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Lavorare in Grecia

I documenti che servono per lavorare in Grecia

Negli scorsi post della sezione “Lavorare in Grecia” abbiamo parlato di come e dove orientarsi per cercare impiego in questo Paese. In questo post vedremo invece quali documenti sono necessari per poter lavorare in terra greca e come è possibile ottenerli.

In alcuni casi sono i datori di lavoro che si occupano della burocrazia o che perlomeno aiutano fattivamente il neo-assunto (soprattutto se straniero) nelle procedure. Ovviamente non è sempre così ed avere almeno le informazioni fondamentali su cosa serve vi potrà essere utile per sapere come muovervi.

In particolare, questo post  spiegherà a chi inizia un lavoro dipendente come dichiarare la permanenza in Grecia alle autorità e come ottenere il codice fiscale greco e l’iscrizione alla previdenza sociale.

 

  • Dichiarazione di residenza in Grecia

Chi desidera fermarsi in Grecia per un periodo superiore ai 3 mesi DEVE registrarsi presso le autorità locali per ottenere un certificato di residenza della durata di 6 mesi rinnovabile fino a 5 anni.

Per ottenere il certificato è necessario presentare:

– modulo di richiesta

– fotocopia di un documento di identità valido

– una fotocopia del contratto di locazione o di una bolletta (per la fornitura di acqua, gas etc…) a proprio nome o una dichirazione dei redditi. In caso non si possegga nulla di tutto questo perchè si è ospititati da qualcuno è necessario presentare una dichiarazione firmata dalla persona che ospita.

– una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro (per i liberi professionisti documentazione di apertura partita IVA) o un documento che provi la possibilità di mezzi di sussistenza.

Dopo 5 anni di soggiorno in un altro Paese dell’Unione Europea un cittadino di un Paese membro acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente, non obbligatorio, ma utile per l’adempimento di formalità amministrative o nei rapporti con le autorità competenti.

Per ottenere un documento che certifica il diritto al soggiorno permanente in un Paese, si deve poter provare di avervi vissuto legalmente per almeno 5 anni.

Per informazioni l’autorità competentente è :

Ufficio Stranieri  ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΑΛΛΟΔΑΠΩΝ ΑΤΤΙΚΗΣ
Odos Petrou Ralli 24, Atene

  • AFM

L’AFM (arithmòs forologikoù mitròou), il codice fiscale greco, è essenziale in Grecia per poter svolgere molte legate alla quotidianità e al lavoro. L’AFM è indispensabile per affittare una casa, intestare le utenze domestiche, venire assunti, iscriversi alla previdenza sociale, aprire un’attività in proprio etc…

Per richiedere l’AFM bisogna recarsi presso un’ufficio delle entrate greco (che chiama EFORIA o D.O.Y, Dimosia Oikonomikì Ypiresia) portando il passaporto (se non si è cittadini greci) e un contratto di locazione a proprio nome. Nel caso non si possedesse quest’ultimo è necessaria una dichiarazione, firmata dalla persona che ospita il richiedente, convalidata presso un KEP (Kentro Eksipirètis Politòn).

Se si vuole affittare un appartamento senza avere l’AFM è comunque possibile farlo ma si dovrà in seguito comunicare il proprio codice fiscale in modo che il contratto risulti valido.

  • AMKA

Ottenuto l’AFM  ed essersi iscritti per una copertura assicurativa greca (sanitaria e lavorativa) è necessario richiedere l’AMKA (arithmòs mitròou koinonikìs asfàlisis). In altre parole tramite l’AMKA è il numero con cui si viene iscritti alla previdenza sociale. E’infatti richiesto nel caso si usufruisca di cure nel settore pubblico.

Per ottenere l’AMKA è necessario recarsi presso un KEP con il passaporto e il foglio dell’AFM.

  • IKA

Una volta in possesso dell’AFM e dell’AMKA si può finalmente procedere con l’iscrizione all’IKA (Idrima Koinonikòn Asfalìseon) ovvero all’ente di previdenza sociale portando con sè, oltre a questi due numeri  e il tagliando di un’utenza domestica a proprio nome (DEH, YDAP, OTE). 

All’IKA vengono versati, da parte del datori di lavoro, i contributi dei dipendenti che servono per le prestazioni sanitarie e la futura pensione. Se assunti regolarmente (si spera) non dimenticatevi di controllare ogni mese che chi ne è responsabile abbia versato i  vostri contributi all’ente di previdenza; talvolta si sono verificati casi di datori che non hanno versato le cifre corrispondenti facendo affidamento sul fatto che il lavoro fosse occasionale e il lavoratore straniero facesse fatica a rivendicarli.

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