News da Atene

Sul come si spartiscono i post i narratori del presente blog

Vi sarete sicuramente goduti il post precedente a cura dell’amico Αλβέρτος che oltre ad essere piacevole e frizzante, mi offre l’occasione per spiegarvi brevemente come avvengono le ripartizioni delle recensioni e delle “narrazioni” tra noi due.
Fondamentalmente, devo ammetter che non v’è organizzazione niuna, nel senso che non decidiamo mai a priori chi scriverà cosa. In modo molto semplice e poco teatrale, in un anelito di democrazia, abbiamo segretamente sancito che chi è, nell’ordine:
– più libero da impegni vari
– più ispirato dall’argomento
– più “preparato” sul tema trattato
si proponga spontaneamente e scriva di conseguenza cercando di risultare il meno noioso e il più intrigante possibile per i lettori.
Quindi, come potete immaginare, sabato, facendo leva sul terzo punto, ovvero “l’essere più preparati sul tema trattato”, ho addotto la scusa inoppugnabile “Scrivi tu che te ne intendi di letteratura norrena” e ho affibbiato la trattazione della serata sul locale con richiami “Star Wars” al socio.
“Già”, vi starete chiedendo voi, “con un’assurda scusa del genere lui ci è cascato e si è sobbarcato l’onere???”. “Ovvio,”mi sento di rispondervi “tanto più che il nostro è davvero un’esperto di siffatta e pregevole prosa nordica e il nesso tra le due tematiche mi sembra evidente”. Ma dei legami di Αλβέρτος  con i paesi più a nord della Grecia vi parlerà se vorrà e lo riterrà necessario lui stesso in altra sede. A noi, che grazie a questa sua conoscenza filologica, ci siamo avvantaggiati della sua preziosa trattazione, ora interessa capire la motivazione che ne ha fatto il narratore della serata.
Aggiungo solo poche righe per mettere in chiaro che andare all’Underdog, per una come me che adora Star Wars è stato uno spasso (il mio socio lo sapeva e non ha trovato in me nessuna resistenza quando mi ha proposto di andarci).
Dappertutto riferimenti alla mia (o nostra, magari, miei affezionati amici) saga preferita, il culmine dei quali è rappresentato dalla parete su cui si staglia un murales con un C-3PO steso su un letto con un drink in mano.
Comprenderete la mia esaltazione nel vedere da vicino il tavolo di cui vi parlavamo nel precedente post, un omaggio all’oscuro Dart Vader (o Lord Fener, se preferite la versione italiana) davanti al quale penso di essermi lasciata sfuggire un’esclamazione di meraviglia.
E, ben inteso, se non fosse stato per la letteratura, le saghe e la poesia scaldica del Nord Europa quel post me lo sarei auto-assegnata con piacere ma regola vuole che scriva chi è più competente. E alle regole, soprattutto se ineccepibili come questa, abbiamo deciso di non si transigere (e su questa inflessibile linea di trattazione siamo sicuri di avere la vostra comprensione e il vostro sostegno).

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