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Peiraiki

Un genetliaco al Pireo..è per sempre

Come preannunciato la settimana scorsa ieri cadeva il genetliaco di uno di noi due, precisamente del sottoscritto. Ben 32 anni or sono infatti in una (poco) ridente cittadina del Piemonte, ma al confine con la Liguria, veniva alla luce questa mente eccelsa da cui forse per prima è scaturita l’idea di creare questo blog; ma quest’ultimo senza il prezioso contributo di Αττική sarebbe ben poca cosa, così come la vita del suo collega di blog.

Ce ne saremmo potuti stare a casa in un’occasione tanto importante? Ma anche no, ragion per cui una volta recuperata Αττική dal duro lavoro quotidiano ci siamo diretti verso Il Pireo per una cenetta in riva al mare. Sarebbe più corretto dire che abbiamo sconfinato verso Il Pireo, dal momento che quest’ultimo è comune a sé stante e non solo; sarebbe infatti paragonabile alle nostre province poiché costituisce unità periferica ben distinta da Atene e dalle altre dell’Attica. Ciononostante molti continuano a ignorare questo fatto e a considerarlo parte di Atene e suo prolungamento marittimo. Niente di più errato; provate a dire a un abitante del Pireo che è un ateniese (soprattutto se tifoso dell’Olympiacos) e probabilmente vi farà cambiare idea a suon di sberle. Atene ha molti pregi, ma non quello di essere affacciata sul mare; a meno che vogliamo bellamente fregarcene delle divisioni amministrative e considerare un po’quello che piace a noi.

Terminata la puntualizzazione geografica torniamo al racconto della serata; la zona da noi prescelta era quella di Πειραϊκή (Peiraiki) ovvero un quartiere del Pireo a est del porto caratterizzato dalla presenza di numerose taverne di pesce e locali notturni, nonché dall’estrema vicinanza al mare (la via principale è Akti Themistokleous, ovvero Riva Temistocle, il ché vi fa capire che siamo praticamente a strapiombo sul mare). Destreggiatici tra divieti di sosta non scritti davanti alle taverne, sensi unici da rompicampo e turisti che pensano di poter parcheggiare un SUV in una stradina larga qualche metro e di non chiudere nemmeno gli specchietti esterni, abbiamo raggiunto il ristorante da noi desiderato ma lo abbiamo trovato desolatamente chiuso per..ferie. Fatte le nostre considerazioni sull’opportunità di chiudere nel momento più importante della stagione turistica, non ci siamo persi d’animo e abbiamo trovato ampia disponibilità alla taverna Ο Διασημος (Diasimos); l’ultima parola doveva spettare ad Αττική e a posteriori la scelta è stata ottima. Ma andiamo per ordine.

Questo è il panorama dal nostro tavolo:

 

E questo il menù, nostro cavallo di battaglia e segno di riconoscimento.

La taverna deve riscuotere particolare successo, perché dispone di molti coperti sia all’esterno che all’interno; il week-end è decisamente consigliato prenotare, anche durante la stagione estiva. Ci siamo decisi abbastanza rapidamente per un’insalata di gamberi e di granchio (o meglio, due cocktail visto che ci sono stati serviti in due bicchieri) dove la salsa meritava una menzione particolare per la sua bontà. Proseguiamo nell’ordinazione con una spaghettata con gamberi da dividere in due. E qui vengono le note dolenti perché la pasta (seppur buona in sé, così come i gamberi assolutamente freschissimi) conteneva anche pezzettini di un qualche tipo di formaggio salato; entrambi siamo rimasti sorpresi perché non capiamo chi possa avere insegnato allo chef che in una pasta con del pesce ci voglia del formaggio. Saremo tradizionalisti, ma per noi la pasta al pesce non necessita di alcun tipo di formaggio. In ogni caso, il salato del formaggio non ha rovinato il gusto del piatto e alla fine possiamo dire di essere rimasti soddisfatti però dobbiamo ammettere (o forse parlo solo per me) che le spaghettate ai gamberi dello Skoumbri e dell’Atlantikos erano forse leggermente superiori.

Sazi, ma altresì stanchi dopo una dura giornata di lavoro chiediamo il conto e lo riceviamo dopo circa un quarto d’ora (da un cameriere che sembrava quantomeno inglese od olandese, infatti è stato da noi battezzato Dimitris van de Kerkhofen, ma era greco a tutti gli effetti) accompagnato da questi due ottimi gelati.

Qualcuno può storcere il naso perché qui vengono offerti dalla casa cibi confezionati, però credeteci che dopo una cena del genere ci sono stati divinamente e hanno aiutato la digestione. Per concludere: con 30 euro abbiamo mangiato e bevuto (bene) in due. Ci torneremmo? Probabilmente sì, anche se questa zona è davvero piena di taverne che meriterebbero di essere provate tutte. Questo quartiere ha una vista spettacolare sul Pireo e sulle isole più vicine ad Atene ed è forse meno turistico delle zone di Mikrolimani e Passalimani. Lo si raggiunge con l’autobus 904 dalla stazione della metropolitana leggera e dal porto del Pireo oppure con l’auto (se lo fate nel weekend prevedete di avere problemi nel trovare parcheggio).

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