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Italiani in Grecia

A Sifnos faccio conoscere l’isola ai veri viaggiatori

Questa volta, per raccogliere l’esperienza di un nostro amico, ci spostiamo momentaneamente da Atene ed arriviamo a Sifnos, a nostro parere una delle più isole delle Cicladi. Stefano si può definire una persona che ha davvero seguito le sue aspirazioni e ha dato una svolta decisiva alla propria vita. Nella nostra chiacchierata parla della propria scelta di stabilirsi a Sifnos, del suo percorso di inserimento nella società sifniota, dei pro e i contro della vita isolana e della sua quotidianità in questo posto meraviglioso.

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La chiesetta di Chrissopighì a Sifnos

 

Ciao! Prima di tutto vogliamo ringraziarti del tempo che ci dedicherai. Partiamo col chiederti da quanto tempo sei in Grecia, in particolare a Sifnos, dove vivi e come ci sei arrivato.

Non sono arrivato a Sifnos dalla notte alla mattina. Come, penso, sia accaduto a molti sono venuto in Grecia per la prima volta per una vacanza,  esattamente 25 anni fa, quindi da “grande”. Non ero mai venuto prima in Grecia e devo sinceramente dire che questo Paese non aveva mai attratto particolarmente in passato. La vacanza in Grecia è stata anche una necessità economica perché l’Italia iniziava a costare troppo!

Parlaci un po’ di cosa è successo dopo e del perchè hai scelto proprio quest’isola per stabilirti in Grecia…

Io e la mia compagna  diciamo sempre che dobbiamo il cambiamento della nostra vita ad una guida delle isole greche ben fatta con una descrizione accurata delle tante isole. Diciamo che cercavamo un isola non troppo grande ma neanche tanto piccola, con qualcosa in più del solo bel mare. E dalla descrizione Sifnos ci era sembrata l’isola giusta. Fin da quando siamo arrivati ci siamo detti che non avevamo sbagliato! Non c’era solo il mare, c’erano i colori e soprattutto gli odori. In quella vacanza l’abbiamo girato in lungo e largo con il motorino spingendoci spesso verso la parte  nord dove si arrivava con una strada sterrata molto sassosa  e dove ancora non arrivava la corrente elettrica.

Quando si è trattato di ripartire ci siamo detti che saremmo tornati.

Ed in effetti l’anno dopo siamo tornati, dopo una breve sosta in un’ altra isola. Dovevamo fare 7/8 giorni in quest’isola e altrettanti a Sifnos,  ma dopo 4 giorni eravamo già a Sifnos.

Poi dopo altri 2 anni di  vacanze a Sifnos abbiamo iniziato a chiedere se si riusciva a prendere in affitto una casa, e abbiamo avuto la fortuna di trovare una casetta proprio dentro Artemonas, località dove avevamo passeggiato spesso e che rappresenta credo l’essenza della Grecia.

Per farla breve,  dopo 9 anni di casa in affitto abbiamo iniziato a maturare l’idea di una casa nostra e di un possibile trasferimento a Sifnos. Anche qui il caso, il destino, il fato, non lo so…dopo tanto cercare avevamo trovato una casa da acquistare sempre dentro Artemonas. Eravamo venuti a Sifnos in primavera apposta  per concludere l’acquisto ma….. sorpresa i proprietari non erano potuti venire causa una grave malattia del figlio ( per inciso siamo diventati molto amici di questa famiglia dopo…). Un po’ delusi da questo imprevisto un giorno un nostro amico ci parlò di un terreno in vendita su quella strada che avevamo percorso sin da quel primo anno di vacanza, per andare verso il nord. Visto il cartello, contattato il numero, fissato l’appuntamento con i proprietari , concordato il prezzo e fissato acquisto: tutto in meno di 24 ore! E anche felicemente impressionati dalla facilità e chiarezza della trattativa.

Siamo curiosi, cosa facevi prima di approdare in Grecia?

Io sono stato sempre un precario, ma per scelta!  Il  mio settore di lavoro comunque è stato nell’ambito dei servizi sociali, ho iniziato nel 1979 in una cooperativa che si interessava di assistenza a persone diversamente abili o con problemi mentali. Ho contribuito a farla crescere ma a quel punto era come stare dentro una grande azienda, non era più  tanto divertente. Mi è sempre piaciuto cambiare e ne ho avuto l’opportunità iniziando a lavorare con incarichi di consulenza sia per enti di formazione professionale sia per Amministrazioni Pubbliche. Poi ho potuto coronare una mia passione che era quella di interessarmi di legge: e così sono stato giudice onorario presso un tribunale minorenni ( il posto di lavoro dove ho resistito di più: 9 anni! Ma non mi pesava anzi qualche volta  ho rischiato di farmi chiudere dentro l’ufficio!) Pian piano mi sono specializzato sul tema delle adozioni e ho quindi avuto il compito di organizzare e coordinare le attività di un ufficio pubblico di una grande città, dedicato proprio al tema delle adozioni e dell’affidamento di minori. E’ stato un periodo di grandi soddisfazioni anche se di grande impegno. Poi dopo una breve esperienza in un’ altra amministrazione pubblica sempre con compiti di una qualche responsabilità, beh era finita la costruzione di casa a Sifnos e si trattava di scegliere, quindi fra il posto fisso nel settore pubblico e Sifnos…non ho avuto dubbi.

Di cosa ti occupi ora a Sifnos? Immaginiamo che tu abbia dovuto “riinventarti”…

Come hai capito non riesco molto a stare fermo quindi dopo un anno in cui mi sono dedicato esclusivamente alla casa e a mettere su l’orto, ho iniziato a pensare a qualche attività da fare. E per un italiano la cose più facile a cui pensare in questo caso qual’è: il mangiare! Dopo un primo pensiero su un negozio di pasta all’uovo, ho frequentato un breve corso per gelatiere e fatto anche del tirocinio presso una gelateria di un mio amico in Italia. Ho fatto il mio bel piano di investimenti e ricavi, e perfino fatto richiesta, con l’aiuto della mia compagna e di un amica greca,  di finanziamento parziale con un programma del governo greco. Accolta la richiesta, avrei avuto anche la consulenza di una famosa gelateria artigianale italiana, e con il finanziamento in mano……. ho cambiato idea. Non mi ci vedevo a stare chiuso a far gelati nel laboratorio oppure a servire coni gelato sino alle 2 di notte a turisti frettolosi.  Allora mi sono chiesto quale aspetto dei diversi lavori  mi aveva sempre gratificato e fosse stato una costante in tutti quelli che avevo affrontato e mi è apparso chiaro  come sempre fosse stata la possibilità di conoscere gli altri, di dialogare con l’altro,  fosse una persona con problemi mentali, fosse un tossicodipendente o un giovane in formazione o una coppia in attesa di adozione.  Parallelamente è scattato il desiderio di far conoscere ad altre persone Sifnos nei suoi aspetti più veri e non superficiali. Di qui l’idea di Slow Sifnos, un servizio di accompagnamento alla conoscenza di Sifnos, dei suoi sentieri, delle sue tradizioni, dei suoi abitanti, per chi non vuole essere solo un turista frettoloso ma un vero viaggiatore. Ho fatto una selezione molto accurata delle strutture da proporre: esclusivamente gestite da abitanti di Sifnos, piccole e a dimensione familiare, rispettose dell’ambiente. Credo che questo serva anche a selezionare chi sceglie di venire in vacanza con Slow Sifnos.

Lasciare tutto e ritirarsi un’isola greca è il sogno di molti; quali sono però i pro e i contro che, secondo te, bisogna valutare prima di fare una scelta del genere?

Come ho detto la mia non è stata una scelta frettolosa ma meditata. Direi che prima di tutto non bisogna lasciarsi trasportare dal facile entusiasmo che può ingenerarsi dopo aver trascorso una bella vacanza! Bisogna fare i conti con la realtà che fra l’altro negli ultimi anni si è fatta, come sappiamo,  molto difficile in Grecia. Anche se la crisi si sente meno sulle isole tuttavia esiste e soprattutto il costo della vita quotidiana è diventato molto alto, sicuramente più del nostro meridione italiano per avere un termine di  paragone. Non a caso si parla del fenomeno dei pensionati italiani che si trasferiscono in Portogallo, non certo in Grecia! Anche l’idea che si possa facilmente lavorare nel turismo non corrisponde alla realtà. Spazio per altre attività ce n’è poco anche se una buona gelateria…avrebbe successo!

Come sempre avere alcune specifiche capacità professionali possono essere utili e vincenti: ad esempio a Sifnos manca un veterinario, sicuramente avrebbe spazio un medico specialista, magari un fisioterapista. Così come un bravo artigiano, anche se ce ne sono già di  bravi,  avrebbe la possibilità di affermarsi.

I vantaggi: credo siano comprensibili a tutti, una vita diversa.

Ti va di parlarci un po’ della tua quotidianità?

Non esiste una giornata tipo a Sifnos, perché quest’isola riserva sempre una sorpresa. Noi “cittadini” tendiamo sempre a programmare ed invece a Sifnos i programmi sono difficili da fare. Magari vai in paese a fare spese, incontri qualcuno e la serata cambia. Una parte del tempo quotidiano la prende sicuramente l’orto e la manutenzione di casa, poi da quando esiste Slow Sifnos in estate c’è sicuramente molto da fare, dallo scorso anno arrivano anche gruppi organizzati da un Tour operator specializzato in Trekking. E poi c’è il bello di poter dedicare il proprio tempo a fare quattro chiacchiere con qualche amico, di regola a Sifnos non si fissano appuntamenti, ma si “passa” a trovare l’amico. E poi ci sono i famosi “Panighiria”, le feste in onore del santo del giorno in cui ci si ritrova tutti insieme per la liturgia e per consumare due dei piatti tradizionali di Sifnos: la revithada (la zuppa di ceci cotta al forno) e il mastelo, agnello o capretto sempre cotto al forno. E tanti altri momenti in cui stare insieme e ritrovarsi. D’altra parte questo è l’aspetto che più mi ha spinto a cambiare vita: avere tempo per dedicarsi a se stessi e al rapporto con gli altri.

Un’isola che vive molto di turismo d’estate si trasforma veramente molto d’inverno; la tua ricetta per sopravvivere fino a primavera?

Ma non direi che non può esistere una ricetta di sopravvivenza altrimenti…meglio andare altrove d’inverno. Detto prima delle difficoltà, il vantaggio di Sifnos e il suo fascino da scoprire è che non è un isola che vive di solo turismo. In questo è molto diversa da quello che vedo di altre isole che si spopolano in inverno, magari perché tante strutture sono gestite o da Ateniesi o da stranieri. A Sifnos quindi d’inverno c’è tanta gente con la quale condividere un caffè o uno scambio di battute. E il segno di questo che dico è il fatto che d’inverno ci sono più “panighiria” che in estate! Ogni settimana almeno un occasione di festa se non più di una. Poi non nego che avere una casa confortevole, Internet e, la sera,  la Tv, aiuti.

Vivi da anni a Sifnos e da quanto sappiamo sei molto integrato nella comunità. Come sei riuscito a raggiungere l’obiettivo di diventare a tutti gli effetti un sifniota?

Non mi mi considero un sifniota, anche se proprio stamattina qualcuno mi ha detto che ero un vero sifniota! Non puoi esserlo, perché non hai vissuto qui da sempre, vieni da altre esperienze e questo conta. Credo lo si debba sempre tenere a mente proprio se si vuole esser accettati nella comunità. Quindi massimo rispetto per quello che esprime questa comunità, per le sue regole e le sue tradizioni, per le sue consuetudini senza volerle imitare o scimmiottare in uno sciocco tentativo di farsi accettare snaturando se stessi. Io sono a cui piace parlare, molto, a Sifnos ho sviluppato una capacità di ascolto che la mia formazione di psicologo non mi aveva dato!

Ci sono comunque delle diversità culturali che fai fatica ad accettare dopo tanti anni?

Ma francamente non ci sono diversità di difficile accettazione, complessivamente quello che mi ha sempre favorevolmente impressionato, è stata l’apertura culturale che respiri a Sifnos. Solo due esempi: il rapporto  fra uomini e donne che  mi sembra molto più evoluto di quello che si riscontra in Italia e il rapporto genitori- figli. E penso di poterlo dire avendo qualche conoscenza sul tema per il mio lavoro “precedente”.

Ha ricambiato l’accoglienza di Sifnos facendole molta buona pubblicità attraverso il tuo bel sito www.slowsifnos.com. Da esperto, cosa non si può perdere assolutamente se viene in vacanza lì?

Provo a dare qualche suggerimento: il tramonto da Aghios Georgios,  la chiesa sulla punta nord di Sifnos vicino Cheronissos; il sorgere della luna con lo sfondo della chiesa di Crissopighì; gli odori che si colgono facendo alcuni sentieri; perdersi nei vicoli di Artemonas; incantarsi di fronte al ceramista che trasforma quel pezzo di argilla in una brocca; e poi certo non può mancare la partecipazione ad un panighiri.

Molti giovani pensano alla Grecia per un’esperienza di lavoro in estate. Quali sono i tuoi consigli a chi  vuole tentare magari su un’isola?

Qualcosa ho già detto riguardo la possibilità di trasferirsi a vivere in Grecia. Per un eventuale impiego estivo ci sono possibilità diverse ma bisogna prepararsi per tempo, non pensare di venire qui a maggio e trovare lavoro. Sicuramente è necessario essere a Sifnos molto prima,  diciamo alla fine della stagione estiva.

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