download
Cultura e foto

Costellazioni “greche”: le stelle del mito

Avete mai pensato con quanta mitologia greca ci si confronta alzando gli occhi al cielo? Sì perchè molti nomi di costellazioni, almeno come le conosciamo qui in Occidente, derivano direttamente da eroi e personaggi della tradizione greca antica. Ovviamente l’astronomia greca ha in parte ripreso quella egiziana sviluppatasi con successo in precedenza ma si è servita della propria ampia cultura mitologica per nominare quelle aggregazioni di stelle che conosciamo come costellazioni.

Senza aver la pretesa di esporre un trattato scientifico di astronomia avanzata (!) vorrei passare in rassegna le più importanti costellazioni “greche” del nostro emisfero ed esporre brevemente per ciascuna di esse la storia (spesso mitologica) che si nasconde dietro al suo nome.

L’unione astronomica internazionale ha individuato nel cielo terrestre 88 costellazioni di cui. Alcune di queste erano già conosciute agli egizi e ai greci (come quelle dello Zodiaco), altre sono state individuate dall’astronomo Tolomeo (come la costellazione di Hydra, ad esempio) e altre ancora – quasi tutte nell’emisfero australe o in zona equatoriale- sono state nominate più recentemente (come quella di Unicorno).

Le famiglie di stelle con nome greco più conosciute sono circa una trentina. Iniziamo da quelle che non fanno parte dello Zodiaco ma che sono comunque note. Una particolarità di questo tipo di costellazioni è che parecchie di esse possono vantare delle connessioni mitologiche tra loro (le altre che non verranno citate hanno semplicemente una forma che richiama qualche oggetto o qualche figura umana). Per non dilungarmi troppo tratterò, di queste costellazioni, solo quelle che affondano appunto la loro storia in qualche mito consolidato.

Andromeda Andromeda figlia di Cefeo fu incatenata ad uno scoglio, in sacrificio al mostro marino inviato da Poseidone, offeso dalla madre della ragazza, Cassiopea, che aveva oltraggiato con la sua vanità le ninfee Nereidi. Perseo, dopo aver ucciso Medusa, pietrificò il mostro con la testa della Gorgone, salvò Andromeda e in seguito la sposò.

Balena Secondo la tradizione ha le sembianze del mostro a cui sarebbe stata sacrificata Andromeda.

Cassiopea La moglie di Cefeo e madre di Andromeda che è rappresentata in cielo da una ben distiguibile costellazione a forma di “w”.

Cefeo Padre di Andromeda e sovrano mediorientale di un territorio che si trovava sulla costa di Tel Aviv.

Cigno La figura del cigno è strettamente legata, nella mitologia greca, a quella di Zeus. In diversi miti, infatti, il padre degli dei si trasforma in questo animale per sedurre le sue inconsapevoli ”vittime” (Nemesi e Leda, ad esempio).

Drago Il drago è un personaggio presente nelle fatiche di Eracle, in particolare in quella dove Euristeo chiede all’eroe di recuperare un frutto nel giardino delle Esperidi. Il drago Ladone,  posto a sorvegliare il giardino, viene ucciso da Eracle con una freccia avvelenata dal sangue dell’Idra.

Eracle Figlio di Zeus ed Alcmena, perseguitato da Era (furibonda per il tradimento del marito), sotto l’influsso della dea uccide i suoi figli; per espiare la colpa l’oracolo di Delfi gli impone di recarsi presso il Euristeo che gli assegna le famose dodici fatiche. Alla fine Eracle viene ammesso tra gli dei e la sua costellazione posta nel cielo dal padre Zeus.

Orione Progenie di Poseidone e di Euriale, si innamora della figlia di Enopione che, irato, lo fa accecare. Efesto, impetosito, lo affida a Cedalione che lo porta verso Oriente, dove Orione secondo il mito riottiene la vista. Un altra leggenda vuole invece che Orione sfidi Artemide nella caccia; la dea offesa lo fa pungere ed uccidere da uno scorpione.

Orsa Secondo un mito le due “orse” del cielo sarebbero le nutrici di Zeus, allontanato dal padre Crono che mangiava il propri figli per paura di venir detronizzato da uno di loro, e cresciuto sul monte Ida, a Creta. Un’altra versione invece parla di Callisto, una ninfa sacra ad Artemide ed amata da Zeus trasformata in orsa dopo che la dea aveva scoperto la perdita della sua purezza.

Pegaso Si tratta del cavallo alato uscito dalla testa della gorgone Medusa uccisa da Perseo.

Perseo Figlio di Zeus e Danae, a causa di una profezia sinistra viene gettato in mare insieme alla madre e salvato da Polidette, sovrano di Serifos. Una volta cresciuto però Polidette, volendolo eliminare per sedurne la madre, gli chiede di uccidere Medusa. A Perseo è inoltre attribuita la fondazione di Micene.

In questi giorni di inizio anno, dove alcuni di noi sicuramente stanno dando un’occhiata al proprio oroscopo per capire come andrà l’annata. Vediamo quindi l’origine greca dei segni zodiacali.

Ariete il mito legato a questa costellazione narra di Atamante che, a causa dell’ interpretazione errata di un oracolo, era pronto a sacrificare i propri figli per far cessare una carestia. Zeus, che però era avverso ai sacrifici umani  inviò un ariete alato e dotato di un vello d’oro perchè li mettesse in salvo. Una volta giunto in Colchide uno dei ragazzi sacrificò poi l’animale a Zeus.

Toro La mitologia greca ricorda la forma che Zeus prese per rapire e sedurre Europa. La ragazza, per nulla spaventata, salì sul dorso della bestia che, iniziando a correre la trasportò fino a Creta. Zeus ebbe da Europa quattro figli tra cui il famoso Minosse.

Gemelli Secondo la tradizione Castore e Polluce (le due stelle più luminose della costellazione) sono due fratelli nati dall’amore tra Leda, moglie di Tindaro, re di Sparta, e Zeus; le loro altrettanto famose sorelle sono Elena e Clitennestra.

Cancro La mitologia è legata alle leggende delle dodici fatiche di Eracle. Il mito narra che mentre Eracle stava lottando contro l’Idra di Lerna, dalla palude emerse un granchio che cercò di morderlo. L’eroe lo calpestò con vigore e lo annientò. Era, acerrima nemica di Eracle, volle ricordare l’animale inserendolo in una costellazione. Nell’antica Grecia la costellazione comunque non veniva rappresentata con un granchio ma con un gambero o da altri crostacei d’acqua dolce, animali lenti che stavano a simboleggiare il rallentamento apparente del Sole durante l’estate.

Leone Un altro animale che ha a che fare con il mito di Ercole. La costellazione ricorda la prima delle fatiche di Ercole, quella dove l’eroe uccide il temuto leone di Nemea.

Vergine Le stelle della Vergine compongono in diverse culture la figura di una donna con una spiga di grano in mano. Facile immaginare perchè quindi i greci ci vedessero rappresentata la dea dell’agricoltura, Demetra.

Bilancia La costellazione della Bilancia è composta da alcune stelle che un tempo facevano parte della vicina costellazione dello Scorpione. In particolare i bracci della Bilancia erano visti dai greci come le chele dello Scorpione. Solo in epoca successiva venne a formare una costellazione a parte con il nome che conosciamo ora.

Scorpione Il mito dello Scorpione è strettamente legato a quello di Orione, visto in precedenza. Le versioni sono parecchie ma tutte concordano che Artemide, irata per il comportamento del cacciatore (che secondo alcuni sfidò la dea in qualche gara secondo altri tentò di rapire una compagna del suo seguito), gli scaglio contro uno scorpione che lo uccise.

Sagittario Il Sagittario è rappresentato come una creatura per metà uomo e per metà cavallo. I greci vedevano nel Sagittario, Croto, figlio di Pan e Eufemia ed inventore dell’arco con cui era solito cacciare in sella alla propria cavalcatura. La madre Eufemia era nutrice delle Muse e le sue sorelle di latte ottennero da Zeus che fosse ricordato per sempre nel firmamento celeste con una costellazione.

Capricorno Il Capricorno è una un’altra creatura fantastica, capra nella parte superiore e pesce in quella inferiore. Secondo la mitologia greca la costellazione fu posta in cielo dagli dei per ringraziare Pan, che in diverse occasioni (ad esempio durante la disputa contro i Titani) aveva servito con onore le divinità dell’Olimpo.

Acquario A diversi personaggi è stata accostata alla figura di un uomo che regge un otre da cui sgorga dell’acqua. Il mito che pare più plausibile è quello di Ganimede, bellissimo ragazzo di cui Zeus si innamorò e che fece rapire e portare sull’Olimpo. Lì Ganimede divenne il coppiere degli dei durante i banchetti divini.

Pesci Secondo il mito, alla fine della Gigantomachia, Gea mandò il mostro Tefeo ad attaccare gli dei. Pan si accorse del pericolo ed avvisò le divinità. Afrodite, stringendo Eros in braccio, corse a nascondersi in un canneto sulle rive dell’Eufrate. Impaurita la dea dell’amore saltò nel fiume ma due pesci emersero dall’acqua e portarono in salvo le due divinità (in un’altra versione sono le divinità a tramutarsi in pesci). Come ringraziamento i due animali vennero trasformati poi in costellazione.

 

 

 

Previous Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply