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A Samos per seguire il richiamo della mia Grecia

Avete mai pensato di aprire un’attività turistica, magari su un’isola greca? Se ci state ragionando sopra, vi potrebbe essere molto utile leggere l’esperienza di chi ci ha provato ed è riuscito a meraviglia nel suo intento.

Carla, genovese, si è trasferita a Samos seguendo il suo profondo desiderio di Grecia. Sull’isola gestisce un’accogliente struttura ricettiva dal nome evocativo, i Meltemia Studios. Rispondendo alle nostre domande ci parla di come è maturata la decisione di trasferirsi, di quali difficoltà ha dovuto affrontare e di quali sono gli aspetti del vivere a Samos che apprezza di più. Infine, da esperta della realtà greca quale è diventata, regala dei preziosi consigli a chi sta pensando di seguire la sua stessa strada. 

Ciao Carla! Innanzitutto ti ringraziamo per il tempo che ci dedicherai! Puoi spiegarci da dove vieni e da quanto tempo sei in Grecia?

Vengo da Genova e sono a Samos con la mia famiglia dal 2008.

Come hai preso la decisione di trasferirti a Samos?  Immaginiamo ci abbiate pensato su un po’ prima di iniziare questo nuovo capitolo.

Sì, l’ abbiamo pensato parecchie volte venendo in vacanza e poi nel 2007, mio marito si è licenziato per avere il tempo di cercare una nuova attività. L’abbiamo trovata dopo quasi un anno di ricerche e ci siamo fermati a Samos, perchè qui c’era la struttura che a noi andava bene. A maggio del 2008 anch’io mi sono licenziata e siamo partiti subito per Samos, svuotando prima una piccola casetta che avevamo in Francia e mettendola in vendita, dopo giugno abbiamo iniziato anche a portare i mobili della casa che avevamo a Genova e che abbiamo messo in vendita. Abbiamo avviato lavori di ristrutturazione subito, nonostante la proprietà fosse attiva dal 1987, la struttura aveva bisogno di una rivisitazione. La prima stagione è partita a fine luglio 2008.

Sull’isola hai aperto una struttura ricettiva, i Meltemia Studios: hai avuto particolari difficoltà nel realizzare questo progetto?

All’inizio ho avuto qualche difficoltà ad avere licenze e atti di vendita in ordine, la struttura aveva due fratelli proprietari, di cui uno proprietario dell’immobile e l’altro della licenza. La licenza si è scoperto al momento della vendita non era completa,aveva una mancanza sulla piscina..era sull’atto di proprietà, ma non sull’attività. Questo ha creato diversi problemi ed io ho dovuto pagare una sorta di penale, ho dovuto far costruire bagni, docce e spogliatoi per avere tutto a norma. Inoltre la struttura è stata completamente ristrutturata nel tempo. Vedendo le foto di allora è quasi irriconoscibile, se non nella parte strutturale. Sono 8 casette, di cui una abitata da noi, intorno ad una bella piscina grande. Siamo vicini alla spiaggia ed usufruiamo di un beach bar attrezzato di un hotel 4 stelle. Ora è completa di tutte le possibili certificazioni e licenze.                                                                                                                          18835060_10211281997677785_263026885_n

Quali sono i vostri rapporti con la comunità locale? Hai percepito ostilità o apertura?

All’inizio non ho avuto una grande accoglienza, tranne poche persone che ci hanno, in qualche modo, accolto ed adottato, mentre i colleghi hanno forse temuto la concorrenza. Non hanno compreso che i miei possibili clienti, non sarebbero venuti qui senza la nostra spinta. Il nostro “tam tam” ha portato in Grecia, a Samos anche persone che non erano mai state qui e neppure in Grecia. Vecchi amici, ex compagni di scuola e lavoro, parenti..comunque tante persone legate a noi. La mentalità dei samioti è abbastanza chiusa e quindi non è stata, subito, accogliente; ora l’atteggiamento è un po’ cambiato, anche se ci vedono a volte come temibili colleghi.

Samos, seppur abbastanza grande, è comunque un’isola. Quali sono i segreti per passare l’inverno senza particolari patemi?

I patemi al momento sono dati esclusivamente dalla situazione economico-politica, che incide in maniera fortemente negativa sul nostro stato umorale ed economico. D’inverno noi passiamo i mesi  a risistemare le case per l’apertura, aggiungendo spesso qualche novità. La manutenzione e la cura della zona esterna ci impegna comunque. Il problema è vivere di un solo lavoro, in tempi come questi. Quindi in abbinamento cerchiamo sempre di aggiungere anche altre attività. A Natale portiamo su richiesta olio e vino dell’isola, nonché altri prodotti locali. Mio marito cerca sempre di poter fare arrivare anche sul mercato greco prodotti italiani di tipo farmaceutico (suo ex ambiente lavorativo, quando era in Italia). Nonostante questo reggere all’inverno non è facile. Siamo arrivati in un momento complicato e di conseguenza è impensabile trovare lavori invernali che non siano imprenditoriali.

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I tuoi figli hanno avuto problemi ad integrarsi? Sono stati aiutati dalle istituzioni scolastiche e dai compagni?

Ho un figlio, Stefano, che è arrivato qui in Grecia all’età di 11 anni. Aveva fatto la prima media in Italia ed ha iniziato qui il ginnasio, dopo ha fatto il liceo. Ha trovato all’inizio difficoltà per la lingua e l’ambiente dei coetanei, molto chiuso; viviamo in un luogo piccolo come dimensioni e poco abituato ad avere studenti stranieri. La scuola, di per sé, è stata accogliente ed il preside lo ha agevolato nell’inserimento ma gli studenti lo hanno spesso isolato. Ora è integrato più di tutti noi, parla correttamente greco ,italiano ed inglese. La chance che credevo potesse esserci per lui, c’è stata a tutti gli effetti..un po’ come se avesse intrapreso un Erasmus in anticipo e questo lo fa muovere bene all’interno della Grecia in perfetta autonomia, ma anche tra Grecia ed Italia. I  problemi che ha avuto sono soltanto legati al possibile inserimento universitario, ha avuto la difficoltà a superare gli esami  per accedere all’Università con punteggio alto e quindi si è, per ora, fermato. Ha invece frequentato un corso di cucina italiana in Italia e pensa di abbracciare il campo della ristorazione. Ora ha 21 anni e non rimpiange l’Italia, i suoi amici sono per la maggior parte qui e lui sembra più greco che italiano, soprattutto nel modo di pensare. Se pensa al suo futuro lo immagina qui oppure al di fuori di Grecia ed Italia, pertanto immagino che a lui non manchi lo stile di vita che aveva prima..essendo arrivato non ancora adolescente, è riuscito ad adattarsi bene.

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Dopo molti anni qui quali vi sarete sicuramente adattati un po’ alle usanze locali. Quali sono le differenze più grandi nel modo di lavorare o di vivere rispetto a quelli a cui eravate abituati?

Noi forse per nostra esperienza lavorativa, continuiamo ad avere una mentalità italiana e portiamo avanti il nostro stile di lavoro e metodo. I tempi non sono prettamente greci, anche se mi rendo conto che ci siamo rallentati rispetto alla precedente vita in Italia. Abbiamo imparato a prenderci qualche momento per noi, maggiormente durante l’inverno e un po’ meno durante la stagione estiva, ma ci muoviamo anche fisicamente in modo più veloce. Abbiamo più l’occhio alle possibili richieste e non aspettiamo che gli ospiti ci chiedano, andiamo loro incontro dall’accoglienza in aeroporto a tutte le possibili assistenze, rent car, gite e altro. Noto che i nostri colleghi sono molto più tranquilli e spesso si occupano di altri lavori in contemporanea, dall’agricoltura ad altri impieghi. Quasi vedano queste attività legate al turismo come un secondo lavoro e pertanto par-time.

Vi manca qualcosa del vostro vecchio stile di vita? O siete soddisfatti di averlo cambiato?

Da un punto di vista economico abbiamo meno liquidità ed abbiamo investito tutto in un momento,che si è rivelato in seguito, sfavorevole. Lo stile di vita invece  credo sia più sano e corretto quello che viviamo qui. Non è privo di stress perchè l’attività è, comunque da ri-inventarsi ogni anno e trasmette, a volte, una sensazione di precarietà. All’inizio era stimolante, ora crea stanchezza mentale, spesso. Poi parte la stagione e questa stanchezza si trasforma in stanchezza fisica,molto meglio di quella mentale. Eravamo abituati a fare più vacanze ed a viaggiare, in questo abbiamo fatto delle rinunce, sempre per motivi economici. All’inizio siamo riusciti a mantenere qualcosa dello stile che avevamo in quella che definisco la nostra prima vita, ora possiamo solo pensare di muoverci un po’ tra le isole in Grecia e in continente durante il viaggio di Natale verso l’Italia.

Che rapporti avete con la “madrepatria”?

Abbiamo ancora le due mamme, i fratelli,sorelle e nipoti, nonché amici che vediamo volentieri una volta all’anno, a Natale. Non amiamo però venire in Italia molto spesso e preferiremmo che il Natale si spostasse qui, ma sembra molto complicato e quindi partiamo noi ad inizio dicembre per fermarci circa 20 giorni. Stiamo ogni anno diminuendo il numero dei giorni di permanenza sul suolo italiano. Ci spostiamo in traghetto per motivi pratici, avendo un cane, oggetti da portare in Italia e mobili da spostare qui e spesso anche il viaggio diventa lungo. Ogni volta cerchiamo di abbinare qualche sosta in Grecia durante il viaggio, sia all’ andata che al ritorno, per godere di una sorta di vacanza. Non viviamo invece la permanenza in Italia, a Genova, come vacanza. Nonostante ciò il bene che vogliamo ai nostri cari, ci porta ogni anno alle nostre origini. I rapporti che invece abbiamo sul piano lavorativo sono continuativi, in quanto i nostri ospiti sono per la maggior parte italiani, inoltre noi vediamo comunque la televisione italiana, leggiamo libri, ascoltiamo musica ed in casa parliamo tra di noi in italiano.

In molti ambiscono a lasciare tutto e trasferirsi su un’isola. Quali consigli daresti a chi volesse seguire la tua strada, sopratutto in un momento delicato come questo?

Direi loro di pensarci bene, che una volta intrapreso il percorso è comunque diverso da quello che uno si immagina. L’isola vista d’estate è molto più vivace, più l’isola è piccola e più si ha l’impressione di poterci vivere in modo libero, ma spesso la realtà non è come l’immaginiamo. L’isola ti porta ad isolarti e d’inverno si svuota molto, quindi potresti avere la sensazione di essere sola ed isolata. Bisogna avere una forte motivazione,una forte capacità di adattamento e di tolleranza. Non sempre si trova quello che cerchi e devi, in qualche modo, fare con quello che hai e che trovi. Inoltre il momento è complicato, non credo che la situazione attuale abbia al momento una via d’uscita o una soluzione, quindi bisogna sapere che non è una “passeggiata”. L’ambiente e la natura sicuramente possono aiutare, ma bisogna mettere in conto che non sempre si riesce a vivere con poco. Le bollette e le tasse ci sono e costano molto. Non sempre si riesce a lavorare sufficientemente per pagare tutto, nonostante la buona volontà. Possono esserci fattori indipendenti da noi che incidono economicamente e non è semplice capire come muoversi. Altro consiglio è comunque quello di imparare la lingua; è difficile per noi, ma è importante per l’integrazione, finché si parla in inglese possiamo vivere qui anche tutta la vita, ma non saremo mai parte del tutto e saremo considerati di passaggio. Riguardo la gestione o la compravendita di un’attività consiglio di avere un bravo mediatore, che analizzi la situazione e metta in guardia da tutti i possibili cavilli burocratici. Lo stesso vale per un bravo commercialista, non sempre di facile individuazione. La materia fiscale è già di per sé complessa, in un’altra lingua lo risulta ancora di più e può creare disguidi, se trattata male. Rimango dell’avviso che se la terra, in qualche modo ci ha chiamato vuol dire che questa terra è la nostra, io ho sempre sentito questo mio legame con la Grecia e immagino che chiunque decida di compiere questo passo lo faccia per una scelta di vita diversa e pertanto lo facciano stando solo un po’ più attenti.

 

 

 

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2 Comments

  • Reply Diego dicembre 2, 2019 at 5:45 am

    Mi sarebbe piaciuto di piu capire il sistema fiscale Greco su questo tipo di attività

    • Reply Attiki dicembre 2, 2019 at 11:51 am

      Ciao Diego. Se ti interessa l’argomento iscriviti al gruppo Facebook “Vivere e lavorare in Grecia”, il braccio operativo del blog. Potrai porre le tue domande alle persone che già hanno aperto un’attività qui.

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