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Cultura e foto, Tradizioni

Le divertenti “stranezze” della cultura greca

In Grecia, come del resto altrove, capita di imbattersi in usanze e tradizioni diverse da quelle a cui si è abituati. Aspetti socio-culturali, va precisato, con i quali di solito si convive senza problemi. Visto che ogni tanto ci viene chiesto cosa troviamo di più particolare nella cultura, abbiamo deciso di stilarne una breve lista. Ovviamente quello che vi proponiamo non è un elenco esaustivo perché per trattare questo argomento come si deve ci vorrebbe più di un post. Teniamo a precisare che non vogliamo muovere critiche allo stile di vita o alle tradizioni greche- di cui tra l’altro siamo dei vivaci sostenitori- ma solamente mettere in risalto alcune peculiarità culturali.

  • Dare ai figli lo stesso nome dei nonni

Una delle tradizioni più radicate in Grecia è sicuramente quella, da parte delle coppie, di dare ai figli il nome dei nonni in segno di rispetto e di ringraziamento. Il fatto è che spesso (ma non sempre ovviamente) sono tutti i fratelli della stessa famiglia a farlo. In questo modo alcuni nomi- specialmente maschili- sono diventati frequentissimi. Tanto che Yorgos, Konstantinos, Dimitris, Yannis e Nikolaos raccolgono più della metà dei nomi della popolazione maschile greca. Più libertà e più varietà sembra esserci per le ragazze, sebbene alcuni nomi tradizionali come Maria, Eleni, Georghia e Vassilikì rimangano saldamente in vetta alle preferenze dei genitori. D’altra parte però esistono altri che hanno acquisito dai predecessori un nome più raro, magari di origine antica come Periklis o Afroditi. Tuttavia, ultimamente alcune personalità in vista dello showbiz greco hanno iniziato a rifiutare questa “imposizione” e a dare ai figli dei nomi di loro gusto. Seguendo  questo trend sempre più greci hanno deciso di modernizzare l’assegnazione dei nomi alla propria progenie e quindi forse assisteremo a breve ad una diversificazione dei nomi.

 

 

  • Avere un diverso concetto di tempo

Se avete amici o conoscenti greci (soprattutto in Grecia) vi sarà capitato di avere dei problemi per quanto riguarda il darsi un appuntamento. Se un greco vi chiede di vedervi vagamente verso to mesimeri (mezzogiorno) o to apogevma (il pomeriggio) sappiate che non dovrete tenervi liberi verso le 12 o dalle 3 alle 5 come fareste normalmente. La suddivisione della giornata in Grecia, infatti, è leggermente diversa dalla nostra; col termine “mezzogiorno” si definiscono le ore centrali della giornata, dalle 13 alle 16, con pomeriggio dalle 17 alle 20 (qui si mangia in genere verso le 14.00-15.00 quindi l’apogevma, ovvero il dopo- pranzo, arriva più tardi). La sera o vradi, infine, inizia non prima delle 20 (questa suddivisione vale per i mesi estivi come per quelli invernali). Insomma, se volete dare un appuntamento ad un greco tenete a mente questa diversa scansione delle ore ed eviterete spiacevoli inconvenienti.

  • Non considerare il “non ho fame” una risposta valida

L’ospitalità greca prevede che al venga offerto sempre qualcosa da bere o da mangiare. I greci moderni rispettano tuttora l’antico volere di Zeus Xenios e fanno di tutto per mettere a loro agio gli ospiti. Più è alto il grado di confidenza più i padroni di casa insistono in genere perché accettiate qualcosa, soprattutto se si tratta di cibo cucinato da poco. In questo caso risposte tipo “Non ho fame, grazie”, “Ho già mangiato”, “Non prenderti il disturbo” non vengono nemmeno prese in considerazione. A queste parole inizia infatti di solito una negoziazione sulla quantità minima che vi serviranno comunque. Attenzione però: questo non è certo un modo per obbligare qualcuno a mangiare ma un tentativo di occuparsi premurosamente dell’ospite. Visto che la cucina è in genere molto buona vale la pena di aspettare, farsi venire la fame, accettare quanto viene offerto e rendere felice chi ce lo offre.

  • Servire tutti i piatti insieme durante il pasto

Una particolarità che sicuramente colpisce gli stranieri è il fatto che, in casa o fuori, i greci non abbiano una divisione rigorosa delle portate tra antipasti primi, secondi e contorni e che per questo, spesso i cibi vengano serviti tutti insieme. Di solito, durante i pasti informali giornalieri, per mangiare si aspetta infatti che tutti i piatti cucinati  vengano disposti sul tavolo; nelle taverne il servizio fa generalmente in modo che vengano portate al tavolo contemporaneamente più portate possibili tra quelle ordinate. L’unico inconveniente è che in un tavolo così ci si muove a volte  a fatica; d’altra parte però chi vuole solo determinate portate può servirsi subito senza aspettare che gli altri abbiano finito con i loro piatti.

  • Mangiare più cibi contemporaneamente

Una cosa impensabile in altre culture è che i commensali possano passare, durante il pasto, da un cibo all’altro senza problemi. In Grecia non è raro vedere mangiare allo stesso tempo e nello stesso piatto antipasto, insalata e moussakas e carne. Un’abitudine questa che potrebbe far inorridire chi non capisce come si possano così gustare al meglio i sapori. La cosa curiosa è che, dopo un po’ di permanenza qui, vuoi l’influenza dei greci stessi, vuoi la praticità, li si imita senza problemi.

  • Godersi un caffè e una buona chiacchierata per ore

Questa è in assoluto l’usanza a cui ci si abitua più velocemente. Del resto i ritmi più rilassati di questo popolo sono molto attraenti. I greci, infatti sono maestri nello “staccare” completamente dai loro impegni e dal loro lavoro. E lo fanno uscendo e sedendosi a sorseggiare di solito un “caffè” che può durare diverse ore. Non è certo un affare che si può sbrigare in poco tempo! Perché per loro questa non è solo una bevanda, è un rituale sociale. Si chiacchiera del più e del meno fino al momento di salutarsi. Siete avvisati, dunque; se un greco vi invita per un caffè…tenetevi la mattinata o il pomeriggio liberi!

  • Sputare per evitare di passare per menagrami

I greci credono che si possa prendere il malocchio o matiasma dal complimento falso di qualcuno. Lo sputo (simbolico) riesce ad allontanare la sfortuna. Per questo quando fanno un complimento sincero, per non passare da menagrami, hanno l’abitudine di sputare 3 volte pronunciando “ftou ftou ftou”.

  • Non buttare la carta igienica nel wc

Una delle prime cosa che si impara in Grecia nei locali pubblici è che la carta igienica non va assolutamente buttata nello scarico del wc ma che bisogna gettarla negli appositi cestini che si trovano in ogni bagno. Questo vale altrettanto per le abitazioni private, soprattutto quelle di vecchia costruzione. Il motivo è che le tubature si potrebbero facilmente occludere. Sebbene ormai i nuovi edifici abbiamo degli scarichi più efficienti l’abitudine è comunque rimasta e si vedono dovunque i cestini per la carta igienica. All’inizio questa pratica può lasciare confusi ma dopo un po’ diventa però un gesto abituale.

 

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