Tradizioni

Bouzoukia, una serata di divertimento e di eccessi

Tra gli elementi che caratterizzano la cultura greca più recente non si possono non nominare i bouzoukia ovvero quei locali musicali improntati al divertimento più scatenato e, a volte, esagerato. I bouzoukia hanno avuto un’ evoluzione abbastanza particolare, che ha per certi versi snaturato la loro impronta originale ma che ha conservato quella vena di evasione collettiva, rumorosa e scenografica, scandita dal ritmo della musica contemporanea.

Invece di soffermarmi solo sul fenomeno contemporaneo, tra l’altro noto sicuramente a chi frequenta assiduamente la Grecia, preferisco concentrarmi sulla narrazione dei fattori culturali e sociali che hanno portato all’attuale fenomeno dei bouzoukia in modo da offrire anche delle chiavi di lettura dei cambiamenti in atto nel Paese negli ultimi anni. Trovare informazioni strutturate sull’argomento è piuttosto difficile quindi ho dovuto far affidamento a nozioni provenienti da diverse fonti come film, canzoni etc…

I bouzoukia prendono il nome dal famoso strumento bouzouki, un vero caposaldo della musica greca dagli anni ’20 del secolo scorso. Le origini di questo strumento a corde  vengono fatte risalire addirittura all’età classica dove era noto con il nome di pandura. Il nome bouzouki è invece di derivazione turca; questo stumento è arrivato Bisanzio proprio attraverso i greci e poi è tornato indietro quando i profughi della microasia, giunti in Grecia, hanno iniziato ad utilizzarlo ampiamente nello stile rebetiko (per approfondire potete leggere sul blog questo articolo sul rebetiko).

Orchestra che suona rebetiko (anni’30)

Negli anni ’20 del 1900 i locali che ospitano musica dal vivo sono chiamati rebetadika perchè in questo periodo appunto si suonano canzoni in stile rebetiko. Niente a che vedere con quello che si intende oggi per divertimento spensierato; i pezzi del rebetiko hanno note tristi, sono introspettivi, trattano tematiche spinose come la sofferenza per la patria perduta, il consumo di droga, il ruolo dell’uomo nella società. Le musiche sono accompagnate spesso dal ballo solitario di qualche avventore del locale che si esibisce  nei passi e nelle movenze lente e malinconche dello zeimbekiko o del chasapiko. Non è un ballo che mira ad ottenere l’ammirazione degli altri presenti, è più che altro un modo per esprimere il proprio chaimòs ( dolore) in una maniera ”virile” e per dialogare con la propria anima.

Dopo il secondo conflitto mondiale, i rebetadika iniziano dalla fine degli anni ’50 ad essere affiancati dai bouzoukia. L’economia in crescita e la voglia di lasciarsi la miseria e i tormenti della guerra alle spalle riempiono i locali di gente che vuole divertirsi senza pensieri. I bouzoukia diventano irrinunciabili nelle uscite serali soprattutto delle classi più agiate; ci si va, di solito da una certa ora in poi, per mangiare e bere mentre si ascolta la musica dell’orchestra. Ad Atene, i locali del periodo si trovano quasi tutti sul lungomare di Tzitzifies e accolgono una clientela variegata anche se è più facile trovare ai tavoli gente abbastanza matura.

I bouzoukia diventano così popolari che non c’è praticamente film greco degli anni ’60 che non preveda una scena al loro interno; è’ l’epoca in cui emerge l’abitudine, (diventata poi un’ icona stereotipata della cultura greca), di corredare le performance artistiche lanciando a terra piatti e bicchieri. Le agenzie di viaggio organizzano persino pacchetti rivolti a stranieri comprensivi di serata ai bouzoukia ,in cui apprezzare appunto uno degli elementi più caratteristici della Grecia del tempo.

Una star dell’epoca (in primo piano a destra), Manolis Chiotis

La musica non è più solo quella melancolica del rebetiko e i temi affontati sono meno drammatici; ormai si parla spesso di amore e anche i ritmi diventano più coinvolgenti. L’orchestra è composta da bouzoukia, baglamas e chitarra (più, a volte, altri strumenti secondari); a cantare- rigorosamente sedute- sono spesso donne, talvolta accompagnate da una seconda voce maschile ( spesso un suonatore di boukouzi).

A ballare, in molti locali, sono ballerini professionisti che vengono incitati e sostenuti dal pubblico presente. Le canzoni prodotte in questo periodo diventano classici che si suonano ancora oggi; iniziano ad emergere nomi di compositori ed interpreti che fanno la storia della musica greca contemporanea (Tzitzanis, Zabetas e Bithikotsis tra i primi, Sofia Bellou e Marika Ninou tra le seconde).

Il manifesto all’entrata del “Charama” dove si esibivano V. Tsitsanis e S. Bellou

L’epoca d’oro dei bouzoukia resiste, nella forma descritta sopra, fino alla fine degli anni ’70. Negli anni ’80 e ’90 i bouzoukia iniziano a perdere l’esclusiva come unica forma di divertimento e vengono affiancati da club e discoteche. Attirano ancora le più note star della musica di quel periodo (Despina Vandì, Anna Vissi, Giannis Pario…).Non scompaiono, semplicemente si trasformano e cercano di cogliere il nuovo spirito del tempo.

Diventano infatti dei veri e propri locali notturni, che iniziano il loro programma verso mezzanotte. Se prima erano luoghi, anche se cari, comunque accessibili ai più ora si trasformano nell’essenza stessa dello sperpero di denaro. Non ci si va solo per ascoltare la musica ma anche e sopratutto per dimostrare una certa agiatezza economica; è una gara a chi apre più bottiglie (ciascuna delle quali puà costare fino a 100€), o a chi lancia verso il cantante più cestini di fiori (anche questi dal costo esorbitante).

I bouzoukia attuali: il palco coperto di fiori!

Da un certo punto in poi i locali non ingaggiano più orchestre con un repertorio “classico” ma un cantante (o una cantante) solo, un nome famoso della musica greca attuale, che si esibisce con i propri pezzi. Alcuni cantano per intere stagioni nello stesso “kentro”, di cui volte sono anche soci o proprietari (ad esempio Nikos Ikonomopoulos o Yiorgos Mazonakis). Anche i locali hanno cambiato zona; ora si trovano quasi tutti sulla Ierà Odos o al Keramikos.

I più famosi bouzoukia di Atene richiamano ora un pubblico abbastanza eterogeneo. Anche i più hanno ormai le loro star, idoli del pop greco (Nikos Vertis, Panos Kiamos, Eleni Paparizou, Antonis Remos). Nelle loro canzoni ricorre ancora il bouzouki ma il loro stile è decisamente diverso da quello degli interpreti degli anni passati. Anche il dress code si è trasformato; se prima era classico ed elegante, ora, soprattutto per le donne è sexy e provocante, tanto per le artiste quanto per le spettatrici. Il tipico abbigliamento da bouzoukia è facilmente riconoscibile ed è sulla stessa linea di quell’ostentato eccesso di cui si parlava prima.

Il fenomeno dei bouzoukia, è stato, in tutte le epoche, uno specchio sincero della società greca, che è passata dal dolore e dalla miseria alla voglia di rivalsa fino all’affermazione un po’ superficiale di un certo benessere economico.

Comunque la si veda, i bouzoukia restano un fenomeno affascinante e interessante da vivere, soprattutto per chi vuole capire più a fondo la culturale greca; uno spettacolo magari esagerato ma sicuramente divertente, in cui farsi trascinare, nelle notti ateniesi, almeno una volta.

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