Siti archeologici

Il sito del tempio di Artemide, una diatriba che oltraggia la storia

Come forse avete notato in questa sezione del blog cerco di proporre siti archeologici e musei stranamente- vista la loro importanza- poco conosciuti ma che valgono decisamente una visita.

Stavolta la mia attenzione si rivolge ad uno dei siti archeologici ateniesi più interessanti la cui storia però è stata particolarmente tumultuosa; si tratta inoltre di uno dei luoghi che non si esiterebbe, dopo tutte le vicende di cui è stato protagonista, a definire “a rischio”.

A breve distanza dalle colonne di Olimpios Dios il tempio di Artemis Agrotera (Ναός Αγροτέρας Αρτέμιδος, Artemide cacciatrice), infatti, nonostante l’importanza rivestita nell’antichità, non viene nemmeno citato dalle guide tra gli edifici antichi degni di nota e questo perchè quel poco che si è salvato, dopo essersi salvato dalla distruzione, non è stato adeguatamente valorizzato.

In pochissimi conoscono la sua ubicazione proprio perchè purtroppo interessi privati hanno fatto negli ultimi anni quasi di tutto per farlo passare sotto silenzio e farlo scomparire sotto una coltre di cemento. Quest’area è tuttora infatti oggetto di disputa tra il Consiglio Superiore Archeologico (che vorrebbe espropriarla definitivamente) e i proprietari che invece non sono disposti a cederla ai prezzi d’indennizzo.

 

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Il cartello che indica il sito del tempio

Fortunatamente però grazie anche all’attivismo di studiosi archeologi e di alcuni abitanti della zona- che hanno creato anche un sito web a favore della tutela del sito- il luogo è stato segnalato, recintato e per il momento, vincolato.

Il tempio, dedicato ad Artemis Agrotera e che si trova su odòs Ardittou, viene costruito nel V secolo a.C. probabilmente su progetto di Kallikratis, lo stesso architetto del tempio di Atene Nike sull’Acropoli (con cui quello di Artemide conservava alcune similarità).

Ogni anno, in corrispondenza dell’anniversario della battaglia di Maratona, presso il tempio si celebrano sacrifici e feste per adempire ai voti che gli ateniesi hanno contratto con la dea per assicurarsi la vittoria.

Video ricostruzione del tempio di 3d Athens: https://www.youtube.com/watch?v=gidJdNqXcAE

Nel corso dei secoli il tempio subisce, come altri edifici antichi, diverse modifiche e rimaneggiamenti, trasformandosi, ad un certo punto, anche in chiesa cristiana.

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Il tempio, rimaneggiato, prima di essere distrutto  (fonte: elculture)

Nel 1778 viene purtroppo raso al suolo e i materiali si recupero vengono riutilizzati nelle mura della città.

Nel 1897 vengono condotti i primi scavi dalla Società Archeologica dell’epoca sotto la direzione di A. Skias; sono rinvenuti diversi frammenti del tempio (uno è visibile al museo dell’Acropoli) ed possibile ricostruirne con esattezza la pianta.

Successivamente, nel 1958 e 1960 due decreti ministeriali definiscono una fascia lungo quelle che in passato erano le rive del fiume Ilissos come “zona di interesse archeologico”; le rovine del tempio di Artemis Agrotera si trovano all’interno di questa area. Nel 1962 lavori di costruzione della sottostante strada portano in superficie altri reperti e il muro nord di recinzione del tempio.

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Le fondamenta del muro nord del tempio

Dal 1964 il Consiglio archeologico suggerisce di dichiarare l’esproprio del terreno sui cui sorgono le rovine del tempio dopo che i proprietari hanno chiesto il permesso di ristrutturazione per gli edifici presenti sullo stesso ma la proposta non viene accolta. Altri tentativi di esproprio vengono fatti negli anni ’70 ma non giungono a nessuna conclusione, lasciando di fatto pendente la natura giuridica del terreno.

Negli anni ’90 la questione dell’esproprio ritorna di nuovo a far discutere; da una parte gli studiosi e gli archeologici segnalano l’importanza storica del sito, dall’altra il Ministero della Cultura prima di procedere col vincolo chiede ulteriori scavi per accertare la presenza di altri reperti.

Gli scavi condotti in seguito a questa decisione mettono in evidenza come gli edifici presenti sul terreno – innalzati all’inizio del 1900- poggino sulla roccia una volta ospitante il tempio e che quindi le fondamenta dello stesso non siano state distrutte dalla loro costruzione;  viene deciso quindi che si possa procedere con l’esproprio.

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Lo stato di abbandono in cui versa il sito

Negli anni 2000, dopo che per l’esproprio è stato calcolato il relativo indennizzo ai proprietari, sorgono dei problemi in quanto la quota non viene corrisposta per interno entro il limite stabilito dall’accordo. I proprietari, vista l’appetibilità del luogo in termini urbanistici, non sono pronti a cedere e chiedono che il terreno venga liberato da ogni vincolo e che venga loro concessa una licenza di costruzione.

La Sovraintendenza ateniese suggerisce anche la possibilità di concedere la licenza a patto che si preservino e si espongano in loco i resti del tempio; la proposta viene accantonata in quanto poco fattibile.

Vengono intanto abbattuti gli edifici ancora presenti nell’area, che viene precauzionalmente recintata.

Nel frattempo, il comitato degli abitanti di Mets intensifica la propria attività a favore della tutela del sito, organizzando esposizioni e manifestazioni per portare sempre più persone a conoscenza del luogo, della sua storia e della sua mancata valorizzazione.

Dopo quasi 60 anni la questione, tra tentativi di esprorio e ricorsi, non è ancora risolta; come riferito, il sito è stato recintato con delle lastre di alluminio che ne impediscono l’accesso ma anche la contemplazione. Per ora nessuna delle richieste delle due parti ha trovato completa accoglienza in quanto sul sito non è permessa la costruzione ma nemmeno la fruizione come 

Sembra incredibile che non si sia riusciti in tutti questi anni a trovare un accordo che permettesse di sbloccare questa situazione di stallo.

L’unica cosa certa, in questa controversia, é che si sta perdendo una significativa opportunità di recuperare e rendere fruibile al pubblico un pezzo unico dell’architettura e della storia greca.

Per ulteriori informazioni in greco ed inglese sul tempio, la sua storia e l’attività di tutela degli abitanti di Mets: https://www.artemisagrotera.org/

Sul sito è inoltre possibile firmare la petizione per chiedere al Parlamento europeo di attuare misure di protezione e conservazione del sito! Aderite anche voi!!!

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