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Cultura e foto

I fiumi di Atene/1-Ilissos

Quando si pensa ad Atene è facile notare come la città si differenzi dalle altre grandi capitali europee perchè non ha un grande fiume che la attraversa. Una domanda che potrebbe sorgere immediatamente è quindi se Atene abbia comunque fiumi di una certa importanza. 

Ovviamente, come tutti sanno, da milleni nella capitale non scorrono certo fiumi di grande portata; l’elemento acquatico è stato però  significativo per la nascita e lo sviluppo della civiltà ateniese al punto che, in epoca antica, alcuni  fiumiciattoli che scorrevano nei dintorni sono stati assunti addirittura a divinità. Sino al secolo scorso inoltre l’attività sulle loro rive era brulicante e vitale per poi declinare quando molti di questi sono stati interrati, deviati o declassati.

Nonostante il clima abbastanza secco, Atene, si può considerare alquanto dotata di fiumi e riserve idriche affini, seppur non di lunghezza o capacità considerevole.

Oltre a tre principali fiumi- Ilissos, Eridanos e Kifissos- ha infatti 700 tra torrenti e altre sorgenti che hanno assicurato un discreto approvvigionamento idrico alla piccola Atene classica prima e alla capitale greca poi. Il bacino idrico di Atene è rappresentato molto bene dall’immagine qui sotto:

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Per meglio approfondire la storia e l’importanza dei tre più significativi fiumi della capitale greca è necessario però trattarli separatamente perchè, sebbene connessi tra di loro, ognuno di essi ha avuto un suo particolare sviluppo e presenta delle caratteristiche peculiari.

Partiamo dunque dall’Ilissos, che sgorga dal versante nord-ovest dell’Imittos e che, dopo un breve tragitto, sfocia nel golfo Saronico dalle parti di Neo Faliro.

Ai tempi dell’Atene classica il fiume scorreva lungo e al di fuori delle mura cittadine. Lungo il suo percorso sorgevano molti luoghi d’istruzione o addirittura sacri; il liceo di Aristotele, il tempio di Zeus Olimpios, il ginnasio del Kinosarghes. In antichità il fiume era inoltre ritenuto la dimora delle Muse alle quali era dedicato un altare che si trovava lungo le sue rive.

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L’ Ilissos in un dipinto di inizio ‘800

I dintorni dell’Ilissos erano ai tempi rigogliosi di vegetazione e vibranti di attività umane. All’altezza dello stad Panathinaiko vi era la famosa Vatrachonisì ovvero l’isola delle rane e dalle parti del tempio di Zeus alle acque delle fiume si univano quelle della fonte Kalliroi.

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L’Ilissos a fine ‘800

Questo spaccato idilliaco, rappresentato da molte raffigurazioni ottocentesche, inizia a cambiare con la designazione di Atene a capitale dello Stato greco. La pressione umana sulle sponde del fiume inizia a farsi pesante a causa dell’espansione dell’abitato cittadino.

Il percorso del fiume inizia dagli anni 30 del secolo scorso ad essere oggetto di lavori che hanno come scopo il suo interramento- voluto dal dittatore Metaxà per evitare il diffondersi presunto di malattie. L’Ilissos viene coperto nel tratto all’aperto che va dal quartiere di Ilissia sino all’odierno Leoforos Syggrou. L’unico tratto in cui tuttora si può vedere il letto originale del fiume è dalle parti della chiesa di Agias Fotinis, all’inizio di Leoforos Vouliagmenis.

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L’Ilissos agli inizi del secolo scorso, prima della copertura

I lavori sull’alveo dell’Ilissos sono stati decisamente significativi; in antichità l’Ilissos, infatti, non sfociava direttamente a mare ma confluiva nel Kifissos dalle parti di Moschato. Ad completamento delle modifiche apportate nei decenni precedenti  è stato scavato un nuovo letto che ha portato il fiume, da emissario, a gettarsi autonomamente nel golfo di Saronico.

Ormai l’Ilissos però, a causa della sua portata d’acqua esigua non arriva normalmente a sfociare a mare ma il suo letto, artificiale e quasi sempre in secca,  è comunque visibile a Neo Faliro.

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