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Cosa vedere

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Cosa vedere, Syntagma

Syntagma

La frenetica zona di Syntagma è un centralissimo snodo della altrettanto caotica Atene. A renderla così trafficata e, talvolta, congestionata, è la presenza in primo luogo del Parlamento greco e di alcune sedi di Ministeri.                        Secondariamente, i negozi più conosciuti e tra i locali più frequentati hanno aperto da queste parti. Se fate un giro sulle viette che portano da Syntagma a Monastiraki capirete bene di cosa stiamo parlando.

Sfuggire però alla ressa è possibile; un giro corroborante all’interno dei giardini nazionali o in quelli dello Zappio e una visita al stadio Panathinaiko fanno dimenticare di trovarsi nel bel mezzo di una metropoli affollatissima. 

Tutto questo, ovviamente, è meglio farlo dopo aver assistito alla “danza” degli euzones che, ad ogni scoccare d’ ora, si danno il cambio davanti al Parlamento.

Euzones:

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Se volete evitare la folla che si accalca nelle ore più tarde, iniziate la giornata  godendovi il complicato rituale inscenato dagli Euzones ad ogni cambio d’ora davanti al Parlamento. Tutto il giorno, due guardie sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto e il Parlamento ellenico. Allo scoccare dell’ora, i due soldati danno luogo all’elaborata cerimonia del cambio della guardia con altri due Evzones che arrivano dalla Caserma della Guardia situata dietro al Palazzo del Parlamento. Lo stile di marcia delle guardie è molto particolare e consiste in una marcia normale con intervalli in cui i soldati colpiscono il terreno con il piede destro. Durante il cambio della guardia in Atene gli Evzones effettuano i loro movimenti molto lentamente e in modo altamente coreografico.

Non perdetevi la cerimonia che avviene la domenica all’incirca alle 10.45 , con tanto di sfilata; cercate di arrivare presto perchè soprattutto in estate è molto affollata.

 

Stazione della metro e reperti archeologici:

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Scendete poi nella stazione della metropolitana di Syntagma dove è stato allestito un piccolo museo che mette in mostra i reperti rinvenuti duranti i lavori per la realizzazione delle linee transitanti da questo importante snodo. Accanto all’entrata principale della metro, in superficie, potrete ammirare altrettanto parte dell’antico sistema dell’acquedotto di Pisistrato.

 

Giardini nazionali:

Si trovano accanto al Parlamento e costituiscono un’importante zona verde nel centro più centro di Atene. La loro creazione si deve alla volontà reali greci che li progettarono, come luogo privato, intorno al 1830. Significativa la presenza di piante originarie di diverse parti del mondo in stretta relazione con l’originaria destinazione dei giardini come luogo di ricerca botanica. I giardini sono aperti al pubblico ogni giorno dal sorgere al calare del sole.

 

Zappio:

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A sud rispetto ai giardini nazionali si trova un altro importante edificio, lo Zappio. Si tratta di un edificio costruito come spazio polifunzionale ma che ultimamente ha  una funzione prevalentemente rappresentativa. Il progetto fu finanziato soprattutto dal commerciante greco Evangelos Zappas e prese il nome dal suo mecenate. Lo Zappio venne completato nel 1888 e da allora ha ospitato diverse importanti cerimonie e mostre. Durante le Olimpiadi del 2004 è stata la sede della sala stampa della manifestazione.

 

Stadio Panathinaico:

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Lo Stadio Panathinaico (“di tutti gli ateniesi”) è anche conosciuto come il “Kallimarmaro”(dei bei marmi”); per la sua realizzazione è stato usato unicamenente marmo del monte Pentelis. Iniziato nel IV secolo, ospitava i giochi in onore di Atena, la dea protettrice della città. Originariamente per la sua costruzione venne utilizzato del legno ma grazie a Licurgo, intorno al 330 a.C., si procedette a rinnovarlo con del marmo; lo stadio fu successivamente ampliato da Erode Attico, raggiungendo la straordinaria capienza di 50 000 posti. Dopo il declino della città durante l’era cristiana e le dominazione franche e ottomane, lo stadio cadde lentamente in rovina. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce l’antico stadio dando il via ai lavori di ristrutturazione, possibili grazie alla generosa donazione del benefattore greco George Averoff, furono terminati in tempo per ospitare i primi Giochi Olimpici moderni nel 1896.

Lo stadio è stato protagonista, in epoca moderna, di tutti i principali eventi sportivi in Grecia recenti e viene utilizzato come sede di celebrazioni degli atleti greci vittoriosi, come, ad esempio, quella della nazionale di calcio vincitrice del Campionato europeo. Il Panathinaico è inoltre il punto di arrivo della Maratona di Atene che si svolge annualmente in città.

Biglietti:

Intero 5 €, ridotto 2,5 €

Orari apertura:

Orario invernale dall’ 1/11 al 31/3   Ogni giorno: 08.00- 17.00

Orario estivo dal 1/4 al 30/10           Ogni giorno: 08.00-19.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito: 6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca.

Chiusure: 1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Leoforos Vassileos Konstantinou

Tram linee 4-5 (fermata Zappeio)

Trolley: 4, 10, 11 (fermata Metz o Stadio)

Autobus : 209 (fermata Metz o Stadio), 550 (fermata Stadio)

 

 

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Acropoli, Cosa vedere

Acropoli

L’Acropoli è il luogo simbolo e come potrete immaginare non è certo isolato dal resto della città; la zona in cui sorgono le vie che conducono alla collina più famosa (e bella) del mondo è tra le più frequentate, eleganti e famose della capitale. Si tratta di poche vie, la maggior parte pedonali, tra la Plaka, Monastiraki, Thisio e i giardini dello Zappion ma che ospitano alcune tra le attrazioni più celebri di Atene.

Va da sé che grazie alla sua abbondanza di attrazioni storiche e culturali questa è tra le zone più frequentate dai turisti – greci e stranieri – di Atene e che questo comporta una serie di vantaggi e svantaggi; la sicurezza è garantita giorno e notte da diverse pattuglie della polizia ma è comunque bene fare attenzione a sedicenti guide turistiche che tenteranno di accalappiarvi per un tour dell’Acropoli a prezzi folli. 

Di seguito trovate informazioni utili e aggiornate sui siti principali che potreste visitare, orari di apertura e costi dei biglietti:

 

  • Acropoli:

Immancabile un giro sulla collina più famosa della Grecia per ammirare Partenone, Eretteo, il tempio di Atena Nike e i Propilei e per godere di una delle viste migliori della città sottostante fino al Pireo. Vivamente consigliata la visita in primavera o autunno quando le condizioni climatiche sono più adatte. In estate evitate le ore centrali della giornata- non c’è ombra sotto la quale ripararsi dal caldo cocente – in inverno tenete presente che l’Acropoli potrebbe essere sferzata, nei giorni più freddi, da raffiche di venti gelidi.

Partenone:

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Il tempio più famoso della Grecia rappresenta la più alta espressione dell’arte di epoca classica. Costruito per iniziativa di Pericle dagli architetti Callicrate e Ictino per sostituire il più antico tempio di Atena Poliàs  distrutto dai Persiani nel 480 a.C., al tempo delle guerre persiane, fu realizzato utilizzando marmo del monte Penteli. Il lavori per la sua edificazione durarono circa 15 anni e si conclusero nel 432 a.C. All’interno del Partenone si ergeva la monumentale statua di culto raffigurante Atena Parthénos (Παρθένος). All’esterno, lungo i muri della cella, correva il  ricco fregio progettato da Fidia e raffigurante la processione panatinaica che si svolgeva ogni quattro anni in concomitanza con la festa della dea Atena. Di notevole pregio sono inoltre i due frontoni del tempio, realizzato con statue di sublime fattura (in parte conservate al British Museum), che rappresentavano la nascita di Atena (frontone orientale) e la disputa della dea con Poseidone per il dominio sulla città di Atene (frontone occidentale).

Eretteo:

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Questo santuario, dedicato alla dea Atena Poliade (protettrice della città), era legato a culti arcaici e alle antiche leggende della città. Secondo il mito qui  sarebbe infatti svolta la disputa tra Atena e Poseidone per il controllo di Atene. In antichità  si narra che vi si custodissero le memorie della competizione tra i due dei; i segni del tridente del dio su una roccia, un pozzo di acqua salata da cui sarebbe uscito il cavallo, dono del dio, e l’olivo, donato dalla dea Atena alla città. Sempre secondo la leggenda in questo luogo il re Cecrope avrebbe consacrato il Palladio, la statua della dea caduta miracolosamente dal cielo. Il santuario ospitava inoltre le tombe dello stesso Cecrope e di Eretteo. Di notevole pregio la loggia a sud sorretta dalle statue di giovani donne, le Cariatidi. Iniziata intorno al 420 a.C la costruzione del tempio fu interrotta per la spedizione in Sicilia e terminata intorno al 406 a. C.

Propilei:

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I Propilei sono l’ingresso monumentale dell’acropoli di Atene. La facciata del corpo centrale è ornata di sei colonne doriche simili in proporzione a quelle del Partenone; la coppia centrale di colonne è più distanziata per lasciare più spazio al carro della processione delle Panatenee per la festa della dea Atena. I Propilei di Pericle furono eretti tra il 437 a.C.  e il 432 a.C. dall’architetto Mnesicle, ma nel 431 a.C., a causa della guerra del Peloponneso, i lavori furono interrotti e mai portati a termine.

 

Tempio di Atena Nike:

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Questo tempietto, costruito interamente in stile ionico a partire dal 425 a.C. si pensa possa essere opera dell’architetto Callicrate, coautore del Partenone. Pregevoli i fregi della balaustra scolpita con motivi di Nike colte in varie attività (celebre quella che si riallaccia un sandalo) che si possono ammirare  al museo dell’Acropoli. La statua di culto della dea, conservata all’interno, era in questo caso di legno e teneva in mano una melagrana. La statua era stata progettata senz’ali in modo che che la dea della vittoria (Nike, appunto) non abbandonasse mai  la città.

Biglietti:

Intero solo Acropoli: 20 €, ridotto 10 €  (10 € intero durante l’inverno)

Biglietto cumulativo (30 € intero, 15 € ridotto) valido per Acropoli, Museo dell’Antica Agorà, sito e Museo Archeologico del Keramikòs, Biblioteca di Adriano, sito del Liceo di Aristotele, sito archeologico di Zeus Olimpio, Antica Agorà Romana.

La validità del biglietto è di 5 giorni.

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca.

Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo

Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale)

Orari apertura:

Orario invernale dall’ 1/11 al 31/3   Ogni giorno: 08.00- 17.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Orario estivo dal 1/4 al 30/10           Ogni giorno: 08.00-20.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Metropolitana rossa (fermata Acropoli)

 

  • Museo dell’Acropoli:

Il nuovo museo dell’Acropoli è stato inaugurato nel 2009 ed ospita nella nuova sede ai piedi della collina del Partenone, la collezione, arricchita e restaurata, di opere già esposte nel vecchio museo. Sull’Acropoli  già dal 1863 era in funzione un piccolo museo che raccoglieva i ritrovamenti sul posto tra cui frammenti di decorazione architettonica e statue di epoca classica.

L’ampiezza delle collezioni ha fatto però propendere per la realizzazione di un nuovo museo, costruito con l’intento di dare risalto soprattutto ai marmi una volta collocati sui frontoni del Partenone. Al piano superiore si possono ammirare-  in uno spazio che segue l’orientamento reale del Partenone – tutte le parti del fregio conservatesi e delle copie dei frammenti esposti al British Museum di Londra.

La visita ai reperti si svolge seguendo un ordine cronologico che inizia dall’epoca e prosegue fino a quella romana. Oltre ai marmi del Partenone degni di nota sono le cinque Cariatidi originali dell’Eretteo (quelle che si vedono sull’Acropoli sono delle copie- la sesta originale si trova a Londra), la statua della “Kore col peplo”, la stele dell’”Atena pensosa”, il “Moscoforo” (statua di un giovane che porta sulle spalle un vitello).

Biglietti:

Intero 5 €, ridotto 3 €

Orari apertura:

Lunedì: 08.00-16.00  Martedì- Giovedì: 08.00-20.00  Venerdì: 08.00-22.00

Sabato- Domenica: 08.00-20.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

25 marzo, 18 maggio, 28 ottobre

Chiusure:

1 gennaio, domenica di Pasqua 1 maggio 2016, martedì 3 maggio (per recuperare la festività del 1°maggio), 25 dicembre, 26 dicembre

Come arrivare:

Dionisou Areopagitou 15

Metropolitana rossa (fermata Acropoli)

Sito del museo: http://www.theacropolismuseum.gr/

 

 

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Cosa vedere, Kolonaki

Kolonaki

Uno dei quartieri più famosi della capitale ellenica, Kolonaki è sede di alcuni dei più prestigiosi hotel, locali e negozi di Atene. Non è raro infatti incontrare personaggi del jet-set greco passeggiare per le eleganti vie di Kolonaki. sorseggiare un caffè nei bar o mangiare nei ristoranti più trendy della capitale. Kolonaki (che prende il nome da due colonne di marmo ancora oggi situate nella piazza principale del quartiere e che nel Medioevo erano meta di pellegrinaggio religioso, nonché sede di sacrifici animali per prevenire epidemie e calamità naturali) si estende a ovest dall’incrocio tra viale Panepistimiou e odòs Sina fino alla fermata di Megaro Mousikis a est ed è delimitato da viale Vasileos Konstantinou a sud; a nord il suo limite è il famoso colle del Licabetto, da cui si può apprezzare una vista senza paragoni dai monti Penteli e Parnitha fino al Pireo e nelle giornate più limpide fino al Golfo Saronico.

Kolonaki non è solo negozi trendy e locali costosi: ospita anche alcuni dei musei più interessanti di Atene come il Museo Benaki e il Museo di Arte Cicladica. Vi consigliamo quindi di dedicare il tempo necessario alla visita di questi musei che non possono davvero mancare nel vostro soggiorno ateniese. La salita al Licabetto, la piccola cima che si erge nel centro di Atene, è poi assolutamente d’obbligo per ammirare la città dalla sua “vetta” più alta.

 

  • Museo Benaki:

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Pregevole museo privato voluto nel 1930 dal figlio in memoria di Emmanouli Benakis, uomo politico di origine alessandrina ed ex-sindaco della città. Espone ricche collezioni grazie alle quali si può letteralmente viaggiare attraverso la storia greca dall’antichità fino agli anni della lotta per l’indipendenza. Il museo possiede diverse sedi distaccate, una delle quali, in zona Keramikòs, è dedicata all’arte islamica.

Biglietti:

Intero 7 €, ridotto 5 € (mostre permanenti)

Orari apertura:

Lunedì,  Mercoledì, Venerdì: 09.00-17.00 Giovedì: 09.00-22.00  Sabato: 09.00-20.00 Domenica 09.00-15.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito: Ogni giovedì; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente;

Chiusure: Martedì chiuso

1 gennaio,  6 gennaio, 25 marzo, Katharà deftera (varia ogni anno), 1 maggio, Domenica e lunedì di Pasqua (greca), Pentecoste (varia ogni anno) 15 agosto, 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Odòs Koubari 1

Metro: linea blu (fermata Evangelismos) linea rossa (fermata Syntagma)

Autobus :   203, 204, 211, 214, 220, 224,  235, 408, 419,622, 815, Α5,

Trolley: 3

Sito del museo: http://www.benaki.gr/

 

  • Museo arte cicladica:

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Interessante, piccola gemma tra musei ateniesi, ospita la più grande collezione al mondo di oggetti artistici cicladici e greci. L’esposizione è composta dalle famose statuette cicladiche dalle piccole barche in marmo ma non solo; la collezione del museo include manufatti di epoca minoica, micenea, geometrica, arcaica e classica. Oltre a conservare dei reperti il museo si occupa di studiare e tutelare la cultura del Mar Egeo, dalla preistoria ai tempi moderni.

Biglietti:

Intero 7 €, ridotto 3,5 € (mostre permanenti)

Orari apertura:

Lunedì,  Mercoledi, Venerdì, Sabato: 10.00-17.00 Giovedì: 10.00-22.00  Domenica 11.00-17.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito: 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente;

Chiusure: Martedì chiuso

1 gennaio,  6 gennaio, 25 marzo, Katharà deftera (varia ogni anno), 1 maggio, Domenica e lunedì di Pasqua (greca), Pentecoste (varia ogni anno) 15 agosto, 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Odòs Neofitou Douka 4

Mezzi: vedi sopra

  • Licabetto:

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Per salire sulla cima raggiungete via Aristippou (vi ferma l’autobus 060) e salite sulla funicolare che vi condurrà sulla cima del colle dove troverete una chiesa dedicata a San Giorgio, un anfiteatro (sede di concerti di artisti molto famosi) e un ristorante per le vostre cene a lume di candele con una vista mozzafiato su Atene.

 

 

Mangiare e bere:

Come avrete potuto intuire Kolonaki non è certo il quartiere più economico di Atene e ne risentono anche i prezzi del cibo e delle bevande, ma non disperate perché SRDK sa come farvi spendere poco (e senza rinunciare alla qualità) anche qui. Un esempio è il Barbounaki, un mezedopoleio che propone piatti tipici della cucina greca e dell’ottimo pesce. Nel bel mezzo della vostra passeggiata a Kolonaki vi viene un’improvvisa voglia di souvlaki? Il Meat Meat Meat è la soluzione che fa al caso vostro; si tratta di un piccolo souvlatzidiko a pochi passi dalla piazza principale di Kolonaki che propone invitanti piatti di carne e con porzioni generose.

 

Dritta SRDK: sebbene la passeggiata (o meglio la scalata) verso il Licabetto possa sembrare suggestiva, vi sconsigliamo vivamente di affrontarla a piedi a meno che non siate perfettamente allenati. Molto più semplice e comodo usufruire della teleferica che da odòs Aristippou vi condurrà in cima ai 277 metri del colle. Per raggiungerla potrete prendere la linea autobus 060 e scendere alla fermata “4H Likavittou”

 

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Cosa vedere, Monastiraki

Monastiraki

Monastiraki, ovvero nome che la stragrande maggioranza dei turisti che hanno visitato Atene ha bene impresso in mente: in effetti qui siamo nel pieno centro della capitale, a pochissima distanza dai quartieri di Psirri, della Plaka e di Thisio.  L’omonima piazza, fulcro della zona, prende il nome dalla chiesa dell’Assunzione situata sul lato di via Ermou, che a sua volta in origine era una dipendenza del monastero di Kareas (sul monte Ymittos); come avrete già intuito il nome Monastiraki significa appunto “piccolo monastero”.

La chiesa dell’Assunzione non è l’unico luogo di culto presente nella piazza dal momento che proprio di fronte alla stazione della metropolitana sorge la moschea Tzistarakis (ora non più in funzione).

Monastiraki ospita inoltre il mercatino delle pulci omonimo lungo la via Efesto (se volete davvero entrare nell’atmosfera di un mercatino delle pulci come si deve visitatelo di domenica, quando troverete molti più venditori “fai da te”) e una sorta di bazar nella vicina piazza Avissinia e nella parte di via Ermou che conduce verso Thisio, dove troverete moltissimi negozi di antiquariato.

In una zona così densa di non mancano siti archeologici ed edifici di valore. In particolare, vi consigliamo di non perdervi assolutamente:

 

  • Antica agorà

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L’antica agorà di Atene è l’esempio più noto di  agorà greca e fu nell’antichità la piazza principale della città di Atene. Si trova a nord-ovest dell’Acropoli ed è delimitata a sud dal colle dell’Areopago e a ovest dalla collina di Colonos Agoraios.

Nella zona dove sorge l’antica agorà erano in origine presenti abitazioni private, fino a quando nel VI secolo a.C. Pisistrato ne fece il centro del governo ateniese. In seguito Cimone ampliò l’agorà con la costruzione di nuovi edifici. Nel V secolo a.C. vi furono costruiti templi di Efesto (conservato in buono stato), di Zeus e di Apollo. Snodo importante per la vita politica di Atene, nell’agorà si riunivano in seduta le cariche più eccelenti e il consiglio cittadino. Oltre alla zona di scavo vera e propria i resti degli edifici presenti anticamente si possono vedere costeggiando odòs Astiggos.

Nel sito a partire dal 1950, a cura della scuola americana di studi classici, è stata ricostruita la stoà di Attalo al posto di quella donata alla città dal re di Pergamo Attalo II in epoca ellenistica. L’edificio ospita il museo dell’agorà.

Biglietti:

Intero 8 €, ridotto 4 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Orario invernale dall’ 1/11 al 31/3   Ogni giorno: 08.00- 15.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Orario estivo dal 1/4 al 30/10            Ogni giorno: 08.00-20.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

 

  • La biblioteca di Adriano:

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Questo edificio venne inaugurato nel 132 d.C. e successivamente venne annesso alle mura cittadine. Parte del complesso fu distrutto durante la calata degli Eruli nel 267.  Nel V sec., al suo interno vennero costruite in epoche diverse due chiese, i resti delle quali sono tuttora ben visibili negli scavi. Dell’antica costruzione rimangono alcune colonne che componevano la facciata occidentale e una parte dell’ingresso.

Biglietti:

Intero 4 €, ridotto 2 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Ogni giorno: 08.00- 15.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

  • Agorà Romana:

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Questa agorà venne costruita dai romani alla fine del I secolo a.C in posizione strategica, alle pendici dell’Acropoli e non molto distante dall’antica agorà. Dalla metà del III sec, divenne il centro degli scambi commerciali e delle decisioni politiche della città. In epoca ottomana si stabilì in questa zona il bazaar. Di notevole pregio, la “torre dei venti”- con le rappresentazioni su ogni lato delle personificazioni delle divinità corrispondenti- si può ammirare in tutto il suo splendore dopo un recente restauro. Delle altre antiche costruzioni sono visibili diverse colonne e la porta d’ingresso.

Biglietti:

Intero 6 €, ridotto 3 €  (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca. Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo. Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale).

Orari apertura:

Ogni giorno: 08.00- 17.00 (ultimo ingresso un quarto d’ora prima)

Dal 1/4/ al 31/10: 08.00-15.00  (ultimo ingresso un quarto d’ora prima)

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

 

  • La moschea Tzistaraki:

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E’ un edificio ben rintracciabile grazie alla sua posizione predominante. Venne costruita nel 1759 dal governatore ottomano Tzistaraki. Secondo una tradizione per ottenere la calce necessaria per la sua realizzazione venne demolita una delle colonne dall’adiacente biblioteca di Adriano. Nel 1915 venne restaurata parzialmente una prima volta e attualmente funziona come succursale del Museo di Arte Folkloristica Greca.

 

Mangiare e bere:

Nella piazza Monastiraki si “sfidano” due dei souvlatzidika storici di Atene; Thanasis e Bairaktaris. Quale il migliore? A voi la scelta, noi li abbiamo provati e abbiamo trovato pregi (molti) e difetti (pochissimi) in entrambi. Di sicuro c’è che qui mangerete tra i migliori souvlaki di Atene: non fatevi ingannare dalla folta rappresentanza di turisti perché qui vengono a mangiare anche i greci (entrate da Bairaktaris e noterete molte fotografie di personaggi famosi immortalati durante le loro visite nel locale).

Se la sete vi dovesse assalire mentre siete a Monastiraki potrete scegliere tra i diversi locali con vista Acropoli tra cui il 360 e il famosissimo A for Athens, oppure dirigervi verso piazza Avissinia e accomodarvi nell’omonimo cafè (dove è anche possibile mangiare peraltro).

Dritta SRDK: non fatevi abbindolare dai negozianti che tenteranno di vendervi qualsiasi paccottiglia spacciandovela per originale, ma prendetevi il vostro tempo durante i vostri acquisti. Passeggiate nei piccoli vicoli che collegano via Efesto alla via Ermou dove troverete una miriade di piccoli locali e negozietti di antiquariato.

 

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Cosa vedere, Plaka

Plaka

La Plaka è uno dei quartieri più antichi e più caratteristici di Atene. Situata a ridosso dell’Acropoli, si connota per le sue stradine ricche di taverne, bar e soprattutto negozi di souvenir. Le abitazioni della zona, molte delle quali recentemente ristrutturate, mostrano uno stile classico molto piacevole. Altamente suggestivi sono i locali che si sviluppano sulle scalinate create per superare i dislivelli della collina su cui sorge la Plaka. Quando il tempo lo permette i tavolini di queste kafeterie si riempiono all’inverosimile ed è facile vedere gente seduta addirittura sui gradini intenta a gustarsi la propria bevanda.

 

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In zona Plaka, oltre a perdersi nei tanti caratteristici vicoletti, vi consigliamo di fare visita a:

  • Monumento coregico di Lisicrate

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Questo caratteristico monumento si trova in all’inizio dell’omonima odòs Lisikratous. Rappresenta un tripode, ovvero il premio che veniva conferito ai vincitori di un agone drammatico. Le competizioni tragiche erano finanziate da cittadini facoltosi che si incaricavano delle spese relative all’allestimento del coro (elemento importante delle tragedie).  Il corego vincente veniva insignito appunto di un tripode (un sorta di vaso sostenuto da tre piedi) che in genere veniva installato sopra un tholòs di forma cilindrica. Questo tipo di monumenti divennero così numerosi ad Atene che la zona dove venivano eretti prese il nome (che permane tuttora) di odòs Tripodon.

Nonostante si trovi nella sua posizione originaria, il monumento di Lisicrate, edificato per ricordare il successo ottenuto dal corego nel 335 a.C, non è visibile nella sua interezza; il tripode superiore è andato perduto. La sua preservazione è comunque dovuta al fatto che fu incorporato per lungo tempo all’interno di un monastero di frati che lo mantenne per secoli in buone condizioni. Successivamente allo smantellamento del monastero, a metà dell’8o0 il monumento fu restaurato e sistemato nella forma in cui appare attualmente

  • Villaggio di Anafiotica

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Oltre a passeggiare tra i vicoli della parte “bassa” ed “alta” della Plaka  vi consigliamo di fare visita ad Anafiotica, un piccolo villaggio costruito dagli abitanti di Anafi emigrati dalla loro isola e giunti alle pendici dell’Acropoli. Poichè i costruttori delle casette hanno cercato di ricreare l’atmosfera dei luoghi di cui volevano rievocare i ricordi, passeggiando tra i vicoli di Anafiotica vi sembrerà davvero di trovarvi in un’isola delle Cicladi.

Per arrivare in questo caratteristico agglomerato vi basterà salire da odòs Trassillou, proseguire per odòs Stratonos e poi seguire le indicazioni per Anafiotica.

  • Tempio di Zeus Olimpio

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Il tempio di Zeus Olimpio  è situato a circa 500 metri dall’Acropoli. Durante il periodo ellenistico ed il periodo romano è stato il tempio più grande della Grecia.

Il tempio era costruito in marmo pentelico (proveniente dal monte Penteli) e misurava 96 metri in lunghezza e 40 in larghezza. Delle originali 104 colonne corinzie, alte 17 metri, ne sono visibili solo 15. La sedicesima colonna venne colpita durante un temporale nel 1852 e cadde sull’antica pavimentazione del tempio da dove non è stata rimossa.

Biglietti:

Intero 6 €, ridotto 3 € (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Orari apertura:

Tutti i giorni: 08.000-15.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Dall’Acropoli, 200 metri a piedi

 

 

Mangiare e bere:

Se decidete di sedervi a prendere qualcosa da bere nella parte alta della Plaka andate sul sicuro scegliendo il fascino retrò del cafè Klepsidra, Trasivoulou 9. Se vi fate tentare dai profumi che provengono dalla cucina, avete la possibilità di assaggiare degli appetitosi mezedes per accompagnare la vostra ordinazione.

Spettacolare d’inverno per il caminetto acceso e l’ambiente rilassante il Cafè Plaka, Tripodon 1, d’estate si estende sulla terrazza soprastante. Un’oasi di tranquillità impagabile che consigliamo vivamente se necessitate di un po’ di calma dopo una giornata intensa.

Dedicato alla grande attrice ed attivista Melina Merkouri, il cafè Melina, Lisiou 22, è un colorato ritrovo che espone al suo interno foto e cimeli di una delle figure più amate dai greci. Se scegliete di stare fuori vi aspettano tanti tavolini in stile greco posti su una delle gradinate più famose della Plaka.

Imbattibile per la vista che offre sulla sottostante agorà romana la taverna-kafeteria Dioskouri, Dioskouron 13, è poco frequentata dai turisti perchè abbastanza difficile da trovare se non la si conosce. Cercate di arrivare in orario adatto per gustarvi uno dei tramonti più belli che si possano vedere ad Atene.

Pur molto turistica e pittoresca la Plaka non è uno dei posti dove andare a mangiare per assaporare la migliore cucina greca; spesso la qualità del cibo è sproporzionata rispetto al costo ma vi è da sottolineare che l’elevato consumo di materie prime da parte dei ristoranti e i frequenti controlli a cui sono sottoposti i locali del centro garantiscono la freschezza degli alimenti.

Abbiamo comunque trovato delle eccezioni che ci hanno colpito positivamente e che ci sentiamo vivamente di consigliarvi.

Alla taverna Diogenis, Selley 3, che si trova esattamente davanti al monumento di Lisicrate, potrete assaporare i piatti tipici della cucina greca eseguiti in maniera più che apprezzabile e a prezzi ragionevoli. Per queste sue caratteristiche è abbastanza presa d’assalto e se non volete prenotare vi conviene andarci in orario non di punta.

Assolutamente consigliato come uno dei migliori posti di Atene per cibo e atmosfera, To Kafenio, Epicharmou 1, offre un menù adatto a chi già conosce la cucina greca e vuole speriementare qualcosa di nuovo rimanendo però su sapori mediterranei. Piatti che vi rimarranno nel cuore come l’ambiente rustico e piacevole

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Cosa vedere, Pireo e dintorni

Pireo e dintorni

PIREO

Se decidete si spingervi fino a quello che una volta era l’antico porto di Atene e che ora è una municipalità indipendente non potete non fare una visita al museo archeologico della città del Pireo. Molto vasto, circa 1.400 metri quadri, il Museo Archeologico del Pireo ospita un’incredibile varierà di oggetti, dalla preistoria ai primi anni del Cristianesimo.

Un tempo porto principale del Mediterraneo, il Pireo è stato per secoli un punto nevralgico di scambi. La ricchezza antica della città emerge dai ritrovamenti, alcuni dei quali di notevole valore. La maggior parte degli oggetti esposti arriva dagli scavi archeologici, ma alcuni reperti sono stati rinvenuti accidentalmente durante i lavori per la costruzione della città moderna.

Biglietti:

Intero 3 €, ridotto 2 €

Orari apertura:

Orario invernale dall’ 1/11 al 31/3   Ogni giorno: 08.00- 15.00

Orario estivo dal 1/4 al 30/10            Ogni giorno: 08.00-15.00

Chiuso il Lunedì

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca.

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Odòs Charilaou Trikoupi 31, Pasalimani

Metropolitana linea verde (fermata Pireo), da qui autobus 827, 828, 831

 

MICROLIMANO

Come del resto saprete già, Atene non è bagnata dal mare. Fin dall’antichità (almeno dal V secolo a.C.) il porto di Atene è stato Il Pireo ed è proprio qui che vi proponiamo di seguirci in questo nostro viaggio alla scoperta delle zone imperdibili di Atene (e dintorni). Vogliamo soffermarci sul quartiere in cui è ubicato il primo dei tre antichi porti del Pireo proveniendo da est, quello che al giorno d’oggi viene conosciuto come Mikrolimano (letteralmente piccolo porto). Questa zona è conosciuta per la sua vita notturna, grazie all’enorme quantità di locali di vario tipo: dalle taverne alle caffetterie alle discoteche vere e proprie quasi tutte localizzate sul lungomare. Durante il giorno l’area è molto più tranquilla e ci si può spingere anche fino sullla sovrastante collina chiamata Kastella, da cui si può godere di una vista senza eguali dai monti che circondano Atene fino al Golfo Saronico.

Mangiare e bere:

Qui la fanno da padrone le taverne di pesce che si susseguono senza soluzione di continuità e che si fanno una concorrenza spietata cercando di spingere al loro interno ogni possibile cliente che vi passa davanti. Se il pesce non fa per voi o se volete mangiare in un locale diverso dalla solita taverna di pesce vi consigliamo il Mecca, Akti Koumoundourou 62, che propone piatti sia della tradizione greca sia più a carattere internazionale in un ambiente moderno.

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Per un cocktail in riva al mare osservando le imbarcazioni che affollano il porticciolo di Mikrolimano, oltre al già citato Mecca che fa anche da bar, potrete dirigervi al Kokoun, Akti Koumoundourou 24, dove troverete un’ampia scelta di bevande alcoliche e non. Se visiterete Mikrolimano durante l’estate vi consigliamo di ordinare un bicchiere di ouzo e di godervelo osservando il panorama che si può vedere dalle ampie vetrate del locale.

Dritta SRDK: Per un’esperienza indimenticabile inerpicatevi sulle stradine che da Mikrolimano conducono alla collina sovrastante, Kastella, e godrete di una vista impagabile. Consigliato per una cena romantica a lume di candela il ristorante Panorama, Irakliou 18-20, che propone specialità di pesce.

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Cosa vedere, Pireo e dintorni

Glyfada

Quanti di voi sanno che ad Atene ci son 2 linee di tram? Bene, recatevi in piazza Syntagma, prendete quello direzione Voula, rilassatevi, oltrepassate Nea Smyrni, il vecchio aeroporto e il complesso olimpico di Ellinikò e arriverete nel comune di Glyfada. Si tratta di una delle tante gemme che la costa dell’Attica offre e uno dei suoi vantaggi è appunto il fatto di essere ottimamente collegata con il tram al centro di Atene (siete allergici ai tram? Non disperate, vi sono anche gli autobus che la collegano ad Atene). Non facciamo mistero che si tratta di una zona ad alto tenore di vita; qui troverete i migliori negozi che potrete trovare in Grecia, esattamente come in via Ermou ad Atene. Molti manager, sportivi, politici hanno una villa a Glyfada. Questo la rende una zona molto tranquilla, sicura e gradevole da visitare; siamo lontani anni luce da Exarchia o da Koukaki ma a noi Atene (e i suoi dintorni) piace anche per la diversità che sa esprimere in poche decine di chilometri.

Mangiare e bere:

L’offerta di ristoranti e bar è tra le migliori della zona di Atene; il conto non sarà quello che pagherete a Psirrì ma seguendo i nostri consigli uscirete dal ristorante quantomeno soddisfatti per ciò che avete mangiato. Vi consigliamo Glyfada per le vostre escursioni alla ricerca di cucine diverse da quella greca.

Non perdetevi il Ramino, Aggelou Metaxa 34, che offre cucina tipica italiana di ottimo livello e il Miyabi, Giannitsopoulou 3, per uno dei migliori sushi di Atene e circondario.

Siete in giro da queste parti e vi assale una voglia irresistibile di dolce? Provate ad entrare alla pasticceria Le gout, Dousmani 16, che propone una serie sterminata di dolci e pasticcini con cui potrete accompagnare il vostro caffè o la vostra bevanda.

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Dritta SRDK: Dopo una passeggiata per i negozi di Glyfada o dopo una giornata nella vicina spiaggia perché non rilassarsi sorseggiando un caffè o un ouzo da Nikolas tis Schinoussas, Diadochou Pavlou 48 un bar (ma anche taverna di pesce la sera) letteralmente in riva al mare, dove potrete assistere a tramonti mozzafiato. Prezzi assolutamente competitivi considerati location e qualità.

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Cosa vedere, Exarcheia

Exarchia

Situata alle spalle di odòs Panepistimiou-quindi in pieno centro- questa zona ha però un carattere decisamente particolare che la distingue dalle altre.

Abbastanza nota per essere talvolta teatro di scontri tra anarchici e polizia- soprattutto in occasione di ricorrenze specifiche, scioperi o manifestazioni- Exarchia è tuttavia un quartiere abbastanza tranquillo che vi regalerà sicuramente un’esperienza piacevole. Passeggiando tra le sue vie vedrete una quantità impressionante di graffiti, alcuni dei quali di notevole  pregio. Ritrovo di studenti ed intellettuali è costellata di piccoli locali, a volte molto diversi tra loro ma sempre originali e di qualità, dove mangiare e bere spendendo cifre ridotte.

Vi consigliamo di addentrarvi ad Exarchia dopo aver visitato il Museo Archeologico Nazionale, un’imperdibile fermata del vostro tour ateniese.

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  • Graffiti ad Exarchia:

Se vi piace questa forma d’arte di strada passeggiate soprattutto tra le vie Koletti e Platia Exarchiòn. Quello della foto qui in alto è stato realizzato in un parco giochi in odòs Navarinou. Ne troverete di tutti i tipi, da quelli più politici a quelli più artistici. I graffiti di Exarchia esprimono bene il carattere del quartiere, sempre carico di vivace fermento.

 

  • Museo archeologico Nazionale:

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ll museo nazionale archeologico di Atene è il più grande della Grecia è anche il più ricco del mondo relativo all’arte ellenica ed espone reperti che riguardano la produzione artistica dell’antica Grecia, partendo dal periodo cicladico, passando per quello arcaico e miceneico per arrivare a quello classico.

Le collezioni presenti nel museo sono veramente numerose e di notevole pregio quindi se non volete rinunciare a qualche esposizione calcolate quasi due ore per una visita soddisfacente.

Tra i reperti più interessanti vi segnaliamo la Maschera di Agamennone, il vaso del Dipylon, il Cronide di Capo Artemisio (foto), l’Efebo di Anticitera e il più antico calcolatore meccanico conosciuto, il Meccanismo di Anticitera.

Biglietti:

Intero 10 €, ridotto 8 €

Orari apertura:

Tutti i giorni: 08-20.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca.

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Odòs 28 Oktovrìou 44

Autobus: 046, 054

Trolley 2, 4, 3, 15

Sito del museo: http://www.namuseum.gr/

 

Mangiare e bere:

Se vi trovate a passare ad Exarchia la mattina in cerca di un caffè o dopo mangiato gli indirizzi che vi consigliamo sono il colorato Bilia, Koletti 7 e il Revenge,  Koletti 2 che, con la loro atmosfera rilassata vi faranno sentire mille miglia lontani dal traffico caotico di Atene. Se desiderate qualcosa di più centrale in Platìa Exarchìon trovate i sofisticati Floral e Gkrì (pron. Grì), dall’aria rilassata e bohemien.

Se gradite invece un bere qualcosa di fresco in un giardino che si apre come un’ oasi lussureggiante tra i palazzi di Exarchia scegliete l’Ama Laxei, Kallidromìou 66. Vi informiamo che il locale funziona inoltre come ristorante nel caso non voleste cambiare luogo per il pranzo o la cena.

Per mangiare vi segnaliamo diverse proposte, tutte molto valide; Il maghirìo* Bouka, Solomou 29, tra i migliori di Atene, serve ogni giorno i piatti tipici della tradizione greca, con una varietà che va di pari passo con la qualità e i prezzi modici.

Se desiderate una ristorante con diverse proposte, tutte rigorosamente greche, per spaziare dall’antipasto al dolce, provate il Rosalia, Valtetsiou 59. Cucina casalinga che non delude mai.

Vi mancano i frutti di mare e il pesce magari innaffiato da un vino leggero o da del buon ouzo? Exarchia ha il posto che fa per voi. Seduti ai tavolini dll’ouzerì Lesvos, Emmanouil Benaki 38, vi sembrerà di trovarvi davvero su un’isola greca.

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Siete ad Exarchia di sera, avete molta fame, siete giovani e cercate un ambiente informale? Andate dritti all’Avlì, Methoni 43, uno dei ritrovi più vivaci della zona. Ottimi prezzi e cibo comunque di livello.

In cerca di una piccola gemma nascosta ci siamo imbattuti nel mezedopolìo To Navagio ton Aggelon, Stournari 41. Scese pochi gradini ci siamo in un ambiente d’altri tempi. Cucina fantastica, proprietaria gradevolissima e prezzi modici. La sera si suona  musica dal vivo ed è meglio prenotare visto lo spazio esiguo.

Infine se volete “migrare” ad Creta per un pranzo o una cena vi consigliamo vivamente l’Okso nou, Benaki 63, dove potrete assaggiare tanto piatti della cucina greca tradizionale quanto specialità cretesi- tutti ben cucinati.

*= specie di rosticceria greca che spesso rappresenta una buona alternativa ai ristoranti e alle taverne. In molti locali c’è la possibilità di sedersi per consumare il pasto.

Dritta SRDK:

Se volete finire la serata provando il narghilè, ad Atene troverete parecchi locali adibiti a questo. Vi consigliamo in Platìa Exarchìon l’Ali Babà e i 40 gusti, che offre un ambiente suggestivo molto orientaleggiante.

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Cosa vedere, Psirri

Psirrì si trova  ad un passo (è proprio il caso di usare questa espressione) dalla conosciutissima zona di Monastiraki. Non che Psirri si possa definire nascosta o poco frequentata, anzi. Le sue vie centrali infatti sono un pollulare di gente (locali e turisti) a tutte le ore del giorno e della notte e soprattutto nel week-end quando diventa uno dei ritrovi principali della night-life ateniese. Un tempo degradato e poco raccomandabile, il quartiere ha subito una completa trasformazione nel corso degli ultimi 20 anni pur mantenendo una sua originale peculiarità. La costruzione della fermata della metro Monastiraki ha dato inoltre nuovo impulso alle attività ricettive e turistiche del circondario.

Mangiare e bere:

Per una colazione sostanziosa ma economica nonchè per un ottimo caffè (o frappè, il tipico caffè freddo shakerato greco) consigliamo Psipsina, Agìon Anargiron 43 e Style & Cafè, Agìon Anargiron 12; prendervi una pausa tra i vivaci vicoli di Psirri sicuramente vi piacerà.

Se vi trovate da queste parti a mezzogiorno è d’obbligo fermarsi da Nikitas, cucina semplice tradizionale caratterizzata da alta qualità e prezzi modici.

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La sera concedetevi una cena in un “mezedopolìo”* tradizionale, il Voliotikòs, Lepeniotou 1. Troverete buona cucina e porzioni più da taverna che da mezedopoleìo. Il sabato sera è possibile cenare con musica dal vivo.

Frequentato da turisti ma assolutamente meritevole per l’ambiente e la cucina, l’Oineas, Esopou 9, vi conquisterà con la sua atmosfera vintage. Meglio prenotare o non arrivare dopo le 9 se si vuole trovare un tavolo libero.

Se cercate un ambiente colorato, un servizio cordiale e ottimo cibo scegliete il Krassopoulìo tou Kokora, Esopou 4. Un motivo in più per andarci? Non tentano di “tirare dentro” a forza i turisti; potrete dare un’occhiata al menù esposto fuori senza che insistano per farvi accomodare.

Se non potete andare fino al Pireo ma non volete rinunciare al pesce provate l’Atlantikòs, Avliton 7. In questo piccolo locale troverete un’ampia varierà di piatti al profumo di mare e una vasta scelta di bottiglie di ouzo per accompagnarli. Vivamente consigliata la prenotazione del tavolo per la cena.

Voglia di dolce? Non fatevi sfuggire Serbetia, Eschilou 3, dove potrete gustare i dolci migliori di tutta Atene accompagnati, se desiderate, da rakomelo* o ouzo.

Dritta SRDK:

Se desiderate acquistare un ricordino di Atene che non sia troppo turistico provate a girovagare tra i vicoli di Psirri dove i negozietti di artigianato non mancano. Date un’occhiata ad esempio a quelli su odòs Agiòn Anarghìron o su odòs Taki che propongono oggetti molto interessanti.

*mezedopolìo= taverna che in teoria offre più assaggi che piatti veri-in realtà le porzioni sono spesso enormi.

*rakomelo= bevanda calda a base di rakì- una specie di grappa-, cannella e miele.

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Cosa vedere, Koukaki

Koukaki

Il quartiere di Koukaki è salito agli onori della cronaca da quando il famoso sito di house sharing Airbnb l’ha incluso nella lista dei 16 quartieri da visitare nel 2016; traguardo ampiamente meritato dal momento che l’anno precedente Koukaki ha visto un aumento delle prenotazoni sul sito americano nell’ordine dell’800%.

Il quartiere è delimitato a nord dalla Plaka, a est dall’importante e trafficato viale Syggrou – che collega i giardini nazionali a Palaio Faliro, ovvero al mare – a ovest dalla collina di Filopappou e a sud dal comune di Kallithea; la sua posizione centrale e l’abbondanza di collegamenti alla rete dei trasporti pubblici lo rende quindi facilmente visitabile per il turista. Si tratta di una delle zone più antiche di Atene e questo lo si capisce dall’architettura decadente e dalle vie strette e a senso unico che caratterizzano Koukaki . Il quartiere è una delle tante zone dove si sviluppa la movida ateniese, mentre di giorno conserva un’atmosfera tranquilla. Scegliete voi dunque se dedicarvi una tranquilla mattinata fermandovi a sorseggiare un caffè o un frappè, oppure se andarci la sera per una nottata all’insegna del diverimento.

 

  • La collina di Filopappou:

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In zona non potete perdervi la salita alla collina di Filopappou  (o delle Muse) da cui potrete godere di una stupenda visuale sulla Acropoli e sul golfo di Saronico. Per raggiungerla arrivando dalla Plaka, avendo come punto di riferimento il Museo dell’Acropoli, proseguite su Dionisiou Areopagitou fino alle indicazioni che vi condurranno al monumento eretto alla memoria del principe seleucide situato sulla cima, passando davanti alla chiesa di Agios Dimitrios e al luogo di prigionia di Socrate.

A Koukaki si arriva comodamente con la metropolitana linea rossa scendendo alla fermata Syggrou-Fix o con uno dei molteplici autobus o trolley che passano sempre da Syggrou-Fix. Potete scegliere, se siete più comodi, di prendere in alternativa il tram che ferma solo qualche metro più lontano rispetto agli altri mezzi.

 

Mangiare e bere:

Koukaki ospita uno dei migliori ristoranti di pesce di Atene, ovvero lo Skoumbri, Drakou 14, dove a prezzi modici potrete assaporare pietanze fresche e di ottima qualità con un servizio davvero attento e veloce.

Se decidete di optare per un semplice drink accompagnato da qualche piattino, imperdibile è il Syggrouòmeno, Falìrou 57, che offre bere e mangiare di ottima qualità a prezzi imbattibili.

Siete in vena di provare qualcosa di diverso dalla solita cucina greca? Alla Fabrika tou Eufrosinou, Anastasiou Zinni 34, troverete quello che cercate; l’influenza serba che domina in cucina si fa positivamente sentire rendendo le pietanze davvero originali e saporite.

Da provare anche il Mikrì Venetìa, G.Olimpiou 15 che sta scalando le posizioni nella classifica delle taverne di alta qualità della capitale ellenica.

Dritta SRDK:

Non visitate Koukaki se avete poco tempo; prendetevi tutto il tempo che vi occorre per percorrere le numerose vie pedonali piene di bar, mezedopoleia, rakomeladika e birrerie. Vi consigliamo soprattutto due vie: la via Drakou (su cui si affaccia una delle uscite della fermata della metropolitana Syggrou-Fix) e la via Olimpiou. Imperdibile un rakomelo (o un ouzo/mastixa a seconda della stagione) allo Svoura, Drakou 8, uno dei bar più caratteristici di Koukaki.

 

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Cosa vedere, Keramikos e Gazi

Keramikòs

KERAMIKOS/GAZI

La zona del Keramikòs si trova a poca distanza da Monastiraki e sfocia sulla trafficata odòs Pireòs. Prende il nome dal quartiere usato in epoche remote prima dai vasai che lavoravano la ceramica e poi, in seguito alle numerose piene del fiume Eridanòs che scorre tuttora tra le rovine, tramutato in luogo di sepoltura per le personalità importanti dell’Atene antica. Grazie agli scavi archeologici compiuti dal 1913 in modo sistematico nel sito è ora possibile ammirare, oltre all’antico quartiere di produzione delle ceramiche, parte della fortificazione ateniese e all’ultimo tratto della Ierà odòs (la strada sacra che conduceva da Atene ad Eleusi); i reperti rinvenuti sono in gran parte esposti nell’ adiacente museo del Keramikòs, una piccola gemma che vale davvero la visita.

 

La zona attigua al Keramikos, Gazi, (un tempo chiamata Γκαζοχώρι – Gazochori o  Φωταέριο- Fotaerio) si diparte che dall’incrocio tra odòs Pireòs e la Ierà odòs. Gazi deve il proprio nome alla fabbrica di gas che si installò qui nel 1857 e che cessò la produzione negli anni’80 del 1900. Il gasometro che fa bella mostra di sè accanto alla centrale plateia è un po’ il simbolo della zona. Non molto lontano sorge Technopolis, uno spazio polivalente, nato dopo la dismissione della fabbrica, che comprende al suo interno un museo industriale di notevoli dimensioni.

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Dopo l’abbandono da parte dell’attività industriali, il quartiere operaio di Gazi ha subito una lenta trasformazione in favore dell’apertura delle molte taverne, kafetèrie, ritrovi notturni e discoteche che si susseguono senza interruzione soprattutto nei pressi della metropolitana.

Scegliete quindi Gazi se volete provare una delle zone più in voga per quando riguarda il divertimento notturno: qui troverete discoteche e locali aperti fino all’alba.

A Keramikòs e a Gazi si arriva comodamente con la metro scendendo alla fermata omonima del Keramikòs. Qui, dopo aver visitato il sito archeologico, vi consigliamo di fermarmi a ristorarvi nell’ adiacente Gazi, in uno dei molteplici locali della zona. Non sarà difficile trovare qualcosa che vi aggradi; potrete scegliere infatti tra ristoranti di carne e di pesce, mezedopolìa o street food a seconda dei vostri gusti e del vostro appetito.

  • Sito e museo del Keramikòs:

 

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Il sito del Keramikòs deve il suo nome all’antico dimos (divisione amministrativa dell’epoca classica) di Kerameis che si trovava sul lato nordoccidentale dell’Acropoli , lungo il fiume Eridanos. Il dimos comprendeva una zona interna alle mura cittadine dove si trovavano le officine dei vasai ed è per questo che alcuni ritengono che la sua denominzione derivi dal termine greco κέραμος (keramos,  “terracotta”). All’esterno delle mura era presente una necropoli utilizzata fin da XII sec. a.C e sviluppata su due direzioni; lungo la “via dell’Accademia”, dove sorgeva la scuola instaurata da Platone, che usciva dalle mura cittadine attraverso la porta detta Dipylon (“doppia porta”), e lungo la “via Sacra” che conduceva al santuario di Eleusi, ed usciva dalla città appunto dalla “Porta Sacra”.

I reperti rinvenuti durante gli scavi effettuati prima accidentalmente nel 1863 per la costruzione di una strada verso il Pireo e in seguito, dal 1913, in modo sistematico, sono in gran parte esposti nell’adiacente museo del Keramikòs, una piccola gemma che consigliamo davvero di visitare.

Biglietti:

Intero 8 €, ridotto 4 € (è compreso nei siti visitabili con il biglietto cumulativo per l’Acropoli)

Orari apertura:

Lunedì: 11.00-15.00 Martedì-Domenica: 08.30-15.00

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca.

Chiusure:

1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Come arrivare:

Odòs Ermou 148

Metropolitana linea blu (fermata Keramikòs), linea verde (Monastiraki)

 

Mangiare e bere:

Se decidete di visitare il Keramikos di mattina prima o poi necessiterete di un po’ di ombra e frescura. Fermatevi ad una delle molteplici kafeterie nelle vicinanze della metropolitana per risposarvi e gustare, ad esempio, un buon caffè greco.

Tra tutti i locali presenti vi consigliamo il Millenium, Voutadon 60, con molti e comodi posti a sedere e che serve un’ampia varierà di caffè e bevande calde e fredde.

Se volete allontanarvi dalla folla fate invece qualche passo in più e sedetevi al Magritte, Sofroniou 12. La calma dei vicoli di Gazi vi farà dimenticare per un attimo di essere in una caotica metropoli.

Per un’esperienza indimenticabile salite sulla terrazza del Gazarte, Voutadon 34, un spazio polifunzionale (sede di mostre) da dove la sera potrete ammirare l’Acropoli illuminata sorseggiando il vostro drink.

Riguardo al cibo, data la vasta possibilità di scelta vi segnaliamo solo alcuni dei locali dove potrete gustare dell’ottima cucina greca.

Amanti della carne? Il Kàndavlos, Persefonis 47, è quello che fa per voi! Le proposte sono davvero tante e variegate a seconda del vostro appetito.

Se siete indecisi su cosa scegliere o vi volete fare un’idea della cucina greca provando tanti piccoli assaggi il posto che fa per voi è il Gazochori, Dekeleon 6. In un ampio cortile interno questo è un locale colorato che offre un menù variegato, buoni piatti e prezzi modici. In poche parole un must irrinunciabile di Gazi!

Altro mezedopolio di successo, sempre molto frequentato è il Kanella, Evmolpidòn 70. Piatti della tradizione greca eseguiti con fantasia. Buona scelta di piatti per vegetariani e per chi, stremato dal caldo ateniese, non se la sente di affrontare troppa carne.

Non sapete decidervi tra carne e pesce? Provate il Sardelles, Persefonis 15, che li propone tutte e due. Davanti al suo vasto ed interessante menù potrete ordinare quello che preferite, la vostra scelta sarà comunque un successo.

Dritta SRDK:

La zona di Gazi, sempre molto frequentata, cambia comunque radicalmente aspetto passando dalla calma del giorno alla frenesia della notte. Se volete evitare affollamento, rumore e quant’altro cercate di visitarla durante la settimana e la sera non troppo tardi. Se invece siete alla ricerca del divertimento fino a tarda notte, sappiate che il movimento vero e proprio per discoteche e locali che tengono aperti fino alla mattina non inizia prima di mezzanotte

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Cosa vedere, Pangrati, Syntagma

E’ estate ma aspettiamo l’aperitivo d’autunno…

Lo scorso sabato mattina, non lo nascondiamo, è stato per noi all’insegna dell’attesa per l’evento che si sarebbe svolto la sera stessa, ovvero l’attesissimo aperitivo organizzato dal nostro blog.
Questa nostra simpatica iniziativa ha avuto giustamente il potere di oscurare ogni altro nostro impegno provocando nel contempo in noi promotori una moderata ansia da perfezionismo e una giusta dose di curiosità verso i partecipanti.
Ci hanno assalito, infatti, parecchie domande- destinate peraltro a rimanere senza risposta fino a sera- alle quale abbiamo tentato di dare un’approssimativa risposta durante il nostro caffè mattutino in centro.
Quante persone verranno alla fine? Domanda non stupida; sapevamo che i “parteciperò” che avevano inondato con nostro sommo piacere la bacheca del nostro evento potevano forse non corrispondere alla realtà.
Come saranno i nostri partecipanti? Bisogna che vi chiarisca che trattandosi di una prima assoluta non conoscevamo se non superficialmente il 90% di loro e quasi non ne sapevamo con sicurezza i nomi. Quindi era legittimo chiedersi se sarebbero stati piuttosto giovani o meno- in fondo sulle foto profilo è sempre possibile mettere un po’ quel che si vuole.
Avremmo prenotato abbastanza posti? Un momento di orrore in cui abbiamo previsto orde di inviati non contemplati ed infilatisi all’ultimo istante, dobbiamo essere sinceri, l’abbiamo passato.
A questi ed altri quesiti abbiamo appunto cercato di rispondere seduti in Platìa Agias Irinis – che i più assidui di voi già conosceranno per essere stata già in un recente passato destinazione dei nostri sabato mattina ateniesi- sorseggiando nel frattempo un amabile caffè.
Questa zona ci vede infatti frequentatori dei molti locali che si affollano qui uno dietro l’altro solitamente quando abbiamo- come stavolta- necessità di recarci in centro per qualche motivo.
Stavolta abbiamo deciso di tornare in un ritrovo che avevamo visitato tempo fa quando la creazione del nostro blog non era per il momento pervenuta alle nostre acerbe menti.
Passando davanti al Kapaki che ricordavamo a ragione come posto colorato, dal servizio celere e dalla buona qualità delle bevande servite, non abbiamo perso nemmeno un secondo e ci siamo seduti ad uno dei- in realtà molto piccoli- tavolini esterni. Per la cronaca, l’altra volta il clima non era così favorevole trattandosi di primavera e ci eravamo inerpicati all’interno su una scala che portava al primo piano- ballatoio.

 

Dopo aver gustato un caffè che possiamo definire di buon livello nel piacevole locale che avevamo scelto e aver bevuto parecchia acqua nei nostri policromi bicchieri- viste le temperature in netto aumento dopo una settimana abbastanza fresca-  ci siamo diretti verso Platia Sintagma per ritornare nei nostri paraggi.
Arrivata ormai l’ora di pranzo abbiamo deciso consensualmente di evitare infatti la ressa del centro- ressa che il sabato raggiunge livelli impressionanti- e di fermarci per un veloce pranzo in un mezedopolio di sicura qualità. Ci siamo diretti a passo rapido verso To Mavro Provato in zona Pangrati, locale che l’altra volta ci aveva garantito un’esperienza d’alto valore culinario ad un tutto sommato modico prezzo.
Stavolta, giunti un po’ più tardi che in precedenza, abbiamo trovato quasi tutti i tavoli prenotati- indizio questo della buona fama di cui gode il locale- ma siamo riusciti comunque a sederci all’interno del locale.
Le portate che abbiamo ordinato sono state precedute da alcune bruschettine e da due bicchieri di rakì (la grappa cretese, che abbiamo riservato per la fine del pranzo). Tra i piatti ordinati alcuni erano già stati provati e approvati mentre abbiamo voluto sperimentare le polpette alla menta e ouzo, trovandole appetitose.
Finito di pranzare, avevamo il pomeriggio per sbrigare le ultime incombenze e poi ci saremmo preparati alla seratona italo-greca (era infatti possibile la partecipazione se si era greci italofoni).
Volete sapere come è andata? Siete curiosi di conoscere dettagli sulla vita dei nostri connazionali ad Atene? Desiderate conoscere alcune delle opinioni di italiani che risiedono nella capitale ateniese da più o meno tempo? E allora non potete non leggere il post che seguirà, dove vi descriveremo- o perlomeno tenteremo- il nostro primo aperitivo, a cui abbiamo voluto dare una connotazione autunnale.

Indirizzo:

Kapaki: Platìa Agìas Irinis 6

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki)

 

To Mavro Provato: Arrianou 31

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Evangelismos)

Autobus: 054, 203, 204, 550

 

 

 

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Exarchia, Fotografie, Mangiare e bere, Monastiraki

Graffiti ad Exarchia e incursione a Monastiraki

Definiteci pure banali ed abitudinari ma non ne neghiamo che quando ci piace una zona torniamo volentieri ad ispezionarla in lungo e in largo.
Un destino questo, di essere la destinazione quasi primaria delle nostre visite mattutine del sabato, che sta toccando in sorte in questo periodo ad Exarchia. Il noto quartiere, per alcuni versi conosciuto come anarchico ed effervescente di tumulti, ci ha sempre attirato per la sua aria popolare e decadente. Nei suoi vicoli stretti è possibile, passeggiando la mattina di buon ora (alle 10.30, che, per intenderci, qui sono considerate un orario antelucano), essere rapiti da una serie distinta di odori da rione paesano. L’aroma di caffè che si sprigiona dai bar appena aperti colpisce tanto quanto quello del bucato steso ad asciugare ed intriso di ammorbidente profumato, mentre in qualche punto le taverne annunciano il menù del mezzogiorno con i loro effluvi di carne in salsa speziata.
Non mancano nella colorata (per via dei murales che la contraddistinguono) e inquieta (per gli scontri tra manifestanti e polizia che la vedono protagonista) Exarchia note di un passato che per un momento, qualche giorno fa, è sembrato stranamente vicino. Il parcheggio che dichiara i prezzi in dracme e non euro (sebbene sia trascorso qualche anno dall’introduzione della moneta unica europea) non si sa bene se sia più terribilmente anacrononistico o tragicamente attuale.

Insomma, come avrete capito, nella giornata odierna abbiamo tentato di dare uno sguardo meno superficiale e più incuriosito alla zona che più di tutte ci incuriosisce, passeggiando con particolare attenzione per non farci sfuggire nessun dettaglio rilevante.
Ad aiutarci in questa impresa il nostro fedele nonché esplosivo fan Cristiano che, attirato dalla nomea di Exarchia, non ha voluto perdere l’occasione di verificare di persona la veridicità della fama che circonda il quartiere.
Dopo una breve sosta ristoratrice in uno dei pittoreschi ritrovi della zona (sedie da dopolavoro anni ’70, personaggi improbabili di passaggio e atmosfera rilassata a pochi passi dal caotico centro di Atene) abbiamo tentato di documentare quel che di affascinante si può trovare sulle case poco manutenute e sui muri scalcinati intorno a noi.
Ad attrarci di Exarchia è proprio questo, – ne discutevamo appunto tra noi durante il caffè – la strabiliante capacità di colpire l’ignaro visitatore là dove meno se lo aspetta, facendogli trovare un’opera altamente artistica sulla parete di un negozio ormai chiuso e che cade a pezzi, richiamando il suo sguardo sperduto con i colori sgargianti delle scritte a carattere politico sui muri, rubandogli un momento di contemplazione davanti alle scomode verità tracciate con le bombolette sui ruderi delle antiche dimore dell’Atene bene.

 

Dopo aver camminato per un po’ circondati da entrambi i lati delle strade da strani disegni, impensabili commistioni di bestie varie, incitamenti alla rivolta e quant’altro, ci siamo rifugiati per un momento in un angolo seminascosto  dove su un muro  facevano bella mostra di sé alcuni simpatici animalucci (lasciamo a voi l’interpretazione della specie) reggenti dei cartelli indicanto proprio che quello era inequivocabilmente un parco giochi. Accanto a loro una altrettanto ben riuscita ape svolazzante tra lussureggiante verzura rendeva l’insieme bucolico in giusta misura.

Presa la decisione ad un certo punto si dirigersi verso Omonia per approfittare della linea verde e recarci a Monastiraki per compere varie, l’amico Cristiano ha manifestato il desiderio di visionare il negozio dove all’incirca due settimane fa acquistammo (così si esprimerebbe lui) le fantastiche toppe dei suoi gruppi musicali preferiti.
Fatta man bassa di altre pezze da attaccare alla giacca di jeans ci siamo mossi alla ricerca di una lavanderia-stireria che eseguisse- se possibile, celermente- il lavoro grazie al quale il nostro seguace avrebbe sfoggiato un indumento molto punk-rock.
La disperazione si è dipinta sui nostri volti quando, delusissimi, abbiamo constatato il rifiuto, di ben due negozi da noi interpellati a riguardo, di dar vapore ai loro ferri e permettere a Cristiano di vantarsi della giacca made in Exarchia. La causa del diniego è rimasta sconosciuta e ci spinto ad avanzare le ipotesi più esilaranti. Caldo opprimente e conseguente poca propensione ad abbrustolirsi ulteriormente? Poca o nulla voglia di affaticarsi, da parte di talune categorie di negozianti, in vista del meritato riposo domenicale ? Divieto imprescindibile di attività emanato dal comune per i negozi dopo mezzogiorno?
Con l’amaro verdetto di impossibilità a procedere abbiamo salutato Cristiano che prima di accomiatarsi  sulla banchina della metro (abbiamo preso direzioni opposte) ha approfittato per scattare una foto a piazza Omonia così da poter mostrare il suo coraggio (vista la fama per nulla tranquillizzante della zona) ad amici e conoscenti.
A Monastiraki, finiti i sbrigativi acquisti (il caldo non permetteva prolungati vagabondaggi a vuoto, fortuna che avevamo le idee chiare) abbiamo provato, per sfamarci e dissetarci, un locale attiguo a Odòs Ermoù nella parte in cui questa via sta quasi per confluire nella zona del Keramikòs.
Se sorpassate la piazza Monastirakìou proseguendo appunto su Ermoù e non vi fermate a curiosare nei numerosi e fornitissimi negozietti di antiquariato (o di cianfrusaglie, dipende dalla vostra personale opinione), arriverete lestemente al Dìpilo, mezedopolìo ben fornito di piatti e bevande varie. Un posto insomma dove potete, secondo la mentalità greca, spiluccare qualcosa da accompagnare al beveraggio; οppure dove potete invece, secondo la mentalità italiana che prevede per gli assaggi una quantità sicuramente inferiore di cibo, fare senza indugio pranzo o cena.

Ad un prezzo onesto e che contempla ancora un IVA al 13% sul cibo fino a nuovo ordine del governo, abbiamo assaggiato taramosalata, purea di cicerchia e gemistà (pomodori e peperoni ripeni di riso e erbe aromatiche), sorseggiando un più che piacevole vino rosè. Dopo il dolcino offerto dalla proprietà ci siamo incamminati sazi verso le rispettive magioni, dandoci appuntamento per la sera. C’era già un programma per come trascorrerla ma di questo vi parlerà a breve il socio Αλβέρτος, grande organizzatore di eventi del fine settimana.