images (7)
Pensieri ateniesi

Appartamenti in affitto per brevi vacanze ad Atene: solo ricadute positive per la città?

Negli ultimi due anni ad Atene, come in molte altre città europee, è aumentato esponenzialmente il numero di appartamenti affittati per brevi periodi su circuiti internazionali. Sempre più turisti, infatti, scelgono la comodità e la privacy di un alloggio privato per i loro brevi soggiorni nella capitale ateniese. Questo nuovo modo se da una parte ha portato benefici soprattutto ai possessori di immobili, dall’altra sembra aver messo in seria difficoltà il settore alberghiero che si è visto rapidamente privato di una consistente porzione di mercato.

Le ragioni per cui sempre più persone scelgono di affittare in questo modo sono molteplici: risparmio, prima di tutto ma non solo. E’soprattutto il rapporto qualità-prezzo ad invogliare la gente a prenotare un appartamento piuttosto che una stanza d’albergo. Gli appartamenti disponibili si trovano spesso in zone sicure, ben tenute e sono il più delle volte spaziosi ed arredati con gusto; niente a che vedere con alcune sistemazioni alberghiere vecchio stile: esigue, polverose e costose solo in virtù della propria posizione accanto alle attrazioni cittadine principali.

La rapida evoluzione del fenomeno degli appartamenti in affitto a scapito de ha ovviamente suscitato in breve tempo la protesta delle strutture ricettive tradizionali che hanno puntato il dito contro un fenomeno assolutamente non regolamentato e fuori controllo. L’accusa principale (per altro fondata) rivolta ai possessori di un appartamento  era quella di incassare degli introiti senza però pagarne le conseguenti tasse. Una tesi condivisibile se si pensa che un appartamento in una zona mediamente richiesta arriva a costare più di 40 euro al giorno e può essere affittato tranquillamente per tutti i mesi estivi e senza problemi per alcuni periodi durante i rimanenti. Per sanare questa anomalia lo stato greco non ha potuto però  fare affidamento sulla collaborazione della piattaforma web che fa da tramite tra domanda e offerta degli alloggi in quanto i circuiti in questione per tutelarne la privacy  si sono rifiutati di consegnare i nominativi dei propri iscritti.

Per ovviare alle lamentele degli albergatori il governo ha approvato l’anno scorso una legge che impone, se ricordo bene,  a chi affitta su questo circuito di denunciare questa attività e di pagare conseguentemente le tasse sugli introiti derivati per un periodo stimato di 90 giorni. Una soluzione parziale, vero, ma che almeno ha il pregio di fare uscire dalla quasi completa illegalità l’affitto per brevi periodi.

Ultimamente inoltre alcuni comitati di cittadini hanno iniziato a mettere in evidenza alcuni lati negativi che questo nuovo modo di vivere la permanenza ad Atene porta con sé. A loro avviso in molti i quartieri residenziali stanno cambiando le condizioni di vita degli abitanti e non solo.

20180721_104924

Un manifesto che annuncia un incontro per discutere dei temi legati al fenomeno delle case affittate ai turisti

 

A causa di quella che loro chiamano nè più nè meno “speculazione” sul fenomeno dei micro-affitti è dimunuito drasticamente il numero di appartamenti disponibili per normali locazioni e contestualmente le cifre richieste da un mercato immobiliare falsato sono aumentate a dismisura. C’è chi denuncia l’apertura di locali notturni in ogni angolo della città per intercettare l’elevato numero di persone portate da questo fenomeno e che peggiorerebbe la qualità dei quartieri più tranquilli.

Per venire incontro alle esigenze dei turisti starebbero poi aprendo un po’ dovunque negozi ad orario prolungato sino a tarda notte che porterebbero condizioni d’impiego inaccettabili per i lavoratori e rumori molesti per gli abitanti.

Non da ultimo viene posto in rilievo dai comitati come dietro al fenomeno dei micro-affitti ci siano spesso non i piccoli proprietari ma veri e propri gruppi immobiliari, gli unici che trarrebbero vantaggio dalla situazione.

Comunque la si veda, che si sia a favore di questo nuovo fenomeno oppure no, è innegabile che ad Atene alcune trasformazioni economiche e sociali in questo senso, seppur minime, si stiano verificando. Sebbene marginale, non bisogna dimenticare che quello delle case in affitto per brevi periodi va a toccare un settore importante per l’economia ateniese e greca e cioè quello del turismo. Settore sempre più investito da tendenze orientate  verso il low-cost ma interessato talvolta da un pubblico comunque attento alla qualità.

A mio avviso è ancora presto però per delineare un tracciato chiaro delle conseguenze che il nuovo modo di “vivere” Atene porta con sè:  sicuramente per alcuni, oltre alla voglia di risparmiare c’è anche quella di provare un’immersione più vivida nella cultura locale e il desiderio di non sentirsi completamente “turisti” (sensazione che si prova immediatamente, ad esempio, negli alberghi). Una scelta decisamente da approvare soprattutto se si vuole promuovere un’esperienza turistica consapevole e più coinvolgente.

Previous Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply