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Italiani in Grecia

Tra difficoltà e successi Atene è diventata la mia seconda città

 

Questa che vi presentiamo è l’esperienza che abbiamo raccolto dalla nostra amica Cristina, trasferitasi da qualche anno ad Atene “complice” suo marito, un ragazzo greco conosciuto nella sua Genova.

Arrivata qui per amore, Cristina ha dovuto però affrontare molte difficoltà iniziali, dalla lingua alla diversa mentalità. Non si è però arresa e con molta determinazione ha cercato di adattarsi al meglio in modo da riuscire a sentire finalmente suo il nuovo Paese dove si trovava. La voglia di farcela l’ha portata a fondare il gruppo Fb “Donne e mamme in Grecia”, un punto di riferimento per donne (ma non solo) che vogliono stringere rapporti di amicizia e di reciproco aiuto nella loro nuova patria.

 

Sperando di non dilungarmi troppo, cercherò di descrivere al meglio la mia esperienza da Italo-greca, precisamente ad Atene!

Mi tocca fare una prefazione: io non sono di quelle che ha sempre amato la Grecia, che è andata in una sua isola, che conosceva il sirtaki ecc… Io ho sempre vissuto fino a 26 anni con la beata ignoranza di cosa e dove fosse la Grecia!
Fino a quando un giorno un mio amico mi presentò lui…
Alto, moro e 100% έλληνας
La cosa buffa era che da ben 5 anni (forse più) io me lo trovavo sull’autobus e mai mi è venuta in mente che potesse un giorno entrare nella mia vita e scombinarmela come un tornado!
Arrivata per la primissima volta nel territorio ellenico, vidi il maestoso Partenone, la passeggiata Οδός Μακρυγιάννη piena di locali dove venivi invitato a sederti  e la gente… tanta e troppo chiassosa per le mie orecchie genovesi. Ma era estate, ero felice perchè finalmente dopo tre mesi rivedevo lui e perchè per la prima volta stavo in un posto sconosciuto e lontano…
La seconda meraviglia che mi fu proposta fu Milos e la consiglio vivamente a tutti i neo innamorati: è l’isola dalle mille spiagge e non si può dire quale sia la più bella, è l’isola del buon cibo, del bel panorama, del famoso paesino di nome Plaka dove puoi girare e percepire quell’atmosfera che sole le isole greche sanno regalare.
Beh devo dire che la mia prima volta fu una meravigliosa esperienza di tutto e rimasi così felice e sicura che la mia vita aveva preso una nuova svolta da fare davvero la mia prima grande pazzia!
A metà dicembre avevo lasciato il mio “bellissimo” lavoro (per lo meno un lavoro davvero sicuro che mi permetteva di vivere da sola, di risparmiare per il futuro pur potendo fare una vita piena di divertimento), amici e famiglia per catapultarmi in quello che sarebbe diventato il mio nuovo mondo!

Credo che tutti sappiano in che situazione si trovasse la Grecia nel dicembre 2010.
Credo che non ci sia molto bisogno di spiegare gli eventi politici di quei giorni e mesi.
So solo che fui destinata ad un qualcosa che non mi aspettavo, per lo meno, non dopo aver vissuto la magia estiva.
Ero confinata in una casa terribilmente umida, buia, fredda, senza telefono, internet e per muovermi ad andare a fare la spesa dovevo scendere per 20 minuti circa e non vi dico quindi per salire con i sacchi pieni di  roba..
Ero praticamente sempre sola perchè lui lavorava al Pireo ed ogni volta che doveva tornare in zona Galatsi, era un’avventura tra autobus sempre in sciopero, idem metro e taxi iper occupati e non parliamo delle strade bloccate dal traffico.

Una volta decisi di andare al Εθνικό Ιστορικό Μουσείο.
Immersa tra monete, costumi antichi, quadri fui avvisata che il museo doveva chiudere urgentemente.
Uscita per strada capii il motivo: tante persone che si tenevano per un braccio mentre dall’altro erano armati di sassi e bastoni si avviavano verso πλατεία Συντάγματος (Syntagma), precisamente al Βουλή των ελλήνων (Parlamento greco). Corsi verso la metro di Syntagma ma era già chiusa e lì, sinceramente ebbi paura… un sasso arrivò velocemente, sfiorandomi i capelli, fino a colpire un fotografo sdraiato per terra che tentava di ripararsi dalla fontana… iniziai a muovermi a zig zag riparandomi dagli alberi e lì lo spettacolo fu ancora peggiore: ogni via era bloccata o da poliziotti armati di scudo, maschere o da cassonetti della spazzatura rovesciati in fiamme. Poi sentii un bruciore alla gola che mi agitò ancora di più… dove potevo andare?

Non fu una bella esperienza e neanche quando una volta per andare alla metro dovetti farmi un ora e più a piedi per arrivare alla stazione più vicina e poi scoprire che niente funzionava e che i taxi non si vedevano perchè anche loro scioperavano e comunque ad essere sinceri non tutti parlano in inglese e non sono neanche greci e si capisce poco di cosa dicono.

Riassumendo i miei tre mesi in Grecia, furono un vero fallimento, non vedevo l’ora di tornare a casa ed ero veramente triste perché amavo quell’ έλληνας e non avevo la forza per lasciarlo.

E così mi complicai ancora di più la vita, per almeno tre anni non facevo altro che fare avanti ed indietro tra Italia e Grecia. Sono stata anche per un breve periodo a Syros ed anche questa la consiglio in quanto credo che sia l’isola più completa tra tutte quelle che stanno relativamente vicino alla costa: aeroporto, ospedale, cibo, paesaggio, è anche un’isola con una percentuale di cattolici ed ha un’ottima pizzeria italiana (i proprietari sono del Veneto) con la pizza come la mangiano quelli del nord, bassa e croccante. Anche lì non è stato il massimo, sempre sola, ma almeno facevo la turista anche se purtroppo lo sciopero dei netturbini non era il massimo: per giorni si rimaneva con i cassonetti pieni di spazzatura.
Ed ad un certo punto arrivarono – ovviamente- le mosche… te le trovavi ovunque così come l’odore di marcio ma –per fortuna- era fine estate e quindi il fresco delle giornate attenuava la puzza.

In generale ebbi anche l’opportunità di girare alcune isole e di conoscere al meglio questo mondo con la sua cultura, filosofia –anche nel vivere- e la gente.
Andai a Creta e non vi nascondo che un pezzettino del mio cuore è ancora là immerso nel mare azzurro confinante con il cielo, la musica, le piazzette dei paesi, i monasteri, το λευκό κρασί, το τυρί, insomma il cibo in generale: credetemi i sapori cretesi sono completamente diversi da qualsiasi altro assaggiato in territorio ellenico!
Beh per diversi motivi, alla fine feci la mia scelta ed arrivai al 2014 dove in una chiesa di Genova dissi il mio ναι e andai verso quel paese che alla fine stava diventando anche mio.
Anche se finché non arrivò il mio bimbo non feci mai la scelta definitiva di rimanere qui con la mente ed il corpo: tornavo sempre nella mia vecchia casa a prendere un pò di aria zeneze e rincontrare tutto ciò che un tempo era mio.
Devo dire che questo fu un errore: inconsciamente e non, non ho mai voluto pensare che sarei rimasta qui per sempre, che sarei dovuta “diventare una italo-greca”.

La nascita di mio figlio che ovviamente è nato a Genova, non ha contribuito tanto a farmi ambientare meglio. Purtroppo trovo che la mentalità greca ed in particolare dei genitori greci non sia così malleabile ed aperta verso gli stranieri e verso le donne.
Qui la donna più grande decide il tutto – per lo meno è nei suoi progetti, forse perché ai tempi anche lei aveva subito tale regola- e vieni guardata quasi come pazza/ingrata se tenti di dire όχι ed io ne ho detti tanti di no perché non ho mai detto si alla prima e neanche alla seconda per quanto sembri una persona docile!
Lui come al solito è sempre stato fuori dalla mia vita, per via del lavoro, per l’educazione ricevuta – la donna se sta a casa si deve arrangiare da sola perché Sua Madre lavorava e riusciva anche ad occuparsi dei Suoi Due Figli Maschi – e poi lui è maschio, cosa si può pretendere da un greco? E’ già una fortuna se si occupa dei bambini e per fortuna il mio è un ottimo padre.
Alla fine però la solitudine era tanta, è sempre stata tanta, la lingua purtroppo non l’ho mai presa in considerazione e quel poco che sapevo (che so) mi bastava per girare ma una volta arrivata la “mia pagnottina” era difficile muoversi…
Così passavo giorni e giorni a casa sola, a guardare internet, fb ed i vari gruppi italo-greci e da lì mi è venuta un’idea.
Nacque così DonnEmamme in Grecia!
L’ho sempre descritto come un gruppo di donne (ora anche di papà e la cosa mi rende veramente orgogliosa anche se non ditemi di cambiare il nome perchè non lo farò) sperdute per il territorio greco o per quello italiano o nel mondo generale – abbiamo anche donne provenienti da zone arabe ed una è arrivata dal Belgio ed ora siamo grandi amiche-  donne che si sentono lontane dalla loro famiglia d’origine, che hanno dovuto combattere per la loro nuova vita, che stanno ancora lottando per crearsi un qualcosa con le proprie forze, perché alla fine noi donne siamo realmente forti e ce la possiamo fare a far tutto se davvero lo desideriamo. E poi una volta diventate mamme siamo ancora più combattive, siamo più testarde nel voler fare anche per i nostri figli.

Questo è ciò che ho sempre voluto far trapelare dal mio gruppo – che alla fine è di tutte noi, anche di quelle che leggono solo e lasciano un mi piace, oppure che non fanno niente ma leggendo si sentono meno sole – e quando mi capita di sentirne parlare, rimango piacevolmente sorpresa perché alla fine sono riuscita a realizzare un piccolo spazio virtuale dove tutte noi ci raduniamo e leggiamo, condividiamo, discutiamo… e poi alla fine non è solo per tenerci legate dietro ad uno schermo a guardare un post ma anche a conoscerci dal vero.

E così ora, alla fine, nonostante tutto, mille difficoltà, tanti pianti, tante litigate contro il destino, tanta solitudine, non dico che la mia vita ellenica sia migliore ma posso capire cosa sia il “malgreco” e tutte le volte che torno nella mia amata Zena, il mio cuore e la mia testa pensano sempre a σπίτι μου, al cielo azzurro che solo qui è così azzurro, a quel calore che la gente greca sa darti…

E concludendo posso dirmi fiera di me stessa perché mi sono costruita da sola una spazio tutto mio e non è stato per niente facile, non lo è ancora adesso ma so che non sono proprio sola, so muovermi, so capire “alla bella e meglio” ciò che mi viene detto, so di essere conosciuta da tante persone, persone che mi vogliono bene, persone che mi rispettano ma anche da persone che mi prendono in giro e che non hanno alcuna considerazione per me ma comunque sanno che esisto. Proprio come quando si è a casa… perché alla fine non si può essere sempre amati da tutti, giusto?

Cristina

 

 

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