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I primi piatti della cucina greca

Amici di SRDK, qualche tempo fa vi abbiamo aperto l’appetito parlando degli antipasti greci più diffusi; è il momento quindi di proseguire il nostro viaggio all’interno della cucina greca parlando questa volta di primi piatti e di zuppe. Sapete cosa sono le chilopìtes? Ordinereste degli giourvalakia? Provereste del gamopilafo? Se siete indecisi non vi resta che leggere il nostro articolo e i primi piatti greci per voi non avranno più segreti!

Zimarikà

In Grecia, le preparazioni che hanno come ingredienti principali farina di grano o semolino prendono il nome di zimarikà.

In Grecia il concetto di pasta come lo intendiamo noi è arrivato perchè importato proprio dal nostro Paese. Sebbene gli scaffali dei supermercati tracimino di diversi formati di spaghetti, maccheroni, fusilli e quant’altro la pasta non si mai davvero guadagnata un posto di rispetto all’interno dell’alimentazione quotidiana greca. Il più della volte viene consumata in quanto vista come piatto facile e veloce (soprattutto grazie alle salse pronte con cui la si accompagna) senza particolare attenzione alla sua corretta preparazione. In Grecia- nei ristoranti o invitati a casa di amici- è facile mangiare pasta scotta, condita in modo approssimativo e servita  insieme ad un secondo; ad esempio, non è infrequente che gli spaghetti (magari sconditi) facciano da contorno a polpette o a carni al sugo. Insomma, viene vista più come accompagnamento o, nei casi in cui è servita da sola, come un alimento a cui bisogna abbinare qualcosa (non importa se il condimento è più o meno pesante). Questo è in parte dovuto al fatto, di cui abbiamo parlato in Usanze greche a tavola, che l’alimento per eccellenza secondo la mentalità greca è la carne, la sola in grado di assicurare davvero un pasto come si deve.

Ovviamente non vi invitiamo a provare la pasta in versione greca in quanto, come tutti i cibi non autoctoni, è troppo adattata ai gusti locali. Un’eccezione è però costituita dalla garidomakaronada, la pasta ai gamberi, (meglio se condita con salsa all’ouzo) che d’estate, su qualche isola, vi può riservare qualche piacevole sorpresa.

Pasta di dimensioni più piccole, sempre di grano, viene in genere servita insieme allo giouvetsi che può essere di carne (di solito di agnello) o di pesce.

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In Grecia però non circola solamente la pasta di grano duro. Una buona tradizione di pasta all’uovo è presente da secoli ed è particolarmente definita nel Peloponneso. Famose, questo proposito, sono le chilopìtes ovvero dei quadratini (o delle striscioline) di pasta all’uovo da aggiungere a zuppe e minestre. Spesso oltre che gustate in questo modo, vengono servite assieme alla carne.

Oltre alle chilopites un altro ingrediente da aggiungere durante la stagione fredda alle zuppe è il trachanàs, ovvero un preparato di farina e latte che una volta essiccato si agglomera in chicchi di grandezza variabile. Il trachanas può essere impastato in due varianti: dolce o acido (glikòs o ksinòs). In quello acido si aggiunge dello yogurt. Di solito si gusta cuocendolo da solo (aggiungendo all’acqua burro o latte) oppure arricchendolo con un po’ di salsa di pomodoro. La zuppa che se  ne ricava è molto nutriente e corroborante, assolutamente da provare.

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Sempre derivato dal grano ma gustato preferibilmente senza brodo, il pligoùri– proveniente dal Medio Oriente- accompagna in genere piatti di carne in salsa oppure viene utilizzato come ripieno in quelli di pesce e lo si può trovare addirittura dentro alle insalate.

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La proposta SRDK:

Siete amanti della cucina greca? Queste e altre golose ricette le potete trovare nel ricettario di una delle più famose cuoche greche, La cucina di Vefa:

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Soupes

Accanto alle minestre che abbiamo visto sopra la cucina greca- soprattutto quella del Nord- è ricca di zuppe (soupes), in genere preparate con verdure e arricchite con zimarichà o riso (rizi). Sono presenti inoltre alcuni tipi di vellutè ma a differenza che in altri Paesi l’amido che si usa per renderle dense deriva dal riso o da alcuni tipi di legumi.

Le zuppe più consumate sono quelle a base di carne o di pollame: tra le tante la kotosoupa (zuppa di pollo) o la maghiritsa (zuppa di interiora di agnello), tipica della Pasqua.

Tutti i genere di legumi (lenticchie, ceci, etc…) sono poi consumati assieme ad un brodo di verdure ma senza l’aggiunta di pasta o riso. Una delle più famose- e piatto tipico di Katharà Deftera, il giorno in cui inizia la Quaresima- è la fasolada, ovvero la zuppa di fagioli.

Le zuppe sono in genere preferite d’inverno poichè d’estate le temperature sono davvero molto elevate e non esistone delle vere e proprie zuppe da gustare fredde.

Rizi

Il riso in genere non ha molto spazio nella cucina greca, almeno come siamo abituati a gustarlo noi. In genere il riso non viene aggiunto alle minestre e si preferisce consumarlo senza condimenti come contorno della carne. Spesso, in questo caso, la tipologia di riso usata è quella basmati.

Seppur non presente nelle zuppe tradizionali il riso è uno degli ingredienti fondamentali degli giourvalakia (delle palline di carne, riso e spezie) che vengono accompagnati da una salsa avgolemono (cioè con uovo e limone); molti greci considerano questo piatto come una specie di zuppa.

La cucina greca comunque prevede delle specie di risotti che non hanno però come ingrediente “di tostatura” il burro ma l’olio; questo basta a dare ai questi piatti una minore pesantezza ma, altrettanto, un gusto decisamente diverso. Il risotto così preparato viene presentato abbastanza asciutto .Il risotto in greco si chiama pilafi, termine che sta ad indicare il riso cotto in un brodo aromatico.

Tra i risotti più famosi citiamo il midopilafo (risotto con le cozze), il rizoto me garides (con gamberi e cannella, dal gusto piuttosto dolce) e il gamopilafo (pilafi del matrimonio,) cotto nel brodo di capra e di pecora ed originario di Creta dove tempo addietro veniva servito appunto in questa particolare occasione.

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Infine, il riso entra in una delle preparazioni più amate dell’estate greca: i ghemistà, ovvero pomodori, peperoni e zucchine ripieni di riso, erbe aromatiche e, a volte, carne macinata.

 

 

 

 

 

 

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La cucina greca: gli antipasti tradizionali

La cucina greca è una vera esplosione di sapori e racchiude in sé una varietà davvero ragguardevole di ricette. Dagli antipasti fino ai dolci, i cibi greci riescono a far viaggiare tra i profumi e i colori del Mediterraneo fino ad giungere, con le note più speziate, sino in Medio Oriente.

Un esempio di questo variegato uso degli ingredienti è rappresentato dagli antipasti o, meglio, orektikà. In genere ogni taverna che si rispetti propone una scelta abbastanza ampia di questo genere di piatti; si va della salse cremose alle verdure, dal formaggio fritto alle polpettine. Insomma, possiamo affermare che senza dubbio trovare qualcosa si proprio gradimento non è affatto impossibile.

Tra le salse che spesso vengono gustate insieme al pane le più tradizionali sono la melitzanosaláta (salsa a base di melanzane, con l’aggiunta, a volte di peperoni) e lo tzatziki (salsa allo yogurt con cetriolo, aglio e olio). La taramosalata invece, è una salsa a base di uova di pesce e a seconda della varietà di uova usate si può presentare di color avoiro o rosa. Diffusa è pure la tirokafterì, i cui ingredienti sono il formaggio e il peperone piccante.

 

 

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                                                                                         Fava  

Non esattamente una salsa ma una crema di legumi è la fava, ovvero un purè di cicerchia (il nome può ingannare!) che in genere viene servita con olio, cipolla e prezzemolo. Una versione più complessa è quella della fava padremeni (ovvero “sposata”) dove la crema di legume è abbinata a cipolla caramellata e capperi. Quest’ultima  ricetta è tipica di Santorini, dove questo legume è coltivato da secoli.

Ma non ci sono solo salse tra gli antipasti; la frittura è altrettanto apprezzata e richiesta. Le zucchine, ad esempio, vengono fritte in pastella (kolokithàkia tiganità) così come le melanzane (melintzànes tiganitès).

Un altro modo di gustare le verdure fritte è quello di preparare delle polpette; un esempio sono le polpette di zucchine fritte (kolokithokeftèdes) realizzate con zucchine, uovo, aneto, menta e feta. I ceci sono protagonisti invece delle revithokeftèdes, delle polpettine che assomigliano molto ai felafel di origine mediorientale.

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                                                                            Kolokithokeftèdes

Viene fritto addirittura il formaggio: la feta saganaki, un piatto certamente molto diffuso, consiste in un pezzo di feta ricoperto da una panatura sormontata da semi di sesamo.                                                               

A chi non gradisce il fritto o le salse rimangono sempre da provare le tiropitakia (piccole mezzelune ripiene di formaggio) o la spanakòpita (una sfoglia di formaggio e spinaci).

Molti conosciuti sono i dolmadakia, degli involtini di riso, cipolla, aneto e a volte carne macinata di cui esiste una versione invernale con le foglie di cavolo al posto di quelle di vite (lakanodolmàdes).

Tra gli antipasti di pesce un posto d’onore spetta al gustoso ktapodi (polpo) che può essere schàras (alla brace), ksidàto (all’aceto) o krassàto (al vino).

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                                                                                                 Dakos 

Particolarmente gustosa la kavourosalàta ovvero l’insalata di granchio preparata con granchio, maionese e capperi.

Se si capita in un ristorante cretese, infine, non si può non assaggiare il tradizionale dàkos, un pane duro che viene prima ammorbido nell’acqua e poi contonato da pomodori, olive, formaggio e origano.

La proposta SRDK:

Volete imparare tutti i segreti delle migliori piatti greci? Un ottima guida è sicuramente il ricettario di una delle più conosciute cuoche greche, Vefa Alexiadou La cucina di Vefa. Provate le sue ricette tradizionali, molto classiche e di sicura riuscita. Rimarrete senza dubbio soddisfatti!

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Taverna, estiatorio, ouzerì, mezedopolio, rakadiko, maghirìo…che differenza c’è?

Quelli che abbiamo citato sono tutti posti dove potrete dare sfogo ai vostri appetiti, provare dell’ottima cucina e fare un’immersione nella cultura enogastronomica greca. Ma tra questi tipi di locali da ristoro ci sono comunque delle differenze che è meglio conoscere per fare ogni volta la scelta giusta e non rimanere delusi o sopraffatti dal menù o dalla consistenza delle portate.

 

Taverna: si tratta di quella che, con un paragone tra le proposte italiane, si potrebbe definire “trattoria”. Meno pretenziosa di un ristorante nell’arredo e nel menù, propone quasi sempre un ambiente rustico (ma curato) e piatti della tradizione greca più genuina. I piatti tra cui scegliere sono diversi e numerosi, si va dagli antipasti al dolce e le portate sono in genere cuspicue; in genere sono preparate perché possano essere divise tra più persone. Attenzione quindi a non ordinare troppe cose pensando che le porzioni assomiglino a quelle italiane!

Alcune taverne propongono, soprattutto, durante il week-end, musica dal vivo durante il pranzo o la cena; scegliere di assistere ad uno spettacolo del genere- dove ad un certo punto alcuni avventori si potrebbero mettere a ballare- costituisce un’esperienza molto vivida di immersione nella cultura greca. In zona Psirrì, ad esempio, si trovano diversi locali di questo tipo: assolutamente da provare!!!

 

Estiatorio: rispetto alla taverna è un posto un po’ più ricercato, potremmo definirlo un vero e proprio ristorante. Propone in genere dei menù più ricercati, talvolta addirittura cucina fusion o piatti preparati da chef di fama. Le porzioni in genere variano a seconda del locale; in alcuni sono comunque soddisfacenti, in altri- soprattutto in quelli dalla cucina sperimentale- potranno sembrarvi un po’ risicate.

Una menzione  a parte meritano i ristoranti cretesi che, pur innestandosi sul filone della cucina greca, prevedono nel loro menù delle versioni locali di piatti normalmente diffusi nel resto della Grecia o pietanze assolutamente introvabili altrove.

Se siete curiosi di provare la cucina isolana o avete voglia di riassaporarla ma non avete il tempo di spostarvi fino a Creta, Atene propone una vasta scelta di locali di impronta cretese. Imperdibili il dakos (ντάκος, una bruschetta realizzata con uno speciale pane nero ammollato, pomodoro, formaggio ksinomizithra, capperi, origano), il gamopilafo (γαμοπίλαφο- un risotto tradizionalmente servito ai matrimoni e bollito nel brodo di carne di pollo e di capra), i choclì bourbouristì (χοχλιοί μπουμπουριστοί lumache in umido ripiene), insalate e frittata con  stamnagathi (σταμναγκάθι, un erba tipica di Creta) e i kalitsounia (καλιτσούνια, mezzelune ripiene di formaggio e cosparse di miele).

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Ouzerì: Un locale dove si va sostanzialmente per bere ouzo e accompagnare la bevuta con qualche mezedes- ovvero delle portate di dimensioni ridotte. I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Trattandosi di mezedes le porzioni sono adatte più che a “fare fondo” che non a saziare. I migliori abbinamenti si hanno col pesce per cui spesso, in questo tipo di locali, non troverete molte proposte di carne.

L’ouzo, diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Le ouzerì più fornite hanno davvero tantissime varietà di questa bevanda, che al palato di chi non è “iniziato”possono sembrare tutte uguali. Ma se il gusto vi piace provate ad assaggiarne (in piccole quantità, ovviamente) alcune varietà; non ne rimarrete delusi e in breve tempo diventerete questi esperti in grado di distinguere le note di sottofondo delle diverse miscele.

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Tsipouradiko e rakadiko: vale lo stesso discorso che per l’ouzerì con la differenza che al tsipouradiko a farla da padrone è il tispouro e al rakadiko la bevanda d’elezione è la rakì di Creta. In questo tipo di locali troverete però proposte di carne più numerose che nelle ouzerì.

 

Mezedopolio: Il nome spiega subito la natura del locale, ovvero un posto dove si gustano delle mezedes. Non fatevi ingannare però: a volte le porzioni dei mezedopolìa sono assolutamente identiche a quelle delle taverne, sicchè distinguerle è quasi impossibile. In linea generale, comunque, questo tipo di locali propone una via di mezzo, per quantità e varietà, tra la cucina della taverna e quella dell’ouzerì. Può non essere specificato ma di solito i mezedopoleia offrono un assortimento di bevande alcoliche- come quelle viste sopra- per pasteggiare.

Scegliete il mezedopolio se non avete voglia di fare gli straordinari a tavola, magari a pranzo per una cucina più leggera. I mezedopolia sono in genere dotati di una buona varietà di bevande da accompagnamento, come vino, raki, tsipouro e ouzo, pur non essendo specializzati però in nessuna di esse.

 

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Maghirìo: Forse il meno conosciuto della categoria “mangiare e bere fuori”, si tratta di una specie di rosticceria che propone piatti della tradizione greca difficile da trovare a volte nelle stesse taverne. La cucina è molto casalinga e mette in scena le portate che non mancano mai nelle case greche; dai legumi alla carne, dalla pasta ai contorni, l’assortimento dei piatti è davvero popolare. La qualità comunque è delle migliori e alcuni maghierìa sono diventati dei punti di riferimento costanti come esempi di buona cucina a prezzi modici nella realtà ateniese.

 Assolutamente consigliati se volete fare l’esperienza culinaria da veri ateniesi, i maghirìa presentano giornalmente piatti diversi. Le porzioni sono più che sostanziose e il rapporto qualità prezzo vi lascerà piacevolmente soddisfatti.

 

 

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Usanze greche a tavola

La cucina greca ha una decisa impostazione mediterranea ma non dimentica il proprio periodo di influenza ottomana.

In genere, si consumano ingenti quantità di verdura e di frutta- di cui la Grecia è un buon produttore- e la dieta bilanciata è aiutata dalla grande varietà di alimenti a disposizione. Dai cereali all’olio di oliva, dalle verdure fino al pesce passando per carne e latticini, non è difficile seguire un regime alimentare che fornisca tutti i nutrienti senza eccessi di grasso.

Nonostante la ricchezza di prelibate ricette che contemplano di diversi ingredienti, sicuramente però il cibo che la fa da padrone è la carne. Non si mangia “davvero” se il pranzo o la cena non prevedono una portata di carne, che può essere cucinata in diverse maniere.

Sembrebbe strano per una penisola come quella greca, dove ci si aspetterebbe una più larga preferenza verso il pesce. Eppure, sebbene il pescato risulti presente sulle tavole dei greci piuttosto spesso, l’influenza secolare dell’adiacente Turchia ha fatto in modo che la carne prendesse il sopravvento in gran parte del Paese. Non è un caso  in Grecia il gyros, un cibo nazionale, è arrivato proprio dai profughi greci rientrati in patria dopo la crisi dell’Asia Minore insieme ad altre ricette come quella del kebab “politikò” (cioè della “Poli”, ovvero di Constantinopoli).

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Va considerato inoltre, che per secoli l’accesso alle risorse della pesca è stato, per gli abitanti delle zone montuose (che in Grecia costituiscono gran parte del territorio) molto limitato. Sulle isole, ovviamente, parte dell’economia e della cucina ha sempre ruotato intorno sicuramente più intorno ai prodotti ittici.

La carne è consumata in molte maniere diverse; dalla griglia al kokkinistò (in salsa di pomodoro), dalla padella (tiganitò) fino al forno, ogni tipo di carne ha le sue ricette con cui dare il meglio. Inoltre entra in preparazioni molto conosciute, come quella del moussakàs o del pastitsio, che hanno in realtà altri ingredienti principali.

La carne insomma non manca quasi mai dalla tavola dei greci, che mangino a casa o fuori. Unica eccezione è la festa di Katharà Deftèra quando si consumano solo pesce, crostacei e legumi. A Pasqua però la grande festa è celebrata con quantitativi enormi di carne allo spiedo.

 

La caratteristica della cucina greca non è ovviamente solo quella di essere incentrata sulla carne; ci sono delle peculiarità che certamente possono lasciare incuriositi coloro che conoscono poco la cultura di questo Paese.

Primo fra tutti l’orario dei pasti; in genere i greci tendono a mangiare ad orari che altri popoli definirebbero “tardi”. D’estate, a causa del caldo, si preferisce rimandare il pasto della sera il più possibile arrivando tranquillamente a cenare alle 22. D’inverno, comunque, la situazione non cambia di molto un po’ per abitudine ormai radicata, un po’ perchè molte persone finiscono di lavorare a sera inoltrata (i negozi in alcuni giorni della settimana chiudono dopo le 20).

Una particolarità che sicuramente colpisce gli stranieri è il fatto che, in casa o fuori, i greci non abbiano una divisione rigorosa delle portate e che per questo, spesso i cibi vengano serviti tutti insieme. I commensali di solito possono passare da un cibo all’altro senza problemi e quindi non è raro vedere mangiare allo stesso tempo antipasto, insalata e moussakas.

Essere invitati a cena a casa di qualcuno in Grecia è comunque una delle esperienze conviviali più intense che si possano immaginare; una volta serviti non c’è quasi bisogno di scomodarsi a riempire tutte le volte il piatto o a rabboccare il bicchiere. Gli ospiti sono sempre attenti a che i propri invitati abbiano abbastanza cibo e bevande a loro disposizione e fanno di tutto perché passino dei momenti piacevoli durante la loro permanenza.

Altra caratteristica tipica che si comprende bene quando si mangia fuori con qualche greco è l’uso di ordinare le portate non singolarmente ma collettivamente; ognuno, cioè, non prende un piatto diverso e lo gusta da solo; dopo una breve consultazione, infatti, vengono scelti dei piatti- che piacciano possibilmente a tutti- da dividere tra i presenti.

Un’altra particolare abitudine è l’abbinamento, di bevande a forte gradazione con piatti o assaggi di pesce; mentre con la carne si può sorseggiare tranquillamente del vino rosso o rosè (o della birra), in genere con il pesce e coi crostacei si può preferire dell’ouzo liscio o con ghiaccio e quindi di fatto si pasteggia con un superalcolico.

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Oltre che d’estate- quando il consumo di pesce aumenta- questa abitudine è in voga soprattutto in alcuni locali chiamati appunto ouzerì; particolarmente diffusi in prossimità del mare o sulle isole le ouzerì servono diversi tipi di ouzo a cui si accompagnano molto bene delle mezedes (delle portate di dimensioni ridotte) spesso, appunto, di pesce.

Siete curiosi di sapere cosa mangiano i greci a tavola tutti i giorni e nelle feste? Nei prossimi articoli vi porteremo a fare un viaggio gastronomico tra tutte le specialità della cucina ellenica dalle più note a quelle meno conosciute!

 

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Fare colazione in Grecia

Se qualche anno fa aveste chiesto a dei  greci cosa prendevano per colazione molto probabilmente alcuni vi avrebbero risposto: caffè e sigaretta! Fino a non molti anni addietro infatti il concetto di colazione dolce o salata come la intendiamo noi era abbastanza sconosciuto da queste parti. Fortunatamente però da qualche tempo un regime alimentare più consapevole si sta facendo strada nelle famiglie e nelle scuole e la colazione inizia ad essere vista come un pasto all’altezza degli altri.

Ma cosa mangiano quindi i greci a colazione? Dipende; se la fanno in casa di solito scelgono cereali da abbinare al latte, semplice o al cioccolato. Molto diffuse sono le fette di pane spalmate con marmellata o con burro e miele. I biscotti vengono visti più che altro come snack per altri momenti della giornata. Alcuni si preparano semplicemente un caffè con le moderne macchine per il caffè espresso. In alternativa, chi preferisce una colazione salata mangia un tost o un’omelette. In questo caso il caffè può essere sostituito con un succo di frutta.

I greci, come magari vi sarà capitato di notare, adorano bere caffè che lo sorseggino in una kafeteria o che lo ordinino take-away in qualche anapsiktirio (un negozio dove si vende caffè e snack dolci e salati). Se scelgono la seconda formula è probabile che la mattina abbinino qualcosa da mangiare al freddo espresso o al cappuccino. Di solito la scelta varia tra una tiropita, una spanakopita e una brioche dolce.

Nonostante la diffusione di altre miscele per molti il caffè della mattina non può essere che l’ellinikòs- ovvero quello greco,”che lascia il fondo sulla tazza”- meglio se servito con l’apposito pentolino di metallo. Provatelo se volete vivere un’esperienza altamente greca ma ricordatevi di sorseggiarlo piano per far depositare il fondo!

Una vera istituzione delle mattinate greche sono i venditori di koulouria in strada; il koulouri (ciambella) è una striscia di pane arrotolata a forma circolare il cui impasto può essere semplice o farcito con altri ingredienti (ad esempio con uvetta). Di solito viene venduto in una piccola postazione molto particolare nei punti strategici della città (centro, fermate dalla metropolitana…). Non vi sarà difficile trovarne una e vedere con quale ritmo veloce i clienti si avvicinino per prendere il loro koulouri: è uno degli street food per eccellenza!

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                                                                                  Koulouri tradizionale

Consigli SRDK per la vostra colazione greca:

  • Se avete affittato un appartamento e non volete fare colazione fuori potrete trovare tranquillamente al supermercato o ad un fournos tutto il necessario per una soddisfacente colazione dolce o salata. Provate, ad esempio, ad abbinare alla vostra colazione abituale dello yogurt greco con miele. In alternativa alla marmellata spalmata su fette di pane o fette biscottate gustatela piuttosto su dello tsoureki (un dolce impastato a forma di treccia che assomiglia al pan brioche).
  • Se siete in albergo e la vostra formula non prevede la prima colazione inclusa non avete che da scegliere. Nei vari anapsiktiria sparsi un po’ dovunque potrete ordinare il vostro caffè (espresso, cappuccino, etc…) freddo o caldo e abbinarci qualcosa da mangiare. Tra le opzioni più diffuse citiamo:

 

Gusti salati:

  • tiropita (sfoglia ripiena di feta e uovo); viene venduta a porzioni o come sfogliata a forma di mezzaluna
  • kaseropita (variante dalla tiropita con il formaggio kaseri al posto della feta)
  • spanakopita (sfoglia ripiena di spinaci); spanakotiropita (ripiena di spinaci e tiropita)
  • bougatsa salata (sfoglia ripiena di formaggio e prosciutto)
  • peinirlì: una pita a forma ovale sopra cui si stendono diversi ripieni (formaggio, prosciutto, verdure)

 

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          Tiropita a forma di mezzaluna                                    Tiropita tradizionale

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                     Peinirlì                                                                           Bougatsa dolce

Gusti dolci:

  • bougatsa dolce (sfoglia ripiena di crema pasticcera, cosparsa di zucchero a velo e cannella)
  • brioche semplice (croissant voutirou, sfoglia al burro) o al cioccolato (croissant sokolatas)

 

  • Ultimamente hanno aperto in tutta la Grecia delle catene di pasticcerie dove è possibile scegliere per la propria colazione tra dolce e salato. Lì potrete trovare, accanto ai prodotti già citati, una vasta scelta di torte (al cioccolato, all’arancia, etc…) vendute in teglie a porzione singole. Questo tipo di negozio offre inoltre un’ampia scelta di dolci più convenzionali tra cui sicuramente vi sarà possibile trovare qualcosa che soddisfi i vostri gusti. Alcune di queste hanno diversi posti a sedere dove poter consumare i propri acquisti una volta effettuati.

 

  • Se scegliete di prendere un caffè in una kafeteria e non volete solo il caffè ma desiderate qualcosa da mangiare sappiate che in genere questo tipo di locali serve solo le bevande ed è sprovvisto di cibo. In Grecia infatti chi va a in una kafeteria la mattina lo fa solo per sorseggiare il caffè. Ci sono ovviamente delle eccezioni nelle zone centrali delle grandi città e sulle isole, dove i locali si sono attrezzati per far fronte alle richieste dei clienti. Spesso però il prezzo per una colazione in questi posti è veramente esorbitante. Se volete gustarvi il vostro caffè comodamente seduti senza spendere troppo una soluzione però c’è. Acquistate qualcosa da mangiare magari in un fournos: in una kafeteria nessuno vi farà reclami se, una volta ordinata la vostra bevanda, estrarrete la vostra tiropita ed inizierete a mangiarla.

 

DA PROVARE:

Bougatsadiko “I Thessaloniki”, Pl. Iroon 1, Psirri

Un vero top per gli amanti della bougatsa, originaria del Nord della Grecia e particolarmente diffusa a  Salonicco. Oltre alla versione dolce con cannella e zucchero a velo potrete gustare quelle  salate con prosciutto e formaggio, erbette, salsiccia e carne macinata. Ampia scelta tra tiropite, kaseropite e altri dolci.

MAM, Pesmasoglou & Stadiou

Storico negozio di Atene, troverete tutto quelli che abbiamo descritto  e una qualità insuperabile! Il genere della sfogliata dolce o salata qui raggiunge il suo top; se arriverete fino a qui di sicuro per gustare le prelibatezze in vendita di sicuro non ve ne pentirete.

Meliartos, Ermou 65 & Ailou

Qui gusti di sfogliata per gli amanti del formaggio e non solo: in vendita ci sono infatti prodotti ripieni di melanzane e di pomodoro, davvero imperdibili. In generale troverete molti abbinamenti abbastanza insoliti (come quelli con il moussakas!) che richiedono coraggio ma che valgono il tentativo.