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Cultura e foto

Rebetiko, l’intensa canzone popolare greca

La musica rebetika è sicuramente una costante delle notti ateniesi. Il genere rebetiko si può ascoltare in alcuni locali specializzati (rebetadika) dove si suona esclusivamente questo tipo di canzoni; alcuni dei pezzi più famosi sono inoltre sempre nel programma delle taverne che propongono musica dal vivo. Ma come mai questo genere è così diffuso e quali sono le sue caratteristiche? Senza volere fare una trattazione troppo accurata dell’argomento vediamo cosa si intende per musica rebetika e quali sono state i momenti più importanti della sua evoluzione.

Il termine rebetiko (ρεμπέτικο) definisce il tipo di canzone popolare nato alla fine dell’800 e sviluppatosi fino agli anni 30 del 1900. In particolare, il terreno su cui cresce il genere  è quello delle zone portuali di alcune città greche come il Pireo, Volos e Thessaloniki; in seguito il rembetiko si espande fino a conquistare altre città greche. Un filone simile- ma che presenta proprie diversità- si sviluppa invece dalle parti di Patrasso.

Il rebetiko (o musica rebetika) nasce quindi nei bassifondi della società greca, da persone emarginate che cercano di tramutare i loro disagi in musica. I temi trattati dalle canzoni sono spesso molto seri: povertà, prigione, uso di droghe, storie d’amore contrastato, problemi sociali, prostituzione. Nonostante la gravità degli argomenti non è raro che però i testi parlino agli ascoltatori in modo ironico e talvolta scherzoso.

Gli strumenti tipici della canzone rembetika sono il bouzouki e la chitarra; spesso nelle melodie si può ascoltare il baglamàs (un altro stumento a corda) unitamente al violino, al piano e al contrabbasso.

Uno strano suono che si può udire di tanto in tanto nelle canzoni è quello di un komboloi che sbatte contro un bicchiere di vetro; poiché il pubblico nelle taverne era solito accompagnare in questo modo i musicisti, il suono venne adottato poi in alcune incisioni.

Al pari di altri generi musicali, il rebetiko ha attraversato diverse fasi:

  • fine ‘800- inizi ‘900: origini del movimento
  • 1922-1932: periodo dove dominano i ritmi provenienti da Smirne
  • 1932-1942: periodo della rebetika classica
  • 1942-1952: periodo della diffusione

Il rebetiko, come già accennato, nasce nelle città portuali, in Grecia e nelle colonie greche dell’Asia Minore. La mancanza di testimonianze scritte rende però difficile descrivere dettagliatamente le prime fasi del movimento musicale.

Nelle prime decadi del ‘900 il centro del rebetiko diventa ufficialmente Smirne; in questo periodo i suoni sono fortemente influenzati dalle melodie ottomane. A seguito della catastrofe microasiatica (che vede migliaia di coloni abbandonare le loro abitazioni e tornare in Grecia) sono proprio i compositori provenienti dall’Asia a contribuire in modo determinante allo sviluppo della musica rebetika in Grecia.

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Lo stanziamento dei profughi microasiatici nei centri urbani greci infonde nuova linfa al scena musicale grazie alle componenti anatolitiche giunte insieme a loro. Oltre alle proprie innovazioni, i compositori ed interpreti smirneici, spesso molto preparati musicalmente, apportano un inusuale virtuosismo al genere rebetico. A questo proposito, le figure di Spyros Peristeris e di Panagiotis Toundas, sono capisaldi che hanno enormemente influenzato lo sviluppo successivo del rebetiko.

Dalle città portuali dove la presenza microasiatica è più netta, il rebetiko si sviluppa acquisendo caratteristiche locali e in seguito viene esportato nel resto del Paese. Su una scena prevalentemente maschile si affacciano quindi sulla alcune voci femminili considerate tuttora tra le migliori interpreti della canzone rebetika (Eskenazi, Papagkika, Chaskil, etc…).

Nella fase denominata “classica”, il rebetiko si è ormai affermato come musica popolare di sempre crescente successo. Nel corso degli anni ’30 il genere deve affrontare la censura imposta dal dittatore Metaxas che giudica alcune delle tematiche trattate sconvenienti e quindi impone agli autori di adattare i testi delle proprie canzoni.

Dopo la battuta d’arresto causata dalla censura, il rebetiko torna il voga alla fine del secondo conflitto mondiale, con altri autori e tematiche parzialmente diverse. Il genere ora insegue un successo di pubblico più ampio e per farlo si avvale di testi di portata popolare e di interpreti conosciuti. In questi anni inizia a splendere l’astro di Vassilis Tsitsanis che viene accompagnato, tra le altre cantanti, dall’indimenticabile Sotiria Bellou.

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In quel periodo iniziano gli studi approfonditi sul genere musicale e si rimaneggiano alcune canzoni delle origini del movimento, come quelle di Markos Vamvakaris, attivo negli anni ’30 del secolo scorso.

Negli anni ’70, inoltre, la protesta contro la dittatura della giunta fa proprie le canzone rebetike degli inizi condividendo il messaggio di disagio sociale in esse racchiuso.

In seguito, la musica rebetika diventa- grazie al lavoro di autori ed interpreti moderni – sempre più la musica popolare per eccellenza. Avendo perso in parte la sua carica di protesta per le difficili condizioni sociali degli inizi del secolo, acquisisce però una diffusione che le assicura una popolarità senza precedenti.

Ai giorni nostri la rebetika è suonata in tutte le taverne, turistiche o no, che prevedano un programma musicale. Alcuni capolavori del rebetiko, infatti, sono indiscutibilmente attuali ed ascoltarli rende partecipi di una Grecia lontana nel tempo ma tuttora perfettamente vivida.

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