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Cucina

Birre, vini e liquori della tradizione greca

Negli scorsi post dedicati alla cucina greca abbiamo visto gli antipasti, i primi e i secondi più popolari in terra ellenica. Per completezza, prima di passare ad una sezione più “dolce”, è venuto il momento di dare un’occhiata alle principali bevande che potrete trovare sui menù di taverne e non solo. In questo articolo parleremo brevemente delle tipologie più diffuse di alcolici, analizzando le scelte proposte più frequentemente tra birre, vini e liquori.

BIRRA:

 

Negli ultimi anni la produzione di birra in Grecia ha avuto un deciso incremento, grazie alla nascita di micro laboratori artigianali in tutta la Grecia. Nelle taverne di solito troverete le birre che sono disponibili al supermercato ma non è escluso che sulle isole vi propongano qualcosa di locale. Dato il clima torrido dell’estate le birre prodotte in Grecia sono quasi sempre lager a media gradazione (ma non mancano le Pils e le Ale). Volendo fare un giro veloce (e non esaustivo) delle birre prodotte nelle varie parti della Grecia iniziamo con la Voria prodotta a Serres mentre l’acqua del Parnassos è l’ingrediente principale della birra Eza. In Tessaglia si produce la Argo sulla cui etichetta è presente l’omonima nave degli Argonauti. Nella Messinia la birra Neda prende il nome da un’antica divinità delle acque. Ad Atene, volendo provare qualcosa di locale, si può assaggiare la Peiraikì o la Zorbàs. 

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Passando alle isole, a Santorini si beve la Red Donkey e l’inconfondibile Volcan. A Chios si può gustare la Fresh Beer Chios. A Creta infine la Rethimniakì è disponibile chiara o scura.

VINO:

La qualità del vino in Grecia è molto migliorata negli ultimi anni e quindi è facile bere delle buone varietà di bianco, rosso e rosè locali un po’ dovunque, dalla taverna di pesce dell’isola dell’Egeo al prestigioso ristorante in centro ad Atene.

Le regioni più conosciute per i loro eccellento prodotti vitivinicoli sono a sud la zona di Nemea, nel Peloponneso e quella a nord, in Macedonia, quella di Naousa e della Chalkidiki.

Tra i vini bianchi non si possono non citare la Retsina (Ρετσίνα), un bianco secco resinato, molto particolare e il Boutari, un vino prodotto dalle parti di Mantinea, in Arcadia.

Per i rosati possiamo nominare il Kokkineli, un vino rosato secco leggermente resinato.

Tra i rossi una menzione va al Mantineia di Tripoli, al Naoussa, al Nemea, al Rapsani prodotto nei pressi del Monte Olimpo, e al famoso Agiorgitiko, varietà coltivata nei vigneti dai monaci del Monte Athos.

I vini dolci più diffusi si dividono tra la scura Mavrodafni di Patrasso e il dorato Samos che però non accompagna i dolci ma i formaggi.

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Nemea, vigneti e testimonianze archeologiche

Tra i superalcolici, usati spesso come digestivi, si distingono invece questi famosi distillati:

OUZO: Solitamente è usato per accompagnare gli antipasti o le mezedes.  I greci sono avezzi a pasteggiare con ouzo quando mangiano pesce e in particolare polipo o i calamari grigliati. Diffusissimo, si può consumare liscio o con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio che lo trasforma da trasparente a bianco torbido. Originario dell’isola di Lesbo le marche più famose sono tuttora quelle originarie dell’isola: il Plomariou e il Mitilinis.

Dritta SRDK: A causa del suo sapore dolce è facile consumarne quantità discrete senza accorgersi appieno della sua gradazione alcolica, intorno ai 40°. Fate quindi particolare attenzione!

TSIPOURO: Assomiglia molto alla grappa italiana ed ha un gusto abbastanza secco. Si tratta di un liquore molto forte e diffuso soprattutto nelle regioni più montuose e fredde della Grecia.

RAKI’: Distillato tipico di Creta. Leggermente più morbido e fruttato rispetto al tsipouro.

MASTICHA: Digestivo prodotto sull’isola di Chios dalla resina degli alberi di lentisco. Sapore dolce e gradazione alcolica intorno ai 30°.

 

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