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Info su Atene

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Italiani in Grecia

Qui ho trovato il caldo…ma ho soprattutto dato una svolta alla mia carriera

Silvio Macchiavelli è arrivato in Grecia dall’Irlanda, dove lavorava, e vive ad Atene da ormai tre anni. Poco avvezzo alle nuvole, cercava un Paese caldo, per sfuggire dal clima piovoso dell’ isola dove si trovava. La situazione lavorativa, inoltre, non era in quel periodo delle migliori. Ha deciso quindi di rispondere ad un annuncio che prometteva impiego nella torrida Atene. Ma questo è solo l’inizio…

Ciao e grazie di averci concesso questo breve confronto. Partiamo col chiederti da quanto tempo sei in Grecia e come ci sei arrivato.

Ciao. In Grecia vivo dal Marzo del 2013, arrivato assolutamente per caso dopo aver risposto ad un annuncio di lavoro dall’Irlanda, dove vivevo in quel periodo. Proprio così! Atene fu in quel momento la mia via di fuga da Dublino dove la mia permanenza era appena cominciata da due mesi ma che reputavo già conclusa per le mie difficoltà ad adattarmi lì. In quel momento aver trovato un nuovo lavoro era quasi meno importante che aver trovato una nuova città mediterranea dove ricominciare. Sono metereopatico e quando lessi che Atene era la capitale europea con il maggior numero di giorni di sole in un anno tirai un sospiro di sollievo e pensai che poteva essere il mio posto ideale per un trasferimento.

Cosa facevi prima di approdare in Grecia?

Facevo parte di quel 40% di giovani italiani disoccupati. Ero laureato già da un po’ e il file PDF del mio curriculum vitae aveva già fatto il giro di tutti i siti di offerte di lavoro più importanti. Sembrava di spedirlo nel vuoto, non ho mai ricevuto nessuna risposta se non qualche volta quelle automatiche generate dai loro sistemi dove gentilmente vieni ringraziato di aver spedito la tua candidatura ma “il tuo profilo non è idoneo”.

Sono dell’idea che in un periodo di scarsa occupazione come questo il primo compromesso che bisogna accettare sia quello di non fare tanto gli schizzinosi ed essere pronti a mettere da parte anche i propri titoli di studio. Purtroppo essere laureati non vuol dire avere un titolo nobiliare. Però in realtà io sono sempre stato affascinato dall’idea di andar a cercare fortuna fuori e, anche lasciare la mia città, Napoli, non è mai stato per me un limite. La prima tappa fu Dublino, avevo in mente di migliorare il mio inglese e trovare lavoro in una di quelle tante aziende che cercano personale multilingua, ma sfortunatamente in quel periodo le posizioni per italiani erano tutte chiuse. Non trovai di meglio che un lavoretto da sguattero in un classico pub irlandese vicino casa dove però ero pagato in nero ed il titolare non sembrava intenzionato a mettermi sotto contratto. “Ogni mondo è paese”, pensai, e ricominciai a cercare qualcosa di nuovo. Fu cosi che trovai lavoro ad Atene.

Puoi parlarci brevemente della tua prima esperienza di lavoro qui?

Certo! Lavoravo come agente telefonico in una grossa azienda chiamata Teleperformance, il call-center più grande di Grecia, dove sono richiesti madrelingua italiani e non solo da impiegare nei vari progetti multilingua. Io sono stato sempre impiegato in quello che lavora per il supporto tecnico di Apple. Sembrava di lavorare in un qualsiasi ufficio in Italia poiché nel dipartimento la lingua dominante è l’italiano. La mia esperienza li è terminata nell’Agosto del 2016 e tutto sommato posso parlarne positivamente soprattutto per tutte le amicizie che ho fatto.

Essere a stretto contatto con molti tuoi connazionali nel lavoro e fuori. Lo ritieni un ostacolo o un vantaggio?

Essere a stretto contatto con connazionali all’inizio lo reputo un valore aggiunto, specialmente se arrivi in una città come Atene dove le dimensioni e la lingua locale non aiutano. Cercare l’appoggio dei propri connazionali credo sia per istinto la prima cosa che si fa quando si è all’estero. Io personalmente ricordo che le prime dritte su case, affitti, e burocrazia me le diedero proprio i colleghi italiani. Certo, ad un certo punto però circondarsi di compagnie composte solo da connazionali potrebbe risultare un limite se si ha intenzione di scoprire cose nuove o provare addirittura ad integrarsi in ambienti “autoctoni”. Io ho sempre avuto il desiderio di avere una comitiva completamente “greca”.

 

Ad un certo punto hai deciso di cambiare lavoro. Le condizioni del vecchio non ti appagavano di più?

Ho deciso di cambiare lavoro per due ragioni in particolare. Prima di tutto il lavoro in un call-center è duro e non può essere per sempre. Tre anni e mezzo possono sembrare dieci per quanto riescono a logorarti o annoiarti, ma soprattutto ho cambiato lavoro perché vorrei che una mia grande passione, quella per la pizza, possa diventare una professione. E’ cosi che ho cominciato a lavorare come pizzaiolo in una nuova pizzeria napoletana aperta in città. La mia scelta è stata spinta esclusivamente dalla voglia di imparare un nuovo lavoro e non certo da condizioni migliori e più appaganti. Anzi, per poterlo fare ho dovuto accettare una paga “greca” di 500 Euro al mese, ma ho stretto i denti e ho cominciato a muovere i primi passi in questo settore, magari un giorno avrò una piccola pizzeria tutta mia…

Nonostante tu viva qui da tempo ci sono diversità culturali che fai fatica ad accettare?

Beh, forse il bello di vivere in Grecia è proprio la vicinanza culturale con l’Italia ed in particolare con il meridione. Non ho mai incontrato veri e propri ostacoli alle mie abitudini o ai miei modi di fare. I greci vivono il quotidiano più o meno come facciamo noi napoletani: è il caffè a scandire tutte le fasi delle nostre giornate, dal mattino appena svegli, alla pausa lavoro, all’incontro con gli amici fino a sera, anche se per dirla tutta i tipi di caffè che sono apprezzati qui non hanno nulla in comune con il nostro tradizionale espresso in tazzina. Certo, delle differenze che mi pesano ci sono e spesso riguardano il cibo, per noi italiani sembrano mancare sempre troppi prodotti e la cucina greca non è poi così varia come può sembrare a noi che siamo abituati troppo bene. Dunque, se ormai ho rinunciato all’idea di poter mangiare mozzarella di bufala fresca di giornata, ancora non riesco a spiegarmi come possano piacere tanto tutte quelle sfogliate surgelate che trasudano solo burro e perché la pasta, o meglio le “makaronades”, piacciono in tutti i modi ma a patto che non siano al dente. Ah, una cosa che continua ad essermi ancora oscura è l’orario di apertura e chiusura dei negozi. In Grecia si praticano degli orari per le attività commerciali che non hanno grande logica, per esempio: Domenica assolutamente tutto chiuso (“anche le chiese”, dico io spesso ironicamente), Lunedì mezza giornata, quando per tutto il mondo è una giornata piena, poi altri giorni a caso dove si chiude alle ventuno, ma il più bello è di sicuro il Sabato dove si ritorna a chiudere tutto alle diciotto, anche nei mesi estivi e si è costretti a fare compere con quaranta gradi all’ombra quando magari sarebbe più gradevole uscire verso il tramonto.

E i tratti della cultura greca che ti affascinano di più?

Di sicuro le contaminazioni con l’oriente. La Grecia è terra di mezzo, ponte tra due culture, e se ne percepisce subito la sensazione passeggiando per le vie del centro di Atene, per la Plaka dove il neoclassico degli edifici si alterna con gli ori e i colori porpora delle chiese ortodosse. Atene è una città molto più orientale di quanto mi aspettassi prima di arrivarci. Le musiche suonano troppo arabe al nostro orecchio e le spezie vendute in grossi sacchi al mercato mi ricordano ancora troppo Istanbul, η Πόλη” (“la città”) come viene chiamata da queste parti. Vivere ad Atene mi fa sentire con un piede già in oriente ma pur sempre in una grande capitale europea dove la presenza del Partenone sopra la testa mi ricorda da dove tutto ebbe inizio. La Grecia mi affascina perché è e rimane la culla della cultura europea, Atene questo te lo ricorda ogni giorno con le sue bellezze eterne ma c’è anche tutto un lato popolare, il folklore del popolo greco che non può non affascinare. Mi piace perché le tradizioni sono conservate dai più giovani, i ragazzi conoscono i balli tradizionali perché gli vengono insegnati già a scuola, sembrano avere un senso della famiglia ancora forte e tutti conservano un rapporto viscerale con il proprio paesino o l’isola d’origine, tant’è che per il Natale ma soprattutto per la Pasqua, Atene si svuota poiché tutti ritornano al paese dei nonni.

Ritieni importante imparare la lingua locale per lavorare qui? Secondo te è un vantaggio spendibile?

Ritengo assolutamente importante imparare la lingua se si ha intenzione di rimanere in Grecia, al contrario per il lavoro dipende da cosa si fa. Ad esempio, per il mio primo lavoro era richiesto solo l’italiano e un discreto livello d’inglese, mentre per lavorare in ambienti solo greci saper parlare la lingua è stato assolutamente cruciale. Io dico che la lingua è il primo veicolo di integrazione sociale, la lingua vi apre porte tra la gente che altrimenti rimarrebbero chiuse. Anche l’inglese, qui in Grecia, può rimanere solo una lingua di scorta.

Dopo aver fatto un cambiamento così importante nel lavoro, quali sono i tuoi progetti nel breve termine?

Ormai sono in Grecia da quattro anni ed il mio “breve termine” è finito. Ho in mente solo un unico progetto a lungo termine che è quello di vivere in Grecia per sempre ma alle condizioni che dico io. Con questo voglio dire che la Grecia non abbonda per opportunità di lavoro come dipendente, per questo sono giunto a conclusione che il lavoro me lo devo inventare da solo diventando l’unico responsabile di me stesso. Questa la vedo l’unica strada percorribile per coronare il mio sogno di vivere qui per sempre.

Tanti nostri connazionali vorrebbero tentare la tua stessa strada. Te la sentiresti di incoraggiarli?

Appunto come ho detto, le occasioni non fioccano oggigiorno in Grecia; solo il turismo offre le opportunità più numerose ma resta pur sempre un settore stagionale. Ma al di la di tutto io mi sentirei di consigliare la Grecia prima di tutto come alternativa di vita alle mete più tradizionali come Inghilterra o Germania che di sicuro offrono una routine diversa. Se vi dovesse mai capitare un’opportunità lavorativa qui tenetela in considerazione poiché potrete vivere una bella esperienza mediterranea.

 

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Italiani in Grecia

Arrivato quasi per caso, ho imparato ad apprezzare questa città

Christian Salussolia, che lavora come addetto al servizio clienti per il mercato italiano di una multinazionale, ci parla delle proprie impressioni su Atene.

Da quanto tempo sei ad Atene? Di cosa ti occupi?

Sono ad Atene da un anno, lavoro nel customer care di un’importante azienda.

Sei arrivato qui per caso o per passione?

Abbastanza per caso, a settembre 2016 ho cominciato a cercare lavoro in Europa, senza una meta precisa.

Eri già stato in Grecia o ad Atene?

No, mai. Questa è la prima volta.

Cosa facevi prima di approdare in Grecia?

Ero disoccupato, in precedenza lavoravo in una ditta che avrebbe dovuto occuparsi di automazione industriale.

Hai fatto altre esperienze all’estero prima di questa?

No, questa è stata la prima esperienza.

Quale è stato il tuo percorso per trovare lavoro qui?

Non avevo lavoro, ho messo il CV in un sito internazionale, e sono stato contattato da un’agenzia di Malta per un lavoro ad Atene!

Quali sono le condizioni del tuo lavoro? Ce ne puoi parlare brevemente?

Le condizioni sono buone, sicuramente ho lavorato in posti peggiori! L’unica cosa che mi da fastidio e’ avere solo 30 minuti in pausa pranzo. Anche il fatto di lavorare in una grande azienda non mi piace granchè, non fanno niente per nascondere che sei solo un numero.

Trovare un alloggio che ti soddisfacesse è stato facile? In quali zone consigli di cercare?

Ho cambiato quattro case ad Atene, per motivi sempre diversi. Trovare un alloggio non e’ stato comunque difficile. Kallithea e’ una zona tranquillissima, e anche carina se si vive nel “centro”. Exarcheia sicuramente molto particolare, non per tutti. Io mi sono trovato bene perché avevo qualche amico li in zona. Koukaki e’ un quartiere interessante, e’ un quartiere popolare, ma essendo cosi vicino al centro, ci sono anche tanti turisti e qualche area pedonale dove si può bere e mangiare qualcosa. Queste sono le zone in cui ho vissuto e che conosco un po’ meglio. Sono stato più volte al Pireo, e mi e’ sembrato interessante, anche se costoso.

Il tuo ambiente di lavoro è prevalentemente italiano. E’un vantaggio o uno svantaggio ai fini di un’esperienza all’estero?

Non saprei se si tratta di un vantaggio e meno. Non credo che a lavoro gli italiani siano migliori o peggiori di altri. In questo caso penso che dipenda da individuo a individuo.

Hai dovuto difficoltà particolari da affrontare nel trasferirti qui?

Solo per la dichiarazione per le tasse, che infatti alla fine non ho fatto. Non sono stato informato chiaramente e soprattutto, con anticipo, su quali fossero i documenti che dovevo portare e dove.

Che impressione ti sei fatto della cultura greca? Gli stereotipi (positivi o meno) sono validi o sono solo generalizzazioni?

Personalmente mi e’ piaciuta molto Atene e gli ateniesi. Non ho mai avuto problemi particolari di alcun tipo, credo che siano simpatici e gentili. Parlano tutti inglese e la cucina e’ buona. Ci sono solo due cose che mi danno fastidio, e cioè il loro stile di guida e il comportamento quando salgono sui mezzi pubblici. Se in Italia un pedone può sentirsi ignorato, ad Atene, cercando di attraversare la strada, mi sono sentito talvolta un bersaglio da abbattere! Per quanto riguarda i mezzi pubblici, credo che non ci voglia un genio a capire che e’ meglio far uscire le persone da un bus / tram / metro e poi entrare. Qui spesso e volentieri chi aspetta un mezzo, si butta in vettura appena vede aprirsi le porte, e chi scende deve fare a spallate per uscire.

Cosa ti è mancato di più del tuo Paese in questo periodo all’estero? E cosa, al contrario, per nulla?

Al di là delle mie cose e delle “mie persone”, non ho sentito particolare nostalgia dell’Italia. Certamente mi e’ mancata la cucina, in particolare alcuni piatti tipici della mia città. Sono contento di aver staccato per un po dal depresso clima di rabbia e vecchiume che sentivo nella società italiana.

Quali sono i tuoi consigli a chi volesse venire in Grecia per lavorare nel tuo settore?

Credo che la Grecia sia uno splendido Paese e che vivere ad Atene sia un privilegio. Purtroppo la situazione politico – economica non e’ delle migliori, e questo fa si che sia difficile pensare di venire a vivere qui per più di qualche anno.