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Uscire ad Atene

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Uscire ad Atene

Mangiare e bere da ateniesi ad Atene

Quando si parla di Atene non si può non nominare la straordinaria varietà di locali dove trascorrere piacevolmente il momento dei pasti. Tra taverne, ristoranti, mezedopoleia e quant’altro siamo sicuri che troverete sicuramente quel che fa al caso vostro in ogni zona della città. 

In questo articolo parleremo brevemente della cultura del cibo in Grecia, dei piatti e delle bevande che più frequentemente si trovano nei menù delle taverne greche.

Per i consigli veri e propri sui posti dove concedervi un aperitivo, gustare un caffè o perdervi tra le squisite portate della cucina greca vi rimandiamo alle dettagliate recensioni presenti nella sezione Mangiare e bere e divise per zone.

Caffè e prima colazione

  • Il caffè è un proprio e vero rituale per i greci. Se avete in mente l’abitudine tutta italiana di trangurgitare la tazzina di espresso bollente al bancone del bar….in Grecia fareste meglio a scordarvela. Qui se si sceglie di prenderlo in una kafetèria (l’equivalente di un bar moderno dove ci può sedere) ci si siede e si rimane per ore a chiacchierare con gli amici. Se un greco quindi vi invita a “prendere un caffè”, non pensate di cavarvela in una manciata di minuti; vi sta invitando a trascorrere con lui l’intera mattinata o l’intero pomeriggio! L’immagine del sabato e della domenica mattina ateniese è proprio quella delle kafeteries dove giovani e adulti trascorrono il tempo bevendo lentamente caffè. Si tratta spesso di locali molto curati esteticamente e dove è facile indugiare piacevolmente sorseggiando una delle tante specialità di caffè disponibili. Il ritrovo equivalente per gli anziani è invece il kafenìo, un luogo più tradizionale e austero dove un tempo  l’ingresso alle donne era vietato dalle norme sociali.

I prezzi, poiché si paga più il posto a sedere che il caffè, sono leggermente più alti di quelli italiani ma la qualità è spesso assai buona. Non è infrequente imbattersi in locali che propongono miscele italiane e bevande realizzate con macchine espresso altrettanto italiane e serviti da barman dall’ottima professionalità.

Una particolarità: accanto all’espresso e al cappuccino caldo troverete la variante fredda; superate lo shock e provatela, soprattutto d’estate, non ve ne pentirete! Altra bevanda imperdibile, è il (Nescafè) frappè, preparato con caffè istantaneo, ghiaccio, zucchero e, se si desidera, latte;

Per chi invece è di fretta o vuole portarsi il caffè dietro durante la giornata è possibile ordinare negli anapsiktìria la propria bevanda calda o fredda in cartone.

Dritta SRDK: Ricordate che quasi sempre, al momento dell’ordinazione, vi chiederanno se preferite il caffè amaro (sketos), zuccherato medio (metrios) o dolce (glikòs) in quanto lo zucchero viene aggiunto in fase di preparazione.

La  prima colazione greca è composta da caffè, tiropita (una sfoglia a forma di mezzaluna ripiena di formaggio), spanakopita (sfoglia ripiena di formaggio e spinaci) o, se si opta per il dolce, bougatsa (μπουγάτσα, sfoglia ripiena di crema pasticcera- dolce tipico di Salonicco).

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Dritta SRDK: Provate ad assaggiare un koulouri, una specie di ciambella ricoperta di sesamo. La trovate un po’ dappertutto perché si vende spessissimo per strada; un vero irrinunciabile street-food!

Per approfondimenti sul pasto del mattino leggete il nostro post Fare colazione in Grecia

 

Pranzo e cena

  • In Grecia gli orari per il pranzo e per la cena sono mediterranei e quindi non sorprendetevi se prima delle 13.30 vedrete le taverne (tranne quelle davvero turistiche) sostanzialmente vuote. La stessa cosa vale per la sera; prima delle 21 i locali si riempiono con difficoltà, estate ed inverno.

 

Pur non avendo nulla contro i ristoranti situati nelle zone più centrali (i quali offrono, ad esempio, la garanzia di controlli frequenti sulla qualità e la freschezza dei cibi serviti da parte delle autorità competenti) vi consigliamo vivamente di evitare quelli che propongono menù turistici e che soprattutto hanno del personale all’esterno che tenta insistentemente di farvi sedere dentro. Molti di questi locali, è vero, hanno personale che parla italiano e quindi può sembrarvi più facile dialogare e farvi capire ma quasi mai mangerete in modo magnifico in questi posti. Fate uno sforzo in più, scegliete un locale più tradizionale leggermente meno affollato da turisti e non avrete niente da rimproverarvi. Non vi preoccupate per la lingua; l’inglese è parlato da tutti ad un buon livello e vedrete comunque che i greci faranno il possibile perchè vi possiate intendere.

Dritta SRDK: Prima di iniziare il pranzo o la cena fate un brindisi alla salute dei presenti alzando i calici e pronunciando le parole  “ στην υγειά μας – stin ighià mas” (alla nostra salute).

Volete saperne di più sulle abitudini dei greci a tavola? Leggete il nostro post sulle Usanze greche a tavola

Un pasto greco inizia comunque con degli orektikà cioè con degli antipasti che possono essere presentati sotto forma di mezèdes quando vengono preparati per accompagnare qualche bevanda alcolica (come l’ouzo, ad esempio). 

 

Non sapete come destreggiarvi tra le varie tipologie di locali? Leggendo Taverna, estiatorio, ouzerì, mezedopolio, rakadiko e maghirìo, che differenza c’è? diventerete abili conoscitori della ristorazione greca.

 

Tra i mezedes più famosi ci sono i dolmádes (δολμάδες; impasto di riso o carne tritata avvolto in una foglia di vite) e i pitákia (πιτάκια; sfogliatine ripiene formaggio, carne tritata, verdura come spinaci ecc.). Tra le salse che spesso vengono gustate insieme al pane le più tradizionali sono la melitzanosaláta (μελιτζανοσαλάτα; salsa a base di melanzane) lo tzatziki (τζατζίκι; salsa allo yogurt con cetriolo, aglio e olio), la taramosalata (ταραμοσαλάτα; salsa a base di uova di pesce), e la tirokafterì (τυροκαυτερή; salsa a base di formaggio e peperone piccante). Nel menù potrete trovare la fava (φάβα), che, contariamente a quanto si possa pensare è una purea non di fave ma di cicerchia (un legume simile nell’aspetto ad una lenticchia gialla) che viene servito o semplicemente con cipolla fresca o nella versione pantremèni (παντρεμένη), “sposata” con capperi e pomodori secchi .

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Venendo ai piatti principali, è la carne a farla da padrona nella cucina greca. Il pesce è comunque presente ma non come ci si aspetterebbe da un Paese affacciato in gran parte sul mare come la Grecia. I piatti più frequentemente consumati sono a base di carne come l’agnello o il maiale e la cottura avviene spesso allo spiedo o alla piastra. Alcuni dei cibi più famosi della cucina greca sono i sovlakia (σουβλάκια; spiedini cotti ai ferri), il gyros (γύρος), una sorta di kebab  di maiale o di pollo che può essere servito da solo o con tzatzíki, pomodoro e cipolla, arrotolata all’interno di una píta (pane schiacciato di forma circolare); in questo ultimo caso prende il nome di píta gýros (πίτα γύρος). Molto comuni le polpette come le soutzoukákia(σουτζουκάκια; polpettine di carne al sugo di pomodoro), i keftédes o keftedàkia (κεφτέδες; polpettine fritte di carne o di ceci) e lo giouvétsi (γιουβέτσι; agnello arrosto con pasta cotta). Altri piatti tipici, serviti in particolare in estate, sono i gemistà (γεμιστά, peperoni o pomodori ripieni di riso e talvolta di carne) e il briam (μπριάμ, un insieme di patate, zucchine, melanzane cotte al forno con sugo di pomodoro).

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Tra i piatti cotti al forno non si può non citare il famoso moussakàs (μουσακάς), un gustoso sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella;

La pasta è normalmente consumata in Grecia ma, tranne che in alcuni ristoranti italiani di buon livello, non vi aspettate di mangiare spaghetti al dente sormontati da una salsa sopraffina. Potete però provare la garidomakaronàda (γαριδομακαρονάδα), la pasta con i gamberi che quasi tutte le taverne di pesce propongono; la troverete forse un po’ dolce (aggiungono della cannella e del peperone verde) ma il risultato finale è spesso gradevole.

Sempre in tema di pesce troverete disponibili i pescati più frequenti che in genere vengono cucinati alla piastra. Imperdibile il polpo ksidato (ξuδάτο), preparato con l’aceto e quello krassato (κρασάτο, al vino), consumati da soli o come mezè.

Dopo i piatti principali veniamo ai contorni e ai formaggi. La più famosa insalata, diventata un simbolo della cucina greca è senza dubbio la khoriátiki (χωριάτικη σαλάτα), l’insalata alla greca, preparata con fette di cetriolo, pomodoro e condita con olio extravergine, origano, olive, peperoni verdi , cipolle fresche a fette, e pezzetti di formaggio feta. Altre insalate, più invernali, prevedono come ingredienti il cavolo verza bianco (spesso accompagnato da carote) e viola.

Tra i formaggi il più noto è ovviamente la feta, un formaggio di capra bianco, che a seconda della provenienza può essere più o meno aspro. Una menzione meritano il kaséri (κασέρι), il manouri (μανούρι), tipico  di Creta, che viene spesso cotto alla piastra e l’anthòtiro (una specie di ricotta).

Per concludere, vi sottoponiamo una breve rassegna dei più importanti dolci greci. Tra quelli realizzati con la pasta sfoglia un posto d’onore va al kataífi (κανταΐφι; sfoglia ripiena di mandorle tritate e bagnata con sciroppo), e al baklavás (μπακλαβάς; sfoglia con mandorle tritate e miele). Sempre con la pasta sfoglia ma senza miele, il galaktoboùreko (γαλακτομπούρεκο), è ripieno di crema di latte e viene talvolta cosparso di pistacchi tritati.

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Altri dolci tradizionali ma realizzati per il periodo di Natale sono i kourambiédes (κουραμπιέδες), realizzati con burro, farina e mandorle intere e i melomakárona  (μελομακάρονα; con frutta secca triatata e miele ).

Il kalvàs, (χαλβάς), dolce diffusissimo, realizzato con semolino o pasta di sesamo, è tipico della Macedonia e si trova nelle varianti alla vaniglia, al cioccolato, alle mandorle o pistacchi. Il ravaní (ραβανί) è un altro dolce conosciuto in tutta la Grecia e si prepara con zucchero, latte e scorza tritata di arancia.

Non possiamo esimerci dal nominare, infine, lo yogurt greco servito con miele e noci o con qualche composta di frutta prodotta artigianalmente.

Dritta SRDK: In quasi tutte le taverne alla fine del pasto viene offerto una piccola fetta dei dolci che abbiamo elencato sopra mentre nei ristoranti cretesi è più usato servire un bicchierino di rakì (la grappa locale) all’inizio.

Volete creare da soli le specialità della cucina greca? Farlo è facile con il ricettario La cucina di Vefa, scritto da una delle più famose cuoche greche. Preparazioni casalinghe e sapori tradizionali che vi lasceranno piacevolmente sazi!

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Bevande e liquori

  • Dopo aver visto i principali cibi della cucina greca, è venuto il momento di dare un’occhiata alle principali bevande che potrete trovare sui menù di taverne e non solo.

VINO: la qualità del vino in Grecia è molto migliorata negli ultimi anni e quindi è facile bere delle buone varietà di bianco, rosso e rosè locali un po’ dovunque, dalla taverna di pesce dell’isola dell’Egeo al prestigioso ristorante in centro ad Atene.

Le regioni più conosciute per i loro eccellento prodotti vitivinicoli sono a sud la zona di Nemea, nel Peloponneso e quella a nord, in Macedonia, quella di Naousa e della Chalkidiki.

Tra i vini bianchi non si possono non citare la Retsina (Ρετσίνα), un bianco secco resinato, molto particolare e il Boutari, un vino prodotto dalle parti di Mantinea, in Arcadia.

Per i rosati possiamo nominare il Kokkineli, un vino rosato secco leggermente resinato.

Tra i rossi una menzione va al Mantineia di Tripoli, al Naoussa, al Nemea, al Rapsani prodotto nei pressi del Monte Olimpo, e al famoso Agiorgitiko, varietà coltivata nei vigneti dai monaci del Monte Athos.

I vini dolci più diffusi si dividono tra la scura Mavrodafni di Patrasso e il dorato Samos che però non accompagna i dolci ma i formaggi.

Tra i superalcolici, usati spesso come digestivi, si distingono invece questi famosi distillati:

OUZO: Solitamente è usato per accompagnare gli antipasti o le mezedes.  I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Dritta SRDK: A causa del suo sapore dolce è facile consumarne quantità discrete senza accorgersi appieno della sua gradazione alcolica, intorno ai 40°. Fate quindi particolare attenzione!

 

TSIPOURO: Assomiglia molto alla grappa italiana ed ha un gusto abbastanza secco. Si tratta di un liquore molto forte e diffuso soprattutto nelle regioni più montuose e fredde della Grecia.

RAKI’: Distillato tipico di Creta. Leggermente più morbido e fruttato rispetto al tsipouro.

MASTICHA: Digestivo prodotto sull’isola di Chios dalla resina degli alberi di lentisco. Sapore dolce e gradazione alcolica intorno ai 30°.