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Georgios Karaiskakis, l’audace liberatore della Grecia

Georgios Karaiskakis è uno dei principali fautori della lotta per l’indipendenza greca. Insieme al vittorioso generale Theodoros Kolokotronis, è una delle figure che più si distingue per i successi riportati in battaglia contro l’esercito ottomano.

Quello di Karaiskakis è un carattere dinamico e indomabile; famose sono le sue colorite risposte agli avversari turchi e il suo linguaggio, spesso volgare. Ma ad una certa rozzezza nel comportamento corrisponde però un acuto senso strategico che lo porterà a diventare l’artefice più importante della liberazione greca.

La sua vita, intensa e tumultuosa, è avvolta da molti misteri, a partire da quello che riguarda la sua nascita.

Karaiskaikis nasce nel 1872, figlio illegittimo di Zoì Dimiski, che, dopo la scomparsa del primo marito, si fa suora. Da qui il soprannome, che accompagnerà Karaiskakis per tutta la vita, di “Yios tis kalogrias”, ovvero figlio della suora. Il padre del futuro eroe non si conosce con certezza. Molte fonti ritengono si tratti dell’armatolos* Dimitrios Karaiskos, da cui l’appellativo Karaiskakis (vezzeggiativo che deriva appunto dall’eponimo paterno) del piccolo Georgios.

Il luogo di nascita è altrettanto discusso. I primi biografi dell’eroe considerano come plausibile una caverna di un villaggio a poca distanza da Karditsa; altri invece preferiscono la versione secondo la quale sarebbe nato in un monastero nei pressi di Arta.

Nei primi difficili anni della sua vita, cresciuto senza la presenza dei genitori, Karaiskaki sviluppa quella personalità ribelle ed indomita che lo contraddistinguerà per il resto della sua esistenza. Entra nei kleftes* si distingue subito tra i ranghi e viene imprigionato per ordine di Alì Pascià, in quegli anni governatore di Iannina; in prigionia, comunque, impara a leggere e a scrivere. Alì Pascià rimane impressionato dal coraggio e dall’intelligenza di Karaiskakis, lo libera e lo mette a capo della sua scorta personale. Karaiskakis serve il sultano per qualche anno- durante la sua permanenza presso il sultano, inoltre, si sposa -e poi decide di dileguarsi per riprendere la sua passata attività di kleftis.

Nei primi anni di guerra Karaiskakis serve la causa greca nella milizia di Morea, nel Peloponneso. Le sue azioni durante la guerra di indipendenza sono numerose ed efficaci. La sua partecipazione alle manovre a Messologi, nel 1823, è fondamentale per evitare che la città ricada in mano turca. Nello stesso anno è nominato comandante in capo dell’esercito della Grecia interna e inizia a raccogliere un successo dopo l’altro nella lotta contro gli ottomani. Leggendaria è la sconfitta inferta dalla sue truppe all’esercito turco, molto superiore in numero, nel 1826 ad Arachova.

L’anno successivo, dopo aver liberato quasi tutto il centro Grecia, sposta la sua guarnigione nei pressi di Keratsini, poco distante dal Pireo.

Il 22 aprile 1827 viene ferito durante battaglia di Faliro da un proiettile di non accertata provenienza. Molti biografi sono concordi nel pensare che non si tratti di un colpo sparato dai nemici, bensì da qualcuno arruolato tra le file greche. Negli ultimi anni, infatti, i successi e le posizioni del generale non sono graditi ad alcuni dei rivoltosi; tra questi, nomi molto in vista della guerra di indipendenza divenuti suoi avversari. L’ipotesi del complotto ai suoi danni è stata lungamente discussa senza però essere completamente convalidata.

Karaiskakis muore il 23 aprile 1827 a seguito della ferita subita. Il lutto per il Paese è immenso e particolarmente sentito per coloro che gli sono stati accanto nella battaglia, come il generale Kolokotronis. Viene tumulato in un primo tempo, secondo la propria volontà, a Salamina. A metà degli anni ’30 del 1800, la sua sepoltura viene spostata, insieme a quelli di altri combattenti, sul luogo della battaglia del Faliro, dove viene eretto un monumento visibile tutt’ora.

Purtroppo, durante gli anni della Giunta Militare, vengono condotti dei lavori di ristrutturazione del monumento che portano alla misteriosa scomparsa dei resti del condottiero e indipendentista greco.

Attualmente non c’è città o villaggio della Grecia che non ricordi il valoroso generale attraverso un’ odòs o una plateìa che porti il suo nome. 

In tempi recenti, al generale Georgios Karaiskakis è stato intitolato l’impianto calcistico del Faliro, in cui gioca la squadra dell’Olympiakos Pireo.

 

Armatolos: il termine che significa uomo d’arme, sta ad indicare i soldati di origine rumena assoldati dall’impero ottomano per controllare le regioni più ostiche e difficilmente accessibili. In Grecia furono usati soprattutto per combattere il fenomeno dei kleftes. Allo scoppiare della guerra di liberazione però si unirono a questi ultimi nella lotta per l’indipendenza dai Turchi.

Kleftes: una milizia irregolare greca – dal termine kleftis che significa ladro- anti-turca che si sostentava attaccando insediamenti isolati. Sotto la Turcocratia gli uomini abili alle armi potevano servire i sultano o arruolarsi in bande ostili all’impero. I kleftes operavano soprattutto sulle impervie zone della Tessaglia conducendo azioni di guerriglia contro l’impero.

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