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Trasferirsi in Grecia

Trasferirsi in Grecia: 6 errori da evitare

In questo articolo vorrei riprendere un argomento molto seguito dai follower del blog ovvero il trasferimento in Grecia. Potete trovare altri post inerenti questa tematica nella sezione “Trasferirsi in Grecia”.

Questa volta vorrei analizzare più in dettaglio quali sono gli errori più frequenti che commettono coloro che, pur partiti con entusiasmo per questa esperienza, hanno di fatto affrontato un (semi)fallimento.

In questi anni mi è capitato di parlare e di venire a conoscenza di parecchie situazioni e progetti di expat (non solo in Grecia ma anche altrove). Analizzando le loro esperienze e confrontandole (anche con la mia) qualche sono aspetto ricorrente che a volte genera problemi a chi si trasferisce.

Queste riflessioni sono ovviamente utili per chi vuole trasferirsi volontariamente e a tempo indeterminato quindi non chi viene ricollocato in Grecia per un impiego a scadenza; questa precisazione è indispensabile perché nella seconda ipotesi si vive una condizione con prospettive completamente diverse.

Ognuno ovviamente è padrone di impostare il proprio trasferimento e il proprio progetto adattandolo come più ritiene consono alle proprie esigenze e/o al proprio carattere. Chi ad esempio vede nella Grecia un’opportunità di lavoro ed è un tipo comunicativo avrà un approccio totalmente opposto di chi non ha necessità lavorative e non è interessato a stringere rapporti sociali con i locali.

Il mio scopo non chiaramente è quello di scoraggiare o di terrorizzare chi si vuole trasferire in Grecia ma solo quello di sottolineare quali, a mio avviso (e a parere di altri expat), sono gli aspetti a cui in tanti (troppi, purtroppo) non danno abbastanza importanza prima e dopo essersi insediati nella nuova destinazione.

Pensare troppo in positivo

Cambiare Paese significa in qualche modo cambiare vita. Soprattutto se si fa questo passo spinti dalla volontà di “ricominciare” le aspettative possono essere davvero alte. Alcuni però dopo qualche tempo restano delusi dalla quotidianità o dagli aspetti negativi imprevisti. Succede spesso a chi non conosce bene la situazione del Paese perché non ci ha trascorso abbastanza tempo prima di trasferirsi (vedi più sotto). La tendenza è infatti quella di idealizzare la Grecia e in generale la vita che si andrà a fare perché magari combacia di più con quella che si è sempre sognato di fare. In questi casi è necessaria però una buona dose di pragmatismo; Senza voler elencare tutti i problemi pratici che si possono verificare in Grecia (dalla burocrazia assurda al lassismo diffuso) basta ricordare che le difficoltà, le incombenze e talvolta il rapporto conflittuale con la gente (sì, anche con i tanto ospitali greci) si affronteranno sempre e comunque.

Non trascorrere abbastanza tempo in Grecia prima del trasferimento

Uno degli aspetti che più mi lascia perplessa quando vengo contattata da persone che si vorrebbero trasferire in Grecia è che si professano convinte della scelta di provare a viverci stabilmente qui dopo aver trascorso qui solo qualche settimana di vacanza. Ora, è comprensibile rimanere affascinati dalla bellezza del Paese magari dai ritmi greci più rilassati ma nel decidere un cambiamento così importante non bisognerebbe mai farsi prendere da facili entusiasmi. Il rischio infatti è quello di non ponderare bene i pro e i contro di questa scelta e non valutare adeguatamente le problematiche a cui si andrà incontro. Nell’eventualità che si voglia aprire un’attività è ancora più importante capire le esigenze e le peculiarità del mercato greco e per questo occorrerà decisamente più tempo. Il consiglio è quello di trascorrere almeno qualche mese sul posto prima di prendere la decisione definitiva; nel caso delle isole provare a viverci per qualche periodo anche d’inverno per capire se si possono affrontare le scomodità della stagione fredda.

Se volete qualche suggerimento su come muovervi potete leggere le esperienze di chi “ce l’ha fatta” nella sezione del blog “italiani in Grecia”.

Non avere un obiettivo imprenditoriale efficace

Aprire un’attività propria in Grecia è l’obiettivo di parecchi; In tantissimi però quando ci pensano prendono in considerazione solo il turismo o la ristorazione; questi settori ovviamente funzionano ma sono anche altamente inflazionati quindi c’è la concreta possibilità che non rendano come dovrebbero a causa anche dell’elevata competizione. Il rischio più allarmante è però quello di improvvisarsi in una professione che non si conosce facendo affidamento sul fatto che si riempiranno comunque le camere o che il made in Italy  (nel caso di un ristorante) attragga comunque clientela. Una possibile soluzione per differenziarsi e guadagnare? Offrire qualcosa non già presente sul mercato (attività o servizio che sia), esplorare nuove possibilità di investimento o puntare decisamente sull’innovazione!

Restare troppo attaccati alle proprie abitudini

Uscire dal proprio Paese, rinunciare alle proprie abitudini non è mai facile, nemmeno se lo si fa “per cambiare vita”. Se è comprensibile che non si possa abbracciare in tutto e per tutto la cultura del Paese in cui si va non bisogna nemmeno restare pervicacemente radicati nelle proprie consuetudini alimentari o culturali che siano. Uno dei problemi più frequenti dei nostri connazionali in Grecia – non ci crederete ma purtroppo è così – è riuscire a mangiare una pizza decente o recuperare prodotti italiani praticamente introvabili all’estero! Diventare un po’ greci e smettere di essere ossessionati da cosa si mangia o da ritmi di vita improponibili in alcune zone greche non può che rendere l’esperienza all’estero davvero costruttiva ed appagante.

Non sforzarsi di imparare la lingua

Per i primi tempi del proprio trasferimento – o se si frequenta la Grecia solo saltuariamente – si può parlare solo in inglese senza problemi. Quasi tutti in greci capiscono abbastanza bene questa lingua e comunque non è mai troppo difficile comunicare con loro; non è raro d’altronde trovare persone che parlano bene anche l’italiano. Se però si pensa a stabilirsi in maniera più duratura dopo un po’ a mio avviso è necessario fare uno sforzo e prendere confidenza con l’idioma greco. Parlare greco permette infatti di svolgere più velocemente e senza grossi equivoci moltissime pratiche legate alla vita di tutti i giorni (a volte infatti negli uffici pubblici gli impiegati non parlano inglese). Non dappertutto infatti si può pretendere di trovare, nemmeno nel privato, qualche specialista del settore che possa svolgere i suoi incarichi in inglese fluente o in italiano! Obbligatoria la conoscenza della lingua greca soprattutto per chi vuole aprire un’attività propria e calcola di avere a che fare con fornitori, clienti e personale del posto. Parlare il greco inoltre dà subito un valore aggiunto in più: gli abitanti locali vedranno di sicuro con piacere il vostro impegno e sarete trattati con un occhio di riguardo.

Frequentare solo connazionali

Sentirsi spaesati all’inizio è più che normale come è normale sentire l’esigenza di ritrovarsi tra italiani per sentire meno la nostalgia di casa. Col passare del tempo però- che si parli greco o meno – è importante iniziare ad ambientarsi nel nuovo Paese e stringere rapporti con i “locali”. I vantaggi sono molteplici: si scopre più facilmente il luogo dove si vive, si imparano più velocemente le nozioni di cultura e di folklore, si prende parte più attivamente talvolta alla vita sociale del posto. Inoltre, non dimentichiamo che spesso alcune interessanti opportunità di lavoro, di investimento, di partnership non vengono pubblicizzate se non in un giro di conoscenze ristretto. E’decisamente utile quindi, senza perdere completamente i contatti con la propria comunità, cercare di immergersi un po’ di più in quella del luogo ospitante.

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