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Attiki

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Pensieri ateniesi

Pro e contro del vivere in Grecia

Volevo affrontare l’argomento sui lati positivi e negativi del vivere in Grecia già da parecchio tempo. L’ispirazione me l’hanno data i tanti post e i tanti commenti che leggo sui social e che vedono contrapposti due schieramenti: da una parte coloro che pensano (e sono tanti) che in Grecia o ad Atene la vita si possa definire idilliaca o comunque decisamente migliore che in altri posti; dall’altra coloro che invece sono più cauti nell’esprimere un giudizio interamente positivo quando addirittura non ne hanno uno negativo.

Sarebbe inutile sottolineare che nè gli uni nè gli altri possono definirsi obiettivi; un po’ perchè – ho notato- quasi tutti quelli che decantano senza mezzi termini la vita in Grecia non ci hanno mai davvero vissuto per un periodo di tempo abbastanza lungo da comprendere i difetti  e le difficoltà del Paese. Un po’ perchè chi invece vede solo negatività e critica selvaggiamente le inefficienze greche- mi pare di capire- parte decisamente prevenuto e spesso non ha granchè voglia di cambiare opinione.

Dove sta insomma la verità? Entrambe le prese di posizione in realtà hanno ragione su certi punti ma esagerano su altri. Questo perchè  ovviamente accanto a condizioni decisamente più favorevoli di quelle presenti da altre parti ce ne sono alcune, secondo il mio parere, a cui si fa più fatica ad abituarsi.

Quella di seguito è comunque la somma di considerazioni personali e di esperienze di amici e conoscenti ed pertanto viene presentata senza la pretesa di essere esaustiva.

Pro:

Clima più mite: Non è certo un mistero; in genere il clima in Grecia (esclusa la zona più a nord) è decisamente più “amichevole” che altrove in Europa, soprattutto durante la stagione fredda. Questo permette di godere appieno ogni aspetto della vita qui -in particolare lo stare all’aria aperta più a lungo- e quindi spinge ad appropriarsi e a sfruttare il più possibile i luoghi esterni.

Luoghi meravigliosi e mare da incanto: Non basterebbe un intero post per elogiare la bellezza della terra ellenica, dai suoi luoghi più aspri ed impervi sino alle coste lambite dal mare. Sebbene proprio i colori inarrivabili di quest’ultimo attraggano ogni anni milioni di turisti da ogni dove la Grecia, oltre alle isole, offre infinite possibilità di ammirare scorci impagabili e provare sensazioni incomparabili.

Cultura in ogni angolo: La straordinaria natura greca è accompagnata dovunque da un apparato culturale e storico senza paragoni. Le vestigia delle epoche passate sono presenti un po’ dappertutto e sono ammantate tuttora dalla loro imponente energia. La Grecia è inoltre una terra ricca di tradizioni tuttora vivissime e assistervi è sempre un’esperienza unica.

Costo della vita più sopportabile: La crisi può aver piegato il Paese con l’abbassamento delle retribuzioni e l’innalzamento delle tasse ciononostante la Grecia resta un luogo dove vivere può considerarsi tuttora abbastanza conveniente soprattutto se non si insegue uno stile di vita consumistico. Attenzione però: alcuni beni e servizi di prima necessità sono decisamente cari (ne abbiamo parlato in diversi post) e per tirare avanti decentemente ormai ci vogliono entrate superiori ai 1000€ per persona.

Rapporti umani più immediati: Se non siete timidi e, al contrario, vi relazionate facilmente con chi vi sta intorno la Grecia è il Paese che fa per voi. Qui le persone sono sicuramente più dirette e meno cerimoniose a scapito però della privacy e, a volte, di un po’ di formalità. Se siete disposti a passarci sopra di sicuro stringerete amicizia senza problemi e, se in difficoltà, vi troverete talvolta ad essere aiutati senza nemmeno averlo chiesto.

Felicità a basso prezzo: A patto che non apparteniate alla categoria delle persone materialiste, la Grecia ha tutto quello che un Paese può offrire per rendere felice un individuo. Se cercate appagamento (spirituale, culturale, mentale) o inseguite il vostro “cambio di vita” qui vi troverete a vostro agio senza dover investire cifre esorbitati per raggiungere il proprio obiettivo.

Contro:

Educazione sociale limitata: Su alcune tematiche di impatto sociale purtroppo la Grecia arranca. Dall’educazione stradale alla protezione dell’ambiente, dal volontariato alla manutenzione dei beni pubblici sarebbero tanti i settori dove si dovrebbe e si potrebbe fare di più. Se siete particolarmente attenti a questi temi forse in Grecia troverete qualche difficoltà.

Mercato del lavoro bloccato: Purtroppo la crisi greca ha portato ad un periodo di stagnazione per quanto concerne il settore lavorativo. Inefficaci nel trovare soluzioni ai problemi legati alla recessione, le politiche del lavoro in Grecia paiono inadeguate ad affrontare le sfide della nuova economia. Si cerca di mantenere le vecchie abitudini e i vecchi privilegi senza sperimentare orari o forme di collaborazione alternative e in questo modo si esce sconfitti dalla lotta contro la disoccupazione dilagante. Il mercato non è quindi flessibile e per trovare una nuova occupazione spesso c’è bisogno di mesi.

Tasse elevate: Nonostante il governo abbia abbassato alcune tasse e imposizioni per favorire sopratutto la piccola impresa alcuni balzelli in Grecia sono decisamente elevati se si considerano le retribuzioni attuali. Soprattutto prima di aprire un’attività propria è necessario quindi capire bene quanto dei guadagni se ne andrà in tasse per accertarsi se convenga o meno fare questo passo.

Burocrazia nemica: Negli ultimi anni è diminuito il numero dei documenti da dover produrre per ogni singolo permesso, certificazione o altro. Questo non toglie che andare per uffici resti una pratica avversa per il cittadino. Il problema è spesso rappresentato da indicazioni poco chiare sulle procedure da seguire e sulla documentazione da portare sopratutto- va sottolineato- a causa della superficialità o della poca preparazione di alcuni impiegati. Se a questo si unisce spesso un atteggiamento arrogante nei confronti del pubblico è facile comprendere come la burocrazia non venga particolarmente amata da chi la deve affrontare.

Poco aiuto dallo Stato: La Grecia purtroppo non si distingue particolarmente per il sostegno alle fasce deboli della popolazione. Lontana dal welfare di altri Paesi più attenti alle esigenze dei propri cittadini più bisognosi, la Grecia non spende quanto dovrebbe per situazioni di disagio sociale, fisico o d’altro genere. Purtroppo la crisi ha ulteriormente prosciugato i fondi a disposizione di parecchi progetti di sostegno al reddito lasciando una sostenuta fascia della popolazione senza aiuti economici.

Questi in breve i vantaggi e gli svantaggi del vivere in Grecia. Sicuramente la trattazione non ha toccato tutti i punti possibili ma ha cercato perlomeno di allargarsi in diversi settori. Analogamente al proprio settore di interesse o di competenza ciascuno di coloro che vivono qui potrebbe ovviamente aggiungere alla trattazione ulteriori pro e contro.

Il post, va chiarito, è stato scritto senza volontà di critica nei confronti dello Stato greco e della sua popolazione ma con la speranza che possa essere utile nel fare le dovute considerazioni a chi insegue il progetto di trasferirsi qui.

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/3-Kifissos

Dopo aver parlato dell’Ilissos e dell’Iridanos è giunto il momento tanto atteso di dare uno sguardo alla storia e all’evoluzione del fiume più importante dell’Attica, il Kifissos.

Il Kifissos nasce dove il Parnitha si unisce con il Penteli e dopo 27 kilometri si getta nelle acque del golfo Saronico. E’ l’unico fiume della zona ad avere un regime regolare durante tutto l’anno. Sebbene di esigua lunghezza questo fiumiciattolo in antichità è stato innalzato al rango di divinità; una sua rappresentazione si trovava nel frontone occidentale del Partenone. In genere alle statue del Kifissos vengono, dall’età classica in poi, aggiunte delle corna taurine, probabilmente perché il toro era un animale sacro al dio Posidonas, che presiedeva all’elemento acquatico. 

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Statua del Kifissos

In epoca classica, prima di sfociare, il Kifissos percorreva le lunghe mura che correvano da Atene al Pireo.

Sotto l’imperatore Adriano sono stati svolti i primi significativi lavori volti a sfruttare appieno del fiume con la costruzione di un sistema di incanalamento delle sue acque.

Nei secoli successivi il Kifissos è sempre stato una fonte importante di approvvigionamento idrico per le zone circostanti. Nelle foto d’epoca è facile vederlo come un fiume ameno, immerso in una natura idilliaca.

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Il Kifissos all’inizio del secolo scorso

Purtroppo con il passare del tempo, sopratutto nel periodo post-bellico questo fiume è stato usato sempre di più come scolo per le acque reflue delle tante industrie sorte nel frattempo. Questo fatto, unito ad una sostanziale mancanza di un piano per il depuramento delle sue acque, ha reso il Kifissos un fiume dal colore incerto e ha compromesso la sua natura.

All’inizio di questo secolo, per limitare il pericolo di inondazioni frequenti in occasione di piogge intense, il fiume è stato incanalato in argini di cemento per un lungo tratto (per quasi metà della sua lunghezza) sino al mare. Questa decisione, sebbene abbia centrato lo scopo che si era prefissa, ha portato alla distruzione quasi completa dell’ecosistema residuo che gravitava intorno al fiume.

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Il Kifissos nel tratto verso il Pireo

Ultimamente il Kifissos è tornato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica; grazie all’impegno di gruppi di volontari che si occupano di pulire le sue rive il Kifissos è tornato in alcuni punti al suo splendore originale, sopratutto nei tratti fuori città.

Dopo aver visto i principali fiumi dell’Attica potrebbe sorgere automaticamente una domanda. Ma se i fiumi di Atene hanno portata così esigua come fa la città ad approvigionarsi di acqua? Questo è un interrogativo di cui vedremo insieme la soluzione in uno dei prossimi post!

 

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Cucina

Birre, vini e liquori della tradizione greca

Negli scorsi post dedicati alla cucina greca abbiamo visto gli antipasti, i primi e i secondi più popolari in terra ellenica. Per completezza, prima di passare ad una sezione più “dolce”, è venuto il momento di dare un’occhiata alle principali bevande che potrete trovare sui menù di taverne e non solo. In questo articolo parleremo brevemente delle tipologie più diffuse di alcolici, analizzando le scelte proposte più frequentemente tra birre, vini e liquori.

BIRRA:

 

Negli ultimi anni la produzione di birra in Grecia ha avuto un deciso incremento, grazie alla nascita di micro laboratori artigianali in tutta la Grecia. Nelle taverne di solito troverete le birre che sono disponibili al supermercato ma non è escluso che sulle isole vi propongano qualcosa di locale. Dato il clima torrido dell’estate le birre prodotte in Grecia sono quasi sempre lager a media gradazione (ma non mancano le Pils e le Ale). Volendo fare un giro veloce (e non esaustivo) delle birre prodotte nelle varie parti della Grecia iniziamo con la Voria prodotta a Serres mentre l’acqua del Parnassos è l’ingrediente principale della birra Eza. In Tessaglia si produce la Argo sulla cui etichetta è presente l’omonima nave degli Argonauti. Nella Messinia la birra Neda prende il nome da un’antica divinità delle acque. Ad Atene, volendo provare qualcosa di locale, si può assaggiare la Peiraikì o la Zorbàs. 

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Passando alle isole, a Santorini si beve la Red Donkey e l’inconfondibile Volcan. A Chios si può gustare la Fresh Beer Chios. A Creta infine la Rethimniakì è disponibile chiara o scura.

VINO:

La qualità del vino in Grecia è molto migliorata negli ultimi anni e quindi è facile bere delle buone varietà di bianco, rosso e rosè locali un po’ dovunque, dalla taverna di pesce dell’isola dell’Egeo al prestigioso ristorante in centro ad Atene.

Le regioni più conosciute per i loro eccellento prodotti vitivinicoli sono a sud la zona di Nemea, nel Peloponneso e quella a nord, in Macedonia, quella di Naousa e della Chalkidiki.

Tra i vini bianchi non si possono non citare la Retsina (Ρετσίνα), un bianco secco resinato, molto particolare e il Boutari, un vino prodotto dalle parti di Mantinea, in Arcadia.

Per i rosati possiamo nominare il Kokkineli, un vino rosato secco leggermente resinato.

Tra i rossi una menzione va al Mantineia di Tripoli, al Naoussa, al Nemea, al Rapsani prodotto nei pressi del Monte Olimpo, e al famoso Agiorgitiko, varietà coltivata nei vigneti dai monaci del Monte Athos.

I vini dolci più diffusi si dividono tra la scura Mavrodafni di Patrasso e il dorato Samos che però non accompagna i dolci ma i formaggi.

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Nemea, vigneti e testimonianze archeologiche

Tra i superalcolici, usati spesso come digestivi, si distingono invece questi famosi distillati:

OUZO: Solitamente è usato per accompagnare gli antipasti o le mezedes.  I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Dritta SRDK: A causa del suo sapore dolce è facile consumarne quantità discrete senza accorgersi appieno della sua gradazione alcolica, intorno ai 40°. Fate quindi particolare attenzione!

TSIPOURO: Assomiglia molto alla grappa italiana ed ha un gusto abbastanza secco. Si tratta di un liquore molto forte e diffuso soprattutto nelle regioni più montuose e fredde della Grecia.

RAKI’: Distillato tipico di Creta. Leggermente più morbido e fruttato rispetto al tsipouro.

MASTICHA: Digestivo prodotto sull’isola di Chios dalla resina degli alberi di lentisco. Sapore dolce e gradazione alcolica intorno ai 30°.

 

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Italiani in Grecia

In Grecia come a casa nostra? Una ricerca sugli italiani di Atene – Prof. Domenico Maddaloni

E’ con immenso piacere che pubblico questo prezioso articolo del Prof. Domenico Maddaloni, docente di sociologia all’Università di Salerno.

Il Professore, interessato alle dinamiche della nuova emigrazione in Europa, all’inizio di questo autunno si è stabilito per un mese ad Atene per condurre una ricerca qualitativa sul campo. Ha parlato con diversi esponenti della comunità italiana ateniese e ha raccolto le loro disparate testimonianze circa i motivi del loro trasferimento, le loro prospettive future, il loro livello di integrazione e il loro rapporto con la madrepatria.

Il contributo è stato scritto dal Professor Maddaloni per SRDK alla fine della sua permanenza ateniese e trae le prime somme della sua indagine. Ringraziando sentitamente il docente, propongo volentieri la sua prima efficace analisi della comunità italiana di Atene.

 

In Grecia come a casa nostra? Una ricerca sugli italiani di Atene 

Mentre in Italia la politica si dibatte, si contorce e si avvita intorno a tematiche di scarsa o nessuna presa sulla vita quotidiana dei cittadini – a meno che non si tratti di tasse o di tariffe in aumento “perchè ce lo chiede l’Europa” –, molti studiosi di scienze sociali hanno cominciato ad interrogarsi su un fenomeno che appare in grande crescita in questi ultimi tempi. Sempre più Italiani, giovani e anziani, dal Sud e dal Nord, lasciano il Paese. Quello della crescente mobilità delle persone non è un fenomeno limitato all’Italia, perchè in parte è una conseguenza spontanea della globalizzazione. Inoltre un numero crescente di espatri si sta verificando anche negli altri Paesi di questa Europa del Sud tanto colpita da una crisi che si sta prolungando, al punto che non riusciamo più a vederne una conclusione positiva. Ma certamente quello degli espatri è un fenomeno che colpisce l’immaginazione degli studiosi, perchè l’epoca delle migrazioni degli Italiani sembrava ormai conclusa con il decollo economico degli anni ’60, che aveva messo fine alla stagione delle partenze “con la valigia di cartone” in direzione delle miniere o delle fabbriche del Nord America, del Nord Europa e, come sappiamo bene, anche del Nord Italia.

Chi sono questi Italiani nuovamente in cerca di opportunità di lavoro o di vita in altri Paesi? Quali motivi, bisogni o interessi li spingono? Quali difficoltà si trovano a dover affrontare? Che giudizio danno della propria esperienza, in confronto con una possibile permanenza o un possibile ritorno in Italia? E come definiscono se stessi nel mondo di Skype, dei voli low cost e della flessibilità del lavoro e della vita? Queste domande hanno spinto un numero crescente di studiosi a cercare delle risposte attraverso la ricerca empirica. Sono un sociologo dell’Università di Salerno e ho vissuto qui per circa un mese, cercando di creare un rapporto con gli Italiani di Atene e di Halkida, frequentando i luoghi virtuali e reali d’incontro e intervistando tanti connazionali che hanno spontaneamente prestato il loro tempo e la loro attenzione al mio lavoro di ricerca, dedicato al tentativo di rispondere alle domande che ho presentato qui sopra. Ed anche a qualche altra domanda rivolta più specificamente a chi potrebbe vivere qui ma anche altrove, e che tuttavia ha scelto la Grecia come “casa” propria. I mass media del nostro Paese non mancano mai di presentare la Grecia come un esempio negativo nel panorama europeo dell’epoca della crisi. La Grecia è, per definizione, il Paese che “sta peggio di noi”, e rispetto al quale “noi” possiamo sentirci un gradino al di sopra. E allora per quale ragione ci sono oggi comunque così tanti Italiani che continuano a scegliere la Grecia, e in particolare Atene, non per una vacanza, non per un viaggio, ma proprio per viverci, e proprio in questa epoca di crisi?

Al momento in cui scrivo queste brevi note la ricerca non è affatto terminata. I materiali che ho raccolto verranno attentamente studiati con l’aiuto di software di analisi dei dati testuali, e di procedure di interpretazione condivisa tra i ricercatori, che permetteranno di far emergere i principali nodi tematici dei percorsi e delle condizioni di lavoro e di vita degli Italiani ad Atene. E non finisce qui, dal momento che – come è noto dai tempi di John Stuart Mill – la forma più robusta e generalizzabile di conoscenza è quella comparata. Vogliamo confrontare il profilo sociale degli Italiani di Atene con quello degli Italiani di Valencia, o di Francoforte, o di tanti altri luoghi privilegiati dai nostri connazionali per la propria scelta di lavoro e/o di vita “altrove”. Perciò sarebbe presuntuoso, da parte mia, presentarvi ora i risultati di un’indagine che non è finita. Forse però posso dirvi di alcune impressioni che ho ricavato in questo periodo di lavoro, qui ad Atene e dintorni.

Innanzitutto, il profilo sociale degli Italiani che risiedono qui è molto più eterogeneo di quanto non pensassimo all’inizio. C’è la donna (o molto più raramente l’uomo) che si è trasferito qui per amore – un fenomeno noto agli studiosi come marriage migration. Ci sono i pensionati che amando la Grecia hanno deciso di vivere qui almeno una parte dell’anno – questa gli esperti la chiamano invece retirement migration. Ci sono, e sono più numerosi del previsto, i giovani che hanno trovato un’occupazione qui dopo esperienze italiane infruttuose, sia nel lavoro autonomo – in particolare nella ristorazione – sia in quello dipendente, spesso in centri di assistenza “in remoto”. Ma accanto a quelli che sarebbero chiamati migrant workers si trovano anche giovani aspiranti manager globali che vivono una parte della propria carriera in questo Paese – e cioè quanti vengono chiamati dagli esperti expatriates in senso stretto. E non si può assolutamente dimenticare la presenza della second generation – dei figli di coppie formate da un coniuge italiano e da uno invece greco. Insomma, si tratta di una presenza niente affatto marginale – per quanto certamente gli Italiani residenti qui non si contino a milioni – e ramificata in diversi settori ed ambienti della società greca.

Un aspetto invece comune a gran parte degli Italiani che ho incontrato è l’avere un livello culturale piuttosto elevato. Chi ha un titolo di studio “inferiore”, qui, ha il diploma medio superiore, ma la grande maggioranza ha un diploma di laurea. In linea di principio, l’avere un titolo di studio elevato è una risorsa che rende più facile l’inserimento nella società di accoglienza. Questo perchè l’avere un diploma, o meglio ancora una laurea, aumenta quella che i sociologi chiamano capacità riflessiva, e cioè la capacità di comprendere il mondo intorno a sè e di mettersi in relazione con esso per cogliere i propri obiettivi di lavoro o di vita. Che si tratti di imparare il greco, o di muoversi nell’area metropolitana, o di cogliere una nuova opportunità di lavoro, o di partecipare alla vita culturale di una città che è una grande capitale dell’Europa mediterranea: in queste, come in altre circostanze, un livello di istruzione elevato, e di conseguenza una elevata riflessività, risultano di aiuto. E tutto questo a sua volta aiuta a vivere bene in questo Paese e in questa città.

Anche il modo nel quale molti tra gli Italiani residenti ad Atene affrontano il tema dell’identità mi sembra collegato all’elevata istruzione e capacità riflessiva di cui dicevo in precedenza. Non sono molti quelli che si definiscono “emigrati”, la maggioranza delle persone che ho intervistato non si riconosce affatto in questa etichettta. Prevalgono invece due definizioni che mostrano un grado sottostante molto elevato di fiducia in se stessi. Alcuni infatti scelgono di definirsi “Italiani all’estero” – come se dicessero “la mia identità è talmente robusta che mi permette di vivere qui come vivrei in Italia”. Apparentemente all’opposto, altri si definiscono “cittadini del mondo” – come se dicessero “la mia identità è talmente forte che mi permette di vivere qui come vivrei ovunque”. Ma questo, anche più di quelli toccati in precedenza e di tanti altri, è un tema delicato che merita certamente un attento approfondimento.

Non posso non concludere con un omaggio e un ringraziamento. Alla Grecia e in particolare alla città di Atene, che sento ormai un pò anch’io come “casa mia”. A tutte le persone che mi hanno accolto, Italiani e Greci, che non soltanto hanno attivamente partecipato al mio lavoro ma hanno contribuito a far sì che questo periodo all’estero fosse anche per me un fattore di grande crescita e di arricchimento personale. Un’esperienza che non dimenticherò, e che anzi mi farebbe piacere di tenere viva il più possibile.

Prof. Domenico Maddaloni

 

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/2-Iridanos

Dopo aver parlato nello scorso post dell’Ilissos, è ora il momento di occuparci del fiume più segreto di Atene,  che scorre sotto la città e di cui pochi si accorgono, ovvero l’Iridanòs.

L’Iridanòs è un fiumiciattolo a carattere stagionale che sgorga dalle pendici del Likabetto per diventare poi un affluente dell’Ilissòs. Attraverso i secoli le necessità derivanti dalle attività umane hanno fatto in modo che il piccolo fiume venisse quali completamente coperto tanto che ora è possibile scorgerlo solo in pochissimi punti (come in Plateia Monastirakiou, ad esempio).

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L’Iridanòs a Thissio alla metà dell’800

 

Sebbene di esigue dimensioni e portata, l’Iridanòs ha costituito una fonte di approvvigionamento idrico importante sin dall’età antica. Alle sue acque e alle sue frequenti esondazioni  è dovuto però l’abbandono, nel IV secolo, della zona del Keramikos- destinata alla lavorazione della ceramica- da parte dei vasai dell’epoca. Nel sito archeologico è tuttora possibile vedere l’unico tratto scoperto del fiume che scorre accanto all’antica porta di accesso alla città.

 

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L’Iridanòs al sito del Keramikòs

I lavori per la costruzione della metropolitana della linea 3 hanno inoltre portato alla scoperta, nella stazione di Monastiraki, della copertura del secondo secolo d.C. voluta per trasformare il fiume in una specie di canale di scolo.

La presenza dell’Iridanòs ha causato qualche problema nella realizzazione dei lavori della metropolitana ed è stato necessario deviarne le acque in un nuovo tragitto sotterraneo che le conducesse fino al Keramikòs.

Al termine delle opere, la copertura è stata sistemata ed è stato creato un museo in miniatura con tabelloni che mettono in evidenza i vari strati archeologici presenti in loco.

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Cultura e foto

I fiumi di Atene/1-Ilissos

Quando si pensa ad Atene è facile notare come la città si differenzi dalle altre grandi capitali europee perchè non ha un grande fiume che la attraversa. Una domanda che potrebbe sorgere immediatamente è quindi se Atene abbia comunque fiumi di una certa importanza. 

Ovviamente, come tutti sanno, da milleni nella capitale non scorrono certo fiumi di grande portata; l’elemento acquatico è stato però  significativo per la nascita e lo sviluppo della civiltà ateniese al punto che, in epoca antica, alcuni  fiumiciattoli che scorrevano nei dintorni sono stati assunti addirittura a divinità. Sino al secolo scorso inoltre l’attività sulle loro rive era brulicante e vitale per poi declinare quando molti di questi sono stati interrati, deviati o declassati.

Nonostante il clima abbastanza secco, Atene, si può considerare alquanto dotata di fiumi e riserve idriche affini, seppur non di lunghezza o capacità considerevole.

Oltre a tre principali fiumi- Ilissos, Eridanos e Kifissos- ha infatti 700 tra torrenti e altre sorgenti che hanno assicurato un discreto approvvigionamento idrico alla piccola Atene classica prima e alla capitale greca poi. Il bacino idrico di Atene è rappresentato molto bene dall’immagine qui sotto:

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Per meglio approfondire la storia e l’importanza dei tre più significativi fiumi della capitale greca è necessario però trattarli separatamente perchè, sebbene connessi tra di loro, ognuno di essi ha avuto un suo particolare sviluppo e presenta delle caratteristiche peculiari.

Partiamo dunque dall’Ilissos, che sgorga dal versante nord-ovest dell’Imittos e che, dopo un breve tragitto, sfocia nel golfo Saronico dalle parti di Neo Faliro.

Ai tempi dell’Atene classica il fiume scorreva lungo e al di fuori delle mura cittadine. Lungo il suo percorso sorgevano molti luoghi d’istruzione o addirittura sacri; il liceo di Aristotele, il tempio di Zeus Olimpios, il ginnasio del Kinosarghes. In antichità il fiume era inoltre ritenuto la dimora delle Muse alle quali era dedicato un altare che si trovava lungo le sue rive.

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L’ Ilissos in un dipinto di inizio ‘800

I dintorni dell’Ilissos erano ai tempi rigogliosi di vegetazione e vibranti di attività umane. All’altezza dello stad Panathinaiko vi era la famosa Vatrachonisì ovvero l’isola delle rane e dalle parti del tempio di Zeus alle acque delle fiume si univano quelle della fonte Kalliroi.

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L’Ilissos a fine ‘800

Questo spaccato idilliaco, rappresentato da molte raffigurazioni ottocentesche, inizia a cambiare con la designazione di Atene a capitale dello Stato greco. La pressione umana sulle sponde del fiume inizia a farsi pesante a causa dell’espansione dell’abitato cittadino.

Il percorso del fiume inizia dagli anni 30 del secolo scorso ad essere oggetto di lavori che hanno come scopo il suo interramento- voluto dal dittatore Metaxà per evitare il diffondersi presunto di malattie. L’Ilissos viene coperto nel tratto all’aperto che va dal quartiere di Ilissia sino all’odierno Leoforos Syggrou. L’unico tratto in cui tuttora si può vedere il letto originale del fiume è dalle parti della chiesa di Agias Fotinis, all’inizio di Leoforos Vouliagmenis.

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L’Ilissos agli inizi del secolo scorso, prima della copertura

I lavori sull’alveo dell’Ilissos sono stati decisamente significativi; in antichità l’Ilissos, infatti, non sfociava direttamente a mare ma confluiva nel Kifissos dalle parti di Moschato. Ad completamento delle modifiche apportate nei decenni precedenti  è stato scavato un nuovo letto che ha portato il fiume, da emissario, a gettarsi autonomamente nel golfo di Saronico.

Ormai l’Ilissos però, a causa della sua portata d’acqua esigua non arriva normalmente a sfociare a mare ma il suo letto, artificiale e quasi sempre in secca,  è comunque visibile a Neo Faliro.

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Cucina

I secondi piatti (e quelli unici) della cucina greca

Negli scorsi post abbiamo visto gli antipasti e i primi piatti della cucina greca. E’ ora il momento di concentrarci sui secondi e sui piatti “unici”, molto diffusi nella tradizione culinaria ellenica.

Abbiamo accennato nell’articolo sulle usanze greche a tavola che, inaspettatamente per un Paese bagnato dal mare, è la carne a farla da padrona nella cucina greca. Questo si vede abbastanza chiaramente quando si parla dei secondi piatti più diffusi, molti dei quali utilizzano appunto questo ingrediente.

I piatti più frequentemente consumati sono a base di carne come l’agnello o il maiale e la cottura avviene spesso allo spiedo o alla piastra. Alcuni dei cibi più famosi della cucina greca, sono i sovlakia (σουβλάκια; spiedini cotti ai ferri), il gyros (γύρος), una sorta di kebab  di maiale o di pollo che può essere servito da solo o con tzatzíki, pomodoro e cipolla, arrotolata all’interno di una píta (pane schiacciato di forma circolare); in questo ultimo caso prende il nome di píta gýros (πίτα γύρος). I greci di solito consumano questi cibi in una taverna o in un souvlatzidiko o  in qualche psistarià (ovvero un locale dove la carne viene cucinata alla brace); il perchè è presto spiegato: sono preparazioni che richiedono un’attrezzatura e un’abilità particolari che solo i locali appositi possiedono.

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un’inconfodibile porzione di pita

 

 

Molti diffusi per questo genere di cibi sono il take-away o le ordinazioni a domicilio. Spessissimo accade la sera di vedere in giro ragazzi che col loro motorino consegnano souvlakia e pites ai clienti.

Piatti molto comuni della tavola greca sono polpette come le soutzoukákia (σουτζουκάκια; polpettine di carne al sugo di pomodoro), i keftédes o keftedàkia (κεφτέδες; polpettine fritte di carne o di ceci). Non possono mancare sulle tavole greche i famosi biftekia (μπιφτέκια), polpettoni preparati con carne macinata, cipolla e, a seconda della ricetta, spezie o erbe aromatiche.

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Keftedakia

Il pollo è molto diffuso ma non è considerato propriamente “carne”! In genere lo si prepara quando si vuole mangiare qualcosa di leggero. Lo si cucina al forno con le patate oppure lo si usa per preparare gustosi biftekia.

Altrettanto consumata, non solo a Pasqua, è la carne di agnello. Di solito quasi tutte le taverne specializzate in piatti di carne hanno nel menù le paidakia (παϊδάκια), ovvero le costolette di agnello al forno. Altro piatto, consumato soprattutto d’inverno, è lo yiouvetsi (γιουβέτσι), pasta e carne di agnello cotte al forno nello stesso recipiente.

 

Ovviamente la cucina greca non si limita solo alla carne ma ha una varietà di piatti, soprattutto casalinghi, molto ampia. Molti diffusi sono i laderà, ovvero i piatti cucinati con buone quantità di olio. Tra questi molti legumi come i fagioli (ottima la fasolada con le verdure), le lenticchie, o i ceci.

Un altro modo di preparare i fagioli, oltre che in pentola, è al forno; i gigantes sono fagioli bianchi preparati con carote e aneto infornati con una salsa di pomodoro.

Altri piatti tipici, serviti in particolare in estate, sono i gemistà (peperoni o pomodori ripieni di riso e talvolta di carne) e il briam (un insieme di patate, zucchine, melanzane cotte al forno con sugo di pomodoro).

Immancabili sono i dolmádes (impasto di riso o carne tritata con erbe aromatiche) nella loro versione estiva (avvolti in una foglia di vite) o invernale (in una foglia di cavolo).

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Dolmadakia in salsa avgolemono

 

 

Un capitolo a parte va riservato ai cibi “da teglia” cioè quelli realizzati al forno e poi divisi in porzioni.

Tra i piatti cotti al forno non si può non citare il famoso moussakàs (μουσακάς), un gustoso sformato di melanzane, patate, ragù e besciamella. Il pastitsio (παστίτσιο), altro piatto simbolo della cucina caslinga greca è un timballo di pasta, ragù e besciamella.

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Un simbolo della cucina greca: il mousakàs!

La pasta è normalmente consumata in Grecia ma a volte non viene vista come una pietanza a sé stante. Ovviamente le ricette più diffuse sono presenti ma non fanno parte della tradizione greca. La pasta spesso accompagna la carne cucinata con vari intingoli (con i quali viene condita) o le polpette. Stessa sorte per il riso che, di solito in bianco, viene servito per accompagnare piatto di carne.

 

Il pesce, pur meno popolare della carne, è comunque presente nell’alimentazione greca. In particolare, però, lo si trova nei tanti mezedes che abbiamo visto parlando degli antipasti greci.  A proporlo sono spesso, oltre che le psarotaverne, le ouzeri e i mezedopoleia. Visto che le porzioni greche sono sempre generose si può benissimo ordinare un antipasto di pesce e consumarlo come piatto principale; non si resterà sicuramente delusi o affamati. Per chi a tavola predilige il mare alla terraferma è comunque sempre possibile ordinare, nelle taverne specializzate,  crostacei e pesci vari alla griglia.

 

Secondo di carne o pesce, sulle tavole greche non manca quasi mai l’insalata; la più famosa, diventata un simbolo della cucina greca è senza dubbio la khoriátiki, l’insalata preparata con fette di cetriolo, pomodoro e condita con olio extravergine, origano, olive, peperoni verdi, cipolle fresche a fette, e pezzetti di formaggio feta. Altre insalate, più invernali, prevedono come ingredienti il cavolo verza bianco (spesso accompagnato da carote) e viola.

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 lachanosalata: insalata invernale di cavolo

 

Tra i formaggi che accompagnano il pasto il più noto è ovviamente la feta, un formaggio di capra bianco, che a seconda della provenienza può essere più o meno aspro. Una menzione meritano il kaséri (κασέρι), il manouri (μανούρι), tipico  di Creta, che viene spesso cotto alla piastra e l’anthòtiro (una specie di ricotta).

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Cultura e foto

Rebetiko, l’intensa canzone popolare greca

La musica rebetika è sicuramente una costante delle notti ateniesi. Il genere rebetiko si può ascoltare in alcuni locali specializzati (rebetadika) dove si suona esclusivamente questo tipo di canzoni; alcuni dei pezzi più famosi sono inoltre sempre nel programma delle taverne che propongono musica dal vivo. Ma come mai questo genere è così diffuso e quali sono le sue caratteristiche? Senza volere fare una trattazione troppo accurata dell’argomento vediamo cosa si intende per musica rebetika e quali sono state i momenti più importanti della sua evoluzione.

Il termine rebetiko (ρεμπέτικο) definisce il tipo di canzone popolare nato alla fine dell’800 e sviluppatosi fino agli anni 30 del 1900. In particolare, il terreno su cui cresce il genere  è quello delle zone portuali di alcune città greche come il Pireo, Volos e Thessaloniki; in seguito il rembetiko si espande fino a conquistare altre città greche. Un filone simile- ma che presenta proprie diversità- si sviluppa invece dalle parti di Patrasso.

Il rebetiko (o musica rebetika) nasce quindi nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che cercano di tramutare i loro disagi in musica. I temi trattati dalle canzoni sono spesso molto seri: povertà, prigione, uso di droghe, storie d’amore contrastato, problemi sociali, prostituzione. Nonostante la gravità degli argomenti non è raro che però i testi parlino agli ascoltatori in modo ironico e talvolta scherzoso.

Gli strumenti tipici della canzone rembetika sono il bouzouki e la chitarra; spesso nelle melodie si può ascoltare il baglamàs (un altro stumento a corda) unitamente al violino, al piano e al contrabbasso.

Uno strano suono che si può udire di tanto in tanto nelle canzoni è quello di un komboloi che sbatte contro un bicchiere di vetro; poiché il pubblico nelle taverne era solito accompagnare in questo modo i musicisti, il suono venne adottato poi in alcune incisioni.

Al pari di altri generi musicali, il rebetiko ha attraversato diverse fasi:

  • fine ‘800- inizi ‘900: origini del movimento
  • 1922-1932: periodo dove dominano i ritmi provenienti da Smirne
  • 1932-1942: periodo della rebetika classica
  • 1942-1952: periodo della diffusione

Il rebetiko, come già accennato, nasce nelle città portuali, in Grecia e nelle colonie greche dell’Asia Minore. La mancanza di testimonianze scritte rende però difficile descrivere dettagliatamente le prime fasi del movimento musicale.

Nelle prime decadi del ‘900 il centro del rebetiko diventa ufficialmente Smirne; in questo periodo i suoni sono fortemente influenzati dalle melodie ottomane. A seguito della catastrofe microasiatica (che vede migliaia di coloni abbandonare le loro abitazioni e tornare in Grecia) sono proprio i compositori provenienti dall’Asia a contribuire in modo determinante allo sviluppo della musica rebetika in Grecia.

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Lo stanziamento dei profughi microasiatici nei centri urbani greci infonde nuova linfa al scena musicale grazie alle componenti anatolitiche giunte insieme a loro. Oltre alle proprie innovazioni, i compositori ed interpreti smirneici, spesso molto preparati musicalmente, apportano un inusuale virtuosismo al genere rebetico. A questo proposito, le figure di Spyros Peristeris e di Panagiotis Toundas, sono capisaldi che hanno enormemente influenzato lo sviluppo successivo del rebetiko.

Dalle città portuali dove la presenza microasiatica è più netta, il rebetiko si sviluppa acquisendo caratteristiche locali e in seguito viene esportato nel resto del Paese. Su una scena prevalentemente maschile si affacciano quindi sulla alcune voci femminili considerate tuttora tra le migliori interpreti della canzone rebetika (Eskenazi, Papagkika, Chaskil, etc…).

Nella fase denominata “classica”, il rebetiko si è ormai affermato come musica popolare di sempre crescente successo. Nel corso degli anni ’30 il genere deve affrontare la censura imposta dal dittatore Metaxas che giudica alcune delle tematiche trattate sconvenienti e quindi impone agli autori di adattare i testi delle proprie canzoni.

Dopo la battuta d’arresto causata dalla censura, il rebetiko torna il voga alla fine del secondo conflitto mondiale, con altri autori e tematiche parzialmente diverse. Il genere ora insegue un successo di pubblico più ampio e per farlo si avvale di testi di portata popolare e di interpreti conosciuti. In questi anni inizia a splendere l’astro di Vassilis Tsitsanis che viene accompagnato, tra le altre cantanti, dall’indimenticabile Sotiria Bellou.

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In quel periodo iniziano gli studi approfonditi sul genere musicale e si rimaneggiano alcune canzoni delle origini del movimento, come quelle di Markos Vamvakaris, attivo negli anni ’30 del secolo scorso.

Negli anni ’70, inoltre, la protesta contro la dittatura della giunta fa proprie le canzone rebetike degli inizi condividendo il messaggio di disagio sociale in esse racchiuso.

In seguito, la musica rebetika diventa- grazie al lavoro di autori ed interpreti moderni – sempre più la musica popolare per eccellenza. Avendo perso in parte la sua carica di protesta per le difficili condizioni sociali degli inizi del secolo, acquisisce però una diffusione che le assicura una popolarità senza precedenti.

Ai giorni nostri la rebetika è suonata in tutte le taverne, turistiche o no, che prevedano un programma musicale. Alcuni capolavori del rebetiko, infatti, sono indiscutibilmente attuali ed ascoltarli rende partecipi di una Grecia lontana nel tempo ma tuttora perfettamente vivida.

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Lavorare in Grecia

I documenti che servono per lavorare in Grecia

Negli scorsi post della sezione “Lavorare in Grecia” abbiamo parlato di come e dove orientarsi per cercare impiego in questo Paese. In questo post vedremo invece quali documenti sono necessari per poter lavorare in terra greca e come è possibile ottenerli.

In alcuni casi sono i datori di lavoro che si occupano della burocrazia o che perlomeno aiutano fattivamente il neo-assunto (soprattutto se straniero) nelle procedure. Ovviamente non è sempre così ed avere almeno le informazioni fondamentali su cosa serve vi potrà essere utile per sapere come muovervi.

In particolare, questo post  spiegherà a chi inizia un lavoro dipendente come dichiarare la permanenza in Grecia alle autorità e come ottenere il codice fiscale greco e l’iscrizione alla previdenza sociale.

 

  • Dichiarazione di residenza in Grecia

Chi desidera fermarsi in Grecia per un periodo superiore ai 3 mesi DEVE registrarsi presso le autorità locali per ottenere un certificato di residenza della durata di 6 mesi rinnovabile fino a 5 anni.

Per ottenere il certificato è necessario presentare:

– modulo di richiesta

– fotocopia di un documento di identità valido

– una fotocopia del contratto di locazione o di una bolletta (per la fornitura di acqua, gas etc…) a proprio nome o una dichirazione dei redditi. In caso non si possegga nulla di tutto questo perchè si è ospititati da qualcuno è necessario presentare una dichiarazione firmata dalla persona che ospita.

– una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro (per i liberi professionisti documentazione di apertura partita IVA) o un documento che provi la possibilità di mezzi di sussistenza.

Dopo 5 anni di soggiorno in un altro Paese dell’Unione Europea un cittadino di un Paese membro acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente, non obbligatorio, ma utile per l’adempimento di formalità amministrative o nei rapporti con le autorità competenti.

Per ottenere un documento che certifica il diritto al soggiorno permanente in un Paese, si deve poter provare di avervi vissuto legalmente per almeno 5 anni.

Per informazioni l’autorità competentente è :

Ufficio Stranieri  ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΑΛΛΟΔΑΠΩΝ ΑΤΤΙΚΗΣ
Odos Petrou Ralli 24, Atene

  • AFM

L’AFM (arithmòs forologikoù mitròou), il codice fiscale greco, è essenziale in Grecia per poter svolgere molte legate alla quotidianità e al lavoro. L’AFM è indispensabile per affittare una casa, intestare le utenze domestiche, venire assunti, iscriversi alla previdenza sociale, aprire un’attività in proprio etc…

Per richiedere l’AFM bisogna recarsi presso un’ufficio delle entrate greco (che chiama EFORIA o D.O.Y, Dimosia Oikonomikì Ypiresia) portando il passaporto (se non si è cittadini greci) e un contratto di locazione a proprio nome. Nel caso non si possedesse quest’ultimo è necessaria una dichiarazione, firmata dalla persona che ospita il richiedente, convalidata presso un KEP (Kentro Eksipirètis Politòn).

Se si vuole affittare un appartamento senza avere l’AFM è comunque possibile farlo ma si dovrà in seguito comunicare il proprio codice fiscale in modo che il contratto risulti valido.

  • AMKA

Ottenuto l’AFM  ed essersi iscritti per una copertura assicurativa greca (sanitaria e lavorativa) è necessario richiedere l’AMKA (arithmòs mitròou koinonikìs asfàlisis). In altre parole tramite l’AMKA è il numero con cui si viene iscritti alla previdenza sociale. E’infatti richiesto nel caso si usufruisca di cure nel settore pubblico.

Per ottenere l’AMKA è necessario recarsi presso un KEP con il passaporto e il foglio dell’AFM.

  • IKA

Una volta in possesso dell’AFM e dell’AMKA si può finalmente procedere con l’iscrizione all’IKA (Idrima Koinonikòn Asfalìseon) ovvero all’ente di previdenza sociale portando con sè, oltre a questi due numeri  e il tagliando di un’utenza domestica a proprio nome (DEH, YDAP, OTE). 

All’IKA vengono versati, da parte del datori di lavoro, i contributi dei dipendenti che servono per le prestazioni sanitarie e la futura pensione. Se assunti regolarmente (si spera) non dimenticatevi di controllare ogni mese che chi ne è responsabile abbia versato i  vostri contributi all’ente di previdenza; talvolta si sono verificati casi di datori che non hanno versato le cifre corrispondenti facendo affidamento sul fatto che il lavoro fosse occasionale e il lavoratore straniero facesse fatica a rivendicarli.

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Pensieri ateniesi

Atene, una città esteticamente piacevole?

Una delle domande ateniesi che più mi tengono impegnata in quest’ultimo periodo è come mai la capitale greca non trovi tutti concordi nel definirla entusiasmante dal punto di vista estetico.

Sono cosciente che chiedere ad un filellenico se Atene è una città bella equivale a fare una domanda retorica ma provo lo stesso ad interrogarmi su questo argomento e a cercare di capire perchè non tutti la pensino in questo modo. Del resto mi capita di parlare con gente (sui social e nella quotidianità) che non si può definire completamente filellenica o “estremista” della Grecia e di scoprire che alcuni individui non hanno un’opinione di Atene così favorevole.

In questo dibattito sulla piacevolezza e sulla “bellezza” della città si scontrano da una parte coloro che considerano Atene affascinante a prescindere e dall’altra coloro che sono pronti ad comprovarne minuziosamente le mancanze; tutte e due gli schieramenti, devo ammettere, sono piuttosto agguerriti e le discussioni che seguono, in caso di confronto, altrettanto accese.

Ad esempio, chi esalta solamente le meraviglie di Atene, lo spettacolo inequiparabile dell’Acropoli di sera, la sua atmosfera cittadina unica, i suoi luoghi storici, il suo spingersi sino al mare (quello sarebbe Pireo ma va bene lo stesso) non vede o passa sopra ad alcune brutture architettoniche, alle case tutte uguali, all’immondizia fuori dai cassonetti, al poco verde a disposizione.

D’altro canto i pessimisti e i delusi parlano solo di marciapiedi sconnessi, di degrado, di sporcizia un po’ ovunque, di autobus in ritardo, di inquinamento e tralasciano quanto di meraviglioso rende questa città così particolare, le recenti migliorie apportate in molti settori, la sicurezza moltiplicata, le nuove costruzioni che proiettano Atene in una dimensione più moderna.

Gli entusiasti sottolineano l’incanto di uno dei centri storici europei più belli, i denigratori puntano il dito contro le condizioni inqualificabili di alcune zone della capitale greca. Chi ama Atene adora la sua vitalità ma chi la sottovaluta fa notare come lo sviluppo urbano non abbia avuto delle direttive serie.

Atene è vero, non è una città cresciuta urbanisticamente in modo pianificato e spesso i suoi edifici soprattutto quelli a scopo abitativo, sono il risultato della fretta di qualche decade fa, di stipare tanta gente in poco tempo e in poco spazio. Gli studi approfonditi sui bisogni sociali ed individuali, soprattutto nei quarteri più popolari, sono stati messi da parte per far posto a manovre speculative. Questo ha creato i problemi con cui la capitale odierna si confronta senza sosta.

Inoltre la capitale trascura in parte il decoro urbano, non valorizzando e non sovvenzionando ristrutturazioni alle tante costruzioni d’epoca presenti in centro; in zone turistiche come Psirrì non è raro imbattersi in edifici fatiscenti e in strade con asfalto sconnesso e spazzatura abbandonata ai margini .

A favore di Atene però va decisamente sostenuto quanto la città- secondo l’opinione di molti-sappia donare sensazioni senza paragoni nonostante tutte queste presunte manchevolezze.

L’ inarrivabile fascino di Atene risiede sicuramente in quei luoghi ricchi di cultura ed intensi a tal punto che una visita ad un sito archeologico si tramuta spesso in un vivido salto nel passato. Ogni pietra è impregnata di essenza millenaria e concorre a creare un’atmosfera difficilmente percepibile altrove.

Ma non solo.

A coloro che preferiscono la modernità la capitale non volta le spalle e dà la possibilità di passeggiare in una città in bilico tra Oriente ed Occidente, odorosa di spezie e tenacemente attaccata ai propri valori. La vitalità greca si esprime in un insieme di colori, di sapori, di tradizioni, che lascia letteralmente incantati i visitatori (e non solo). I quali, di buon grado, sono pronti a dimenticare o a minimizzare gli aspetti meno positivi della capitale greca.

Insomma, sono conscia che il mio punto di vista possa essere accusato di poca obiettività però, nonostante cerchi di essere equilibrata quando si parla di Atene non posso non pensare che la città si faccia perdonare ampiamente i suoi difetti. Per me- e credo per molti- Atene è un posto che possiede talmente tanto fascino da non poter nemmeno essere descritto.

Non è la città perfetta, ovvio, ma è una città unica che il passare del tempo ha potuto rendere solo più attraente

 

 

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News da Atene

9+1 cose da fare gratis ad Atene

Sebbene Atene abbia giustamente valorizzato e messo a pagamento quasi tutte le sue attrazioni archeologiche e culturali, in città si può visitare qualcosa di estremamente interessante senza tirar fuori nemmeno un euro. SRDK ha scelto per voi una serie di luoghi assolutamente da vedere il cui ingresso è gratis e in più vi consiglia qualche sito dove cercare eventi e manifestazioni gratuiti.

I suggerimenti valgono tanto per chi visita la città per la prima volta tanto per chi abita stabilmente nella capitale; date un’occhiata all’utile mini- guida alle entrate gratis che Atene offre e sicuramente troverete qualcosa che fa al caso vostro!

 

  • Entrata ai musei e siti archeologici statali:

In alcuni giorni dell’anno l’ingresso ai musei e siti archeologici STATALI è gratis. Questo significa che alcuni musei come quello dell’Acropoli (che è privato) non sono compresi. Le giornate con accesso libero sono:

6 marzo: Giornata “Melina Merkouri”; 18 aprile: Giornata dei Monumenti; 18 maggio: Giornata Mondiale dell’Ambiente/ Musei; 28 ottobre: Festa Nazionale Greca

Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo

Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale)

In genere i musei privati tengono aperti senza biglietto il 18 maggio per la giornata internazionale dei Musei

Oltre ai siti ad ingresso gratuito alcuni giorni dell’anno ce ne sono altri dove non è necessario pagare il biglietto per ammirare le antichità all’interno. Il sito del Keramikos, ad esempio, si può tranquillamente apprezzare da odòs Ermou da una parte e da odòs Pireos dall’altra. Lo stesso vale per l’Agorà romana e per parte di quella antica. Ben visibile è altrettanto il sito di Zeus Olimpio. Ovviamente entrare nei siti è tutt’altra cosa ma se è non la vostra prima volta ad Atene e non volete acquistare di nuovo il biglietto cumulativo potete decidere benissimo di vederli dall’esterno. Per informazioni dettagliate sui siti e sui biglietti leggete la sezione del blog “Siti e musei” 

  • Fondazione Stavros Niarchos

La fondazione Stavros Niarchos ha recentemente inaugurato il poderoso complesso donato alla cittadinanza greca. La sua splendida posizione, a poca distanza dal mare, il tanto verde e le aree attrezzate ne hanno fatto subito una destinazione urbana tra le preferite degli ateniesi. L’ingresso è gratuito e si può non solo godere del parco esterno ma altrettanto della struttura principale in cui si svolgono mostre e concerti. Per informazioni consultate la pagina http://www.snf.org/en/

  • Accademia di Platone

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Gli scavi del sito

Volete provare la sensazione di aggirarvi negli stessi luoghi dove faceva lezione Platone? Visitando il sito dell’Accademia platonica realizzare questo tuffo nel passato è in qualche modo possibile. L’ingresso al sito è gratuito così come l’ingresso al museo digitale che sorge accanto.

LuogoParco Akadimias Platonos, entrata da odòs Kratilou

Orario entratasempre aperto Biglietto: ingresso gratuito

Museo digitale dell’Akadimia

Luogo: odòs Alkmenos 1 

Orario entrata: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 16 (lunedì chiuso) Biglietto: ingresso gratuito. Se volete saperne di più sull’argomento, leggete questo articolo sull’Accademia di Platone

  • Collina di Filopappou

Se siete dalle parti di Koukaki non potete perdervi la salita alla collina di Filopappou (o delle Muse) da cui potrete godere di una stupenda visuale sulla Acropoli e sul golfo di Saronico. Per raggiungerla arrivando dalla Plaka, avendo come punto di riferimento il Museo dell’Acropoli, proseguite su Dionisiou Areopagitou fino alle indicazioni che vi condurranno al monumento eretto alla memoria del famoso magistrato romano situato sulla cima, passando davanti alla chiesa di Agios Dimitrios e al luogo di prigionia di Socrate.

  • Evzones davanti al Parlamento

Se volete evitare la folla che si accalca nelle ore più tarde, iniziate la giornata godendovi il complicato rituale inscenato dagli Euzones ad ogni cambio d’ora davanti al Parlamento. Tutto il giorno, due guardie sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto e il Parlamento ellenico. Allo scoccare dell’ora, i due soldati danno luogo all’elaborata cerimonia del cambio della guardia con altri due Evzones che arrivano dalla Caserma della Guardia situata dietro al Palazzo del Parlamento. Lo stile di marcia delle guardie è molto particolare e consiste in una marcia normale con intervalli in cui i soldati colpiscono il terreno con il piede destro. Durante il cambio della guardia in Atene gli Evzones effettuano i loro movimenti molto lentamente e in modo altamente coreografico.

Non perdetevi la cerimonia che avviene la domenica all’incirca alle 10.45 , con tanto di sfilata; cercate di arrivare presto perchè soprattutto in estate è molto affollata.

  • Anafiotica

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Anafiotica e i suoi vicoli

 

Oltre a passeggiare tra i vicoli della parte “bassa” ed “alta” della Plaka  è quasi d’obbligo fare visita ad Anafiotica, un piccolo villaggio costruito dagli abitanti di Anafi emigrati dalla loro isola e giunti alle pendici dell’Acropoli. Poichè i costruttori delle casette hanno cercato di ricreare l’atmosfera dei luoghi di cui volevano rievocare i ricordi, passeggiando tra i vicoli di Anafiotica vi sembrerà davvero di trovarvi in un’isola delle Cicladi.

Per arrivare in questo caratteristico agglomerato vi basterà salire da odòs Trassillou, proseguire per odòs Stratonos e poi seguire le indicazioni per Anafiotica.

  • Ethnikòs kipos e Zappio

Proprio accanto al Parlamento il giardino nazionale costituisce un’importante zona verde nel centro più centro di Atene. La sua creazione si deve alla volontà reali greci che li progettarono, come luogo privato, intorno al 1830. Significativa la presenza di piante originarie di diverse parti del mondo in stretta relazione con l’originaria destinazione dei giardini come luogo di ricerca botanica. I giardini sono aperti al pubblico ogni giorno dal sorgere al calare del sole.

A sud rispetto ai giardini nazionali si trova un altro importante edificio, lo Zappio. Si tratta di un edificio costruito come spazio polifunzionale ma che ultimamente ha  una funzione prevalentemente rappresentativa. Il progetto fu finanziato soprattutto dal commerciante greco Evangelos Zappas e prese il nome dal suo mecenate. Lo Zappio venne completato nel 1888 e da allora ha ospitato diverse importanti cerimonie e mostre. Come per il giardino nazionale l’ingresso è gratuito

  • Musei in metropolitana

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I reperti esposti nella stazione di Syntagma

In alcune delle più importanti stazioni della metropolitana sono stati allestiti dei piccoli musei che mettono in mostra i reperti rinvenuti duranti i lavori per la realizzazione delle linee transitanti. Tra le tante, in quella di Monastiraki, oltre alle rovine originarie, vedrete scorrere uno dei pochi fiumi di Atene, l’Eridanòs. L’esempio più rappresentativo però è quello della fermata di Syntagma che espone vasi e ceramiche pregiate. Accanto all’entrata principale della metro, in superficie, potrete ammirare inoltre parte dell’antico sistema dell’acquedotto di Pisistrato.

  • Ksilapothiki

Siete dalle parti del Pireo? Non dovete allora perdervi la mostra ad ingresso gratuito “Stin epifania” che mette a disposizione del pubblico i reperti trovati durante gli scavi dell’ampliamento della linea 3 verso il Pireo. La mostra rimarrà aperta fino al termine di lavori per il prolungamento della metropolitana. Accanto alla Ksilapotiki è possibile ammirare gli scavi dell’antico teatro del Pireo.

Luogo della mostra: Ksilapothiki, Odòs 34 Suntagmatos (entrata da Odòs Pilìs), Pireas

Orari e giorni: Lunedì, Mercoledì, Sabato e Domenica 9.00 -17.00 Giovedì e Venerdì 12.00 -20.00

                          Martedì chiuso

Gli scavi al Pireo vi interessano? Qui trovate l’articolo completo sulla mostra 

  • Siti web per eventi gratuiti

Per concludere la rassegna dei luoghi che si possono visitare gratis ad Atene non potevano mancare due siti web costantemente aggiornati su mostre, rassegne ed eventi completamente gratuiti. Il primo è For Free ed è disponibile in greco ed in inglese: http://www.forfree.gr/en/, il secondo si chiama Culture now èd consultabile però solo in greco http://www.culturenow.gr/

 

 

 

 

 

 

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Tradizioni

Komboloi: non un semplice passatempo!

A tutti quelli che sono venuti almeno una volta in Grecia è capitato sicuramente di vedere uomini di ogni età tenere in mano una specie di “collana” formata da piccole pietre e passarla ritmicamente tra le dita.

Questo elemento così particolare della cultura greca- molti di voi lo sapranno- si chiama komboloi (κομπολόι, plurale κομπολόγια komboloya). Si tratta di una fila di perle passate su una sottile corda le cui estremità vengono legate tra di loro e spesso sormontate da un’altra perla.

Ai più questo oggetto più sembrare solo uno strumento contro la noia, un anti-stress o un metodo per evitare di fumare troppo. Il komboloi ha sicuramente tutte queste funzioni ma è comunque, nel suo complesso, molto di più.

Il komboloi non è semplice passatempo per i greci, ma una filosofia; li accompagna in ogni momento della giornata, nei momenti di gioia e di dolore. E’ un fedele compagno che addolcisce la loro anima, li solleva dallo stress, soffre e festeggia insieme a loro.

Il komboloi è composto da perle di diversi materiali (legno, ceramica, vetro, osso) ed è presente in diverse gradazioni di colori. I komboloya più prestigiosi sono comunque quelli in ambra.

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L’origine del komboloi è tuttora incerta poichè assomiglia a strumenti di preghiera presenti in molte religioni e ciò rende difficile l’attribuzione univoca ad una cultura di provenienza. A differenza di questi però il numero delle pietre del komboloi può variare e le perle possono scorrere lungo il filo che le tiene insieme.

Il komboloi è stato dapprima un simbolo di potere delle alte classi sociali: i signori locali portavano con loro un pesante e prezioso komboloi che terminava con un’estremità di seta da poter accarezzare.

Il trascorrere del tempo lo ha reso però un accessorio ad appannaggio di particolari categorie di uomini che vivevano ai margini della società come i rembetes (musicisti di musica rembetika) e di altri personaggi che una volta si guadagnavano il sospetto se non il disprezzo delle classi più elevate. Tra questi i manghes* (μάγκες), che utilizzavano il rumore prodotto dallo schiocco delle pietre le une sulle altre per annunciare in maniera scenografica la loro presenza.

I manghes elaborarono a questo scopo un loro tipo di komboloi togliendone la parte finale in seta in quanto rendeva più difficoltoso il poter girare e far colpire le pietre fra di loro. Questa variante, più funzionale, è quella tuttora più diffusa in commercio.

Il trascorrere del tempo ha fatto in modo che il komboloi conquistasse tutte le classi sociali divenendo molto popolare ma restando comunque un accessorio prettamente maschile.

Acquistare un komboloi è spesso un piccolo investimento, monetario e sentimentale. Non solo perché si tratta di un oggetto che spesso accompagna il proprietario per molto tempo e in ogni situazione ma perché alcuni di questi oggetti possono arrivare a costare cifre non indifferenti se realizzati a mano e con materiali pregiati.

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I komboloya più elaborati, prodotti artiginalmente con pietre semi-preziose o metalli di valore si trovano in appositi negozi chiamata kombologàdika. Questo tipo di sono diffuse in tutta la Grecia ma la città che detiene il primato della produzione è sicuramente Nafplio dove è possibile visitare addirittura il “Museo del komboloi”.

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*Μάγκες (manghes)= si tratta di personaggi dell’Atene degli anni ’70-80 dell’800 provenienti delle classi sociali più basse e caratterizzati da un’esagerata sicurezza di sè mista a prepotenza. Tipico del mangha era l’aspetto che prevedeva lunghi baffi, scarpe con la punta e immancabile komboloi. Alla cintura portavano spesso piccole armi (non erano rari, tra manghes, episodi di violenza). Sono figure molto colorite e hanno lasciato comunque un segno nella cultura greca moderna.

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Trasferirsi in Grecia

Trasferirsi in Grecia

Sono sempre di più le persone che manifestano il desiderio di trasferirsi, per i motivi più disparati, in Grecia. Alcune spinti dalla necessità di cercare lavoro, altre in cerca di un’esperienza all’estero, altre per seguire l’altra metà della coppia che, o è greco/a, o che deve spostarsi per motivi lavorativi.  SRDK ha elaborato qui di seguito alcuni consigli per chi vuole approdare in terra greca sperando che possano essere utili nel rendere più facile il trasferimento.

I punti su cui si concetra questo post sono:

  • Perchè trasferirsi?
  • Che lavoro fare?
  • Dove e come prendere casa?
  • Quanto costa vivere in Grecia?
  • Informazioni pratiche sulla vita ad Atene e in Grecia
  • Contatti con la comunità italiana

 

1) Perchè trasferirsi ad Atene o in Grecia?

Hai già un lavoro o vieni qui per cercarlo? Ti muovono motivi di altro genere (affettivi, ad esempio)?

La prima domanda da porsi è quella legata a come sopravvivere una volta qui. Fondamentale la differenza tra chi parte dall’Italia con un contratto in tasca, assunto da aziende locali e chi viene qui sperando di trovarlo, un lavoro.

Per coloro che arrivano o hanno in progetto di trasferirsi  in Grecia perchè vogliono o sono nella condizione di dover seguire qualcuno (un marito o una moglie, un/a compagno/a, un familiare) la situazione potrebbe essere comunque complicata, se non affettivamente (perchè si ha qualcuno a cui far riferimento), forse lavorativamente perchè in alcuni casi ci si deve mettere a cercare un impiego nel nuovo Paese.

A qualsiasi categoria apparteniate  il consiglio è quello di  di interrogarvi sulle vostre capacità/potenzialità prima di intraprendere un viaggio verso la Grecia che vi garantirà il successo solo se saprete muovervi in modo intelligente.

La situazione lavorativa in Grecia non è delle più positive, la disoccupazione è alta (attorno al 24%) per tutte le fasce d’età e colpisce molti settori; il mercato si apre nel settore turistico solo per la stagione che in parecchi posti va da maggio a settembre.

Per approfondire l’argomento provate a leggere l’articolo sul lavoro in Grecia presente nella sezione del blog dedicata.

In una realtà come questa sicuramente chi parte avendo già un contratto è avvantaggiato rispetto a chi si affida ad una ricerca in loco. Trovare lavoro in Grecia comunque non è impossibile ma bisogna:

-sapere bene cosa si cerca (non partire pensando “ogni lavoro va bene”, meglio fare il proprio e farlo bene- la concorrenza è molto alta sopratutto in alcuni settori).

-valorizzare ed ampliare le proprie competenze (sapere le lingue è fondamentale, conoscere il greco vi darà una marcia in più).

-utilizzare i propri contatti, se si hanno (qualche amico greco o italiano può informarvi di un’occasione di lavoro).

Fatta una panoramica sulla situazione generale vediamo in dettaglio come muoversi quindi se si vuole o si è spinti a cercare lavoro e alloggio ad Atene o in Grecia.

 

2) Che lavoro fare ad Atene o in Grecia?

Possibilità e ricerca del lavoro ad Atene (e nel resto della Grecia)

Presumiamo che i più tra quelli che si vogliono/devono spostare verso la Grecia abbia necessità di un impiego per mantenersi; il punto cardine è proprio quello di cercare e, se possibile, trovare un lavoro in linea con le proprie aspettative e le proprie capacità e che possibilmente soddisfi i requisiti retributivi minimi per una sussistenza dignitosa.

In questa sezione, ovviamente non ci rivolgiamo a chi parte già con una proposta di lavoro in mano ma a chi si affaccia per la prima volta al mercato del lavoro greco.

Se decidete di puntare su Atene seguendo il ragionamento che la capitale offre possibilità più ampie di lavoro o perchè semplicemente non avete competenze nel settore turistico necessarie per rivolgersi verso le isole una buona soluzione è quella di indagare attraverso i siti di recruitment internazionale la ricerca, ad esempio, di personale madrelingua italiano con buona conoscenza dell’inglese o di altre lingue straniere. Questa è un’ottima opportunità per chi non parla (o parla poco) il greco in quanto la lingua di comunicazione all’interno delle aziende a respiro internazionale è l’inglese. Gli impieghi di questo genere sono di norma lavori d’ufficio e richiedono un minimo di destrezza con gli strumenti informatici.

Purtroppo, con l’affacciarsi nel turismo di altri mercati più appetibili come quelli asiatici, è tramontata moda dell’italiano come lingua straniera spendibile nel turismo. A chi comunque volesse venire ad insegnare la nostra lingua qui è spesso richiesto dalle scuole, oltre alle certificazioni dello stato italiano per l’insegnamento della lingua a stranieri, un attestato di abilitazione rilasciato dal Ministero dell’istruzione greca. Inoltre, una caratteristica fondamentale richiesta dai datori di lavori ai madrelingua è in ogni caso di conoscere il greco a livello quanto meno elementare.

Le retribuzioni  variano in genere tra gli 800/900 € netti per i lavori d’ufficio generici e i 1500 € che si possono percepire per lavori altamente specializzati. Se la prima cifra vi sembra bassa in relazione agli stipendi italiani calcolate che in Grecia si arrivano a prendere in alcuni settori, come quello della ristorazione e del commercio, al massimo 500 € al mese (se non si hanno maturato anni di servizio).

Se decidete di orientarvi sulle isole o su un’altra parte della Grecia al di fuori della capitale tenete presente che in primavera gli annunci per cercare il personale da impiegare nella stagione turistica si moltiplicano; se ne trovano in inglese ed in italiano ma la maggior parte sono in greco. Ovviamente più lingue straniere sapete, più alta è la possibilità di trovare lavoro. Non sottovalutate comunque l’importanza della lingua locale, in questo caso. Pochi sono i ristoranti e le attività ricettive medio/piccole (che però sono una realtà numerosa) che assumono chi non parla minimamente greco (il gestore e i colleghi di una taverna su un’isola semi-sperduta difficilmente vi faranno il piacere di parlare tutto il tempo in inglese). Che parliate greco o no, vi servirà sfruttare i vostri contatti sul posto, se li avete. Alcuni impieghi, infatti, non vengono largamente pubblicizzati con annunci sui giornali; quindi o arrivate sul posto e chiedete se c’è disponibilità nel settore in cui lavoravate in Italia o vi affidate a qualche amico/conoscente che vi faccia sapere di un possibile impiego e che magari vi presenti. In questo caso le relazioni pubbliche sono, infatti, indispensabili e avere una buona presentazione da parte di qualcuno in una società talvolta più chiusa di quella della capitale è più importante che ad Atene.

Isole dove la lingua italiana è ricercata sono quelle ioniche (Korfù, Zante, etc…), quelle del Dodecanneso (Rodi, Kastellorizo, etc…) e le più frequentate tra le Cicladi (Mykonos, Milos, Paros, etc…) un po’ per la forte presenza di connazionali in vacanza, un po’ per ragioni storico-linguistiche.

Le retribuzioni per chi lavora nella stagione turistica sono più elevate che per altri impieghi e possono variare dai 900 ai 1300 € a seconda del tipo di mansione. Rispetto ad un impegno lavorativo in ufficio però spesso si lavora di più e più duramenete durante la giornata e i riposi settimanali sono di meno (uno alla settimana o in alcuni casi e solo per brevi periodi di tempo, nessuno). La competizione è alta poichè per questo genere di mansioni si candida personale da tutta Europa (per il lavoro di receptionist si propongono madrelingua addirittura da America ed Australia). Viste le condizioni di lavoro, talvolta altamente stressanti, per riuscire al meglio è pertanto necessario possedere una buona resistenza alla fatica e una grande dose di flessibilità.

Link utili alla ricerca del lavoro, divisi per settore, li trovate in questo post che parla di come e dove trovare lavoro in Grecia

 

3) Dove e come prendere casa?

Ricerca dell’alloggio ad Atene (e nel resto della Grecia)

Immaginiamo ora che abbiate superato l’ostacolo più grande e che siate riusciti ad ottenere il tanto agognato lavoro che vi permetterà di trasferirvi in Grecia o che abbiate deciso di venirlo a cercare sul posto. Il prossimo passo è sicuramente quello di trovare un alloggo per la vostra permanenza sul suolo ellenico. Magari fate parte di quella fortunata e ristretta cerchia di impiegati a cui la società datrice di lavoro offre la consulenza gratuita (o quasi) di agenzie immobiliari che si occupano di alloggiare i nuovi dipendenti in appartamenti non lontani dal luogo di lavoro e quindi potete saltare questa parte (o leggerla per valutare le alternative).

Per tutti gli altri le possibilità sono le singole agenzie immobiliari sparse sul territorio (non dovreste avere problemi se parlate inglese) oppure gli annunci su giornali specializzati e su siti Internet. Ovviamente la stragrande maggioranza degli annunci è in greco ma non fatevi intimorire; con i proprietari potete parlare quasi sempre in inglese.

Tenete presente che se intendete fermarvi per un periodo di tempo abbastanza lungo per la stipula del contratto vi sarà richiesto l’AFM (codice fiscale), che generalmente viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate greca quando vengono avviate dal datore di lavoro le pratiche inerenti al contratto d’impiego.

Vi suggeriamo inoltre alcune zone in cui sarebbe meglio evitare di soggiornare ad Atene, anche se da quelle parti troverete hotel e appartamenti in affitto a tariffe stracciate:

Omonia e viale Patission (28 ottobre): la zona adiacente piazza Omonia e il lunghissimo viale Patission (ufficialmente 28 ottobre) non è tra le più piacevoli da vivere soprattutto di sera. I pericoli reali sono pochi e inferiori a quelli che si affronterebbero nella maggior parte delle metropoli europee ma molti ateniesi stessi eviterebbero di passeggiarci dopo una certa ora.

Metaxourgheio: stesso discorso per la zona adiacente alla fermata della metropolitana di Metaxourgheio; la sera meglio evitare ma se proprio trovate un’offerta irrinunciabile è consigliabile muoversi in taxi o scegliere una sistemazione a pochissima distanza dalla fermata della metro in modo da non dover percorrere troppa strada a piedi, soprattutto se è la prima volta che vi recate in questo quartiere e non conoscete le strade.

Exarchia: si tratta di una zona molto popolare e in alcuni punti davvero fatiscente, che si infiamma durante le manifestazioni politiche e dove non sono infrequenti gli scontri con le forze dell’ordine. Assolutamente sconsigliata se avete una macchina in quanto trovare parcheggio è davvero un’impresa. Exarchia è comunque una zona affascinante sotto certi lati ma riservatela magari per qualche visita serale ai locali.

Tra i giornali su cui potete fare affidamento per la ricerca del vostro appartamento segnaliamo Chrisì Efcherìa (Χρυσή Ευκαιρία) in vendita in quasi tutti i peripteri (delle specie di edicole) delle principale città.

Tra i siti Internet che vi proponiamo per le permanenze medio-lunghe:

http://www.xe.gr/property/enoikiaseis%7Ckatoikies.html, il sito web di Chrisì Efcherìa

http://www.spitogatos.gr/gr/homepage

http://www.expatriates.com/classifieds/greece/housingavailable/

Per permanze più brevi (alloggi convenienti fino a 3 mesi):

https://www.airbnb.it/

Sebbene su questi siti possiate trovare alloggi più o meno sparsi in tutta la Grecia consultare i siti Internet vi sarà d’aiuto soprattutto nelle realtà cittadine medio-grandi. Se la vostra destinazione è un’isola potrete cercare direttamente sul posto soprattutto se non arrivate a stagione già iniziata; in questo modo sarà più facile trovare un alloggio che vi soddisfi e riuscire ad ottenere un prezzo più basso se vi fermate per alcuni mesi.

 

4) Quanto costa vivere ad Atene e in Grecia?

Costo della vita ad Atene ed in Grecia

Riteniamo utile fare riferimento al parametro “costo della vita” perchè pensiamo che, in generale, sia uno di quelli in grado di far propendere o meno per un dislocamento a breve o lungo periodo oltre confine. Come valutare, però, trovandosi all’estero se la retribuzione che si andrà a prendere sarà sufficiente per mantenere una quotidianità dignitosa e magari mettere da parte qualcosa ogni mese?

Non si può nascondere che molto dipende dalle abitudini e dalle necessità di ciascuno. Per alcuni gli 800/900 €, a cui facevamo riferimento prima per un impiego nella capitale, possono quasi comodamente (con qualche rinuncia) bastare; per altri possono essere non essere sufficienti se hanno in mente di vivere Atene “alla grande” non facendosi sfuggire nemmeno una festa o un’uscita fuori.

Iniziamo con lo sfatare un mito; il costo della vita in Grecia non è più così basso come poteva esserlo anni fa. Non parliamo dei prezzi particati nel settore turistico; trovare un alloggio conveniente d’estate (soprattutto in relazione all’Italia), andare a mangiare durante la vacanza fuori spendendo poco, divertirsi su qualche isola non dilapidando una fortuna è tuttora possibile.

Ma a chi viene qui per lavorare o per iniziare un nuovo percorso di vita interessa certamente di più l’immediata quotidianità ovvero il prezzo mensile di un affitto, il costo della spesa al supermercato, quanti soldi pagherà per le bollette e per la benzina, etc…

Senza voler o poter stilare una lista precisa dei costi di ogni singola uscita possiamo però dividere le spese tra quelle che sono in media più care rispetto all’Italia e quelle per le quali la Grecia risulta un Paese più economico.

Settori più costosi:

  • E’ decisamente più caro andare a fare la spesa al supermercato, ad esempio. Sembrerà assurdo in relazione agli stipendi medi greci ma è così e c’è una spiegazione. Innanzitutto perchè molti dei prodotti sono importati e in secondo luogo perchè l’Iva applicata sulle merci è più alta che in Italia (circa il 23%).
  • Sono mediamente care le bollette dell’elettricità in quanto, ad esempio, per cucinare non si usano fornelli gas ma delle piastre riscaldate, appunto, elettricamente; inoltre l’acqua per uso domestico viene scaldata ugualmente con l’elettricità e nei mesi invernali in molte case ci si scalda con aerotermi perchè, a causa della crisi, in molte abitazioni si preferisce non accendere il riscaldamento. Inoltre nella bolletta dell’elettricità vengono inserire molte altre voci come il canone Tv, la tassa sui rifiuti, quella comunale, etc…

Settori più economici:

  • Si risparmia, invece, sull’affitto e sull’acquisto dell’abitazione. I prezzi negli ultimi anni, a causa della crisi, sono molto calati e per l’affitto di un bilocale in una zona discreta si pagano sui 200 € senza mobili e 350 € per l’arredato.
  • Tuttora è abbastanza conveniente mangiare fuori; in una taverna o in mezedopoleio (dove in teoriasi servono delle porzioni più ristrette) si possono spendere tra i 15 e i 20 € a testa per un pranzo più che soddisfacente. Ovviamente esistono locali più cari, come quelli dove si serve una cucina più elaborata o quelli dove si mangia quasi esclusivamente pesce e dove si possono lasciare tranquillamente dai 30 o 60 € a testa.
  • I trasporti pubblici hanno un abbonamento mensile che permette spostamenti illimitati in tutta la “grande Atene” (quindi su una superficie territoriale davvero vasta) del costo di 30 €. Il biglietto singolo costa 1,40 € e ha una validità di 90 minuti.

 

Settori neutri:

  • Il bere è un capitolo a parte; il costo dell’espresso o del cappuccino è a livelli italiani se preso e portato via nel bicchiere di carta. Se invece ci si vuole concedere una pausa “alla greca” e adagiarsi in qualche kafeteria a chiacchierare con gli amici si può stare per ore seduti senza che i camerieri inizino a guardare storto ma sappiate che pagherete, a seconda del locale e dell’ubicazione dai 3,50 ai 5 € in media per un cappuccino.
  • Trovete più o meno gli stessi prezzi italiani nell’abbigliamento e nella cosmetica soprattutto nelle catene che hanno negozi in tutta Europa. Attenzione però ai profumi, in media più cari del 10% perchè di importazione.
  • La benzina non è più conveniente come una volta e la differenza con i prezzi italiani a volte è solo di qualche centesimo mentre il diesel mantiene tuttora una certa concorrenzialità. Il prezzo per un litro di carburante è comunque inferiore ad Atene e tende ad aumentare man mano che ci si allontana dalla capitale.

La breve rassegna proposta, sebbene non esaustiva, vi aiuterà forse a valutare meglio una proposta di lavoro o il progetto di trasferirvi a medio e lungo termine in Grecia.

Ma con gli stipendi medi delle aziende greche è possibile mantenersi visto che la cifra è inferiore, in relazione a quella italiana, di qualche centinaio di euro  (un lavoro di 8 ore retribuito meno di 1000 €)? La risposta è sì, a patto che si mettano in pratica alcuni accorgimenti come, ad esempio, condividere un appartamento, scegliere attentamente a quale supermercato rifornirsi scegliendo per la spesa prodotti greci, limitare le uscite del divertimento al fine-settimana.

 

5) Informazioni utili per vivere ad Atene e in Grecia:

Questa parte non ha sicuramente la pretesa di essere esaustiva nel trattare tutti i temi che potrebbero interessare chi si voglia trasferire in Grecia. Qui sotto sono raccolte comunque alcuni informazioni  indispensabili a chi si voglia trasferire in Grecia. Il consiglio, in caso di dubbio, è quello di rivolgersi alle autorità competenti in Italia e in Grecia (alcuni servizi sono disponibili via mail).

Dichiarazione di residenza in Grecia

Chi desidera fermarsi in Grecia per un periodo superiore ai 3 mesi DEVE registrarsi presso le autorità locali per ottenere un certificato di residenza della durata di 6 mesi rinnovabile fino a 5 anni.

Per ottenere il certificato è necessario presentare:

– modulo di richiesta

– fotocopia di un documento di identità valido

– una fotocopia del contratto di locazione o di una bolletta (per la fornitura di acqua, gas etc…) a proprio nome o una dichirazione dei redditi. In caso non si possegga nulla di tutto questo perchè si è ospititati da qualcuno è necessario presentare una dichiarazione firmata dalla persona che ospita.

– una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro (per i liberi professionisti documentazione di apertura partita IVA) o un documento che provi la possibilità di mezzi di sussistenza.

Dopo 5 anni di soggiorno in un altro Paese dell’Unione Europea un cittadino di un Paese membro acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente, non obbligatorio, ma utile per l’adempimento di formalità amministrative o nei rapporti con le autorità competenti.

Per ottenere un documento che certifica il diritto al soggiorno permanente in un Paese, si deve poter provare di avervi vissuto legalmente per almeno 5 anni.

Per informazioni l’autorità competentente è :

Ufficio Stranieri  ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΑΛΛΟΔΑΠΩΝ ΑΤΤΙΚΗΣ
Odos Petrou Ralli 24, Atene

Iscrizione AIRE:

A chi volesse trasferirsi in Grecia, passati i 12 mesi di residenza nel Paese è richiesta l’iscrizione all’AIRE, l’anagrafe degli Italiani residenti all’estero.
L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti. Tra i più importanti:

 

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E)

Devono iscriversi all’A.I.R.E.:

  • i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Se però siete lavoratori stagionali o prevedete di fermarvi in Grecia per un periodo di tempo inferiore ad un anno NON siete tenuti ad iscrivervi all’AIRE.

Per ogni ulteriore informazione circa la normativa e le procedure di iscrizione all’AIRE vi rimandiamo comunque al sito della cancelleria consolare di Atene.

http://www.ambatene.esteri.it/Ambasciata_Atene/Menu/Ambasciata/La_rete_consolare/

 

IMPORTANTE: l’iscrizione AIRE non ha nulla a che vedere con la dichiarazione di residenza in Grecia (che va fatta presso le autorità greche) o la fiscalità greca ed è una pratica che interessa solo lo stato di provenienza.

 

Assistenza sanitaria in Grecia:

Se avete in mente di trasferirvi in Grecia per lavorare come dipendenti sappiate che l’assistenza sanitaria gratuita viene erogata dopo 50 giornate di contribuiti versati regolarmente all’ente di previdenziale IKA.

http://www.dikaiologitika.gr/eidhseis/asfalish/96203/ika-me-50-ensima-i-theorisi-vivliariou-ygeias

Nel periodo di tempo necessario per racimolare i contribuiti sarete comunque coperti dall’assistenza prevista dagli accordi europei tra gli stati membri. Per ulteriori informazioni consultate il link:

http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari/assistenzacittadiniestero/assistenza_sanitaria.html

Se invece volete aprire una vostra attività in Grecia o lavorare come libero professionista il discorso è un po’ diverso.

Gli autonomi fanno riferimento, infatti, ad un altro ente i requisiti sono più complicati. La copertura assistenziale di questo tipo di lavoratori è oggetto ultimamente di contrattazione tra governo e rappresentati degli autonomi. Vi consigliamo pertanto di tenervi aggiornati consultando un commercialista o seguendo il sito:

http://www.oaee.gr/index.asp

 

Mezzi pubblici ad Atene:

Vedi l’articolo correlato  

Circolare con il proprio veicolo in Grecia:

Per chi volesse portare la propria auto in Grecia vi ricordiamo che è possibile circolare con la targa italiana per un periodo non superiore ai 6 mesi ogni 12 (anche non consecutivi), dopodiché è necessario esportare il veicolo per altri 6 mesi prima di poter tornare a circolare in Grecia. La polizia stradale non effettua verifiche sul periodo di circolazione in Grecia con targhe straniere, ma sono lo SDOE (l’equivalente greco della Guardia di Finanza) e il personale della Dogana a effettuarli e ricordate che siete sempre tenuti a poter documentare la data di effettiva entrata del veicolo sul territorio ellenico (con il biglietto del traghetto per esempio). Le multe comminate a chi oltrepassa il periodo della cosiddetta “importazione temporanea” sono molto salate e se non siete in grado di pagarle vi verrà confiscato il veicolo per poi essere messo all’asta. I controlli possono non essere molto rigidi nella zona di Atene (il personale doganale ha precise zone di giurisdizione) ma vanno via via a intensificarsi nelle zone più turistiche. Vi ricordiamo inoltre che solamente il proprietario dell’autoveicolo oppure i suoi parenti più prossimi (genitori, figli, coniuge) sono autorizzati a condurlo con targa straniera.

Nel caso vi fermiate in Grecia stabilmente oppure prendiate la residenza nella Repubblica Ellenica (i cittadini residenti in Grecia non possono condurre autoveicoli immatricolati all’estero tranne alcuni casi eccezionali) dovrete immatricolare il veicolo presso le autorità greche. La procedura è parecchio laboriosa e vi sarà necessario rivolgervi a un’agenzia di pratiche automobilistiche per sbrigare le pratiche. Ci sarà da pagare la cosiddetta tassa di immatricolazione che varia in base al valore del veicolo e al suo chilometraggio, ma i calcoli sono complicati e solamente rivolgervi alla Dogana vi schiarirà le idee su quanto dovrete sborsare. Per maggiori informazioni potete il consultare il sito della Dogana:

https://portal.gsis.gr/portal/page/portal/ICISnet/authority

 

Spostarsi in Grecia col trasporto pubblico:

Se non possedete un veicolo privato avete comunque diverse possibilità per girare la Grecia in lungo e in largo.

La rete ferroviaria non è, in realtà, molto sviluppata (tranne che per la tratta Atene-Salonicco e per pochissime altre) ma a compensare il disagio è presente, invece, un buon collegamento tra le varie città garantito ovunque dagli autobus “KTEL”. Ogni regione e ogni provincia ha una propria unità KTEL che serve le zone limitrofe e che, a volte, garantisce un collegamento diretto con la capitale. Nelle isole troverete ugualmente un servizio KTEL efficiente nei mesi estivi. Putroppo, non trattandosi di un’unica organizzazione, ogni KTEL ha i propri uffici e il proprio sito a cui fare riferimento e quindi vi toccherà informarvi presso la circoscrizione di riferimento.

Ad Atene la più grande delle due stazioni KTEL e da cui partono giornalmente autobus per tutta la Grecia si trova su Leoforos Kifissou (l’altra è su odòs Liossion e collega alcune località del nord della Grecia con la capitale). Da qui partono corse per Patrasso, Nafplio, Sparta, Salonicco nonchè per alcuni siti archeologici come Micene e Nemea. La stazione è raggiungibile con l’autobus 051 da Plateia Omonia e con l’autobus X93 dall’aeroporto E. Venizelou. Per informazioni:

http://www.athenstransport.com/2012/11/ktel/

 

6) Contatti con la comunità italiana

Come e dove ritrovarsi tra italiani

Può darsi che, se vi siete trasferiti dall’Italia ed è la vostra prima volta all’estero o in Grecia, all’inizio vi sentiate un po’ spaesati e cerchiate altri italiani per parlare, discutere, chiedere consigli ed informazioni.

Magari non siete così fortunati da avere colleghi italiani o un partner che proviene dal vostro stesso Paese e ogni tanto vi farebbe piacere, pur essendo completamente integrati, scambiare qualche chiacchiera con i compatrioti.

La comunità italiana ad Atene e in Grecia è tra le più numerose tra quelle europee ed alcuni dei suoi membri vivono qui da anni, sono sposati con greci o greche, conoscono benissimo la lingua e la cultura del posto. Pur non strutturalmente organizzata con una sede e un presidente, la comunità, talvolta su iniziativa personale di qualche singolo, organizza e prende parte ad eventi in tutta la Grecia.

 

  • Se siete ad Atene e volete passare una serata tra italiani (e greci che parlano italiano) SRDK organizza mensilmente un aperitivo dalle parti del centro.

Per informarsi sul quando e sul dove consultate la pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Sulle-rive-del-Kifissos-1592498104343764/?fref=ts

Inoltre, per tenersi in contatto con la comunità italiana ad Atene e in Grecia, chiedere informazioni ed ottenere risposta su diverse tematiche che riguardano la permanza nel Paese o  semplicemente rimanere aggiornati sugli eventi organizzati dalla comunità è utile seguire le pagine Facebook:

  • Vivere e lavorare in Grecia, punto di incontro tra chi vive in Grecia e chi vorrebbe farlo:

https://www.facebook.com/groups/960422124026150/

  • Donne e mamme in Grecia, gruppo aperto ad italiane ed greche per scambiarsi pareri ed opinioni su molti argomenti (gli uomini che si vogliono iscrivere sono comunque ben accetti):

https://www.facebook.com/groups/DonnEmammeInGrecia/?fref=ts

 

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Pensieri ateniesi

Atene, la città che i greci stranamente non amano

Abitando in Grecia mi è sempre apparso strano che, pur elogiandola per la sua indiscussa importanza culturale e storica, i greci non apprezzino Atene quando dovrebbero. Non è raro sentire qualcuno di loro parlarne con tono tutt’altro che entusiasta criticandone a volte il caos snervante, l’architettura approssimativa, il degrado crescente, i rapporti umani deteriorati. In questo non c’è differenza tra i greci che abitano altrove (a Salonicco ad esempio sono molto poco generosi verso la capitale) e chi invece qui ci vive.

Un motivo però c’è: tantissimi degli abitanti della capitale non sono originari di Atene ma provengono da altre città o villaggi, spesso da qualche isola. Nonostante vivano magari qui da anni non solo non percepiscono Atene come la “loro” città ma motivano il trasferimento più che altro come una necessità irrinunciabile dovuta agli studi o al lavoro. E’ impressionante vedere come solo le persone più giovani- magari studenti giunti qui da altre località- per cui Atene significa evasione, divertimento e realizzazione delle proprie ambizioni abbiano una buona considerazione della metropoli. Spesso però non succede nemmeno questo e moltissimi giovani non aspettano altro che terminare gli studi per sperare in un’occupazione nella loro terra d’origine. Lo stesso accade a chi ha un impiego e agogna il ritorno al proprio villaggio o alla propria isola una volta smesso di lavorare.

Ovviamente si può capirli: la Grecia è così bella nelle sue città di provincia, nei suoi villaggi e nelle sue isole che i grigi quartieri di Atene, costruiti in fretta e furia senza molta attenzione alle necessità degli abitanti appaiono a molti davvero traumatici. Inoltre c’è da tenere presente quanto la recente crisi economica abbia modificato le condizioni di vita, rendendo difficile arrivare alla fine del mese e privando spesso le persone di quegli incentivi che facevano apparire Atene come un miraggio di benessere e di stabilità economica.

Sicuramente la metropoli non è estranea ai problemi che ogni altra grande città affronta; avevo già parlato però del pericoloso degrado che avvolge il centro e che rende la situazione ateniese abbastanza particolare e difficoltosa. Atene è inoltre una città immensa, cresciuta in fretta, a tratti occludente per la mancanza di spazi collettivi e di luoghi verdi. Non stupisce che in occasione dei weekend, della Pasqua e di vacanze più o meno lunghe la capitale si svuoti. Gli ateniesi alla prima occasione evadono letteralmente e cercano nei loro luoghi di origine quella calma, quel rapporto con la natura, quella profondità umana che la tentacolare Atene non può dare.

Un tempo la città era più curata, Atene splendeva delle sue tante attrazioni, le relazioni tra individui erano più facili e durature. Ora, la metropoli con i suoi ritmi frenetici garantisce solo un anonimato pesante che si diluisce spesso in una quotidianità irta di ostacoli.

Forse per instillare un po’ di amore in più nei greci verso la loro gloriosa capitale bisognerebbere che le condizioni tornino quelle di un po’ anni fa; retribuzioni decenti, trasformazioni urbane e sociali importanti che rendano chi abita qui fiero della sua scelta. Ci vorrà sicuramente tempo ma sono fiduciosa che arriverà un momento in cui apprezzaranno Atene per il suo indiscusso fascino non solo i turisti e i filellenici che la visitano ma soprattutto i tanti greci- ateniesi d’adozione- che la abitano e che in fondo, della loro Atene, difficilmente potrebbero fare a meno.

 

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News da Atene

Cosa comprare ad Atene: proposte inusuali, economiche e made in Greece

Se pensate che tornare da Atene con dei regali- per voi stessi o per gli amici- di buon gusto, economici e non banali si profili come un’impresa ardua…non vi resta che ricredervi. SRDK  è qui per consigliarvi dove andare a curiosare per trovare quello che renderà i vostri ricordi ateniesi davvero memorabili.

Non ne potete più dei soliti oggetti inutili con la scritta Greece in bella mostra? In questo post trovate consigli pratici su come evitarli (e dirigervi verso altro). Avete tanti regalini da fare ma il vostro budget è limitato? Niente problema! Per fortuna partire dalla Grecia senza lasciare qualcuno privo di souvenir è più che possibile.

SRDK ha preparato per voi una serie di suggerimenti- divisi in macro-settori- dai quali potete attingere se non sapete su cosa orientarvi; ovviamente le dritte propongono tutti prodotti rigorosamente made in Greece!

 

  • Per chi vuole prendersi cura di sé “alla greca”:

Avete mai pensato di sostenere l’economia greca comprando dei prodotti per la cura della persona? Ultimamente molte aziende elleniche stanno intelligentemente mettendo sul mercato delle serie realizzate a partire da ingredienti naturali, mediterranei e spesso coltivati da micro-coltivatori; per rassicurare poi i clienti più esigenti va sottolineato che molti di questi prodotti sono inoltre eco-biologici. Spettacolare, ad esempio, il sapone nero di Santorini o i vari bagnoschiuma che avvolgono con note agrumate o speziate e che ricordano i tramonti d’estate sul qualche isola.

Dove: trovate un’ampia varietà di questi prodotti nello spazio dedicato di alcuni grandi catene specializzate come ad esempio Attica, su Panepistimiou 9

 

  • Per gli amanti della lettura:

Se siete tipi impegnati culturalmente e non volete lasciare la capitale greca senza un ricordo adeguato provate a cercare in quale negozio ben fornito del centro. Un libro di foto artistiche di Atene o su qualche altro soggetto greco potrebbe fare al caso vostro. Ovviamente se volete cimentarvi con il greco e leggere qualche autore in lingua originale- magari uno dei giallisti di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa- qui andrete a colpo sicuro.

Dove: Tra i tanti negozi del centro il  più comodo e fornito è sicuramente il Public di Plateia Syntagma

 

  • Per chi vuole la Grecia sempre a portata di mano:

Un modo per passare un anno all’insegna della Grecia è senza dubbio prendere un calendario con delle evocative immagini di questo meraviglioso Paese. Sicuremente troverete una buona scelta di tematiche e di dimensioni che soddisferanno i gusti di tutti.

Dove: al Public di Plateia Syntagma avrete solo l’imbarazzo della scelta.

 

  • Per chi studia greco:

Un regalo utilissimo e- sicuramente molto apprezzato- da chi si cimenta con il greco è un testo di lingua; la varietà di titoli è ampia e ci sono davvero tante proposte che all’estero si trovano con difficoltà. Molte delle ultime uscite sono piacevoli da consultare, ricche di dialoghi utili e di pagine colorate.

Dove: i negozi più forniti per i libri di testo sono Ianos su odòs Stadiou 24 e al Polyglotstore su odòs Akadimias 84

Se invece volete qualcosa di più leggero perchè non provate a migliorare il vostro greco con gli irresistibili fumetti di Arkàs? Le opere di questo conosciutissimo umorista e abile disegnatore, hanno spesso come protagonisti degli irriverenti animali. Divertimento assicurato!

Dove: trovate un’ampia collezione di fumetti di Arkàs al Public di Plateia Syntagma

 

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ethnos.gr

  • Per gli amanti della masticha:

Se siete degli estimatori del liquore originario di Chios non potete assolutamente perdervi l’occasione di visitare un Masticha shop. Qui potrete trovare una vastissima scelta di bottiglie di distillato resinato accanto a molti prodotti per la bellezza e per il corpo realizzati proprio con questo profumato ingrediente.

Dove: ad Atene centro visitate il Mastiha shop di Panepistimi

  • Per chi preferisce qualcosa di più “sostanzioso”:

Entrate in un supermercato ben fornito e fate scorta di prodotti greci non deperibili. Le alternative sono tante e vanno dal miele al tachini, dalla frutta secca (pistacchio di Egina, ad esempio) al chalvàs, dalle marmellate realizzate con frutta locale ai dolci al cucchiaio (glukà koutalioù). La confezione avrà meno orpelli ma potete stare certi, in questo caso, che sono gli stessi prodotti che mangiano i greci!

 

 

Per ovvi motivi non ho citato marche particolari nel post. Se desiderate informazioni più approfondite circa qualche prodotto o qualche consiglio presente nel post, potete scrivermi un messaggio alla pagina Facebook di SRDK oppure mandare la vostra richiesta ad info@sullerivedelkifissos.it

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Cultura e foto, Siti archeologici

Accademia di Platone: connubio perfetto di passato e futuro

Se siete ad Atene e volete visitare uno dei siti archeologici più significativi senza dovervi spostare di molto, provate a programmare un giro all’Accademia di Platone, in zona Metaxourghio.

L’Accademia (in greco, Akadimìa) fu fondata da Platone attorno al 387 a.C accanto a quello che una volta era un piccolo bosco al di fuori della città di Atene. La zona, che diede il nome alla scuola si chiamava Akadimìa, dall’eroe greco Akàdimo; il luogo era sacro per la presenza di alberi di ulivo, simbolo della dea Atena, protettrice della città.

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Il parco dell’Accademia platonica nel tessuto urbano di Atene (Google)

L’Accademia, pur essendo di fatto un’istituzione religiosa votata al culto di Apollo e delle Muse, era- al pari della scuola di Aristotele – un luogo di istruzione per i giovani dei ceti elevati, greci e stranieri.

Alcuni tentativi per individuare la posizione precisia dell’Akadimìa erano stati già fatti all’inizio del secolo scorso ma senza successo. Bisognerà aspettare fino al 1930 perchè si riesca a trovarne l’esatta collocazione e a portare in superficie gran parte del sito archeologico che si può vedere ai giorni nostri.

Attualmente, della scuola di Platone sono visitabili poche ma emblematiche rovine nell’odierna zona di Metaxoughio- Kolonò, su odòs Kratilou. Si possono scorgere le fondamenta del ginnasio- dove i giovani si allenavano nelle discipline fisiche-, del cortile e di diversi altri edifici facenti parte del complesso.

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Le antiche pietre dell’Accademia (Srdk)

Accanto al sito archeologico, è sorto un interessante museo la cui  caratteristica principale è quello di essere quasi interamente virtuale. Attraverso le ricostruzioni al computer si può “passeggiare” nell’antica Accademia, conoscere i fondamenti della dottrina di Platone e capire quale influenza il suo pensiero abbia avuto per le filosofie successive. Il tutto spiegato in maniera semplice e talvolta ludica.

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Il museo digitale (Srdk)

Data la sua particolarità, il museo vale davvero una visita; noi vi consigliamo di passare prima ad ammirare i ritrovamenti archeologici situati nell’adiacente parco per meglio comprendere l’esposizione digitale. 

Una visita a questo sito archeologico ed annesso museo è imprescindibile per gli amanti di Atene e delle antichità greche, non solo per l’importanza che il luogo riveste. La zona di Metaxourghio è un vivace quartiere popolare ed una sortita da queste parti sicuramente verrà apprezzata da chi vuole evitare le solite destinazioni inflazionate. 

Per un’immersione totale  e respirare un’aria davvero ateniese provate infine a ristorarvi all’adiacente “Taverna tou Platona”, un locale semplice con un’ottima cucina tipica, frequentato in gran parte dalla gente del posto.

Sito archeologico dell’Akadimia Platonos

Luogo: Parco Akadimias Platonos, entrata da odòs Kratilou

Orario entrata: sempre aperto

Biglietto: ingresso gratuito

Museo digitale dell’Akadimia

Luogo: odòs Alkmenos 1 

Orario entrata: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 16 (lunedì chiuso)

Biglietto: ingresso gratuito

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News da Atene

Plenilunio d’agosto ad Atene: eventi in programma nei siti archeologici

Sono davvero tante le iniziative organizzate in tutta la Grecia per celebrare il plenilunio di agosto, considerato il più suggestivo di tutto l’anno. Per il 7 agosto sono in programma più di 90 eventi in 115 siti archeologici sparsi in tutto il Paese.

Ad Atene e nei dintorni, ovviamente, non mancheranno le manifestazioni, i concerti e le aperture straordinarie di siti archeologici e musei. Sono previste inoltre ingressi e visite guidate gratuite ai più suggestivi siti dell’Attica. SRDK vi presenta le iniziative più meritevoli. Buon plenilunio… o meglio kalì panselino!

Atene:

Acropoli:

Il sito archeologico rimarrà eccezionalmente aperto fino alle 20

Museo dell’Acropoli:

Per l’occasione il Museo- aperto come ogni lunedì dalle 8.00 alle 16.00- riaprirà le porte alle 20.00 con ingresso gratuito fino a mezzanotte.

Concerto di Manoli Mitsià, con un ricco repertorio di brani classici dei compositori greci più famosi.

Sito archeologico e museo del Keramikòs:

Il museo e il sito rimarranno aperti dalle 20 sino a mezzanotte. Per motivi di sicurezza l’ingresso al sito archeologico verrà limitato alle adiacenze del museo.

Sito archeologico di Zeus Olimpio:

Il sito rimarrà aperto dalle 20 alle 22. In programma, dalle 20, un concerto filarmonico.

Dimos Galatsiou:

A Galatsi sono in programma due eventi. Il primo, dalle 20.00 di sera prevede visite guidate del Ministero della Cultura alla chiesa bizan di Ag. Georgios (altrimenti conosciuta come Omorfokklisia). Un’imperdibile opportunità per ammirare le pareti dipinte del che normalmente apre solo per la festa del Santo.

Il secondo evento comprende un concerto dell’artista Haig Yazdjian in programma per le 21.00 proprio davanti alla chiesa, sotto la luna piena.

Museo archeologico del Pireo:

Per l’occasione il museo resterà aperto fino alle 23.30. In programma, alle 21, il concerto “Melodies stin panselino”

 

Attica:

Sito archeologico e museo di Vravrona:

Sono previste visite guidate al sito dalle 19 alle 20. Dalle 20 alle invece le visite si sposteranno all’interno del Museo archeologico. Dalle 21 davanti al museo si terrà il concerto del gruppo Χειμερινοί Κολυμπητές (Chimerinoì Kolimbitès).

Tempio di Posidone a Sounio:

Il sito per l’occasione rimarrà aperto fino a mezzanotte

Museo di Megara:

Il sito rimarrà aperto dalle 20 a mezzanotte. In programma un concerto musicale

 

Il programma completo delle manifestazioni è consultabile – in greco- alla seguente pagina

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Cultura e foto

Il significato dei nomi delle stazioni della linea 3

Amici di SRDK, dopo aver visto i significati dei nomi dell’ilektrikòs e della metro 2 non resta che completare la ricerca passando in rassegna le fermate della metro 3.

La linea 3 della metro di Atene, segnata sulle cartine in colore blu, è la più nuova di tutte e corre in direzione ovest- est da Chaidari fino all’aereoporto E. Venizelou; alcuni dei treni, per garantire un servizio più efficiente nella tratta urbana, si fermano però ad un capolinea intermedio, alla fermata Doukissis Plakentias.

La metro 3 è stata inaugurata nel 2000 insieme alla metropolitana 2 ed inizialmente il suo percorso andava solo dalla stazione di Monastiraki a quella di Ethnikì Amyna. In breve tempo è stata allungata da Ethnikì Amyna sino a servire l’aereoporto mentre nel 2007 al tragitto sono state aggiunte alcune fermate da Monastiraki fino a Egaleo.

L’ultimo ampliamento, conclusosi pochi anni fa, è stato quello che ha portato alla realizzazione della fermata Agia Marina al confine tra i sobborghi di Aghia Varvara e Chaidari.

Come per la linea 2 la proclamazione di Atene come sede dei giochi olimpici del 2004 ha inoltre aggiunto ulteriore impulso affinchè la tratta iniziale fosse completata in tempi brevi.

Un ampliamento della linea 3 fino al nuovo capolinea del Pireo è attualmente in corso. I lavori, che si concluderanno tra un paio di anni, hanno portato alla scoperta di interessanti reperti.

Passiamo a vedere quindi le varie stazioni e il significato dei loro nomi muovendoci da Spata- dove si trova l’aereoporto verso ovest fino ad arrivare a Chaidari.

Aerodromio: La stazione capolinea non poteva non prendere il nome dell’aeroporto. Si trova in località Spata.

Koropì: La seconda stazione della linea blu prende il nome dall’abitato di Koropì. Koropì è l’ultima stazione dove si può arrivare, partendo dal centro, con il biglietto urbano.

Peania- Kantza: Questa fermata serve due paesi. Quello di Peania è attestato fino dall’antichità con lo stesso nome con cui lo si conosce attualmente. Kantza è un sobborgo di Pallini e prende il nome dal proprietario che tempo addietro possedeva i terreni sui quali l’insediamento si è sviluppato.

Pallini: Il dimos di Pallini, tra i più antichi della zona di Atene, deve il suo nome all’antico sovrano Pallas, membro della famiglia dell’altrettanto mitologico Teseo.

Doukissis Plakentias: La duchessa a cui la stazione è dedicata era una nobile di origini americane vissuta nell’800, grande sostenitrice e finanziatrice della lotta greca per l’indipendenza dal giogo ottomano. Il titolo le era stato assegnato poiché aveva sposato un ufficiale di Napoleone divenuto poi duca di Piacenza.

Chalandri: La fermata serve l’abitato di Chalandri, un sobborgo tra i più verdi e ben tenuti a nord di Atene. L’etimologia del nome non è del tutto sicura. Una teoria la associa al termine “Chiliandrìon” (mille uomini) che indicava la popolazione maschile di un tempo. Un’altra teoria fa derivare la parola dai termini turchi chalà (che designava con rispetto le persone di età avanzata) e derè (ruscello) e quindi stava ad indicare i possedimenti attraversati da acque correnti in questa località.

Agia Paraskevì: Il dimos di Agia Paraskevì, abitato sin dall’antichità, prende il nome dalla chiesa omonima che si trova in posizione centrale rispetto all’insediamento stesso.

Nomismatokopìo: La fermata, situata nell’abitato di Chalandri, è così chiamata dall’edificio del conio di Stato (nomismatokopio, ovvero la zecca) che sorge a poca distanza.

Cholargòs: La stazione serve la zona omonima, abitata dai tempi antichi sino a quelli odierni. Illustre cittadino del dimos è stato Pericle, in onore del quale- pur non essendo sicuri i confini dell’antico Cholargòs – il recente abitato ha preso il nome. Secondo l’etimologia più accreditata il nome in antichità indicava quanto gli abitanti fossero “poco inclini alla collera”.   

Ethnikì Amyna: Il nome della stazione si deve al ministero della Difesa Nazionale che si trova a pochi passi dalla fermata.

Katechaki: La stazione metropolitana si trova sulla strada di grande circolazione dedicata al famoso generale e politico G. Katechakis che prestò servizio come combattente e come parlamentare nelle prime decadi del ‘900.

Panòrmou: La fermata, che serve il quartiere omonimo, prende il nome da Pànormo, una cittadina che si trova in Asia Minore. Come molte altre località della costa turca prima della tragedia microasiatica questa località era abitata da numerosi greci.

Ambelòkipi: La zona ricorda i molteplici vigneti (ambeli è la vite) che si trovavano nei dintorni prima del rapido sviluppo edilizio, nella seconda parte del secolo scorso, di questa parte di Atene.

Megaro Moussikìs: A poca distanza dalla fermata sorge la camera dei concerti (megaro moussikìs, appunto) di Atene dove vengono rappresentate ogni anno diverse opere musicali.

Evanghelismos: La fermata prende il nome dall’adiacente ospedale Evanghelismos che si trova in zona Kolonaki.

Syntagma: Una delle più importanti stazioni di tutte le linee metropolitane prende il nome da Platìa Syntagma o Syntagmatos. Il riferimento è alla “Costituzione”, nome scelto perché qui sorge il Parlamento greco. Fermata di scambio con la metro 2, Syntagma presenta ai passeggeri un piccolo museo che espone i reperti più rinvenuti durante gli scavi per la costruzione della stazione.

Monastiraki: Se dalla stazione si esce nella piazzetta non si può non notare una piccola chiesetta, una volta  piccolo monastero, (“monastiraki”, appunto) che la domina. Piccola curiosità: al livello delle banchine dell’ilektrikos (o linea 1), in direzione Kifissia si possono vedere dei ritrovamenti archeologici molto significativi.

Keramikòs: La fermata si trova a poca distanza dal sito archeologico del Keramikòs, l’antico luogo di  sepoltura per le personalità illustri di Atene che si allungava fino alle porte della città. Il nome deriva dal quartiere usato in epoche remote prima dai vasai che lavoravano la ceramica e poi abbandonato in seguito alle numerose piene del fiume Eridanòs che scorre tuttora tra le rovine.

Eleònas: La zona servita da questa stazione della metropolitana deve il suo nome- che significa uliveto- ai molti alberi di questo genere presenti in passato nei dintorni. Del resto ad Eleonas, poco dopo il Giardino Botanico, pare si trovasse l’”ulivo di Platone”, secondo la leggenda proprietà del filosofo che poco distante teneva lezioni nella sua Accademia. Il presunto albero è conservato all’interno della Facoltà di Agraria dell’Università di Atene.

Egaleo: Il dimos di Egaleo dà il nome al precedente capolinea della linea blu. La zona è stata chiamata così dal monte che la sovrasta; Egaleo sembra significhi, secondo un’interpretazione, “popolo delle capre”. Sul monte Egaleo Serse, nel 480 a.C., assistette alla sconfitta della flotta persiana nella battaglia di Salamina.

Agia Marina: La fermata, capolinea provvisorio della linea in direzione ovest, all’inizio si darebbe dovuta chiamare Chaidari. Non trovandosi però la stazione esattamente in questo dimos si è deciso di attribuirle il nome della chiesa nei pressi della quale sorge la fermata stessa.

Il prolungamento della metropolitana in direzione sud prevede la costruzione di sei nuove stazioni fino a giungere nel centro del Pireo. Le nuove fermate si chiameranno Agia Varvara, Korydallòs, Nikea, Maniatika, Pireas, Dimotikò Theatro.

 

 

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Cultura e foto, Libri

La Grecia sotto l’ombrellone: consigli di lettura/saggi greci

Cari amici, siamo giunti all’ultimo appuntamento con i consigli per le letture estive “Made in Greece” o che comunque parlano di Grecia.

Questa volta SRDK vi propone delle un po’ più “impegnative” ma comunque piacevoli, per approfondire alcune tematiche rilevanti senza cadere nella noia; la scelta è caduta su alcuni saggi che parlano della Grecia contemporanea e su uno dei romanzi che meglio tratta le conseguenze della crisi economica che attanaglia la Grecia. Infine, un libro sull’indiscusso simbolo di Atene e della Grecia, il Partenone, per capire il motivo del suo fascino millenario.

 

Atene in bilico tra passato e presente

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Atene, cannella e cemento armato. Percorsi e riflessioni con Markaris e gli altri, Patrizio Nissirio

Se amate Atene e ne rifiutate quell’immagine un pò sterotipata di Partenone e souvlaki che viene propinata a molti turisti non potrete non apprezzare questo viaggio molto particolare nella “vera” capitale greca. Aiutato da alcuni tra i nomi più in vista della letteratura greca contemporanea (Markaris, Alexakis ed altri) l’autore passeggia tra le vie di questa caotica metropoli cresciuta frettolosamente all’ombra del suo glorioso passato. Un’Atene che reclama, attraverso i sapori della sua cucina, il suo forte legame con l’Oriente. Una città che vive un difficile periodo di assestamento ma che non si piega, a suo modo, alla crisi spietata che la attanaglia da anni.

 

Una Grecia diversa

 

Un’estate in Grecia: 4000 km ai confini dell’Europa nell’anno della crisi, Giuseppe Ciulla
Se volete percorrere la Grecia in modo alternativo e vederla con un’ottica diversa questo libro vi offre quello che cercate. Interessante viaggio attraverso il Paese per mostrare una Grecia fuori dai soliti schemi, per raccogliere testimonianze che aprono gli orizzonti, fisici e mentali. Il cammino tocca località poco note al turismo ma che lasciano il segno in chi si ferma, luoghi che appagano per le bellezze naturali e per la straordinarietà dei loro abitanti.

 

L’antico splendore della città dei filosofi

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Atene, la città inquieta, Mauro Bonazzi

Questo saggio piacerà sicuramente agli amanti della Grecia antica e del pensiero filosofico andato sviluppandosi nell’Atene classica. La città del politico Pericle, del pensatore Socrate e del poeta tragico Eschilo è vista come un luogo di vivo fermento, in ascesa verso una supremazia non solo economica ma soprattutto culturale sulle altre polis greche. Accanto a chi si interroga sulla natura dell’uomo, sulle sue capacità e- soprattutto- sulle sovrastrutture che ha creato c’è chi non manca di sottolinearne le mancanze e i limiti. Un affascinante excursus tra le personalità culturali che più hanno lasciato il segno nell’epoca d’oro di Atene.

 

Fascino inalterato

 

Il Partenone, Mary Beard

Il simbolo più riconoscibile della Grecia suscita ammirazione dopo svariate centinaia di anni dalla sua costruzione. Nonostante i danni- causati dalla natura e dall’uomo-, i rimaneggiamenti, i saccheggi quel che resta del monumento simbolo dell’epoca d’ora di Atene è tuttavia in grado di colpire migliaia di visitatori ogni anno. Questo libro ripercorre piacevolmente la storia del Partenone e spiega a cosa è dovuto il suo fascino senza limiti.

 

Scappare dalla crisi si può?

 

Dal mare verrà ogni bene, Christos Ikonomou

Un gruppo di ateniesi si trasferisce su un’isola dell’Egeo per allontanarsi alla crisi che ha coinvolto la Grecia e la sua capitale. Purtroppo però ad attenderli non c’è la tanto agognata sicurezza ma bensì lo stesso sistema (se non peggiore) a cui erano abituati sulla terraferma. Per cambiare la situazione non resta che iniziare a lottare…

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Pensieri ateniesi

Atene, la città dal clima (quasi) perfetto!

Ogni volta che penso al successo che Atene suscita tra i turisti, i visitatori e gli stessi greci non posso non soffermarmi sull’ importanza rappresentata dal suo microclima e dalla sua posizione. Non c’è quasi nessuno- turista o abitante- che non ne sottolinei l’impatto positivo sull’umore e, in generale, sulla quotidianità.

E come non dare ragione agli entusiasti del clima ateniese? Estati lunghe, poche precipitazioni nei mesi invernali e la presenza di venti moderati rendono la città “vivibile” quasi tutto l’anno. Pochissimi weekend rovinati dalla pioggia, temperature miti e decisamente piacevoli da marzo a novembre: cosa si può volere di meglio?

Se parlate in particolare con i greci- indipendentemente dalla loro provenienza- vi faranno notare come il clima dell’Attica venga definito da più parti come il migliore della Grecia (che già gode di una posizione privilegiata all’interno del Mediterranneo).

Ma Atene dove si colloca climaticamente? La metropoli, un agglomerato abbastanza esteso di 400 km2, rappresenta un po’ una particolarità; basti pensare che i sobborghi a nord come Maroussi o Kifissia rientrano nella fascia temperata (con inverni freddi e umidi ed estati calde e secche) mentre quelli a sud in quella mediterranea (con inverni più miti ed estati decisamente calde e secche)! Provate a partire dal centro della città e a dirigervi verso nord; inverno o estate percepirete una netta differenza di temperatura nonostante i pochi kilometri percorsi. Non sembra, ma verso nord si sale; Kifissia si trova a quasi 300 metri di altitudine!

L’enormità di Atene porta però con sè una conseguenza piuttosto negativa d’estate; il cemento e le attività umane provocano un’innalzamento delle temperature di diversi gradi rendendo davvero difficile sopportare gli oltre 40 gradi che si verificano facilmente nei mesi più caldi. Di contro, l’inverno, grazie alla concentrazione di edifici e al calore emanato da essi, non è mai troppo rigido.

La fortuna di Atene comunque sta davvero nella sua posizione: circondata dall’Imittos e dal Parnitha che la proteggono dai freddi venti provenienti da nord, approfitta dell’azione mitigatrice dal mare a sud. Il pericolo nevicate è quasi sempre scongiurato ma non del tutto assente. In caso cadano i primi fiocchi di neve ci si affretta a chiudere le scuole e a barricarsi in casa- o in qualche kafeteria; si sa già che la città rimarrà bloccata fino alla passata emergenza.

 

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Atene coperta dalla neve: raro, ma può succedere

L’unico problema serio dato dal clima secco però, a mio avviso, resta la mancanza di pioggia. E’ piacevole all’inizio non doversi preoccupare che qualche precipitazione improvvisa costringa a cambiare programma durante la giornata. Non piovendo quasi mai la città però non viene “lavata” a dovere e questo ha di sicuro delle ripercussioni. Non solo; spesso i rovesci- dopo mesi di siccità- sono così intensi che le strade diventano presto impraticabili e la circolazione di veicoli e pedoni si blocca. Gli allagamenti sono tutt’altro che infrequenti…ma ci si fa l’abitudine. La pioggia non dura mai molto ad Atene; dopo poco di solito torna il sereno (e spesso, il caldo).

E’ indubbio che il clima mite abbia determinato condizioni favorevoli per lo sviluppo della città sin dall’antichità e abbia contribuito alla sua ascesa come potenza del Mediterraneo. Attualmente, quello stesso felice connubio di eventi atmosferici la rende la destinazione preferita di migliaia di visitatori durante tutto l’anno. L’Atene turistica non si riposa quasi mai: solo nei mesi più “freddi” si ha un calo delle presenze ma c’è comunque chi sfrutta la poca confusione per gustarla al meglio.

Insomma, tranne qualche piccola imperfezione si può affermare che Atene abbia il clima quasi perfetto per godersi la città appieno; stare all’aperto, organizzare qualche escursione nei dintorni (l’Attica è davvero meritevole), andare al mare il più spesso possibile sono tutti progetti realizzabili in poco tempo e senza spendere troppo. Nel caso però Atene vi attiri ma non sopportiate il caldo o amiate la pioggia e le nuvole (come me), non disperate: al nuovo clima- e ai suoi vantaggi- ci si abitua davvero in fretta!