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Attiki

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Cultura e foto

Rebetiko, l’intensa canzone popolare greca

La musica rebetika è sicuramente una costante delle notti ateniesi. Il genere rebetiko si può ascoltare in alcuni locali specializzati (rebetadika) dove si suona esclusivamente questo tipo di canzoni; alcuni dei pezzi più famosi sono inoltre sempre nel programma delle taverne che propongono musica dal vivo. Ma come mai questo genere è così diffuso e quali sono le sue caratteristiche? Senza volere fare una trattazione troppo accurata dell’argomento vediamo cosa si intende per musica rebetika e quali sono state i momenti più importanti della sua evoluzione.

Il termine rebetiko (ρεμπέτικο) definisce il tipo di canzone popolare nato alla fine dell’800 e sviluppatosi fino agli anni 30 del 1900. In particolare, il terreno su cui cresce il genere  è quello delle zone portuali di alcune città greche come il Pireo, Volos e Thessaloniki; in seguito il rembetiko si espande fino a conquistare altre città greche. Un filone simile- ma che presenta proprie diversità- si sviluppa invece dalle parti di Patrasso.

Il rebetiko (o musica rebetika) nasce quindi nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che cercano di tramutare i loro disagi in musica. I temi trattati dalle canzoni sono spesso molto seri: povertà, prigione, uso di droghe, storie d’amore contrastato, problemi sociali, prostituzione. Nonostante la gravità degli argomenti non è raro che però i testi parlino agli ascoltatori in modo ironico e talvolta scherzoso.

Gli strumenti tipici della canzone rembetika sono il bouzouki e la chitarra; spesso nelle melodie si può ascoltare il baglamàs (un altro stumento a corda) unitamente al violino, al piano e al contrabbasso.

Uno strano suono che si può udire di tanto in tanto nelle canzoni è quello di un komboloi che sbatte contro un bicchiere di vetro; poiché il pubblico nelle taverne era solito accompagnare in questo modo i musicisti, il suono venne adottato poi in alcune incisioni.

Al pari di altri generi musicali, il rebetiko ha attraversato diverse fasi:

  • fine ‘800- inizi ‘900: origini del movimento
  • 1922-1932: periodo dove dominano i ritmi provenienti da Smirne
  • 1932-1942: periodo della rebetika classica
  • 1942-1952: periodo della diffusione

Il rebetiko, come già accennato, nasce nelle città portuali, in Grecia e nelle colonie greche dell’Asia Minore. La mancanza di testimonianze scritte rende però difficile descrivere dettagliatamente le prime fasi del movimento musicale.

Nelle prime decadi del ‘900 il centro del rebetiko diventa ufficialmente Smirne; in questo periodo i suoni sono fortemente influenzati dalle melodie ottomane. A seguito della catastrofe microasiatica (che vede migliaia di coloni abbandonare le loro abitazioni e tornare in Grecia) sono proprio i compositori provenienti dall’Asia a contribuire in modo determinante allo sviluppo della musica rebetika in Grecia.

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Lo stanziamento dei profughi microasiatici nei centri urbani greci infonde nuova linfa al scena musicale grazie alle componenti anatolitiche giunte insieme a loro. Oltre alle proprie innovazioni, i compositori ed interpreti smirneici, spesso molto preparati musicalmente, apportano un inusuale virtuosismo al genere rebetico. A questo proposito, le figure di Spyros Peristeris e di Panagiotis Toundas, sono capisaldi che hanno enormemente influenzato lo sviluppo successivo del rebetiko.

Dalle città portuali dove la presenza microasiatica è più netta, il rebetiko si sviluppa acquisendo caratteristiche locali e in seguito viene esportato nel resto del Paese. Su una scena prevalentemente maschile si affacciano quindi sulla alcune voci femminili considerate tuttora tra le migliori interpreti della canzone rebetika (Eskenazi, Papagkika, Chaskil, etc…).

Nella fase denominata “classica”, il rebetiko si è ormai affermato come musica popolare di sempre crescente successo. Nel corso degli anni ’30 il genere deve affrontare la censura imposta dal dittatore Metaxas che giudica alcune delle tematiche trattate sconvenienti e quindi impone agli autori di adattare i testi delle proprie canzoni.

Dopo la battuta d’arresto causata dalla censura, il rebetiko torna il voga alla fine del secondo conflitto mondiale, con altri autori e tematiche parzialmente diverse. Il genere ora insegue un successo di pubblico più ampio e per farlo si avvale di testi di portata popolare e di interpreti conosciuti. In questi anni inizia a splendere l’astro di Vassilis Tsitsanis che viene accompagnato, tra le altre cantanti, dall’indimenticabile Sotiria Bellou.

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In quel periodo iniziano gli studi approfonditi sul genere musicale e si rimaneggiano alcune canzoni delle origini del movimento, come quelle di Markos Vamvakaris, attivo negli anni ’30 del secolo scorso.

Negli anni ’70, inoltre, la protesta contro la dittatura della giunta fa proprie le canzone rebetike degli inizi condividendo il messaggio di disagio sociale in esse racchiuso.

In seguito, la musica rebetika diventa- grazie al lavoro di autori ed interpreti moderni – sempre più la musica popolare per eccellenza. Avendo perso in parte la sua carica di protesta per le difficili condizioni sociali degli inizi del secolo, acquisisce però una diffusione che le assicura una popolarità senza precedenti.

Ai giorni nostri la rebetika è suonata in tutte le taverne, turistiche o no, che prevedano un programma musicale. Alcuni capolavori del rebetiko, infatti, sono indiscutibilmente attuali ed ascoltarli rende partecipi di una Grecia lontana nel tempo ma tuttora perfettamente vivida.

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Lavorare in Grecia

I documenti che servono per lavorare in Grecia

Negli scorsi post della sezione “Lavorare in Grecia” abbiamo parlato di come e dove orientarsi per cercare impiego in questo Paese. In questo post vedremo invece quali documenti sono necessari per poter lavorare in terra greca e come è possibile ottenerli.

In alcuni casi sono i datori di lavoro che si occupano della burocrazia o che perlomeno aiutano fattivamente il neo-assunto (soprattutto se straniero) nelle procedure. Ovviamente non è sempre così ed avere almeno le informazioni fondamentali su cosa serve vi potrà essere utile per sapere come muovervi.

In particolare, questo post  spiegherà a chi inizia un lavoro dipendente come dichiarare la permanenza in Grecia alle autorità e come ottenere il codice fiscale greco e l’iscrizione alla previdenza sociale.

 

  • Dichiarazione di residenza in Grecia

Chi desidera fermarsi in Grecia per un periodo superiore ai 3 mesi DEVE registrarsi presso le autorità locali per ottenere un certificato di residenza della durata di 6 mesi rinnovabile fino a 5 anni.

Per ottenere il certificato è necessario presentare:

– modulo di richiesta

– fotocopia di un documento di identità valido

– una fotocopia del contratto di locazione o di una bolletta (per la fornitura di acqua, gas etc…) a proprio nome o una dichirazione dei redditi. In caso non si possegga nulla di tutto questo perchè si è ospititati da qualcuno è necessario presentare una dichiarazione firmata dalla persona che ospita.

– una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro (per i liberi professionisti documentazione di apertura partita IVA) o un documento che provi la possibilità di mezzi di sussistenza.

Dopo 5 anni di soggiorno in un altro Paese dell’Unione Europea un cittadino di un Paese membro acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente, non obbligatorio, ma utile per l’adempimento di formalità amministrative o nei rapporti con le autorità competenti.

Per ottenere un documento che certifica il diritto al soggiorno permanente in un Paese, si deve poter provare di avervi vissuto legalmente per almeno 5 anni.

Per informazioni l’autorità competentente è :

Ufficio Stranieri  ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΑΛΛΟΔΑΠΩΝ ΑΤΤΙΚΗΣ
Odos Petrou Ralli 24, Atene

  • AFM

L’AFM (arithmòs forologikoù mitròou), il codice fiscale greco, è essenziale in Grecia per poter svolgere molte legate alla quotidianità e al lavoro. L’AFM è indispensabile per affittare una casa, intestare le utenze domestiche, venire assunti, iscriversi alla previdenza sociale, aprire un’attività in proprio etc…

Per richiedere l’AFM bisogna recarsi presso un’ufficio delle entrate greco (che chiama EFORIA o D.O.Y, Dimosia Oikonomikì Ypiresia) portando il passaporto (se non si è cittadini greci) e un contratto di locazione a proprio nome. Nel caso non si possedesse quest’ultimo è necessaria una dichiarazione, firmata dalla persona che ospita il richiedente, convalidata presso un KEP (Kentro Eksipirètis Politòn).

Se si vuole affittare un appartamento senza avere l’AFM è comunque possibile farlo ma si dovrà in seguito comunicare il proprio codice fiscale in modo che il contratto risulti valido.

  • AMKA

Ottenuto l’AFM  ed essersi iscritti per una copertura assicurativa greca (sanitaria e lavorativa) è necessario richiedere l’AMKA (arithmòs mitròou koinonikìs asfàlisis). In altre parole tramite l’AMKA è il numero con cui si viene iscritti alla previdenza sociale. E’infatti richiesto nel caso si usufruisca di cure nel settore pubblico.

Per ottenere l’AMKA è necessario recarsi presso un KEP con il passaporto e il foglio dell’AFM.

  • IKA

Una volta in possesso dell’AFM e dell’AMKA si può finalmente procedere con l’iscrizione all’IKA (Idrima Koinonikòn Asfalìseon) ovvero all’ente di previdenza sociale portando con sè, oltre a questi due numeri  e il tagliando di un’utenza domestica a proprio nome (DEH, YDAP, OTE). 

All’IKA vengono versati, da parte del datori di lavoro, i contributi dei dipendenti che servono per le prestazioni sanitarie e la futura pensione. Se assunti regolarmente (si spera) non dimenticatevi di controllare ogni mese che chi ne è responsabile abbia versato i  vostri contributi all’ente di previdenza; talvolta si sono verificati casi di datori che non hanno versato le cifre corrispondenti facendo affidamento sul fatto che il lavoro fosse occasionale e il lavoratore straniero facesse fatica a rivendicarli.

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Pensieri ateniesi

Atene, una città esteticamente piacevole?

Una delle domande ateniesi che più mi tengono impegnata in quest’ultimo periodo è come mai la capitale greca non trovi tutti concordi nel definirla entusiasmante dal punto di vista estetico.

Sono cosciente che chiedere ad un filellenico se Atene è una città bella equivale a fare una domanda retorica ma provo lo stesso ad interrogarmi su questo argomento e a cercare di capire perchè non tutti la pensino in questo modo. Del resto mi capita di parlare con gente (sui social e nella quotidianità) che non si può definire completamente filellenica o “estremista” della Grecia e di scoprire che alcuni individui non hanno un’opinione di Atene così favorevole.

In questo dibattito sulla piacevolezza e sulla “bellezza” della città si scontrano da una parte coloro che considerano Atene affascinante a prescindere e dall’altra coloro che sono pronti ad comprovarne minuziosamente le mancanze; tutte e due gli schieramenti, devo ammettere, sono piuttosto agguerriti e le discussioni che seguono, in caso di confronto, altrettanto accese.

Ad esempio, chi esalta solamente le meraviglie di Atene, lo spettacolo inequiparabile dell’Acropoli di sera, la sua atmosfera cittadina unica, i suoi luoghi storici, il suo spingersi sino al mare (quello sarebbe Pireo ma va bene lo stesso) non vede o passa sopra ad alcune brutture architettoniche, alle case tutte uguali, all’immondizia fuori dai cassonetti, al poco verde a disposizione.

D’altro canto i pessimisti e i delusi parlano solo di marciapiedi sconnessi, di degrado, di sporcizia un po’ ovunque, di autobus in ritardo, di inquinamento e tralasciano quanto di meraviglioso rende questa città così particolare, le recenti migliorie apportate in molti settori, la sicurezza moltiplicata, le nuove costruzioni che proiettano Atene in una dimensione più moderna.

Gli entusiasti sottolineano l’incanto di uno dei centri storici europei più belli, i denigratori puntano il dito contro le condizioni inqualificabili di alcune zone della capitale greca. Chi ama Atene adora la sua vitalità ma chi la sottovaluta fa notare come lo sviluppo urbano non abbia avuto delle direttive serie.

Atene è vero, non è una città cresciuta urbanisticamente in modo pianificato e spesso i suoi edifici soprattutto quelli a scopo abitativo, sono il risultato della fretta di qualche decade fa, di stipare tanta gente in poco tempo e in poco spazio. Gli studi approfonditi sui bisogni sociali ed individuali, soprattutto nei quarteri più popolari, sono stati messi da parte per far posto a manovre speculative. Questo ha creato i problemi con cui la capitale odierna si confronta senza sosta.

Inoltre la capitale trascura in parte il decoro urbano, non valorizzando e non sovvenzionando ristrutturazioni alle tante costruzioni d’epoca presenti in centro; in zone turistiche come Psirrì non è raro imbattersi in edifici fatiscenti e in strade con asfalto sconnesso e spazzatura abbandonata ai margini .

A favore di Atene però va decisamente sostenuto quanto la città- secondo l’opinione di molti-sappia donare sensazioni senza paragoni nonostante tutte queste presunte manchevolezze.

L’ inarrivabile fascino di Atene risiede sicuramente in quei luoghi ricchi di cultura ed intensi a tal punto che una visita ad un sito archeologico si tramuta spesso in un vivido salto nel passato. Ogni pietra è impregnata di essenza millenaria e concorre a creare un’atmosfera difficilmente percepibile altrove.

Ma non solo.

A coloro che preferiscono la modernità la capitale non volta le spalle e dà la possibilità di passeggiare in una città in bilico tra Oriente ed Occidente, odorosa di spezie e tenacemente attaccata ai propri valori. La vitalità greca si esprime in un insieme di colori, di sapori, di tradizioni, che lascia letteralmente incantati i visitatori (e non solo). I quali, di buon grado, sono pronti a dimenticare o a minimizzare gli aspetti meno positivi della capitale greca.

Insomma, sono conscia che il mio punto di vista possa essere accusato di poca obiettività però, nonostante cerchi di essere equilibrata quando si parla di Atene non posso non pensare che la città si faccia perdonare ampiamente i suoi difetti. Per me- e credo per molti- Atene è un posto che possiede talmente tanto fascino da non poter nemmeno essere descritto.

Non è la città perfetta, ovvio, ma è una città unica che il passare del tempo ha potuto rendere solo più attraente

 

 

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News da Atene

9+1 cose da fare gratis ad Atene

Sebbene Atene abbia giustamente valorizzato e messo a pagamento quasi tutte le sue attrazioni archeologiche e culturali, in città si può visitare qualcosa di estremamente interessante senza tirar fuori nemmeno un euro. SRDK ha scelto per voi una serie di luoghi assolutamente da vedere il cui ingresso è gratis e in più vi consiglia qualche sito dove cercare eventi e manifestazioni gratuiti.

I suggerimenti valgono tanto per chi visita la città per la prima volta tanto per chi abita stabilmente nella capitale; date un’occhiata all’utile mini- guida alle entrate gratis che Atene offre e sicuramente troverete qualcosa che fa al caso vostro!

 

  • Entrata ai musei e siti archeologici statali:

In alcuni giorni dell’anno l’ingresso ai musei e siti archeologici STATALI è gratis. Questo significa che alcuni musei come quello dell’Acropoli (che è privato) non sono compresi. Le giornate con accesso libero sono:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente/ Musei; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca

Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo

Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale)

In genere i musei privati tengono aperti senza biglietto il 18 maggio per la giornata internazionale dei Musei

Oltre ai siti ad ingresso gratuito alcuni giorni dell’anno ce ne sono altri dove non è necessario pagare il biglietto per ammirare le antichità all’interno. Il sito del Keramikos, ad esempio, si può tranquillamente apprezzare da odòs Ermou da una parte e da odòs Pireos dall’altra. Lo stesso vale per l’Agorà romana e per parte di quella antica. Ben visibile è altrettanto il sito di Zeus Olimpio. Ovviamente entrare nei siti è tutt’altra cosa ma se è non la vostra prima volta ad Atene e non volete acquistare di nuovo il biglietto cumulativo potete decidere benissimo di vederli dall’esterno. Per informazioni dettagliate sui siti e sui biglietti leggete la sezione del blog “Siti e musei” 

  • Fondazione Stavros Niarchos

La fondazione Stavros Niarchos ha recentemente inaugurato il poderoso complesso donato alla cittadinanza greca. La sua splendida posizione, a poca distanza dal mare, il tanto verde e le aree attrezzate ne hanno fatto subito una destinazione urbana tra le preferite degli ateniesi. L’ingresso è gratuito e si può non solo godere del parco esterno ma altrettanto della struttura principale in cui si svolgono mostre e concerti. Per informazioni consultate la pagina http://www.snf.org/en/

  • Accademia di Platone

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Gli scavi del sito

Volete provare la sensazione di aggirarvi negli stessi luoghi dove faceva lezione Platone? Visitando il sito dell’Accademia platonica realizzare questo tuffo nel passato è in qualche modo possibile. L’ingresso al sito è gratuito così come l’ingresso al museo digitale che sorge accanto.

LuogoParco Akadimias Platonos, entrata da odòs Kratilou

Orario entratasempre aperto Biglietto: ingresso gratuito

Museo digitale dell’Akadimia

Luogo: odòs Alkmenos 1 

Orario entrata: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 16 (lunedì chiuso) Biglietto: ingresso gratuito. Se volete saperne di più sull’argomento, leggete questo articolo sull’Accademia di Platone

  • Collina di Filopappou

Se siete dalle parti di Koukaki non potete perdervi la salita alla collina di Filopappou (o delle Muse) da cui potrete godere di una stupenda visuale sulla Acropoli e sul golfo di Saronico. Per raggiungerla arrivando dalla Plaka, avendo come punto di riferimento il Museo dell’Acropoli, proseguite su Dionisiou Areopagitou fino alle indicazioni che vi condurranno al monumento eretto alla memoria del famoso magistrato romano situato sulla cima, passando davanti alla chiesa di Agios Dimitrios e al luogo di prigionia di Socrate.

  • Evzones davanti al Parlamento

Se volete evitare la folla che si accalca nelle ore più tarde, iniziate la giornata godendovi il complicato rituale inscenato dagli Euzones ad ogni cambio d’ora davanti al Parlamento. Tutto il giorno, due guardie sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto e il Parlamento ellenico. Allo scoccare dell’ora, i due soldati danno luogo all’elaborata cerimonia del cambio della guardia con altri due Evzones che arrivano dalla Caserma della Guardia situata dietro al Palazzo del Parlamento. Lo stile di marcia delle guardie è molto particolare e consiste in una marcia normale con intervalli in cui i soldati colpiscono il terreno con il piede destro. Durante il cambio della guardia in Atene gli Evzones effettuano i loro movimenti molto lentamente e in modo altamente coreografico.

Non perdetevi la cerimonia che avviene la domenica all’incirca alle 10.45 , con tanto di sfilata; cercate di arrivare presto perchè soprattutto in estate è molto affollata.

  • Anafiotica

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Anafiotica e i suoi vicoli

 

Oltre a passeggiare tra i vicoli della parte “bassa” ed “alta” della Plaka  è quasi d’obbligo fare visita ad Anafiotica, un piccolo villaggio costruito dagli abitanti di Anafi emigrati dalla loro isola e giunti alle pendici dell’Acropoli. Poichè i costruttori delle casette hanno cercato di ricreare l’atmosfera dei luoghi di cui volevano rievocare i ricordi, passeggiando tra i vicoli di Anafiotica vi sembrerà davvero di trovarvi in un’isola delle Cicladi.

Per arrivare in questo caratteristico agglomerato vi basterà salire da odòs Trassillou, proseguire per odòs Stratonos e poi seguire le indicazioni per Anafiotica.

  • Ethnikòs kipos e Zappio

Proprio accanto al Parlamento il giardino nazionale costituisce un’importante zona verde nel centro più centro di Atene. La sua creazione si deve alla volontà reali greci che li progettarono, come luogo privato, intorno al 1830. Significativa la presenza di piante originarie di diverse parti del mondo in stretta relazione con l’originaria destinazione dei giardini come luogo di ricerca botanica. I giardini sono aperti al pubblico ogni giorno dal sorgere al calare del sole.

A sud rispetto ai giardini nazionali si trova un altro importante edificio, lo Zappio. Si tratta di un edificio costruito come spazio polifunzionale ma che ultimamente ha  una funzione prevalentemente rappresentativa. Il progetto fu finanziato soprattutto dal commerciante greco Evangelos Zappas e prese il nome dal suo mecenate. Lo Zappio venne completato nel 1888 e da allora ha ospitato diverse importanti cerimonie e mostre. Come per il giardino nazionale l’ingresso è gratuito

  • Musei in metropolitana

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I reperti esposti nella stazione di Syntagma

In alcune delle più importanti stazioni della metropolitana sono stati allestiti dei piccoli musei che mettono in mostra i reperti rinvenuti duranti i lavori per la realizzazione delle linee transitanti. Tra le tante, in quella di Monastiraki, oltre alle rovine originarie, vedrete scorrere uno dei pochi fiumi di Atene, l’Eridanòs. L’esempio più rappresentativo però è quello della fermata di Syntagma che espone vasi e ceramiche pregiate. Accanto all’entrata principale della metro, in superficie, potrete ammirare inoltre parte dell’antico sistema dell’acquedotto di Pisistrato.

  • Ksilapothiki

Siete dalle parti del Pireo? Non dovete allora perdervi la mostra ad ingresso gratuito “Stin epifania” che mette a disposizione del pubblico i reperti trovati durante gli scavi dell’ampliamento della linea 3 verso il Pireo. La mostra rimarrà aperta fino al termine di lavori per il prolungamento della metropolitana. Accanto alla Ksilapotiki è possibile ammirare gli scavi dell’antico teatro del Pireo.

Luogo della mostra: Ksilapothiki, Odòs 34 Suntagmatos (entrata da Odòs Pilìs), Pireas

Orari e giorni: Lunedì, Mercoledì, Sabato e Domenica 9.00 -17.00 Giovedì e Venerdì 12.00 -20.00

                          Martedì chiuso

Gli scavi al Pireo vi interessano? Qui trovate l’articolo completo sulla mostra 

  • Siti web per eventi gratuiti

Per concludere la rassegna dei luoghi che si possono visitare gratis ad Atene non potevano mancare due siti web costantemente aggiornati su mostre, rassegne ed eventi completamente gratuiti. Il primo è For Free ed è disponibile in greco ed in inglese: http://www.forfree.gr/en/, il secondo si chiama Culture now èd consultabile però solo in greco http://www.culturenow.gr/

 

 

 

 

 

 

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Tradizioni

Komboloi: non un semplice passatempo!

A tutti quelli che sono venuti almeno una volta in Grecia è capitato sicuramente di vedere uomini di ogni età tenere in mano una specie di “collana” formata da piccole pietre e passarla ritmicamente tra le dita.

Questo elemento così particolare della cultura greca- molti di voi lo sapranno- si chiama komboloi (κομπολόι, plurale κομπολόγια komboloya). Si tratta di una fila di perle passate su una sottile corda le cui estremità vengono legate tra di loro e spesso sormontate da un’altra perla.

Ai più questo oggetto più sembrare solo uno strumento contro la noia, un anti-stress o un metodo per evitare di fumare troppo. Il komboloi ha sicuramente tutte queste funzioni ma è comunque, nel suo complesso, molto di più.

Il komboloi non è semplice passatempo per i greci, ma una filosofia; li accompagna in ogni momento della giornata, nei momenti di gioia e di dolore. E’ un fedele compagno che addolcisce la loro anima, li solleva dallo stress, soffre e festeggia insieme a loro.

Il komboloi è composto da perle di diversi materiali (legno, ceramica, vetro, osso) ed è presente in diverse gradazioni di colori. I komboloya più prestigiosi sono comunque quelli in ambra.

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L’origine del komboloi è tuttora incerta poichè assomiglia a strumenti di preghiera presenti in molte religioni e ciò rende difficile l’attribuzione univoca ad una cultura di provenienza. A differenza di questi però il numero delle pietre del komboloi può variare e le perle possono scorrere lungo il filo che le tiene insieme.

Il komboloi è stato dapprima un simbolo di potere delle alte classi sociali: i signori locali portavano con loro un pesante e prezioso komboloi che terminava con un’estremità di seta da poter accarezzare.

Il trascorrere del tempo lo ha reso però un accessorio ad appannaggio di particolari categorie di uomini che vivevano ai margini della società come i rembetes (musicisti di musica rembetika) e di altri personaggi che una volta si guadagnavano il sospetto se non il disprezzo delle classi più elevate. Tra questi i manghes* (μάγκες), che utilizzavano il rumore prodotto dallo schiocco delle pietre le une sulle altre per annunciare in maniera scenografica la loro presenza.

I manghes elaborarono a questo scopo un loro tipo di komboloi togliendone la parte finale in seta in quanto rendeva più difficoltoso il poter girare e far colpire le pietre fra di loro. Questa variante, più funzionale, è quella tuttora più diffusa in commercio.

Il trascorrere del tempo ha fatto in modo che il komboloi conquistasse tutte le classi sociali divenendo molto popolare ma restando comunque un accessorio prettamente maschile.

Acquistare un komboloi è spesso un piccolo investimento, monetario e sentimentale. Non solo perché si tratta di un oggetto che spesso accompagna il proprietario per molto tempo e in ogni situazione ma perché alcuni di questi oggetti possono arrivare a costare cifre non indifferenti se realizzati a mano e con materiali pregiati.

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I komboloya più elaborati, prodotti artiginalmente con pietre semi-preziose o metalli di valore si trovano in appositi negozi chiamata kombologàdika. Questo tipo di sono diffuse in tutta la Grecia ma la città che detiene il primato della produzione è sicuramente Nafplio dove è possibile visitare addirittura il “Museo del komboloi”.

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*Μάγκες (manghes)= si tratta di personaggi dell’Atene degli anni ’70-80 dell’800 provenienti delle classi sociali più basse e caratterizzati da un’esagerata sicurezza di sè mista a prepotenza. Tipico del mangha era l’aspetto che prevedeva lunghi baffi, scarpe con la punta e immancabile komboloi. Alla cintura portavano spesso piccole armi (non erano rari, tra manghes, episodi di violenza). Sono figure molto colorite e hanno lasciato comunque un segno nella cultura greca moderna.

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Trasferirsi in Grecia

Trasferirsi in Grecia

Sono sempre di più le persone che manifestano il desiderio di trasferirsi, per i motivi più disparati, in Grecia. Alcune spinti dalla necessità di cercare lavoro, altre in cerca di un’esperienza all’estero, altre per seguire l’altra metà della coppia che, o è greco/a, o che deve spostarsi per motivi lavorativi.  SRDK ha elaborato qui di seguito alcuni consigli per chi vuole approdare in terra greca sperando che possano essere utili nel rendere più facile il trasferimento.

I punti su cui si concetra questo post sono:

  • Perchè trasferirsi?
  • Che lavoro fare?
  • Dove e come prendere casa?
  • Quanto costa vivere in Grecia?
  • Informazioni pratiche sulla vita ad Atene e in Grecia
  • Contatti con la comunità italiana

 

1) Perchè trasferirsi ad Atene o in Grecia?

Hai già un lavoro o vieni qui per cercarlo? Ti muovono motivi di altro genere (affettivi, ad esempio)?

La prima domanda da porsi è quella legata a come sopravvivere una volta qui. Fondamentale la differenza tra chi parte dall’Italia con un contratto in tasca, assunto da aziende locali e chi viene qui sperando di trovarlo, un lavoro.

Per coloro che arrivano o hanno in progetto di trasferirsi  in Grecia perchè vogliono o sono nella condizione di dover seguire qualcuno (un marito o una moglie, un/a compagno/a, un familiare) la situazione potrebbe essere comunque complicata, se non affettivamente (perchè si ha qualcuno a cui far riferimento), forse lavorativamente perchè in alcuni casi ci si deve mettere a cercare un impiego nel nuovo Paese.

A qualsiasi categoria apparteniate  il consiglio è quello di  di interrogarvi sulle vostre capacità/potenzialità prima di intraprendere un viaggio verso la Grecia che vi garantirà il successo solo se saprete muovervi in modo intelligente.

La situazione lavorativa in Grecia non è delle più positive, la disoccupazione è alta (attorno al 24%) per tutte le fasce d’età e colpisce molti settori; il mercato si apre nel settore turistico solo per la stagione che in parecchi posti va da maggio a settembre.

Per approfondire l’argomento provate a leggere l’articolo sul lavoro in Grecia presente nella sezione del blog dedicata.

In una realtà come questa sicuramente chi parte avendo già un contratto è avvantaggiato rispetto a chi si affida ad una ricerca in loco. Trovare lavoro in Grecia comunque non è impossibile ma bisogna:

-sapere bene cosa si cerca (non partire pensando “ogni lavoro va bene”, meglio fare il proprio e farlo bene- la concorrenza è molto alta sopratutto in alcuni settori).

-valorizzare ed ampliare le proprie competenze (sapere le lingue è fondamentale, conoscere il greco vi darà una marcia in più).

-utilizzare i propri contatti, se si hanno (qualche amico greco o italiano può informarvi di un’occasione di lavoro).

Fatta una panoramica sulla situazione generale vediamo in dettaglio come muoversi quindi se si vuole o si è spinti a cercare lavoro e alloggio ad Atene o in Grecia.

 

2) Che lavoro fare ad Atene o in Grecia?

Possibilità e ricerca del lavoro ad Atene (e nel resto della Grecia)

Presumiamo che i più tra quelli che si vogliono/devono spostare verso la Grecia abbia necessità di un impiego per mantenersi; il punto cardine è proprio quello di cercare e, se possibile, trovare un lavoro in linea con le proprie aspettative e le proprie capacità e che possibilmente soddisfi i requisiti retributivi minimi per una sussistenza dignitosa.

In questa sezione, ovviamente non ci rivolgiamo a chi parte già con una proposta di lavoro in mano ma a chi si affaccia per la prima volta al mercato del lavoro greco.

Se decidete di puntare su Atene seguendo il ragionamento che la capitale offre possibilità più ampie di lavoro o perchè semplicemente non avete competenze nel settore turistico necessarie per rivolgersi verso le isole una buona soluzione è quella di indagare attraverso i siti di recruitment internazionale la ricerca, ad esempio, di personale madrelingua italiano con buona conoscenza dell’inglese o di altre lingue straniere. Questa è un’ottima opportunità per chi non parla (o parla poco) il greco in quanto la lingua di comunicazione all’interno delle aziende a respiro internazionale è l’inglese. Gli impieghi di questo genere sono di norma lavori d’ufficio e richiedono un minimo di destrezza con gli strumenti informatici.

Purtroppo, con l’affacciarsi nel turismo di altri mercati più appetibili come quelli asiatici, è tramontata moda dell’italiano come lingua straniera spendibile nel turismo. A chi comunque volesse venire ad insegnare la nostra lingua qui è spesso richiesto dalle scuole, oltre alle certificazioni dello stato italiano per l’insegnamento della lingua a stranieri, un attestato di abilitazione rilasciato dal Ministero dell’istruzione greca. Inoltre, una caratteristica fondamentale richiesta dai datori di lavori ai madrelingua è in ogni caso di conoscere il greco a livello quanto meno elementare.

Le retribuzioni  variano in genere tra gli 800/900 € netti per i lavori d’ufficio generici e i 1500 € che si possono percepire per lavori altamente specializzati. Se la prima cifra vi sembra bassa in relazione agli stipendi italiani calcolate che in Grecia si arrivano a prendere in alcuni settori, come quello della ristorazione e del commercio, al massimo 500 € al mese (se non si hanno maturato anni di servizio).

Se decidete di orientarvi sulle isole o su un’altra parte della Grecia al di fuori della capitale tenete presente che in primavera gli annunci per cercare il personale da impiegare nella stagione turistica si moltiplicano; se ne trovano in inglese ed in italiano ma la maggior parte sono in greco. Ovviamente più lingue straniere sapete, più alta è la possibilità di trovare lavoro. Non sottovalutate comunque l’importanza della lingua locale, in questo caso. Pochi sono i ristoranti e le attività ricettive medio/piccole (che però sono una realtà numerosa) che assumono chi non parla minimamente greco (il gestore e i colleghi di una taverna su un’isola semi-sperduta difficilmente vi faranno il piacere di parlare tutto il tempo in inglese). Che parliate greco o no, vi servirà sfruttare i vostri contatti sul posto, se li avete. Alcuni impieghi, infatti, non vengono largamente pubblicizzati con annunci sui giornali; quindi o arrivate sul posto e chiedete se c’è disponibilità nel settore in cui lavoravate in Italia o vi affidate a qualche amico/conoscente che vi faccia sapere di un possibile impiego e che magari vi presenti. In questo caso le relazioni pubbliche sono, infatti, indispensabili e avere una buona presentazione da parte di qualcuno in una società talvolta più chiusa di quella della capitale è più importante che ad Atene.

Isole dove la lingua italiana è ricercata sono quelle ioniche (Korfù, Zante, etc…), quelle del Dodecanneso (Rodi, Kastellorizo, etc…) e le più frequentate tra le Cicladi (Mykonos, Milos, Paros, etc…) un po’ per la forte presenza di connazionali in vacanza, un po’ per ragioni storico-linguistiche.

Le retribuzioni per chi lavora nella stagione turistica sono più elevate che per altri impieghi e possono variare dai 900 ai 1300 € a seconda del tipo di mansione. Rispetto ad un impegno lavorativo in ufficio però spesso si lavora di più e più duramenete durante la giornata e i riposi settimanali sono di meno (uno alla settimana o in alcuni casi e solo per brevi periodi di tempo, nessuno). La competizione è alta poichè per questo genere di mansioni si candida personale da tutta Europa (per il lavoro di receptionist si propongono madrelingua addirittura da America ed Australia). Viste le condizioni di lavoro, talvolta altamente stressanti, per riuscire al meglio è pertanto necessario possedere una buona resistenza alla fatica e una grande dose di flessibilità.

Link utili alla ricerca del lavoro, divisi per settore, li trovate in questo post che parla di come e dove trovare lavoro in Grecia

 

3) Dove e come prendere casa?

Ricerca dell’alloggio ad Atene (e nel resto della Grecia)

Immaginiamo ora che abbiate superato l’ostacolo più grande e che siate riusciti ad ottenere il tanto agognato lavoro che vi permetterà di trasferirvi in Grecia o che abbiate deciso di venirlo a cercare sul posto. Il prossimo passo è sicuramente quello di trovare un alloggo per la vostra permanenza sul suolo ellenico. Magari fate parte di quella fortunata e ristretta cerchia di impiegati a cui la società datrice di lavoro offre la consulenza gratuita (o quasi) di agenzie immobiliari che si occupano di alloggiare i nuovi dipendenti in appartamenti non lontani dal luogo di lavoro e quindi potete saltare questa parte (o leggerla per valutare le alternative).

Per tutti gli altri le possibilità sono le singole agenzie immobiliari sparse sul territorio (non dovreste avere problemi se parlate inglese) oppure gli annunci su giornali specializzati e su siti Internet. Ovviamente la stragrande maggioranza degli annunci è in greco ma non fatevi intimorire; con i proprietari potete parlare quasi sempre in inglese.

Tenete presente che se intendete fermarvi per un periodo di tempo abbastanza lungo per la stipula del contratto vi sarà richiesto l’AFM (codice fiscale), che generalmente viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate greca quando vengono avviate dal datore di lavoro le pratiche inerenti al contratto d’impiego.

Vi suggeriamo inoltre alcune zone in cui sarebbe meglio evitare di soggiornare ad Atene, anche se da quelle parti troverete hotel e appartamenti in affitto a tariffe stracciate:

Omonia e viale Patission (28 ottobre): la zona adiacente piazza Omonia e il lunghissimo viale Patission (ufficialmente 28 ottobre) non è tra le più piacevoli da vivere soprattutto di sera. I pericoli reali sono pochi e inferiori a quelli che si affronterebbero nella maggior parte delle metropoli europee ma molti ateniesi stessi eviterebbero di passeggiarci dopo una certa ora.

Metaxourgheio: stesso discorso per la zona adiacente alla fermata della metropolitana di Metaxourgheio; la sera meglio evitare ma se proprio trovate un’offerta irrinunciabile è consigliabile muoversi in taxi o scegliere una sistemazione a pochissima distanza dalla fermata della metro in modo da non dover percorrere troppa strada a piedi, soprattutto se è la prima volta che vi recate in questo quartiere e non conoscete le strade.

Exarchia: si tratta di una zona molto popolare e in alcuni punti davvero fatiscente, che si infiamma durante le manifestazioni politiche e dove non sono infrequenti gli scontri con le forze dell’ordine. Assolutamente sconsigliata se avete una macchina in quanto trovare parcheggio è davvero un’impresa. Exarchia è comunque una zona affascinante sotto certi lati ma riservatela magari per qualche visita serale ai locali.

Tra i giornali su cui potete fare affidamento per la ricerca del vostro appartamento segnaliamo Chrisì Efcherìa (Χρυσή Ευκαιρία) in vendita in quasi tutti i peripteri (delle specie di edicole) delle principale città.

Tra i siti Internet che vi proponiamo per le permanenze medio-lunghe:

http://www.xe.gr/property/enoikiaseis%7Ckatoikies.html, il sito web di Chrisì Efcherìa

http://www.spitogatos.gr/gr/homepage

http://www.expatriates.com/classifieds/greece/housingavailable/

Per permanze più brevi (alloggi convenienti fino a 3 mesi):

https://www.airbnb.it/

Sebbene su questi siti possiate trovare alloggi più o meno sparsi in tutta la Grecia consultare i siti Internet vi sarà d’aiuto soprattutto nelle realtà cittadine medio-grandi. Se la vostra destinazione è un’isola potrete cercare direttamente sul posto soprattutto se non arrivate a stagione già iniziata; in questo modo sarà più facile trovare un alloggio che vi soddisfi e riuscire ad ottenere un prezzo più basso se vi fermate per alcuni mesi.

 

4) Quanto costa vivere ad Atene e in Grecia?

Costo della vita ad Atene ed in Grecia

Riteniamo utile fare riferimento al parametro “costo della vita” perchè pensiamo che, in generale, sia uno di quelli in grado di far propendere o meno per un dislocamento a breve o lungo periodo oltre confine. Come valutare, però, trovandosi all’estero se la retribuzione che si andrà a prendere sarà sufficiente per mantenere una quotidianità dignitosa e magari mettere da parte qualcosa ogni mese?

Non si può nascondere che molto dipende dalle abitudini e dalle necessità di ciascuno. Per alcuni gli 800/900 €, a cui facevamo riferimento prima per un impiego nella capitale, possono quasi comodamente (con qualche rinuncia) bastare; per altri possono essere non essere sufficienti se hanno in mente di vivere Atene “alla grande” non facendosi sfuggire nemmeno una festa o un’uscita fuori.

Iniziamo con lo sfatare un mito; il costo della vita in Grecia non è più così basso come poteva esserlo anni fa. Non parliamo dei prezzi particati nel settore turistico; trovare un alloggio conveniente d’estate (soprattutto in relazione all’Italia), andare a mangiare durante la vacanza fuori spendendo poco, divertirsi su qualche isola non dilapidando una fortuna è tuttora possibile.

Ma a chi viene qui per lavorare o per iniziare un nuovo percorso di vita interessa certamente di più l’immediata quotidianità ovvero il prezzo mensile di un affitto, il costo della spesa al supermercato, quanti soldi pagherà per le bollette e per la benzina, etc…

Senza voler o poter stilare una lista precisa dei costi di ogni singola uscita possiamo però dividere le spese tra quelle che sono in media più care rispetto all’Italia e quelle per le quali la Grecia risulta un Paese più economico.

Settori più costosi:

  • E’ decisamente più caro andare a fare la spesa al supermercato, ad esempio. Sembrerà assurdo in relazione agli stipendi medi greci ma è così e c’è una spiegazione. Innanzitutto perchè molti dei prodotti sono importati e in secondo luogo perchè l’Iva applicata sulle merci è più alta che in Italia (circa il 23%).
  • Sono mediamente care le bollette dell’elettricità in quanto, ad esempio, per cucinare non si usano fornelli gas ma delle piastre riscaldate, appunto, elettricamente; inoltre l’acqua per uso domestico viene scaldata ugualmente con l’elettricità e nei mesi invernali in molte case ci si scalda con aerotermi perchè, a causa della crisi, in molte abitazioni si preferisce non accendere il riscaldamento. Inoltre nella bolletta dell’elettricità vengono inserire molte altre voci come il canone Tv, la tassa sui rifiuti, quella comunale, etc…

Settori più economici:

  • Si risparmia, invece, sull’affitto e sull’acquisto dell’abitazione. I prezzi negli ultimi anni, a causa della crisi, sono molto calati e per l’affitto di un bilocale in una zona discreta si pagano sui 200 € senza mobili e 350 € per l’arredato.
  • Tuttora è abbastanza conveniente mangiare fuori; in una taverna o in mezedopoleio (dove in teoriasi servono delle porzioni più ristrette) si possono spendere tra i 15 e i 20 € a testa per un pranzo più che soddisfacente. Ovviamente esistono locali più cari, come quelli dove si serve una cucina più elaborata o quelli dove si mangia quasi esclusivamente pesce e dove si possono lasciare tranquillamente dai 30 o 60 € a testa.
  • I trasporti pubblici hanno un abbonamento mensile che permette spostamenti illimitati in tutta la “grande Atene” (quindi su una superficie territoriale davvero vasta) del costo di 30 €. Il biglietto singolo costa 1,40 € e ha una validità di 90 minuti.

 

Settori neutri:

  • Il bere è un capitolo a parte; il costo dell’espresso o del cappuccino è a livelli italiani se preso e portato via nel bicchiere di carta. Se invece ci si vuole concedere una pausa “alla greca” e adagiarsi in qualche kafeteria a chiacchierare con gli amici si può stare per ore seduti senza che i camerieri inizino a guardare storto ma sappiate che pagherete, a seconda del locale e dell’ubicazione dai 3,50 ai 5 € in media per un cappuccino.
  • Trovete più o meno gli stessi prezzi italiani nell’abbigliamento e nella cosmetica soprattutto nelle catene che hanno negozi in tutta Europa. Attenzione però ai profumi, in media più cari del 10% perchè di importazione.
  • La benzina non è più conveniente come una volta e la differenza con i prezzi italiani a volte è solo di qualche centesimo mentre il diesel mantiene tuttora una certa concorrenzialità. Il prezzo per un litro di carburante è comunque inferiore ad Atene e tende ad aumentare man mano che ci si allontana dalla capitale.

La breve rassegna proposta, sebbene non esaustiva, vi aiuterà forse a valutare meglio una proposta di lavoro o il progetto di trasferirvi a medio e lungo termine in Grecia.

Ma con gli stipendi medi delle aziende greche è possibile mantenersi visto che la cifra è inferiore, in relazione a quella italiana, di qualche centinaio di euro  (un lavoro di 8 ore retribuito meno di 1000 €)? La risposta è sì, a patto che si mettano in pratica alcuni accorgimenti come, ad esempio, condividere un appartamento, scegliere attentamente a quale supermercato rifornirsi scegliendo per la spesa prodotti greci, limitare le uscite del divertimento al fine-settimana.

 

5) Informazioni utili per vivere ad Atene e in Grecia:

Questa parte non ha sicuramente la pretesa di essere esaustiva nel trattare tutti i temi che potrebbero interessare chi si voglia trasferire in Grecia. Qui sotto sono raccolte comunque alcuni informazioni  indispensabili a chi si voglia trasferire in Grecia. Il consiglio, in caso di dubbio, è quello di rivolgersi alle autorità competenti in Italia e in Grecia (alcuni servizi sono disponibili via mail).

Dichiarazione di residenza in Grecia

Chi desidera fermarsi in Grecia per un periodo superiore ai 3 mesi DEVE registrarsi presso le autorità locali per ottenere un certificato di residenza della durata di 6 mesi rinnovabile fino a 5 anni.

Per ottenere il certificato è necessario presentare:

– modulo di richiesta

– fotocopia di un documento di identità valido

– una fotocopia del contratto di locazione o di una bolletta (per la fornitura di acqua, gas etc…) a proprio nome o una dichirazione dei redditi. In caso non si possegga nulla di tutto questo perchè si è ospititati da qualcuno è necessario presentare una dichiarazione firmata dalla persona che ospita.

– una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro (per i liberi professionisti documentazione di apertura partita IVA) o un documento che provi la possibilità di mezzi di sussistenza.

Dopo 5 anni di soggiorno in un altro Paese dell’Unione Europea un cittadino di un Paese membro acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente, non obbligatorio, ma utile per l’adempimento di formalità amministrative o nei rapporti con le autorità competenti.

Per ottenere un documento che certifica il diritto al soggiorno permanente in un Paese, si deve poter provare di avervi vissuto legalmente per almeno 5 anni.

Per informazioni l’autorità competentente è :

Ufficio Stranieri  ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΑΛΛΟΔΑΠΩΝ ΑΤΤΙΚΗΣ
Odos Petrou Ralli 24, Atene

Iscrizione AIRE:

A chi volesse trasferirsi in Grecia, passati i 12 mesi di residenza nel Paese è richiesta l’iscrizione all’AIRE, l’anagrafe degli Italiani residenti all’estero.
L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti. Tra i più importanti:

 

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E)

Devono iscriversi all’A.I.R.E.:

  • i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Se però siete lavoratori stagionali o prevedete di fermarvi in Grecia per un periodo di tempo inferiore ad un anno NON siete tenuti ad iscrivervi all’AIRE.

Per ogni ulteriore informazione circa la normativa e le procedure di iscrizione all’AIRE vi rimandiamo comunque al sito della cancelleria consolare di Atene.

http://www.ambatene.esteri.it/Ambasciata_Atene/Menu/Ambasciata/La_rete_consolare/

 

IMPORTANTE: l’iscrizione AIRE non ha nulla a che vedere con la dichiarazione di residenza in Grecia (che va fatta presso le autorità greche) o la fiscalità greca ed è una pratica che interessa solo lo stato di provenienza.

 

Assistenza sanitaria in Grecia:

Se avete in mente di trasferirvi in Grecia per lavorare come dipendenti sappiate che l’assistenza sanitaria gratuita viene erogata dopo 50 giornate di contribuiti versati regolarmente all’ente di previdenziale IKA.

http://www.dikaiologitika.gr/eidhseis/asfalish/96203/ika-me-50-ensima-i-theorisi-vivliariou-ygeias

Nel periodo di tempo necessario per racimolare i contribuiti sarete comunque coperti dall’assistenza prevista dagli accordi europei tra gli stati membri. Per ulteriori informazioni consultate il link:

http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari/assistenzacittadiniestero/assistenza_sanitaria.html

Se invece volete aprire una vostra attività in Grecia o lavorare come libero professionista il discorso è un po’ diverso.

Gli autonomi fanno riferimento, infatti, ad un altro ente i requisiti sono più complicati. La copertura assistenziale di questo tipo di lavoratori è oggetto ultimamente di contrattazione tra governo e rappresentati degli autonomi. Vi consigliamo pertanto di tenervi aggiornati consultando un commercialista o seguendo il sito:

http://www.oaee.gr/index.asp

 

Mezzi pubblici ad Atene:

Vedi l’articolo correlato  

Circolare con il proprio veicolo in Grecia:

Per chi volesse portare la propria auto in Grecia vi ricordiamo che è possibile circolare con la targa italiana per un periodo non superiore ai 6 mesi ogni 12 (anche non consecutivi), dopodiché è necessario esportare il veicolo per altri 6 mesi prima di poter tornare a circolare in Grecia. La polizia stradale non effettua verifiche sul periodo di circolazione in Grecia con targhe straniere, ma sono lo SDOE (l’equivalente greco della Guardia di Finanza) e il personale della Dogana a effettuarli e ricordate che siete sempre tenuti a poter documentare la data di effettiva entrata del veicolo sul territorio ellenico (con il biglietto del traghetto per esempio). Le multe comminate a chi oltrepassa il periodo della cosiddetta “importazione temporanea” sono molto salate e se non siete in grado di pagarle vi verrà confiscato il veicolo per poi essere messo all’asta. I controlli possono non essere molto rigidi nella zona di Atene (il personale doganale ha precise zone di giurisdizione) ma vanno via via a intensificarsi nelle zone più turistiche. Vi ricordiamo inoltre che solamente il proprietario dell’autoveicolo oppure i suoi parenti più prossimi (genitori, figli, coniuge) sono autorizzati a condurlo con targa straniera.

Nel caso vi fermiate in Grecia stabilmente oppure prendiate la residenza nella Repubblica Ellenica (i cittadini residenti in Grecia non possono condurre autoveicoli immatricolati all’estero tranne alcuni casi eccezionali) dovrete immatricolare il veicolo presso le autorità greche. La procedura è parecchio laboriosa e vi sarà necessario rivolgervi a un’agenzia di pratiche automobilistiche per sbrigare le pratiche. Ci sarà da pagare la cosiddetta tassa di immatricolazione che varia in base al valore del veicolo e al suo chilometraggio, ma i calcoli sono complicati e solamente rivolgervi alla Dogana vi schiarirà le idee su quanto dovrete sborsare. Per maggiori informazioni potete il consultare il sito della Dogana:

https://portal.gsis.gr/portal/page/portal/ICISnet/authority

 

Spostarsi in Grecia col trasporto pubblico:

Se non possedete un veicolo privato avete comunque diverse possibilità per girare la Grecia in lungo e in largo.

La rete ferroviaria non è, in realtà, molto sviluppata (tranne che per la tratta Atene-Salonicco e per pochissime altre) ma a compensare il disagio è presente, invece, un buon collegamento tra le varie città garantito ovunque dagli autobus “KTEL”. Ogni regione e ogni provincia ha una propria unità KTEL che serve le zone limitrofe e che, a volte, garantisce un collegamento diretto con la capitale. Nelle isole troverete ugualmente un servizio KTEL efficiente nei mesi estivi. Putroppo, non trattandosi di un’unica organizzazione, ogni KTEL ha i propri uffici e il proprio sito a cui fare riferimento e quindi vi toccherà informarvi presso la circoscrizione di riferimento.

Ad Atene la più grande delle due stazioni KTEL e da cui partono giornalmente autobus per tutta la Grecia si trova su Leoforos Kifissou (l’altra è su odòs Liossion e collega alcune località del nord della Grecia con la capitale). Da qui partono corse per Patrasso, Nafplio, Sparta, Salonicco nonchè per alcuni siti archeologici come Micene e Nemea. La stazione è raggiungibile con l’autobus 051 da Plateia Omonia e con l’autobus X93 dall’aeroporto E. Venizelou. Per informazioni:

http://www.athenstransport.com/2012/11/ktel/

 

6) Contatti con la comunità italiana

Come e dove ritrovarsi tra italiani

Può darsi che, se vi siete trasferiti dall’Italia ed è la vostra prima volta all’estero o in Grecia, all’inizio vi sentiate un po’ spaesati e cerchiate altri italiani per parlare, discutere, chiedere consigli ed informazioni.

Magari non siete così fortunati da avere colleghi italiani o un partner che proviene dal vostro stesso Paese e ogni tanto vi farebbe piacere, pur essendo completamente integrati, scambiare qualche chiacchiera con i compatrioti.

La comunità italiana ad Atene e in Grecia è tra le più numerose tra quelle europee ed alcuni dei suoi membri vivono qui da anni, sono sposati con greci o greche, conoscono benissimo la lingua e la cultura del posto. Pur non strutturalmente organizzata con una sede e un presidente, la comunità, talvolta su iniziativa personale di qualche singolo, organizza e prende parte ad eventi in tutta la Grecia.

 

  • Se siete ad Atene e volete passare una serata tra italiani (e greci che parlano italiano) SRDK organizza mensilmente un aperitivo dalle parti del centro.

Per informarsi sul quando e sul dove consultate la pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Sulle-rive-del-Kifissos-1592498104343764/?fref=ts

Inoltre, per tenersi in contatto con la comunità italiana ad Atene e in Grecia, chiedere informazioni ed ottenere risposta su diverse tematiche che riguardano la permanza nel Paese o  semplicemente rimanere aggiornati sugli eventi organizzati dalla comunità è utile seguire le pagine Facebook:

  • Vivere e lavorare in Grecia, punto di incontro tra chi vive in Grecia e chi vorrebbe farlo:

https://www.facebook.com/groups/960422124026150/

  • Donne e mamme in Grecia, gruppo aperto ad italiane ed greche per scambiarsi pareri ed opinioni su molti argomenti (gli uomini che si vogliono iscrivere sono comunque ben accetti):

https://www.facebook.com/groups/DonnEmammeInGrecia/?fref=ts

 

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Pensieri ateniesi

Atene, la città che i greci stranamente non amano

Abitando in Grecia mi è sempre apparso strano che, pur elogiandola per la sua indiscussa importanza culturale e storica, i greci non apprezzino Atene quando dovrebbero. Non è raro sentire qualcuno di loro parlarne con tono tutt’altro che entusiasta criticandone a volte il caos snervante, l’architettura approssimativa, il degrado crescente, i rapporti umani deteriorati. In questo non c’è differenza tra i greci che abitano altrove (a Salonicco ad esempio sono molto poco generosi verso la capitale) e chi invece qui ci vive.

Un motivo però c’è: tantissimi degli abitanti della capitale non sono originari di Atene ma provengono da altre città o villaggi, spesso da qualche isola. Nonostante vivano magari qui da anni non solo non percepiscono Atene come la “loro” città ma motivano il trasferimento più che altro come una necessità irrinunciabile dovuta agli studi o al lavoro. E’ impressionante vedere come solo le persone più giovani- magari studenti giunti qui da altre località- per cui Atene significa evasione, divertimento e realizzazione delle proprie ambizioni abbiano una buona considerazione della metropoli. Spesso però non succede nemmeno questo e moltissimi giovani non aspettano altro che terminare gli studi per sperare in un’occupazione nella loro terra d’origine. Lo stesso accade a chi ha un impiego e agogna il ritorno al proprio villaggio o alla propria isola una volta smesso di lavorare.

Ovviamente si può capirli: la Grecia è così bella nelle sue città di provincia, nei suoi villaggi e nelle sue isole che i grigi quartieri di Atene, costruiti in fretta e furia senza molta attenzione alle necessità degli abitanti appaiono a molti davvero traumatici. Inoltre c’è da tenere presente quanto la recente crisi economica abbia modificato le condizioni di vita, rendendo difficile arrivare alla fine del mese e privando spesso le persone di quegli incentivi che facevano apparire Atene come un miraggio di benessere e di stabilità economica.

Sicuramente la metropoli non è estranea ai problemi che ogni altra grande città affronta; avevo già parlato però del pericoloso degrado che avvolge il centro e che rende la situazione ateniese abbastanza particolare e difficoltosa. Atene è inoltre una città immensa, cresciuta in fretta, a tratti occludente per la mancanza di spazi collettivi e di luoghi verdi. Non stupisce che in occasione dei weekend, della Pasqua e di vacanze più o meno lunghe la capitale si svuoti. Gli ateniesi alla prima occasione evadono letteralmente e cercano nei loro luoghi di origine quella calma, quel rapporto con la natura, quella profondità umana che la tentacolare Atene non può dare.

Un tempo la città era più curata, Atene splendeva delle sue tante attrazioni, le relazioni tra individui erano più facili e durature. Ora, la metropoli con i suoi ritmi frenetici garantisce solo un anonimato pesante che si diluisce spesso in una quotidianità irta di ostacoli.

Forse per instillare un po’ di amore in più nei greci verso la loro gloriosa capitale bisognerebbere che le condizioni tornino quelle di un po’ anni fa; retribuzioni decenti, trasformazioni urbane e sociali importanti che rendano chi abita qui fiero della sua scelta. Ci vorrà sicuramente tempo ma sono fiduciosa che arriverà un momento in cui apprezzaranno Atene per il suo indiscusso fascino non solo i turisti e i filellenici che la visitano ma soprattutto i tanti greci- ateniesi d’adozione- che la abitano e che in fondo, della loro Atene, difficilmente potrebbero fare a meno.

 

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News da Atene

Cosa comprare ad Atene: proposte inusuali, economiche e made in Greece

Se pensate che tornare da Atene con dei regali- per voi stessi o per gli amici- di buon gusto, economici e non banali si profili come un’impresa ardua…non vi resta che ricredervi. SRDK  è qui per consigliarvi dove andare a curiosare per trovare quello che renderà i vostri ricordi ateniesi davvero memorabili.

Non ne potete più dei soliti oggetti inutili con la scritta Greece in bella mostra? In questo post trovate consigli pratici su come evitarli (e dirigervi verso altro). Avete tanti regalini da fare ma il vostro budget è limitato? Niente problema! Per fortuna partire dalla Grecia senza lasciare qualcuno privo di souvenir è più che possibile.

SRDK ha preparato per voi una serie di suggerimenti- divisi in macro-settori- dai quali potete attingere se non sapete su cosa orientarvi; ovviamente le dritte propongono tutti prodotti rigorosamente made in Greece!

 

  • Per chi vuole prendersi cura di sé “alla greca”:

Avete mai pensato di sostenere l’economia greca comprando dei prodotti per la cura della persona? Ultimamente molte aziende elleniche stanno intelligentemente mettendo sul mercato delle serie realizzate a partire da ingredienti naturali, mediterranei e spesso coltivati da micro-coltivatori; per rassicurare poi i clienti più esigenti va sottolineato che molti di questi prodotti sono inoltre eco-biologici. Spettacolare, ad esempio, il sapone nero di Santorini o i vari bagnoschiuma che avvolgono con note agrumate o speziate e che ricordano i tramonti d’estate sul qualche isola.

Dove: trovate un’ampia varietà di questi prodotti nello spazio dedicato di alcuni grandi catene specializzate come ad esempio Attica, su Panepistimiou 9

 

  • Per gli amanti della lettura:

Se siete tipi impegnati culturalmente e non volete lasciare la capitale greca senza un ricordo adeguato provate a cercare in quale negozio ben fornito del centro. Un libro di foto artistiche di Atene o su qualche altro soggetto greco potrebbe fare al caso vostro. Ovviamente se volete cimentarvi con il greco e leggere qualche autore in lingua originale- magari uno dei giallisti di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa- qui andrete a colpo sicuro.

Dove: Tra i tanti negozi del centro il  più comodo e fornito è sicuramente il Public di Plateia Syntagma

 

  • Per chi vuole la Grecia sempre a portata di mano:

Un modo per passare un anno all’insegna della Grecia è senza dubbio prendere un calendario con delle evocative immagini di questo meraviglioso Paese. Sicuremente troverete una buona scelta di tematiche e di dimensioni che soddisferanno i gusti di tutti.

Dove: al Public di Plateia Syntagma avrete solo l’imbarazzo della scelta.

 

  • Per chi studia greco:

Un regalo utilissimo e- sicuramente molto apprezzato- da chi si cimenta con il greco è un testo di lingua; la varietà di titoli è ampia e ci sono davvero tante proposte che all’estero si trovano con difficoltà. Molte delle ultime uscite sono piacevoli da consultare, ricche di dialoghi utili e di pagine colorate.

Dove: i negozi più forniti per i libri di testo sono Ianos su odòs Stadiou 24 e al Polyglotstore su odòs Akadimias 84

Se invece volete qualcosa di più leggero perchè non provate a migliorare il vostro greco con gli irresistibili fumetti di Arkàs? Le opere di questo conosciutissimo umorista e abile disegnatore, hanno spesso come protagonisti degli irriverenti animali. Divertimento assicurato!

Dove: trovate un’ampia collezione di fumetti di Arkàs al Public di Plateia Syntagma

 

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ethnos.gr

  • Per gli amanti della masticha:

Se siete degli estimatori del liquore originario di Chios non potete assolutamente perdervi l’occasione di visitare un Masticha shop. Qui potrete trovare una vastissima scelta di bottiglie di distillato resinato accanto a molti prodotti per la bellezza e per il corpo realizzati proprio con questo profumato ingrediente.

Dove: ad Atene centro visitate il Mastiha shop di Panepistimi

  • Per chi preferisce qualcosa di più “sostanzioso”:

Entrate in un supermercato ben fornito e fate scorta di prodotti greci non deperibili. Le alternative sono tante e vanno dal miele al tachini, dalla frutta secca (pistacchio di Egina, ad esempio) al chalvàs, dalle marmellate realizzate con frutta locale ai dolci al cucchiaio (glukà koutalioù). La confezione avrà meno orpelli ma potete stare certi, in questo caso, che sono gli stessi prodotti che mangiano i greci!

 

 

Per ovvi motivi non ho citato marche particolari nel post. Se desiderate informazioni più approfondite circa qualche prodotto o qualche consiglio presente nel post, potete scrivermi un messaggio alla pagina Facebook di SRDK oppure mandare la vostra richiesta ad info@sullerivedelkifissos.it

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Cultura e foto, Siti archeologici

Accademia di Platone: connubio perfetto di passato e futuro

Se siete ad Atene e volete visitare uno dei siti archeologici più significativi senza dovervi spostare di molto, provate a programmare un giro all’Accademia di Platone, in zona Metaxourghio.

L’Accademia (in greco, Akadimìa) fu fondata da Platone attorno al 387 a.C accanto a quello che una volta era un piccolo bosco al di fuori della città di Atene. La zona, che diede il nome alla scuola si chiamava Akadimìa, dall’eroe greco Akàdimo; il luogo era sacro per la presenza di alberi di ulivo, simbolo della dea Atena, protettrice della città.

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Il parco dell’Accademia platonica nel tessuto urbano di Atene (Google)

L’Accademia, pur essendo di fatto un’istituzione religiosa votata al culto di Apollo e delle Muse, era- al pari della scuola di Aristotele – un luogo di istruzione per i giovani dei ceti elevati, greci e stranieri.

Alcuni tentativi per individuare la posizione precisia dell’Akadimìa erano stati già fatti all’inizio del secolo scorso ma senza successo. Bisognerà aspettare fino al 1930 perchè si riesca a trovarne l’esatta collocazione e a portare in superficie gran parte del sito archeologico che si può vedere ai giorni nostri.

Attualmente, della scuola di Platone sono visitabili poche ma emblematiche rovine nell’odierna zona di Metaxoughio- Kolonò, su odòs Kratilou. Si possono scorgere le fondamenta del ginnasio- dove i giovani si allenavano nelle discipline fisiche-, del cortile e di diversi altri edifici facenti parte del complesso.

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Le antiche pietre dell’Accademia (Srdk)

Accanto al sito archeologico, è sorto un interessante museo la cui  caratteristica principale è quello di essere quasi interamente virtuale. Attraverso le ricostruzioni al computer si può “passeggiare” nell’antica Accademia, conoscere i fondamenti della dottrina di Platone e capire quale influenza il suo pensiero abbia avuto per le filosofie successive. Il tutto spiegato in maniera semplice e talvolta ludica.

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Il museo digitale (Srdk)

Data la sua particolarità, il museo vale davvero una visita; noi vi consigliamo di passare prima ad ammirare i ritrovamenti archeologici situati nell’adiacente parco per meglio comprendere l’esposizione digitale. 

Una visita a questo sito archeologico ed annesso museo è imprescindibile per gli amanti di Atene e delle antichità greche, non solo per l’importanza che il luogo riveste. La zona di Metaxourghio è un vivace quartiere popolare ed una sortita da queste parti sicuramente verrà apprezzata da chi vuole evitare le solite destinazioni inflazionate. 

Per un’immersione totale  e respirare un’aria davvero ateniese provate infine a ristorarvi all’adiacente “Taverna tou Platona”, un locale semplice con un’ottima cucina tipica, frequentato in gran parte dalla gente del posto.

Sito archeologico dell’Akadimia Platonos

Luogo: Parco Akadimias Platonos, entrata da odòs Kratilou

Orario entrata: sempre aperto

Biglietto: ingresso gratuito

Museo digitale dell’Akadimia

Luogo: odòs Alkmenos 1 

Orario entrata: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 16 (lunedì chiuso)

Biglietto: ingresso gratuito

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News da Atene

Plenilunio d’agosto ad Atene: eventi in programma nei siti archeologici

Sono davvero tante le iniziative organizzate in tutta la Grecia per celebrare il plenilunio di agosto, considerato il più suggestivo di tutto l’anno. Per il 7 agosto sono in programma più di 90 eventi in 115 siti archeologici sparsi in tutto il Paese.

Ad Atene e nei dintorni, ovviamente, non mancheranno le manifestazioni, i concerti e le aperture straordinarie di siti archeologici e musei. Sono previste inoltre ingressi e visite guidate gratuite ai più suggestivi siti dell’Attica. SRDK vi presenta le iniziative più meritevoli. Buon plenilunio… o meglio kalì panselino!

Atene:

Acropoli:

Il sito archeologico rimarrà eccezionalmente aperto fino alle 20

Museo dell’Acropoli:

Per l’occasione il Museo- aperto come ogni lunedì dalle 8.00 alle 16.00- riaprirà le porte alle 20.00 con ingresso gratuito fino a mezzanotte.

Concerto di Manoli Mitsià, con un ricco repertorio di brani classici dei compositori greci più famosi.

Sito archeologico e museo del Keramikòs:

Il museo e il sito rimarranno aperti dalle 20 sino a mezzanotte. Per motivi di sicurezza l’ingresso al sito archeologico verrà limitato alle adiacenze del museo.

Sito archeologico di Zeus Olimpio:

Il sito rimarrà aperto dalle 20 alle 22. In programma, dalle 20, un concerto filarmonico.

Dimos Galatsiou:

A Galatsi sono in programma due eventi. Il primo, dalle 20.00 di sera prevede visite guidate del Ministero della Cultura alla chiesa bizan di Ag. Georgios (altrimenti conosciuta come Omorfokklisia). Un’imperdibile opportunità per ammirare le pareti dipinte del che normalmente apre solo per la festa del Santo.

Il secondo evento comprende un concerto dell’artista Haig Yazdjian in programma per le 21.00 proprio davanti alla chiesa, sotto la luna piena.

Museo archeologico del Pireo:

Per l’occasione il museo resterà aperto fino alle 23.30. In programma, alle 21, il concerto “Melodies stin panselino”

 

Attica:

Sito archeologico e museo di Vravrona:

Sono previste visite guidate al sito dalle 19 alle 20. Dalle 20 alle invece le visite si sposteranno all’interno del Museo archeologico. Dalle 21 davanti al museo si terrà il concerto del gruppo Χειμερινοί Κολυμπητές (Chimerinoì Kolimbitès).

Tempio di Posidone a Sounio:

Il sito per l’occasione rimarrà aperto fino a mezzanotte

Museo di Megara:

Il sito rimarrà aperto dalle 20 a mezzanotte. In programma un concerto musicale

 

Il programma completo delle manifestazioni è consultabile – in greco- alla seguente pagina

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Cultura e foto

Il significato dei nomi delle stazioni della linea 3

Amici di SRDK, dopo aver visto i significati dei nomi dell’ilektrikòs e della metro 2 non resta che completare la ricerca passando in rassegna le fermate della metro 3.

La linea 3 della metro di Atene, segnata sulle cartine in colore blu, è la più nuova di tutte e corre in direzione ovest- est da Chaidari fino all’aereoporto E. Venizelou; alcuni dei treni, per garantire un servizio più efficiente nella tratta urbana, si fermano però ad un capolinea intermedio, alla fermata Doukissis Plakentias.

La metro 3 è stata inaugurata nel 2000 insieme alla metropolitana 2 ed inizialmente il suo percorso andava solo dalla stazione di Monastiraki a quella di Ethnikì Amyna. In breve tempo è stata allungata da Ethnikì Amyna sino a servire l’aereoporto mentre nel 2007 al tragitto sono state aggiunte alcune fermate da Monastiraki fino a Egaleo.

L’ultimo ampliamento, conclusosi pochi anni fa, è stato quello che ha portato alla realizzazione della fermata Agia Marina al confine tra i sobborghi di Aghia Varvara e Chaidari.

Come per la linea 2 la proclamazione di Atene come sede dei giochi olimpici del 2004 ha inoltre aggiunto ulteriore impulso affinchè la tratta iniziale fosse completata in tempi brevi.

Un ampliamento della linea 3 fino al nuovo capolinea del Pireo è attualmente in corso. I lavori, che si concluderanno tra un paio di anni, hanno portato alla scoperta di interessanti reperti.

Passiamo a vedere quindi le varie stazioni e il significato dei loro nomi muovendoci da Spata- dove si trova l’aereoporto verso ovest fino ad arrivare a Chaidari.

Aerodromio: La stazione capolinea non poteva non prendere il nome dell’aeroporto. Si trova in località Spata.

Koropì: La seconda stazione della linea blu prende il nome dall’abitato di Koropì. Koropì è l’ultima stazione dove si può arrivare, partendo dal centro, con il biglietto urbano.

Peania- Kantza: Questa fermata serve due paesi. Quello di Peania è attestato fino dall’antichità con lo stesso nome con cui lo si conosce attualmente. Kantza è un sobborgo di Pallini e prende il nome dal proprietario che tempo addietro possedeva i terreni sui quali l’insediamento si è sviluppato.

Pallini: Il dimos di Pallini, tra i più antichi della zona di Atene, deve il suo nome all’antico sovrano Pallas, membro della famiglia dell’altrettanto mitologico Teseo.

Doukissis Plakentias: La duchessa a cui la stazione è dedicata era una nobile di origini americane vissuta nell’800, grande sostenitrice e finanziatrice della lotta greca per l’indipendenza dal giogo ottomano. Il titolo le era stato assegnato poiché aveva sposato un ufficiale di Napoleone divenuto poi duca di Piacenza.

Chalandri: La fermata serve l’abitato di Chalandri, un sobborgo tra i più verdi e ben tenuti a nord di Atene. L’etimologia del nome non è del tutto sicura. Una teoria la associa al termine “Chiliandrìon” (mille uomini) che indicava la popolazione maschile di un tempo. Un’altra teoria fa derivare la parola dai termini turchi chalà (che designava con rispetto le persone di età avanzata) e derè (ruscello) e quindi stava ad indicare i possedimenti attraversati da acque correnti in questa località.

Agia Paraskevì: Il dimos di Agia Paraskevì, abitato sin dall’antichità, prende il nome dalla chiesa omonima che si trova in posizione centrale rispetto all’insediamento stesso.

Nomismatokopìo: La fermata, situata nell’abitato di Chalandri, è così chiamata dall’edificio del conio di Stato (nomismatokopio, ovvero la zecca) che sorge a poca distanza.

Cholargòs: La stazione serve la zona omonima, abitata dai tempi antichi sino a quelli odierni. Illustre cittadino del dimos è stato Pericle, in onore del quale- pur non essendo sicuri i confini dell’antico Cholargòs – il recente abitato ha preso il nome. Secondo l’etimologia più accreditata il nome in antichità indicava quanto gli abitanti fossero “poco inclini alla collera”.   

Ethnikì Amyna: Il nome della stazione si deve al ministero della Difesa Nazionale che si trova a pochi passi dalla fermata.

Katechaki: La stazione metropolitana si trova sulla strada di grande circolazione dedicata al famoso generale e politico G. Katechakis che prestò servizio come combattente e come parlamentare nelle prime decadi del ‘900.

Panòrmou: La fermata, che serve il quartiere omonimo, prende il nome da Pànormo, una cittadina che si trova in Asia Minore. Come molte altre località della costa turca prima della tragedia microasiatica questa località era abitata da numerosi greci.

Ambelòkipi: La zona ricorda i molteplici vigneti (ambeli è la vite) che si trovavano nei dintorni prima del rapido sviluppo edilizio, nella seconda parte del secolo scorso, di questa parte di Atene.

Megaro Moussikìs: A poca distanza dalla fermata sorge la camera dei concerti (megaro moussikìs, appunto) di Atene dove vengono rappresentate ogni anno diverse opere musicali.

Evanghelismos: La fermata prende il nome dall’adiacente ospedale Evanghelismos che si trova in zona Kolonaki.

Syntagma: Una delle più importanti stazioni di tutte le linee metropolitane prende il nome da Platìa Syntagma o Syntagmatos. Il riferimento è alla “Costituzione”, nome scelto perché qui sorge il Parlamento greco. Fermata di scambio con la metro 2, Syntagma presenta ai passeggeri un piccolo museo che espone i reperti più rinvenuti durante gli scavi per la costruzione della stazione.

Monastiraki: Se dalla stazione si esce nella piazzetta non si può non notare una piccola chiesetta, una volta  piccolo monastero, (“monastiraki”, appunto) che la domina. Piccola curiosità: al livello delle banchine dell’ilektrikos (o linea 1), in direzione Kifissia si possono vedere dei ritrovamenti archeologici molto significativi.

Keramikòs: La fermata si trova a poca distanza dal sito archeologico del Keramikòs, l’antico luogo di  sepoltura per le personalità illustri di Atene che si allungava fino alle porte della città. Il nome deriva dal quartiere usato in epoche remote prima dai vasai che lavoravano la ceramica e poi abbandonato in seguito alle numerose piene del fiume Eridanòs che scorre tuttora tra le rovine.

Eleònas: La zona servita da questa stazione della metropolitana deve il suo nome- che significa uliveto- ai molti alberi di questo genere presenti in passato nei dintorni. Del resto ad Eleonas, poco dopo il Giardino Botanico, pare si trovasse l’”ulivo di Platone”, secondo la leggenda proprietà del filosofo che poco distante teneva lezioni nella sua Accademia. Il presunto albero è conservato all’interno della Facoltà di Agraria dell’Università di Atene.

Egaleo: Il dimos di Egaleo dà il nome al precedente capolinea della linea blu. La zona è stata chiamata così dal monte che la sovrasta; Egaleo sembra significhi, secondo un’interpretazione, “popolo delle capre”. Sul monte Egaleo Serse, nel 480 a.C., assistette alla sconfitta della flotta persiana nella battaglia di Salamina.

Agia Marina: La fermata, capolinea provvisorio della linea in direzione ovest, all’inizio si darebbe dovuta chiamare Chaidari. Non trovandosi però la stazione esattamente in questo dimos si è deciso di attribuirle il nome della chiesa nei pressi della quale sorge la fermata stessa.

Il prolungamento della metropolitana in direzione sud prevede la costruzione di sei nuove stazioni fino a giungere nel centro del Pireo. Le nuove fermate si chiameranno Agia Varvara, Korydallòs, Nikea, Maniatika, Pireas, Dimotikò Theatro.

 

 

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Cultura e foto, Libri

La Grecia sotto l’ombrellone: consigli di lettura/saggi greci

Cari amici, siamo giunti all’ultimo appuntamento con i consigli per le letture estive “Made in Greece” o che comunque parlano di Grecia.

Questa volta SRDK vi propone delle un po’ più “impegnative” ma comunque piacevoli, per approfondire alcune tematiche rilevanti senza cadere nella noia; la scelta è caduta su alcuni saggi che parlano della Grecia contemporanea e su uno dei romanzi che meglio tratta le conseguenze della crisi economica che attanaglia la Grecia. Infine, un libro sull’indiscusso simbolo di Atene e della Grecia, il Partenone, per capire il motivo del suo fascino millenario.

 

Atene in bilico tra passato e presente

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Atene, cannella e cemento armato. Percorsi e riflessioni con Markaris e gli altri, Patrizio Nissirio

Se amate Atene e ne rifiutate quell’immagine un pò sterotipata di Partenone e souvlaki che viene propinata a molti turisti non potrete non apprezzare questo viaggio molto particolare nella “vera” capitale greca. Aiutato da alcuni tra i nomi più in vista della letteratura greca contemporanea (Markaris, Alexakis ed altri) l’autore passeggia tra le vie di questa caotica metropoli cresciuta frettolosamente all’ombra del suo glorioso passato. Un’Atene che reclama, attraverso i sapori della sua cucina, il suo forte legame con l’Oriente. Una città che vive un difficile periodo di assestamento ma che non si piega, a suo modo, alla crisi spietata che la attanaglia da anni.

 

Una Grecia diversa

 

Un’estate in Grecia: 4000 km ai confini dell’Europa nell’anno della crisi, Giuseppe Ciulla
Se volete percorrere la Grecia in modo alternativo e vederla con un’ottica diversa questo libro vi offre quello che cercate. Interessante viaggio attraverso il Paese per mostrare una Grecia fuori dai soliti schemi, per raccogliere testimonianze che aprono gli orizzonti, fisici e mentali. Il cammino tocca località poco note al turismo ma che lasciano il segno in chi si ferma, luoghi che appagano per le bellezze naturali e per la straordinarietà dei loro abitanti.

 

L’antico splendore della città dei filosofi

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Atene, la città inquieta, Mauro Bonazzi

Questo saggio piacerà sicuramente agli amanti della Grecia antica e del pensiero filosofico andato sviluppandosi nell’Atene classica. La città del politico Pericle, del pensatore Socrate e del poeta tragico Eschilo è vista come un luogo di vivo fermento, in ascesa verso una supremazia non solo economica ma soprattutto culturale sulle altre polis greche. Accanto a chi si interroga sulla natura dell’uomo, sulle sue capacità e- soprattutto- sulle sovrastrutture che ha creato c’è chi non manca di sottolinearne le mancanze e i limiti. Un affascinante excursus tra le personalità culturali che più hanno lasciato il segno nell’epoca d’oro di Atene.

 

Fascino inalterato

 

Il Partenone, Mary Beard

Il simbolo più riconoscibile della Grecia suscita ammirazione dopo svariate centinaia di anni dalla sua costruzione. Nonostante i danni- causati dalla natura e dall’uomo-, i rimaneggiamenti, i saccheggi quel che resta del monumento simbolo dell’epoca d’ora di Atene è tuttavia in grado di colpire migliaia di visitatori ogni anno. Questo libro ripercorre piacevolmente la storia del Partenone e spiega a cosa è dovuto il suo fascino senza limiti.

 

Scappare dalla crisi si può?

 

Dal mare verrà ogni bene, Christos Ikonomou

Un gruppo di ateniesi si trasferisce su un’isola dell’Egeo per allontanarsi alla crisi che ha coinvolto la Grecia e la sua capitale. Purtroppo però ad attenderli non c’è la tanto agognata sicurezza ma bensì lo stesso sistema (se non peggiore) a cui erano abituati sulla terraferma. Per cambiare la situazione non resta che iniziare a lottare…

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Pensieri ateniesi

Atene, la città dal clima (quasi) perfetto!

Ogni volta che penso al successo che Atene suscita tra i turisti, i visitatori e gli stessi greci non posso non soffermarmi sull’ importanza rappresentata dal suo microclima e dalla sua posizione. Non c’è quasi nessuno- turista o abitante- che non ne sottolinei l’impatto positivo sull’umore e, in generale, sulla quotidianità.

E come non dare ragione agli entusiasti del clima ateniese? Estati lunghe, poche precipitazioni nei mesi invernali e la presenza di venti moderati rendono la città “vivibile” quasi tutto l’anno. Pochissimi weekend rovinati dalla pioggia, temperature miti e decisamente piacevoli da marzo a novembre: cosa si può volere di meglio?

Se parlate in particolare con i greci- indipendentemente dalla loro provenienza- vi faranno notare come il clima dell’Attica venga definito da più parti come il migliore della Grecia (che già gode di una posizione privilegiata all’interno del Mediterranneo).

Ma Atene dove si colloca climaticamente? La metropoli, un agglomerato abbastanza esteso di 400 km2, rappresenta un po’ una particolarità; basti pensare che i sobborghi a nord come Maroussi o Kifissia rientrano nella fascia temperata (con inverni freddi e umidi ed estati calde e secche) mentre quelli a sud in quella mediterranea (con inverni più miti ed estati decisamente calde e secche)! Provate a partire dal centro della città e a dirigervi verso nord; inverno o estate percepirete una netta differenza di temperatura nonostante i pochi kilometri percorsi. Non sembra, ma verso nord si sale; Kifissia si trova a quasi 300 metri di altitudine!

L’enormità di Atene porta però con sè una conseguenza piuttosto negativa d’estate; il cemento e le attività umane provocano un’innalzamento delle temperature di diversi gradi rendendo davvero difficile sopportare gli oltre 40 gradi che si verificano facilmente nei mesi più caldi. Di contro, l’inverno, grazie alla concentrazione di edifici e al calore emanato da essi, non è mai troppo rigido.

La fortuna di Atene comunque sta davvero nella sua posizione: circondata dall’Imittos e dal Parnitha che la proteggono dai freddi venti provenienti da nord, approfitta dell’azione mitigatrice dal mare a sud. Il pericolo nevicate è quasi sempre scongiurato ma non del tutto assente. In caso cadano i primi fiocchi di neve ci si affretta a chiudere le scuole e a barricarsi in casa- o in qualche kafeteria; si sa già che la città rimarrà bloccata fino alla passata emergenza.

 

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Atene coperta dalla neve: raro, ma può succedere

L’unico problema serio dato dal clima secco però, a mio avviso, resta la mancanza di pioggia. E’ piacevole all’inizio non doversi preoccupare che qualche precipitazione improvvisa costringa a cambiare programma durante la giornata. Non piovendo quasi mai la città però non viene “lavata” a dovere e questo ha di sicuro delle ripercussioni. Non solo; spesso i rovesci- dopo mesi di siccità- sono così intensi che le strade diventano presto impraticabili e la circolazione di veicoli e pedoni si blocca. Gli allagamenti sono tutt’altro che infrequenti…ma ci si fa l’abitudine. La pioggia non dura mai molto ad Atene; dopo poco di solito torna il sereno (e spesso, il caldo).

E’ indubbio che il clima mite abbia determinato condizioni favorevoli per lo sviluppo della città sin dall’antichità e abbia contribuito alla sua ascesa come potenza del Mediterraneo. Attualmente, quello stesso felice connubio di eventi atmosferici la rende la destinazione preferita di migliaia di visitatori durante tutto l’anno. L’Atene turistica non si riposa quasi mai: solo nei mesi più “freddi” si ha un calo delle presenze ma c’è comunque chi sfrutta la poca confusione per gustarla al meglio.

Insomma, tranne qualche piccola imperfezione si può affermare che Atene abbia il clima quasi perfetto per godersi la città appieno; stare all’aperto, organizzare qualche escursione nei dintorni (l’Attica è davvero meritevole), andare al mare il più spesso possibile sono tutti progetti realizzabili in poco tempo e senza spendere troppo. Nel caso però Atene vi attiri ma non sopportiate il caldo o amiate la pioggia e le nuvole (come me), non disperate: al nuovo clima- e ai suoi vantaggi- ci si abitua davvero in fretta!

 

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News da Atene

Il biglietto elettronico ad Atene? Arriva l’anno prossimo

Sembra proprio che si dovrà aspettare l’inizio del nuovo anno per vedere in funzione il sistema di bigliettazione automatica sui mezzi di pubblico trasporto ateniesi.

I lavori per la sostituzione della vecchie obliteratrici sui mezzi di superficie e la sistemazione dei nuovi tornelli nelle metropolitane hanno già avuto luogo e alcune delle tipologie di nuovi biglietti sembrano già pronte ad essere emesse; nonostante questo però, molti segnali fanno presagire che bisognerà attendere almeno altri sei mesi perché il nuovo metodo di convalida diventi realtà.

Tempo fa, a far presagire che il cambiamento non stava rispettando le scadenze prestabilite è stato il fatto che l’OASA non avesse, mesi dopo la conclusione dei lavori tecnici, emanato degli avvisi per il passaggio degli abbonamenti mensili e annuali cartacei alla nuova forma elettronica.

Sul proprio sito l’OASA ha comunque spinto già da tempo i suoi abbonati a far richiesta della “smart card” ATH.ENA; purtroppo però l’operazione resta tuttora impossibile da realizzare. Inoltre non si sono perse le tracce della fase di sperimentazione delle nuove carte che sarebbe dovuta partire ormai tempo fa proprio per verificare l’idoneità del sistema.

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Fonte: Dikailogitikà.gr

L’ obiettivo dichiarato dall’ambizioso progetto era quello di portare i mezzi pubblici ateniesi al livello di altre grandi città europee introducendo la tariffa a fascia kilometrica e un più severo controllo degli accessi.

Ma cosa tiene bloccata la costosa macchina che è stata allestita per rendere il sistema di tariffazione dei mezzi più equo e per ridurre l’evasione del biglietto?

All’inizio il ritardo era stato addossato ad una disputa tra l’OASA e l’organismo che tutela il trattamento dei dati personali dei cittadini. L’oggetto del contendere l’introduzione dell’AMKA (cioè del numero di previdenza sociale) negli abbonamenti-voluta dall’OASA ed osteggiata dall’autorità. L’OASA- pur rinunciando in ultima sede all’acquisizione dell’AMKA- ha da parte sua sottolineato come, in mancanza di questo dato, la carta non possa essere sostituita in caso si smarrimento da parte del possessore.

Secondo il sito di informazione SKAI, notizie più recenti invece attribuiscono la colpa dell’ulteriore ritardo al concorso per la manutenzione delle obliteratrici, apertosi da poco; in mancanza di un vincitore conclamato non si può far altro che attendere il verdetto.

Ad aggravare il caos già creato, il fatto che l’OASA non abbia provveduto ad installare nelle biglietterie le macchinette POS per i pagamenti con carte di credito e bancomat e che non abbia stretto accordi con le banche per lo svolgimento delle operazioni relative.

Per il momento, inoltre, non sono disponibili tutti i tipi di biglietto elettronico che dovrebbero andare in funzione ma solo quelli più costosi dai €4,5 in su; da più parti si lamenta come l’OASA non abbia fornito i propri punti vendita di adeguato numero complessivo di biglietti.

Tutto questo mentre l’evasione del biglietto su alcune tratte di autobus e di metrò sta diventando insostenibile (secondo l’OASA si parla di una media del 30%). Per vedere però in funzione i varchi elettronici che, in teoria, dovrebbero diminuire le consistenti perdite del settore  pubblico si dovrà attendere sicuramente sino alla fine dell’anno.

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Pensieri ateniesi

Il centro trascurato e la strana immagine che Atene dà di sé

Spesso mi è capitato di parlare con persone che sono state ad Atene per turismo o che ci hanno abitato per un breve periodo; accanto a coloro che tornano frequentemente qui  e che amano profondamente la città al punto da passare sopra ai suoi tanti problemi, ci sono quelli, e sono tanti, che si lamentano delle condizioni in cui versa la città. Quando provo a chiedere cosa non gli è piaciuto rispondono di solito che Atene secondo loro è sporca, caotica e maltenuta. In genere, se ci sono venuti da turisti, si tratta di persone che si sono aggirate per lo più in centro e che hanno scelto frettolosamente un hotel a prezzo conveniente a Metaxourghio o- peggio- dalle parti di Omonia e hanno davvero visto la parte peggiore della metropoli.

Se provo a spiegare che Atene non è tutta così e che anzi alcune zone sono così verdi e ben tenute che non pare neppure trovarsi nella stessa città sostengono che quello che hanno visto è bastato a farsi di Atene un’opinione non proprio esaltante.

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Edifici abbandonati in centro

Il punto è: posso dare loro torto? In tutta sincerità, no. Chi mi conosce bene sa quanto ami questa città; ma come si fa a restare indifferenti al degrado in cui versa buona parte del centro? Degrado che è inammissibile per due fattori principali: perché non è degno di una metropoli europea e perché, inaspettatamente, va a colpire proprio quelle zone che di solito, in altre realtà, turistiche o no, sono le meglio tenute- la vetrina del luogo si potrebbe affermare. Ma che vetrina offre Atene ai visitatori oltre all’Acropoli e alla Plaka? Poco lontano da Monastiraki, a Psirrì, ci sono edifici fatiscenti che preannunciano la catastrofe dei dintorni di Omonia. Alcuni di questi sono abbandonati, apparentemente senza proprietario e sono quasi sul punto di crollare. In altri abitano per lo più stranieri che in hanno trasformato la zona in una specie di ghetto multietnico.

Per quanto paradossale, il rapido e a prima vista inspiegabile degrado che avvolge le adiacenze di Omonia un motivo ce l’ha. Atene è una città relativamente nuova costruita quasi interamente dopo il 1830. All’inizio, in zone come Patissia e Kipseli abitavano ovviamente le fasce più benestanti. Gradualmente, col rapido sviluppo della metà del secolo scorso, gli edifici si sono ammassati l’uno addosso all’altro, il centro è diventato caotico e ha perso il suo fascino. Chi poteva si è trasferito fuori dalla città  nei quartieri verdi e ben tenuti del Nord come Kifissià e Maroussi. Una sorta di “gentrificazione”* al rovescio, in altre parole.

*= Il termine gentrificazione  (dalla parola inglese gentrification, derivata da gentry, dapprima la piccola nobiltà inglese e in seguito la borghesia o classe media) ed indica l’insieme dei cambiamenti urbanistici e socio-culturali di un’area urbana abitata da classi operaie, risultanti dall’acquisto di immobili e terreni da parte di una classe sociale più elevata.

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Omonia in un’immagine dei primi anni del secolo scorso

 

Il centro ha subito un lento declino, molti negozi importanti sono stati rilevati e poi chiusi. La zona, non più appetibile, ha iniziato a perdere valore e ad essere trascurata dai proprietari e ignorata dal settore pubblico. I greci si sono allontanati e hanno fatto spazio alla nuova immigrazione del decennio scorso. Passeggiare in alcune strade – un tempo tra le più vivaci (Socratous e Evripidou)- significa trovare una miriade di negozi etnici o gestiti da stranieri; le poche attività commerciali in mano ai greci e sono comunque, tranne rare eccezioni, di basso livello qualitativo ed estetico.

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Degrado e saracinesche abbassate

La sicurezza ad Atene ultimamente è più alta che in altre città di Europa grazie alla creazione di squadre speciali di polizia in moto, rapide ed efficienti. Solo pochi anni fa però intorno ad Omonia non si aggirava nessuno con un minimo di buonsenso, nemmeno di giorno. Gli scippi violenti erano una triste consuetudine a pochissimi passi dal Municipio. Il fenomeno migratorio era stato gestito approssimativamente e aveva creato una terra di nessuno proprio davanti agli edifici istituzionali. Ora, dopo una prima azione delle forze dell’ordine che ha portato all’allontanamento degli elementi più pericolosi, si può circolare senza problemi un po’ perché le pattuglie girano senza sosta e un po’ perché ormai immigrazione si è fatta, per certi versi, più stabile e tranquilla.

Tuttavia a meno che non ne abbiano bisogno i greci preferiscono stare lontano da certe strade o, al più, passarci velocemente. Non è infrequente sentire di auto rubate da queste parti- spesso a danno di turisti ignari del posto dove sono capitati.

Ma i problemi non li ha portati solo l’immigrazione deregolamentata. La crisi ha fatto la sua parte chiudendo molte delle attività commerciali che sopravvivevano e questo certo non aumenta la sensazione di tranquillità generale. Un sentore di abbandono e di insicurezza pervade chi percorre Patission; molte saracinesche abbassate e tanti muri sfregiati da improvvisata arte di strada.

Dalle parti di Plateia Lavriou si aggirano personaggi loschi a cui è meglio non prestare troppa attenzione; non è difficile scorgere a pochi metri la prostituzione di strada. Poco distante, in plateia Kannigos, i giovani emaciati che hanno acquistato la loro dose la consumano sotto gli occhi indifferenti dei passanti.

A fare da contorno a tutto questo marciapiedi sconnessi, cassonetti della spazzatura quasi sempre strapieni, strade sporche e maleodoranti, spazi verdi trascurati.

A guardarla nei film della metà del secolo scorso fa Atene era diversa, ben tenuta, ordinata. Ora non la si riconosce più, aggredita com’è dall’incuria e dall’abbandono.

download (1) Omonia come la si vede nei vecchi film

Da molte parti ho sentito affermare che il degrado del centro è voluto; i prezzi degli immobili sono crollati. Una disgrazia per chi li possiede, una fortuna per chi li comprerà tra qualche anno, quando si prevede che i ruderi verranno sgomberati e successivamente sistemati o abbattuti. La zona acquisirà valore nuovamente grazie ad un’enorme speculazione immobiliare.

Nel frattempo l’immagine che Atene dà ai visitatori resta ambivalente; da una parte la gloria del suo passato, dall’altra, in alcune parti, il declino del suo presente. Il problema del degrado è più sentito nel dimos Athinòn, il centro dell’immensa metropoli, lasciato all’indifferenza dilagante; altrove l’iniziativa privata (basti pensare alla fondazione Niarchos a Kallithea) ha realizzato progetti eccelsi.

Nel mezzo quei tanti ateniesi che ogni giorno assistono inermi al declino loro centro, lamentandosi dell’immobilità dei politici, dell’inadeguatezza del sindaco, del poco senso civico dei propri concittadini. 

 

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Il nuovo aspetto di Plateia Vathi; verde e piante su iniziativa privata

Fonte: e-report

A restituire dignità al centro di Atene basterebbe qualche incentivo per la ristrutturazione degli edifici e detrazioni fiscali a favore dei privati che si impegnano a migliorare il decoro urbano (come ha fatto qualche coraggioso in plateia Vathi) e un po’ più di impegno da parte delle istituzioni nel non lasciare decadere completamente quello che già si trova in stato pietoso. Qualcosa si muove dalle parti di Metaxourghio, dove alcuni investitori esteri hanno già iniziato a sistemare alberghi ed edifici. Ma ci vorrebbe di più- un impegno pubblico più deciso-  perché la ripresa di Atene non vada a beneficio solo di alcuni e perché l’irrinunciabile rinnovo diventi finalmente un momento di orgoglio cittadino. Lo sperano tutti coloro, greci e non, ateniesi o “importati” , che sentono Atene come la loro città e i tanti visitatori che, colpiti dal suo fascino millenario, non smettono di ammirarla.

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Cultura e foto, Libri

La Grecia sotto l’ombrellone: consigli di lettura/gialli greci

Nella seconda “puntata” dedicata alle letture greche da spiaggia- ma non solo- SRDK vi consiglia alcuni tra i titoli più rilevanti di gialli greci.

I libri polizieschi greci sono andati, negli ultimi anni, aumentando di numero e di qualità; purtroppo però sono tuttora pochi gli autori tradotti nelle altre lingue e così la scelta per il pubblico straniero resta limitata. Nonostante questo SRDK ha preparato una lista di consigli che uniscono trame convincenti e atmosfere intriganti.

Immancabili, ovviamente, alcuni tra i libri del conosciutissimo giallista Markaris, che offre la sua particolare visione della società greca e sceglie spesso come sottofondo della sua trama la caotica Atene.

Uno scrittore di origini greche, invece, Thodoros Kallifatidis, ci porta coi suoi scritti in Nord Europa ma non perde occasione di parlare, oltre che di delitti, del difficile ambientamento di chi si trasferisce in un diverso Paese.

Infine, a chi vuole perdersi nelle ambientazioni della Grecia antica, consigliamo alcuni titoli della scrittrice Margareth Doodle che ha trasformato in detective niente meno che Aristotele.

 

Un’estate (noir) davvero greca

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La lunga estate calda del commissario Charitos, Petros Markaris

Il più famoso commissario greco- Kostas Charitos, nato dall’inventiva del giallista Markais- si trova in grossa difficoltà quando una sedicente organizzazione terroristica sequestra un traghetto con a bordo alcune centinaia di passeggeri. Dietro il sequestro ovviamente c’ di più, un intrigo fatto di interessi diversi complicato da smascherare. Intanto il commissario indaga su una serie di delitti che insanguinano la capitale. Poliziesco imperdibile per lo spaccato di Atene che trapela dalle pagine e che la trasformano in un inaspettato palcoscenico noir.

 

Un commissario in vacanza

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La balia, Petros Markaris

Il commissario Charitos, decide di concedersi una vacanza e di visitare Costantinopoli. Ma nemmeno fuori dal territorio ellenico pare che per il poliziotto possa esserci riposo. Un greco con cui fa conoscenza chiede il suo aiuto per ritrovare la sua vecchia balia, scomparsa misteriosamente. Charitos, allora, si addentra nel fitto mistero conducendo un’indagine tutt’altro che facile dietro la quale si nascondono insospettabili vendette. Da leggere per assaporare un po’ medioriente.

 

Non è affatto come sembra

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Un semplice delitto, Thodoros Kallifatidis

L’autore di questo giallo, in questo come in altri romanzi, concede ampio spazio ai sentimenti e alla vita privata dei protagonisti; nel farlo però non toglie per nulla sostanza alla trama. In primavera, il disgelo delle acque della baia di Stoccolma porta alla scoperta di un tragico omicidio. Quello che appare come un ordinario caso per la detective che se ne occupa diventa l’occasione per narrare un sottobosco umano intrigante e a tratti sconvolgente.

 

Un filosofo prestato alle indagini

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Aristotele e i veleni di Atene (Aristotele detective), Margaret Doody

Ambientato nel 330 a.C in un’ Atene che sta perdendo pian piano prestigio, questo giallo presenta come detective niente meno che il filosofo greco Aristotele, prestato alle indagini per esigenze di trama. Il famoso personaggio si dovrà misurare con tre diversi casi, tutti a prima vista molto complicati. Corso in aiuto del suo allievo Stefanos si saprà districare  tra assassini, accuse di empietà ed interessi politici striscianti. Nella narrazione entrano personaggi inventati tanto quanto personalità influenti dell’Atene di quel tempo.

 

Rapimenti nella Grecia antica

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Aristotele e la giustizia poetica (Aristotele detective), Margaret Doody

Mentre le truppe di Alessandro marciano alla conquista della Persia, il resto del Mediterraneo, sconvolto dalle devastazioni del macedone, è invaso da un’orda di fuggiaschi. Ad Atene, intanto, durante la festa dei Fiori, i festeggiamenti vengono adombrati dal rapimento di una ricca ereditiera. Aristotele e il suo allievo Stefanos si incaricano di risolvere il caso e si incamminano alla volta di Delfi. Nel percorso si imbattono però in diversi episodi che fanno loro pensare che la sparizione della donna nasconda qualcosa di inquientante. Solo l’oracolo di Delfi sembra poter dare la risposta all’enigma.

 

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Cultura e foto, Tradizioni

Altre “stranezze” della cultura greca

Dopo aver visto alcune delle stranezze greche – che altro non sono che consuetudini locali a cui gli stranieri non sono abituati-in questo post parliamo di altre caratteristiche culturali tipicamente elleniche, interessanti per chi vuole approfondire meglio la cultura e trovarsi a proprio agio in ogni situazione!

 

  • Dare del tu con facilità

In greco la forma di cortesia si esprime dando all’interlocutore del “voi”, usato solitamente per comunicare rispetto o deferenza. In teoria, la si dovrebbe usare comunque per sottolineare una certa mancanza di confidenza tra persone di età diverse o che si conoscono poco. In Grecia però capita spesso che le persone si diano e diano del tu nonostante le circostanze e la forma non lo consentano. Di solito non lo fanno per sminuire l’altro ma semplicemente per metterlo a proprio agio e creare una comunicazione più immediata; sono solo poco cerimoniosi, insomma. Non significa però che non si trovino persone che ottemperano agli obblighi dell’etichetta e che usano correttamente il “voi”. Questo modo di fare però può lasciare sbalorditi all’inizio coloro che sono abituati a rispettare una certa cortesia ma una volta fattaci l’abitudine e capiti i motivi che in genere non ci si fa più caso.

 

  • Avere degli auguri per tutto

Nonostante, come abbiamo visto, il greco possa definirsi talvolta una lingua abbastanza“informale”, una delle caratteristiche più impressionanti (in positivo) della cultura greca è quella di aver degli auguri per tutti i momenti e per le situazioni. Importante, in certi casi è la corretta tempistica con cui questi vanno espressi; alcuni si pronunciano prima di un evento, altri dopo. Parlando della quotidianità oltre ai soliti kalimera (buongiorno), kalispera (buonasera) etc…abbiamo auguri insoliti come “kalò ksimeroma” (buon risveglio, si usa augurarlo insieme alla buonanotte, non la mattina), kalì ebdomada (buona settimana), kalo mina (buon mese) che sono usatissimi.

Si esclama me geia (con salute), quando qualcuno compra qualcosa o si taglia i capelli; questo augurio diventa kalò riziko quando si tratta di un acquisto duraturo (come una casa o un’auto).

Quando ci si saluta e uno dei due si allontana la persona che resta augura sto kalò (verso il bene) oppure kalò dromo (buona strada, se l’altro si sposterà con qualche veicolo) oppure kalò taksidi (buon viaggio) se il percorso è davvero lungo. Ogni cerimonia ha poi delle specifiche felicitazioni o formule. Un momento particolare come il matrimonio- per citarne uno- ad esempio ha un’etichetta propria. In genere gli invitati si complimentano con i nubendi e i famigliari stretti usando i ora i kalì (che il momento possa essere propizio agli sposi) prima della cerimonia, terminata la quale sfilano in ordine davanti agli sposi esclamando na zisete (che viviate-assieme a lungo) e a testimoni e genitori pronunciando na sas zisoun (che vi vivano). A loro volta gli sposi e ringraziano semplicemente chi è già sposato e rispondono kai sta dikà sou/sas (che si potrebbe tradurre con “altrettanto quando succederà a te”) a chi invece è single o fidanzato.

 

  • Considerare l’onomastico più importante del compleanno

 

In Grecia la festa personale più sentita non è il compleanno, bensì l’onomastico. Come abbiamo visto nel primo post sulle curiosità greche ,alcuni nomi sono piuttosto diffusi e così capita che, nello stesso giorno, festeggino tantissime persone, magari della stessa famiglia (visto che i nomi si passano spesso dai nonni ai nipoti). L’onomastico di una persona, essendo una ricorrenza importante, non va dimenticato da amici e parenti. Ma come si fa a non commettere errori? Semplice, si segue l’eortologio, uno speciale calendario che indica per ogni giorno, i festeggiati e che ogni greco consulta abbastanza frequentemente. L’eortologio è particolarmente importante nei casi in cui l’onomastico possa variare collocazione nel calendario. Questo succede perché, in alcuni anni, le onomastikès giortès (ovvero gli onomastici) a ridosso del periodo di Pasqua possono cadere durante la Quaresima- dove non sono permessi festeggiamenti- e quindi vengono spostate dopo le celebrazioni pasquali.

 

  • Rimanere senza nome “ufficiale” fino al battesimo

Abbiamo sottolineato più volte l’importanza del nome di una persona nella cultura greca. Un esempio che rende bene il concetto è legato è l’usanza di non assegnare un nome “ufficiale” al bambino o alla bambina prima del battesimo. In teoria, se i genitori seguono la tradizione, è facile che diano al primogenito o alla primogenita il nome del nonno o della nonna (in genere si inizia con i genitori paterni e poi si passa a quelli materni). Quindi il nome che prenderà il figlio/a è ampiamente prevedibile; ciononostante nessuno chiama il neonato con quel nome prima che esso venga pronunciato al suo battesimo. In sostituzione, per parlare al/del bambino, si usa bebi (per un maschietto) o beba (se si tratta di una femminuccia). Figure importanti nella cerimonia del battesimo sono il nonòs o la nonà ovvero il padrino o la madrina, i primi che pronunciano il nome del piccolo o della piccola durante la funzione battesimale. Solo dopo che il prete ha esclamato a sua volta il nome scelto, questo viene ufficializzato e si può iniziare a chiamare il piccolo con il suo nome.

 

  • Cedere il biglietto dei mezzi pubblici

Se vivete ad Atene vi sarà capitato sicuramente di vedere persone che, una volta uscite dalla metro o scese dai mezzi, lasciano il proprio biglietto sulle obliteratrici o lo offrono a chi sta per salire a bordo. Chi ha completato il proprio percorso e si trova con biglietto valido in mano spesso lo cede volentieri a chi non può permetterselo. Questa è diventata una pratica abbastanza diffusa, nonostante il regolamento dei mezzi lo vieti, soprattutto in questi anni di difficile crisi.

 

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Itinerari ad Atene

Itinerari per vedere tutto (o quasi) ad Atene

In questa sezione vogliamo proporvi una serie di itinerari da compiere durante il vostro soggiorno ateniese a seconda della sua durata. Per comodità li abbiamo divisi per permanenze da 2, 3 e 4 giorni tentando di bilanciare l’aspetto culturale e quello ludico; ovviamente sono solo suggerimenti da cui potete prendere spunto per elaborare la vostra visita ad Atene come meglio ritenete opportuno.

Itinerario 2 giorni

1° giorno

Iniziate la vostra visita con una doverosa salita all’Acropoli magari nelle prime ore del mattino se si trovate ad Atene d’estate. In seguito, per riprendervi dalla fatica e dalla calura, fate una visita al Museo dell’Acropoli che vi darà modo di vedere tutti i reperti rinvenuti sulla collina più famosa della Grecia. In alternativa scendete verso l’antica Agorà, passeggiate tra le sue preziose rovine, ammirate il tempio di Efesto e ed entrate a dare un’occhiata ai reperti nel museo situato nella stoà di Attalo.

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Usciti da qui passeggiate tra le strade pittoresche della Plaka dando un’occhiata ai negozi per qualche regalo o qualche oggetto-ricordo. Perdetevi tra i suoi vicoli alla ricerca degli scorci più caratteristici da fotografare e da portare con voi. Se volete potete approfittarne per una veloce visita all’Agorà romana e alla biblioteca di Adriano.

Finita la visita, se avvertite la stanchezza, prendete un autobus o un trolley che vi conduca allo Stadio Panathinaico passando davanti alle colonne del Tempio di Zeus Olimpio. Oppure giungete qui a piedi e concedetevi una visita a questo sontuoso sito archeologico nel cuore di Atene.

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La sera vi consigliamo, vista la giornata impegnativa, di aggirarvi nella zona centrale di  Psirrì, dove sicuramente troverete la taverna o il mezedopoleio che fa per voi. Vista la concentrazione di locali presenti vi sarà possibile, a poca distanza dal locale da voi prescelto per la cena, gustare un cocktail o un buon dolce per concludere degnamente la serata.

2° giorno

Iniziate la giornata da Piazza Syntagma godendovi il complicato rituale inscenato dagli Euzones ad ogni cambio d’ora davanti al Parlamento. Tutto il giorno, due guardie sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto e il Parlamento ellenico. Allo scoccare dell’ora, i due soldati danno luogo all’elaborata cerimonia del cambio della guardia con altri due Evzones che arrivano dalla Caserma della Guardia situata dietro al Palazzo del Parlamento. Lo stile di marcia delle guardie è molto particolare e consiste in una marcia normale con intervalli in cui i soldati colpiscono il terreno con il piede destro. Durante il cambio della guardia in Atene gli Evzones effettuano i loro movimenti molto lentamente e in modo altamente coreografico.

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Scendete poi nella stazione della metropolitana dove è stato allestito un piccolo museo che mette in mostra i reperti rinvenuti duranti i lavori per la realizzazione delle linee transitanti da questo importante snodo.

Da qui spostatevi al Museo Archeologico per ammirare i migliori manufatti dell’arte greca dal periodo cicladico fino all’ellenismo. Tenete presente che per dare un’occhiata, seppur fuggevole, a tutte le collezioni presenti ci vorranno approssimativamente un paio d’ore.

Fattasi ora di pranzo muovetevi nell’adiacente Exarchia per un pranzo informale molto fuori dagli schemi dei soliti turisti. Dopo esservi adeguatamente rifocillati passeggiate nelle strade di questa vivace zona alla ricerca dei più bei murales di Atene.

Per la sera vi consigliamo di visitare Gazi dove per mangiare e divertivi non avrete che da scegliere tra le numerose possibilità che questa brulicante zona offre. Una terrazza vista Partenone o un tranquillo mezedopoleio concluderanno piacevolmente la vostra serata.

La proposta SRDK:

Se dopo la vostra visita ad Atene desiderate trascorrere il resto della vacanza su un’isola ma siete indecisi sul dove la guida a cui chiedere aiuto è sicuramente Isole della Grecia:

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Itinerario 3 giorni

1° e 2° giorno vedi sopra

3° giorno

Per il vostro terzo giorno ad Atene vi consigliamo di prendere la linea blu della metropolitana e scendere alla stazione di Keramikos. Prima tappa una volta scesi dalla metro non può che essere l’omonimo sito archeologico; si estende tra le vie Ermou, Pireos e Asomaton e rappresenta uno dei più importanti cimiteri dell’antica Atene. Al suo interno troverete tombe risalenti dall’Età del Bronzo fino al Cristianesimo; da non tralasciare il fatto che i più importanti e famosi vasi ateniesi arrivano proprio dalle tombe del Keramikos. Tra di essi l’anfora del Diplyon contenente la più antica iscrizione conosciuta in alfabeto greco (ora custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Atene).

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Dopo la necessaria visita al sito archeologico del Keramikos vi consigliamo di ritornare alla stazione della metropolitana da cui siete scesi poco prima per un meritato caffè in uno dei numerosi locali che danno sulla piazza. Vi diamo un suggerimento: con la stazione della metropolitana davanti a voi a sinistra troverete per la maggior parte locali dove si mangia mentre a destra sono ubicati per lo più caffetterie e bar. Se avete voglia di avventurarvi nelle viette che si affacciano sulla piazza non rimarrete delusi; questa zona pullula di locali sempre affollati e che accontentano tutti i gusti.

Dopo il caffè (e magari un pranzo) vi consigliamo di riprendere la metropolitana blu in direzione Doukissis Plakentias/Aeroporto e di scendere alla stazione di Evangelismos per una visita all’elegante quartiere di Kolonaki; il quartiere prende nome dalla “colonnetta” che si trova nella piazza principale di Kolonaki e che è un po’una caratteristica storica di questo quartiere. Qui troverete negozi di alta moda, caffetterie e ristoranti prestigiosi (e di alto livello) e potreste incontrare sportivi, attori, politici, insomma se vogliamo la Atene che “conta”. Non potrete però perdervi la salita al colle del Licabetto, uno dei più famosi di Atene; raggiungete via Aristippou (vi ferma l’autobus 060) e salite sulla funicolare che vi condurrà sulla cima del colle dove troverete una chiesa dedicata a San Giorgio, un anfiteatro (sede di concerti di artisti molto famosi) e un ristorante per le vostre cene a lume di candele con una vista mozzafiato su Atene.

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Per la serata il nostro suggerimento è di riprendere la linea blu sempre in direzione Doukissis Plakentias/Aeroporto e di scendere alla fermata di Agia Paraskevi (oppure prendere il filobus 10 direzione Chalandri e di scendere in prossimità del capolinea) per esplorare la zona di Chalandri, caratterizzata da una night-life molto vivace. Nei dintorni della piazza principale (Plateia Eleftheroton) si susseguono una serie di viette pedonali stracolme di taverne, mezedopoleia e ristoranti di tutti i tipi tra cui vi segnaliamo la Mpakalotaverna in via Thoukididou; qualità elevata e prezzi davvero popolari. Purtroppo non accetta prenotazioni quindi dovrete pazientare per essere accomodati a un tavolo dal momento che la frequentazione è sempre elevata.

 

Itinerario 4 giorni

1°, 2° e 3° giorno vedi sopra

4° giorno

Per la vostra ultima giornata in quel della capitale ellenica vi proponiamo due possibilità in base alle vostre esigenze, curiosità e ai vostri gusti personali:

1)  Se il mare vi attira e siete alla ricerca di ottimi ristoranti di pesce allora non pensateci due volte e prendete l’ilektrikos in direzione Pireo. Un breve viaggio di 15 minuti circa (da Monastiraki) vi separa da una città dall’identità ben definita ma che non potrebbe fare a meno della sua “vicina di casa” ben più popolata e famosa che è Atene. Una volta scesi all’elegante stazione del Pireo non dirigetevi verso il porto bensì prendete via Navarinou fino alla fermata dell’autobus 904, saliteci e ammirate il paesaggio della baia di Peiraiki. La strada costeggia il mare e un’infinità di taverne di pesce e ouzeri vi invoglierà a scendere a una delle fermate sul lungomare. Una volta finite le libagioni del pranzo riprendete il 904 fino in Plateia Kanari, ovvero la piazza che si affaccia sulla seconda baia del Pireo, ovvero Pasalimani; una moltitudine di piccole barche e yacht affolla questo scorcio di mare forse meno “selvaggio” di Peiraiki ma che fa da cornice ideale per un gelato o per un caffè in uno dei numerosi locali della zona. Per concludere il tour delle 3 baie del Pireo prendete il filobus 20 in direzione Neo Faliro fino alla fermata Skalakia. Qui potrete decidere se scendere alla baia del Mikrolimano (ovvero il porticciolo) e concedervi una passeggiata sul lungomare (magari inframezzata da un ouzo in uno dei bar che sembrano quasi avere le fondamenta sul mare per la loro vicinanza) oppure se affrontare la salita fino alla collina di Kastella da dove potrete ammirare una vista senza eguali sul Pireo, su Atene e sulla costa dell’Attica nonché sulle isole più vicine alla capitale.

Se avete ancora energia per la serata dopo questa full-immersion al Pireo vi suggeriamo di dirigervi a Koukaki (metropolitana linea rossa fermata Syggrou-Fix) dove potrete trovare locali adatti a voi in base al vostro appetito e ai vostri gusti: dalle birrerie ai rakomeladika, agli tsipouradika e alle taverne. Perdetevi nelle viette pedonali perpendicolari al viale Syggrou e percorrete le vie Veikou, Dimitrakopoulou, Falirou e Zinni; non rimarrete sicuramente delusi dall’offerta food&beverage di Koukaki.

 

Non dimenticate di salire sulla collina di Filopappou da cui potrete godere di una stupenda visuale sulla Acropoli e sul golfo di Saronico. Per raggiungerla arrivando dalla Plaka, avendo come punto di riferimento il Museo dell’Acropoli, proseguite su Dionisiou Areopagitou fino alle indicazioni che vi condurranno al monumento eretto alla memoria del famoso magistrato romano situato sulla cima.

 

2) Se siete più interessati alla cultura e non vi perdete nemmeno un museo nelle città che visitate allora vi proponiamo di dirigervi alla stazione della metro di Evangelismos nelle cui vicinanze sorgono alcuni dei musei più interessanti di Atene tra cui il Museo Benaki e il Museo di Arte Cicladica. Il Museo Benaki, riaperto nel 2000 dopo i danni del terremoto dell’anno precedente, è dedicato interamente alla storia greca e i reperti al suo interno vanno dalla preistoria alla storia contemporanea. Il Museo di Arte Cicladica, a poca distanza, ospita invece reperti provenienti dalle isole Cicladi a partire dal III°secolo A.C. e manufatti sia di arte greca antica, sia cipriota. Tenete presenti che entrambi i musei sono privati, quindi per loro non valgono i giorni di visite gratuite a cui aderiscono i musei statali (vedi “Musei e siti archeologici”).

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Dopo la doverosa visita culturale ai due musei in zona Evangelismos è ora di qualche istante di relax; scendete verso piazza Syntagma e più specificatamente al capolinea del tram, dove vi suggeriamo di salire sul tram diretto a Voula per una gita di un paio d’ore a Glyfada, ovvero uno dei comuni sulla costa dell’Attica più famosi per i suoi locali e negozi di alto livello. Vi consigliamo di scendere alla fermata di Plateia Katraki da dove potrete scegliere se proseguire a piedi sul lungomare (dove ci sono alcuni ristoranti e caffetterie) oppure se proseguire a piedi nell’entroterra di Glyfada seguendo i binari del tram; troverete pasticcerie, caffetterie, ristoranti (anche di cucina italiana e sushi tra i vari) e negozi di gioielleria e di moda di alto livello.

Per la serata vi proponiamo di tornare ad Atene con il tram diretto a Piazza Syntagma, ma di scendere alla fermata di Agia Fotini nel comune di Nea Smirni; zona poco conosciuta tra i visitatori di Atene secondo noi è una delle più vivaci e meritevoli di essere visitata tra quelle al di fuori dei circuiti più turistici. La piazza che si affaccia sulla fermata del tram è piena zeppa di caffetterie e pub mentre sul viale che porta in centro vi sono numerosi ristoranti di buon livello che non vi deluderanno. Anche qui non mancano ristoranti asiatici e di sushi così come taverne più tradizionali dedicate alla cucina greca. Avete paura di fare tardi e di non trovare più nessun tram che vi riporti in centro? Non preoccupatevi; anche il tram, come la metro, fa orario prolungato fino circa alle 2.30 di notte nelle serate di venerdì e sabato!

 

 

 

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Divertirsi ad Atene

I luoghi del divertimento ad Atene

Atene, oltre che per i monumenti, l’arte e la cultura vi stupirà per l’intensa vita notturna. Non è difficile pensare di trovare  locali  in una metropoli di 4 milioni di abitanti in un Paese, come abbiamo visto, abitato da gente a cui piace stare fuori. Se ristoranti e kafetèrie sono sparsi un po’ dovunque, ci sono però, come in tutte le città delle zone che più di altre sono dedicate ai locali del divertimento inteso come bar aperto fino a tardi, taverne con musica, discoteche, etc…

Se circolate dalle parti del centro vi consigliamo di lasciar perdere i quartieri di Plaka, Thissio e Monastiraki, troppo affollati da ristoranti per turisti che tutt’al più propongono qualche spettacolo di musica, ad uso, appunto, dei turisti. Per andare a divertirsi come dei veri ateniesi vi consigliamo altre zone più frequentate da greci.

La proposta SRDK: 

Volete girare Atene leggeri ma senza perdervi i punti di riferimento più importanti? La guida Atene. Con cartina è compatta e racchiude tutto l’indispensabile da sapere per girare al meglio la città.

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Psirrì: la prima delle zone che vi suggeriamo, è facilmente raggiungibile da Plateìa Monastirakiou; vi basterà attraversare odòs Ermou e prendere odòs Miaoulis per entrare in uno dei quartieri più vivaci della città. La lista dei locali in cui bere, mangiare ascoltando musica (ma trovando ai tavoli avventori quasi tutti greci) o godersi i migliori dolci della città fino a tardi è davvero lunga e per questo vi rimandiamo alle nostre recensioni divise per zona. Questo quartiere vi sorprenderà se vi piace il movimento e la folla ma non volete rinunciare ad un pizzico di autenticità. Psirrì ha inoltre l’indubbio vantaggio della posizione ed è quindi una scelta perfetta se non conoscete molto la città; la densità di locali ne fa la destinazione adatta se avete poco tempo per girovagare durante la vostra permanenza.

Dritta SRDK: Se entrate a Psirrì dalla parte di Monastiraki e siete alla ricerca di un luogo tranquillo, oltrepassate senza indugi i primi locali che troverete, sopratutto il sabato sera. Questi ritrovi, molto in voga tra i giovani e i giovanissimi, sono tranquilli e vivibili di giorno ma si trasformano in “orthadika”  (dove si sta in piedi, fuori dal locale, a bere qualcosa) la sera; insomma non certo il posto migliore se non si sopporta ressa e rumore.

 

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Gazi: Uno degli epicentri del divertimento ateniese per eccellenza. Qui troverete di tutto; dalla taverna di pesce per la cena, alla kafeteria per il dopocena, alla discoteca per tirare tardi. La concentrazione di locali così diversi ne fa una destinazione ideale se non avete voglia di spostarvi troppo per una serata all’insegna del divertimento. Se volete coronare la vostra serata ateniese a Gazi con una punta di stile non perdetevi la vista dell’Acropoli illuminata da una delle terrazze panoramiche. Gazi si raggiunge comodamente con la metropolitana blu scendendo alla fermata di Keramikòs.

Dritta SRDK: A qualche metro da Gazi, un’altra zona ricca di locali sempre molto frequentati ma più bohemian è quella di Metaxourghio. Ritrovo di giovani e di intellettuali un po’ riluttanti alla ressa di Gazi, offre buoni ristoranti e molti orthadika dove trascorrere la serata se siete un gruppo numeroso di amici.

 

Exarchia: Il quartiere più tumultuoso di Atene offre parecchia scelta di locali a prezzi decisamente concorrenziali tanto per il mangiare quanto per il bere. Frequentata da giovani alternativi, da intellettuali e da artisti Exarchia sicuramente non offre kafeterie ultra moderne di altre zone ma è specializzata nel creare un clima “umano”. Dopo aver trascorso  un po’ di tempo in giro per le sue strade in cerca dei migliori graffiti di Atene fermatevi in una delle sue taverne per gustare un’atmosfera da tempi passati e poi scegliete il dopo cena più adatto a voi.

Dritta SRDK: Se volete completare la vostra esperienza ad Exarchia in maniera originale vi segnaliamo che in alcuni locali di Plateia Exarchion è possibile gustare diversi tipi di narghilè. Accompagnatelo con del vino aromatizzato per sentirvi davvero come se foste in Oriente.

 

Syntagma: Nelle viette tra Piazza del Parlamento e Monastiraki è un fiorire di tanti piccoli locali che al sera si riempiono all’inverosimile. Qui tra birrerie, pub e kafeterie avrete solo l’imbarazzo della scelta per la vostra serata. Gli avventori stazionano spesso fuori sui marciapiedi dopo una certa ora data il poco spazio disponibile all’interno dei singoli locali, alcuni dei quali si sviluppano addirittura sotteraneamente. Molti locali di questi ultimi propongono musica a livelli decisamente elevati e non è infrequente che si balli sui tavoli.

Dritta SRDK: Se avete voglia di movimento questa è sicuramente una zona da tenere in considerazione soprattutto se vi muovete con i mezzi. Da Syntagma il venerdì e il sabato sera le ultime metropolitane passano verso le 14 e alcuni autobus che fanno fermata lì circolano tutta la notte.

 

Ierà odòs/odòs Pireos: Queste due grandi strade sono famose per ospitare tantissimi “bouzoukia”, i locali notturni dove si esibiscono le maggiori firme della canzone greca. Un tempo ai bouzoukia si andava a mangiare e si ascoltava nello stesso momento dell’ottima musica. Ora questo tipo di locali, per altro costosissimi, assomogliano di più a dei club dove si balla fino alla mattina. Vige un dress code particolare: gli uomini si vestono eleganti e le donne abbastanza discinte; Vi è inoltre l’abitudine, durante le esibizioni, di acquistare (a caro prezzo) dei vassoi di fiori e lanciarli al cantante in segno di gradimento.

Dritta SRDK: I bouzoukia sono un’esperienza che vi consigliamo se volete assistere a qualcosa di assolutamente greco nel campo del divertimento.

Trattandosi però di un’immersione impegnativa nella cultura greca il nostro suggerimento è quello di farvi accompagnare, la prima volta, da qualche amico greco  che vi sappia guidare e che vi insegni a destreggiarvi al meglio in questa particolare situazione mondana. Rimarrete infatti sicuramente sbalorditi dalla confusione imperante, dai prezzi esorbitanti, dalla gente che balla sui tavoli e dalla difficoltà di trovare parecchio se non a qualche kilometro di distanza dal locale. 

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Costa ateniese: Se vi trovate qui d’ estate vi consigliamo di fare un salto fino alla spiaggia che da Palio Faliro fino a Glyfada, costellata di tanti locali sulla sabbia. Potete comodamente raggiungere la zona con il tram da Suntagma, approfittare della lungomare per una passeggiata al tramonto e poi infilarvi in una delle numerose taverne per mangiare in attesa del calar della notte. I locali qui sono quasi tutti dotati di zona discoteca col vantaggio di poter ballare a pochi metri dal mare.

Dritta SRDK: Se desiderate potete passeggiare tra le vie tranquille e ben tenute di Glyfada e trascorrere la prima serata in questo piacevole sobborgo dove non mancano i ristoranti di pesce e le taverne di buon livello.

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Uscire ad Atene

Mangiare e bere da ateniesi ad Atene

Quando si parla di Atene non si può non nominare la straordinaria varietà di locali dove trascorrere piacevolmente il momento dei pasti. Tra taverne, ristoranti, mezedopoleia e quant’altro siamo sicuri che troverete sicuramente quel che fa al caso vostro in ogni zona della città. 

In questo articolo parleremo brevemente della cultura del cibo in Grecia, dei piatti e delle bevande che più frequentemente si trovano nei menù delle taverne greche.

Per i consigli veri e propri sui posti dove concedervi un aperitivo, gustare un caffè o perdervi tra le squisite portate della cucina greca vi rimandiamo alle dettagliate recensioni presenti nella sezione Mangiare e bere e divise per zone.

Caffè e prima colazione

  • Il caffè è un proprio e vero rituale per i greci. Se avete in mente l’abitudine tutta italiana di trangurgitare la tazzina di espresso bollente al bancone del bar….in Grecia fareste meglio a scordarvela. Qui se si sceglie di prenderlo in una kafetèria (l’equivalente di un bar moderno dove ci può sedere) ci si siede e si rimane per ore a chiacchierare con gli amici. Se un greco quindi vi invita a “prendere un caffè”, non pensate di cavarvela in una manciata di minuti; vi sta invitando a trascorrere con lui l’intera mattinata o l’intero pomeriggio! L’immagine del sabato e della domenica mattina ateniese è proprio quella delle kafeteries dove giovani e adulti trascorrono il tempo bevendo lentamente caffè. Si tratta spesso di locali molto curati esteticamente e dove è facile indugiare piacevolmente sorseggiando una delle tante specialità di caffè disponibili. Il ritrovo equivalente per gli anziani è invece il kafenìo, un luogo più tradizionale e austero dove un tempo  l’ingresso alle donne era vietato dalle norme sociali.

I prezzi, poiché si paga più il posto a sedere che il caffè, sono leggermente più alti di quelli italiani ma la qualità è spesso assai buona. Non è infrequente imbattersi in locali che propongono miscele italiane e bevande realizzate con macchine espresso altrettanto italiane e serviti da barman dall’ottima professionalità.

Una particolarità: accanto all’espresso e al cappuccino caldo troverete la variante fredda; superate lo shock e provatela, soprattutto d’estate, non ve ne pentirete! Altra bevanda imperdibile, è il (Nescafè) frappè, preparato con caffè istantaneo, ghiaccio, zucchero e, se si desidera, latte;

Per chi invece è di fretta o vuole portarsi il caffè dietro durante la giornata è possibile ordinare negli anapsiktìria la propria bevanda calda o fredda in cartone.

Dritta SRDK: Ricordate che quasi sempre, al momento dell’ordinazione, vi chiederanno se preferite il caffè amaro (sketos), zuccherato medio (metrios) o dolce (glikòs) in quanto lo zucchero viene aggiunto in fase di preparazione.

La  prima colazione greca è composta da caffè, tiropita (una sfoglia a forma di mezzaluna ripiena di formaggio), spanakopita (sfoglia ripiena di formaggio e spinaci) o, se si opta per il dolce, bougatsa (μπουγάτσα, sfoglia ripiena di crema pasticcera- dolce tipico di Salonicco).

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Dritta SRDK: Provate ad assaggiare un koulouri, una specie di ciambella ricoperta di sesamo. La trovate un po’ dappertutto perché si vende spessissimo per strada; un vero irrinunciabile street-food!

Per approfondimenti sul pasto del mattino leggete il nostro post Fare colazione in Grecia

 

Pranzo e cena

  • In Grecia gli orari per il pranzo e per la cena sono mediterranei e quindi non sorprendetevi se prima delle 13.30 vedrete le taverne (tranne quelle davvero turistiche) sostanzialmente vuote. La stessa cosa vale per la sera; prima delle 21 i locali si riempiono con difficoltà, estate ed inverno.

 

Pur non avendo nulla contro i ristoranti situati nelle zone più centrali (i quali offrono, ad esempio, la garanzia di controlli frequenti sulla qualità e la freschezza dei cibi serviti da parte delle autorità competenti) vi consigliamo vivamente di evitare quelli che propongono menù turistici e che soprattutto hanno del personale all’esterno che tenta insistentemente di farvi sedere dentro. Molti di questi locali, è vero, hanno personale che parla italiano e quindi può sembrarvi più facile dialogare e farvi capire ma quasi mai mangerete in modo magnifico in questi posti. Fate uno sforzo in più, scegliete un locale più tradizionale leggermente meno affollato da turisti e non avrete niente da rimproverarvi. Non vi preoccupate per la lingua; l’inglese è parlato da tutti ad un buon livello e vedrete comunque che i greci faranno il possibile perchè vi possiate intendere.

Dritta SRDK: Prima di iniziare il pranzo o la cena fate un brindisi alla salute dei presenti alzando i calici e pronunciando le parole  “ στην υγειά μας – stin ighià mas” (alla nostra salute).

Volete saperne di più sulle abitudini dei greci a tavola? Leggete il nostro post sulle Usanze greche a tavola

Un pasto greco inizia comunque con degli orektikà cioè con degli antipasti che possono essere presentati sotto forma di mezèdes quando vengono preparati per accompagnare qualche bevanda alcolica (come l’ouzo, ad esempio). 

 

Non sapete come destreggiarvi tra le varie tipologie di locali? Leggendo Taverna, estiatorio, ouzerì, mezedopolio, rakadiko e maghirìo, che differenza c’è? diventerete abili conoscitori della ristorazione greca.

 

Tra i mezedes più famosi ci sono i dolmádes (δολμάδες; impasto di riso o carne tritata avvolto in una foglia di vite) e i pitákia (πιτάκια; sfogliatine ripiene formaggio, carne tritata, verdura come spinaci ecc.). Tra le salse che spesso vengono gustate insieme al pane le più tradizionali sono la melitzanosaláta (μελιτζανοσαλάτα; salsa a base di melanzane) lo tzatziki (τζατζίκι; salsa allo yogurt con cetriolo, aglio e olio), la taramosalata (ταραμοσαλάτα; salsa a base di uova di pesce), e la tirokafterì (τυροκαυτερή; salsa a base di formaggio e peperone piccante). Nel menù potrete trovare la fava (φάβα), che, contariamente a quanto si possa pensare è una purea non di fave ma di cicerchia (un legume simile nell’aspetto ad una lenticchia gialla) che viene servito o semplicemente con cipolla fresca o nella versione pantremèni (παντρεμένη), “sposata” con capperi e pomodori secchi .

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Venendo ai piatti principali, è la carne a farla da padrona nella cucina greca. Il pesce è comunque presente ma non come ci si aspetterebbe da un Paese affacciato in gran parte sul mare come la Grecia. I piatti più frequentemente consumati sono a base di carne come l’agnello o il maiale e la cottura avviene spesso allo spiedo o alla piastra. Alcuni dei cibi più famosi della cucina greca sono i sovlakia (σουβλάκια; spiedini cotti ai ferri), il gyros (γύρος), una sorta di kebab  di maiale o di pollo che può essere servito da solo o con tzatzíki, pomodoro e cipolla, arrotolata all’interno di una píta (pane schiacciato di forma circolare); in questo ultimo caso prende il nome di píta gýros (πίτα γύρος). Molto comuni le polpette come le soutzoukákia(σουτζουκάκια; polpettine di carne al sugo di pomodoro), i keftédes o keftedàkia (κεφτέδες; polpettine fritte di carne o di ceci) e lo giouvétsi (γιουβέτσι; agnello arrosto con pasta cotta). Altri piatti tipici, serviti in particolare in estate, sono i gemistà (γεμιστά, peperoni o pomodori ripieni di riso e talvolta di carne) e il briam (μπριάμ, un insieme di patate, zucchine, melanzane cotte al forno con sugo di pomodoro).

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Tra i piatti cotti al forno non si può non citare il famoso moussakàs (μουσακάς), un gustoso sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella;

La pasta è normalmente consumata in Grecia ma, tranne che in alcuni ristoranti italiani di buon livello, non vi aspettate di mangiare spaghetti al dente sormontati da una salsa sopraffina. Potete però provare la garidomakaronàda (γαριδομακαρονάδα), la pasta con i gamberi che quasi tutte le taverne di pesce propongono; la troverete forse un po’ dolce (aggiungono della cannella e del peperone verde) ma il risultato finale è spesso gradevole.

Sempre in tema di pesce troverete disponibili i pescati più frequenti che in genere vengono cucinati alla piastra. Imperdibile il polpo ksidato (ξuδάτο), preparato con l’aceto e quello krassato (κρασάτο, al vino), consumati da soli o come mezè.

Dopo i piatti principali veniamo ai contorni e ai formaggi. La più famosa insalata, diventata un simbolo della cucina greca è senza dubbio la khoriátiki (χωριάτικη σαλάτα), l’insalata alla greca, preparata con fette di cetriolo, pomodoro e condita con olio extravergine, origano, olive, peperoni verdi , cipolle fresche a fette, e pezzetti di formaggio feta. Altre insalate, più invernali, prevedono come ingredienti il cavolo verza bianco (spesso accompagnato da carote) e viola.

Tra i formaggi il più noto è ovviamente la feta, un formaggio di capra bianco, che a seconda della provenienza può essere più o meno aspro. Una menzione meritano il kaséri (κασέρι), il manouri (μανούρι), tipico  di Creta, che viene spesso cotto alla piastra e l’anthòtiro (una specie di ricotta).

Per concludere, vi sottoponiamo una breve rassegna dei più importanti dolci greci. Tra quelli realizzati con la pasta sfoglia un posto d’onore va al kataífi (κανταΐφι; sfoglia ripiena di mandorle tritate e bagnata con sciroppo), e al baklavás (μπακλαβάς; sfoglia con mandorle tritate e miele). Sempre con la pasta sfoglia ma senza miele, il galaktoboùreko (γαλακτομπούρεκο), è ripieno di crema di latte e viene talvolta cosparso di pistacchi tritati.

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Altri dolci tradizionali ma realizzati per il periodo di Natale sono i kourambiédes (κουραμπιέδες), realizzati con burro, farina e mandorle intere e i melomakárona  (μελομακάρονα; con frutta secca triatata e miele ).

Il kalvàs, (χαλβάς), dolce diffusissimo, realizzato con semolino o pasta di sesamo, è tipico della Macedonia e si trova nelle varianti alla vaniglia, al cioccolato, alle mandorle o pistacchi. Il ravaní (ραβανί) è un altro dolce conosciuto in tutta la Grecia e si prepara con zucchero, latte e scorza tritata di arancia.

Non possiamo esimerci dal nominare, infine, lo yogurt greco servito con miele e noci o con qualche composta di frutta prodotta artigianalmente.

Dritta SRDK: In quasi tutte le taverne alla fine del pasto viene offerto una piccola fetta dei dolci che abbiamo elencato sopra mentre nei ristoranti cretesi è più usato servire un bicchierino di rakì (la grappa locale) all’inizio.

Volete creare da soli le specialità della cucina greca? Farlo è facile con il ricettario La cucina di Vefa, scritto da una delle più famose cuoche greche. Preparazioni casalinghe e sapori tradizionali che vi lasceranno piacevolmente sazi!

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Bevande e liquori

  • Dopo aver visto i principali cibi della cucina greca, è venuto il momento di dare un’occhiata alle principali bevande che potrete trovare sui menù di taverne e non solo.

VINO: la qualità del vino in Grecia è molto migliorata negli ultimi anni e quindi è facile bere delle buone varietà di bianco, rosso e rosè locali un po’ dovunque, dalla taverna di pesce dell’isola dell’Egeo al prestigioso ristorante in centro ad Atene.

Le regioni più conosciute per i loro eccellento prodotti vitivinicoli sono a sud la zona di Nemea, nel Peloponneso e quella a nord, in Macedonia, quella di Naousa e della Chalkidiki.

Tra i vini bianchi non si possono non citare la Retsina (Ρετσίνα), un bianco secco resinato, molto particolare e il Boutari, un vino prodotto dalle parti di Mantinea, in Arcadia.

Per i rosati possiamo nominare il Kokkineli, un vino rosato secco leggermente resinato.

Tra i rossi una menzione va al Mantineia di Tripoli, al Naoussa, al Nemea, al Rapsani prodotto nei pressi del Monte Olimpo, e al famoso Agiorgitiko, varietà coltivata nei vigneti dai monaci del Monte Athos.

I vini dolci più diffusi si dividono tra la scura Mavrodafni di Patrasso e il dorato Samos che però non accompagna i dolci ma i formaggi.

Tra i superalcolici, usati spesso come digestivi, si distingono invece questi famosi distillati:

OUZO: Solitamente è usato per accompagnare gli antipasti o le mezedes.  I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Dritta SRDK: A causa del suo sapore dolce è facile consumarne quantità discrete senza accorgersi appieno della sua gradazione alcolica, intorno ai 40°. Fate quindi particolare attenzione!

 

TSIPOURO: Assomiglia molto alla grappa italiana ed ha un gusto abbastanza secco. Si tratta di un liquore molto forte e diffuso soprattutto nelle regioni più montuose e fredde della Grecia.

RAKI’: Distillato tipico di Creta. Leggermente più morbido e fruttato rispetto al tsipouro.

MASTICHA: Digestivo prodotto sull’isola di Chios dalla resina degli alberi di lentisco. Sapore dolce e gradazione alcolica intorno ai 30°.