images-11
Italiani in Grecia

Agistri, fuori dal chiasso e ricca di meraviglia, è diventata la mia nuova casa

Stabilirsi su un’isola è sicuramente il sogno di molti tra coloro che sognano una nuova vita in Grecia. Non solo di quelli che vedono nuove opportunità di impiego o di impresa in terra greca ma anche di chi vorrebbe trasferirsi qui dopo aver smesso di lavorare.

Cosa cerca però esattamente chi fa una scelta del genere? Quali aspetti si devono ponderare e qual è il percorso da fare per insediarsi senza problemi nella nuova realtà? Come ci si può inserire facilmente nelle comunità, accoglienti sì ma sotto alcuni aspetti un po’ chiuse, delle isole?

Per rispondere il più dettagliatamente possibile a queste domande ho chiesto a chiarimenti a chi su un’isola ci vive da parecchio tempo.

A parlarci della sua pluriennale esperienza – e a darci qualche consiglio- è Chiara, che ha scelto come nuova dimora Agistri, nel golfo di Saronico, a poca distanza da Atene; un posto che attrae turismo (anche grazie alla sua vicinanza alla capitale) ma che è rimasto per certi versi ancora intatto, sopratutto per quel che riguarda i rapporti umani.

Nelle sue parole si ritrova non solo tutto l’entusiasmo di chi ha fatto la “scelta giusta” ma anche la determinazione che l’ha portata, un passo alla volta, a diventare un membro attivo della comunità di Agistri. Un percorso interessante il suo, quello di chi ha deciso di non restare solo a contemplare le bellezze dell’isola ma di viverla appieno e di renderla davvero un luogo dove sentirsi “ a casa”.

 

  • Ciao Chiara. Grazie di aver accettato di condividere la tua esperienza con gli amici del blog. Puoi parlarmi di come e quando hai deciso di trasferirti in Grecia e soprattutto del perché?

Io e mio marito siamo senza figli, entrambi abbiamo avuto una vita lavorativa stressante ed impegnativa. Io manager, dirigente a 32 anni… e infine dopo i 55/58, avendo lavorato sempre nel privato, con problemi a ricollocarmi in modo adeguato. Massimo titolare di una grande agenzia di pubblicità di Roma. A Roma la vita diventava sempre più difficile: insostenibili i costi per vivere una volta arrivati alla pensione ed essendo senza figli con nessun legame (dopo la scomparsa di mia madre) che ci tenesse vincolati ad una città diventata invivibile. I nostri amici, carissimi, li vediamo qui; alcuni di loro ci raggiungono per le vacanze ad Agistri ogni anno. Per vedersi a Roma era uno stress per tutti e poi… solo nel week-end. Dal punto di vista economico grande incidenza ha avuto la crisi generale che ha condizionato il mio lavoro, come dico sopra, ma soprattutto l’attività e le entrate dell’agenzia di mio marito. Per cui appena possibile, abbiamo venduto la casa di Roma e s’è fatto.

La decisione di vivere proprio in Grecia deriva dai diversi motivi tra cui: costo della vita inferiore (che ora però non è più così basso, anche se certo sempre conveniente rispetto alla vita di Roma), vita semplice in mezzo ad una comunità semplice, immersione totale in una natura che ti garantisce di poter vivere all’aperto da aprile a novembre…  se non addirittura di fare il bagno in mare! E poi la Grecia (Agistri, Atene e ovunque come ben sappiamo) è bellissima, affascinante, ti entra nel cuore, nell’anima.

  • Avete scelto Agistri, una piccola isola nel golfo di Saronico: cosa vi ha indotto ad insediarvi qui e non altrove, magari su una delle Cicladi?

Mio marito ha una mamma greca, nata a Kalamata ma vissuta fino alla guerra ad Atene… Una cugina di mio marito (è stata una grande ballerina… primo marito Fotis Metaxopoulos, da cui il figlio noto coreografo Panos Metaxopoulos) ha sposato in seconde nozze un signore di Egina, che risiedeva ad Agistri.Da allora per molti anni mio marito veniva in vacanza per qualche giorno nell’isola e quando io e lui ci siamo conosciuti mi ha proposto di venire ad Agistri per la nostra prima vacanza insieme. Da allora quasi ogni anno abbiamo trascorso qualche settimana ad Agistri. Il mare meraviglioso, il bosco e l’aria densa di profumi di pini, la piccola realtà non impegnativa… (niente griffe ad Agistri e quindi anche pochi italiani, solo quelli che portiamo noi!), una vita semplice e soprattutto la grande vicinanza al Pireo (e quindi all’aeroporto) ci indussero prima a comprare una casa per vacanze (2007), casa che usammo tantissimo in vari periodi dell’anno, e poi nel 2013 a costruire qui la nostra casa per viverci. Naturalmente una delle ragioni sta anche nel fatto di essere oramai del tutto insediati nell’isola, conosciuti da tutti… e salutati da tutti, perfino i bambini ci salutano osando un ciao o buongiorno in italiano!

Mio fratello contemporaneamente a me ha acquistato una casa  piccola e molto “datata” a Paros (Parikia), una delle regine delle Cicladi, dove soggiorna sei mesi l’anno, pagando praticamente la stessa cifra della nostra casetta del 2007 nuova di zecca, dotata di tutti i confort. Per Paros: viaggio interminabile… e molto più costoso dei nostri transfer ad Agistri. Difficilmente fattibile in pieno inverno. Lontananza da Atene (dove noi abbiamo sempre acquistato ciò che ci serviva per la casa, per esempio…). Prezzi genericamente più alti negli esercizi commerciali e nella ristorazione. Ecco perchè non le Cicladi (o simili).

Forse avremmo scelto Creta… se non ci fosse stata la storia del background famigliare.

  • Vivete ad Agistri tutto l’anno? Se sì, vedete una grande differenza tra estate ed inverno?

Tutto l’anno sì, escluso un periodo da  novembre a fine dicembre… per trascorrere le feste a Roma, accanto ad amici e famigliari e per farci entrambi  i check up clinici (per ora siamo ancora residenti in Italia). Io poi faccio di solito un altro viaggetto a marzo per le mie amichette, per il dentista and so on. Vivere in un isola fa la differenza fra estate e inverno, eccome. La prima differenza è la riduzione del traffico su acqua: meno ferry, che come sappiamo sono quelli che portano le auto, e solo due, tre giorni la settimana e meno frequenti gli aliscafi. Oltre al cambiamento negli orari delle navi, spesso il mare non permette la circolazione (soprattutto in gennaio, febbraio, marzo) e talvolta, come sai, arrivano gli scioperi. Gravissimo per noi lo sciopero di routine a fine novembre / primi di dicembre quando dobbiamo andare in Italia e preferiamo farlo con l’auto (in modo da caricarla senza problemi al ritorno).

In inverno l’isola si svuota ovviamente, anche alcuni dei residenti 1000 abitanti (spesso operatori turistici) si prendono le loro vacanze in inverno, o vanno a stare nelle loro case di Atene o Pireo. Ad Agistri da dicembre a febbraio solo una taverna ed un bar aperti. L’isola poi riprende vita con la Pasqua.

Per noi tutto sommato non è un gran problema: facciamo shopping a Egina, l’isola più grande del Saronico, a solo 15 minuti di battello oppure scegliamo anche noi di spostarci più lontano, visitare gli amici di Atene, o fare qualche gita nel Pelopponeso etc.

Da metà novembre a fine marzo insomma è inverno, ovviamente anche dal punto di vita metereologico… ma i primi di novembre è possibile ancora fare il bagno e come fanno gli amici inglesi anche ad aprile!

  • Da come la descrivi Agistri sembra un posto interessante. Cosa offre la vostra isola a chi voglia conoscerla più a fondo?

La risposta è semplice: Agistri è la terza isola per verde della Grecia. Boschi di conifere che arrivano al mare,  mare cristallino, calette di scoglio e spiaggette incontaminate, possibile girarla tutta in bici o in motorino (si affittano ovviamente, e quest’anno anche i monopattini) ma anche a piedi. Sia lungo la strada sia tramite percorsi di trekking passando per il bosco. Quattro Villaggi: il più turistico Skala pieno di alberghi per ogni tasca, spiagge attrezzate e non, taverne, boutique, supermercati, pizzerie, souvlakerie etc. … da visitare la collina di Skliri con gli alberghi più belli con vista spettacolare. Milos Megalochori, “capitale” di Agistri sede del Dimos. Il villaggio vecchio, con le tipiche case bianche e azzurre. Qualche albergo e uno dei migliori ristoranti dell’isola.

Skala – Milos distano 2 km. al massimo. A 8 km. da Milos, passando davanti alla discesa che volendo porta alla spiaggia di Dragonera, amatissima per godersi il tramonto,  il Villaggio di Limenaria, davvero molto caratteristico e con una vista magnifica sul mare che ci divide dal  Pelopponeso. Da Limenaria proseguendo con il  bus o il motorino o l’auto si arriva dopo un percorso in mezzo ad una splendida natura tipica delle isole mediterranee (molto simile a Pantelleria!) alla spiaggia di Aponissos il punto più incantevole dell’isola. Spiaggia, scogli, mare turchese, una taverna tipica con pesce per tutte le tasche… (aragosta e champagne!).

Per finire ad Agistri: Maneggio ad Aponissos, Kayak sul lungomare di Skala, Barche a noleggio anche senza patente, sub, gite organizzate a Poros, Idra e a Epidauro. Epidauro è solo a 1 ora da Agistri, le gite sono anche serali per assistere agli spettacoli. Egina come abbiamo detto è vicinissima e oltre alle mille cupole e chiese intorno a San Nectario protettore delle isole Saroniche, imperdibile il Tempio di Afaia (Afea) che insieme al Partenone e al tempio di Nettuno a capo Sounio,  costituì nell’antichità classica il triangolo magico – religioso, meta di pellegrinaggi per i greci.

Il quarto Villaggio è Metochi, su una collina sopra Skala raggiungibile con una salita non facile, meglio in auto, una sola taverna naturalmente tipica e arroccata fra le casette antiche. Qui risiede tutto l’anno una comunità di inglesi.  Niente alberghi nè negozi.

  • Col tempo immagino avrai stabilito una tua quotidianità. Puoi parlarmi di una tua giornata-tipo ad Agistri?

Estate: mi occupo della casa, dei gatti (io e altre signore greche e inglesi gestiamo la comunità di mici agistriani.. li nutriamo, sterilizziamo  e sorvegliamo il loro stato di salute). Preparazione del pranzo e quindi al mare per fare il bagno e prendere il sole. Al mare dove andiamo incontriamo amici, anche una coppia con la moglie italiana e il marito architetto che ha studiato in Italia, e francesi, inglesi etc. Talvolta a Egina per fare la spesa o per comprare cose particolari. Gite in barca in giro per il Saronico.

Pranzo in casa o pranzo veloce al mare se ci sono amici italiani. Poi letture, riposino, tv, altre faccende, internet per i contatti in giro (d’estate soprattutto mi trasformo in un’agenzia di viaggio!). Passeggiata serale, cene fuori, sicuramente quando ci sono gli amici (che ci sono tutti gli anni da giugno a settembre). Cene o aperitivi organizzati a casa nostra.

Inverno: come sopra, eccetto il mare ovviamente… sostituito da passeggiate mattutine. Spesso a Egina per portare i gatti dal veterinario o per diversificare e mangiare nei posticini più amati, a Perdika per esempio. Leggo moltissimo estate  e inverno, naturalmente su ebook (come portare quintali di libri dall’Italia?).  Spesso ad Agistri gli inglesi organizzano cene e piccoli party per compleanni etc.., nonchè party per raccogliere fondi per gatti o per le scuole.

Estate e inverno gli obblighi verso il giardino!

Su tutto siamo dei sostenitori di internet, leggiamo i giornali, consultiamo i social etc. spesso siamo più informati dei nostri amici che vengono dall’Italia. Inoltre ci siamo fatti nuovi amici grazie ai social: non solo le mie amichette di Atene, ma Massimo ha ritrovato amici del suo passato sportivo per esempio che poi sono venuti a trovarlo, e  io ora tramite un gruppo di cinema d’autore ho nuovi amici a Parigi con cui  ci scambieremo le visite…

  • Abitare su un’isola greca è un sogno ricorrente tra coloro che vorrebbero cambiare vita: quali sono i pro e i contro di questa decisione?

I pro sono stati già elencati, credo. La “conditio sine qua non” piuttosto è crearsi un buon rapporto con  la comunità che ci ospita, conoscere un pò il greco (certo non serve il greco perfetto per un giovane che deve lavorare…) per leggere le fatture, le comunicazioni delle assicurazioni, le mail varie… e parlare con chi non parla inglese, anche se qui la maggioranza lo parla. Ecco più dei pro, parlerei di ciò che serve! Serve anche un buon rapporto con la natura, per chi vuole andare a vivere in isola greca a parte le più conosciute e turistiche… in fondo si vive in campagna, amarne il rifiorire primaverile, amare e rispettare gli animali e non pensare che la campagna annoi. Altre condizione sostanziale è l’accordo rodatissimo con chi si decide di andare a vivere, un marito, un compagno, una moglie, un’amica… in fondo si finisce con parlare giornate intere solo con il tuo convivente e bisogna essere amici o coppie ben rodati.

Nei “contro” la lontananza da cinema e teatri e dalla vita sociale in genere, anche se, come dicevo all’inizio, a Roma era diventato difficile vedersi, incontrarsi, prenotare un cinema, superare il traffico, gli impegni reciproci etc.

  • Qual è il vostro rapporto con i locali?

Ottimo. E’ un rapporto di lunga data, se vogliamo. Da dodici anni una casa in Grecia, prima per vacanze poi per viverci olo to krono. Rispetto reciproco e saluto per primi quando li si incontra: oramai siamo conosciuti e credo stimati da molti. Come scrissi tempo fa sulla mia pagina, anche se sei intento a fare giardinaggio a spalle voltate alla strada, la gente passando ti saluta dal motorino. Sul biglietto dell’aliscafo oramai non c’è più il mio cognome ma solo il mio nome! Certo non è un indicatore di rigore e precisione ma questa è la Grecia. Spesso troviamo sacchi di limoni o zucchini fuori dalla porta, talvolta i vicini suonano alla porta per portarci qualche porzione di pastitio o moussaka o bougatsa fatta in casa. Di contro noi dall’Italia portiamo sempre qualche regalo ai bambini e agli amici più affezionati. Siamo così “interni” nella comunità che ormai possiamo contare sulla partecipazione a parecchi matrimoni, a battesimi…

  • Quali sono le incombenze burocratiche che deve affrontare chi decide di stabilirsi qui in maniera quasi definitiva?

Le incombenze burocratiche immediate sono l’ottenimento dell’Aφμ, il  codice fiscale greco  e poi quelle legate alle utenze qualora si affitti o si acquisti una casa. Per chi non è residente occorre ottenere il passaporto europeo per residenti temporanei (se ben ricordo si ottiene negli uffici di polizia, sulla base di una attestazione del comune che certifica da quanto tempo vivi in Grecia anche se temporaneamente e di una dichiarazione della banca che hai un conto corrente in banca greca con una minima cifra di euro depositati… non so ora quanti). A seguire il cambio di targhe delle auto e motocicli.

Se si acquista la casa oltre la presenza del notaio (soprattutto se parla solo greco e non lo capite) deve esserci un avvocato che vi rappresenti e vi traduca passo passo il contratto. Mai fidarsi. So davvero di truffe notevoli… passate nonostante la presenza del notaio (che dovrebbe essere imparziale, come si sa).

Se poi si acquista la casa, si avrà bisogno di fare la dichiarazione fiscale all’Ufficio Tasse attraverso la collaborazione di un commercialista.

Non siamo residenti, come sai, ma abbiamo affrontato alcuni inderogabili percorsi burocratici. In primis l’acquisto della casa nel 2007, poi la licenza e i lavori di costruzione per la casa dove viviamo (2013) e a seguire l’immatricolazione dell’auto con targa greca.

Siamo stati sempre molto fortunati. Per l’acquisto della prima casa e poi per la licenza e la costruzione della seconda siamo stati seguiti da un ingegnere greco che ha studiato in Italia e quindi con una buona padronanza dell’italiano. Ci ha aiutato tantissimo, è diventato nostro amico praticamente e ha svolto per nostro conto con il suo personale molte pratiche.

Per la targa dell’auto  è stato più complicato: ho dovuto io girare per uffici per una settimana intera al Pireo ma con l’assistenza di una cara amica (anche consigliere comunale di Agistri) molto pratica e naturalmente english speaking per comunicare con me.

Per i contatti con la banca (vari e importanti, specie durante il capitals control) il direttore parla italiano, per quelli con la compagnia telefonica Cosmote a Egina abbiamo un ragazzo che parla perfettamente l’italiano!

Mentre per gli uffici della DEI a Egina, pur comunicando in greco, abbiamo sempre avuto grande accoglienza e gentilezza da parte degli interlocutori di quegli uffici. Quindi non disperate, si può fare!

Per finire, per la vendita della nostra prima casa abbiamo “usato” la nostra amica Marina Zagos ottimo avvocato con madre italiana, quindi parlante italiano, inglese e ovviamente greco.

Quindi il consiglio è di farsi seguire da persone di fiducia che ti aiutino a interpretare i passaggi da effettuare nell’ambito di operazioni burocratiche.

  • Nonostante tu ti sia inserita molto bene ti manca qualcosa della tua “precedente” vita?

Certe volte mi manca il lavoro, la vita lavorativa ma questa mi sarebbe mancata anche a Roma! E poi come ho scritto sopra, andare al cinema, vedere un film importante, andare a teatro… vedere determinati amici che non vengono ad Agistri e che riusciamo a incontrare solo una volta all’anno nel periodo natalizio. Mi mancano mio fratello e i miei nipoti, ma cerchiamo di fare full immersion appena possibile.

Mi manca Roma dove ho vissuto tutta la mia vita, Roma nel bene e nel male è la mia città e quando scendo con l’aereo sulla città buia e illuminata mi sgorga una lacrimuccia, ma poi… non vedo l’ora di tornare in Grecia, a casa mia, che ormai tale è.

  • Quali consigli ti sentiresti di dare in definitiva a chi volesse seguire il tuo stesso percorso?
  1. studiare il greco, possibilmente con lezioni individuali almeno da un anno prima della partenza. Soprattutto per persone non giovanissime… imparare il greco non è facile!
  2. non comprare subito una casa ma affittarla annualmente: qui ad Agistri con cifre che vanno dai 3.000 euro ai 4000 euro si possono affittare case per tutto l’anno, per più anni… cosa che fanno normalmente gli inglesi per esempio… e poi dopo un minimo training si capisce se si è adatti a vivere in un isola greca in via definitiva.
  3. come ho scritto sopra essere sicuri che il partner, compagno di avventura, sia quello giusto
  4. usare internet, i social, comprarsi un ebook: la carta è bella ma per chi come me legge due tre libri al mese come si fa a caricarsi una valigia di libri dall’Italia?
  5. giardino sì, orto no. Lo dicono anche i greci: l’acqua costa troppo.
  6. essere gentili e rispettosi dei greci e delle loro tradizioni: onorare le loro feste, le loro parate, i greci sono fierissimi del loro paese e del loro popolo.
  7. non trasferirsi se non si ama la cucina greca, non trasferirsi se si sogna di notte la bufala o lo speck, qui non ci sono e bisogna farsene una ragione. Non prendere in giro i greci per la carbonara con la panna o la pasta troppo cotta. Loro la fanno così.
  8. essere pronti a sopportare la solitudine e l’inverno che quando è proprio inverno è uguale a quello italiano… quindi freddo. Non idealizzate palme e bambù.
  9. inventarsi qualcosa da fare? è possibile. Se si ha tempra anche dare una mano nelle strutture ricettive o ristorative… oppure lezioni di italiano (cosa che io ho fatto, ma assai pericolose… qui si tende a non corrispondere il dovuto).
  10. la Grecia è un paese no stress, ma dipende anche da noi. Se abbiamo qualcosa di non risolto… la Grecia non sarà il nostro psicanalista.

 

 

Previous Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply