Mangiare e bere, Psirri

Sotto il pergolato…una gemma ateniese nascosta

 

Vi è mai capitato che un amico vi desse una dritta per un locale dove si è trovato benissimo e che voi non vediate l’ora di andarci per verificare se il suo entusiasmo vi contagerà? Immaginiamo di sì e vi capiamo visto che la stessa cosa è successa a noi più volte e, dobbiamo ammettere, che fino ad ora i consigli dei nostri amici si sono rivelati preziosi.

Questa volta però il consiglio, pur validissimo, non ci è arrivato da una nostra conoscenza vera e propria ma da un “amico di blog”- chiamiamolo così. Alzi la mano di chi di voi non ha seguito nemmeno una puntata Masterchef Italia…Ok, bene. Tra gli altri ci sarà sicuramente qualche appassionato che si ricorda addirittura della prima edizione, quella vinta da Spyros Theodoridis, il simpatico concorrente di origine greca- eh sì, un collegamento con la Grecia, c’era in tutto questo preambolo! Il suo coloratissimo e – scommettiamo- saporitissimo blog ” Spyros, il giro del mondo in 80 piatti” non poteva che iniziare il suo viaggio che dalla sua amata Atene.  Leggendo i suoi post ci ha fatto particolarmente piacere vedere che annovera tra i suoi locali preferiti alcuni che abbiamo visitato in passato come il “Bougatsadiko Thessaloniki” e “Serbetia” a Psirri o il “Mavro Provato” a Pagrati.

Tra le destinazioni enogastronomiche di cui Spyros parla a proposito della città ci ha particolarmente incuriosito una taverna, la “Klimatarià” (pergolato) di cui il nostro cuoco-blogger riferisce con toni esaltanti. Sebbene la qualità della sua cucina sembra essere ormai conosciuta tanto da greci quanto da stranieri il locale da trova già in quella parte di Atene non propriamente turistica che va dalla fine di Psirri ad Omonia e questo ce l’ha resa subito interessante.

Alla Klimatarià siamo arrivati da Psirri passando ad un certo punto tra stradine un po’ degradate che consiglieremmo vivamente di attraversare solo di giorno come abbiamo preferito fare noi. Fortunatamente, pur conoscendo l’indirizzo, abbiamo notato che la taverna è segnalata con dei cartelli all’incrocio con le vie limitrofe e questo comunque facilita chi, non conoscendo la zona, difficilmente penserebbe di trovare un locale rinomato in questo intrico di viette scalcinate.

Al nostro solito siamo arrivati abbastanza presto perché, non avendo prenotato, immaginavamo che sarebbe stato difficile trovare un tavolo disponibile. E abbiamo fatto bene visto che un po’ alla volta il locale si è riempito in ogni ordine di tavoli e ad alcuni clienti è stato comunicato che non c’erano più posti dove sedersi.

Al nostro arrivo ci sono stati subito offerti del tsipouro e un’insalata di capperi. Per chi se lo chiedesse la kaparosalata assomiglia moltissimo all’apparenza ad uno tzatziki realizzato con l’aneto ma senza cetriolo ma poi il gusto lascia intendere che il sapore prevalente è quello del cappero.

Esteticamente il locale è molto rustico, con elementi che richiamano la vita agreste sparsi un po’ dappertutto. L’illuminazione di giorno è quella che filtra dal soffitto e risulta piacevolmente soffusa. Ad una parete sono addossate ad ornamento delle botti di legno mentre le fronde di alcuni alberi entrano da un edificio adiacente e regalano una nota di verde all’insieme.

Dal menù abbiamo scelto melitzanosalata, filetto di pollo e calamaro ripieno di verdure (uno solo e di proporzioni considerevoli), innaffiando il tutto con mezzo litro di vino rosso. Abbiamo deciso questa volta di non provare le decantate torte salate per cui Spyros ha parole di ammirazione perché già sazi dopo aver gustato le nostre ordinazioni- le porzioni sono più che abbondanti. Ci è dispiaciuto particolarmente non poter ordinare gli involtini di vite che devono essere straordinari, a quanto pare, ma non erano presenti nel catalogo. Ma non ci lamentiamo affatto; quello che abbiamo provato era assolutamente di buon livello. Avremmo però preferito essere di più per poter gustare più piatti e poter elaborare un giudizio più complesso. Più o meno come ha fatto una signora seduta accanto a noi che, indecisa se ordinare o meno il calamaro ripieno ha chiesto ad una ragazza ad un altro tavolo che lo stava gustando se poteva fargliene assaggiare un po!

Alla fine del nostro pranzo abbiamo corrisposto una cifra tutto sommato equa e possiamo quindi ritenere la nostra esperienza alla Klimatarià più che soddisfacente. Il nostro desiderio sarebbe quello di ritornarci la sera, quando l’atmosfera con la musica dal vivo deve essere molto suggestiva. Ma per allora sarà sicuramente meglio prenotare…

Dopo aver verificato la validità delle scelte di Spyros- ma non avevano dubbi in merito- ci siamo ripromessi di visitare altri locali da lui suggeriti nei suoi consigli su Atene. Quali saranno i prossimi dove andremo? Per scoprirlo non vi resta che rimanere sintonizzati sul nostro blog ateniese!

 

Indirizzo:

Klimatarià: Platìa Theatrou 2

Come arrivare:

Metropolitana: blu (fermata Monastiraki) e rossa (fermata Omonia)

Ilektrikos: (fermata Omonia)

Autobus: 21, 049, 813, 815, 856, Β18, Γ18

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply