Lavorare in Grecia

Il costo della vita in Grecia

Nonostante spesso la prospettiva sembri allettante, molti di coloro a cui è stato proposto un lavoro in Grecia sono indecisi se accettare o meno; quello che li frena è che prima di partire vorrebbero informarsi adeguatamente sul costo della vita nella capitale ellenica o sulle isole. Allo stesso modo chi sta valutando la possibilità di trasferirsi “per scelta” (magari senza avere l’urgenza di trovare un’occupazione) vorrebbe sapere quanto serve al mese per vivere in maniera appropriata e capire così come muoversi.

Il parametro “costo della vita” è, a mio avviso, uno di quelli – al pari della “qualità della vita”- in grado di far propendere o meno per un dislocamento a breve o lungo periodo in Grecia.

Come valutare, però, trovandosi all’estero se la retribuzione che si andrà a prendere (o la cifra che si è deciso di disporre mensilmente) sarà sufficiente per mantenere una quotidianità dignitosa e magari mettere da parte qualcosa ogni mese?

Posso limitarmi a dare qualche dritta proveniente dalla mia esperienza chiarendo comunque che molto dipende dalle abitudini e dalle necessità di ciascuno. Per alcuni 800/900 €, una retribuzione di fascia medio-alta per il settore privato dipendente, possono quasi comodamente (con qualche rinuncia) bastare; per altri possono essere non essere sufficienti se hanno in mente di vivere la Grecia“alla grande” non facendosi sfuggire nemmeno una festa o un’uscita fuori.

Inizierei  con lo sfatare un mito; il costo della vita in Grecia non è più così basso come poteva esserlo anni fa. Non parliamo dei prezzi praticati nel settore turistico; trovare un alloggio conveniente d’estate (soprattutto in relazione all’Italia), andare a mangiare durante la vacanza fuori spendendo poco, divertirsi su qualche isola non dilapidando una fortuna è tuttora possibile.

Ma a chi viene qui per lavorare o per iniziare un nuovo percorso di vita interessa certamente di più l’immediata quotidianità ovvero il prezzo mensile di un affitto, il costo della spesa al supermercato, quanti soldi pagherà per le bollette e per la benzina, etc…

La crisi, con il conseguente aumento dei prezzi di beni e servizi gravati da un’ IVA talvolta insopportabile (24% sui beni di “prima necessità”), ha ridotto di molto il potere di acquisto. Si deve tenere comunque presente che la vita è decisamente più costosa ad Atene e più affrontabile altrove in provincia; le isole sono un discorso a parte perchè le merci subiscono dei rincari evidenti dovuti alle spese di trasporto.

Un’importante precisazione: se cercate lavoro in Grecia preparatevi a retribuzioni decisamente inferiori a quelle della media europea. Gli stipendi per diverse categorie partono da 350-400 euro per 8 ore di lavoro e spesso non superano comunque gli 800 euro (straordinari inclusi). Nel settore privato in pratica non sono più elargiti gli extra per Pasqua e periodo estivo. Le retribuzione per il settore turistico sono in genere più elevate per chi resiste ad una stagione spesso molto intensa ma difficilmente per il primo anno superano i 1000-12000 euro

Senza voler o poter stilare una lista precisa dei costi di ogni singola uscita si possono però dividere le spese tra quelle che sono in media più care rispetto all’Italia e quelle per le quali la Grecia risulta un Paese più economico.

Settori più costosi:

  • E’ decisamente più caro andare a fare la spesa al supermercato, ad esempio. Sembrerà assurdo in relazione agli stipendi medi greci ma è così e c’è una spiegazione. Innanzitutto perchè molti dei prodotti sono importati e in secondo luogo perchè l’iva applicata su alcune merci è più alta che in Italia. Parecchi prodotti hanno da parecchio tempo un FPA (iva greca) al 24%. Solo da poco e solo per i beni di prima necessità come acqua, pane, olio, latte, questa aliquota, dopo anni al 24%, è scesa nuovamente al 13%. 
  • Sono mediamente care le bollette dell’elettricità in quanto, ad esempio, per cucinare non si usano fornelli gas ma delle piastre riscaldate, appunto, elettricamente; inoltre l’acqua per uso domestico viene scaldata ugualmente con l’elettricità e nei mesi invernali in molte case ci si scalda con aerotermi perchè, a causa della crisi, in molte abitazioni si preferisce non accendere il riscaldamento. Inoltre nella bolletta dell’elettricità vengono inserire molte altre voci come il canone Tv, la tassa sui rifiuti, quella comunale, etc…

Settori più economici:

  • Si risparmia, invece, sull’affitto e sull’acquisto dell’abitazione. I prezzi negli ultimi anni, dopo una decisa flessione a causa della crisi, sono andati però aumentando sospinti dalle tasse di proprietà piuttosto alte applicate. Per l’affitto di un bilocale in una zona discreta si pagano sui 250-300 € senza mobili e 350-400 € per l’arredato ormai anche in zone una volta considerate un po’ degradate. Attenzione: in molte case non viene acceso il riscaldamento d’inverno nonostante ad Atene il clima non sia sempre mite; se ne avete necessità cercate una casa piccola che possa essere scaldata da un impianto di aria condizionata oppure un appartamento con impianto autonomo.
  • Tuttora è abbastanza conveniente mangiare fuori; in una taverna o in mezedopoleio (dove in teoria si servono delle porzioni più ristrette) si possono spendere tra i 15 e i 20 € a testa per un pranzo più che soddisfacente. Ovviamente esistono locali più cari, come quelli dove si serve una cucina più elaborata o quelli dove si mangia quasi esclusivamente pesce e dove si possono lasciare tranquillamente dai 30 o 60 € a testa.
  • Palestre ultimamente molto più convenienti; i greci (soprattutto uomini) sono un po’ fanatici e ogni palestra ha dei pacchetti davvero competitivi (si parla, in alcune, di € 100 per un anno).
  • Biglietti di cinema e teatri in genere leggermente più economici ma dipende dalla rappresentazione e dalla singola struttura.
  • I trasporti pubblici hanno un abbonamento mensile che permette spostamenti illimitati in tutta la “grande Atene” (quindi su una superficie territoriale davvero vasta) del costo di 30 €. Il biglietto singolo costa 1,40 € e ha una validità di 90 minuti.

Settori neutri:

  • Il bere è un capitolo a parte; il costo dell’espresso o del cappuccino è a livelli italiani se preso e portato via nel bicchiere di carta. Se invece ci si vuole concedere una pausa “alla greca” e adagiarsi in qualche kafeteria a chiacchierare con gli amici si può stare per ore seduti senza che i camerieri inizino a guardare storto ma sappiate che pagherete, a seconda del locale e dell’ubicazione dai 3,50 ai 5 € in media per un cappuccino. Sui prodotti consumati al bar inoltre, anche se di prima necessità, l’iva è rimasta al 24%.
  • Troverete più o meno gli stessi prezzi italiani nell’abbigliamento e nella cosmetica soprattutto nelle catene che hanno negozi in tutta Europa. Questo non significa però che con una retribuzione greca possiate comprare permettervi follie. Attenzione però ai profumi, in media più cari del 10-15% perchè di importazione. In questi settori cercate per quanto possibile di scegliere marche greche la cui qualità è salita notevolmente negli ultimi anni.
  • La benzina non è più conveniente come una volta e la differenza con i prezzi italiani a volte è solo di qualche centesimo mentre il diesel mantiene tuttora una certa concorrenzialità. Il prezzo per un litro di carburante è comunque inferiore ad Atene e tende ad aumentare man mano che ci si allontana dalla capitale.

Attenzione: se si pensa ad un trasferimento a lungo termine alle spese generiche da affrontare sarebbe bene pensare di aggiungere inoltre il costo di un’assicurazione privata per la salute. Gli ospedali greci hanno personale medico preparato ma talvolta la carenza di finanziamenti statali rende le cure pubbliche meno sollecite. Il costo dipende ovviamente dal tipo di programma scelto ma se non ci sono particolari problemi alla stipula si può ipotizzare una spesa di 60-70€ al mese.

La breve rassegna che ho proposto, sebbene non certamente esaustiva  vi aiuterà forse a valutare meglio una proposta di lavoro o il progetto di trasferirvi a breve o medio termine in Grecia.

Ovviamente un discorso a parte meriterebbero le tasse e le varie imposizioni fiscali per chi decide di risiedere stabilmente in Grecia o di aprirvi un’attività. Purtroppo negli ultimi anni le imposte sugli immobili e sul reddito- soprattutto da lavoro autonomo- sono cresciute esponenzialmente e il consiglio è quello di valutare attentamente la situazione prima di decidere se trasferirsi permanentemente nel Paese.

In pratica però con gli stipendi medi offerti dalle aziende greche (non dalle multinazionali che spesso per i propri dipendenti hanno indennizzi più alti) è possibile mantenersi? Spesso la  cifra di cui si parla è inferiore, in relazione a quella italiana, di qualche centinaio di euro (un lavoro di 8 ore viene retribuito meno di 1000 €). La risposta è sì, a patto che si mettano in pratica alcuni accorgimenti come, ad esempio, condividere un appartamento, scegliere attentamente a quale supermercato rifornirsi scegliendo per la spesa prodotti greci, limitare le uscite del divertimento al fine-settimana.

Discorso un po’ diverso per chi lavora nel turismo: le retribuzioni in questo caso sono un po’ più alte e a volte vengono offerto il vitto e l’alloggio gratuiti. Alcuni parametri dipendono però dalla mansione (un cuoco guadagna più di un cameriere che si ferma spesso sui 1000 €) e dal luogo (ad Anafi pagano sicuramente meno che a Mykonos). In questo caso se si è capaci di risparmiare senza concedersi troppi extra la stagione, sebbene impegnativa (non lo sottovalutate!!!), può rendere davvero bene.

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