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Ierà odòs: il cammino sacro da Eleusi al Keramikos

Vicino all’entrata delle fermate metro di Eleonas, Egaleo e Agia Marina si possono notare, ben conservati, alcuni tratti di una delle più vie di comunicazione della Grecia antica, la Ierà Odòs.

La Ierà Odòs (o via sacra) è la più antica strada della Grecia. Il suo percorso, lungo 22 km, andava dalla città di Eleusi (attuale Elefsina) fino alle porte di Atene, in zona Keramikòs. L’aggettivo” sacra” deriva dalla processione, allestita per celebrare i misteri Eleusini, che nell’antichità percorreva una volta all’anno questa importante arteria.

Secondo le fonti storiche, infatti, il 20 del mese di Boedromione – che andava all’incirca dalla metà di settembre alla prima metà di ottobre-, il sesto dei sette giorni delle celebrazioni, aveva luogo la processione che partiva dal Keramikos ed arrivava fino nel cuore di Eleusi.

Il tracciato della Ierà Odòs

I riti religiosi che si svolgevano nel santuario della dea Demetra, nella città di Eleusi erano i più sentiti e rispettati di tutta la Grecia. Si trattava di riti “misteriosi” poiché le cerimonie e le credenze erano avvolte in un alone di segretezza e potevano essere svelati solo agli iniziati al culto.

Leggi l’articolo sul sito archeologico di Eleusi

Lungo la Ierà Odòs, che era anche il luogo di sepoltura di personalità illustri, si incontravano una serie di luoghi di particolare interesse, soprattutto religioso. Uscendo da Atene, in prossimità di Chaidari ci si imbatteva nel tempio di Apollo (ora inglobato dentro il monastero di Dafnì) e poco oltre nella caverna di Pan; verso Aspropirgos, poi, nel tempio di Afrodite e nel lago Reitòs (ora Koumoudourou) di cui la parte nord era sacra a Demetra e quella sud a sua figlia Persefone.

La strada sacra ha svolto un fondamentale ruolo nel collegamento di Eleusi con Atene per tutta l’età antica, subendo opere di manutenzione e miglioramento anche sotto il dominio romano. Nel quarto secolo d.C. a seguito da una parte dell’incursioni predatorie dei Visigoti e, dall’altra, della diffusione del cristianesimo, i luoghi di culto eleusini sono caduti lentamente in rovina. La Ierà Odòs però è rimasta in uso fino in epoche recenti come importante anello di congiunzione tra Atene e la provincia.

La Ierà Odòs nel 1870

Nel corso dell’ultimo secolo, la crescente urbanizzazione della capitale ha portato pesanti cambiamenti nell’aspetto di questa arteria. La Ierà Odòs è stata asfaltata nel 1927 e fino al 1956 (anno dell’inagurazione del Leoforos Athinòn) ha rappresentato l’unico accesso ad Atene per chi proveniva da Korinthos.

Nell’ Atene di oggi resti dell’antico tracciato si possono scorgere all’interno del sito del Keramikòs e, appunto, presso alcune fermate della metropolitana della linea 3. In quella di Egaleo, vi è una piccola esposizione di reperti trovati durante i lavori di costruzione della stazione e correlati all’uso della strada sacra.

In prossimità del tempio di Afrodite ad Aspropirgos (purtroppo chiuso al pubblico ma visibile parzialmente dall’esterno), inoltre, si è salvato un tratto consistente della vecchia strada che però non è segnalato nè valorizzato adeguatamente.

Il tratto nelle vicinanze di Aspropirgos

Negli ultimi anni la Ierà Odòs ha perso del tutto la sua veste sacra diventando al contrario una delle zone cittadine più famose per discoteche e bouzoukia. La nuova strada ha conservato anche il nome e il tracciato antichi nonostante la sua storia giaccia ormai sotto uno spesso strato di cemento.

Sono passati secoli dalla sua costruzione ma questo cruciale asse di comunicazione ha preservato il proprio fascino; a testimonianza di ciò le vestigia del passato ancora presenti lungo il percorso che ricordano la grandezza e l’unicità della civiltà che le ha erette.

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