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Monastiraki

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Cosa vedere, Monastiraki

Monastiraki

Monastiraki, ovvero nome che la stragrande maggioranza dei turisti che hanno visitato Atene ha bene impresso in mente: in effetti qui siamo nel pieno centro della capitale, a pochissima distanza dai quartieri di Psirri, della Plaka e di Thisio.  L’omonima piazza, fulcro della zona, prende il nome dalla chiesa dell’Assunzione situata sul lato di via Ermou, che a sua volta in origine era una dipendenza del monastero di Kareas (sul monte Ymittos); come avrete già intuito il nome Monastiraki significa appunto “piccolo monastero”.

La chiesa dell’Assunzione non è l’unico luogo di culto presente nella piazza dal momento che proprio di fronte alla stazione della metropolitana sorge la moschea Tzistarakis (ora non più in funzione).

Monastiraki ospita inoltre il mercatino delle pulci omonimo lungo la via Efesto (se volete davvero entrare nell’atmosfera di un mercatino delle pulci come si deve visitatelo di domenica, quando troverete molti più venditori “fai da te”) e una sorta di bazar nella vicina piazza Avissinia e nella parte di via Ermou che conduce verso Thisio, dove troverete moltissimi negozi di antiquariato.

In una zona così densa di non mancano siti archeologici ed edifici di valore. In particolare, vi consigliamo di non perdervi assolutamente:

 

  • Antica agorà

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L’antica agorà di Atene è l’esempio più noto di  agorà greca e fu nell’antichità la piazza principale della città di Atene. Si trova a nord-ovest dell’Acropoli ed è delimitata a sud dal colle dell’Areopago e a ovest dalla collina di Colonos Agoraios.

Nella zona dove sorge l’antica agorà erano in origine presenti abitazioni private, fino a quando nel VI secolo a.C. Pisistrato ne fece il centro del governo ateniese. In seguito Cimone ampliò l’agorà con la costruzione di nuovi edifici. Nel V secolo a.C. vi furono costruiti templi di Efesto (conservato in buono stato), di Zeus e di Apollo. Snodo importante per la vita politica di Atene, nell’agorà si riunivano in seduta le cariche più eccelenti e il consiglio cittadino. Oltre alla zona di scavo vera e propria i resti degli edifici presenti anticamente si possono vedere costeggiando odòs Astiggos.

Nel sito a partire dal 1950, a cura della scuola americana di studi classici, è stata ricostruita la stoà di Attalo al posto di quella donata alla città dal re di Pergamo Attalo II in epoca ellenistica. L’edificio ospita il museo dell’agorà.

Biglietti:

Intero 8 €, ridotto 4 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Orario invernale dall’ 1/11 al 31/3   Ogni giorno: 08.00- 15.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Orario estivo dal 1/4 al 30/10            Ogni giorno: 08.00-20.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

 

  • La biblioteca di Adriano:

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Questo edificio venne inaugurato nel 132 d.C. e successivamente venne annesso alle mura cittadine. Parte del complesso fu distrutto durante la calata degli Eruli nel 267.  Nel V sec., al suo interno vennero costruite in epoche diverse due chiese, i resti delle quali sono tuttora ben visibili negli scavi. Dell’antica costruzione rimangono alcune colonne che componevano la facciata occidentale e una parte dell’ingresso.

Biglietti:

Intero 4 €, ridotto 2 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Ogni giorno: 08.00- 15.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

  • Agorà Romana:

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Questa agorà venne costruita dai romani alla fine del I secolo a.C in posizione strategica, alle pendici dell’Acropoli e non molto distante dall’antica agorà. Dalla metà del III sec, divenne il centro degli scambi commerciali e delle decisioni politiche della città. In epoca ottomana si stabilì in questa zona il bazaar. Di notevole pregio, la “torre dei venti”- con le rappresentazioni su ogni lato delle personificazioni delle divinità corrispondenti- si può ammirare in tutto il suo splendore dopo un recente restauro. Delle altre antiche costruzioni sono visibili diverse colonne e la porta d’ingresso.

Biglietti:

Intero 6 €, ridotto 3 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Ogni giorno: 08.00- 17.00 (ultimo ingresso un quarto d’ora prima)

Dal 1/4/ al 31/10: 08.00-15.00  (ultimo ingresso un quarto d’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

  • La moschea Tzistaraki:

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E’ un edificio ben rintracciabile grazie alla sua posizione predominante. Venne costruita nel 1759 dal governatore ottomano Tzistaraki. Secondo una tradizione per ottenere la calce necessaria per la sua realizzazione venne demolita una delle colonne dall’adiacente biblioteca di Adriano. Nel 1915 venne restaurata parzialmente una prima volta e attualmente funziona come succursale del Museo di Arte Folkloristica Greca.

 

Mangiare e bere:

Nella piazza Monastiraki si “sfidano” due dei souvlatzidika storici di Atene; Thanasis e Bairaktaris. Quale il migliore? A voi la scelta, noi li abbiamo provati e abbiamo trovato pregi (molti) e difetti (pochissimi) in entrambi. Di sicuro c’è che qui mangerete tra i migliori souvlaki di Atene: non fatevi ingannare dalla folta rappresentanza di turisti perché qui vengono a mangiare anche i greci (entrate da Bairaktaris e noterete molte fotografie di personaggi famosi immortalati durante le loro visite nel locale).

Se la sete vi dovesse assalire mentre siete a Monastiraki potrete scegliere tra i diversi locali con vista Acropoli tra cui il 360 e il famosissimo A for Athens, oppure dirigervi verso piazza Avissinia e accomodarvi nell’omonimo cafè (dove è anche possibile mangiare peraltro).

Dritta SRDK: non fatevi abbindolare dai negozianti che tenteranno di vendervi qualsiasi paccottiglia spacciandovela per originale, ma prendetevi il vostro tempo durante i vostri acquisti. Passeggiate nei piccoli vicoli che collegano via Efesto alla via Ermou dove troverete una miriade di piccoli locali e negozietti di antiquariato.

 

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Exarchia, Fotografie, Mangiare e bere, Monastiraki

Graffiti ad Exarchia e incursione a Monastiraki

Definiteci pure banali ed abitudinari ma non ne neghiamo che quando ci piace una zona torniamo volentieri ad ispezionarla in lungo e in largo.
Un destino questo, di essere la destinazione quasi primaria delle nostre visite mattutine del sabato, che sta toccando in sorte in questo periodo ad Exarchia. Il noto quartiere, per alcuni versi conosciuto come anarchico ed effervescente di tumulti, ci ha sempre attirato per la sua aria popolare e decadente. Nei suoi vicoli stretti è possibile, passeggiando la mattina di buon ora (alle 10.30, che, per intenderci, qui sono considerate un orario antelucano), essere rapiti da una serie distinta di odori da rione paesano. L’aroma di caffè che si sprigiona dai bar appena aperti colpisce tanto quanto quello del bucato steso ad asciugare ed intriso di ammorbidente profumato, mentre in qualche punto le taverne annunciano il menù del mezzogiorno con i loro effluvi di carne in salsa speziata.
Non mancano nella colorata (per via dei murales che la contraddistinguono) e inquieta (per gli scontri tra manifestanti e polizia che la vedono protagonista) Exarchia note di un passato che per un momento, qualche giorno fa, è sembrato stranamente vicino. Il parcheggio che dichiara i prezzi in dracme e non euro (sebbene sia trascorso qualche anno dall’introduzione della moneta unica europea) non si sa bene se sia più terribilmente anacrononistico o tragicamente attuale.

Insomma, come avrete capito, nella giornata odierna abbiamo tentato di dare uno sguardo meno superficiale e più incuriosito alla zona che più di tutte ci incuriosisce, passeggiando con particolare attenzione per non farci sfuggire nessun dettaglio rilevante.
Ad aiutarci in questa impresa il nostro fedele nonché esplosivo fan Cristiano che, attirato dalla nomea di Exarchia, non ha voluto perdere l’occasione di verificare di persona la veridicità della fama che circonda il quartiere.
Dopo una breve sosta ristoratrice in uno dei pittoreschi ritrovi della zona (sedie da dopolavoro anni ’70, personaggi improbabili di passaggio e atmosfera rilassata a pochi passi dal caotico centro di Atene) abbiamo tentato di documentare quel che di affascinante si può trovare sulle case poco manutenute e sui muri scalcinati intorno a noi.
Ad attrarci di Exarchia è proprio questo, – ne discutevamo appunto tra noi durante il caffè – la strabiliante capacità di colpire l’ignaro visitatore là dove meno se lo aspetta, facendogli trovare un’opera altamente artistica sulla parete di un negozio ormai chiuso e che cade a pezzi, richiamando il suo sguardo sperduto con i colori sgargianti delle scritte a carattere politico sui muri, rubandogli un momento di contemplazione davanti alle scomode verità tracciate con le bombolette sui ruderi delle antiche dimore dell’Atene bene.

 

Dopo aver camminato per un po’ circondati da entrambi i lati delle strade da strani disegni, impensabili commistioni di bestie varie, incitamenti alla rivolta e quant’altro, ci siamo rifugiati per un momento in un angolo seminascosto  dove su un muro  facevano bella mostra di sé alcuni simpatici animalucci (lasciamo a voi l’interpretazione della specie) reggenti dei cartelli indicanto proprio che quello era inequivocabilmente un parco giochi. Accanto a loro una altrettanto ben riuscita ape svolazzante tra lussureggiante verzura rendeva l’insieme bucolico in giusta misura.

Presa la decisione ad un certo punto si dirigersi verso Omonia per approfittare della linea verde e recarci a Monastiraki per compere varie, l’amico Cristiano ha manifestato il desiderio di visionare il negozio dove all’incirca due settimane fa acquistammo (così si esprimerebbe lui) le fantastiche toppe dei suoi gruppi musicali preferiti.
Fatta man bassa di altre pezze da attaccare alla giacca di jeans ci siamo mossi alla ricerca di una lavanderia-stireria che eseguisse- se possibile, celermente- il lavoro grazie al quale il nostro seguace avrebbe sfoggiato un indumento molto punk-rock.
La disperazione si è dipinta sui nostri volti quando, delusissimi, abbiamo constatato il rifiuto, di ben due negozi da noi interpellati a riguardo, di dar vapore ai loro ferri e permettere a Cristiano di vantarsi della giacca made in Exarchia. La causa del diniego è rimasta sconosciuta e ci spinto ad avanzare le ipotesi più esilaranti. Caldo opprimente e conseguente poca propensione ad abbrustolirsi ulteriormente? Poca o nulla voglia di affaticarsi, da parte di talune categorie di negozianti, in vista del meritato riposo domenicale ? Divieto imprescindibile di attività emanato dal comune per i negozi dopo mezzogiorno?
Con l’amaro verdetto di impossibilità a procedere abbiamo salutato Cristiano che prima di accomiatarsi  sulla banchina della metro (abbiamo preso direzioni opposte) ha approfittato per scattare una foto a piazza Omonia così da poter mostrare il suo coraggio (vista la fama per nulla tranquillizzante della zona) ad amici e conoscenti.
A Monastiraki, finiti i sbrigativi acquisti (il caldo non permetteva prolungati vagabondaggi a vuoto, fortuna che avevamo le idee chiare) abbiamo provato, per sfamarci e dissetarci, un locale attiguo a Odòs Ermoù nella parte in cui questa via sta quasi per confluire nella zona del Keramikòs.
Se sorpassate la piazza Monastirakìou proseguendo appunto su Ermoù e non vi fermate a curiosare nei numerosi e fornitissimi negozietti di antiquariato (o di cianfrusaglie, dipende dalla vostra personale opinione), arriverete lestemente al Dìpilo, mezedopolìo ben fornito di piatti e bevande varie. Un posto insomma dove potete, secondo la mentalità greca, spiluccare qualcosa da accompagnare al beveraggio; οppure dove potete invece, secondo la mentalità italiana che prevede per gli assaggi una quantità sicuramente inferiore di cibo, fare senza indugio pranzo o cena.

Ad un prezzo onesto e che contempla ancora un IVA al 13% sul cibo fino a nuovo ordine del governo, abbiamo assaggiato taramosalata, purea di cicerchia e gemistà (pomodori e peperoni ripeni di riso e erbe aromatiche), sorseggiando un più che piacevole vino rosè. Dopo il dolcino offerto dalla proprietà ci siamo incamminati sazi verso le rispettive magioni, dandoci appuntamento per la sera. C’era già un programma per come trascorrerla ma di questo vi parlerà a breve il socio Αλβέρτος, grande organizzatore di eventi del fine settimana.