon vino rosè. Siamo rimasti ampiamente soddisfatti dalla qualità del cibo; tutto era più che all’altezza e le porzioni assolutamente ricche. Avremmo potuto ordinare qualche altro piatto della tradizione come tirokroketes (crocchette di formaggio), tzatziki, gavros marinatos per verificare la tenuta della qualità su ricette tipiche ect..ma l’esecuzione di quello che abbiamo preso ci ha lasciato comunque soddisfatti.

A fine cena abbiamo ordinato una porzione di  chalvàs  e ce ne è stato servito un pezzo davvero enorme per un prezzo irrisorio; ci siamo compiaciuti della decisione, il dolce era davvero squisito, morbido e dal gusto impareggiabile.

Uscendo, abbiamo pensato a come un locale così riuscito non abbia certo bisogno di altra pubblicità se non quella della propria eccellente cucina, del  servizio attento e gentile, dei prezzi assolutamente competitivi. Noi però vogliamo fare la nostra parte e consigliarvi il Krassopouliò tou Kokkora in caso vi troviate a Psirri e vogliate passare una serata vivace allietata da buoni piatti e da un clima di tranquilla spensieratezza.

 

Indirizzo: 

To Krassopouliò tou Kokkora: Esopou 4, telefono 210 3211565

 

Come arrivare:

Metropolitana: linea blu (fermata Monastiraki)

Ilektrikòs: fermata Monastiraki

 

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Mangiare e bere, Psirri

Quella vecchia enoteca a Psirri

Come avrete potuto intuire dai nostri ultimi post, una delle zone da noi più frequentate nell’ultimo periodo è quella di Psirri. Caratterizzata da piccole stradine che brulicano di locali di ogni genere a noi piace per la sua vitalità, per la sua offerta di divertimenti e perché no, per l’atmosfera un po’decadente che si respira in questo che è uno dei quartieri storici della capitale.

Nel cuore di Psirri, su via Eschilo, si trova uno dei locali storici di Psirri ovvero l’Oinopoleion. Il termine significa “enoteca” ed è proprio così che nacque nel lontano 1928; nel 2011 la famiglia Markou decise di trasformare lo spazio commerciale in locale atto alla ristorazione, prendendo le sembianze di una tipica taverna greca, o meglio un magheirio (assimilabile alla nostra gastronomia o tavola calda).

La cucina propone la classica offerta ellenica con leggera inclinazione verso pietanze di carne nei piatti principali; durante la Quaresima però non mancano le alternative di pesce o comunque rispettose del periodo di penitenza e infatti non perdiamo occasione di ordinare un ottimo polipo all’aceto, taramosalatatabouleh (una sorta di cous cous freddo con basilico, cetrioli, pomodori tra i vari ingredienti) e le immancabili polpettine di zucchine e pomodoro. Essendo il locale in origine un’enoteca non si può non provare uno dei vini della casa, un bianco che rivelerà essere di ottima qualità; in realtà l’Oinopoleion era già stato oggetto di una nostra visita a fine dicembre e le ottime sensazioni provate allora vengono riconfermate anche in quest’occasione; servizio attento ma non invadente (il buttadentro, che spesso e volentieri è proprio il padrone del locale è molto discreto e non insistente) e soprattutto veloce. Non manca la presenza dei turisti, ma anche gli ateniesi stessi vengono a rifocillarsi e a divertirsi all’Oinopoleion; vi ricordiamo che è buona norma prenotare soprattutto se intendete venire durante il weekend e siete più di 2-3 persone. Il locale è su due piani (un microscopico “dehors” dove possono stare 3-4 tavoli, piano terra e piano sotterraneo, dove una volta era locata la cantina dei vini) e al piano sotterraneo spesso e volentieri vengono organizzate serate con musica dal vivo; da ricordare che ogni mercoledì vi è la serata dedicata all’Asia Minore che ricorda le tradizioni e le canzoni dei greci che vivevano in quel territorio.

Il conto rivelerà essere assolutamente in linea con la media di Atene e se davvero vi sentite in vena di spendere più di 20 euro a testa dovrete davvero impegnarvi nell’ordinare pietanze e bevande perché altrimenti la spesa sarà inferiore. Psirri come abbiamo già detto è un quartiere ricco per quanto concerne l’ offerta ristorativa ed è davvero difficile per noi scegliere quale locale sia il migliore, ma l’Oinopoleion rappresenta sempre una sicurezza per quando siamo alla ricerca di buon cibo a prezzi modici e in un ambiente tradizionale.

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Indirizzo:

Eschilou 12, tel. 213 0081461

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos).

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Exarchia, Mangiare e bere

Amanti della cucina cretese? Ad Exarchia c’è il posto giusto per voi!

Dopo molto che tempo (secondo i nostri canoni) che non tornavamo ad Exarchia, abbiamo deciso di farlo visitando un ristorante cretese che per noi costituisce una garanzia, l’Oxo nou. Come facciamo ad essere sicuri che questo locali si accrediti tra i migliori che abbiamo provato fino ad ora? Semplice, siamo capitati qui come avventori parecchie volte ma fino a questo momento non abbiamo avuto mai  modo di scriverne.

Non avendo prenotato abbiamo preferito arrivare al ristorante ad un orario che ci permettesse di trovare facilmente posto; un po’ per la buona cucina e un po’ per i prezzi concorrenziali l’Oxo nou  (che in cretese è un’espressione che si usa per risollevare il morale a qualcuno e potrebbe essere resa con “non pensarci”)  é quasi sempre pienissimo.

Abbiamo scelto ad un tavolo che ci permettesse strategicamente di scattare delle foto all’ambiente, molto semplice ma allo stesso tempo molto rilassante. La clientela infatti, costituita per lo più da giovani, intellettuali ed artisti (ma non mancano coppie e, talvolta, stranieri) sceglie la tranquillità di questo locale soprattutto per chiacchierare con gli amici gustando nel frattempo qualche piatto della cucina cretese.

Accomodatici, sono arrivati subito, come nella migliore tradizione dei ristoranti dell’isola, i bicchierini di rakì e il pane accompagnato da una salsa allo yogurt.

Dal catalogo- piuttosto vasto e che offre, accanto a quelli prettamente cretesi, preparazioni della cucina greca più tipica- abbiamo ordinato un dakos cretese (potevamo esimerci?), taramosalata, sfoungato (un’omelette nel cui impasto viene aggiunto stamnagathi, un’erba tipica cretese) e revithada (ceci al forno con salsa di pomodoro ed erbe aromatiche).

Per gli amanti della cucina cretese segnaliamo che sono comunque presenti ricette della tradizione come il gamopilafo (un risotto tradizionalmente servito ai matrimoni e bollito nel brodo di carne di pollo e di capra), i choclì bourbouristì (lumache in umido ripiene) e i kalitsounia (καλιτσούνια, mezzelune ripiene di formaggio e cosparse di miele).

Abbiamo con piacere notato che, essendo in periodo di digiuno pre-pasquale, il ristorante aveva predisposto un menù apposito con portate che non includessero carne o altri cibi preparati con ingredienti non ammessi.

Passando alla degustazione dei piatti, inutile sottolinearlo, li abbiamo trovati tutti di ottima esecuzione; in particolare il dakos è stato preparato in maniera eccellente, lasciando ammollo il pane il tempo necessario perchè si ammorbidisse ma non che si difasse, e condito con un olio da gusto veramente strabiliante. Sullo sfoungato avevamo avuto già in precedenza positivi riscontri da parte di Albertos che lo ha eletto quasi suo piatto preferito della cucina cretese.

Per completezza vogliamo rassicurarvi che, in diverse occasioni, abbiamo testato alcuni antipasti (crochette di zucchine e souzoukakia, fava, melintzanosalata) e i piatti di carne (di maiale e di agnello) trovandoli sempre di buon livello.

Alla fine della cena c’è stato portato un piccolo dolce molto gustoso che non pensiamo avesse la funzione di farci digerire meglio , visto che si trattava comunque di una cifra assolutamente accettabile.

Uscendo dall’Oxo nou ci siamo accorti di aver fatto davvero bene ad arrivare qualche momento prima del consueto orario di cena degli ateniesi poichè tutti i tavoli dentro e fuori erano completamente occupati.

Soddisfatti della nostra cena ad Exarchia ci sentiamo quindi di consigliarvi vivamente una visita a questo locale, tra i nostri preferiti; un’eperienza che i permetterà di gustare i sapori e i colori di Creta senza dovervi nemmeno imbarcare al Pireo.

 

Indirizzo:

Oxo nou: odòs Benaki 63

Come arrivare:

Metropolitana: linea rossa (fermata Omonia)

Ilektrikòs: fermata Omonia

Autobus: 060, 224 (fermata Zoodoxos Pigis) 230, 813 (fermata Araxovis)

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Mangiare e bere, Pangrati

Come andare in Italia..rimanendo a Pangrati

L’appuntamento per l’evento di marzo del nostro blog è stato fissato per sabato 19; un insolitamente caldo (tardo) pomeriggio ateniese ha fatto da cornice al nostro aperitivo mensile. Questa volta la scelta del locale è caduta sul Gush, un interessante bar situato a Pangrati a poca distanza dalla fermata della metropolitana di Evangelismos e da alcuni degli hotel più famosi di Atene, l’Hilton e il Caravel. Punto di forza del Gush sono sicuramente l’ampia vetrata panoramica di cui dispone al terzo piano (da cui si può ammirare il monte Ymittos tra le altre cose) e il giardino che lo circonda; come avrete già intuito il locale si dispone su più piani rendendolo adatto per serate in compagnia anche se siete in numero elevato. Servizio non proprio da 10 e lode (la nostra prenotazione è stata temporaneamente dimenticata e la cameriera ha dovuto far alzare alcuni avventori da quelli che erano i tavoli sullerivedelkifissos) ma prezzi nella media, vino di buona qualità e un’ampia scelta generale oltre che di bevande anche di dolci (apple pie da ottimo voto in pagella). Ci ha fatto molto piacere avere avuto nuove adesioni che speriamo ci seguiranno nei prossimi eventi e ci ha fatto altresì piacere rivedere altri nostri fedeli fan che già avevano partecipato ad alcuni precedenti eventi.

Dopo un piacevole aperitivo è giunta l’ora di andare a cena e quale migliore occasione di un sabato sera a Pangrati per provare un nuovo ristorante italiano, aperto da pochi mesi, situato a poca distanza dallo stadio panatenaico? Stiamo parlando del Ristorante Italia un locale gestito da greci di lontane origini italiane che dopo una felice esperienza nell’isola di Tinos hanno deciso di lanciarsi nel magico mondo della ristorazione ateniese. Il ristorante si trova in una vietta pedonale appena dietro a viale Vasileos Kostantinou, la strada che si affaccia come detto allo stadio panatenaico; una piccola insegna segnala il locale, ricavato dentro un condominio che risalirà almeno agli anni ’50 (se non di più). Veniamo subito accolti dal solerte cameriere che ci fa accomodare al tavolo (assolutamente obbligatoria la prenotazione nel fine settimana e vivamente consigliata anche durante la settimana perché il ristorante è davvero piccolo) e scegliamo senza troppi dubbi una bruschetta caprese, una pasta alla carbonara (per testare se la ricetta è aderente all’originale) e gnocchi al pesto; il tutto accompagnato da un (abbondante) bicchiere di Cabernet Sauvignon direttamente proveniente dall’Italia. Dal momento che anche alle 22 passate il ristorante è tutto esaurito le portate si fanno attendere un po’, ma l’attesa è mitigata dalla bontà della bruschetta che ci soddisfa appieno. Meno ci soddisfano i nostri piatti di pasta, non tanto per il sapore quanto per la poca aderenza alle ricette classiche italiane (carbonara con pancetta invece del guanciale e degli improbabili pomodori serviti insieme agli gnocchi al pesto). Nonostante tutto riteniamo che l’Italia abbia le potenzialità per essere considerato tra i migliori ristoranti italiani di Atene sia per la cortesia del servizio sia per l’ambiente, improntato a ricreare l’atmosfera di un’osteria italiana degli anni ’60 (tentativo riuscito perfettamente sia per l’arredamento sia per la musica di sottofondo) e seguendo la sua pagina facebook non possiamo che essere felici per il successo che sta ottenendo tra gli ateniesi. Come detto a parte alcuni scivoloni sulle ricette la qualità generale del cibo è molto buona e ci ripromettiamo di tornarci per provare altri piatti del menu. Conto finale di 36 euro più che adeguato considerato ambiente, servizio, porzioni e qualità generale. Peccato per l’ultima porzione di pannacotta che avremmo voluto provare ma che è andata a un altro tavolo lasciandoci a bocca asciutta.

Indirizzi:

Gush: Ionos Dragoumi 58, 210 7221054

Italia: Ironda 8, 210 7252003

 

Come arrivare:

Gush: stazione Evangelismos (metropolitana linea 3), fermata Karavel (bus 221, 224, 250)

Italia: fermata Stadio (filobus 2,4,10,11 autobus 209, 550)

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Keramikos e Gazi, Mangiare e bere

Carne o pesce? In questo locale a Gazi ce n’è per tutti i gusti

In una fredda (per i canoni greci) domenica di metà marzo in un’Atene svuotata da molti cittadini a causa del triimero dovuto al Lunedì Puro ci è venuta voglia di recarci in uno dei locali che più ci attirava da tempo, ovvero il Sardelles e Butcher Shop in quel di Gazi, a pochissima distanza dalla stazione della metropolitana di Keramikos. A dir la verità per me era la seconda volta dal momento che mi ero già recato nel ristorante in questione a gennaio dove avevo già avuto modo di provare la bontà della cucina proposta; naturale dunque portare anche Αττική per confermare la mia opinione.

In realtà si tratta di due ristoranti distinti (solo sulla carta seppur uno si trovi al civico 15 e l’altro al 19) poiché gestiti dalla medesima società che mira a offrire sia una cucina di pesce, sia una cucina più “carnivora”. L’edificio ha addirittura tre piani, un discreto dehors (affollato nonostante la rigida temperatura di quella giornata) e un invitante cortile per la stagione estiva che aprirà tra pochi giorni.

Punto di forza del ristorante è il servizio cordiale e attento all’ospite: veniamo infatti serviti in pochissimo tempo, ma ordinare i piatti non è facile data l’ampiezza del menu.

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Αττική si orienterà sul pesce mentre io virerò sulla carne (in vista della mangiata di pesce del Lunedì Puro) facendo sì che la nostra comanda comprenderà un broccolo bollito, zuppetta di granchio, hamburger di salmone e salsiccia con contorno di patate e verdure. Non preoccupatevi, non siamo diventati improvvisamente astemi. Il vino che accompagnerà la nostra cena sarà un ottimo rosè per trovare un compromesso tra carne e pesce. La cucina lascerà un’ottima impressione alla collega di blog e confermerà l’idea che mi ero fatto un paio di mesi prima. Il Sardelles (Butcher Shop) è un’ottimo ristorante dove poter assaporare gustosi piatti di pesce o di carne a prezzi consoni e nella media ateniese. Spenderemo infatti poco più di trenta euro in due e con porzioni davvero copiose ma non certo esagerate o inaffrontabili. Da sottolineare il fatto che vengano utilizzati esclusivamente prodotti greci di origine protetta, facendo sì che venga prediletta la qualità e sostenuta l’industria agroalimentare greca. L’ambiente è tranquillo e lo stile casual. Per chi proprio dovesse trovarsi in difficoltà con le lingue in questo locale lavora un cameriere italo-greco che parla italiano alla perfezione e almeno un’altra cameriera parla un buon italiano.

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Indirizzo:

Persefonis 15 e Persefonis 19, telefono: 210 34 78 050/ 210 34 13 440

Come arrivare:

Stazione Keramikos (metropolitana linea 3), fermata Fotaerio (filobus 21, autobus 049,815,838,914,Β18,Γ18)

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Koukaki, Mangiare e bere

Lunedì Puro bagnato..Lunedì Puro fortunato

Eravamo in debito con voi, cari lettori, nel raccontarvi cosa avremmo mangiato in questo giorno così importante e ricco di significato che è il Lunedì Puro qui in Grecia. Dato che a noi non piace essere in debito con nessuno e tantomeno con chi ci segue così affettuosamente, ecco il racconto di questa giornata.

Le previsioni del tempo promettevano pioggia e vento e puntualmente si sono avverate; fin dalla mattina intense precipitazioni hanno interessato la capitale greca, accompagnate da un forte vento. Non proprio le condizioni ottimali per far volare gli aquiloni di cui vi abbiamo parlato nel post che spiegava il significato di questa giornata. Ammettiamo che le nefaste condizioni climatiche hanno avuto effetto anche nei nostri programmi; originariamente il nostro piano era di spingerci verso uno dei nostri quartieri preferiti del Pireo, ovvero Peiraiki -a due passi dal mare- per una scorpacciata di pesce ma il forte vento ci ha fatto desistere.  Fermi però nel voler rispettare la tradizione di mangiare piatti quanto più “legittimi” possibili in questo giorno abbiamo dunque deciso di virare verso uno dei nostri ristoranti di pesce preferiti ad Atene, lo Skoumbri che è situato a Koukaki.

Dopo una normale (ahinoi) giornata di lavoro, dato che seguiamo il calendario delle festività (e non sempre quelle) italiane, l’appuntamento con Αττική è come al solito alla stazione di Evangelismos da dove in poco tempo raggiungeremo -con un inevitabile cambio di linea a Syntagma- la stazione di Syggrou-Fix che serve tra gli altri il quartiere di Koukaki.  Da lì il tragitto per lo Skoumbri è veramente breve, dal momento che basta percorrere una simpatica via pedonale caratterizzata da molti bar e piccole rosticcerie.

Giunti allo Skoumbri relativamente presto per i canoni greci, le 19.30, ci compiaciamo del fatto che il locale fosse quasi per metà vuoto e per questo veniamo subito fatti accomodare dal solerte cameriere.

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Ordiniamo rapidamente l’immancabile tartare al salmone e avocado, polpette di baccalà e una delle pietanze classiche del Lunedì Puro ovvero il polipo, questa volta stufato e in una salsa al vino rosso. Il servizio è rapidissimo e in men che non si dica riceviamo al nostro tavolo i cibi ordinati; da segnalare inoltre la presenza del lagàna, ovvero il classico pane del Lunedì Puro.

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Non rimaniamo delusi nemmeno stavolta dalla qualità proposta dallo Skoumbri; rimaniamo convinti che la tartare di salmone sia di livello veramente eccezionale. Con poco più di 25 euro abbiamo potuto mangiare quanto vi abbiamo appena detto senza farci mancare il classico mezzo litro di vino bianco da abbinare ai nostri piatti di pesce.

Una volta saldato il conto ci dirigiamo per un dopocena a base di rakomelo in uno dei nostri locali preferiti di Atene, nonché il primo bar recensito dal nostro blog ben 9 mesi or sono, lo Svoura. Situato a poca distanza dallo Skoumbri è una delle gemme meglio nascoste di Atene; piccolo bar dove è difficile trovare un tavolino, ma servizio cordiale e molta scelta di bevande più qualche dolce e snack salato. Dopo una karafaki piccola di rakomelo è ora di tornare a casa: un Lunedì Puro bagnato, ma un Lunedì Puro fortunato perché abbiamo avuto ancora la possibilità di viverlo nella città che a noi sta più a cuore.

Indirizzi:

Skoumbri: Drakou 12,  telefono: 210 921 0994

Svoura: Drakou 8,  telefono: 21 0 922 0919

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Mangiare e bere, Neos Kosmos

Trovare piatti ottimi, atmosfera e buonumore insieme? A Neos Kosmos si può!!!

In un sabato sera di quasi primavera cosa c’è di meglio, se non si ha voglia di immergersi nella folla e nella confusione dei bagordi di carnevale, di ritornare in qualche posto già provato e che ci ha lasciati particolarmente soddisfatti?

Questo è il ragionamento che abbiamo fatto noi per primi, dopo che quasi per caso stavamo discutendo su quali tra gli ormai parecchi locali di Atene che abbiamo visitato si sarebbero meritati il nostro apprezzamento incondizionato. Parlando di quella miscela fatta di buon cibo, ambiente curato, servizio cortese e prezzi abbordabili ci è venuto da nominare il Trikiklo, un ristorante greco dove avevamo avuto occasione di andare prima di iniziare a costruire il blog. Subito ci siamo accorti che sarebbe stato ingiusto non includerlo tra i locali tra noi recensiti e, facendoci allettare dal soddisfacente ricordo della sua cucina, abbiamo deciso che fosse il momento di ritornarci.

Pur trovandosi in centro, a Neos Kosmos, il Trikiklo è una di quelle destinazioni gastronomiche che ci piacciono particolarmente perché la zona è abbastanza fuori dalle rotte turistiche più tradizionali; ciò comporta allo stesso tempo che ci si possa comodamente arrivare coi mezzi (se non si ha voglia di cercare parcheggio per ore) e che si possa entrare nell’atmosfera di un vera taverna greca senza “modifiche” per stranieri.

Avendo prenotato in anticipo (era prevista una serata musicale poiché eravamo in clima carnevalesco) siamo arrivati al locale e abbiamo cercato subito un cameriere che ci potesse mostrare il nostro tavolo. E qui abbiamo avuto un esempio di cosa significhi veramente lavorare con impegno e passione. Il ragazzo da noi interpellato ci ha prima guardato con stupore poi è passato letteralmente a chiederci dove fossimo finiti. Alla nostre espressioni costernate ha aggiunto che ci stava cercando da ore perché, vista la prenotazione,- fatta tramite apposito sito- voleva chiederci quale sistemazione ci aggradasse di più (dentro o fuori, fumatori o no, musica o meno).

Sedutici in una posizione soddisfacente, mentre ci stavamo riprendendo da tanta solerzia, siamo stati velocemente provvisti di menù, nel quale abbiamo ritrovato con piacere i sapori che la volta precedente ci avevano lasciati stupefatti. Questa volta abbiamo optato- con molta difficoltà, le proposte ci attiravano tutte- per provare qualcosa di insolito e di diverso dalla visita di qualche mese prima.

Abbiamo ordinato askordoulaki (dei bulbi in agrodolce), koukouvagia (il dakos cretese ricoperto da pomodoro, feta e capperi), braciola di maiale con riso, cipolle ripiene di carne, zucchine e melanzane. Non abbiamo voluto assaggiare le proposte di pesce, pur presenti e molto valide, in vista di Katharà deftèra,- che sarebbe stato due giorni dopo- il lunedì di “purificazione” dove si mangiano tradizionalmente crostacei, polpo e legumi ma non carne. In conclusione una sontuosa panna cotta ha sancito la fine del pasto, avvalorando il giudizio positivo che avevamo espresso su questo simpatico locale.

Oltre all’atmosfera amichevole del posto, la rapidità del servizio e non da ultimo l’ottima cucina, abbiamo apprezzato la gentilezza del personale che si è interessato più volte della qualità del cibo- chiedendoci se fosse di nostro gradimento. Il nostro cameriere, quello che ci ha accolto, si è spinto a chiederci incuriosito- sentendoci parlare in italiano tra noi- come mai parlassimo greco, rinnovando poi la reciproca stima tra i nostri due popoli.

La nostra serata quindi, grazie alla scelta del locale giusto, è stata più che piacevole. Non avevamo voglia di trascorrerla in qualche locale rumoroso ed è bastato l’arredo del Trikiklo a farci entrare nel clima carnevalesco. Consigliamo pertanto il Trikiklo a chi volesse fare un’esperienza di cucina greca con proposte interessanti, in un locale ben conosciuto per la propria cucina, in una zona non turistica ma facilmente raggiungibile.

Siete curiosi di sapere come abbiamo passato questo trimero -ovvero tre giorni- di festa qui in Grecia, dove siamo andati, quali nuovi posti abbiamo esplorato o quali abbiamo riprovato? Vi aspettiamo qui sul nostro blog per farvi vivere insieme a noi ogni volta tutto lo splendore di Atene in poche righe.

Indirizzo:

TrikikloOdòs Pitheou 34

Come arrivare:

Tram: linee 4, 5 (fermata Fix)

Autobus: 106, 126, 136, 137

Metropolitana: linea rossa (fermata Syggrou-Fix)

 

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Mangiare e bere, Psirri

Una domenica diversa dalle altre tra OAKA e Psirri

Dopo la due giorni di sapori asiatici a cui abbiamo partecipato è ora di ritornare a consuetudini più elleniche e quale modo migliore per fare ciò che non andare ad assistere alla finale di coppa di Grecia di pallacanestro? L’organizzazione di questa manifestazione non brilla per acume e dopo aver rinviato la finale dal 21 febbraio al 6 marzo anche la vendita dei biglietti è andata a rilento aprendo solo qualche giorno prima del grande evento. Il motivo forse è da ricercarsi nel fatto che a contendersi l’ambito trofeo sono il “nostro” Panathinaikos e la formazione rivelazione dell’anno, il Faros di Keratsini – un sobborgo del Pireo in cui forse potremmo anche spingerci in futuro – che milita nella serie A2 ellenica.

Acquistati i biglietti con largo anticipo, l’appuntamento è come al solito alla stazione di Evangelismos per raggiungere il complesso olimpico ateniese dell’OAKA in quel di Marousi; il fischio d’inizio è fissato per le 17.30 e questo ci rende possibile prendercela comoda e pensare a cosa faremo nel dopopartita (ma di questo parleremo a breve). Arrivati all’OAKA ci rendiamo conto di come le misure di sicurezza siano draconiane, con polizia in assetto anti-sommossa ovunque e perquisizioni corporali molto attente (a differenze di molte altre volte); questo per evitare che in mezzo ai pacifici tifosi del Keratsini si intrufolassero simpatizzanti dell’Olympiacos -che avrete capito essere i nostri acerrimi nemici, sempre in senso sportivo si intende-

La partita non è il massimo dello spettacolo, giacché il divario tra le due squadre è veramente troppo ampio. La finale si concluderà in un tempo record con l’incredibile punteggio di 101 a 54, record per la competizione. Assistiamo ovviamente alla premiazione e incredibilmente si sprecano applausi anche per la formazione sconfitta, segno che l’impresa di arrivare in finale è stata davvero apprezzata anche dal pubblico biancoverde. Esserci alzati dai seggiolini con qualche minuto di anticipo ci facilita il compito di spingerci verso la stazione dell’ilektrikos di Eirini senza dover avere a che fare con la folla proveniente dalla partita; ma che cosa fare dopo questa coppa conquistata con il minimo sforzo?

L’idea è quella di spingerci verso Psirri, il quartiere più in voga sulle rive del Kifissos ultimamente, per provare alcuni locali che ci incuriosivano da tempo; in poco tempo da Monastiraki raggiungiamo il pittoresco quartiere e propendiamo per accomodarci dentro l’accogliente Oineas una taverna che nella classifica dei 30 migliori ristoranti di Atene secondo gli utenti di Tripadvisor si classifica in un più che decoroso settimo posto . Ammettiamo di non sentircela di sederci fuori nonostante alcuni turisti si spingano a tanto ma preferiamo l’interno del locale anche perché l’ambiente ricorda molto gli anni ’50 e ’60 con una serie di quadri raffiguranti vecchie pubblicità greche.

Veniamo subito serviti con la classica acqua (imbottigliata) e il menu, dal quale scegliamo abbastanza celermente un classico σαγανάκι (saganaki) , τυροπιτάκια με φύλλο καταιφι (tyropitakia me fillo kataifi, ovvero tortini di formaggio avvolti in pasta kataifi – una sorta di pasta fillo molto sottile) e una porzione di γαριδομακαρονάδα (garidomakaronada, una spaghettata con gamberi e vongole con sugo rosso) da dividere. Non nascondiamo che il piatto che spiccherà tra questi si rivelerà essere quello a base di pasta kataifi, che ha donato croccantezza e sapore ai tortini di formaggio; una novità mai assaggiata in questi mesi di girovagare in taverne che sicuramente riproveremo se la ritroveremo in qualche menu.

Per finire, oltre ad avere fatto amicizia con la coppia proprietaria del locale che parlano un buon italiano (lui ha vissuto a Parma per qualche tempo) spinta dalla loro curiosità nel vedere due italiani che parlavano greco, ci viene offerto un ottimo dolce sempre a base di pasta kataifi ma questa volta con del gelato oltre a un sempre gradito bicchierino di rakì. Il conto totale sarà di 29 euro, davvero molto conveniente considerate le porzioni (giuste), la qualità del cibo, il servizio e l’ambiente che ci è davvero piaciuto tanto. Ci sentiamo davvero di consigliarvi questa taverna durante il vostro soggiorno ateniese perché pensiamo che non rimarrete affatto delusi; è consigliata la prenotazione soprattutto nel weekend, in quanto l’Oineas è molto frequentato anche da turisti.

Indirizzo:

Aisopou 9, Atene telefono: 210-3215614.

Come arrivare:

Stazione Monastiraki (metropolitana linea blu, ilektrikos)

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Mangiare e bere, Psirri

Originalità a marchio Psirri

In questo periodo, non ne facciamo mistero, siamo particolarmente attratti da Psirrì. L’esserci passati di sfuggita qualche settimana fa diretti alla Klimatarià non ha fatto altro che acuire il nostro desiderio di conoscere meglio questa centralissima zona. La nostra curiosità ultimamente si è orientata però verso la scoperta di quella parte di Psirrì leggermente meno esposta al passaggio di turisti rispetto a Platìa Agiòn Anargìron e dintorni.

Questa volta abbiamo voluto scegliere come destinazione per il nostro consueto caffè del sabato un locale davanti al quale siamo passati molte volte senza però fermarci. Ammettiamo che il posto in questione però ci ha sempre attirato, un po’ per lo stile originale un po’ per la presenza fissa tra i tavolini di un simpatico felino sempre in cerca di coccole.

Forse proprio a questo simpatico quattrozampe deve il proprio nome lo Psipsìna, che in greco è il modo affettuoso con cui si chiamano i nostri amici gatti (l’equivalmente di “micio”, per intenderci). Qui è doverosa una parentesi per spiegare che in greco si tende a vedere i gatti come animali prevalentemente di genere femminile; per questo motivo il nome del locale in questione suonerebbe come “micetta”.

L’orientamento pro-felino del locale è chiaro fin dal menù, che ritrae in copertina, appunto delle figure a metà strada tra donna e gatto. La ruota dell’ingranaggio che si può ammirare in sottofondo è un’altra caratteristica del locale i cui tavolini all’esterno hanno proprio questa forma.

Noi ci siamo “accontentati” di un frappè e di un capuccino freddo ma annotiamo con piacere che la lista delle bevande e degli spuntini offerti dal locale è piuttosto vasta. Si va per le bevande da quelle calde e fredde per eccellenza alle birre e al vino mentre per gli snack è prevista una buona varietà di spezza-fame dolci e salati. Da segnalare quattro diverse proposte per la prima colazione, dei piccoli menù a prezzo fisso che spaziano dai più leggeri con caffè, spremuta e tost a quella più sostanziosi con dolci e non solo.

Con le nostre ordinazioni, al posto del solito biscotto preconfezionato, sono arrivati tre pezzetti di torta al cioccolato davvero gustosa- una variazione che abbiamo accolto con deciso entusiamo. Il servizio è stato gentile, rapido, presente ma non invasivo e il prezzo pagato assolutamente in media con il resto della zona.

Insomma, consigliamo lo Psipsina a coloro i quali vogliono sperimentare una Psirrì un po’ diversa, sempre vivace ma meno affollata. L’ubicazione del locale in uno dei vicoli più pittoreschi unitamente alla dosata stravaganza dell’arredo ve lo faranno adorare.

Se vi state convincendo che volete assolutamente scoprire meglio Psirrì non avete che da aspettare i prossimi post dove vi assicuriamo ci saranno altre dritte su questa zona sempre ricca di nuove scoperte.

Indirizzo:

Psipsina: Odòs Ag. Anargìron 43

 

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki)

Ilektrikòs: fermata Monastiraki

 

 

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Acropoli, Mangiare e bere

Profumi e sapori d’India ai piedi dell’Acropoli

Nessuno può negare che la cucina greca sia tra le nostre preferite al mondo, ma ammettiamo che non è l’unica. Riteniamo infatti che il mangiare e il bere siano tra i piaceri della vita e amiamo sperimentare sempre cose nuove; per quanto mi riguarda ammetto soprattutto la mia debolezza verso le cucine speziate e piccanti e quale allora se non quella indiana potrebbe essere tra le mie preferite? Anche se non sono mai stato in India non posso fare a meno, ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, di assaporare le prelibatezze di quel paese che data la sua enorme grandezza presenta una varietà di piatti davvero rilevante.

Dopo qualche anno di astinenza forzata -dovuta al fatto che dove risiedo in Italia i ristoranti indiani non abbondano- non ho resistito a provarne uno ai piedi dell’Acropoli, approfittando per così dire della momentanea indisponibilità di Αττική che dal canto suo non ama particolarmente la cucina piccante ma che si è detta vogliosa di provare anche la cucina indiana. Trovatomi in centro per varie vicissitudini decido di entrare in quello che dall’esterno l’insegna presenta come un Indian Bar & Restaurant ovvero l’Indian Haveli la cui posizione è senza ombra di dubbio strategica, a pochi passi dall’arco di Adriano, dalla fermata della metropolitana dell’Acropoli e da viale Syggrou.

Si capisce subito che si tratta di un ristorante non certo di basso livello; ambiente curato e cameriere molto accoglienti e sorridenti accolgono i clienti che con una certa curiosità si apprestano a entrare. Dico con certa curiosità perché il locale è relativamente nuovo avendo aperto solo lo scorso dicembre. Il ristorante è quasi pieno e con piacere noto alcuni commensali indiani, il che è sempre un buon segno; vengo subito fatto accomodare e servito dalla cameriera (greca come la sua collega). Non mi ci vorrà molto per ordinare dal momento che la mancanza della cucina indiana mi farà scegliere alcuni dei miei piatti preferiti: samosa vegetariani (un antipasto che possiamo definire come una frittella triangolare ripiena in questo caso di piselli, cipolle, lenticchie, coriandolo e altre spezie), il classico pane indiano naan ripieno di formaggi tipici e pollo cucinato nel forno tandoori, il tutto innaffiato da una dissetante Cobra – una delle birre indiane più famose.

Le pietanze arrivano senza farsi attendere troppo e il giudizio è altamente positivo; lungi da me definirmi il massimo esperto di cucina indiana al mondo, ma un po’di esperienza l’ho maturata e posso affermare che l’Indian Haveli si colloca tranquillamente tra i migliori che abbia mai provato. Del resto il proprietario è indiano così come i cuochi che ho potuto intravedere in cucina e questa è sempre una forma di garanzia sulla bontà dei piatti proposti.

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Terminata la cena rifiuto a malincuore il dolce dal momento che le porzioni sono più che sufficienti per una persona sola. Nel frattempo il locale si è riempito a tal punto che il proprietario si trova costretto a rifiutare l’ingresso ad altri avventori che volevano provare questo ristorante. Il responso è altamente positivo, sia per la qualità dei piatti, sia per la gentilezza del personale, sia per il costo; con 20,50 euro si può mangiare e bere in un vero ristorante indiano. Certo il prezzo è leggermente più alto rispetto a una taverna locale ma è una cucina esotica e come tale bisogna essere pronti a pagare qualcosa in più. Ne siete testimoni, dopo il mio racconto di questa cena Αττική si è detta pronta a provare lei stessa questa cucina..e anche voi, nel caso vogliate variare per una volta dalla seppur ottima cucina greca sapete dove dirigervi!

Indirizzo:

Leoforos Syggrou 12

Come arrivare:

 

Stazione Acropoli (metropolitana linea rossa), fermata Makrigianni (autobus 040,230,A2,B2; filobus 1,5,15)

Mangiare e bere, Psirri

Sotto il pergolato…una gemma ateniese nascosta

 

Vi è mai capitato che un amico vi desse una dritta per un locale dove si è trovato benissimo e che voi non vediate l’ora di andarci per verificare se il suo entusiasmo vi contagerà? Immaginiamo di sì e vi capiamo visto che la stessa cosa è successa a noi più volte e, dobbiamo ammettere, che fino ad ora i consigli dei nostri amici si sono rivelati preziosi.

Questa volta però il consiglio, pur validissimo, non ci è arrivato da una nostra conoscenza vera e propria ma da un “amico di blog”- chiamiamolo così. Alzi la mano di chi di voi non ha seguito nemmeno una puntata Masterchef Italia…Ok, bene. Tra gli altri ci sarà sicuramente qualche appassionato che si ricorda addirittura della prima edizione, quella vinta da Spyros Theodoridis, il simpatico concorrente di origine greca- eh sì, un collegamento con la Grecia, c’era in tutto questo preambolo! Il suo coloratissimo e – scommettiamo- saporitissimo blog ” Spyros, il giro del mondo in 80 piatti” non poteva che iniziare il suo viaggio che dalla sua amata Atene.  Leggendo i suoi post ci ha fatto particolarmente piacere vedere che annovera tra i suoi locali preferiti alcuni che abbiamo visitato in passato come il “Bougatsadiko Thessaloniki” e “Serbetia” a Psirri o il “Mavro Provato” a Pagrati.

Tra le destinazioni enogastronomiche di cui Spyros parla a proposito della città ci ha particolarmente incuriosito una taverna, la “Klimatarià” (pergolato) di cui il nostro cuoco-blogger riferisce con toni esaltanti. Sebbene la qualità della sua cucina sembra essere ormai conosciuta tanto da greci quanto da stranieri il locale da trova già in quella parte di Atene non propriamente turistica che va dalla fine di Psirri ad Omonia e questo ce l’ha resa subito interessante.

Alla Klimatarià siamo arrivati da Psirri passando ad un certo punto tra stradine un po’ degradate che consiglieremmo vivamente di attraversare solo di giorno come abbiamo preferito fare noi. Fortunatamente, pur conoscendo l’indirizzo, abbiamo notato che la taverna è segnalata con dei cartelli all’incrocio con le vie limitrofe e questo comunque facilita chi, non conoscendo la zona, difficilmente penserebbe di trovare un locale rinomato in questo intrico di viette scalcinate.

Al nostro solito siamo arrivati abbastanza presto perché, non avendo prenotato, immaginavamo che sarebbe stato difficile trovare un tavolo disponibile. E abbiamo fatto bene visto che un po’ alla volta il locale si è riempito in ogni ordine di tavoli e ad alcuni clienti è stato comunicato che non c’erano più posti dove sedersi.

Al nostro arrivo ci sono stati subito offerti del tsipouro e un’insalata di capperi. Per chi se lo chiedesse la kaparosalata assomiglia moltissimo all’apparenza ad uno tzatziki realizzato con l’aneto ma senza cetriolo ma poi il gusto lascia intendere che il sapore prevalente è quello del cappero.

Esteticamente il locale è molto rustico, con elementi che richiamano la vita agreste sparsi un po’ dappertutto. L’illuminazione di giorno è quella che filtra dal soffitto e risulta piacevolmente soffusa. Ad una parete sono addossate ad ornamento delle botti di legno mentre le fronde di alcuni alberi entrano da un edificio adiacente e regalano una nota di verde all’insieme.

Dal menù abbiamo scelto melitzanosalata, filetto di pollo e calamaro ripieno di verdure (uno solo e di proporzioni considerevoli), innaffiando il tutto con mezzo litro di vino rosso. Abbiamo deciso questa volta di non provare le decantate torte salate per cui Spyros ha parole di ammirazione perché già sazi dopo aver gustato le nostre ordinazioni- le porzioni sono più che abbondanti. Ci è dispiaciuto particolarmente non poter ordinare gli involtini di vite che devono essere straordinari, a quanto pare, ma non erano presenti nel catalogo. Ma non ci lamentiamo affatto; quello che abbiamo provato era assolutamente di buon livello. Avremmo però preferito essere di più per poter gustare più piatti e poter elaborare un giudizio più complesso. Più o meno come ha fatto una signora seduta accanto a noi che, indecisa se ordinare o meno il calamaro ripieno ha chiesto ad una ragazza ad un altro tavolo che lo stava gustando se poteva fargliene assaggiare un po!

Alla fine del nostro pranzo abbiamo corrisposto una cifra tutto sommato equa e possiamo quindi ritenere la nostra esperienza alla Klimatarià più che soddisfacente. Il nostro desiderio sarebbe quello di ritornarci la sera, quando l’atmosfera con la musica dal vivo deve essere molto suggestiva. Ma per allora sarà sicuramente meglio prenotare…

Dopo aver verificato la validità delle scelte di Spyros- ma non avevano dubbi in merito- ci siamo ripromessi di visitare altri locali da lui suggeriti nei suoi consigli su Atene. Quali saranno i prossimi dove andremo? Per scoprirlo non vi resta che rimanere sintonizzati sul nostro blog ateniese!

 

Indirizzo:

Klimatarià: Platìa Theatrou 2

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki) e rossa (fermata Omonia)

Ilektrikos: (fermata Omonia)

Autobus: 21, 049, 813, 815, 856, Β18, Γ18

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Mangiare e bere, Psirri, Thiseio

Arriva la primavera già a Febbraio? Sulle rive del Kifissos questo ed altro..

Come avranno già saputo i nostri lettori più fedeli che ci seguono sulla nostra pagina Facebook, sabato 20 è stato designato come il giorno dedicato al nostro appuntamento mensile dell’aperitivo tra italiani (e non) ad Atene. Luogo dell’incontro il ben noto Underdog,  un bar specializzato in caffè e birre provenienti da tutto il mondo nei pressi di Thiseio, ovvero nel centro più turistico di Atene a pochi passi da via Ermou.

Giunto alla stazione dell’ilektrikò di Thiseio in largo anticipo grazie all’efficienza degli autobus che transitano in quel di Nea Smirni (che evitano chirurgicamente il centro) attendo la compagna di blog Αττική la quale invece deve sopportare l’affollamento dell’ilektrikò proveniente dal centro e il ritardo che ne consegue, dovuto all’insana abitudine di voler prendere a tutti i costi il convoglio già presente in banchina invece di attendere quello successivo per pochi minuti nonostante non vi entri nemmeno più uno spillo. Poco male perché comunque arriviamo all’Underdog in perfetto orario. Con nostra somma gioia scopriamo che ci è stato riservato il tavolo dedicato a Star Wars, più che perfetto per ospitare il numero degli invitati.

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Avendo lasciato i nostri numeri di telefono a disposizione per chi non conoscevamo già, siamo fiduciosi del fatto che i “nuovi” non avranno problemi a trovare il locale e infatti dopo poco tempo arrivano i primi partecipanti di cui facciamo molto volentieri la conoscenza e di cui scopriamo i retroscena del loro trasferimento ad Atene. Tra chi è venuto qui per lavoro, chi ci lavora ma per scelta propria, chi si è trasferito per amore ci troviamo tutti d’accordo che questa è una gran bella città che merita di essere vissuta in tutte le sue sfaccettature. Tra birre inglesi (dal costo quanto mai esagerato tuttavia), vino, sandwich e succhi di frutta le conversazioni tra di noi spaziano da esperienze passate a progetti futuri da compiersi sotto il Partenone (restate dunque sintonizzati su questo blog, perché c’è sempre qualcosa da fare ad Atene..) Fattasi quasi ora di abbandonare il piacevole ambiente dall’Underdog per dirigerci a mettere qualcosa sotto i denti ecco raggiungerci la nostra cara amica Nevila, la quale per farsi perdonare l’assenza all’aperitivo ci farà compagnia durante la cena.

Congedati i partecipanti all’aperitivo  ci dirigiamo insieme a Nevila verso una nostra vecchia conoscenza, il Βολιωτικό Τσιπουράδικο Ψηρρή (Voliotikò Tsipouradiko Psirri), ovvero il simpatico e caratteristico locale che ci ha visti già ospiti dopo l’aperitivo organizzato a Gennaio. La distanza tra Underdog e Voliotikò non è molta e in una decina di minuti siamo fuori dal ristorante e veniamo subito accolti dal “buttadentro” il quale ci fa intendere che senza prenotazione non sarà assolutamente possibile accomodarci a uno dei tavoli. Per fortuna, ormai esperti della tradizionale ressa del sabato sera, avevamo provveduto ad assicurarci un tavolo per tre; il Voliotikò è effettivamente strapieno e veniamo fatti accomodare nell’unico tavolo disponibile. Il servizio non è velocissimo, ma è comprensibile data l’affluenza decisamente importante di questa serata. Ordiniamo un saganaki di pesce, haloumi (formaggio cipriota) alla griglia, patatosalata, midopilafo (una sorta di riso pilaf alle cozze) e seppie al vino. Non possiamo che confermare le buone cose scritte in precedenza sul Voliotikò per quanto riguarda il cibo, mentre questa sera il tasto dolente è la musica dal vivo: non certo per la qualità, ma per il volume davvero eccessivo che rende praticamente impossibile sostenere una qualsivoglia forma di dialogo sebbene siamo seduti allo stesso tavolo. Stremati da cotanta difficoltà nel parlarci decidiamo di rimandare a un’altra occasione un giro di tsipouro e cerchiamo di allontanarci quanto prima dalla taverna, non mancando di saldare il conto che risulterà essere sui 40 euro. Un buon rapporto qualità prezzo considerando la musica dal vivo, la location decisamente centrale e la qualità del cibo.

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La serata si avvia verso la conclusione e durante il tragitto verso la stazione della metropolitana di Monastiraki ci accorgiamo di come, nonostante siamo venuti già diverse volte a visitare Psirri, lo stesso quartiere ospiti una serie di locali decisamente interessanti e che destano la nostra attenzione. In vista di casa pianifichiamo le nostre prossime mosse, che già sabato prossimo ci vedranno a…(beh per saperlo dovrete continuare a leggerci)

 

Indirizzi:

Underdog: Iraklidon 8

Voliotikò Tsipouradiko Psirri: Lepeniotou 1

 

Come arrivare:

Underdog: ilektrikò (fermata Thiseio),

Voliotikò Tsipouradiko Psirri: metropolitana linea blu (fermata Monastiraki), ilektrikò (fermata Thiseio).

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Mangiare e bere, Pangrati

Attraversare la strada e trovarsi a Creta? Se passate dalle parti del centro per una cioccolata si può!

Trascorso un piacevole sabato sera con le amiche italiane tra ottime portate greche e piacevole rakomelo ad Ano Patissia – quindi un po’ distante da noi- per la domenica abbiamo deciso di perlustrare meglio qualche interessante locale a Pangrati “bassa”. Questa dicotomia- alta e bassa- di nostra invenzione, serve a  distinguere la parte più vicina al centro della capitale di questa zona da quella che già si inerpica sulle pendici dell’Imittos. Quest’ultima è da lungo tempo terreno delle nostre scorribande eno-gastronomiche e possiamo sostenere di conoscerla abbastanza bene. Eravamo quindi giustamente attratti dall’altra promettente Pangrati, quella più pianeggiante- chiamiamola così- che si sviluppa a ridosso della stazione della metro di Evangelismos, a pochi passi dal Parlamento e dalla dimora del Primo Ministro.
Siamo stati tentati sopratutto dall’ approfondire la conoscenza di alcuni tra i molti ristoranti, mezedopoleia, bar e quant’altro che si spartiscono lo spazio abbastanza ristretto, fatto di vicoli e stradine ombrose, nel quale si dirama Pangrati “bassa”. Qui la concentrazione di locali e localini è davvero singolare e in una sola vietta può capitare- come è capitato a noi- di trovare tutto quello che serve per aperitivo, cena e se, del caso, dopocena.
Quello che ha fatto scaturire il nostro interesse per questo serrato intreccio di strade è stato, tra i tanti moventi, la superba esperienza che abbiamo avuto al “Mavro Provato”, un mezedopoleio di alto livello che si trova proprio da queste parti. Oltre alla vivacità della zona in sé e per sé, abbiamo voluto verificare, infatti, se qualcun altro dei locali limitrofi potesse offrire la stessa gradevole varietà di sapori.
Volendo però iniziare la serata con un aperitivo abbiamo puntato ad una cioccolateria-kafeteria di recente apertura in odos Aminta. Non conoscevamo il posto ma la sua atmosfera rilassata e la sua aria un po’ retrò ci hanno indotto ad entrare senza indugi.
Il Petite Fleur fa affidamento su un arredamento molto curato e su un ridotto numero di tavoli per garantire ai suoi ospiti un ambiente conviviale e colorato. La musica, in prevalenza jazz, completa l’immagine di un ritrovo uscito da un’altra epoca e inonda con le vibrazioni positive il raccolto spazio tra bancone e porta d’ingresso.

Per essere sinceri lo stile a cui abbiamo accennato non è stato pensato solo per questo locale perchè la cioccolateria in questione fa parte una catena che si compone di altri locali simili sparsi tra  Kolonaki, Chalandri e  Nea Erithrea ma resta comunque abbastanza originale.
Poiché la specialità di queste kafeterie è proprio la cioccolata per cui sono rinomate ho deciso, senza ripensamenti, che ne avrei provata una e che l’avrei confrontata con le altre assaggiate in città per vedere quale poteva vantarsi del premio di migliore bevanda. Il mio socio ha preferito, visto che si avvicinava l’ora di cena, virare verso un bicchiere di vino rosso, prendendo alla lettera l’iniziale propensione per l’aperitivo. Pur essendo chiara l’inclinazione di questo particolarissimo magazì verso bevande calde come the e caffè, infatti, è possibile scegliere tra diversi vini e cocktails. Per accompagnare la propria ordinazione si possono scegliere diversi dolci tra cui alcune allettanti torte al cioccolato o al limone e se si preferisce qualcosa di salato sono a disposizione delle prelibatezze che soddisfano ogni esigenza.
Dopo aver passato una buona manciata di minuti indecisa tra i molteplici gusti di cioccolata- con buccia d’arancia, miele e brandy o alla noce moscata e bourboun oppure alla cannella o alla vaniglia…- mi sono decisa ad ordinarne una al cardamomo, una variante mai sentita prima.

 

La preparazione della cioccolata dura una decina di minuti, passati i quali la bevanda arriva a temperatura inavvicinabile. Dopo aver pazientemente atteso che diventasse da bollente perlomeno calda ho gustato una buona cioccolata a cui ho dovuto però aggiungere dello zucchero (il cioccolato sciolto per prepararla era infatti quello fondente). La quantità servita è decisamente elevata e, volendo serbarmi l’appetito per la cena, ho rinunciato a finire gli ultimi sorsi.
Soddisfatto altrettanto Albertos del suo vino ci siamo congedati e ci è bastato attraversare la strada per giungere al locale dove avremmo cenato.
Il Katsourbos, a differenza della cioccolateria trovata quasi per caso, ci era stato consigliato da un amico. Quando siamo entrati ci siamo accorti di essere i primi clienti della serata ma subito dopo il nostro arrivo sono apparsi altri clienti e molti tavoli si sono velocemente riempiti.
Il ristorante propone una cucina cretese molto variegata che va dagli antipasti ai dolci passando per la pasta fatta a mano e i secondi di carne e di pesce e la serve in un ambiente semplice ed improntato alla rusticità.

Il cameriere, da solo a servire tutti gli avventori, ci ha celermente portato due menù (uno per i piatti fissi del locale e uno con le pietanze che cambiano di mese in mese) e un piccolo antipasto costituito da diversi tipi di fagioli lessati, conditi con un ottimo olio.
La lista dei piatti, come accennavamo, è davvero sterminata e va dai piatti più classici della tradizione greca come la melitzanosalata e i keftedakia a preparazioni della cucina più tipicamente cretese come il gamopilafo (un risotto che si mangia ai matrimoni- il riso viene cotto nel brodo preparato con tre tipi di carne diversa) all’omelette con la staka (un formaggio cretese, appunto).
Noi abbiamo deciso di prendere hummus, involtini di vite, involtini di melanzana al pomodoro e uno iuvetsi di mare (un piatto preparato con della pasta a forma chicchi di riso e in genere carne che qui viene sostituita con dei frutti di mare).
Sono arrivati subito il pane (fatto da loro) e il vino che avevamo ordinato per completare degnamente la nostra cena che appariva più che promettente.
Non siamo rimasti delusi: tutte le portate erano fantastiche, saporite e preparate e presentate in modo eccellente. La quantità decisamente buona e il prezzo pagato più che ragionevole.
Questo primo assaggio del Katsourbos ce lo fa sicuramente inserire tra i migliori locali di Atene che abbiamo provato e ci fa apprezzare una volta di più la cucina della nostra amata Creta.
Oltre al consiglio di visitarlo se vi trovate in zona vi suggeriamo calorosamente di prenotare soprattutto nel week-end perché la cucina deliziosa e il poco spazio all’interno rendono difficile trovare posto in particolare nella stagione invernale.

Indirizzi:

Petite Fleur: Aminta 1

Katsourbos: Aminta 2

Come arrivare:

Petite Fleur, Katsourbos: stazione Evangelismos (metropolitana linea blu), fermata Ethniki Idryma Erevnon (filobus 10, autobus 550)

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Mangiare e bere, Patissia

Sabato sera nella Little Italy ateniese, o per gli amici Patissia Alta

Archiviata la gita in quel della costa ateniese è giunto il momento di pensare alla serata di questo sabato di fine gennaio. I programmi prevedono di spingerci verso Patissia Alta, dove ci attendono la nostra fedele amica Claudia e la sua collega Francesca prima per una cena in una taverna da loro consigliata e poi per una sorta di “rakomelo-party” dove poter sorseggiare una delle nostre bevande greche preferite.

Ma andiamo per ordine: ricostruita la coppia di Sullerivedelkifissos dopo una mattinata in solitaria ci avventuriamo verso la stazione di Evangelismos preoccupati dalle notizie di disordini in piazza Viktoria tra anarchici e polizia e dalla contemporanea manifestazione di Alba Dorata (alla quale è stato vietato di manifestare davanti al monumento che ricorda i 3 soldati greci morti sull’isoletta di Imia nel 1996 durante un’operazione militare contro la Turchia) poco distante dal centro di Atene. Per fortuna il divieto di ogni forma di manifestazione nel comune di Atene imposto dal governo il giorno precedente ha fatto sì che non vi fossero ripercussioni dal punto di vista del traffico e dei mezzi pubblici e siamo pronti a salire sull’autobus 54 che ci porterà direttamente a Patissia.

Giunti dopo circa 25 minuti in piazza Papadiamanti scorgiamo senza alcuna difficoltà la taverna To Pithari dove ci attendono già comodamente sedute le nostre due compagne di serata; ad attenderci anche un menu in italiano, dovuto al fatto che -grazie alla vicinanza della scuola italiana di Atene- questo è uno dei quartieri con la più alta concentrazione di connazionali dell’intera capitale.

Dopo un veloce cambio di tavolo causa spifferi poco simpatici provenienti dalla finestra (aperta per far circolare l’aria dal momento che questa è una delle taverne dove il divieto di fumo non viene fatto rispettare) siamo pronti per ordinare; la proposta culinaria del Pithari è la classica cucina greca, con alcuni piatti interessanti. Ordiniamo tra le altre cose bistecca di maiale, insalata di patate, calamari, soutzoukakia, flogeres (ovvero “flauti”, un involtino di pasta filo ripieno di feta e pomodoro), fava e dolmadakia oltre a un immancabile mezzo litro di vino rosé. Il servizio è abbastanza veloce e preciso. Le porzioni sono tendenzialmente abbondanti e almeno per quanto mi riguarda (ancora reduce dall’enorme salmone del pranzo) faccio fatica a terminare la mia bistecca di maiale; non c’è alcun problema, perché Francesca chiederà al solerte cameriere la cosiddetta “doggie-bag” o meglio “cat-bag” dal momento che gli avanzi della cena saranno destinati ai gatti del vicinato.

Giunto il momento del conto con nostra somma sorpresa ci rendiamo conto che andremo a spendere 15 euro a testa (sarebbero 56 euro, ma decidiamo di lasciare 60 euro comprensivi di mancia). Questo prezzo è assolutamente economico sia per la qualità, sia per la quantità di ciò che si è mangiato e fa del Pithari una delle taverne con il miglior rapporto qualità-prezzo tra quelle che abbiamo visitato in questi mesi.

Dopo la luculliana cena è giunto il momento del digestivo e ci rechiamo, sotto gli attenti consigli di Claudia che abita a Patissia Alta e questa sera ci farà da guida, in un mezedopoleio famoso per il suo rakomelo. Purtroppo veniamo subito rimbalzati dal cameriere dal momento che il locale è pieno e non c’è verso di ottenere un tavolo per quattro persone. Stesso discorso per un altro locale a poca distanza; il cameriere ci fa entrare ma ci accorgiamo subito che il bar è pieno e gli avventori non hanno nessuna intenzione di abbandonare gli agognati tavoli. Dopo qualche minuto di attesa decidiamo di cercare maggior fortuna nei dintorni; una cosa è sicura, a Patissia i locali non mancano.

Riusciamo nell’impresa di trovare una tavolata per quattro nel semivuoto Kafeoino , sulla via Gavrilidou e a poca distanza da viale Patission; il locale sembra interessante, con molti cocktail dal nome invitante, ma non sembra attirare molto gli avventori locali. Ordiniamo la nostra classica karafaki di rakomelo che per 10 euro ci garantirà diversi giri di rakomelo a testa.  In conclusione non possiamo che essere soddisfatti per la serata trascorsa in quel di Patissia; un quartiere che ci ha sorpreso, sia per la qualità sia per la quantità di locali che ospita. Qui siamo in uno dei quartieri più popolari e storici di Atene e non rimarrete sicuramente delusi se volete sfuggire alle zone più turistiche della capitale.

Indirizzi:

To Pithari: Papadiamanti 1

Kafeoino: Gavrilidiou 8

Come arrivare:

To Pithari: stazioni Agios Eleftherios e Ano Patissia (ilektrikos), fermata Plateia Papadiamanti (autobus 54),  fermata Orfanidou (filobus 14)

Kafeoino: stazione Agios Eleftherios (ilektrikos), fermata Laskaratou (filobus 14), fermata Sotiriadou (autobus A8, 444, filobus 3,5,11,14)