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Cultura e foto

Il significato dei nomi delle stazioni dell’ilektrikòs

La linea 1, o ilektrikòs, unisce, attraverso 24 fermate, i quartieri di Kifissià e Maroussi, a Nord della capitale, con il Pireo. E’ stata la prima ad essere progettata e realizzata e per molti anni ha avuto il carattere più di una linea ferroviaria che di una vera a propria metropolitana. Un po’ perché scorre per buona parte del suo percorso in superficie, un po’ per la sua velocità limitata, l’ilektrikòs non è mai stato assimilato del tutto dagli ateniesi alle altre linee di metrò. Ne è prova il fatto che nessuno chiama linea 1 quella da Kifissià al Pireo (basta sentire le conversazioni dei passeggeri, tutti lo definiscono solo “ilektrikòs”)  proprio perché nessuno lo considera una metropolitana.

Prima di partire alla scoperta dei significati dei nomi delle stazioni dell’Ilektrikòs ricordiamo brevemente che la prima stazione ad essere inaugurata è stata quella del Pireo nel 1869; successivamente furono aperte nel 1882 quelle di Neo Faliro e Moschato. Per vedere in funzione Omonia e Monastiraki bisognerà aspettare fino al 1895. L’ultima stazione in ordine cronologico è quella di Neratziotissa, che vede la propria apertura nel 2004.

E ora vediamo le fermate partendo da nord e quindi da Kifissià e muovendoci verso sud fino ad arrivare al Pireo.

 

 

Kifissia: la stazione capolinea a nord prende il nome dall’omonimo dimos (cioè “comune”) di Kifissià che a sua volta riprende quello del fiume Kifissòs che la attraversa.

Kat: la stazione prende il nome dall’ospedale adiacente K.A.T. (Κέντρο Αποκατάστασης Τραυματιών) specializzato in ortopedia.

Maroussi: il nome è la versione moderna dell’omonimo dimos (una volta Amaroussio) nell’interno del quale si trova la fermata. L’antico Amaroussio starebbe ad indicare i seguaci della dea Artemide la quale era particolarmente venerata in una località dell’isola di Evia (davanti alle coste attiche) chiamata Amarinthos (da qui il termine (Artemide) Amarissia > Amaroussia) il cui culto poi fu importato da lì dagli abitanti di questo antico insediamento.

Neratziotissa: la fermata si rifà alla chiesa della Madonna Neratziotissa (da “neratzi”, una specie di agrume molto diffuso nella zona) che sorge poco distante.

Irini: la fermata serve il complesso sportivo olimpico di Atene (O.A.K.A). Il nome è volutamente simbolico ed inneggia all’importanza dello sport nel mantenimento della pace mondiale.

Irakleio: il nome deriva dal dimos Irakleio che la fermata serve. In antichità il nome dell’agglomerato si chiamava Ifistiade ed ospitava un tempio dell’eroe Eracle che in seguito ha dato la denominazione alla zona.

Nea Ionia: il circondario è stato così chiamato dai profughi greci fuggiti dall’Asia Minore che fondarono questo dimos nel 1923 in ricordo delle terre che furono costretti a lasciare. Le città da cui provenivano infatti, erano antiche colonie ioniche (fondate tempo addietro dagli Ioni, un popolo di stirpe greca).

Pefkakia: la fermata si trova a Nea Ionia. Il nome significa letteralmente “pinetti” e si riferisce ai numerosi alberi che caratterizzano il paesaggio dei dintorni.

Perissòs: il nome della zona deriva da un piccolo corso d’acqua che in antichità scorreva da quelle parti  e nel quale ,durante il medioevo, erano rilasciasciate le acque superflue (perissòs in greco significa “superfluo”) dell’acquedotto di Adriano.

Ano Patissia: la prima fermata che si trova nel dimos Athinòn (quindi entriamo ad Atene). Il riferimento è ovviamente alla parte nord  (ano significa in questo caso “alta, che sta più in alto”) della zona Patissia. Il nome di Patissia deriva dall’originario Paradeisia- come i paradisiaci e rigogliosi erano i giardini presenti in epoche antiche;  il toponimo si è in seguito trasformato in Patissia per l’impossibilità degli Ottomani di pronunciare questa parola. 

Agios Elefthèrios: la fermata prende il nome dall’adiacente Ieròs Naòs (tempio sacro, chiesa) di Agios Elefthèrios.

Kato Patissia: la denominazione si riferisce alla parte sud o bassa (kato) della zona Patissia.

Agios Nikòlaos: similmente a quanto sopra, la fermata prende il nome dall’adiacente Ieròs Naòs (tempio sacro, chiesa) di Agios Nikòlaos.

Attikì: punto importante di scambio con la metro della linea, la fermata trae il nome dalla poco lontana Platìa Attikìs, ovvero dell’Attica, la regione dove si trova Atene.

Victoria: stazione sotterranea costruita al posto di una più vecchia delle ferrovie, inaugurata nel 1889, che si chiamava “Platià Kiriakoù”. Il nome moderno è un omaggio alla sovrana del Regno Unito; il pretesto fu la concessione delle isole dello Ionio alla Grecia da parte degli inglesi come regalo per la salita la trono greco del nipote di Sua Maestà britannica, il Principe di Danimarca Guglielmo.

Omonia: la stazione, una volta esterna, fu inaugurata nel 1895 e solo nel 1930 divenne sotterranea. La si è voluta chimare così in riferimento alla “concordia”, vedendo in questa un fattore importante per la crescita e la prosperità dello Stato.

Monastiraki: se dalla stazione si esce nella piazzetta non si può non notare una piccola chiesetta, una volta  piccolo monastero, (“monastiraki”, appunto) che la domina. Piccola curiosità: al livello delle banchine dell’ilektrikos, in direzione Kifissia si possono vedere dei ritrovamenti archeologici molto significativi.

Thissio: il percorso da Monastiraki a Thisseio è il più breve ma il più scenografico in quanto passa attraverso le rovine dell’antica agorà. La fermata prende il nome dalla zona che serve, chiamata così dal tempio di Efesto che in passato era erroneamente definito “di Thissio” dalle sculture raffigurate sulle metope che rappresentavano le fatiche dell’eroe.

Petralona: il nome deriva dalle aie costruite in pietra che in passato erano usate dagli abitanti del circondario per lavorare le granaglie. Fino al 1950, prima di subire una rapida cementificazione, la zona era infatti prevalentemente agricola come dimostra l’altro nome con cui si definiva fino agli anni ’20 la parte ovest di Petralona ovvero “Katsikakia” (caprette, dagli animali che pascolavano su quei terreni).

Tavros: qui si esce nuovamente dal dimos Athinòn. Il nome deriva dal fatto che i profughi greci che si insediarono qui dopo il loro allontamento dalla Turchia provenivano dalla zona montagnosa del Tavros. La fermata ha una seconda denominazione, Eleftherios Venizelos, in omaggio al grande politico greco che si mosse a favore della costruzione dell’abitato di Tavros per i profughi.

Kallithea: il nome significa “bella veduta”. Il dimos di Kallithea ha nel suo stemma Thissio che, secondo la mitologia, di ritorno dalla spedizione a Creta, approdò sulla costa proprio nella località Tzitzifiès che fa parte del dimos di Kallithea.

Moschato: l’ilektrikòs che attraversa Moschato corre esattamente sul percorso della grandi mura che in età antica proteggevano la strada che dal Pireo arrivava ad Atene. Il dimos, che si trova nella circoscrizione del Pireo,  ha cambiato parecchi nomi durante il corso degli anni fino ad arrivare a quello recente che ricorda proprio la varietà di vite che era presente a tutto l’800 in questi luoghi.

Faliro: la stazione di Faliro serve l’abitato adiacente nonchè gli stadi di basket e di calcio della squadra dell’Olympiakos. In realtà la zona servita sarebbe più correttamente quella di Neo Faliro (cioè nuovo Faliro) perchè l’altro Faliro, cioè Palìo Faliro (ovvero antico) si trova un po’ più a sud sulla costa.

Pireo: la scenografica stazione capolinea a sud dell’ilektrikòs arriva fino a pochi metri dal porto. Qui ci si trova proprio in un’altra città! Il Pireo infatti è un dimos a sé,  separato da Atene, nonostante a prima vista non lo si penserebbe. Il nome della città non è cambiato dall’antichità e deriva da “pireevs” che significa “chi costeggia dal Faliro fino alla penisola (del Pireo)”.

E arrivati al Pireo il nostro viaggio sull’ilektrikòs è giunto al termine. Speriamo che questa breve “escursione” vi abbia fatto piacere e vi aspettiamo a breve per scoprire gli altri nomi delle stazioni della metro di Atene!

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