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Attiki

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Tradizioni

Frutti di mare ed aquiloni per festeggiare Katharà Deftèra

Oggi in tutta la Grecia si festeggia Katharà Deftera (Lunedì Puro), ovvero l’inizio della Quaresima. Il menù dei festeggiamenti è molto caratteristico e comprende tutti i cibi che tradizionalmente erano riservati  alle giornate di digiuno. Nonostante la pratica del digiuno venga sempre meno seguita (perlomeno in modo rigoroso) in Grecia  è tuttora possibile trovare cibi in commercio contraddistinti come “νηστίσιμα” (nistissima) ovvero adatti alla νηστία (nistìa, digiuno). Inoltre non è infrequente che fino alla Pasqua le taverne approntino delle pietanze adatte ai chi vuole seguire il regime del digiuno.

I cibi che vengono “vietati” in questo periodo sono le carni di origine animale (che hanno sangue al loro interno), i latticini, le uova e l’olio (ma sono permesse le olive).

Per questo, il menù di Katharà Deuftera contempla lagàna (pane non lievitato che si prepara solo per l’occasione), taramosalata, molluschi, frutti di mare e zuppa di fagioli senza olio. Al termine del pranzo è usanza servire del χαλβάς (chalvàs), un dolce preparato con del semolino. Alla versione classica del chalvàs, originaria della Macedonia, negli ultimi anni si sono aggiunte quelle più golose al cioccolato, alle mandorle e ad altri gusti.

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Lagàna, il tipico pane di Katharà Deftèra

Quando il tempo lo permette si corre all’aperto a far volare quanto più possibile gli aquiloni. Se si decide di festeggiare all’esterno si prende parte alla Cholouma, una festa di origine ateniese diffusa ormai in tutta la Grecia, il cui nome sembrerebbe derivare da “koloumna”, un richiamo alle colonne del tempio di Zeus Olimpio. Ad Atene da tempo il ritrovo è sulla collina di Filopappo, dove in passato si mangiava e si beveva da mattina a sera, fermandosi solo per ballare qualche danza tradizionale. Se siete ad Atene non dimenticate di farci una visita per gustare dal vivo una festa imperdibile!

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Trasferirsi in Grecia

Trasferirsi in Grecia: consigli per farcela con successo

Trasferirsi in un altro Paese non è mai un passo facile, in nessuna circostanza: bisogna scendere a patti con le proprie paure, andare oltre alla propria “comfort zone”, riinventarsi a volte in un altro lavoro, etc…

Per trasferirsi con successo è a mio avviso necessario agire su due fronti: quello personale e quello più strettamente pratico; ciò significa che bisogna lavorare tanto sulle caratteristiche personali e sulle ragioni della scelta che si sta per fare quanto sulla fattiva preparazione della nuova esperienza.

Se cambiare Paese, come accennavo, non è mai semplice potrebbe non essere immediatamente agevole spostarsi in Grecia, un Paese ricco di prospettive ma purtroppo attanagliato da anni da una crisi che rende difficile a chi si trasferisce elaborare soprattutto nuovi orizzonti lavorativi. Pensare bene al passo che si sta per fare è indispensabile allora per non sprecare tempo e risorse preziose.

I consigli che mi sento di dare a chi decide di stabilirsi qui sono frutto della mia esperienza e di quella di chi ha fatto questo passo prima o dopo di me. Sono orientati a supportare chi vuole trasferirsi per scelta (personale, d’amore etc…) ma possono essere utili altrettanto a chi si trasferisce in Grecia per lavoro e magari fa un’esperienza all’estero per la prima volta e vorrebbe sapere come muoversi.

Dopo averli letti spero non vi resti che trovare il coraggio per fare il passo decisivo. Se desiderate dei suggerimenti più approfonditi vi consiglio di consultare le sezioni “Trasferirsi in Grecia” e “Italiani in Grecia”.

Iniziamo quindi col vedere i consigli che più hanno a che fare con la parte personale. Non sottovaluterei l’importanza di un esame individuale perchè possiamo riuscire nel nostro progetto solo conoscendo chi siamo e cosa vogliamo, le nostre risorse e i nostri limiti.

CONSIGLI PERSONALI:

  • Capire cosa ci può offrire davvero il Paese

Attenzione a non prendere la decisione di trasferirsi al ritorno da una vacanza entusiasmante (o avendo fatto solo vacanze in Grecia) perchè in ogni Paese la realtà è diversa da quella che si può percepire durante una vacanza. Date tempo alla vostra voglia improvvisa di Grecia di sedimentare un po’ valutando bene e senza preconcetti le prospettive di lavoro e di vita che la Grecia più offrirvi in confronto a quella di altri Paesi. Chiedetevi, ad esempio, quali lavori potreste andare a fare una volta sul posto (sopratutto se non parlate greco), se la retribuzione è confacente alle vostre esigenze (siete disposti a guadagnare magari meno per realizzare il vostro desiderio?), se davvero vi sentite pronti ad affrontare i contro (alcuni li potete trovare nell’ articolo “Pro e contro del vivere in Grecia“) della vita in terra ellenica.

  • Analizzare le proprie caratteristiche e capacità

Conoscere i propri punti deboli è molto utile per comprendere se davvero si ha la stoffa per resistere all’estero. Ad esempio, trascorrere del tempo lontano dal proprio Paese, dalle proprie abitudini e dalle proprie persone è meno facile di quanto si pensi. Se si è molto attaccati al proprio modo di vivere, ci si adatta difficilmente ai cambiamenti e si fa fatica ad instaurare rapporti con persone nuove forse è il caso di ripensare alla propria scelta. Il rischio del non valutare bene la propria decisione è quello di arrivare sul posto, trascorrere un periodo frustrante per poi ripartire con la sensazione di aver fallito.

  • Avere delle aspettative obiettive

Quando pensiamo alla nostra vita in un nuovo Paese (nel nostro caso, in Grecia) siamo tentati di pensare che lì tutto sarà fantastico, il lavoro non ci peserà, i rapporti con le persone saranno ottimi, ogni difficoltà sarà appianabile etc…purtroppo non è così! Possiamo positivamente sperare che la qualità della vita migliori (se magari amiamo il mare e ci trasferiremo su un’isola) e diventi più “semplice” ma nessun garantisce che la quotidianità si trasformerà improvvisamente in qualcosa di appagante solo perchè abbiamo cambiato Paese; i doveri, le incombenze, le persone intrattabili, i problemi pratici ci sono in Grecia come altrove.

  • Preparasi ad una mentalità diversa

Per quanto la Grecia possa sembrare un Paese amico, con una mentalità affine alla nostra e gente aperta, non è sempre così. Ad Atene le cose sono diverse che nel resto della Grecia. Non aspettatevi di trovare un’elevata apertura mentale in un’isoletta dell’Egeo dove si vedono turisti solo per tre mesi all’anno e la popolazione vive per lo più di pesca e allevamento. All’inizio, più la società è chiusa  più sarà difficile inserirsi e venire accettati in un ruolo diverso dal quello del “turista”. Valutate bene questo aspetto se per voi la socialità è importante.

  • Prevedere le difficoltà e di sconforto

Il processo di trasferimento non è mai facile perchè i problemi pratici (trovare alloggio e lavoro, farsi degli amici etc…) da affrontare sono innumerevoli. Vi potrà capitare di sentirvi inadeguati e stressati a causa dei tanti aspetti quotidiani da organizzare o migliorare. E’ normale; alcune procedure sono ansiogene e affrontarle in un altro Paese che si conosce poco lo è sicuramente di più. Accettate gli attimi di sconforto non come una debolezza ma come l’occasione per fissare nuovi obiettivi. E non domenticate di congratularvi con voi stessi per essere arrivati dove siete!

  • Tenere presente che la scelta è revocabile

Se, nonostante tutte le precauzioni, vi accorgete che la vita in Grecia- per diverse ragioni- non è quella che vi aspettavate non esitate a ripensare la vostra scelta. Potete prendete in considerazione la possibilità di trascorrerci solo le vacanze. E’ più sensato capacitarsi dell’impossibilità di stabilirsi definitivamente che vivere una vita non soddisfacente solo perchè non si vuole riconsiderare i propri progetti.

E passiamo ora ai consigli pratici per impostare il vostro trasferimento:

 

CONSIGLI PRATICI

  • Decidere dove si vuole andare esattamente

Uno degli elementi di sicuro successo è l’aver deciso il più precisamente possibile dove ci si vuole trasferire. “Trasferirsi in Grecia” è un’espressione troppo vaga, così come lo è ”su qualche isola”! Non tutti i posti sono uguali  e nemmeno le isole lo sono tra loro (Paros non è Donoussa  e nemmeno Creta per capirci). Grecia per tantissime persone significa mare e casette bianche ma non limitate la vostra visione, di vita ed imprenditoriale, alle sole isole, magari solo alle Cicladi! Ci sono altri posti sulla terra ferma altrettanto caratteristici e che non presentano i problemi strutturali delle isole. Basta solo girare un po’ per scoprirli (e magari fare un investimento più remunerativo). Pensate comunque ad un’isola? Se non ne avete una che vi ha ammaliato in particolare restringete il campo a due o tre che abbiano le caratteristiche che vi interessano. Vi sarà più facile e meno dispersivo raccogliere le informazioni necessarie.

  • Consultare chi è già sul posto

Una volta deciso dove volete dirigere le vostre attenzioni provate ad interpellare o a leggere le testimonianze (tramite gruppi Facebook, blog, etc…) di chi sul posto c’è già. Prendete con cautela però le varie risposte- sopratutto quelle alle domande su come si sta o sul costo della vita- perchè quello che vale per altri potrebbe non valere per voi. Siate il più precisi possibili nel porre i vostri interrogativi e mantenete un certo distacco: niente facili entusiasmi ma nemmeno repentine delusioni che vi facciano abbandonare il vostro progetto.

  • Provare a trascorrere dei periodi nel luogo scelto

Passare da fare le vacanze in un posto allo stabilircisi potrebbe non essere la scelta più idonea: un turista quasi mai riesce a comprendere le difficoltà del vivere in un luogo. Per questo la cosa migliore sarebbe concedersi dei periodi di permanenza che permettano di entrare più in contatto con la realtà locale, sopratutto con quella lavorativa se prevedete di dover trovare poi un impiego. Se non avete mai affrontato un inverno su un’isola e pensate di stabilirvici tutto l’anno provate a passarci qualche mese della stagione fredda per verificare la vostra resistenza e la fattibilità pratica (collegamenti con la terraferma, vivibilità del posto) di questa scelta.

  • Imparare la lingua

Imparare il greco non vi aiuterà solo nelle azioni pratiche quotidiane ma vi permetterà, se siete interessati a ciò, di diventare più velocemente membro della comunità di cui andrete a far parte e questo comporterà innumerevoli vantaggi (primo far tutti quello di dare l’impressione agli autoctoni di essere più convinti della propria scelta e risultare più credibili). Se potete iniziate a studiare la lingua prima di partire così da potervi già esercitare sul posto. I greci accoglieranno di sicuro con entusiasmo i vostri sforzi e instaureranno subito dei rapporti più stretti con voi.

  • Elaborare un piano per la creazione di un’attività

Questo consiglio è dedicato a chi vuole aprire un’attività in proprio una volta giunto sul posto. Nonostante la Grecia attragga ogni anno sempre più turismo non bisogna dimenticare che il Paese si trova ad attraversare una crisi economica senza precedenti. Soprattutto se non avete in progetto di investire nelle isole più turistiche tenete presente, nello stilare un piano di azione che i tempi per il recupero del capitale investito potrebbero essere dilatati. Se, al contrario, puntate su qualche isola non dimenticate che a volte non è per nulla facile entrare in un mercato a volte chiuso agli “stranieri” e che sulla maggioranza delle isole la stagione turistica è davvero breve (a volte dura solo 3 mesi).

  • Informarsi nel dettaglio su cosa serve per trasferirsi, lavorare, aprire un’attività

Presa la decisione di trasferirsi bisogna capire quali documenti e quali procedure servono per risiedere in maniera permanente nel Paese o per avviare magari un’attività. Non sottovalutate l’importanza del recuperare tutte le informazioni utili prima della vostra partenza perchè questo vi permetterà di capire le tempistiche e il consumo di risorse (economiche e personali). I tempi e i costi della burocrazia greca potrebbero farvi desistere quando sarete sul posto se non partite preparati. Potete consultare le procedure per il trasferimento della residenza e non solo nella sezione del blog “Trasferirsi in Grecia”.

  • Prendere alloggio e trovare lavoro da dipendenti

Una volta compiuti tutti  passaggi sopra elencati restano due problemi pratici da risolvere, preferibilmente prima di partire: trovare un alloggio e un impiego con cui sostentarsi. Se pensate di restare in Grecia per un periodo di tempo limitato potete cercare un appartamento tramite il web (con annunci o pubblicando qualche post sui gruppi Facebook) ma se calcolate di fermarvi di più uno o più sopralluoghi sono assolutamente necessari. La stessa cosa vale per il lavoro, soprattutto se desiderate aprire un’attività in proprio. In questo caso trascorerre un periodo nella località prescelta diventa indispensabile perchè vi darà la possibilità di tastare il terreno e verificare la fattibilità del progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mangiare e bere, Plaka

Dove mangiare e bere alla Plaka

I locali presenti in questa sezione sono sottoposti a dei regolari “controlli” qualità da parte di SRDK. Il blog rivede periodicamente la lista dei locali consigliati; sono talvolta introdotte nuove proposte e escluse quelle che più in funzione o quelli che non soddisfano totalmente i criteri di qualità/prezzo e servizio.

La Plaka è assolutamente uno dei quartieri cult da visitare ad Atene un po’ perché si trova a poca distanza dall’Acropoli un po’ perché ha in parte conservato l’antico fascino fatto di vicoli e edifici d’epoca.

Trattandosi di una zona turistica le offerte per mangiare o per bere qualcosa non mancano; SRDK vi propone di seguito i locali che più di tutti hanno riscosso il suo favore. Alcuni sono un po’ defilati ma fidatevi…non vi deluderanno!

Se decidete di sedervi a prendere qualcosa da bere nella parte alta della Plaka andate sul sicuro scegliendo il fascino retrò del cafè Klepsidra, Trasivoulou 9. Se vi fate tentare dai profumi che provengono dalla cucina, avete la possibilità di assaggiare degli appetitosi mezedes per accompagnare la vostra ordinazione.

Spettacolare d’inverno per il caminetto acceso e l’ambiente rilassante il Cafè Plaka, Tripodon 1, d’estate si estende sulla terrazza soprastante. Un’oasi di tranquillità impagabile  vivamente consigliata se necessitate di un po’ di calma dopo una giornata intensa.

Dedicato alla grande attrice ed attivista Melina Merkouri, il cafè Melina, Lisiou 22, è un colorato ritrovo che espone al suo interno foto e cimeli di una delle figure più amate dai greci. Se scegliete di stare fuori vi aspettano tanti tavolini in stile greco posti su una delle gradinate più famose della Plaka.

Imbattibile per la vista che offre sulla sottostante agorà romana la taverna-kafeteria Dioskouri, Dioskouron 13, è poco frequentata dai turisti perchè abbastanza difficile da trovare se non la si conosce. Cercate di arrivare in orario adatto per gustarvi uno dei tramonti più belli che si possano vedere ad Atene.

Pur molto turistica e pittoresca la Plaka non è uno dei posti dove andare a mangiare per assaporare la migliore cucina greca; spesso la qualità del cibo è sproporzionata rispetto al costo ma vi è da sottolineare che l’elevato consumo di materie prime da parte dei ristoranti e i frequenti controlli a cui sono sottoposti i locali del centro garantiscono la freschezza degli alimenti.

Si possono trovare comunque delle valide eccezioni, assolutamente da consigliare.

Alla taverna Diogenis, Selley 3, che si trova esattamente davanti al monumento di Lisicrate, potrete assaporare i piatti tipici della cucina greca eseguiti in maniera più che apprezzabile e a prezzi ragionevoli. Per queste sue caratteristiche è abbastanza presa d’assalto e se non volete prenotare vi conviene andarci in orario non di punta.

Assolutamente consigliato come uno dei migliori posti di Atene per cibo e atmosfera, To Kafenio, Epicharmou 1, offre un menù adatto a chi già conosce la cucina greca e vuole speriementare qualcosa di nuovo rimanendo però su sapori mediterranei. Piatti che vi rimarranno nel cuore come l’ambiente rustico e piacevole

 

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Pensieri ateniesi

Le 10 ragioni fondamentali per amare i greci!

Spesso mi capita di pensare a quanto sono fortunata ad abitare in Grecia, il Paese che ho scelto per una serie innumerevole di ragioni che non starò qui ad esporre per non annoiarvi.

E siccome, facendo delle valutazioni,  non si può esulare un Paese dai propri abitanti ho trovato (e non era difficile) diversi punti a favore dei greci. Premetto che- per mia fortuna- ho avuto l’opportunità in questi anni di conoscerne parecchi (donne e uomini) di varie età ed estrazione sociale. In quasi tutti ho potuto delle caratteristiche che mi hanno fatto apprezzare davvero questo popolo. Ovviamente, tengo a precisarlo, come in ogni angolo del globo in Grecia ci sono delle eccezioni e ho potuto sperimentare delusioni e frustrazioni a causa di persone o di comportamenti discutibili. Questo però non ha intaccato la stima che ripongo nel popolo; nonostante abbia imparato a conoscerli più appronditamente e a capire quali sono i loro “difetti” più diffusi non posso non provare per i greci una sincera stima. Ho sintetizzato di seguito quindi quelli che sono per me le loro caratteristiche più positive. Sono solo una decina ma avrei potuto sicuramente trovarne di più!

 

  1. Sono fondamentalmente ottimisti

E già questo li rende simpatici! Sanno godersi la vita e la interpretano spesso con filosofia. Il loro carattere aperto e positivo mette subito allegria. Davanti agli ostacoli non cadono nello sconforto ma sperano sempre che le cose possano migliorare.

  1. Non organizzano tutto nei dettagli

Se avete amici greci sapete che non dovete impazzire ad organizzare un evento nei minimi particolari; bastano le informazioni indispensabili e poi tutto si può improvvisare ed adattare secondo necessità.

  1. Tollerano il ritardo

Un po’ perchè non sono esattamente famosi per essere precisi un po’ perchè non si stressano se non è più che inevitabile spesso capita che i greci non arrivino puntuali agli appuntamenti informali. Ugualmente però non si irritano se in leggero ritardo siete voi.

  1. Si offrono spontaneamente di aiutare

Non solo se vi vedono vagare spersi perchè, da turisti, non conoscete il posto. Se si accorgeranno che, siete per qualche ragione in difficoltà probabilmente si offriranno di aiutarvi spontaneamente senza chiedere nulla in cambio.

  1. Sono attenti alle tradizioni

Una delle ragione per cui si ama di solito la Grecia è per l’attaccamento del suo popolo alle tante tradizioni che si tramandano da secoli. Aperti ovviamente quasi dappertutto alle nuove tendenze gli ellenici restano però fedeli alla loro identità e alle loro usanze millenarie.

  1. Hanno il culto dell’ospitalità

Questo è uno degli aspetti che colpisce in assoluto di più gli stranieri; i greci, indipendetemente dalla loro condizione sociale e dal luogo in cui vivono sono sempre pronti ad aprire la loro abitazione ad amici, conoscenti o semplicemente a coloro che incontrano e a farli sentire, senza troppe cerimonie, davvero a proprio agio.

  1. Sono socievoli

Probabilmente vi è capitato di notare come i greci si mettano a parlare spontaneamente con gli estranei, sebbene stranieri. Con la stessa facilità le persone si interessano a chi hanno davanti e gli concedono confidenza. In Grecia insomma fare nuove conoscenze e amicizie non è affatto un problema.

  1. Sono dei combattenti

Nonostante le difficoltà di vario tipo questo popolo non si arrende facilmente. Il suo passato e il suo presente lo testimoniano chiaramente; i greci sono sempre pronti a combattere per i valori in cui credono e non si lasciano atterrare da nessun nemico e da nessuna crisi

  1. Sono (quasi indiscutibilmente) belli

Negli ultimi anni i greci stanno dando sempre più importanza all’aspetto fisico. Uomini e donne curano di più la loro immagine e valorizzano una bellezza dei tratti mediterranei veramente affascinanti.

  1. Sono greci!!!

Basterebbe questo a farceli amare! Abitanti di una terra meravigliosa, discendenti di un popolo che- senza enfasi- ha aperto la strada della civiltà europea, gli elleni contemporanei, pur coi loro difetti, si fanno benvolere per le loro innumervoli qualità.

 

 

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Exarchia, Mangiare e bere

Dove mangiare e bere ad Exarchia

I locali presenti in questa sezione sono sottoposti a dei regolari “controlli” qualità da parte di SRDK. Il blog rivede periodicamente la lista dei locali consigliati; sono talvolta introdotte nuove proposte e escluse quelle che più in funzione o quelli che non soddisfano totalmente i criteri di qualità/prezzo e servizio.

Se vi trovate a passare ad Exarchia la mattina in cerca di un caffè o dopo mangiato gli indirizzi che vi consigliamo sono il colorato Bilia, Koletti 7 e il Revenge,  Koletti 2 che, con la loro atmosfera rilassata vi faranno sentire mille miglia lontani dal traffico caotico di Atene. Se desiderate qualcosa di più centrale in Platìa Exarchìon trovate il sofisticato Gkrì (pron. Grì), dall’aria rilassata e bohemien.

Se gradite invece un bere qualcosa di fresco in un giardino che si apre come un’ oasi lussureggiante tra i palazzi di Exarchia scegliete l’Ama Laxei, Kallidromìou 66Vi informiamo che il locale funziona inoltre come ristorante- di ottimo livello- nel caso non voleste cambiare luogo per il pranzo o la cena.

Per mangiare vi segnaliamo diverse proposte, tutte molto valide; Il maghirìo* Bouka, Solomou 29, tra i migliori di Atene, serve ogni giorno i piatti tipici della tradizione greca, con una varietà che va di pari passo con la qualità e i prezzi modici.

Se desiderate una ristorante con diverse proposte, tutte rigorosamente greche, per spaziare dall’antipasto al dolce, provate il Rosalia, Valtetsiou 59. Cucina casalinga in un locale “storico” che non delude mai.

Vi mancano i frutti di mare e il pesce magari innaffiati da un vino leggero o da del buon ouzo? Exarchia ha il posto che fa per voi. Seduti ai tavolini dll’ouzerì Lesvos, Emmanouil Benaki 38, vi sembrerà di trovarvi davvero su un’isola greca.

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Ouzeri Lesvos

Se siete in cerca di una piccola gemma nascosta non perdetevi il mezedopolìo To Navagio ton Aggelon, Stournari 41. Scese pochi gradini troverete in un ambiente d’altri tempi. Cucina fantastica, proprietaria gradevolissima e prezzi modici. La sera si suona musica dal vivo ed è meglio prenotare visto lo spazio esiguo.

Infine se volete “migrare” ad Creta per un pranzo o una cena vi consigliamo vivamente l’Okso nou, Benaki 63, dove potrete assaggiare tanto piatti della cucina greca tradizionale quanto specialità cretesi- tutti ben cucinati.

*= specie di rosticceria greca che spesso rappresenta una buona alternativa ai ristoranti e alle taverne. In molti locali c’è la possibilità di sedersi per consumare il pasto.

Dritta SRDK:

Se volete finire la serata provando il narghilè, ad Atene troverete parecchi locali adibiti a questo. Vi consigliamo in Platìa Exarchìon l’Ali Babà e i 40 gusti, che offre un ambiente suggestivo molto orientaleggiante.

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Eventi

Visita guidata al museo dell’Acropoli

Cari amici, questa volta per l’evento culturale del mese SRDK vi propone una visita guidata di 2 ore circa in italiano al museo dell’Acropoli http://www.theacropolismuseum.gr/en
 
La visita si svolgerà come al solito accompagnati da una guida AUTORIZZATA domenica 14 gennaio, dalle 11 alle 13.
Per l’occasione l’adesione alla visita, comprensiva del biglietto d’ingresso di 5€, è:
– 10 € per gli adulti
– 4 € per ragazzi dai 10 anni ai 18 che non pagano l’ingresso
– gratis per bambini sotto i 10 anni
 
La visita si terrà al raggiungimento di un minimo di 15 partecipanti (in caso di annullamento verrete avvertiti per tempo).
Luogo e ora di partenza: alle 10.45 all’ingresso del museo (segnaleremo appositamente il nostro gruppo SRDK).
Siete gentilmente pregati di non tardare perché inizieremo all’ora prestabilita.
 
Al termine chi lo desidera potrà pranzare insieme a SRDK alla taverna “Scholarchio”, Tripodon 14, in zona Plaka (è necessario prenotare, quindi se siete interessati dovete comunicarlo nel messaggio).
 
Il termine per comunicare la partecipazione alla visita e al pranzo è il 13/1.
 

PER PARTECIPARE MANDATE UN MESSAGGIO ALLA PAGINA FACEBOOK DEL BLOG SULLERIVEDELKIFISSOS O LASCIATE LA VOSTRA ADESIONE SOTTO IL POST DELL’EVENTO SULLA PAGINA FACEBOOK di SULLERIVEDELKIFISSOS. 

 
Vi aspetto!!!
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Cucina, Cultura e foto

La vassilopita: tradizione e origine del dolce di Capodanno

Nei giorni precedenti alla fine dell’anno i greci preparano o comprano la vassilòpita (βασιλόπιτα), il tradizionale dolce che verrà poi tagliato (con una elaborata cerimonia) dopo dopo la mezzanotte del Capodanno.
La ricetta della vassilopita è abbastanza semplice e comprende, nella versione più diffusa (e che si può trovare ad Atene, ad esempio) farina, uova, zucchero e latte. 
“Ingrediente” fondamentale per la riuscita di questo dolce è comunque il flourì ovvero una moneta che viene inserita all’interno e che garantisce fortuna per un anno a chi la trova nella propria fetta. Il cerimoniale del taglio della vassilopita è molto solenne; dopo aver disegnato tre volte una croce col coltello il capofamiglia procede al taglio delle prime fette che sono “intoccabili”. In seguito se ne distribuisce un pezzo a tutti i membri della famiglia andando in ordine d’eta (partendo dagli anziani).

La vassilopita presenta comunque diverse varianti di realizzazione. Quella più conosciuta è quella dolce preparata seguendo la ricetta importata dai profughi dell’Asia minore. La vassilopita non è però dolce in tutte le zone della Grecia; in Macedonia, ad esempio, si prepara invece una tiropita (nel cui impasto c’è formaggio) o una prassopita (realizzata con i porri). Nelle zone rurali inoltre è frequente decorare l’esterno della vassilopita con uno stelo di paglia, un rametto di vite o di olivo o un pezzetto di formaggio per propiziare il raccolto o i prodotti agricoli.

Da dove proviene quindi la tradizione della vassilopita?

Nell’antica Grecia non si celebrava un vero capodanno perchè ogni città greca seguiva un calendario proprio. L’anno ateniese iniziava in estate, con alcune feste che celebravano la figura di Crono e il suo periodo di governo, nel quale non esisteva la schiavitù. In queste celebrazioni appunto agli schiavi era consentito non lavorare e potevano sedersi a mangiare con i loro padroni.

L’invenzione della vassilopita è decisamente più recente e sulla sua origine come dolce di capodanno circola comunque una leggenda abbastanza verosimile. Questo dolce prende il nome da Aghios Vassilios, il santo che viene celebrato il primo giorno dell’anno.

Nel periodo in cui Aghios Vassilios era arcivescovo di Kesaria in Asia minore il governatore locale della zona voleva depredare la città. Nonostante gli abitanti fossero poveri e in preda alla fame, il governatore insistette e l’arcivescovo, per evitare il saccheggio, fu costretto a requisire le ricchezze dei pochi benestanti della città.

In seguito però, grazie ad un intervento miracoloso, il saccheggio fu sventato. Aghios Vassilios allora dispose che i beni di valore requisiti fossero restituiti ai cittadini. Non sapendo però più a chi appartenessero con precisione le singole ricchezze decise di far preparare dei pani e di inserire dentro ad essi delle monete o piccoli oggetti di valore. Queste preparazioni vennero poi distribuite tra i poveri della città.

Sembra che la tradizione, che resiste tuttora, di impastare un dolce e di nascondere all’interno come portafortuna abbia proprio questa spiegazione.

Per concludere di seguito la ricetta della vassilopita originale. Gli ingredienti sono facilmente reperibili; per dare all’impasto un tono davvero “greco” servono solamente il machlepi e mastica.

Ho scelto la versione dello chef Akis Petretzikis, ben spiegata e di sicuro successo!

 

Dosi per 10 persone

20’ tempo di preparazione

45’ tempo di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti:

  • 300 gr. burro a temperatura ambiente
  • 250 gr. di zucchero a velo
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 7 gr. di machlepi
  • 2 gr di mastica (solida)
  • ½ cucchiaino di noce moscata
  • 2 cucchiai di farina
  • buccia di 1 o 2 arance
  • 2 bastoncini di vaniglia o 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 75 ml di latte parzialmente scremato
  • 400 gr di farina
  • 1 cucchiaio di lievito
  • zucchero a velo per decorare

 

  • Preriscaldate il forno a 180° .
  • In un mixer mettete il burro e lo zucchero a velo fino a che il composto non diventa morbido. In seguito pulite le pareti del mixer con una spatola e riprendete ad amalgamare per altri 5 min. Una volta terminato lasciate il composto da parte
  • In un altro mixer (o in un’altro recipiente) aggiungete lo zucchero semolato, il machlepi, la mastica, la noce moscata, i 2 cucchiai di farina e – se non usate l’estratto- i bastoncini di vaniglia e sbattete bene. Quando l’impasto è diventato una polvere omogenea lo aggiungete al primo nel mixer.
  • Aggiungete la buccia di arancia e l’estratto di vaniglia (se non avete usato i bastoncini) e mescolate tutto a bassa velocità.
  • Aggiungete una ad una le uova. Quando il composto ha assorbito un uovo, aggiungete il successivo.
  • Togliete il composto dal mixer e aggiungete il latte, amalgamando con una spatola o con un cucchiaio.
  • In un altro mescolate i 400 gr di farina e il lievito aiutandovi con una spatola o con un cucchiaio.
  • Prendete uno stampo per torte allargabile (25 cm di diametro) e ungetelo con burro e farina.
  • Allargate il composto ottenuto nella forma, livellandolo con una spatola.
  • Non dimenticate di inserire all’interno del composto una moneta, avvolgendola in un po’ di carta d’alluminio.
  • Cuocete per 45’ nella parte alta del forno.
  • Quando la vassilopita è pronta, cospargete con lo zucchero a velo e servite!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il blog ateniese

Il blog per chi ama Atene

“Sulle rive del Kifissos” è un blog nato nel giugno 2015 dalla passione per una città meravigliosa- Atene-  che racchiude un fascino senza tempo.

Per chi se lo chiedesse, il Kifissos è un piccolo fiume che attraversa la capitale greca, magari non di portata considerevole ma importante abbastanza da essere assunto, già in età antica, a personaggio mitologico. Sul frontone occidentale del Partenone, ad esempio, era rappresentata la personificazione del fiume Kifissos o Cefiso insieme a quelle di altri corsi d’acqua dell’Attica.

Con questa espressione, “Sulle rive del Kifissos”, dal momento che il fiume taglia la città e i suoi sobborghi da nord a sud  per un lungo tratto del suo percorso, Atene viene considerata nella sua accezione più vasta e non limitata alle solite zone centrali più conosciute.

Il  blog SRDK è stato creato con l’intento di scoprire e di condividere lo spirito inconfondibile di Atene, fatto di cultura millenaria, sapori decisi, atmosfere irripetibili.

SRDK tiene a precisare che nella valutazione dei locali e delle manifestazioni è sempre stato il più possibile imparziale, non ha mai dichiarato la sua attività di blogging alla gestione né prima né dopo la visita, non ha nè chiesto nè ottenuto pranzi o ingressi gratis in cambio di pubblicità e non è mai stati oggetto di nessuna forma di sponsorizzazione esterna.

Da qualche mese SRDK organizza eventi culturali per far scoprire per la prima volta  (o magari far scoprire in maniera più approfondita a chi li conosce già) i più importanti siti e musei della capitale greca. In questo il blog è affiancato da una guida esperta ed autorizzata, profondo conoscitore della realtà e delle tradizioni ateniesi. Se siete interessati  a partecipare date un’occhiata regolarmente ai post pubblicati su questo sito e sula pagina Facebook del blog.

Sperando che i suggerimenti del blog risultino utili nel pianificare la vostra visita ad Atene SRDK vi invita a scrivere a info@sullerivedelkifissos.it o sulla sua pagina Facebook per qualsiasi dubbio o informazione. Una stupenda permanenza ad Atene a tutti!!!

 

 

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Chi scrive

Qualche parola su SRDK

Chi si trova dietro agli articoli e agli eventi di SRDK? Se avete voglia di scoprirne un po’ di più qui sotto ci sono degli indizi!

Se volete comunque saperne di più sulla città di Atene e di chi sta dietro il blog vi consiglio di leggere l’intervista di SRDK per il sito Expat.com (specializzato nel fornire informazioni a chi vuole emigrare) che trovate a questo link.

In breve vi potete fare un’impressione di chi gestisce SRDK dal mio (semi-serio) profilo:

Αttikì:

Arrivata per la prima volta in Grecia spinta dalla passione dei miei amati classici (consapevole di non poter però, per ovvi motivi, intrattenere discussioni di stampo filosofico con Socrate o Platone), sono rimasta folgorata dalla beltà del luogo (e da una mediterraneità, aspra e selvaggia come nient’altro). Ho deciso quindi di approfondire la cultura della Grecia moderna, ugualmente affascinante, concentrandomi sull’apprendimento del “facilissimo” idioma che mi aveva attirato subito per la sua musicalità. I ricorrenti viaggi in Ellade, non hanno fatto che accrescere il mio amore per questa terra, i suoi abitanti, i suoi costumi. Tanto che da alcuni anni vivo nella capitale ateniese. Soddisfatta. E’ con passione che scrivo di questa città, con lo stesso ardore che vorrei trasmettere a voi per questo posto capace ogni volta di stupire.

Per chi se lo chiedesse gestisco il blog dal giugno del 2015, ormai però in “esclusiva”. La mia aspirazione è quella di usare il blog non solo per creare eventi culturali alla portata di tutti ma soprattutto quello di fare diventare SRDK un punto di riferimento per chi vive stabilmente o temporaneamente ad Atene.

Accetto volentieri le vostre critiche e i vostri suggerimenti, decisamente utili a far crescere questo progetto. Per esprimere il vostro parere mandate un messaggio alla pagina Facebook di Sullerivedelkifissos.it o una mail a info@sullerivedelkifissos.it 😀

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News da Atene

Dove andare e cosa fare nelle feste natalizie ad Atene

Nonostante le temperature non si possano definire invernali e quindi il clima natalizio sembri tuttora lontano, la capitale greca si è preparata con cura a celebrare il periodo più “festoso dell’anno”. Per chi passerà il Natale ad Atene sono in programma manifestazioni ed eventi per tutti i gusti. Vediamo le più importanti insieme a due locali “natalizi” davvero irrinunciabili!

Fondazione Stavros Niarchos:

Quest’anno sono in programma una serie di manifestazioni per grandi e bambini a tema natalizio fino ai primi giorni del nuovo anno. Il meraviglioso allestimento di tutti gli spazi della fondazione merita da solo una visita così come l’ imperdibile pista da pattinaggio. I vari eventi sono consultabili presso il sito: https://www.snf.org/

Museo dell’Acropoli:

Una maniera inconsueta di passare le feste è quella di trascorrerle…facendo il pieno di cultura e non solo. Sino alla fine dell’anno è infatti possibile per gli adulti e per i loro accompagnatori “in miniatura” godere di musica, attività e dolci distrazioni presso il Museo più famoso di Atene. Il programma è consultabile su http://www.theacropolismuseum.gr/en

Food market in Plateia Kotzià:

Si tratta del più gustoso degli appuntamenti natalizi ateniesi. Alcuni degli chef e dei locali più innovativi di Atene prepareranno le loro prelibatezze “invernali” e le serviranno all’aperto in appositi banchetti. Dal 21 fino al 31 dicembre. Ingresso libero. Per info su orari e giorni di apertura: http://www.thefoodmarket.gr/

Keramikòs per i bambini:

Le manifestazioni natalizie più sorprendenti si trovano soprattutto nei parchi dedicati ai bambini con tante attività in programma, giochi, musica e laboratori. Un’occasione comunque per i grandi di immergersi per un po’nella spensierata aria di festa. Ad Atene da visitare quello di Technopolis e quello, poco distante, del Paliò Amaksostasio. Per informazioni:  http://thechristmasfactory.gr/ e www.magiko-amaxostasio.com

 

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Plateia Syntagma:

Passare da Syntagma per dare un’occhiata all’albero natalizio ogni anno (e ammirare o criticare) è quasi d’obbligo per ogni ateniese. Inoltre per gli appassionati , fino al 30 dicembre è prevista una serie di esibizioni musicali. Ingresso gratuito

 

Due locali “natalizi” da provare:

Ed infine due locali che trasformano il Natale, nonostante le giornate buie, in una festa luminosa ed esplosiva.  

Assolutamente perfetto per il Natale il Noel -Kolokotroni 59 B-, col suo arredamento a tema e i cocktail in versione “festiva”(Rudolph Punch, Let it Snow, etc…) in questo periodo dell’anno è davvero irrinunciabile.

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Little Kook

Locale famosissimo per i propri allestimenti tematici, sotto Natale il Little Kook– Karaiskaki 17- permette di entrare nella favola natalizia grazie alla scenografia in cui nulla è lasciato al caso. Un’esperienza unica, adatta a tutte le età. Vista l’enorme affluenza si consiglia di prenotare o…armarsi di pazienza all’ingresso!

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Cucina

I dolci della tradizione greca

Arrivati alla fine della nostro ipotetico pranzo greco e giunti quindi alle note dolci, per concludere la nostra rassegna sui più importanti piatti della cucina greca, non possiamo tralasciare i più importanti dessert tradizionali greci.

La pasticceria greca tipica subisce tuttora l’influenza dell’adiacente medio Oriente e questo lo si può riscontrare tanto nei nomi quanto nei sapori. In prevalenza, infatti, questo tipo di dolci sono realizzati con miele e aromatizzati con le spezie. Ovviamente, l’arte pasticcera greca si è arricchita negli ultimi tempi di tanti contributi provenienti da altre cucine e per cui in ogni dove si possono trovare dolci appartenenti ad altre culture. In questo post però l’attenzione verrà data alle creazioni più tipiche della tradizione ellenica.

Tra quelli realizzati con la pasta fyllo (una sfoglia sottilissima)- e tra i più conosciuti- un posto d’onore va al kataífi (κανταΐφι; sfoglia ripiena di mandorle tritate e bagnata con sciroppo) e al baklavás (μπακλαβάς; sfoglia con mandorle tritate e miele).

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Il gustosissimo baklavàs

 

Sempre con la pasta fyllo ma senza miele, il galaktoboùreko (γαλακτομπούρεκο), è ripieno di crema di latte e viene talvolta cosparso di pistacchi tritati.

In Grecia sono inoltre diffusisime delle specie di torte, realizzate in teglie circolari o quadrate; tra queste si possono citare la karydòpita (il cui ingrediente principale sono le noci) , la portokalòpita (fatta con le arance) e la sokolatòpita (una torta morbida al cioccolato).

 

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Kourambiedes

Oltre alle torte i greci consumano volentieri- soprattutto d’inverno- i loukomades, delle frittelle di solito cosparse di miele.

Altri dolci tradizionali ma realizzati per il periodo di Natale sono i kourambiédes (κουραμπιέδες), realizzati con burro, farina e mandorle intere e i melomakárona  (μελομακάρονα; con frutta secca triatata e miele ).

Il kalvàs, (χαλβάς), dolce diffusissimo, realizzato con semolino o pasta di sesamo, è tipico della Macedonia e si trova nelle varianti alla vaniglia, al cioccolato, alle mandorle o pistacchi. Il ravaní (ραβανί) è un altro dolce conosciuto in tutta la Grecia e si prepara con zucchero, latte e scorza tritata di arancia.

 

 

Dalla tradizione provengono inoltre i dolci al cucchiaio (glykà koutalioù), delle specie di composte dove la frutta è lasciata a pezzi e servita insieme al caffè.

Un altro dolce che si prepara di solito in modo casalingo è il rizogalo in cui al latte si aggiunge del riso bollito e della cannella.

Non possiamo esimerci dal nominare, infine, uno dei dessert greci più conosciuti: lo yogurt servito con miele e noci o con qualche composta di frutta prodotta artigianalmente.

 

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Eventi

Visita museo archeologico di Atene

Cari amici, questa volta per l’evento culturale del mese SRDK vi propone una visita guidata di 2 ore e mezza circa al museo archeologico di Atene http://www.namuseum.gr/. In particolare la spiegazione si concentrerà sulle sezioni preistorica (neolitica-micenea-cicladica), su quella dedicata alla civiltà di Santorini e sulla mostra concernente la figura di Adriano.
La visita si svolgerà come al solito accompagnati da una guida AUTORIZZATA, domenica 3 dicembre, dalle 11 alle 13.30 circa.
Per l’occasione l’adesione è :
– 7 € per i singoli 
– 10 € per le coppie
– 4 € per ragazzi dai 10 anni ai 18 
– gratis per bambini sotto i 10 anni
PER PARTECIPARE MANDATE UN MESSAGGIO ALLA PAGINA FACEBOOK DEL BLOG SULLERIVEDELKIFISSOS (no adesioni sotto il post, grazie). Adesioni sino a sabato 2 dicembre.
La visita si terrà al raggiungimento di un minimo di 15 partecipanti (in caso di annullamento verrete avvertiti per tempo).
Luogo di partenza: ingresso del museo (segnaleremo appositamente il nostro gruppo SRDK). Siete gentilmente pregati di non tardare perchè inizieremo all’ora prestabilita.
Al termine chi lo desidera potrà pranzare insieme a SRDK nella taverna “Rozalia” (è necessario prenotare, quindi se siete interessati dovete comunicarlo nel messaggio).
Vi aspettiamo!!!

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Pensieri ateniesi

Pro e contro del vivere in Grecia

Volevo affrontare l’argomento sui lati positivi e negativi del vivere in Grecia già da parecchio tempo. L’ispirazione me l’hanno data i tanti post e i tanti commenti che leggo sui social e che vedono contrapposti due schieramenti: da una parte coloro che pensano (e sono tanti) che in Grecia o ad Atene la vita si possa definire idilliaca o comunque decisamente migliore che in altri posti; dall’altra coloro che invece sono più cauti nell’esprimere un giudizio interamente positivo quando addirittura non ne hanno uno negativo.

Sarebbe inutile sottolineare che nè gli uni nè gli altri possono definirsi obiettivi; un po’ perchè – ho notato- quasi tutti quelli che decantano senza mezzi termini la vita in Grecia non ci hanno mai davvero vissuto per un periodo di tempo abbastanza lungo da comprendere i difetti  e le difficoltà del Paese. Un po’ perchè chi invece vede solo negatività e critica selvaggiamente le inefficienze greche- mi pare di capire- parte decisamente prevenuto e spesso non ha granchè voglia di cambiare opinione.

Dove sta insomma la verità? Entrambe le prese di posizione in realtà hanno ragione su certi punti ma esagerano su altri. Questo perchè  ovviamente accanto a condizioni decisamente più favorevoli di quelle presenti da altre parti ce ne sono alcune, secondo il mio parere, a cui si fa più fatica ad abituarsi.

Quella di seguito è comunque la somma di considerazioni personali e di esperienze di amici e conoscenti ed pertanto viene presentata senza la pretesa di essere esaustiva.

Pro:

Clima più mite: Non è certo un mistero; in genere il clima in Grecia (esclusa la zona più a nord) è decisamente più “amichevole” che altrove in Europa, soprattutto durante la stagione fredda. Questo permette di godere appieno ogni aspetto della vita qui -in particolare lo stare all’aria aperta più a lungo- e quindi spinge ad appropriarsi e a sfruttare il più possibile i luoghi esterni.

Luoghi meravigliosi e mare da incanto: Non basterebbe un intero post per elogiare la bellezza della terra ellenica, dai suoi luoghi più aspri ed impervi sino alle coste lambite dal mare. Sebbene proprio i colori inarrivabili di quest’ultimo attraggano ogni anni milioni di turisti da ogni dove la Grecia, oltre alle isole, offre infinite possibilità di ammirare scorci impagabili e provare sensazioni incomparabili.

Cultura in ogni angolo: La straordinaria natura greca è accompagnata dovunque da un apparato culturale e storico senza paragoni. Le vestigia delle epoche passate sono presenti un po’ dappertutto e sono ammantate tuttora dalla loro imponente energia. La Grecia è inoltre una terra ricca di tradizioni tuttora vivissime e assistervi è sempre un’esperienza unica.

Costo della vita più sopportabile: La crisi può aver piegato il Paese con l’abbassamento delle retribuzioni e l’innalzamento delle tasse ciononostante la Grecia resta un luogo dove vivere può considerarsi tuttora abbastanza conveniente soprattutto se non si insegue uno stile di vita consumistico. Attenzione però: alcuni beni e servizi di prima necessità sono decisamente cari (ne abbiamo parlato in diversi post) e per tirare avanti decentemente ormai ci vogliono entrate superiori ai 1000€ per persona.

Rapporti umani più immediati: Se non siete timidi e, al contrario, vi relazionate facilmente con chi vi sta intorno la Grecia è il Paese che fa per voi. Qui le persone sono sicuramente più dirette e meno cerimoniose a scapito però della privacy e, a volte, di un po’ di formalità. Se siete disposti a passarci sopra di sicuro stringerete amicizia senza problemi e, se in difficoltà, vi troverete talvolta ad essere aiutati senza nemmeno averlo chiesto.

Felicità a basso prezzo: A patto che non apparteniate alla categoria delle persone materialiste, la Grecia ha tutto quello che un Paese può offrire per rendere felice un individuo. Se cercate appagamento (spirituale, culturale, mentale) o inseguite il vostro “cambio di vita” qui vi troverete a vostro agio senza dover investire cifre esorbitati per raggiungere il proprio obiettivo.

Contro:

Educazione sociale limitata: Su alcune tematiche di impatto sociale purtroppo la Grecia arranca. Dall’educazione stradale alla protezione dell’ambiente, dal volontariato alla manutenzione dei beni pubblici sarebbero tanti i settori dove si dovrebbe e si potrebbe fare di più. Se siete particolarmente attenti a questi temi forse in Grecia troverete qualche difficoltà.

Mercato del lavoro bloccato: Purtroppo la crisi greca ha portato ad un periodo di stagnazione per quanto concerne il settore lavorativo. Inefficaci nel trovare soluzioni ai problemi legati alla recessione, le politiche del lavoro in Grecia paiono inadeguate ad affrontare le sfide della nuova economia. Si cerca di mantenere le vecchie abitudini e i vecchi privilegi senza sperimentare orari o forme di collaborazione alternative e in questo modo si esce sconfitti dalla lotta contro la disoccupazione dilagante. Il mercato non è quindi flessibile e per trovare una nuova occupazione spesso c’è bisogno di mesi.

Tasse elevate: Nonostante il governo abbia abbassato alcune tasse e imposizioni per favorire sopratutto la piccola impresa alcuni balzelli in Grecia sono decisamente elevati se si considerano le retribuzioni attuali. Soprattutto prima di aprire un’attività propria è necessario quindi capire bene quanto dei guadagni se ne andrà in tasse per accertarsi se convenga o meno fare questo passo.

Burocrazia nemica: Negli ultimi anni è diminuito il numero dei documenti da dover produrre per ogni singolo permesso, certificazione o altro. Questo non toglie che andare per uffici resti una pratica avversa per il cittadino. Il problema è spesso rappresentato da indicazioni poco chiare sulle procedure da seguire e sulla documentazione da portare sopratutto- va sottolineato- a causa della superficialità o della poca preparazione di alcuni impiegati. Se a questo si unisce spesso un atteggiamento arrogante nei confronti del pubblico è facile comprendere come la burocrazia non venga particolarmente amata da chi la deve affrontare.

Poco aiuto dallo Stato: La Grecia purtroppo non si distingue particolarmente per il sostegno alle fasce deboli della popolazione. Lontana dal welfare di altri Paesi più attenti alle esigenze dei propri cittadini più bisognosi, la Grecia non spende quanto dovrebbe per situazioni di disagio sociale, fisico o d’altro genere. Purtroppo la crisi ha ulteriormente prosciugato i fondi a disposizione di parecchi progetti di sostegno al reddito lasciando una sostenuta fascia della popolazione senza aiuti economici.

Questi in breve i vantaggi e gli svantaggi del vivere in Grecia. Sicuramente la trattazione non ha toccato tutti i punti possibili ma ha cercato perlomeno di allargarsi in diversi settori. Analogamente al proprio settore di interesse o di competenza ciascuno di coloro che vivono qui potrebbe ovviamente aggiungere alla trattazione ulteriori pro e contro.

Il post, va chiarito, è stato scritto senza volontà di critica nei confronti dello Stato greco e della sua popolazione ma con la speranza che possa essere utile nel fare le dovute considerazioni a chi insegue il progetto di trasferirsi qui.

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/3-Kifissos

Dopo aver parlato dell’Ilissos e dell’Iridanos è giunto il momento tanto atteso di dare uno sguardo alla storia e all’evoluzione del fiume più importante dell’Attica, il Kifissos.

Il Kifissos nasce dove il Parnitha si unisce con il Penteli e dopo 27 kilometri si getta nelle acque del golfo Saronico. E’ l’unico fiume della zona ad avere un regime regolare durante tutto l’anno. Sebbene di esigua lunghezza questo fiumiciattolo in antichità è stato innalzato al rango di divinità; una sua rappresentazione si trovava nel frontone occidentale del Partenone. In genere alle statue del Kifissos vengono, dall’età classica in poi, aggiunte delle corna taurine, probabilmente perché il toro era un animale sacro al dio Posidonas, che presiedeva all’elemento acquatico. 

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Statua del Kifissos

In epoca classica, prima di sfociare, il Kifissos percorreva le lunghe mura che correvano da Atene al Pireo.

Sotto l’imperatore Adriano sono stati svolti i primi significativi lavori volti a sfruttare appieno del fiume con la costruzione di un sistema di incanalamento delle sue acque.

Nei secoli successivi il Kifissos è sempre stato una fonte importante di approvvigionamento idrico per le zone circostanti. Nelle foto d’epoca è facile vederlo come un fiume ameno, immerso in una natura idilliaca.

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Il Kifissos all’inizio del secolo scorso

Purtroppo con il passare del tempo, sopratutto nel periodo post-bellico questo fiume è stato usato sempre di più come scolo per le acque reflue delle tante industrie sorte nel frattempo. Questo fatto, unito ad una sostanziale mancanza di un piano per il depuramento delle sue acque, ha reso il Kifissos un fiume dal colore incerto e ha compromesso la sua natura.

All’inizio di questo secolo, per limitare il pericolo di inondazioni frequenti in occasione di piogge intense, il fiume è stato incanalato in argini di cemento per un lungo tratto (per quasi metà della sua lunghezza) sino al mare. Questa decisione, sebbene abbia centrato lo scopo che si era prefissa, ha portato alla distruzione quasi completa dell’ecosistema residuo che gravitava intorno al fiume.

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Il Kifissos nel tratto verso il Pireo

Ultimamente il Kifissos è tornato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica; grazie all’impegno di gruppi di volontari che si occupano di pulire le sue rive il Kifissos è tornato in alcuni punti al suo splendore originale, sopratutto nei tratti fuori città.

Dopo aver visto i principali fiumi dell’Attica potrebbe sorgere automaticamente una domanda. Ma se i fiumi di Atene hanno portata così esigua come fa la città ad approvigionarsi di acqua? Questo è un interrogativo di cui vedremo insieme la soluzione in uno dei prossimi post!

 

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Cucina

Birre, vini e liquori della tradizione greca

Negli scorsi post dedicati alla cucina greca abbiamo visto gli antipasti, i primi e i secondi più popolari in terra ellenica. Per completezza, prima di passare ad una sezione più “dolce”, è venuto il momento di dare un’occhiata alle principali bevande che potrete trovare sui menù di taverne e non solo. In questo articolo parleremo brevemente delle tipologie più diffuse di alcolici, analizzando le scelte proposte più frequentemente tra birre, vini e liquori.

BIRRA:

 

Negli ultimi anni la produzione di birra in Grecia ha avuto un deciso incremento, grazie alla nascita di micro laboratori artigianali in tutta la Grecia. Nelle taverne di solito troverete le birre che sono disponibili al supermercato ma non è escluso che sulle isole vi propongano qualcosa di locale. Dato il clima torrido dell’estate le birre prodotte in Grecia sono quasi sempre lager a media gradazione (ma non mancano le Pils e le Ale). Volendo fare un giro veloce (e non esaustivo) delle birre prodotte nelle varie parti della Grecia iniziamo con la Voria prodotta a Serres mentre l’acqua del Parnassos è l’ingrediente principale della birra Eza. In Tessaglia si produce la Argo sulla cui etichetta è presente l’omonima nave degli Argonauti. Nella Messinia la birra Neda prende il nome da un’antica divinità delle acque. Ad Atene, volendo provare qualcosa di locale, si può assaggiare la Peiraikì o la Zorbàs. 

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Passando alle isole, a Santorini si beve la Red Donkey e l’inconfondibile Volcan. A Chios si può gustare la Fresh Beer Chios. A Creta infine la Rethimniakì è disponibile chiara o scura.

VINO:

La qualità del vino in Grecia è molto migliorata negli ultimi anni e quindi è facile bere delle buone varietà di bianco, rosso e rosè locali un po’ dovunque, dalla taverna di pesce dell’isola dell’Egeo al prestigioso ristorante in centro ad Atene.

Le regioni più conosciute per i loro eccellento prodotti vitivinicoli sono a sud la zona di Nemea, nel Peloponneso e quella a nord, in Macedonia, quella di Naousa e della Chalkidiki.

Tra i vini bianchi non si possono non citare la Retsina (Ρετσίνα), un bianco secco resinato, molto particolare e il Boutari, un vino prodotto dalle parti di Mantinea, in Arcadia.

Per i rosati possiamo nominare il Kokkineli, un vino rosato secco leggermente resinato.

Tra i rossi una menzione va al Mantineia di Tripoli, al Naoussa, al Nemea, al Rapsani prodotto nei pressi del Monte Olimpo, e al famoso Agiorgitiko, varietà coltivata nei vigneti dai monaci del Monte Athos.

I vini dolci più diffusi si dividono tra la scura Mavrodafni di Patrasso e il dorato Samos che però non accompagna i dolci ma i formaggi.

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Nemea, vigneti e testimonianze archeologiche

Tra i superalcolici, usati spesso come digestivi, si distingono invece questi famosi distillati:

OUZO: Solitamente è usato per accompagnare gli antipasti o le mezedes.  I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Dritta SRDK: A causa del suo sapore dolce è facile consumarne quantità discrete senza accorgersi appieno della sua gradazione alcolica, intorno ai 40°. Fate quindi particolare attenzione!

TSIPOURO: Assomiglia molto alla grappa italiana ed ha un gusto abbastanza secco. Si tratta di un liquore molto forte e diffuso soprattutto nelle regioni più montuose e fredde della Grecia.

RAKI’: Distillato tipico di Creta. Leggermente più morbido e fruttato rispetto al tsipouro.

MASTICHA: Digestivo prodotto sull’isola di Chios dalla resina degli alberi di lentisco. Sapore dolce e gradazione alcolica intorno ai 30°.

 

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Italiani in Grecia

In Grecia come a casa nostra? Una ricerca sugli italiani di Atene – Prof. Domenico Maddaloni

E’ con immenso piacere che pubblico questo prezioso articolo del Prof. Domenico Maddaloni, docente di sociologia all’Università di Salerno.

Il Professore, interessato alle dinamiche della nuova emigrazione in Europa, all’inizio di questo autunno si è stabilito per un mese ad Atene per condurre una ricerca qualitativa sul campo. Ha parlato con diversi esponenti della comunità italiana ateniese e ha raccolto le loro disparate testimonianze circa i motivi del loro trasferimento, le loro prospettive future, il loro livello di integrazione e il loro rapporto con la madrepatria.

Il contributo è stato scritto dal Professor Maddaloni per SRDK alla fine della sua permanenza ateniese e trae le prime somme della sua indagine. Ringraziando sentitamente il docente, propongo volentieri la sua prima efficace analisi della comunità italiana di Atene.

 

In Grecia come a casa nostra? Una ricerca sugli italiani di Atene 

Mentre in Italia la politica si dibatte, si contorce e si avvita intorno a tematiche di scarsa o nessuna presa sulla vita quotidiana dei cittadini – a meno che non si tratti di tasse o di tariffe in aumento “perchè ce lo chiede l’Europa” –, molti studiosi di scienze sociali hanno cominciato ad interrogarsi su un fenomeno che appare in grande crescita in questi ultimi tempi. Sempre più Italiani, giovani e anziani, dal Sud e dal Nord, lasciano il Paese. Quello della crescente mobilità delle persone non è un fenomeno limitato all’Italia, perchè in parte è una conseguenza spontanea della globalizzazione. Inoltre un numero crescente di espatri si sta verificando anche negli altri Paesi di questa Europa del Sud tanto colpita da una crisi che si sta prolungando, al punto che non riusciamo più a vederne una conclusione positiva. Ma certamente quello degli espatri è un fenomeno che colpisce l’immaginazione degli studiosi, perchè l’epoca delle migrazioni degli Italiani sembrava ormai conclusa con il decollo economico degli anni ’60, che aveva messo fine alla stagione delle partenze “con la valigia di cartone” in direzione delle miniere o delle fabbriche del Nord America, del Nord Europa e, come sappiamo bene, anche del Nord Italia.

Chi sono questi Italiani nuovamente in cerca di opportunità di lavoro o di vita in altri Paesi? Quali motivi, bisogni o interessi li spingono? Quali difficoltà si trovano a dover affrontare? Che giudizio danno della propria esperienza, in confronto con una possibile permanenza o un possibile ritorno in Italia? E come definiscono se stessi nel mondo di Skype, dei voli low cost e della flessibilità del lavoro e della vita? Queste domande hanno spinto un numero crescente di studiosi a cercare delle risposte attraverso la ricerca empirica. Sono un sociologo dell’Università di Salerno e ho vissuto qui per circa un mese, cercando di creare un rapporto con gli Italiani di Atene e di Halkida, frequentando i luoghi virtuali e reali d’incontro e intervistando tanti connazionali che hanno spontaneamente prestato il loro tempo e la loro attenzione al mio lavoro di ricerca, dedicato al tentativo di rispondere alle domande che ho presentato qui sopra. Ed anche a qualche altra domanda rivolta più specificamente a chi potrebbe vivere qui ma anche altrove, e che tuttavia ha scelto la Grecia come “casa” propria. I mass media del nostro Paese non mancano mai di presentare la Grecia come un esempio negativo nel panorama europeo dell’epoca della crisi. La Grecia è, per definizione, il Paese che “sta peggio di noi”, e rispetto al quale “noi” possiamo sentirci un gradino al di sopra. E allora per quale ragione ci sono oggi comunque così tanti Italiani che continuano a scegliere la Grecia, e in particolare Atene, non per una vacanza, non per un viaggio, ma proprio per viverci, e proprio in questa epoca di crisi?

Al momento in cui scrivo queste brevi note la ricerca non è affatto terminata. I materiali che ho raccolto verranno attentamente studiati con l’aiuto di software di analisi dei dati testuali, e di procedure di interpretazione condivisa tra i ricercatori, che permetteranno di far emergere i principali nodi tematici dei percorsi e delle condizioni di lavoro e di vita degli Italiani ad Atene. E non finisce qui, dal momento che – come è noto dai tempi di John Stuart Mill – la forma più robusta e generalizzabile di conoscenza è quella comparata. Vogliamo confrontare il profilo sociale degli Italiani di Atene con quello degli Italiani di Valencia, o di Francoforte, o di tanti altri luoghi privilegiati dai nostri connazionali per la propria scelta di lavoro e/o di vita “altrove”. Perciò sarebbe presuntuoso, da parte mia, presentarvi ora i risultati di un’indagine che non è finita. Forse però posso dirvi di alcune impressioni che ho ricavato in questo periodo di lavoro, qui ad Atene e dintorni.

Innanzitutto, il profilo sociale degli Italiani che risiedono qui è molto più eterogeneo di quanto non pensassimo all’inizio. C’è la donna (o molto più raramente l’uomo) che si è trasferito qui per amore – un fenomeno noto agli studiosi come marriage migration. Ci sono i pensionati che amando la Grecia hanno deciso di vivere qui almeno una parte dell’anno – questa gli esperti la chiamano invece retirement migration. Ci sono, e sono più numerosi del previsto, i giovani che hanno trovato un’occupazione qui dopo esperienze italiane infruttuose, sia nel lavoro autonomo – in particolare nella ristorazione – sia in quello dipendente, spesso in centri di assistenza “in remoto”. Ma accanto a quelli che sarebbero chiamati migrant workers si trovano anche giovani aspiranti manager globali che vivono una parte della propria carriera in questo Paese – e cioè quanti vengono chiamati dagli esperti expatriates in senso stretto. E non si può assolutamente dimenticare la presenza della second generation – dei figli di coppie formate da un coniuge italiano e da uno invece greco. Insomma, si tratta di una presenza niente affatto marginale – per quanto certamente gli Italiani residenti qui non si contino a milioni – e ramificata in diversi settori ed ambienti della società greca.

Un aspetto invece comune a gran parte degli Italiani che ho incontrato è l’avere un livello culturale piuttosto elevato. Chi ha un titolo di studio “inferiore”, qui, ha il diploma medio superiore, ma la grande maggioranza ha un diploma di laurea. In linea di principio, l’avere un titolo di studio elevato è una risorsa che rende più facile l’inserimento nella società di accoglienza. Questo perchè l’avere un diploma, o meglio ancora una laurea, aumenta quella che i sociologi chiamano capacità riflessiva, e cioè la capacità di comprendere il mondo intorno a sè e di mettersi in relazione con esso per cogliere i propri obiettivi di lavoro o di vita. Che si tratti di imparare il greco, o di muoversi nell’area metropolitana, o di cogliere una nuova opportunità di lavoro, o di partecipare alla vita culturale di una città che è una grande capitale dell’Europa mediterranea: in queste, come in altre circostanze, un livello di istruzione elevato, e di conseguenza una elevata riflessività, risultano di aiuto. E tutto questo a sua volta aiuta a vivere bene in questo Paese e in questa città.

Anche il modo nel quale molti tra gli Italiani residenti ad Atene affrontano il tema dell’identità mi sembra collegato all’elevata istruzione e capacità riflessiva di cui dicevo in precedenza. Non sono molti quelli che si definiscono “emigrati”, la maggioranza delle persone che ho intervistato non si riconosce affatto in questa etichettta. Prevalgono invece due definizioni che mostrano un grado sottostante molto elevato di fiducia in se stessi. Alcuni infatti scelgono di definirsi “Italiani all’estero” – come se dicessero “la mia identità è talmente robusta che mi permette di vivere qui come vivrei in Italia”. Apparentemente all’opposto, altri si definiscono “cittadini del mondo” – come se dicessero “la mia identità è talmente forte che mi permette di vivere qui come vivrei ovunque”. Ma questo, anche più di quelli toccati in precedenza e di tanti altri, è un tema delicato che merita certamente un attento approfondimento.

Non posso non concludere con un omaggio e un ringraziamento. Alla Grecia e in particolare alla città di Atene, che sento ormai un pò anch’io come “casa mia”. A tutte le persone che mi hanno accolto, Italiani e Greci, che non soltanto hanno attivamente partecipato al mio lavoro ma hanno contribuito a far sì che questo periodo all’estero fosse anche per me un fattore di grande crescita e di arricchimento personale. Un’esperienza che non dimenticherò, e che anzi mi farebbe piacere di tenere viva il più possibile.

Prof. Domenico Maddaloni

 

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/2-Iridanos

Dopo aver parlato nello scorso post dell’Ilissos, è ora il momento di occuparci del fiume più segreto di Atene,  che scorre sotto la città e di cui pochi si accorgono, ovvero l’Iridanòs.

L’Iridanòs è un fiumiciattolo a carattere stagionale che sgorga dalle pendici del Likabetto per diventare poi un affluente dell’Ilissòs. Attraverso i secoli le necessità derivanti dalle attività umane hanno fatto in modo che il piccolo fiume venisse quali completamente coperto tanto che ora è possibile scorgerlo solo in pochissimi punti (come in Plateia Monastirakiou, ad esempio).

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L’Iridanòs a Thissio alla metà dell’800

 

Sebbene di esigue dimensioni e portata, l’Iridanòs ha costituito una fonte di approvvigionamento idrico importante sin dall’età antica. Alle sue acque e alle sue frequenti esondazioni  è dovuto però l’abbandono, nel IV secolo, della zona del Keramikos- destinata alla lavorazione della ceramica- da parte dei vasai dell’epoca. Nel sito archeologico è tuttora possibile vedere l’unico tratto scoperto del fiume che scorre accanto all’antica porta di accesso alla città.

 

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L’Iridanòs al sito del Keramikòs

I lavori per la costruzione della metropolitana della linea 3 hanno inoltre portato alla scoperta, nella stazione di Monastiraki, della copertura del secondo secolo d.C. voluta per trasformare il fiume in una specie di canale di scolo.

La presenza dell’Iridanòs ha causato qualche problema nella realizzazione dei lavori della metropolitana ed è stato necessario deviarne le acque in un nuovo tragitto sotterraneo che le conducesse fino al Keramikòs.

Al termine delle opere, la copertura è stata sistemata ed è stato creato un museo in miniatura con tabelloni che mettono in evidenza i vari strati archeologici presenti in loco.

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/1-Ilissos

Quando si pensa ad Atene è facile notare come la città si differenzi dalle altre grandi capitali europee perchè non ha un grande fiume che la attraversa. Una domanda che potrebbe sorgere immediatamente è quindi se Atene abbia comunque fiumi di una certa importanza. 

Ovviamente, come tutti sanno, da milleni nella capitale non scorrono certo fiumi di grande portata; l’elemento acquatico è stato però  significativo per la nascita e lo sviluppo della civiltà ateniese al punto che, in epoca antica, alcuni  fiumiciattoli che scorrevano nei dintorni sono stati assunti addirittura a divinità. Sino al secolo scorso inoltre l’attività sulle loro rive era brulicante e vitale per poi declinare quando molti di questi sono stati interrati, deviati o declassati.

Nonostante il clima abbastanza secco, Atene, si può considerare alquanto dotata di fiumi e riserve idriche affini, seppur non di lunghezza o capacità considerevole.

Oltre a tre principali fiumi- Ilissos, Eridanos e Kifissos- ha infatti 700 tra torrenti e altre sorgenti che hanno assicurato un discreto approvvigionamento idrico alla piccola Atene classica prima e alla capitale greca poi. Il bacino idrico di Atene è rappresentato molto bene dall’immagine qui sotto:

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Per meglio approfondire la storia e l’importanza dei tre più significativi fiumi della capitale greca è necessario però trattarli separatamente perchè, sebbene connessi tra di loro, ognuno di essi ha avuto un suo particolare sviluppo e presenta delle caratteristiche peculiari.

Partiamo dunque dall’Ilissos, che sgorga dal versante nord-ovest dell’Imittos e che, dopo un breve tragitto, sfocia nel golfo Saronico dalle parti di Neo Faliro.

Ai tempi dell’Atene classica il fiume scorreva lungo e al di fuori delle mura cittadine. Lungo il suo percorso sorgevano molti luoghi d’istruzione o addirittura sacri; il liceo di Aristotele, il tempio di Zeus Olimpios, il ginnasio del Kinosarghes. In antichità il fiume era inoltre ritenuto la dimora delle Muse alle quali era dedicato un altare che si trovava lungo le sue rive.

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L’ Ilissos in un dipinto di inizio ‘800

I dintorni dell’Ilissos erano ai tempi rigogliosi di vegetazione e vibranti di attività umane. All’altezza dello stad Panathinaiko vi era la famosa Vatrachonisì ovvero l’isola delle rane e dalle parti del tempio di Zeus alle acque delle fiume si univano quelle della fonte Kalliroi.

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L’Ilissos a fine ‘800

Questo spaccato idilliaco, rappresentato da molte raffigurazioni ottocentesche, inizia a cambiare con la designazione di Atene a capitale dello Stato greco. La pressione umana sulle sponde del fiume inizia a farsi pesante a causa dell’espansione dell’abitato cittadino.

Il percorso del fiume inizia dagli anni 30 del secolo scorso ad essere oggetto di lavori che hanno come scopo il suo interramento- voluto dal dittatore Metaxà per evitare il diffondersi presunto di malattie. L’Ilissos viene coperto nel tratto all’aperto che va dal quartiere di Ilissia sino all’odierno Leoforos Syggrou. L’unico tratto in cui tuttora si può vedere il letto originale del fiume è dalle parti della chiesa di Agias Fotinis, all’inizio di Leoforos Vouliagmenis.

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L’Ilissos agli inizi del secolo scorso, prima della copertura

I lavori sull’alveo dell’Ilissos sono stati decisamente significativi; in antichità l’Ilissos, infatti, non sfociava direttamente a mare ma confluiva nel Kifissos dalle parti di Moschato. Ad completamento delle modifiche apportate nei decenni precedenti  è stato scavato un nuovo letto che ha portato il fiume, da emissario, a gettarsi autonomamente nel golfo di Saronico.

Ormai l’Ilissos però, a causa della sua portata d’acqua esigua non arriva normalmente a sfociare a mare ma il suo letto, artificiale e quasi sempre in secca,  è comunque visibile a Neo Faliro.

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Cucina

I secondi piatti (e quelli unici) della cucina greca

Negli scorsi post abbiamo visto gli antipasti e i primi piatti della cucina greca. E’ ora il momento di concentrarci sui secondi e sui piatti “unici”, molto diffusi nella tradizione culinaria ellenica.

Abbiamo accennato nell’articolo sulle usanze greche a tavola che, inaspettatamente per un Paese bagnato dal mare, è la carne a farla da padrona nella cucina greca. Questo si vede abbastanza chiaramente quando si parla dei secondi piatti più diffusi, molti dei quali utilizzano appunto questo ingrediente.

I piatti più frequentemente consumati sono a base di carne come l’agnello o il maiale e la cottura avviene spesso allo spiedo o alla piastra. Alcuni dei cibi più famosi della cucina greca, sono i sovlakia (σουβλάκια; spiedini cotti ai ferri), il gyros (γύρος), una sorta di kebab  di maiale o di pollo che può essere servito da solo o con tzatzíki, pomodoro e cipolla, arrotolata all’interno di una píta (pane schiacciato di forma circolare); in questo ultimo caso prende il nome di píta gýros (πίτα γύρος). I greci di solito consumano questi cibi in una taverna o in un souvlatzidiko o  in qualche psistarià (ovvero un locale dove la carne viene cucinata alla brace); il perchè è presto spiegato: sono preparazioni che richiedono un’attrezzatura e un’abilità particolari che solo i locali appositi possiedono.

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un’inconfodibile porzione di pita

 

 

Molti diffusi per questo genere di cibi sono il take-away o le ordinazioni a domicilio. Spessissimo accade la sera di vedere in giro ragazzi che col loro motorino consegnano souvlakia e pites ai clienti.

Piatti molto comuni della tavola greca sono polpette come le soutzoukákia (σουτζουκάκια; polpettine di carne al sugo di pomodoro), i keftédes o keftedàkia (κεφτέδες; polpettine fritte di carne o di ceci). Non possono mancare sulle tavole greche i famosi biftekia (μπιφτέκια), polpettoni preparati con carne macinata, cipolla e, a seconda della ricetta, spezie o erbe aromatiche.

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Keftedakia

Il pollo è molto diffuso ma non è considerato propriamente “carne”! In genere lo si prepara quando si vuole mangiare qualcosa di leggero. Lo si cucina al forno con le patate oppure lo si usa per preparare gustosi biftekia.

Altrettanto consumata, non solo a Pasqua, è la carne di agnello. Di solito quasi tutte le taverne specializzate in piatti di carne hanno nel menù le paidakia (παϊδάκια), ovvero le costolette di agnello al forno. Altro piatto, consumato soprattutto d’inverno, è lo yiouvetsi (γιουβέτσι), pasta e carne di agnello cotte al forno nello stesso recipiente.

 

Ovviamente la cucina greca non si limita solo alla carne ma ha una varietà di piatti, soprattutto casalinghi, molto ampia. Molti diffusi sono i laderà, ovvero i piatti cucinati con buone quantità di olio. Tra questi molti legumi come i fagioli (ottima la fasolada con le verdure), le lenticchie, o i ceci.

Un altro modo di preparare i fagioli, oltre che in pentola, è al forno; i gigantes sono fagioli bianchi preparati con carote e aneto infornati con una salsa di pomodoro.

Altri piatti tipici, serviti in particolare in estate, sono i gemistà (peperoni o pomodori ripieni di riso e talvolta di carne) e il briam (un insieme di patate, zucchine, melanzane cotte al forno con sugo di pomodoro).

Immancabili sono i dolmádes (impasto di riso o carne tritata con erbe aromatiche) nella loro versione estiva (avvolti in una foglia di vite) o invernale (in una foglia di cavolo).

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Dolmadakia in salsa avgolemono

 

 

Un capitolo a parte va riservato ai cibi “da teglia” cioè quelli realizzati al forno e poi divisi in porzioni.

Tra i piatti cotti al forno non si può non citare il famoso moussakàs (μουσακάς), un gustoso sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella. Il pastitsio (παστίτσιο), altro piatto simbolo della cucina caslinga greca è un timballo di pasta, ragù e besciamella.

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Un simbolo della cucina greca: il mousakàs!

La pasta è normalmente consumata in Grecia ma a volte non viene vista come una pietanza a sé stante. Ovviamente le ricette più diffuse sono presenti ma non fanno parte della tradizione greca. La pasta spesso accompagna la carne cucinata con vari intingoli (con i quali viene condita) o le polpette. Stessa sorte per il riso che, di solito in bianco, viene servito per accompagnare piatto di carne.

 

Il pesce, pur meno popolare della carne, è comunque presente nell’alimentazione greca. In particolare, però, lo si trova nei tanti mezedes che abbiamo visto parlando degli antipasti greci.  A proporlo sono spesso, oltre che le psarotaverne, le ouzeri e i mezedopoleia. Visto che le porzioni greche sono sempre generose si può benissimo ordinare un antipasto di pesce e consumarlo come piatto principale; non si resterà sicuramente delusi o affamati. Per chi a tavola predilige il mare alla terraferma è comunque sempre possibile ordinare, nelle taverne specializzate,  crostacei e pesci vari alla griglia.

 

Secondo di carne o pesce, sulle tavole greche non manca quasi mai l’insalata; la più famosa, diventata un simbolo della cucina greca è senza dubbio la khoriátiki, l’insalata preparata con fette di cetriolo, pomodoro e condita con olio extravergine, origano, olive, peperoni verdi, cipolle fresche a fette, e pezzetti di formaggio feta. Altre insalate, più invernali, prevedono come ingredienti il cavolo verza bianco (spesso accompagnato da carote) e viola.

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 lachanosalata: insalata invernale di cavolo

 

Tra i formaggi che accompagnano il pasto il più noto è ovviamente la feta, un formaggio di capra bianco, che a seconda della provenienza può essere più o meno aspro. Una menzione meritano il kaséri (κασέρι), il manouri (μανούρι), tipico  di Creta, che viene spesso cotto alla piastra e l’anthòtiro (una specie di ricotta).

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Cultura e foto

Rebetiko, l’intensa canzone popolare greca

La musica rebetika è sicuramente una costante delle notti ateniesi. Il genere rebetiko si può ascoltare in alcuni locali specializzati (rebetadika) dove si suona esclusivamente questo tipo di canzoni; alcuni dei pezzi più famosi sono inoltre sempre nel programma delle taverne che propongono musica dal vivo. Ma come mai questo genere è così diffuso e quali sono le sue caratteristiche? Senza volere fare una trattazione troppo accurata dell’argomento vediamo cosa si intende per musica rebetika e quali sono state i momenti più importanti della sua evoluzione.

Il termine rebetiko (ρεμπέτικο) definisce il tipo di canzone popolare nato alla fine dell’800 e sviluppatosi fino agli anni 30 del 1900. In particolare, il terreno su cui cresce il genere  è quello delle zone portuali di alcune città greche come il Pireo, Volos e Thessaloniki; in seguito il rembetiko si espande fino a conquistare altre città greche. Un filone simile- ma che presenta proprie diversità- si sviluppa invece dalle parti di Patrasso.

Il rebetiko (o musica rebetika) nasce quindi nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che cercano di tramutare i loro disagi in musica. I temi trattati dalle canzoni sono spesso molto seri: povertà, prigione, uso di droghe, storie d’amore contrastato, problemi sociali, prostituzione. Nonostante la gravità degli argomenti non è raro che però i testi parlino agli ascoltatori in modo ironico e talvolta scherzoso.

Gli strumenti tipici della canzone rembetika sono il bouzouki e la chitarra; spesso nelle melodie si può ascoltare il baglamàs (un altro stumento a corda) unitamente al violino, al piano e al contrabbasso.

Uno strano suono che si può udire di tanto in tanto nelle canzoni è quello di un komboloi che sbatte contro un bicchiere di vetro; poiché il pubblico nelle taverne era solito accompagnare in questo modo i musicisti, il suono venne adottato poi in alcune incisioni.

Al pari di altri generi musicali, il rebetiko ha attraversato diverse fasi:

  • fine ‘800- inizi ‘900: origini del movimento
  • 1922-1932: periodo dove dominano i ritmi provenienti da Smirne
  • 1932-1942: periodo della rebetika classica
  • 1942-1952: periodo della diffusione

Il rebetiko, come già accennato, nasce nelle città portuali, in Grecia e nelle colonie greche dell’Asia Minore. La mancanza di testimonianze scritte rende però difficile descrivere dettagliatamente le prime fasi del movimento musicale.

Nelle prime decadi del ‘900 il centro del rebetiko diventa ufficialmente Smirne; in questo periodo i suoni sono fortemente influenzati dalle melodie ottomane. A seguito della catastrofe microasiatica (che vede migliaia di coloni abbandonare le loro abitazioni e tornare in Grecia) sono proprio i compositori provenienti dall’Asia a contribuire in modo determinante allo sviluppo della musica rebetika in Grecia.

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Lo stanziamento dei profughi microasiatici nei centri urbani greci infonde nuova linfa al scena musicale grazie alle componenti anatolitiche giunte insieme a loro. Oltre alle proprie innovazioni, i compositori ed interpreti smirneici, spesso molto preparati musicalmente, apportano un inusuale virtuosismo al genere rebetico. A questo proposito, le figure di Spyros Peristeris e di Panagiotis Toundas, sono capisaldi che hanno enormemente influenzato lo sviluppo successivo del rebetiko.

Dalle città portuali dove la presenza microasiatica è più netta, il rebetiko si sviluppa acquisendo caratteristiche locali e in seguito viene esportato nel resto del Paese. Su una scena prevalentemente maschile si affacciano quindi sulla alcune voci femminili considerate tuttora tra le migliori interpreti della canzone rebetika (Eskenazi, Papagkika, Chaskil, etc…).

Nella fase denominata “classica”, il rebetiko si è ormai affermato come musica popolare di sempre crescente successo. Nel corso degli anni ’30 il genere deve affrontare la censura imposta dal dittatore Metaxas che giudica alcune delle tematiche trattate sconvenienti e quindi impone agli autori di adattare i testi delle proprie canzoni.

Dopo la battuta d’arresto causata dalla censura, il rebetiko torna il voga alla fine del secondo conflitto mondiale, con altri autori e tematiche parzialmente diverse. Il genere ora insegue un successo di pubblico più ampio e per farlo si avvale di testi di portata popolare e di interpreti conosciuti. In questi anni inizia a splendere l’astro di Vassilis Tsitsanis che viene accompagnato, tra le altre cantanti, dall’indimenticabile Sotiria Bellou.

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In quel periodo iniziano gli studi approfonditi sul genere musicale e si rimaneggiano alcune canzoni delle origini del movimento, come quelle di Markos Vamvakaris, attivo negli anni ’30 del secolo scorso.

Negli anni ’70, inoltre, la protesta contro la dittatura della giunta fa proprie le canzone rebetike degli inizi condividendo il messaggio di disagio sociale in esse racchiuso.

In seguito, la musica rebetika diventa- grazie al lavoro di autori ed interpreti moderni – sempre più la musica popolare per eccellenza. Avendo perso in parte la sua carica di protesta per le difficili condizioni sociali degli inizi del secolo, acquisisce però una diffusione che le assicura una popolarità senza precedenti.

Ai giorni nostri la rebetika è suonata in tutte le taverne, turistiche o no, che prevedano un programma musicale. Alcuni capolavori del rebetiko, infatti, sono indiscutibilmente attuali ed ascoltarli rende partecipi di una Grecia lontana nel tempo ma tuttora perfettamente vivida.