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Pensieri ateniesi

Atene, la città che i greci stranamente non amano

Abitando in Grecia mi è sempre apparso strano che, pur elogiandola per la sua indiscussa importanza culturale e storica, i greci non apprezzino Atene quando dovrebbero. Non è raro sentire qualcuno di loro parlarne con tono tutt’altro che entusiasta criticandone a volte il caos snervante, l’architettura approssimativa, il degrado crescente, i rapporti umani deteriorati. In questo non c’è differenza tra i greci che abitano altrove (a Salonicco ad esempio sono molto poco generosi verso la capitale) e chi invece qui ci vive.

Un motivo però c’è: tantissimi degli abitanti della capitale non sono originari di Atene ma provengono da altre città o villaggi, spesso da qualche isola. Nonostante vivano magari qui da anni non solo non percepiscono Atene come la “loro” città ma motivano il trasferimento più che altro come una necessità irrinunciabile dovuta agli studi o al lavoro. E’ impressionante vedere come solo le persone più giovani- magari studenti giunti qui da altre località- per cui Atene significa evasione, divertimento e realizzazione delle proprie ambizioni abbiano una buona considerazione della metropoli. Spesso però non succede nemmeno questo e moltissimi giovani non aspettano altro che terminare gli studi per sperare in un’occupazione nella loro terra d’origine. Lo stesso accade a chi ha un impiego e agogna il ritorno al proprio villaggio o alla propria isola una volta smesso di lavorare.

Ovviamente si può capirli: la Grecia è così bella nelle sue città di provincia, nei suoi villaggi e nelle sue isole che i grigi quartieri di Atene, costruiti in fretta e furia senza molta attenzione alle necessità degli abitanti appaiono a molti davvero traumatici. Inoltre c’è da tenere presente quanto la recente crisi economica abbia modificato le condizioni di vita, rendendo difficile arrivare alla fine del mese e privando spesso le persone di quegli incentivi che facevano apparire Atene come un miraggio di benessere e di stabilità economica.

Sicuramente la metropoli non è estranea ai problemi che ogni altra grande città affronta; avevo già parlato però del pericoloso degrado che avvolge il centro e che rende la situazione ateniese abbastanza particolare e difficoltosa. Atene è inoltre una città immensa, cresciuta in fretta, a tratti occludente per la mancanza di spazi collettivi e di luoghi verdi. Non stupisce che in occasione dei weekend, della Pasqua e di vacanze più o meno lunghe la capitale si svuoti. Gli ateniesi alla prima occasione evadono letteralmente e cercano nei loro luoghi di origine quella calma, quel rapporto con la natura, quella profondità umana che la tentacolare Atene non può dare.

Un tempo la città era più curata, Atene splendeva delle sue tante attrazioni, le relazioni tra individui erano più facili e durature. Ora, la metropoli con i suoi ritmi frenetici garantisce solo un anonimato pesante che si diluisce spesso in una quotidianità irta di ostacoli.

Forse per instillare un po’ di amore in più nei greci verso la loro gloriosa capitale bisognerebbere che le condizioni tornino quelle di un po’ anni fa; retribuzioni decenti, trasformazioni urbane e sociali importanti che rendano chi abita qui fiero della sua scelta. Ci vorrà sicuramente tempo ma sono fiduciosa che arriverà un momento in cui apprezzaranno Atene per il suo indiscusso fascino non solo i turisti e i filellenici che la visitano ma soprattutto i tanti greci- ateniesi d’adozione- che la abitano e che in fondo, della loro Atene, difficilmente potrebbero fare a meno.

 

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