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Attiki

Eventi

Serata d’inizio estate

Riprendono gli incontri del blog!

Prima di andare in vacanza passiamo una serata ateniese facendo nuove amicizie e divertendoci insieme.

All’evento sono invitati TUTTI (greci, italiani,….).
Non ci sarà un menù fisso, ognuno potrà ordinare quello che desidera.
Appuntamento venerdì 25 giugno alle 20.30 alla taverna Oinopolio (Οινοπωλείο), odos Aischilou 12, Psirrì.
Adesioni entro e non oltre mercoledì 23 giugno.
Per partecipare mandate un messaggio alla pagina Facebook di Sullerivedelkifissos e aspettate conferma.
A presto!

FAQ
– Come arrivo alla taverna?
Il modo più comodo è con le metro linee 1 e 3 scendendo alla fermata Monastiraki
– Posso portare un amico/amica anche se non è iscritto al gruppo?
Sì, basta che me lo comunichiate nel messaggio
– Non parlo greco, è un problema?
No, la disposizione dei posti permetterà a tutti di conversare
– Se prenoto e poi non posso venire?
Per favore avvisate il prima possibile!

News da Atene

Regole per viaggiare sulle isole greche questa estate

Quest’anno i viaggiatori che vorranno raggiungere le isole greche dalla terraferma dovranno seguire alcune regole.

Per raggiungere le isole* i non residenti (greci e turisti) sopra i 5 anni dovranno portare con sé:

* tranne le isole che si possono raggiungere direttamente in auto e di Salamina.

  • certificazione di vaccinazione (devono essere passate almeno due settimane dalla seconda dose)
  • test molecolare non più vecchio di 72 ore o self test (o rapid test) non più vecchio di 24 ore dall’imbarco. Il foglio per la dichiarazione dei risultati può essere scaricato su https://self-testing.gov.gr/covid19-self-test-print.pdf
  • dichiarazione di aver già contratto la malattia almeno 2 mesi prima (e non oltre 9 mesi prima)

ATTENZIONE: per spostarsi tra isole NON è necessario eseguire un altro self-test

La documentazione del test e delle certificazioni è accettata anche in italiano oltre che in inglese, francese, spagnolo e russo

Le compagnie di navigazione e aeroportuali controlleranno obbligatoriamente tutta la documentazione

News da Atene

15 maggio: la Grecia riapre al turismo. Procedure per arrivi ed informazioni utili

Il 15 maggio la Grecia riapre ai turisti. Vediamo insieme quali sono le procedure richieste per i visitatori.

  • Dal 19 aprile la quarantena obbligatoria di una settimana per i viaggiatori in arrivo è stata abolita.
  • Tutti i viaggiatori in arrivo in Grecia tuttorasono obbligati ad esibire un test molecolare (PRC) non più vecchio di 72 ore. Il test è obbligatorio per tutti, compresi i bambini sopra i 5 anni, indipendentemente dalla situazione epidemiologica del Paese di provenienza.
  • Se un passeggero ha completato la procedura di vaccinazione (in una o due dosi quando prescritto) almeno 14 giorni prima della partenza e ha la certificazione per dimostrarlo allora il test molecolare non è necessario. La Grecia riconosce tanto i vaccini europei quanto quelli extra europei: Pfizer BioNtech, Moderna, Astra Zeneca/Oxford, Novavax, Johnson + Johnson/Janssen, Sinovac Biotech, Gamaleya (Sputnik), Cansino Biologics, Sinopharm.

Attenzione: la vaccinazione non è obbligatoria per entrare in Grecia, ma il certificato di vaccinazione rende le procedure formali di controllo più semplici e veloci.

  • Se un viaggiatore ha contratto il covid in passato deve presentare un certificato che attesti che sono passati dai 9 ai 2 mesi dall’episodio; il certificato è sostitutivo del test

ATTENZIONE: sia il test molecolare che i certificati possono essere prodotti in italiano (oltre che in inglese, francese, russo, spagnolo)

  • Tutti i viaggiatori devono compilare un modulo PLF (Passeger Locator Form) sul sito travel.gov.gr (versione inglese) almeno un giorno prima di entrare in Grecia e prima di uscirne.
  • Una volta arrivati in Grecia è possibile essere fermati dalle autorità ai cancelli d’entrata e sottoposti a un secondo test (rapid test). Se il risultato del test è positivo si viene accompagnati in auto-isolamento in albergo.
  • L’obbligo di self-test per chi lascia la Grecia dipende dalle direttive del Paese verso cui si viaggia

Importante: per ogni informazione su procedure d’arrivo e situazione Covid-19 in Grecia e limitazioni consultare il sito travel.gov.gr oppure il sito dellAmbasciata italiana ad Atene

Informazioni utili per programmare il viaggio:

  • Ad oggi, le taverne, i ristoranti e i bar sono aperti con limitazioni di orario (fino alle 23.00) e nel numero di clienti.
  • I siti archeologici sono aperti al pubblico. Il Ministero della Cultura ha in programma di aprire i musei per il 14 maggio.
  • Fino al 15 maggio lo spostamento tra province è consentito solo per ragioni specifiche ed attestabili.
  • A causa della situazione è possibile che crociere e viaggi organizzati limitino le escursioni previste; informatevi accuratamente prima di prenotare.


Tradizioni

“Stranezze” della cultura greca/3

Dopo le prime due “puntate” ecco la terza parte dedicata agli aspetti di caratteristici della cultura greca moderna, visti con ironia ed amore per questa terra meravigliosa.

Leggi la prima parte

Leggi la seconda parte

  • I Greci si sentono davvero europei?

Una delle cose che più mi lasciano incredula quando parlo con i greci è la loro tendenza a differenziarsi dal resto dell’Europa. Non è infrequente infatti sentire frasi come “ Qui in Grecia…, in Europa invece…” oppure “ Noi greci (facciamo questo o siamo così), gli europei invece…” che  tracciano una netta dicotomia tra due culture o due mentalità. Insomma, i greci per alcuni versi non si sentono europei nel vero senso della parola ma piuttosto rappresentanti, vista la loro storia recente, di una cultura a sè stante quando non intrisa dei aspetti medio-orientali. Aspetto curioso visto che la parola stessa Europa si deve ai greci e che senza il loro contributo forse dell’ Europa non esisterebbe nemmeno il concetto.

  • Sempre ragazzi…anche passata l’adolescenza!

In Grecia i termini “pedì”(ragazzo), “koritsi” o “kopela”  (ragazza) non si usano solamente per chiamare o per rivolgersi ad individui nel fiore degli anni. Con grande sorpresa degli stranieri spesso vengono utilizzati per persone decisamente più mature, soprattutto in ambito informale. Non è difficile sentire qualcuno che parla di qualche “kopela” che ha superato i 50. Lo stesso, in tono minore certo, vale per gli uomini: se qualcuno vi parla di un “pedì” senza che lo conosciate non potrete comprendere immediatamente quanti anni abbia il soggetto. Insomma, in Grecia basta veramente poco per sentirsi adulati….a tutte le età!

  • Strani abbinamenti in cucina

La cucina greca, come sappiamo, è piuttosto simile a quella italiana in quanto ad ingredienti e sapori. Tuttavia anche in Grecia ci sono degli abbinamenti culinari tra che potrebbero apparire a prima vista abbastanza curiosi. Ad esempio l’aceto versato su un piatto di lenticchie calde per insaporirle, il limone spremuto sulle patate o usato per cucinare i carciofi . Abbinare il formaggio al pesce parrebbe alquanto azzardato per alcuni palati ma i greci sono cimentati con successo nel “saganaki”, dove alla base ci sono crostacei e feta.

  • Superalcolici durante il pasto…e niente caffè dopo!

I greci, come altri popoli europei, se vogliono accompagnare il cibo con una bevanda alcoolica di solito scelgono il vino. Agli stranieri che visitano per la prima volta la Grecia fa sempre però un certo effetto veder pasteggiare gli ellenici con l’ouzo – la tipica bevanda la cui gradazione alcolica è 40°- e accompagnarlo comunque esclusivamente a piatti di pesce anche se i più lo bevano allungato con acqua. A Creta più o meno lo stesso avviene con la rakì, un distillato piuttosto forte servito, invece che come digestivo, all’inizio del pranzo (senza diluizione). Pur amando molto il caffè, infine, i greci non hanno l’abitudine di berlo dopo pranzo ma possono tranquillamente ordinarlo nei locali fino a tarda sera.

Siti archeologici

Il tempio “nascosto” di Apollo a Dafnì

Sulla strada che da Atene porta ad Elefsina, poco prima di uscire dalla metropoli greca, si trovano le indicazioni per raggiungere uno dei siti archeologici più interessanti (ma meno conosciuti) dell’Attica, quello racchiuso nel perimetro di magnifico monastero bizantino del 6 secolo.

La Monì Dafnì (questo il nome greco del monastero) è un edificio elegante, circondato dal verde e che all’interno del proprio recinto cela gli inaspettati resti di un tempio di Apollo di età presumibilmente classica.

I resti del tempio di Apollo nel perimetro del monastero

Il tempio di Apollo si trovava in antichità nella parte sud della Ierà Odòs e rappresentava una fermata importante della processione solenne che si svolgeva durante la celebrazione dei misteri eleusini. L’appellattivo con cui il dio veniva adorato in questo luogo era “Dafnifòros, cioè portatore di alloro (la pianta sacra a questa divinità).

Leggi l’articolo sulla Ierà Odòs

Il tempio, oltre che piuttosto imponente, era un unicum per l’Attica in quanto non compaiono testimonianze storiche di altri luoghi di culto apollinei nel resto della regione.

La sua fondazione affonda le radici nella mitologia; i discendenti di Kefalos, esiliato da Atene per aver ucciso la propria moglie, si erano rivolti all’oracolo di Delfi chiedendo ad Apollo di poter tornare nella loro città d’origine. Il dio aveva risposto che avrebbero prima dovuto consacrargli il luogo in Attica dove avessero visto “una triremi correre sulla terra ferma”. Giunti poco oltre il monte Egaleo videro un serpente (lungo e agile come appunto un nave triremi) affrettarsi verso la propria tana; lì sacrificarono al dio e poterono poi tornare ad Atene, dove fu restituito loro lo status di cittadini.

L’impianto architettonico del tempio è pressoché sconosciuto, a causa anche del fatto che parte della struttura è stata coperta in seguito dal monastero. Dagli scritti di Pausania e dalle ricerche sul campo si però arrivati a concludere che l’edificio centrale del luogo di culto ospitasse le statue di Apollo e Atena mentre a poca distanza, in una struttura separata, si trovassero le statue di Demetra e Persefone (collegate ai riti eleusini).

Quello che si sa per certo è che lo stile era dorico e ionico; delle colonne originali rimanenti una è stata utilizzata in un arco di sostegno del monastero mentre tre sono state prelevate e sostituite con delle copie da Lord Elgin (sono ora in esposizione al British Museum). La maggior parte delle pietre che componevano il perimetro, esterno, inoltre, è stata riutilizzata per la costruzione delle mura del monastero.

L’unica colonna originale del tempio è stata inglobata nella struttura del monastero

La datazione esatta del tempio è alquanto incerta poiché, a causa della sua parziale copertura, gli strati più profondi non sono stati ancora scavati. Dallo stile della colonne però si può ipotizzare che sia stato eretto in tarda epoca classica. Questo luogo di culto antico ha subito la stessa triste sorte degli edifici sacri di Eleusi; è stato infatti raso al suo dai Visigoti nel 395 d.C.

Le colonne ioniche provenienti dal tempio e che sono state sostituite

Dei ritrovamenti avvenuti durante gli scavi dell’ultima metà del 1800 una consistente collezione si può ammirare in loco, nella parte sud del monastero.

La visita a questo sito archeologico così unico è impreziosita dalla sontuosa bellezza dell’attuale monastero bizantino di Dafnì, patrimonio dell’UNESCO dal 1990 che però verrà trattato in un post a parte. La finezza dei mosaici per cui la chiesa è famosa lo rendono una delle destinazioni imperdibili per chi vuole assaporare un tocco del passato e un assaggio del presente.

Biglietto: entrata libera

Orari (del monastero Dafnì): da mercoledì a domenica dalle 8.00 alle 15.00

Come arrivare da Atene:

Con i mezzi: autobus 866 e 876 dalla stazione metro Agia Marina della linea 3 in direzione Elefsina (fermata Bizantiou).

Siti archeologici

Ierà odòs: il cammino sacro da Eleusi al Keramikos

Vicino all’entrata delle fermate metro di Eleonas, Egaleo e Agia Marina si possono notare, ben conservati, alcuni tratti di una delle più vie di comunicazione della Grecia antica, la Ierà Odòs.

La Ierà Odòs (o via sacra) è la più antica strada della Grecia. Il suo percorso, lungo 22 km, andava dalla città di Eleusi (attuale Elefsina) fino alle porte di Atene, in zona Keramikòs. L’aggettivo” sacra” deriva dalla processione, allestita per celebrare i misteri Eleusini, che nell’antichità percorreva una volta all’anno questa importante arteria.

Secondo le fonti storiche, infatti, il 20 del mese di Boedromione – che andava all’incirca dalla metà di settembre alla prima metà di ottobre-, il sesto dei sette giorni delle celebrazioni, aveva luogo la processione che partiva dal Keramikos ed arrivava fino nel cuore di Eleusi.

Il tracciato della Ierà Odòs

I riti religiosi che si svolgevano nel santuario della dea Demetra, nella città di Eleusi erano i più sentiti e rispettati di tutta la Grecia. Si trattava di riti “misteriosi” poiché le cerimonie e le credenze erano avvolte in un alone di segretezza e potevano essere svelati solo agli iniziati al culto.

Leggi l’articolo sul sito archeologico di Eleusi

Lungo la Ierà Odòs, che era anche il luogo di sepoltura di personalità illustri, si incontravano una serie di luoghi di particolare interesse, soprattutto religioso. Uscendo da Atene, in prossimità di Chaidari ci si imbatteva nel tempio di Apollo (ora inglobato dentro il monastero di Dafnì) e poco oltre nella caverna di Pan; verso Aspropirgos, poi, nel tempio di Afrodite e nel lago Reitòs (ora Koumoudourou) di cui la parte nord era sacra a Demetra e quella sud a sua figlia Persefone.

La strada sacra ha svolto un fondamentale ruolo nel collegamento di Eleusi con Atene per tutta l’età antica, subendo opere di manutenzione e miglioramento anche sotto il dominio romano. Nel quarto secolo d.C. a seguito da una parte dell’incursioni predatorie dei Visigoti e, dall’altra, della diffusione del cristianesimo, i luoghi di culto eleusini sono caduti lentamente in rovina. La Ierà Odòs però è rimasta in uso fino in epoche recenti come importante anello di congiunzione tra Atene e la provincia.

La Ierà Odòs nel 1870

Nel corso dell’ultimo secolo, la crescente urbanizzazione della capitale ha portato pesanti cambiamenti nell’aspetto di questa arteria. La Ierà Odòs è stata asfaltata nel 1927 e fino al 1956 (anno dell’inagurazione del Leoforos Athinòn) ha rappresentato l’unico accesso ad Atene per chi proveniva da Korinthos.

Nell’ Atene di oggi resti dell’antico tracciato si possono scorgere all’interno del sito del Keramikòs e, appunto, presso alcune fermate della metropolitana della linea 3. In quella di Egaleo, vi è una piccola esposizione di reperti trovati durante i lavori di costruzione della stazione e correlati all’uso della strada sacra.

In prossimità del tempio di Afrodite ad Aspropirgos (purtroppo chiuso al pubblico ma visibile parzialmente dall’esterno), inoltre, si è salvato un tratto consistente della vecchia strada che però non è segnalato nè valorizzato adeguatamente.

Il tratto nelle vicinanze di Aspropirgos

Negli ultimi anni la Ierà Odòs ha perso del tutto la sua veste sacra diventando al contrario una delle zone cittadine più famose per discoteche e bouzoukia. La nuova strada ha conservato anche il nome e il tracciato antichi nonostante la sua storia giaccia ormai sotto uno spesso strato di cemento.

Sono passati secoli dalla sua costruzione ma questo cruciale asse di comunicazione ha preservato il proprio fascino; a testimonianza di ciò le vestigia del passato ancora presenti lungo il percorso che ricordano la grandezza e l’unicità della civiltà che le ha erette.

News da Atene

Interessanti possibilità di investimento immobiliare ad Atene per i lettori di SRDK

Cari amici, visto il successo dell’articolo in cui, insieme a Fotis Kalliontzis, vi ho parlato della situazione immobiliare in Grecia (Comprare casa in Grecia: conviene ancora?) ho chiesto di selezionare per i follower del blog un paio di proposte di investimento particolarmente vantaggiose qui ad Atene.

Per ogni informazione circa gli immobili presentati qui sotto potete rivolgervi a Fotis (AthensAkinita) che parla perfettamente italiano usando:

Whatsapp e Viber: 0030 6907068118

Facebook (messaggio): Fotis Kalliontzis

mail: kalliontzisf@gmail.com

Ricordatevi di citare che avete visto l’offerta sul blog!

Tengo a precisare che, come per altre iniziative analoghe, non ricevo nessun compenso dal pubblicizzare le offerte che riesco a procurare ai fan di Sullerivedelkifissos.

1. In vendita (studio) casa al piano terra di 52 mq Prodotto nel 1995 e recentemente rinnovato. La casa si trova all’interno dei confini di un condominio indipendente dal resto dell’edificio con possibilità di parcheggio. Internamente, il pavimento è rivestito in legno e lo stesso vale per la partizione interna. La casa ha anche un angolo cottura, WC e riscaldamento elettrico, nonché un meccanismo di protezione automatico (rotolo). Si trova a 300 m.dalla spiaggia e a 12 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Moschato. Per favore, niente broker. Ideale per Airbnb. Prezzo: € 65.000 Non ci sono commissioni intermedie o finali da parte dell’acquirente.

2. Vendesi casa al piano terra di 183 mq superficie totale di cui 130 mq edificati. Costruita nel 1930 con un ampio cortile interno. La trama dell’edificio dà la possibilità di costruire un condominio di 6 piani. Si trova a breve distanza dalla metropolitana Sepolia. Ideale per riqualificazione e successivo uso Airbnb. Prezzo: € 115.000.
Non ci sono commissioni intermedie o finali da parte dell’acquirente.


Fotis ha studiato Economia presso l’Università degli Studi di Bologna. Ha già collaborato in passato con SRDK e ha deciso di proporre alcune offerte della sua agenzia per primi ai follower del sito.

Tradizioni

Bouzoukia, una serata di divertimento e di eccessi

Tra gli elementi che caratterizzano la cultura greca più recente non si possono non nominare i bouzoukia ovvero quei locali musicali improntati al divertimento più scatenato e, a volte, esagerato. I bouzoukia hanno avuto un’ evoluzione abbastanza particolare, che ha per certi versi snaturato la loro impronta originale ma che ha conservato quella vena di evasione collettiva, rumorosa e scenografica, scandita dal ritmo della musica contemporanea.

Invece di soffermarmi solo sul fenomeno contemporaneo, tra l’altro noto sicuramente a chi frequenta assiduamente la Grecia, preferisco concentrarmi sulla narrazione dei fattori culturali e sociali che hanno portato all’attuale fenomeno dei bouzoukia in modo da offrire anche delle chiavi di lettura dei cambiamenti in atto nel Paese negli ultimi anni. Trovare informazioni strutturate sull’argomento è piuttosto difficile quindi ho dovuto far affidamento a nozioni provenienti da diverse fonti come film, canzoni etc…

I bouzoukia prendono il nome dal famoso strumento bouzouki, un vero caposaldo della musica greca dagli anni ’20 del secolo scorso. Le origini di questo strumento a corde  vengono fatte risalire addirittura all’età classica dove era noto con il nome di pandura. Il nome bouzouki è invece di derivazione turca; questo stumento è arrivato Bisanzio proprio attraverso i greci e poi è tornato indietro quando i profughi della microasia, giunti in Grecia, hanno iniziato ad utilizzarlo ampiamente nello stile rebetiko (per approfondire potete leggere sul blog questo articolo sul rebetiko).

Orchestra che suona rebetiko (anni’30)

Negli anni ’20 del 1900 i locali che ospitano musica dal vivo sono chiamati rebetadika perchè in questo periodo appunto si suonano canzoni in stile rebetiko. Niente a che vedere con quello che si intende oggi per divertimento spensierato; i pezzi del rebetiko hanno note tristi, sono introspettivi, trattano tematiche spinose come la sofferenza per la patria perduta, il consumo di droga, il ruolo dell’uomo nella società. Le musiche sono accompagnate spesso dal ballo solitario di qualche avventore del locale che si esibisce  nei passi e nelle movenze lente e malinconche dello zeimbekiko o del chasapiko. Non è un ballo che mira ad ottenere l’ammirazione degli altri presenti, è più che altro un modo per esprimere il proprio chaimòs ( dolore) in una maniera ”virile” e per dialogare con la propria anima.

Dopo il secondo conflitto mondiale, i rebetadika iniziano dalla fine degli anni ’50 ad essere affiancati dai bouzoukia. L’economia in crescita e la voglia di lasciarsi la miseria e i tormenti della guerra alle spalle riempiono i locali di gente che vuole divertirsi senza pensieri. I bouzoukia diventano irrinunciabili nelle uscite serali soprattutto delle classi più agiate; ci si va, di solito da una certa ora in poi, per mangiare e bere mentre si ascolta la musica dell’orchestra. Ad Atene, i locali del periodo si trovano quasi tutti sul lungomare di Tzitzifies e accolgono una clientela variegata anche se è più facile trovare ai tavoli gente abbastanza matura.

I bouzoukia diventano così popolari che non c’è praticamente film greco degli anni ’60 che non preveda una scena al loro interno; è’ l’epoca in cui emerge l’abitudine, (diventata poi un’ icona stereotipata della cultura greca), di corredare le performance artistiche lanciando a terra piatti e bicchieri. Le agenzie di viaggio organizzano persino pacchetti rivolti a stranieri comprensivi di serata ai bouzoukia ,in cui apprezzare appunto uno degli elementi più caratteristici della Grecia del tempo.

Una star dell’epoca (in primo piano a destra), Manolis Chiotis

La musica non è più solo quella melancolica del rebetiko e i temi affontati sono meno drammatici; ormai si parla spesso di amore e anche i ritmi diventano più coinvolgenti. L’orchestra è composta da bouzoukia, baglamas e chitarra (più, a volte, altri strumenti secondari); a cantare- rigorosamente sedute- sono spesso donne, talvolta accompagnate da una seconda voce maschile ( spesso un suonatore di boukouzi).

A ballare, in molti locali, sono ballerini professionisti che vengono incitati e sostenuti dal pubblico presente. Le canzoni prodotte in questo periodo diventano classici che si suonano ancora oggi; iniziano ad emergere nomi di compositori ed interpreti che fanno la storia della musica greca contemporanea (Tzitzanis, Zabetas e Bithikotsis tra i primi, Sofia Bellou e Marika Ninou tra le seconde).

Il manifesto all’entrata del “Charama” dove si esibivano V. Tsitsanis e S. Bellou

L’epoca d’oro dei bouzoukia resiste, nella forma descritta sopra, fino alla fine degli anni ’70. Negli anni ’80 e ’90 i bouzoukia iniziano a perdere l’esclusiva come unica forma di divertimento e vengono affiancati da club e discoteche. Attirano ancora le più note star della musica di quel periodo (Despina Vandì, Anna Vissi, Giannis Pario…).Non scompaiono, semplicemente si trasformano e cercano di cogliere il nuovo spirito del tempo.

Diventano infatti dei veri e propri locali notturni, che iniziano il loro programma verso mezzanotte. Se prima erano luoghi, anche se cari, comunque accessibili ai più ora si trasformano nell’essenza stessa dello sperpero di denaro. Non ci si va solo per ascoltare la musica ma anche e sopratutto per dimostrare una certa agiatezza economica; è una gara a chi apre più bottiglie (ciascuna delle quali puà costare fino a 100€), o a chi lancia verso il cantante più cestini di fiori (anche questi dal costo esorbitante).

I bouzoukia attuali: il palco coperto di fiori!

Da un certo punto in poi i locali non ingaggiano più orchestre con un repertorio “classico” ma un cantante (o una cantante) solo, un nome famoso della musica greca attuale, che si esibisce con i propri pezzi. Alcuni cantano per intere stagioni nello stesso “kentro”, di cui volte sono anche soci o proprietari (ad esempio Nikos Ikonomopoulos o Yiorgos Mazonakis). Anche i locali hanno cambiato zona; ora si trovano quasi tutti sulla Ierà Odos o al Keramikos.

I più famosi bouzoukia di Atene richiamano ora un pubblico abbastanza eterogeneo. Anche i più hanno ormai le loro star, idoli del pop greco (Nikos Vertis, Panos Kiamos, Eleni Paparizou, Antonis Remos). Nelle loro canzoni ricorre ancora il bouzouki ma il loro stile è decisamente diverso da quello degli interpreti degli anni passati. Anche il dress code si è trasformato; se prima era classico ed elegante, ora, soprattutto per le donne è sexy e provocante, tanto per le artiste quanto per le spettatrici. Il tipico abbigliamento da bouzoukia è facilmente riconoscibile ed è sulla stessa linea di quell’ostentato eccesso di cui si parlava prima.

Il fenomeno dei bouzoukia, è stato, in tutte le epoche, uno specchio sincero della società greca, che è passata dal dolore e dalla miseria alla voglia di rivalsa fino all’affermazione un po’ superficiale di un certo benessere economico.

Comunque la si veda, i bouzoukia restano un fenomeno affascinante e interessante da vivere, soprattutto per chi vuole capire più a fondo la culturale greca; uno spettacolo magari esagerato ma sicuramente divertente, in cui farsi trascinare, nelle notti ateniesi, almeno una volta.

Trasferirsi in Grecia

Trasferirsi in Grecia dopo la pensione

Trasferirsi in Grecia per cambiare vita e seguire ritmi più rilassati è il sogno di parecchi. Finchè però si ha un impiego che non si può o non si vuole lasciare il cambiamento però potrebbe risultare difficile; e così spesso si rimanda questo passo una volta svincolati dagli obblighi lavorativi.

In questo articolo cercherò brevemente di dare dei consigli a chi appunto ha in progetto di spostarsi in Grecia e vivere la propria pensione in questo Paese. In particolare mi concentrerò su alcuni aspetti che sarebbe bene considerare a fondo prima di prendere questa decisione.  Oltre ai vantaggi più evidenti di un trasferimento vorrei mettere alcuni aspetti a cui forse non si dà peso più che altro per mancanza di informazioni.

In generale, per chi si trasferisce in Grecia dopo aver lasciato il lavoro, valgono gli stessi consigli che si potrebbero dare a chi vuole cercare un lavoro qui o aprire un’attività in proprio. Suggerisco quindi a chi vuole farsi un’opinione di partire leggendo gli altri articoli del blog su costo della vita, integrazione, stile di vita in Grecia etc…

Ovviamente però chi ha già lasciato il lavoro ha aspettative e piani diversi da chi invece deve ancora sostentarsi con un impiego e quindi di seguito proverò ad analizzare l’attuale situazione greca partendo dalle possibili esigenze di chi raggiunge la Grecia in età pensionistica.

Comunque decidiate di muovervi il consiglio più importante è per i passi più importanti (acquisto o affitto di una casa, tassazione etc…) di farvi seguire sempre da specialisti soprattutto se non parlate greco e non conoscete la burocrazia del Paese, piuttosto lenta ed ostica. Parecchi esperti di diversi settori parlano inglese molto bene e non è infrequente trovare chi parla anche italiano.

 

  • Costo della vita

Non è un mistero che, oltre che per l’indubbia bellezza del proprio territorio, la Grecia attiri anche per un costo della vita relativamente più basso che in altri Paesi europei. Senza voler analizzare nel dettaglio di singola voce (se volete ulteriori informazioni potete leggere l’articolo sul costo della vita in Grecia in questa sezione), a chi chiede se conviene ancora spostarsi qui per far fruttare di più i propri soldi risponderei: “dipende”. La Grecia, sebbene alcune merci e alcuni prodotti siano ancora a prezzi piuttosto concorrenziali, non è infatti più economica come un tempo. Energia, benzina, spesa (soprattutto sulle isole) sono tra i capitoli più dispendiosi. Non prendo in considerazione l’affitto di una casa perchè il prezzo può cambiare sensibilmente a seconda del tipo di abitazione, località e del tempo di permanenza (un anno in un appartamento a Sikinos non è paragonabile a 3 mesi d’estate in una villetta a Santorini). Se però siete persone senza particolari esigenze allora la Grecia è sicuramente una destinazione da considerare.

  • Affitto o acquisto di una casa

Una voce a parte tra le spese da sostenere quando si pensa al trasferimento in Grecia è appunto quello dell’abitazione. Negli ultimi anni i prezzi che erano scesi di parecchio sia per la locazione sia per l’acquisto. Ultimamente però l’interesse crescente di investitori stranieri ha fatto lievitare considerevolmente le cifre in tutto il Paese. Le zone più care restano comunque Atene e le isole più famose, altrove si parla ancora di prezzi competitivi rispetto ad altre destinazioni europee. Quotazioni a parte un consiglio che però sento di dare è quello di procedere con l’acquisto di una casa solo se si è assolutamente sicuri di aver trovato il posto giusto. Purtroppo sento spesso persone che vogliono comprare casa per viverci (l’investimento in sè e per sè è un altro discorso) ma partono pensando ad esempio, “basta che sia un’isola!”. In questo modo mettono a repentaglio i propri soldi e la riuscita del proprio progetto di trasferimento. Anche se credete di aver individuato il posto che fa per voi provare all’inizio a prendere un alloggio in affitto per qualche mese; avrete la possibilità di valutare con calma la vostra scelta sopratutto se avete in mente di fermarvi lì anche d’inverno (quando la situazione, in particolare sulle isole, cambia decisamente).

  • Registrare la propria presenza presso le autorità

Un cittadino europeo che soggiorna per più di tre mesi consecutivi in un Paese della Comunità è obbligato a dichiarare la propria presenza presso le autorità locali. Le persone che non esercitano attività lavorativa devono portare come prova i seguenti documenti:

  • un estratto bancario che provi la possibilità di sostentarsi (cifra superiore 3.000 €) oppure la sussistenza di adeguati introiti mensili (da rendite, ad esempio)
  • prova di un’assicurazione sanitaria che copra eventuali costi sul territorio greco

La registrazione è un obbligo che si ha verso il Paese ospitante, ovvero la Grecia. Per quanto riguarda la legge italiana, invece, dopo i 12 mesi di soggiorno ininterrotto in Grecia vige l’obbligo dell’iscrizione alle liste A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Per la documentazione richiesta e la consegna della domanda (anche per via telematica) è possibile consultare il sito della Sede Consolare italiana ad Atene.

  • Assistenza sanitaria

Se avete in progetto di fermarvi in Grecia più di qualche mese all’anno e necessitate – o pensate di necessitare- controlli ed esami medici potreste prendere in considerazione l’eventualità di stipulare un’assicurazione sanitaria privata. Questo non perchè i medici greci non siano preparati ma perchè il servizio nazionale negli ultimi anno ha subito pesanti tagli ai fondi previsti per il settori a causa della crisi. In questa condizione molti ospedali pubblici non hanno abbastanza personale o strutture adeguati a fronteggiare le emergenze e l’attesa per i singoli esami può essere piuttosto lunga.

  • Tasse

Strettamente legato al discorso del costo della vita, dell’acquisto di una casa e dell’assistenza sanitaria è il capitolo delle tasse. Acquistando un’abitazione in Grecia si deve automaticamente pagare l’enfia o tassa sugli immobili (che per ora non è particolarmente economica dato il disperato bisogno dello Stato greco di fare cassa).

Purtroppo la Grecia non è, per ora, tra i Paesi europei che promette sgravi fiscali ai pensionati che trasferiscono la propria residenza. In questo modo il costo un’eventuale assicurazione sanitaria – che potrebbe essere coperta dai risparmi derivanti da un’esenzione fiscale- si aggiunge come voce a parte nel capitolo spese.  E questa purtroppo è una delle ragioni per le quali, nonostante il clima favorevole,  la nazione non attira il numero di persone in età pensionistica che ci si aspetterebbe.

  • Servizi alla persona

Uno dei maggiori problemi della Grecia è il ritardo con cui qui si arriva ad alcuni accorgimenti che rendono più facile la vita dei cittadini più vulnerabili. Solo ultimamente si è deciso di istituire la precedenza negli uffici pubblici per le persone con qualche disabilità (comprovata). Ancora troppo poco si fa in termini di architettura e di strutture per eliminare le barriere o gli ostacoli che limitano l’accessibilità e gli spostamenti di chi fatica (o è impossibilitato) a camminare. Sul fronte privato le consegne di spesa e beni di prima necessità alle fasce che più ne necessitano sono delegate interamente alla politica di ogni singolo esercizio. La delivery a casa è invece la norma un po’ dapperutto per souvlakia, pizza e caffè, a volte fino a notte inoltrata.

  • Passare il tempo piacevolmente

La Grecia offre una varietà infinita di divertimenti, hobby e attività, anche i più moderni e particolari. Grazie al clima favorevole più o meno dappertutto è possibile praticare tutto questo per gran parte dell’anno. Non abbiate timore quindi di essere costretti ad abbandonare le vostre passioni una volta trasferiti qui. Se sapete il greco sarà inoltre ancora più facile farvi degli amici “locali” e condividere con loro i vostri momenti di relax. L’unica cosa che dovete tenere presente, se amate leggere, è quella di premunirvi delle vostre letture preferite prima di partire perchè, tranne che ad Atene, ci sono poche possibilità di trovarne altrove in lingua italiana.

  • Portare il proprio veicolo

Se pensate di restare più di qualche mese all’anno in Grecia forse potete considerare la possibilità di trasferire anche il vostro veicolo al seguito. Ricordate a questo proposito che per la legge greca questo non può circolare per più di sei mesi consecutivi con targhe straniere; se meditate di fermarvi di più o magari lasciare stabilmente lì un mezzo di trasporto dovete procedere la cambio delle targhe. Non sottovalutate la possibilità di controlli – che soprattutto sulle isole sono più frequenti – nè l’importo delle sanzioni che possono arrivare fino alla confisca; la prova che il veicolo è in Grecia da meno di sei mesi è a vostro carico. Il costo della procedura di riimmatricolazione varia a seconda dell’età del veicolo e di altri parametri e il consiglio è quello, sopratutto se non parlate greco, di farvi seguire nell’operazione da un’agenzia apposita.

 

 

 

Siti archeologici

Il sito del tempio di Artemide, una diatriba che oltraggia la storia

Come forse avete notato in questa sezione del blog cerco di proporre siti archeologici e musei stranamente- vista la loro importanza- poco conosciuti ma che valgono decisamente una visita.

Stavolta la mia attenzione si rivolge ad uno dei siti archeologici ateniesi più interessanti la cui storia però è stata particolarmente tumultuosa; si tratta inoltre di uno dei luoghi che non si esiterebbe, dopo tutte le vicende di cui è stato protagonista, a definire “a rischio”.

A breve distanza dalle colonne di Olimpios Dios il tempio di Artemis Agrotera (Ναός Αγροτέρας Αρτέμιδος, Artemide cacciatrice), infatti, nonostante l’importanza rivestita nell’antichità, non viene nemmeno citato dalle guide tra gli edifici antichi degni di nota e questo perchè quel poco che si è salvato, dopo essersi salvato dalla distruzione, non è stato adeguatamente valorizzato.

In pochissimi conoscono la sua ubicazione proprio perchè purtroppo interessi privati hanno fatto negli ultimi anni quasi di tutto per farlo passare sotto silenzio e farlo scomparire sotto una coltre di cemento. Quest’area è tuttora infatti oggetto di disputa tra il Consiglio Superiore Archeologico (che vorrebbe espropriarla definitivamente) e i proprietari che invece non sono disposti a cederla ai prezzi d’indennizzo.

 

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Il cartello che indica il sito del tempio

Fortunatamente però grazie anche all’attivismo di studiosi archeologi e di alcuni abitanti della zona- che hanno creato anche un sito web a favore della tutela del sito- il luogo è stato segnalato, recintato e per il momento, vincolato.

Il tempio, dedicato ad Artemis Agrotera e che si trova su odòs Ardittou, viene costruito nel V secolo a.C. probabilmente su progetto di Kallikratis, lo stesso architetto del tempio di Atene Nike sull’Acropoli (con cui quello di Artemide conservava alcune similarità).

Ogni anno, in corrispondenza dell’anniversario della battaglia di Maratona, presso il tempio si celebrano sacrifici e feste per adempire ai voti che gli ateniesi hanno contratto con la dea per assicurarsi la vittoria.

Video ricostruzione del tempio di 3d Athens: https://www.youtube.com/watch?v=gidJdNqXcAE

Nel corso dei secoli il tempio subisce, come altri edifici antichi, diverse modifiche e rimaneggiamenti, trasformandosi, ad un certo punto, anche in chiesa cristiana.

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Il tempio, rimaneggiato, prima di essere distrutto  (fonte: elculture)

Nel 1778 viene purtroppo raso al suolo e i materiali si recupero vengono riutilizzati nelle mura della città.

Nel 1897 vengono condotti i primi scavi dalla Società Archeologica dell’epoca sotto la direzione di A. Skias; sono rinvenuti diversi frammenti del tempio (uno è visibile al museo dell’Acropoli) ed possibile ricostruirne con esattezza la pianta.

Successivamente, nel 1958 e 1960 due decreti ministeriali definiscono una fascia lungo quelle che in passato erano le rive del fiume Ilissos come “zona di interesse archeologico”; le rovine del tempio di Artemis Agrotera si trovano all’interno di questa area. Nel 1962 lavori di costruzione della sottostante strada portano in superficie altri reperti e il muro nord di recinzione del tempio.

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Le fondamenta del muro nord del tempio

Dal 1964 il Consiglio archeologico suggerisce di dichiarare l’esproprio del terreno sui cui sorgono le rovine del tempio dopo che i proprietari hanno chiesto il permesso di ristrutturazione per gli edifici presenti sullo stesso ma la proposta non viene accolta. Altri tentativi di esproprio vengono fatti negli anni ’70 ma non giungono a nessuna conclusione, lasciando di fatto pendente la natura giuridica del terreno.

Negli anni ’90 la questione dell’esproprio ritorna di nuovo a far discutere; da una parte gli studiosi e gli archeologici segnalano l’importanza storica del sito, dall’altra il Ministero della Cultura prima di procedere col vincolo chiede ulteriori scavi per accertare la presenza di altri reperti.

Gli scavi condotti in seguito a questa decisione mettono in evidenza come gli edifici presenti sul terreno – innalzati all’inizio del 1900- poggino sulla roccia una volta ospitante il tempio e che quindi le fondamenta dello stesso non siano state distrutte dalla loro costruzione;  viene deciso quindi che si possa procedere con l’esproprio.

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Lo stato di abbandono in cui versa il sito

Negli anni 2000, dopo che per l’esproprio è stato calcolato il relativo indennizzo ai proprietari, sorgono dei problemi in quanto la quota non viene corrisposta per interno entro il limite stabilito dall’accordo. I proprietari, vista l’appetibilità del luogo in termini urbanistici, non sono pronti a cedere e chiedono che il terreno venga liberato da ogni vincolo e che venga loro concessa una licenza di costruzione.

La Sovraintendenza ateniese suggerisce anche la possibilità di concedere la licenza a patto che si preservino e si espongano in loco i resti del tempio; la proposta viene accantonata in quanto poco fattibile.

Vengono intanto abbattuti gli edifici ancora presenti nell’area, che viene precauzionalmente recintata.

Nel frattempo, il comitato degli abitanti di Mets intensifica la propria attività a favore della tutela del sito, organizzando esposizioni e manifestazioni per portare sempre più persone a conoscenza del luogo, della sua storia e della sua mancata valorizzazione.

Dopo quasi 60 anni la questione, tra tentativi di esprorio e ricorsi, non è ancora risolta; come riferito, il sito è stato recintato con delle lastre di alluminio che ne impediscono l’accesso ma anche la contemplazione. Per ora nessuna delle richieste delle due parti ha trovato completa accoglienza in quanto sul sito non è permessa la costruzione ma nemmeno la fruizione come 

Sembra incredibile che non si sia riusciti in tutti questi anni a trovare un accordo che permettesse di sbloccare questa situazione di stallo.

L’unica cosa certa, in questa controversia, é che si sta perdendo una significativa opportunità di recuperare e rendere fruibile al pubblico un pezzo unico dell’architettura e della storia greca.

Per ulteriori informazioni in greco ed inglese sul tempio, la sua storia e l’attività di tutela degli abitanti di Mets: https://www.artemisagrotera.org/

Sul sito è inoltre possibile firmare la petizione per chiedere al Parlamento europeo di attuare misure di protezione e conservazione del sito! Aderite anche voi!!!

News da Atene

Omonia, uno dei simboli di Atene, avrà un nuovo volto

Uno dei simboli -forse più discussi- di Atene si rinnova: Plateia Omonia cambia aspetto per dare un nuovo impulso a tutta la zona circostante, avvolta in un degrado definito spesso inaccettabile per un luogo così significativo della città.

Sulla spinta delle ristrutturazioni promosse da investitori privati che hanno interessato edifici adiacenti alla piazza, il dimos Athinòn ha avviato il progetto di restyling di uno degli snodi più importanti della capitale.

La nuova conformazione della piazza prevede il ritorno di una fontana rotonda – già presente a partire dagli anni ’60 fino agli anni ‘80- al centro dello spiazzo. Una scelta questa non solo estetica ma che vuole esercitare un forte richiamo all’epoca in cui Atene era all’apogeo in quanto a decoro urbano.

 

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La piazza sta prendendo lentamente forma (fonte: Thetoc)

Eliminati dal precedente progetto gli spazi verdi previsti e una abbastanza discussa controversa sulla quale in teoria ci si poteva sedere. Quest’ultimo infatti era il punto più discusso da coloro che avrebbero voluto evitare che la piazza ritornasse ad essere quel bivacco a cielo aperto che ha contribuito pesantemente al declassamento della zona.

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Il primo progetto per il rinnovo della piazza (fonte: Lifo)

E’ ancora presto per tirare le conclusioni di questa nuova configurazione e capire se in effetti il rinnovo porterà più efficienza e più sicurezza. Dal punto di vista meramente estetico,ad avviso di parecchi esperti, si sarebbe comunque potuto dare maggior enfasi al verde minimizzando le superfici cementate (che, visto il calore sprigionato d’estate, non farebbero che rendere meno vivibile l’area).

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L’aspetto definitivo della piazza in una ricostruzione grafica (fonte: Thetoc)

La consegna dei lavori è in programma per l’inizio dell’estate. In attesa dunque di vedere il risultato finale vorrei passare brevemente in rassegna i cambiamenti più significativi di Omonia dalla sua prima progettazione, intorno al 1830,  fino ai tempi più recenti.

1833. Gli architetti Kleanthis e Sauber tracciano il perimetro di una piazza ortogonale dove far sorgere il palazzo dei regnanti. Il progetto viene poi accantonato. Nel 1844 il disegno della piazza diventa circolare ma nemmeno questo progetto viene realizzato.

1846. Lo spazio viene trasformato in una piazza che prende il nome di “piazza del Palazzo”. Si tratta del punto più a nord della nuova città di Atene. 

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La prima forma di Plateia Omonia  (fonte: athenssocialatlas)

1862. La piazza prende il nome di Plateia Omonias (della Concordia); in questo luogo infatti i due schieramenti politici avversari del tempo si sono dati la mano cessando di fatto le ostilità.

1895. Viene costruita la stazione dell’iletrikos Kifissià-Pireas e plateia Omonia diventa il centro della città.

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Omonia nel 1903 (fonte: athensopenmuseum)

1930. La forma della piazza diventa circolare e il luogo inizia a riempirsi di attività commerciali. Omonia diventa il punto di riferimento di chi arriva ad Atene dalla provincia.

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Omonia negli anni ’30 del 1900 (fonte: Lifo)

1960. La piazza subisce il primo rinnovamento con la creazione di uno spazio verde con al centro la famosa fontana.

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Omonia negli anni ’60,  ispirazione per il nuovo design della piazza (fonte: iefimerida)

1988. Viene collocato il “Dromeas”, opera di Kostas Varoutsos, spostata poi in zona Hilton durante la costruzione della linea della metropolitana sottostante la piazza.

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Nel mezzo della piazza, l’opera del Dromeas (fonte: Lifo)

2004. In concomitanza con i giochi Olimpici Omonia viene rinnovata e prende l’aspetto odierno.

 

 

Siti e musei

La secolare storia del Pireo svelata dal suo museo

Quando si pensa ai luoghi che racchiudono le vestigia del passato ateniese – soprattutto le opere d’arte prodotte nell’epoca antica- vengono subito alla mente il museo archeologico nazionale e il museo dell’Acropoli; giustamente queste raccolte museali, vista l’importanza dei reperti esposti, si sono guadagnate un ruolo di primo piano che travalica il semplice livello cittadino.

Oltre alla città di Atene però la grande area metropolitana dell’Attica comprende anche la città del Pireo le cui sorti sono da sempre strettamente legate a quelle della capitale greca. Fin dalle epoche in cui era un’isola (unitasi puoi gradualmente alla terraferma a causa dei detriti portati dai fiumi che sfociavano nel golfo Saronico), il Pireo ha conosciuto uno sviluppo graduale ma incessante che l’ha portato ad assumere sempre più importanza all’interno dell. Divenuto il decisivo porto dell’ Atene classica, vicende alterne lo hanno poi portato lentamente ad un suo ridimensionamento strategico fino alla sua riqualificazione che l’ha salvato, in tempi recenti, da un quasi inesorabile declino.

Un luogo così colmo di storia non poteva che avere un museo che ne decantasse l’importanza lungo lo scorrere dei secoli.  Situato nel centro della città, a pochi passi da Pasalimani, il museo archeologico del Pireo è una piacevole scoperta che si svela volentieri a chi ha voglia di raggiungere una destinazione stranamente poco conosciuta.

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Stele presente nella sezione “classica” del museo

Di dimensioni ridotte rispetto al suo corrispettivo ateniese, il museo del Pireo raccoglie però per intero le testimonianze del passato cittadino, compensando il minore numero di pezzi esposti con la qualità e talvolta la rarità degli oggetti presenti.

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Il teatro di Zeas, a lato del museo

Dalle imponenti statue ai minuscoli oggetti di ceramica, dalle steli votive fino agli elementi decorativi, l’esposizione percorre la storia del Pireo dal primo insediamento fino all’epoca attuale; ultimamente, un decisivo contributo alla raccolta museale è stato dato dai lavori per la costruzione di alcune fermate della metropolitana che hanno portato alla luce interessanti reperti (alcuni dei quali sono esposti anche alla Ksiloapothikì, leggi l’articolo).

 

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Uno dei pregiati reperti alloggiati all’esterno del museo

Particolare e degna di nota l’ala che illustra la storia più recente della città con cartelloni e addirittura con proiezioni di spezzoni di film greci ambientati appunto al Pireo.

Da non perdere, uscendo nel cortile, lo scavo dell’antico teatro di Zeas circondato da alcuni pezzi (statue, steli e vasi per lo più) di elevato valore artistico.

 

Biglietti:

  • intero 4 €, ridotto 2€

Orari:

 Apertura: lunedì-domenica 08.00- 15.30 (chiuso il martedì)

Chiusure: 1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

  • 6 marzo; 18 aprile; 18 maggio; 28 ottobre;
  • Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo
  • Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale)

Come raggiungere il museo con i mezzi pubblici da Atene:

  •  linea verde “Kifissià- Pireas” fino al capolinea Pireas
  • da qui autobus 300 o 904 fino alla fermata Filellìnon

 

News da Atene

“Italiani ad Atene; una diaspora molteplice”. Intervista al professor Domenico Maddaloni

Alcuni mesi fa Sullerivedelkifissos ha pubblicato un interessante articolo in cui il professor Domenico Maddaloni, docente di Sociologia presso l’Università di Salerno, illustrava brevemente, in esclusiva per il blog, le prime conclusioni della sua ricerca sugli italiani ad Atene, condotta nell’autunno del 2017.

A distanza di qualche tempo, questa sua analisi si è trasformata nel libro “Italiani ad Atene. Una diaspora molteplice” (Novalogos editore) nel quale il curatore, assieme ai suoi colleghi, presenta frammenti delle interviste da lui realizzate ed esamina nel dettaglio il fenomeno degli espatriati italiani nella capitale greca.

Ho incontrato il prof. Maddaloni a margine della sua ultima visita ad Atene, la scorsa estate, e lui è stato così gentile da concedermi questa intervista in cui parla più approfonditamente dei tratti fondamentali emersi dalla sua indagine.

Ringrazio sentitamente il Professore per il tempo che ha dedicato alle “esclusive” del blog.

Il prof. Maddaloni presenterà i risultati della sua ricerca sugli italiani ad Atene il prossimo 9 dicembre alle ore 19.00 presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene. L’ingresso all’evento è gratuito.

 

Professor Maddaloni, come è nata l’idea di una ricerca sugli italiani ad Atene?

I fenomeni di migrazione recente dei nostri connazionali sono già sotto la lente delle scienze sociali da tempo; altri studi, condotti da miei colleghi, hanno ad esempio già analizzato il trasferimento di italiani verso Paesi ad economia forte, come l’Inghilterra o con prospettive di investimento in determinati settori, come la Spagna.

La Grecia si configurava come un caso peculiare in quanto questa nazione ha recentemente attraversando una crisi economica ben nota e la sfida risiedeva proprio nel capire quali fossero le ragioni che spingono un numero sempre crescente di italiani a ricollocarsi qui.

Ci può parlare di come si è svolta la sua indagine?

La ricerca sul campo si è svolta si è svolta nell’autunno del 2017. Ancor prima di partire ho preso contatti con alcuni residenti ad Atene e in alcune zone limitrofe proponendo loro un’intervista da cui potessero scaturire non solo le motivazioni che li hanno spinti ad emigrare in Grecia, ma anche il loro background, le loro aspettative e le loro prospettive lavorative e di vita.

Siamo riusciti a realizzare 34 interviste ed individuare diverse tipologie di emigrazione. Nonostante la comunità italiana ad Atene non sia molto ampia se paragonata a quella di altre città tipo Londra o Barcellona, presenta un’interessante stratificazione in base all’età degli espatriati, alle loro ragioni di trasferimento, al loro tempo di permanenza nel Paese ecc…

Che tipo di emigrazione si è trovato davanti?

La ricerca prende in considerazione un’emigrazione che abbraccia un ampio spettro temporale. Quella più antica è composta fondamentalmente da persone (in particolare donne) che si sono spostate in Grecia negli anni ’70 e ’80 a seguito di matrimoni con gente del luogo, spesso studenti universitari nel nostro Paese. Quella più nuova, invece, è più orientata alla ricerca di lavoro dipendente o alla creazione d’impresa- soprattutto nel settore ristorativo. C’è insomma chi accetta un impiego a salario più basso che altrove ma con condizioni “esterne” ritenute migliori in quanto a clima, costo della vita, ecc. … Oppure chi ha visto nella Grecia, anche durante gli anni della crisi, un’opportunità di successo imprenditoriale o di cambiamento personale. Infine, c’è anche chi investe in immobili per trasformarli poi in alloggi turistici gestiti in modo diretto o indiretto.

Quali caratteristiche ha la nuova emigrazione in Grecia, e in particolare, ad Atene?

Un elemento interessante è che chi emigra in Grecia ormai ha un livello d’istruzione piuttosto alto, in parecchi casi si tratta di laureati. E’emerso inoltre che durante la crisi la presenza degli italiani ad Atene è aumentata consistentemente, nonostante questo possa apparire per certi versi quasi contraddittorio.

Va sottolineato che la gran parte dei nuovi arrivati è stata reclutata da società che si occupano di servizio clienti; in queste aziende i nostri connazionali lavorano quasi sempre in italiano e all’esterno usano l’inglese per poter comunicare con i locali.

L’impressione che scaturisce parlando con loro è che si accetti volentieri un lavoro meno qualificato (rispetto al proprio titolo di studio) ma che permette di vivere “dignitosamente” e di rendersi indipendenti. Come accennavo prima, anche avendo più mete europee a disposizione, si sceglie la Grecia perchè unisce un clima favorevole (anche alla vita sociale) a condizioni di vita più agevoli.

Quali sono quindi i tratti salienti che emergono dai colloqui con gli italiani ad Atene?

L’emigrazione recente in Grecia per gli italiani ha caratteristiche decisamente diverse da quella di epoche precedenti, nelle quali tra l’altro il flusso dei nostri migranti era rivolto verso altri Paesi, come ad esempio la Germania o l’America. Una volta a partire erano spesso intere famiglie dei ceti più bassi provenienti da zone economicamente depresse, che però trovavano ad accoglierle altri parenti o altri compatrioti. La loro scelta di partire era il più delle volte definitiva in quanto difficilmente tornavano indietro e di conseguenza si radicavano nel nuovo Paese.

Qui invece ci troviamo di fronte ad una scelta individualista, a percorsi non legati, a motivazioni a partire talvolta distanti tra loro. Non è più solo la necessità di un impiego ad ogni costo che spinge a partire; un peso fondamentale, oltre al costo della vita, lo riveste il lifestyle, cioè la ricerca di una condizione di vita più rilassata ed un approccio più improntato al benessere del singolo. Per alcuni la Grecia rappresenta la possibilità di realizzare un progetto imprenditoriale (spesso basato sull’esportazione della cucina made in Italy) che altrimenti non avrebbe avuto seguito in patria.

Inoltre la volontà di restare stabilmente in Grecia è presente solo in parte nelle testimonianze degli intervistati (ad esempio di ha sposato un greco o una greca o di chi ha aperto un’impresa); per la maggioranza si tratta di una fase di cui non si conosce ancora bene la conclusione o addirittura di un periodo di passaggio che sicuramente porterà da un’altra parte.

La vicinanza con l’Italia riveste sicuramente poi un ruolo decisivo nel mantenimento dei legami affettivi e culturali e questo permette ai nuovi migranti di vivere l’esperienza del distacco con meno ansia.

Qual è il livello di coesione della comunità italiana ad Atene?

L’emigrazione ad Atene, come accennato prima, è in generale di livello “alto”; è una situazione questa in cui non serve “fare sistema” come in precedenza. Chi arriva qui lo fa già con un contratto in tasca o con un progetto in testa. Gli italiani usano per lo più i social per creare eventi di aggregazione o per chiedere informazioni pratiche. In aggiunta, come sottolineavo, la possibilità di mantenere rapporti con l’Italia attraverso le nuove tecnologie o i voli a basso costo fa in modo che comunità, vista come unico punto di riferimento, perda il suo ruolo. Non si tratta quindi di un raggruppamento unitario ma di sotto-gruppi legati ad interessi specifici (ad esempio i colleghi di lavoro o i genitori che mandano i figli alla scuola italiana).

Che visione hanno gli italiani ad Atene del popolo che li ospita?

In genere hanno un parere positivo nei confronti dei greci, visti come un popolo non molto distante dal nostro dal punto di vista culturale. La vicinanza che viene percepita in termini di tradizioni, cibo, clima e temperamento risulta fondamentale nell’adattarsi più facilmente alla nuova realtà.

I nostri espatriati descrivono i greci come calorosi, simpatici ed aperti; ovviamente non mancano tra gli altri anche giudizi non propriamente positivi che scaturiscono per lo più da esperienze personali negative.

Di solito gli italiani non hanno problemi a frequentare la gente del posto ed ad instaurare amicizie;  comunicano per lo più in inglese o in italiano – se trovano greci che padroneggiano la nostra lingua; non mancano comunque esempi di nostri connazionali che abitano da anni ad Atene e parlano fluentemente greco.

Italiani in bilico tra immigrazione di breve e di lunga durata: a suo avviso cosa determina il passaggio dall’una all’altra tipologia?

Secondo quello che ho potuto constatare un passaggio cruciale è la decisione di imparare la lingua greca, per integrarsi più facilmente, per avere più opportunità in ambito lavorativo e per sentirsi più profondamente parte della comunità ospitante. Allo stesso modo potrei citare anche l’instaurarsi di una progettualità che comprenda appunto il vedere la Grecia non solo come un nuovo Paese che offre possibilità di lavoro e di investimento ma anche come una nuova “casa”; bisogna arrivare a vedere insomma la Grecia non come semplice  terra di destinazione ma come opportunità per un nuovo inizio.

 

 

 

Eventi

Serata ouzo e mezedes

Cari amici, troviamoci per una serata greca di ouzo e mezedes (i piccoli piatti che accompagnano questa bevanda) in una delle ouzerì più fornite di Atene!

Un’occasione per conoscerci, divertirci e immergerci nel stile di vita greco più autentico e tradizionale.
Appuntamento per sabato 9 novembre alle 20.30 al “Choclidaki”, Adrianìou 31, Neo Psichicò.
Per partecipare inviate un messaggio alla pagina Facebook di Sullerivedelkifissos oppure una mail a info@sullerivedelkissos.it entro il 6 novembre, grazie.
Numero max di partecipanti: 15 persone.

Vi aspetto!!!

Per conoscere i prossimi eventi di SRDK seguite la sua pagina Facebook!

News da Atene

Apre il museo di arte contemporanea Goulandrì ad Atene

Il mese di ottobre vede una delle inaugurazioni più importanti dell’ultimo periodo ad Atene ovvero quella dell’atteso museo di arte contemporanea della fondazione Vassilis ed Eliza Goulandrì.

Nel cuore di Pangrati la raccolta museale ospiterà permanentemente opere di Degas, Monet, Cézanne, Picasso, Van Gogh, Modigliani, Pollock, Chagall, Rodin, Miro e altri importanti esponenti del panorama artistico degli ultimi due secoli.

In tutto saranno quasi 180 i capolavori che si potranno ammirare – circa la metà della collezione privata dei loro possessori – e per i quali per anni i Goulandrì hanno cercato una collocazione adatta. 

L’inaugurazione del nuovo complesso (museo, biblioteca annessa e caffeteria) avverrà il prossimo 2 ottobre e aprirà al pubblico le porte di un ambiente appositamente studiato per mettere nel giusto risalto una rassegna culturale di indubbio valore.

Oltre alle opere stabili il museo ambisce ad accogliere nel futuro esposizioni temporanee di artisti greci e stranieri.

Il museo di arte contemporanea Vassilis ed Eliza Goulandrì si trova ad Atene in odòs Eratosthenous 13.

Siti archeologici

Eleusi, il fascino di un splendore (quasi) dimenticato

A poca distanza da Atene il sito di Eleusi, uno dei luoghi più sacri e frequentati dell’antica Grecia, riesce ancora ad evocare incanto nei visitatori odierni.

Le sue magnificenti rovine si trovano all’interno dell’attuale città di Elefsina, ad una ventina di kilometri dalla capitale greca.

Insieme ad Olimpia, Delos, Delfi e la stessa Atene, Eleusi era una considerata delle città sacre dell’Ellade; patria del poeta tragico Eschilo, era famosa per una delle più importanti manifestazioni del paganesimo greco, i“misteri eleusini”, celebrazioni in onore delle dea Demetra e di sua figlia Persefone. Tutto il culto legato al santuario della dea era avvolto da una segretezza quasi assoluta tanto che non esistono che poche fonti storiche a riguardo. Gli adepti infatti dovevano giurare di non rivelare all’esterno i dettagli di cui erano a conoscenza e le pene per i trasgressori erano esemplari.

Il nome Eleusi deriva con probabilità dal έλευσις (èlefsis) cioè “l’arrivo” della dea Demetra. La dea si sarebbe fermata a riposarsi in questa zona mentre cercava freneticamente la figlia Persefone, rapita da Ade. Demetra avrebbe fatto poi dono agli abitanti del grano e avrebbe dato così inizio al culto in suo onore.

Secondo altre interpretazioni invece Keleòs, il fondatore della città, avrebbe dato il nome del proprio padre, l’eroe Elefsionos, al nuovo abitato.

Eleusi in antichità era collegata ad Atene attraverso la Ierà Odòs (ovvero “strada sacra”) che iniziava fuori dal santuario, passava per la zona del Keramikòs e si concludeva ai piedi dell’Acropoli.

Un tratto abbastanza lungo della Iera Odòs è tuttora visibile ad Aspropirgos, a lato dell’attuale strada che collega i sobborghi di Egaleo e Chaidari con Elefsina. 

Ogni anno il culto di Demetra veniva celebrato sontuosamente attraverso gli Elefsìnia, celebrazioni che si svolgevano all’incirca a fine agosto e duravano 9 giorni. Durante l’ultima giornata, considerata la più sacra, si svolgeva la processione che, sulla Ierà Odòs, partiva da Eleusi ed arrivava fino nel cuore di Atene.

Nel corso dei secoli l’importanza di Eleusi si è ridotta e la cittadina si è ritrovata alle soglie di questo millennio  soverchiata dalla capitale greca e penalizzata dalla vicinanza delle raffinerie di petrolio. Elefsina ha perso il suo splendore ed è diventata un luogo anonimo alle porte di Atene, con un mare bello ma praticamente inavvicinabile che ne ha abbassato di parecchio l’attrattiva. E il suo sito pare aver seguito purtroppo la stessa sorte.

Io ho visitato Eleusi in una calda ma ventosa mattinata di agosto. La prima cosa ad avermi colpito è che gli scavi costituiscono una superficie piuttosto estesa all’interno della trama urbana dell’attuale città; arrivando dalla zona del porto e camminando verso l’entrata del sito è impossibile non imbattersi (e non restare affascinati dallo spettacolo) nelle antiche e possenti mura che delimitavano il santuario.

Il secondo aspetto degno di rilievo è stato che nonostante non fosse prestissimo per un lungo momento sono stata l’unica visitatrice degli scavi. Certo, fa piacere avere praticamente a propria disposizione un intero sito senza dover aspettare in fila il proprio turno per vedere qualche reperto da vicino o per scattare fotografie. Che però un sito archeologico di questa importanza fosse quasi deserto in pieno agosto mi fa fatto pensare che probabilmente non viene pubblicizzato quanto dovrebbe. In effetti pochissimi dei filelleni (dei greci) che conosco hanno visitato questo significativo luogo, nonostante si trovi a poca distanza da Atene e  si possa raggiungere abbastanza facilmente, volendo anche con i mezzi pubblici.

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Scorcio dei grandi Propilei, l’ingresso al santuario di Eleusi

La segnaletica che porta al sito però è praticamente inesistente e quella poca che c’è è vecchia e spesso vandalizzata. L’impressione è che Eleusi “lavori” piuttosto con le scuole greche durante l’anno scolastico e non si aspetti una grande affluenza di visitatori in altri periodi. Sicuramente la zona archeologica non ha ricadute economiche importanti sull’economia locale. La riprova ne è il fatto che nelle settimane centrali di agosto si fa quasi fatica a trovare qualche locale aperto addirittura in prossimità degli scavi.

Nonostante questo il sito è assolutamente ben tenuto, corredato da cartelli esplicativi piuttosto chiari. Quello che manca però sono le indicazioni all’interno degli scavi per raggiungere il piccolo museo che si trova all’estremo opposto rispetto all’entrata. A me la strada è stata spiegata a voce alla biglietteria e poi ribadita senza nemmeno bisogno di chiedere da una delle gentili attendenti, altrimenti confesso che non sarebbe stato così intuitivo trovarla. Bisogna infatti passare attraverso i propilei che però non è specificato se siano accessibili oppure no (e ogni amante dell’archeologia che si rispetti esiterebbe a calpestarli!).

E’stata comunque un’esperienza indimenticabile camminare tra le pietre cariche di storia, gli ulivi verdeggianti e le rimanenze di edifici che per gli antichi greci erano così sacri.

Il sito è assolutamente meritevole anche paesaggisticamente parlando; dall’altura che lo sovrasta si può scorgere un ampio tratto del golfo di Saronico, una vista che anche da sola varrebbe il biglietto.

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                                                      La vista dalla collina sopra gli scavi

Elefsina sarà capitale europea della cultura nel 2021. Spero vivamente che per allora la situazione generale migliori con ricadute più significative sull’economia della città e che il sito di Eleusi entri a far parte di diritto tra i “must-see” della Grecia (e che anche questo articolo, per quanto possibile, contribuisca a farla conoscere di più!).

 

Biglietti:

  • intero 6 €, ridotto 3€

Orari:

 Apertura: lunedì, mercoledì-domenica 08.30- 16.00 (chiuso il martedì)

Chiusure: 1 gennaio, 25 marzo, 1 maggio, Domenica di Pasqua (greca), 25 dicembre, 26 dicembre.

Giornate di apertura con ingresso gratuito:

  • 6 marzo; 18 aprile; 18 maggio; 28 ottobre;
  • Ogni prima domenica del mese dal 1° novembre al 31 marzo
  • Ogni ultimo weekend di settembre (Giornata Europea del Patrimonio Culturale)

Come raggiungere Eleusi da Atene con i mezzi pubblici:

  • autobus 876 dalla stazione metro blu Agia Marina 
  • autobus 845 e 871 dal Pireo

Vi consiglio di scaricare sul vostro cellulare l’app OASA Telematics per controllare tempi di attesa e fermate. Una volta installata è possibile scegliere la lingua inglese.

  • KTEL per Megara (partenza da Plateia Ag. Asomaton zona Thisseio

Vi ricordo che i gli amici di Sullerivedelkifissos per questa e per altre visite possono prenotare un servizio taxi a tariffa agevolata che comprende la partenza e l’arrivo un punto della città a loro scelta, l’attesa durante la visita al sito e tutte le spese relative alla tratta. Per informazioni potete scrivere a iannis.drakos@gmail.com

News da Atene

Plenilunio di agosto: le iniziative culturali per apprezzarlo come si deve!

Anche quest’anno sono tantissime in tutta la Grecia le proposte culturali pensate per esaltare al massimo il plenilunio di agosto, da sempre considerato il più spettacolare e sensazionale dell’anno.

La luna piena cadrà il 15 di questo mese ma le iniziative inizieranno la domenica precedente per concludersi una settimana dopo, il 19 agosto.

Tenete presente che quasi tutti gli eventi sono pubblicizzati solo sulla stampa greca: se non parlate greco ma se siete interessati magari alla visita notturna di qualche sito chiedete sul posto (in inglese, sicuramente vi sapranno rispondere) quali eventi sono in programma!

Protagonisti come al solito i siti archeologici di tutto il Paese, aperti con orario esteso (alcuni fino a mezzanotte!) e ad accesso gratuito. Nei musei aderenti sono inoltre previste rassegne culturali, concerti ed altri eventi.

Quest’anno partecipano alla rassegna anche i musei e siti aperti meno conosciuti ma non per questo meno interessanti: a poca distanza dalla capitale greca da segnalare i musei di Korinthos, di Nemea, di Sikiona, di Chalkida, di Tebe. 

Ad Atene visite guidate al museo archeologico nazionale ed apertura di 24 ore dei siti del Filopappou e della Pnice, luoghi da cui si può ammirare il plenilunio in tutto il suo splendore.

Il programma completo per il 15 agosto è disponibile (in greco) a questo link.

 

 

 

News da Atene

Escursioni in taxi a prezzi vantaggiosi SRDK

Cari amici,

vorrei informarvi di un’altra offerta di cui potranno beneficiare i follower di Sullerivedelkifissos, questa volta riguardante escursioni in taxi ai siti archeologici fuori Atene.

Se siete in vacanza in Grecia e per qualsiasi motivo non potete o non ve la sentite di guidare potete ricorrere al  servizio di trasporto taxi per il quale SRDK è riuscito a strappare dei prezzi davvero competitivi.

E’ opportuno chiarire che si tratta di un servizio di solo trasferimento, che non comprende quindi visite guidate ai siti o ai musei.

I seguenti prezzi comprendono tutte le spese relative (carburante, pedaggi, etc…). Nella quota non è compresa l’Iva. Tutte le tratte prevedono la partenza da un luogo a propria scelta della città e il ritorno allo stesso.

Tra parentesi i tempi di attesa indicativi per permettere la visita di ogni sito.

I prezzi sono stati elaborati per un gruppo di 4 persone ma è possibile viaggiare anche in meno (ovviamente il prezzo aumenterà in proporzione).

Epidauro (per rappresentazioni teatrali o visita di 2 e mezza al sito): 45€ a persona

Sounio (visita di 1 ora e mezza al sito): 35€ a persona

Micene (visita di 2 ore e mezza al sito e al museo): 45€ a persona

Nafplio (visita di 4 ore in città): 45€ a persona

Tebe (visita di 3 ore alla città): 40€ a persona

Delfi (visita di 3 ore al sito): 55€ a persona

Siti dell’Attica (visita all’incirca di 6 ore ai siti di Vravrona, Ramnous, Amphireo): 35€ a persona

È possibile personalizzare gli itinerari, aggiungendo o togliendo fermate e accorciando o allungando i tempi di attesa.

E’ possibile inoltre proporre uno o più itinerari a propria scelta, in ogni parte della Grecia, per i quali verrà eventualmente emesso un preventivo.

Ovviamente come follower di SRDK potete prenotare il taxi anche solo per spostarvi all’interno della città di Atene o in località limitrofe difficilmente raggiungibili dai mezzi pubblici!

Per prenotare le escursioni o  il trasferimento da Atene ad altra località oppure farsi stilare un preventivo potete scrivere (in italiano) alla seguente mail: iannis.drakos@gmail.com

 

 

News da Atene

In albergo a Zacharo a prezzo SRDK!

Cari amici, vorrei informarvi di un’offerta che sono riuscita ad ottenere per i followers di SRDK. 
L’Hotel Alkionis che si trova a Zacharo (nel Peloponneso) attuerà, per ogni prenotazione, un 10% di sconto sul prezzo delle camere che si trova su booking.com. 
Zacharo è una nota località balneare, famosa per le sue spiagge sabbiose, non lontana da Kyparissia.
Come cliente sono rimasta molto soddisfatta sia della struttura (le camere sono moderne ed arredate con gusto) sia del servizio (personale gentilissimo, prima colazione molto curata…) e perciò ho deciso di dare spazio a questa attività in cui ho percepito impegno e passione.
Faccio presente che come al solito, non guadagno nulla da questa “promozione”.
Per usufruire dello sconto chiamate o scrivete direttamente all’hotel chiedendo del Sig. Panayiotis e facendo il mio nome (Francesca)! 
https://hotelalkionis.gr/

Pensieri ateniesi

Comprare casa in Grecia: conviene ancora?

Acquistare un appartamento ad Atene o in una casa al mare in Grecia è un progetto accarezzato da parecchi: c’è chi cerca un alloggio per stabilirsi in terra greca, chi vuole creare un luogo dove trascorrere  le proprie vacanze e infine chi desidera comprare un immobile per sfruttarlo come fonte di guadagno.

Il mercato immobiliare greco sta lentamente uscendo dalla crisi che ha attraversato negli ultimi anni. Dopo un periodo nel quale era facile strappare delle vere e proprie occasioni quasi dappertutto (alcune località  come Santorini ad esempio, sono e rimangono “fuori scala”) ora i prezzi sono in lento ma inesorabile aumento.

Siccome appunto molte persone sono interessate a vario titolo a questo tema ma magari non dispongono di abbastanza informazioni per poter decidere il da farsi ho pensato di dedicare un articolo proprio per spiegare quale sia la situazione attuale.

Visti infatti i recenti sviluppi della situazione non è facile capire se, dove e come conviene investire; ho deciso perciò di parlare dell’argomento con Fotis Kalliontzis, che si occupa di compra-vendite di immobili di pregio ad Atene e di chiedergli dei consigli che spero possano risultare utili.

Fotis ha studiato Economia presso l’Università degli di Bologna. Conserva un piacevole ricordo degli anni trascorsi in Italia e ha accettato volentieri di collaborare con SRDK. Si considera a tutti gli effetti italiano e ha voluto che l’intervista si svolgesse nella lingua che ama (e che parla con inconfondibile accento bolognese). Lo ringrazio sentitamente per il tempo che ha dedicato alle mie domande.

 

  • Iniziamo, se sei d’accordo, col dare un’immagine del mercato immobiliare greco …

Partirei col sottolineare un dato interessante che fa della Grecia quasi un mercato quasi unico. Oltre ad avere un’elevata percentuale di proprietari di casa (in persone che possiedono più di un immobile) rispetto alla media europea, la Grecia ha il record di seconde case: quasi l’80% dei greci possiede anche un’abitazione in una zona di villeggiatura o spesso nel proprio luogo di origine (basti pensare che ad Atene la popolazione è quasi tutta “importata”). Insomma i greci hanno sempre visto l’investimento immobiliare come naturale e sotto certi aspetti, redditizio”.

  • La crisi economica degli anni scorsi come ha inciso su questa realtà?

 Non è una novità che anche questo settore abbia attraversato negli ultimi anni una crisi non indifferente. Per farti capire le dimensioni del tracollo subìto ti cito due dati: in Grecia prima dell’inizio della crisi le operazioni che avevano come oggetto immobili erano 13.000 all’anno. In questo dato sono comprese compra-vendite, donazioni, passaggi di proprietà etc…Negli anni seguenti questa cifra si è ridotta drammaticamente a 6.000 unità all’anno.

  • Ora le cose come stanno? Si sta verificando una ripresa?

Sicuramente sì, a causa di diversi fattori. E non poteva essere altrimenti dopo anni di stagnazione generale.  Sono in aumento da parte dei greci in particolare le vendite. Chi ha più di una casa, si disfa degli immobili in più, che non vuole più affittare o su cui non vuole pagare la tassa di proprietà (piuttosto salata).  Nel mercato quindi qualcosa si sta muovendo anche se non quanto i mezzi di informazione hanno dato a credere.

  • Cosa intendi esattamente?

Che c’è stato sì un aumento delle operazioni ma che i media hanno contribuito ad amplificare il fenomeno, sopratutto per quanto riguarda gli investimenti fatti nel Paese da stranieri. A sentire la televisione greca e a leggere la stampa sembra che i compratori esteri siano calati in orde in tutta la Grecia, soprattutto ad Atene.

  • Non è cosi?

Non proprio. Certamente c’è una crescita di interessa da parte di investitori stranieri verso il mercato greco, giudicato molto promettente. Non solo per il clima e le prospettive di  sviluppo turistico ma anche grazie ai progetti infrastrutturali realizzati o in previsione in tutto il Paese. Gli organi di informazione hanno però gonfiato la notizia facendo credere che i compratori fossero disposti a sborsare qualsiasi cifra per accaparrarsi una proprietà in Grecia. Questo ha ovviamente portato i venditori ad alzare i prezzi e a chiedere cifre a volte davvero fuori da ogni logica in relazione alla zona e alla condizione dell’immobile.

  • Quali possibilità vedono gli stranieri nel mercato greco?

Ci sono diversi tipi di compratori: quelli che acquistano per se stessi perchè attratti dalle bellezze del luogo, quelli che ristrutturano per poi creare alloggi turistici e infine, in aumento, chi cerca la sede per il propria business o società.

  • Chi investe di più in Grecia?

Cinesi, israeliani, russi, talvolta turchi. Pochi europei e altrettanti pochi americani (questi ultimi comprano spesso per motivi affettivi, se sono di origine greca). Gli extra UE sono attratti certamente, oltre che dalle ricadute dell’investimento stesso, dalla possibilità di prendere il visto europeo a “basso prezzo” rispetto alle normative di altri Paesi. In Grecia fino ad a questo momento basta dimostrare di aver interessi pari o superiori a 250.000 € per ottenerlo.

  • Una norma che certo favorisce gli acquisti stranieri…

Abbastanza. Dal luglio di quest’anno però la legge cambierà e permetterà il rilascio del visto anche a chi compra azioni private o pubbliche greche per un valore di 400.000 €. Una misura adottata per dare nuova vitalità all’economia greca a cui manca liquidità. Sicuramente un modo più efficace di sostenere la ripresa che non affidarsi solo alle operazioni immobiliari.

  • Tutto questo flusso di denaro come ha cambiato la fisionomia di una città come Atene?

Le società straniere di grandi dimensioni hanno volto il loro interesse soprattutto al centro per diversi scopi. Penso ai progetti di ristrutturazione di edifici in zone piuttosto degradate ma con parecchio potenziale come Metaxourghio, ad esempio. Oppure, come accennavo prima, cercano semplicemente un luogo adatto per installare la loro sede greca e creare un mercato nel Paese. Anche altre zone hanno acquistato vitalità, soprattutto grazie ad investimenti privati. Un esempio è Koukaki, un quartiere situato accanto all’Acropoli, in una posizione accattivante ma con case spesso fatiscenti. I prezzi di affitto e di vendita sono lievitati anche a causa della piattaforma Airb&b.

  • A proposito, come giudichi il fenomeno delle case in affitto a breve termine?

E’ una delle principali cause dell’aumento dei prezzi immobiliari ad Atene perchè ha ridotto sensibilmente il numero degli alloggi disponibili per affitto regolare e ha creato una spirale al rialzo per le vendite. E’ comunque un fattore destinato a ridimensionarsi nel giro di qualche anno. Fino a poco tempo fa era piuttosto facile evadere parte degli introiti; con l’introduzione di nuove tasse sulle entrate percepite da questa attività e con l’aumento delle verifiche fiscali questo tipo di locazione sta diventando sempre meno profittevole.

  • Ti faccio quindi la domanda decisiva e conclusiva: conviene ancora per un privato investire in Grecia? E se sì, dove?

Parto dal fatto che per un privato comprare casa in Grecia, soprattutto sulle isole, resta comunque un investimento redditizio, in termini non solo economici ma anche, se mi permetti, di qualità della vita. E’ inoltre un facile da ricollocare nell’eventualità che si voglia vedere e recuperare la cifra. Ad Atene, se si pensa di sfruttare l’alloggio per se stessi o di darlo in affitto regolarmente consiglierei zone meno centrali ma comunque servite bene dai mezzi (che danno sicuramente un valore aggiunto). Sepolia, Kallithea o una di quelle prossimamente servite dal prolungamento della metro blu, comode e non sfiorate dalla bolla immobiliare.